Jihadi John, il boia dell’Isis colpito da missile Usa in Siria

Il cosiddetto boia dell’Isis Jihadi John sarebbe stato colpito in Siria durante un raid aereo della coalizione anti stato islamico guidata dagli Stati Uniti. Ne danno notizia i media statunitensi citano alti funzionari del Pentagono anche se fino ad ora non c’è nessuna conferma ufficiale della sua morte. Secondo la Cnn gli Usa avrebbero lanciato un attacco con un drone armato che aveva come obiettivo proprio il jihadista conosciuto in occidente per essere apparso in moltissimi video di decapitazione di ostaggi in mano all’Isis mentre parlava un fluente inglese. Sebbene sia stato sempre incappucciato infatti Jihadi John è stato identificato dall’intelligence occidentale come Mohammed Emwazi, un londinese di origine kuwaitiana che poi si è unito allo Stato islamico e per questo ribattezzato anche il boia britannico dell’Isis. Secondo le stesse fonti la zona dove si trovava Jihadi John sarebbe stata colpita da un missile lanciato da un drone vicino alla capitale dello Stato Islamico in Siria, Raqqa.



“Fonti dell’amministrazioni credono di averlo colpito e di aver ucciso Jihadi John ma al momento questo non è assolutamente confermato ufficialmente perché non ci sono né truppe né personale di intelligence sul terreno dove è stato effettuato il raid” spiegano dalla Cnn. A questo punto toccherà all’intelligence cercare di capire se effettivamente il jihadista sia stato ucciso, soprattutto monitorando le comunicazioni tra i vertici dello sedicente Stato islamico. “Stiamo valutando i risultati dell’operazione di questa notte e daremo informazioni più precise non appena potremo” si è limitato a dichiarare il portavoce del Pentagono, Peter Cook, mentre altri funzionari hanno aggiunto che il drone avrebbe colpito un’auto sulla quale viaggiavano il boia e altri membri dell’Isis.


Del resto il nome di Mohammed Emwazi era in cima alla lista dei ricercati dalle forze americane e britanniche dopo i suoi truculenti video in cui appariva vestito di nero e impugnava un grosso coltello col quale tagliava la testa a tutti gli ostaggi stranieri a partire dall’americano James Foley, la sua prima vittima. Tra le sue vittime anche Steven Sotloff, i britannici David Haines e Alan Henning, l’americano Peter Kassig e i giapponesi Haruna Yukawa e Kenji Goto.


 



 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati