Intervento dell’Ingegnere Sebastiano Lantieri: la politica e i giovani. Quale futuro?

 Il disagio del nostro tempo di cui principalmente i giovani, parcheggiati nelle scuole, nelle università, nei master, nel precariato, sono le prime vittime è principalmente Culturale. Se ai giovani viene data una meta realistica, una prospettiva credibile, una speranza in grado di attivare la forza che essi hanno dentro di loro sono in grado di progettare, ideare, produrre. Il disagio culturale ( non esistenziale), che li avvolge ,li rende apatici insensibili alla sofferenza propria e altrui e li porta ad interrogarsi sul significato stesso della loro esistenza. Il futuro ai loro occhi appare incerto, precario, insicuro e produce inquietudine per cui le iniziative si spengono, le speranze appaiono vuote, la demotivazione cresce e l’energia vitale implode; in tutto ciò la politica di oggi non riesce a dare risposte e speranze ma, al contrario, è essa stessa causa di depressione.

L’assenza di un futuro, che la politica non sa creare, priva genitori e insegnanti dell’autorità di indicare il cammino per l’inserimento nel mondo del lavoro. Nel mondo politico di oggi gli imperativi morali non hanno nessuna efficacia, la virtù e la morale si sono volatilizzati da tempo i giovani vedono il loro futuro distrutto dagli sprechi e dal clientelismo praticato quotidianamente dalla classe politica che mira, come unico obbiettivo, al raggiungimento del consenso per consolidare il potere e il benessere personale. I politicanti di oggi non sanno assicurare la giusta corrispondenza tra preparazione acquisita attraverso impegno e faticosi studi e la legittima aspirazione ad entrare nel mondo del lavoro, in poche parole non sono affatto garanti della diretta corrispondenza tra merito e occupazione.

Essi sbagliano quando sostengono che oggi non esiste differenza tra destra e sinistra, perché questa affermazione di fatto elimina il conflitto tra gli opposti che è costitutivo di ogni identità e, senza identità, i giovani perdono entusiasmo non sanno per che cosa lottare, sono privati dell’energia vitale necessaria al cambiamento. Come possono la politica ed i politici aiutare i giovani a venir fuori da questa stasi? I politici dovrebbero soprattutto mettere in atto progetti atti a risolvere le problematiche sociali e non lanciare messaggi di potere: potere di trovare occupazioni o potere di fare miracoli individuali, trasformando i partiti in mere aggregazioni politiche senza identità o addirittura trasformati esclusivamente in Agenzie di Collocamento, dimenticando i loro valori fondanti che la Costituzione indicava come necessari. Per cui quale può essere oggi una giusta direzione? La risposta potrebbe essere quella di costruire legami di lealtà e di solidarietà tra generazioni, capaci di rimuovere la depressione e la sfiducia nei politici di oggi. 

Sebastiano Lantieri

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati