Indonesia, esplosioni e sparatorie a Giacarta: vittime e feriti


Una serie di esplosioni e un conflitto a fuoco hanno causato la morte di almeno sette persone e decine di feriti in Indonesia, nella capitale Giacarta. Dopo la deflagrazione degli ordigni, almeno sei secondo alcuni testimoni ma le notizie sono ancora molto confuse, c'è stata anche una sparatoria. Le bombe sono esplose in diversi punti della città tra cui il centro commerciale Sarinah, che si trova vicino il palazzo presidenziale e la sede dell'Onu. Le esplosioni sarebbero state causate da granate lanciate da alcuni attentatori, che hanno poi ingaggiato uno scontro a fuoco con la polizia e sono tuttora in fuga. Alcune fonti parlano di “14 uomini armati in circolazione”. Una prima ricostruzione parla anche di almeno tre kamikaze che si sarebbero fatti esplodere allo Starbucks cafè nel centro della capitale indonesiana. Altri due uomini armati avrebbero attaccato un posto di polizia.  Tra le vittime ci sarebbero tre poliziotti e tre civili.

Appello del presidente indonesiano alla calma – Nei diversi video apparsi sul web si vedono alcune vittime delle esplosioni e i luoghi in cui le bombe sarebbero esplose. La polizia ha circondato l'area sconvolta dalle esplosioni, chiesto ai residenti di restare in casa e di allontanarsi dalle finestre. Il presidente indonesiano, Joko Widodo, ha tenuto un breve discorso alla nazione in televisione condannando l’attacco terroristico e dicendo che la situazione a Giacarta è “sotto controllo” e che la popolazione “non deve avere paura di questi atti di terrore”. Il presidente che si trovava a Majalengka, a Giava Occidentale, è rientrato verso la capitale. L'Indonesia, il Paese al mondo che ha il maggior numero di musulmani, ha subito una serie di attentati di matrice islamista tra il 2002 e il 2009, il più grave nell'isola Bali nel 2002, quando morirono 202 persone in gran parte turisti australiani.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati