I tre anni dell’amministrazione Miroddi ci consegnano un paese in agonia

[COMUNICATO STAMPA] L’approssimarsi della mozione di sfiducia al sindaco Miroddi, offre lo spunto per una valutazione complessiva della politica a Piazza Armerina nelle varie componenti. AMMINISTRAZIONE. La mancata realizzazione del programma elettorale è sotto gli occhi di tutti. Era un progetto politico destinato al fallimento fin dalla nascita. Troppe anime diverse, troppi equilibrismi per garantire posizioni di potere a vari soggetti, troppi cambi di casacca, troppi inciuci. Insomma, la politica alla quale siamo ormai da tempo abituati che vede il cittadino come l’ultima ruota del carro e che noi combattiamo ogni giorno della nostra vita. I tre anni della giunta ( o meglio delle giunte) Miroddi ci consegnano un paese in agonia, immensamente degradato, senza alcuna prospettiva, nel quale i piazzesi non vengono mai coinvolti nelle scelte più importanti. Il danno di immagine alla città è incalcolabile, in particolare nel settore che dovrebbe fungere da traino all’economia locale: il turismo.

Nessuna promozione significativa della città, manifestazioni “culturali” degne di una sagra rionale, iniziative estemporanee con spreco di risorse dei contribuenti, fino ad arrivare al dileggio del Palio dei Normanni. Si avverte l’assenza di una pianificazione turistica che tenga conto delle varie tessere che lo compongono: proposte per favorire un collegamento tra i flussi della Villa Romana e la città, un protocollo d’intesa serio e fattibile con la diocesi per tenere aperte le chiese, la predisposizione di info points , l’attuazione di eventi di spessore per far conoscere le nostre incomparabili bellezze paesaggistiche e architettoniche, la cura della città in modo da offrire ai turisti un sito gradevole, vivibile, pulito (ed in questo quadro, ben sarebbe tornato utile il baratto amministrativo). Niente di tutto ciò. La cosa triste è che su tutte queste problematiche, nel superiore interesse della città, il M5S ha dato il suo contributo, protocollando proposte serie, corredate da numeri e indicazioni legislative , suggerendo la dotazione di strumenti in uso ad altre città a costi ridottissimi. Ebbene, questa amministrazione, non ha avuto nemmeno il riguardo di rispondere, di chiedere un confronto. Forse, abituati come sono a gestire la cosa pubblica come casa loro, gli sarà sembrato strano che comuni cittadini offrissero il loro aiuto spontaneo e senza voler nulla in cambio. Invero, abbiamo ragione di credere che il bene comune sia l’ultimo dei loro pensieri. Non si spiegherebbe altrimenti la superficialità nell’affrontare le tematiche sull’acqua e i rifiuti.

In particolare, la morbidezza nel rapporto con AcquaEnna e l’incapacità di tutelare i cittadini da palesi ingiustizie senza opporre la benché minima presa di posizione , si sta traducendo in una sorta di signoria di detta società sulla città. E come non sottolineare la colpevole inefficacia di un sistema di raccolta di rifiuti che non ha mai funzionato, né potrà mai funzionare, che ha tenuto fuori le contrade divenute, medio tempore, discariche a cielo aperto. Nonostante da più parti si siano invocati correttivi alla gestione del sistema, registriamo l’ostinazione del sindaco che continua a diffondere dati prodigiosi sulla percentuale di raccolta differenziata. Sul fronte della valorizzazione delle risorse umane in pianta organica al comune, dobbiamo a malincuore constatare l’incremento di provvedimenti disciplinari e la mortificazione di professionalità che sarebbero tornate utili al corretto funzionamento della macchina burocratica.

Sul piano dei tributi locali, infine, tutti ricordano le migliaia di avvisi di accertamento, molti dei quali infondati, che altro non sono che una manovra per far cassa e che tradiscono i principi di buona fede e leale collaborazione tra l’ente e i contribuenti. Una riflessione a parte, merita la trasparenza degli atti amministrativi, che – a fronte di precise imposizioni legislative- vede il nostro comune agli ultimi posti nel relativo portale governativo nonché l’uso smodato della pratica dell’affidamento diretto degli appalti anche quando non ne ricorrano i presupposti di legge. Tante altre sarebbero le argomentazioni a supporto della mozione di sfiducia al sindaco Miroddi, ma rischieremmo di compilare una enciclopedia. OPPOSIZIONE. Pur condividendo le ragioni e l’opportunità di presentare la mozione di sfiducia, non possiamo esimerci da un giudizio sul lavoro dell’opposizione in questi primi tre anni della giunta Miroddi. Prescindendo dalla considerazione, fin troppo ovvia, che tra gli 11 consiglieri firmatari della mozione, c’è chi ha più volte effettuato un cambio di casacca, passando con nonchalance dalla maggioranza all’opposizione e viceversa, in dispregio del mandato loro conferito dagli elettori, dobbiamo evidenziare un controllo blando sull’operato della amministrazione con la quale vi è stato più di un episodio di contiguità.

Probabilmente, la preservazione della poltrona, ha avuto un ruolo preponderante negli equilibri opposizione – maggioranza. Come non ricordare la farsa dell’approvazione del bilancio triennale. Nonostante le opposizioni avessero le carte in regola per bocciare il documento economico (le cui criticità sono state da noi inviate agli organi di competenza), hanno ritenuto dover procedere alla sua approvazione, addirittura, platealmente, garantendo il numero legale per la validità della seduta. Lo hanno spacciato per un gesto di responsabilità nei confronti della cittadinanza. La verità è che sarebbero andati a casa (il consiglio comunale e non la giunta), ma avrebbero posto in essere un atto politico di straordinaria importanza ed efficacia. Inoltre, dov’erano gli esponenti d’opposizione quando la città scendeva in piazza per manifestare a favore del ritorno all’acqua pubblica e contro il degrado urbano? COMITATI. E’ opportuno spendere qualche parola anche sulle posizioni assunte da alcuni comitati. Apprendiamo dagli organi di stampa dichiarazioni forti da parte del comitato di quartiere Monte e del comitato pro referendum. Si tratta di organismi che rappresentano solamente i loro componenti , che hanno avvertito il bisogno di scendere in campo a supporto di un sindaco che già, nei fatti, è stato sfiduciato da larga parte della cittadinanza.

Riteniamo che al di là delle infondate giustificazioni a sostegno dei loro rispettivi comunicati, vi sia l’impellente necessità di preservare piccole posizioni di potere e/o future aspettative elettorali. La comunità è stanca dell’inconcludenza di questa amministrazione comunale, e questi comitati avrebbero dovuto solamente prenderne atto. Come si vede, al centro di ogni questione, non c’è mai il cittadino, con i suoi problemi, le sue speranze, le sue necessità, i suoi diritti, i suoi doveri. NOI LI ABBIAMO SFIDUCIATI TUTTI da tempo, con i fatti, con le nostre proposte, con le nostre battaglie di ogni giorno.

M5S di Piazza Armerina L’assemblea degli attivisti

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati