IL ROCK A PIAZZA ARMERINA: NON E’ LA PRIMA VOLTA.

Giorno 7 ed 8 febbraio si svolgerà la prima edizione del Piazza Rock Contest. In realtà non è la prima volta che a Piazza Armerina si organizza un evento di questo tipo. E’ proprio l’ex cinema Plutia ad avere ospitato altri due avvenimenti del genere alla fine degl’anni settanta. Anche allora, come oggi, il panorama musicale armerino era riccodi  iniziative e gruppi musicali ed era proprio il rock ad esercitare una forte influenza sull’espressività musicale di quel periodo. Per chi oggi fa musica credo sia importante sapere che , al contrario di quanto si possa pensare, la musica rock espressa in quel periodo non è poi così diversa da quella che oggi caratterizza i gruppi che si esibiranno all’ex Plutia fra qualche giorno. Pink Floid, Led Zeppelin, artisti come Jimmy Endrix,influenzavano in quegl’anni la musica e , in Italia, gruppi come gli Aria di Demetrio Stratos , il Banco del Mutuo Soccorso o la PFM esprimevano un Rock innovativo , ricco di contenuti e di originalità. Basta ascoltare brani come “Aforismi urbani” degl’Aria o R.I.P. del Banco per rendersi conto come la musica di quel tempo non fosse piatta e scialba come si potrebbe pensare.  


A Piazza Armerina a metà degl’anni 70 erano nati tre gruppi che non si limitavano a eseguire brani di musica leggera ma che si dedicavano anche alla composizione : Il Mito Di Er , dei fratelli Navarra, Pippo Romano (zio dei famosi Romano Bross), Egidio Lorito; Gli RH813 composto da Manfredi Napoli, Carmelo Adamo, Angelo Urzì, Nino Faldetta, Enzo La Malfa e dal sottoscritto.; il Decimo Grado della Scala Mercalli di Giovanni Nocera , Silvio Evola, Manlio Marzullo. A distanza di tanto tempo è impossibile ricordare l’esatta composizione dei gruppi, mi scuso se dimentico qualcuno. Alla fine degl’anni ’70 vennero organizzate due manifestazioni che coinvolsero queste band . Il primo anno si presentarono quelle che oggi vengono chiamate “Cover” di grandi artisti del rock. Il secondo ogni gruppo presentò brani originali. Peccato che di quelle serate non esista alcuna registrazione. Sarebbe stato interessante confrontare gli stili e le esecuzioni.  


Credo che tutto ciò sia importante per ricostruire la cultura musicale della nostra città che , come ogni cultura, va tutelata, anche per non dare l’idea che il gusto di “far musica” non sia prerogativa dei giovani d’oggi, ma sia una costante espressione di una città che , nonostante i tanti difetti, ha il pregio di sapersi sempre esprimersi sul piano culturale ad ottimi livelli.  


Alla fine permettetemi un ricordo di Nino Faldetta, scomparso prematuramente troppo giovane. Un amico e compagno di tante avventure a cui devo molto dal punto di vista umano e musicale. Mi pare giusto ricordalo a pochi giorni da un evento che , in qualche modo, gli avrebbe suscitato mille ricordi. Ciao Nino.  


Nicola Lo Iacono

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati