IL PANORAMA MUSICALE DELL’ENTROTERRA SICILIANO

“Musica, vivi di musica… è un’onda che è energia e ti porta con se!”


Così cantavano i Gemelli Di Versi in una delle loro prime canzoni. È proprio così! La musica, insieme alle altre arti liberali, costituisce una di quelle attività dell’uomo dedite all’espressione del proprio io. Con la musica possiamo esprimere i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri stati d’animo. Che siamo musicisti o semplici fruitori  di un prodotto già confezionato ad orecchio, la musica rappresenta ormai quasi inconsciamente, una compagna per la vita. Le note sono sette, le emozioni sono infinite. Dalle più semplici canzoni passate in radio, spinte da motivi commerciali, alle più ardue composizioni musicali, magari apprezzate solo da orecchie più sapienti, ci ritroviamo vicini ad un brano che in un determinato frangente, ci rappresenta. E a volte la difficoltà nello scrivere un pezzo è proprio questa: quella di raccontare la propria emozione in maniera quanto più impersonale possibile. L’emozione del sole che sorge, parrebbe banale se sottolineate da una frase scarna come: “Il sole sta in fronte a me” ma che dire se a questo mettiamo la voce di Claudio Villa e la melodia sempre verde di “O sole mio”?


E di musica ce ne veramente tanta in giro. Come tanta è la voglia di fare musica. Certo in molti casi, sono i mass media che, proponendoci miti e cantanti apparentemente senza problemi e pieni di soldi, fomentano i sognatori, che non concependo gli studi e gli sforzi da fare, credono che sia facile sfondare. Ma sfondare nel mondo della musica cosa significa veramente? Sentirsi liberi di esprimersi o seguire le direttive di una casa discografica? Cantare ciò che piace alla gente, o cantare per poter soddisfare il nostro ego espressivo? Difficile rispondere a queste domande.


E di sognatori o comunque aspiranti musicisti ne è piena la nostra Sicilia, che in più situazioni riesce a difendersi veramente bene all’interno del panorama artistico in generale. Basti pensare ad un Roy Paci che da “I babbalucci” è passato a “Toda Gioia” in collaborazione con Manu Chao. Ma qual’è quella molla che fa scattare l’amore per la musica. Quell’amore che nonostante le sconfitte e le tribolazioni della vita ci fa abbracciare una chitarra per cantare tutti in coro, magari intorno ad un falò sulla spiaggia! E quello dei falò sulla spiaggia è sicuramente una delle scene tipiche delle notti d’estate siciliane. E nell’entroterra che non ci sono spiagge? Ma ci sono campagne, parchi ecc. e poi per palpare la voglia attiva di fare musica basta andare in pub che ti propone la serata karaoke, o live. Certo i più dotati studiano tanto e cercano di risalire la china, e non è vero che l’entroterra, tristemente nota per i suoi scarsi primati, non abbia focolari musicali validi. Non a caso a Piazza Armerina abbiamo una delle più importanti accademie musicali. Non a caso a Piazza Armerina, quando si da la possibilità ai giovani di suonare all’aperto numerose sono le band che colgono l’occasione per mettere in mostra il loro talento, la loro voglia di esprimere al mondo, con la musica, la loro energia. E se il mondo in quel momento è un piccolo pubblico va bene anche così! Per non parlare di Barrafranca che vanta svariati seguaci del metal, o Caltanissetta che nasconde tra la sua urbanità passioni di stampo classico, o ancora Enna che tra folk e ska sembra legata da un filone musicale filo-comunista, o ancora Piazza Armerina di stampo prettamente rock con un sentore hip hop nascente. Con queste mie affermazioni non voglio assolutamente affermare che ogni paese ha la “propria” musica, ma che la musica che è armonia di per se, armonizza inconsapevolmente i cittadini dei vari paesi. Se ne avremo la possibilità ascolteremo vari esempi di musicisti locali, alcuni di belle speranze, altri di provata esperienza, ma sempre con lo scopo di farvi conoscere scenari musicali a noi vicini e spesso sconosciuti.        


 


Andrea Lombardo

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati