IL SINDACO NIGRELLI SCRIVE AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI ENNA

Questo il testo della lettera inviata da Carmelo Nigrellli al presidente della provicnia di Enna.


Egr. Presidente, cari colleghi


nei giorni scorsi i rappresentanti degli enti che hanno costituito alcuni anni fa l’Ente Biennale di Archeologia, si sono riuniti per valutarne l’attività e assumere delle decisioni in merito.
Il Presidente Monaco, che rappresenta l’Ente che più ha investito nella Biennale, ha sottolineato i gravi problemi finanziari che la riguardano, anche in considerazione del fatto che gli altri soci – compreso il mio Comune – non hanno pagato con puntualità le quote annuali spettanti.
L’ipotesi che è stata messa in discussione è, pertanto, quella della chiusura dell’Ente o della sua liquidazione.
Ebbene, l’Amministrazione che presiedo crede che la semplice crisi finanziaria non sia un motivo sufficiente per decidere di interrompere questa esperienza che, se da un lato ha avuto elevati costi, certamente ha contribuito in maniera non banale a fare conoscere il patrimonio archeologico della provibcia di Enna.
Io condivido le analisi del Presidente Monaco, ma credo che possiamo, se lo vogliamo, mantenere un Ente che potrebbe rivelarsi assai utile proprio adesso che il patrimonio archeologico della provincia vivrà una fase di attenzione internazionale data dalla “rinascita” della Villa romana e dal ritorno dell Venere di MOrgantina.
Ecco in dettaglio una prima ipotesi che vi sottopongo.
Lo scopo dell’Ente dovrebbe diventare quello di promuovere non i singoli beni archeologici, ma il sistema del patrimonio archeologico ennese.
Dal punto di vista organizzativo, verrebbe eliminato ogni costo della politica creando un Consiglio di amministrazione costituito dal Presidente della Provincia e dai Sindaci.
Il Presidente coinciderebbe con il Presidente della Provincia ovvero potrebbe essere ogni anno un sindaco diverso.
Si potrebbe individuare un comitato scientifico – senza gettone di presenza o indennità – costituito da specialisti ed esperti di chiara fama.
Il personale potrebbe essere costituito da un impiegato distaccato da ciascuno degli enti aderenti.
Per quanto riguarda la Sede, essa potrebbe essere messa a dsiposizione dalla Provincia ovvero da un Comune (il mio Comune è, eventualmente disponibile).
In questo modo  credo che si salverebbe quanto di positivo è nell’idea originaria della Biennale, eliminando, al contempo, ogni costo aggiuntivo (la quota di adesione potrebbe essere enormemente più bassa rispetto ai 25 mila euro annui attuali).
Vi invito, in vista della riunione che a breve verrà convocata dal Presidente Monaco, a riflettere su questa proposta che, ovviamente, non è altro che una base di discussione.


Agostino Sella



 

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati