IL COMITATO PER L’OSPEDALE CHIELLO A PALERMO PER UNA MANIFESTAZIONE INUTILE

Il comitato dei quartieri che guidano la protesta per la chiusura dell’Ospedale Chiello si è riunito nei giorni scorsi per stabilire i modi ed i tempi della manifestazione che dovrebbe tenersi a Palermo per ribadire il dissenso dei cittadini piazzesi e dei comuni limitrofi sulle decisioni prese dal dirigente Francesco Juica. In buona sostanza si può dire che la montagna ha partorito il topolino.


Lo spazio antistante la sede dell’Asseblea regionale siciliana è un via vai di delegazioni che per svariati motivi protestano e l’essere ricevuti da questo a o da quel delegato non cambierà la sostanza delle cose. In realtà le iniziative da intraprendere dovrebbero essere molto più eclatanti e dovrebbero essere il normale preludio ad una eventuale visita a Palermo di una delegazione che avrebbe il manifesto consenso della popolazione a trattare.


Abbiamo già detto che Piazza Armerina, grazie alla superficialità (ma è un eufemismo) del suo corpo elettorale, non ha “santi in paradiso” per cui a difendere gli interessi della città restano solo i suoi abitanti molti dei quali, diciamolo pure, sono rassegnati alla perdita dell’ospedale.


Occorrerebbe svegliare le coscienze , andare in piazza, indire uno sciopero generale, organizzare forme di disobbedienza civile invece di pensare ad una inutile gita a Palermo.


Lo stesso Bascetta, sempre pronto a protestare contro il potere costituito, sembra ammutolito; incapace di ritrovare lo smalto migliore dei giorni della protesta contro il sindaco Prestifilippo.


Poi c’è la politica. L’intricata questione dell’ospedale armerino potrebbe fare gola a molti. Risolvere questo problema  porterebbe tanti voti….peccato che siamo troppo lontani dalle amministrative. Tanto è vero che politici di un certo livello non se ne vedono in questi giorni a Piazza. Siamo soli e con poche speranze se non quelle legate all’intervento dei giudici del Tar e della Corte Costituzionale. Il dieci novembre andranno a Palermo in un inutile sforzo per far sentire la propria voce, lontano da Piazza Armerina dove invece , quel giorno, trascorrerà silente.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati