Immigrazione – Piazza Armerina città dell’accoglienza

“Piazza, città nata da un genocidio, quello degli arabi per mano dei Normanni, è oggi una comunità accogliente nei confronti degli immigrati. A 950 anni da quel tragico atto di nascita ha mostrato di sapere assorbire ben tre ondate migratorie negli ultimi 40 anni.”


Questo, in estrema sintesi, il concetto espresso dal Sindaco Fausto Carmelo Nigrelli in occasione dell’intervento di saluti al convengo “Sicilia punto di approdo e partenza: passato, presente e futuro”, che si è tenuto presso l’auditorium dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri nel quadro di un progetto curato dalle insegnanti Liuzzo e Pani.


Il Sindaco ha ricordato che, tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, il territorio di Piazza ospitò ben tre “comuni” di figli dei fiori che portarono nel centro della Sicilia, nel momento di massima espansione, circa 300 giovani provenienti, in gran parte, dai paesi del nord e della mitteleuropa, dal nord america, oltre che da diverse regioni italiane. “Fu un’ondata migratoria assai particolare fatta di giovani con una cultura distante da quella di gran parte della popolazione locale, che portò una ventata di internazionalità dalla quale altre comunità del centro Sicilia furono eslcuse. Di quelle comuni alcuni componenti sono rimasti a Piazza e qui vivono, lavorano, producono, mantenendo sempre un importante livello di rapporti internazionali. I loro figli, spesso nati qui, hanno studiato nelle nostre scuole, sono integrati con i nostri figli, sono come i nostri figli, anzi sono anch’essi i nostri figli. L’unica differenza è che, normalmente, parlano tre o quattro lingue.”


Nigrelli ha anche ricordato la seconda, più pervasiva, ondata migratoria che si è verificata a partire dall’inizio degli anni Novanta del XX sec., dopo il disfacimento del blocco ex sovietico. “Una ventina di anni fa – ha ricordato – ha avuto inizio una lenta, ma costante immigrazione di donne e uomini che provengono soprattutto dai paesi dell’est europeo, Romania e Polonia, e che, nel giro di pochi anni, ha dato origine a comunità numerose, cresciute notevolmente nell’ultimo quiquennio, e oggi in fase di integrazione. La presenza di centinaia di donne che svolgono soprattutto il ruolo di badanti per gli anziani soli riveste un fondamentale ruolo sociale: senza di loro si riverserebbe sul Comune e sugli altri enti una quantità di domande di assistenza domiciliare o istituzionalizzata che non potrebbe essere accolta.”


D’altra parte i dati statistici parlano chiaro: “Al 31 dicembre 2011 sono ben 645 i cittadini stranieri residenti a Piazza, il 51% in più rispetto al 2007; il 3% della popolazione – ha reso noto Nigrelli. L’80% degli stranieri nel distretto sanitario Sud, quello che comprende oltre che Piazza, Aidone, Barrafranca e Pietraperzia, risiede a Piazza.”
“Per questo motivo – ha concluso – provenienti dal Maghreb e dall’Africa subsahariana, che, per il momento, sono solo richiedenti asilo, spesso orientati a trasferirsi, appena possibile, in altre regioni o in altri Paesi europei, ma potrebbero anche decidere di rimanere qui se troveranno opportunità di lavoro.” 

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati