Indagato Stefano Graziano, presidente Pd Campania:concorso esterno in associazione mafiosa

Stefano Graziano dovrebbe autosospendersi a breve dalla presidenza del Pd della Campania e dal gruppo in consiglio regionale. Così scrive l'Ansa che si basa su fonti parlamentari. Stefano Graziano, presidente del Pd Campania e consigliere regionale è nel registro degli indagati dell'inchiesta sugli appalti ai Casalesi al Comune di Santa Maria Capua Vetere. L'ex deputato è accusato di concorso esterno in associazione camorristica. I pm della procura Antimafia di Napoli che ordinato la perquisizione del suo ufficio in Regione e quella della sua abitazione. 

Perquisizioni sono in corso da parte dei carabinieri a Roma e Teverola (Caserta). Stefano Graziano indagato per concorso esterno in associazione mafiosa I provvedimenti sono stati eseguiti stamattina dagli agenti del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli e i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta. Sono state eseguite 9 ordinanze di custodia cautelare tra cui una a carico dell'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Biagio di Muro. Coinvolti nell'inchiesta della Dda, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, anche imprenditori e funzionari comunali. Secondo le ipotesi accusatorie l'appalto dei lavori per il consolidamento di Palazzo Teti, sarebbe stato affidato con una gara truccata a imprese collegate al clan dei Casalesi. Dietro l'aggiudicazione dell'appalto ci sarebbe una tangente da 70mila euro. Ciarambino (M5S Campania): "Si dimetta" "I voti della camorra avrebbero portato Stefano Graziano, presidente regionale del Pd in Campania, fino in consiglio regionale, dove tuttora siede. In una terra in cui la presenza della camorra e' ingombrante e incide nella vita di tutti i cittadini onesti, non si può tentennare neanche un minimo: Graziano lasci la sua poltrona in consiglio regionale e chiarisca tutto di fronte ai giudici.

Non e' accettabile che resti un solo minuto in più vista la gravità della accuse nei suoi confronti".  Così Valeria Ciarambino, portavoce M5S Regione Campania, in un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo dal titolo ‘#gomorrapd in Campania'. Guerini (Pd): "Spero che presto si faccia chiarezza" "Sulle notizie che arrivano da Caserta ci auguriamo che si faccia chiarezza al più presto, che si possano rapidamente chiudere le indagini e definire la posizione di chi è coinvolto. Nel frattempo, totale e incondizionata fiducia nel lavoro della magistratura". Queste le parole del vice segretario nazionale del Partito democratico Lorenzo Guerini. Capacchione (Pd): "Graziano deve fare un passo indietro" "Che il Partito Democratico della Campania fosse diventato oggetto di un arrembaggio piratesco da parte di affaristi privi di scrupoli e collusi, è cosa che abbiamo denunciato da molto tempo: a Caserta, con la vicenda Asi, e in tutta la regione, come si era visto durante le elezioni regionali, con la corsa di personaggi equivoci per salire sul carro del vincitore".

E' netta la posizione di Rosaria Capacchione, giornalista e senatrice del Partito democratico, che chiede a Graziano di fare un passo indietro. "Siamo certi – ha dichiarato – che Graziano riuscirà in tempi rapidi a dimostrare la sua distanza da certi ambienti. Ma ritengo che sia opportuno un suo passo indietro dalla presidenza dell'assemblea regionale perché possa chiarire al più presto la sua posizione, nel rispetto dello spirito dei codici deontologici che ispirano la natura stessa e la ragione d'essere del Partito Democratico". De Magistris: "La rottamazione di Renzi non è mai cominciata" "Ancora una volta un esponente apicale del PD viene coinvolto in vicende giudiziarie assai gravi, addirittura per quanto attiene a legami con una delle più potenti organizzazioni mafiose in Italia. La rottamazione di Renzi non è mai iniziata, anzi. Noi da anni ci stiamo strenuamente battendo in un territorio così difficile per sradicare i rapporti tra la camorra e la politica nella città di Napoli". Questo il commento del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati