Il comune di Piazza Armerina sarà presente a Milano per le manifestazioni del 25 aprile

 Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha ringraziato con lettera il sindaco di Piazza, Fausto Carmelo Nigrelli, per avere messo a disposizione della sua città la mostra “Salvatore Principato, maestro antifascista”, in occasione delle manifestazioni per il 25 aprile.
La mostra, che avrà il patrocinio anche dell’ANPI provincia di Milano presieduta da Roberto Cenati,  sarà allestita dal 24 al 26 aprile  presso la “Loggia dei Mercanti”, suggestiva cornice del ‘200, situata nel cuore medievale di Milano, “luogo di memoria”, come dice Pisapia, “dedicato ai milanesi caduti per la libertà e ai deportati nei lager nazisti”.
“l’occasione del ricordo della vita e dell’impegno politico di Salvatore Principato”-continua il sindaco di Milano riferendosi alla mostra documentaria- unirà le nostre due città nella condivisione dei valori della Resistenza”.


Il progetto di ricerca, patrocinato dall’Amministrazione di Piazza in collaborazione con l’Università Popolare del Tempo Libero “Ignazio Nigrelli”,  è stato curato da Massimo Castoldi  per i testi, da Ludovica Holz per il cordinamento e la selezione dei materiali e da Fabrizio Dragotta per la parte grafica, e vuole ricordare il “maestro antifascista” e raccontare la sua drammatica esperienza di vita attraverso  oggetti, documenti storici e immagini.
Salvatore Principato nato a Piazza Armerina il 29 aprile 1892  dove  s’impegna presto nella lotta politica, nel 1911, appena diciannovenne, è coinvolto in un processo per una protesta popolare contro il monopolio di una locale impresa di trasporti. Si trasferisce a Milano nel 1913. Presto  viene chiamato alle armi e combatte sul Carso ottenendo una Medaglia d’argento per aver catturato, e poi anche salvato, una quindicina di prigionieri austriaci. Lasciato l’esercito  comincia a frequentare gli ambienti socialisti milanesi. Nei primi anni Trenta figura, con l’appellativo di “Socrate”, nelle relazioni della Pubblica Sicurezza,  che lo indicano  tra i principali referenti del movimento di “Giustizia e Libertà”.  Arrestato il 19 marzo 1933, Principato viene  deferito al Tribunale speciale e  rilasciato dopo oltre tre mesi di carcere. Reintegrato nell’insegnamento diurno, gli è impedito di insegnare nelle scuole serali, perché non iscritto al Partito Nazionale Fascista.


Negli anni della guerra diviene  uno dei punti di riferimento del Partito Socialista di Unità Proletaria a Milano, dove,  con lo schermo di una piccola officina, gestisce  lo smistamento della propaganda antifascista. L’8 luglio 1944, forse tradito da un suo dipendente, viene  arrestato dalle SS. Imprigionato nel carcere di Monza, viene  torturato dalla polizia nazifascista e poi trasferito a Milano a San Vittore. Viene fucilato in Piazzale Loreto il 10 agosto 1944.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati