IL PROF. PATRIZIO PENSABENE DELL’UNIVERSITA’ LA SAPIENZA DI ROMA IERI ALL’ITIS DI PIAZZA ARMERINA

2/8/2008 – Ieri presso la sala Convegni dell’ITIS di Piazza Armerina è stata tenuta una lezione da parte del Prof. Patrizio Pensabene docente di Archeologia Classica all’Università “La Sapienza” di Roma. La lezione dal titolo “Scavi e nuove scoperte nella Villa del Casale” è stata richiesta ai soci, ma era aperta al pubblico, sia dell’Università T.L. “Ignazio Nigrelli” che del Gruppo Archeologico “Litterio Villari” di Piazza Armerina in stretta collaborazione con l’Assessore alla Cultura Paola Di Vita. La serata è stata alquanto affascinante perché il Prof. Pensabene ha sviscerato aspetti poco noti e poco studiati dell’iconografia musiva della Villa, in particolare della lettura simbolica e allegorica delle scene mosaicate e di moltissimi suoi particolari. Si è soffermato in primis sulla funzione di otium ac negotium della sontuosa residenza e di come i clientes venivano accolti e intrattenuti dal Dominus nella basilica e nell’aula tricora. Ha spiegato i temi ricorrenti della caccia e della pesca che gli ospiti ammiravano nell’ambulacro antistante la basilica prima di essere immessi alla vista del Dominus. Ha fatto un escursus sul panorama musivo, che era di gusto mitologico fino alla seconda metà del III sec. per transitare successivamente al tema della caccia che era ritenuto più a passo con le esigenze del momento poiché il proprietario – forse un prefetto urbi di grande rilevanza e prestigio – era il facoltoso personaggio adatto ad importare, ora dall’Africa, ora dall’Asia, le belve per rifornire i circenses di Roma. Il prof. Pensabene ha illustrato diversi miti presenti nella villa, come quello di Licurgo e la menade Ambrosia o quello di Orfeo, o quello di Arione e il tiaso marino, la lotta di Amore e Psiche, la Gigantomachia, ecc., estrapolando significati allegorici e didascalici come quello “dell’istinto divino che soffoca la passione”. Si è soffermato anche sulla descrizione di costumi e volti di personaggi facendo notare l’espressività di alcuni e la fissità ed estraneità di altri che quasi in atteggiamento paratattico trascendono la scena. La lezione è stata oltremodo colta ed è stata seguita da una notevole curiosità da parte dell’attenta platea che non ha risparmiato interventi e domande.

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