IL 2009 E’ L’ANNO DEL CAMBIAMENTO

Il 2009 è l’anno del cambiamento.


Nel 2008 c’è stato, per così dire “la grande prova generale”, la fase preparatoria per intraprendere, in questo nuovo anno, azioni per  un necessario mutamento sociale.  L’America in ginocchio punta su un presidente nero perché “lui può”. Il nuovo super eroe è di fatto un grande saggio che senza rinnegare il passato, avvisa i suoi concittadini che è ora di cambiare rotta, puntando sulla solidarietà , sentimento e valore indispensabile per ridiventare il popolo guida del mondo.


 


…E il Bel Paese cosa fa?  Annuisce, condivide e continua ad andare per diverse vie. Cambiare questo è il verbo del momento. Si mette mano sulla scuola, si torna indietro, perché prima era meglio, perché con il maestro unico, scusate “prevalente”, gli alunni apprendono di più. Non capisco, ridurre le ore di lezione permette di aumentare la propria istruzione?


 


Si tenta di razionalizzare anche la sanità con una nuova organizzazione che prevede diverse chiusure che lasciano una certezza: quelli che subiranno un disagio saranno sempre i ceti più deboli.


Per fortuna il cambiamento riguarda anche altro e di tanto in tanto arriva qualche buona notizia, nei prossimi giorni si attende il si della Camera sul ddl 1440 che introduce nel codice penale il reato di stalking. Per tutti coloro che commettono atti persecutori i giorni facili sono finiti e, adesso, dovranno rispondere penalmente di queste ignobili azioni. Le vittime di stalking sono solitamente le donne, circa l’86%. Nel 2006 due milioni e settantamila donne sono state vittime di atti persecutori, in molti casi il fenomeno è degenerato in atti di violenza fino ad arrivare all’omicidio. Anche nei casi meno gravi le vittime vengono lese  a livello psicologico, per loro diventa normale vivere di continuo in un grave stato d’ansia, affrontando pesanti disagi che stravolgono le abitudini di vita. Queste vittime difficilmente riescono a reintegrarsi normalmente nella vita sociale.


 


Che anche gli italiani cambiano, comprendendo ed accettando la diversità, è stato dimostrato con la vittoria nell’isola dei famosi di Vladimir Luxuria, in tanti ci speravamo ma non possiamo negare che fino all’ultimo abbiamo provato  preoccupazione e  paura per un opposto risultato che avrebbe evidenziato una intolleranza anacronistica.


 


Le sorprese non mancano in questo splendido paese, che tentando di garantire le categorie più deboli riesce anche a colpirli in nome di una lodevole conquista della parità. E’ il caso dell’età pensionabile che per le donne dovrebbe essere comparata a quella dell’uomo perché, se le donne  vogliono la parità devono accettarne tutti gli aspetti. Anche in questo caso non capisco e chiedo: tra tutte le diversità di trattamento che colpiscono le donne proprio da questo dobbiamo iniziare il cambiamento? Non sarebbe più ”giusto” iniziare da qualcosa che lede la società, come l’incapacità di fornire quegli strumenti sociali utili per facilitare la vita lavorativa di ogni donna-madre?


 


Non capisco tante cose… ma una cosa mi è chiara: la motivazione economica che giustifica gran parte di queste “riforme”.


Il 2009 è l’anno del cambiamento e già so che non tutto mi piacerà.


Marina Chiaramonte

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati