IL CONSIGLIO COMUNALE HA APPROVATO IL PROGRAMMA COMMERCIALE

Il Consiglio Comunale ha approvato il Programma Commerciale presentato dall’assessore Tonino Palma ed elaborato dal tecnico incaricato Sebastiano Fazzi.
I principi guida per il commercio contenuti nel Piano sono il risultato di uno studio, affidato ad un professionista del ramo, l’architetto Fazzi, che, sulla base dello studio dei dati rilevati sulla situazione demografica, sulla distribuzione delle attività commerciali ad Enna e delle indicazioni fornite dall’Amministrazione, ha ipotizzato delle possibili linee per lo sviluppo della città. Uno studio che ha, dunque, fotografato la realtà commerciale del capoluogo individuando le possibili soluzioni per Enna, Enna Bassa e Pergusa.
Dal punto di vista demografico dall’analisi effettuata si evince che la popolazione di Enna, in base ai dati statistici del 2007,  è di 28 928 residenti ripartita in 11.234 famiglie, 16.432 sono i cittadini residenti ad Enna Alta mentre 9.577 risiedono ad Enna Bassa, 1.666 a Pergusa mentre nelle contrade extraurbane ci sono 1.253 abitanti. La spesa media mensile delle famiglie, nel mezzogiorno d’Italia è di 1.764 euro a famiglia. Dall’analisi delle attività imprenditoriali emerge che nel capoluogo ci sono 949 esercizi di cui 538 strettamente commerciali, 133 di somministrazione e 278 attività artigianali e di servizio. Il maggiore numero di esercizi commerciali, 495, sono di vicinato, cioè con superficie non superiore a 150 metri quadri e di questi il 73 per cento insiste su Enna Alta. Lo studio conferma che  le attività commerciali si sviluppano laddove vi è una maggiore facilità di transito e di parcheggio. Dato, questo, che ha finito per condizionare negativamente il centro storico dove la possibilità di posteggiare l’auto, anche per pochi minuti, appare sempre più difficile ed il traffico ne rallenta la percorribilità. Incrociando i dati demografici con la spesa media, risulta che la spesa complessiva annua delle famiglie ennesi, nel settore alimentare, si attesta su poco più di 60 milioni di euro a fronte di un’offerta di 43 milioni e 436 mila euro, quindi il fabbisogno alimentare, dato dalla differenza tra domanda e offerta, è pari a 16 milioni e 822 mila. Nel settore non alimentare la domanda è di 69 milioni e 291 mila euro, con un’offerta, anche qui inferiore alla domanda, di 38 milioni e 984 euro. Il risultato è che il fabbisogno non alimentare è di 30 milioni 306 mila. Solo ad Enna Bassa, dove sono allocate le grandi strutture commerciali, la distribuzione del fabbisogno nel settore alimentare registra un’offerta superiore alla domanda.E’ chiaro che lo studio svela quello che abbiamo sempre sostenuto  – dice l’assessore Palma – e cioè che rispetto alla domanda e a fronte di un’offerta non sufficiente gli ennesi si spostano in altre province per acquistare quello di cui necessitano, trovando possibilmente convenienza, servizi ed altri elementi attrattivi che qui da noi possibilmente mancano.Questo testimonia che c’è la necessità di interventi tesi da un lato a rivitalizzare il nostro centro storico, attraverso azioni di riqualificazione urbana, dall’altro occorre incentivare e promuovere il nostro segmento commerciale, rendendo più competitive le imprese, rendendo concorrenziali i prezzi dei prodotti, creando una maggiore attenzione al cliente e alla sua accoglienza, migliorando le azioni di marketing e incidendo sempre più sulla qualificazione professionale degli addetti ai lavori”.
Alla luce di questo studio, la proposta che il Programma Commerciale fa propria è quella di rafforzare il tessuto imprenditoriale delle imprese che insistono nel centro storico, favorendo anche l’insediamento di nuove imprese per colmare il vuoto che si è registrato nel corso degli ultimi anni, di coniugare la pianificazione commerciale con la pianificazione urbanistica relativamente al recupero del centro storico. Da questo punto di vista già alcune azioni concrete da parte dell’Amministrazione sono state già avviate, quella più interessante è la concessione del prestito d’onore, un contributo a fondo perduto per giovani e donne che intendono avviare una nuova iniziativa imprenditoriale, che prevede nel suo regolamento una priorità per quelle imprese che intendono insediarsi nel centro storico.Altro aspetto rilevante, presente nel Programma Commerciale, fortemente sostenuto dall’assessore Palma che già da parecchi mesi ha svolto una intensa attività per favorirne la costituzione, è quello dell’avvio ad Enna dei Centri Commerciali Naturali, sotto forma di consorzi di imprese, commerciali artigianali e di servizi, nella via Roma alta e bassa, come ipotesi concreta di contrasto alla concorrenza della grande distribuzione e come soluzione ai problemi di riorganizzazione e promozione delle piccole attività economiche del centro storico.
In effetti questa, ha contribuito in maniera efficace ad avviare un dibattito che ha dato una forte sollecitazione ed accelerazione alla realizzazione di  quello che poi è diventato il Centro Commerciale Naturale di Enna denominato “I Putiari”, consorzio unico che raggruppa le imprese della via Roma e che già, dal mese di Dicembre, ha avviato una serie di attività tese a promuovere e a rivitalizzare le attività del centro storico. All’approvazione del piano dovrà seguire ora il varo di un regolamento specifico che riguarderà l’omogeneizzazione dei prospetti, delle vetrine, dell’illuminazione cittadina, della pavimentazione e dell’arredo urbano, nel tentativo di tematizzare anche il turismo che l’amministrazione, in accordo con i commercianti, intende improntare sulla figura di Federico II e sulla presenza di due monumenti, unici nel loro genere, il Castello di Lombardia e la Torre di Federico. In tema di turismo e ad ulteriore sostegno di questa iniziativa, l’Amministrazione ha avviato una serie di azioni prima fra tutte la candidatura, esitata positivamente dal Consiglio Comunale, di “Enna Città Turistica e d’Arte” e la predisposizione di progetti a valere sul POR Sicilia 2007/2013 per interventi sul Castello di Lombardia, sulla Torre di Federico e sulla riqualificazione urbana del centro storico.  “Sulla falsariga delle esperienze già avviate alla fine degli anni ‘80 negli Stati Uniti con i Main Street Programs, in Inghilterra negli anni ‘90, con i Town Centre Management – prosegue Palma – attraverso il Programma Commerciale abbiamo tracciato un percorso che partendo dalla aggregazione di imprese esistenti e di altre che vorranno insediarsi nell’area, potrà consentire la realizzazione di azioni incentivanti e di rivitalizzazione atte a promuovere, con il supporto del Comune e con il sostegno delle norme incentivanti contenute nel Por Sicilia, una serie di iniziative a favore delle imprese. Gli aspetti più significativi suggeriti dal Programma Commerciale e che dovranno tradursi in azioni concrete da parte del Centro Commerciale sono la creazione di un marchio d’area, l’avvio di attività di marketing innovative, la promozione di attività formative, l’innovazione tecnologica, lo studio di fidelity card per attività promozionali e di fidelizzazione della clientela, la qualificazione dei servizi e dei prodotti, la crescita dell’attrattività del territorio e l’aumento della competitività delle imprese in particolar modo nei confronti dei grandi centri commerciali”. L’approvazione del Programma Commerciale, ha consentito all’amministrazione di dotarsi di uno strumento importante di pianificazione che è propedeutico all’approvazione del Piano Regolatore Generale ma che soprattutto, assieme al Piano Strategico della città di Enna, che è in fase di definizione, rappresenta la traccia che stabilisce le linee di sviluppo della città per i prossimi dieci anni. “Il grande lavoro di definizione di strumenti di pianificazione quali il Programma Commerciale, il Piano Strategico e il Piano Regolatore, rappresenta un impegno di grande rilevanza per la città che produrrà effetti al di là dell’attuale legislatura. Definire le linee guida entro le quali dovranno muoversi gli amministratori attuali e futuri, impegna tutti ad operare finalmente in maniera più coerente ed ordinata rispetto al passato. Questo è stato un lavoro che ha coinvolto tutti, Giunta, Consiglio, organizzazioni di categoria e che consegna alla città un valido strumento di pianificazione che da un lato serve a regolamentare le attività economiche del territorio, dall’altro contiene delle soluzioni concrete che potrebbero rappresentare l’avvio di uno sviluppo economico che stenta a decollare”.


 

 

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