Il sindaco di Aidone alla Bit di Milano per presentare il ritorno della Venere di Morgantina

“Il viaggio di ritorno della magnifica statua di culto sta per cominciare e la BIT 2011 di Milano rappresenta l’ultima tappa comunicativa, prima della meta” Lo ha detto il sindaco di Aidone Filippo Gangi partecipando alla Bit di Milano per presentare il grande evento del ritorno ad Aidone della Venere di Morgantina che lascerà Los Angeles, J. Paul Getty Museum di Malibu, a metà Marzo. La statua sarà  sezionata in tre parti e collocata in appositi contenitori di sicurezza, alla volta di Aidone dove verrà rimontata definitivamente a cura degli esperti del museo americano e da dove non si muoverà mai più.  È stato chiesto al Presidente della Repubblica di concedere il patrocinio, presenziando alla celebrazione inaugurale che si terrà probabilmente    nel mese di Aprile. “Abbiamo voluto farlo sapere da qui ai quattro angoli del mondo – ha continuato Gangi – l’Afrodite di Morgantina, ha trascorso gli ultimi decenni negli Stati Uniti in una sorta di “esilio dorato” dove milioni di visitatori hanno potuto ammirarla. Ma  solo ad Aidone-Morgantina la prestigiosa statua potrà raccontare la sua storia perché ritrova l’habitat da cui proviene e i resti, perfettamente conservati, della città ellenizzata dove esercitava la sua sacralità. E “pazienza” se i visitatori per poter ammirare la bellissima statua, gli argenti ellenistici di Eupolemo, gli acroliti di Demetra e Kore, il ricchissimo  Museo Archeologico di Aidone, la splendida città di Morgantina e, a due passi, la notissima Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, con i suoi impareggiabili mosaici, visitatissimo sito UNESCO, di prossima riapertura – aggiunge – dovranno attraversare un territorio pressoché incontaminato, guardare da vicino l’Etna, il più grande vulcano d’Europa, percorrere strade normali in mezzo a boschi, soffermarsi ad ammirare paesaggi mozzafiato, visitare preziose chiese e fornitissime biblioteche, degustare prodotti tipici, passeggiare per quartieri medievali. Sono  convinto che la statua stessa costituirà l’innesco di un percorso virtuoso di sviluppo in cui gli imprenditori e operatori economici saranno “solleticati” dall’elemento oggettivo della presenza fisica della Venere nel nostro territorio, di cui non in pochi ancora dubitano, per decidere i loro investimenti. Noi siamo e ci sentiamo pronti ad accogliere i tanti visitatori – conclude – offrendo loro il contesto del nostro territorio, in grado di raccontare la sua storia multi millenaria, esibendo il suo patrimonio culturale, archeologico, paesaggistico e gastronomico. Non un turismo frenetico, quello “mordi e fuggi”, ma slow tourism, che imprime nella mente, le immagini delle preziosità e rarità archeologiche, storiche e culturali, ma, soprattutto, uno scenario naturale a misura d’uomo in cui la tappa di avvicinamento al tesoro conterà più del tesoro stesso”.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati