I dipendenti di ruolo dell’IPAB : quello di Alberghina solo un tentativo di strumentalizzazione

[COMUNICATO STAMPA] In relazione all’articolo di stampa nel quale il consigliere comunale Francesco Alberghina del gruppo “Patto per la città” avanza la richiesta di istituire  una commissione consiliare di inchiesta sulla gestione della Casa di riposo San Giuseppe riteniamo opportuno dover intervenire al fine di evitare che per motivi legati solo alla ricerca di consenso elettorale si forniscano all’opinione pubblica notizie false e prive di ogni fondamento.

In primo luogo facciamo notare al consigliere Alberghina che nessuna commissione consiliare avrebbe in ogni caso diritto ad accede alle scritture contabili dell’IPAB visto che è sola ed esclusiva competenza degli uffici regionali. Inoltre la stessa regione siciliana ha più volte inviato ispezioni: nel 2008 ad effettuare un primo controllo venne il dott. Oliva e nel 2014 il dott. Messana. Una relazione, quella del dott. Messana che metteva in evidenza la regolarità di tutte le operazioni contabili. Occorre anche precisare che dal 2006 l’Ipab è stata gestita da commissari regionali.

In relazione al debito operativo accumulato dall’ente, contrariamente da quanto riferito dal consigliere Alberghina, c’è da precisare che non è nato nel 2008. La crescita della massa debitoria è infatti il risultato di una continua diminuzione del flusso di finanziamenti provenienti dalla Regione già a partire dal 2001. Affermare, così come fa Alberghina, che il «buco finanziario dell’ente ha avuto origine nel 2008» dimostra una scarsa conoscenza della situazione. Nel 2008 infatti il debito complessivo ammontava a 800mila euro e non a 200mila euro come riferito dal consigliere.
Il deficit non nacque dunque all’improvviso ma fu determinato da un parte da minore entrate e dall’altra dalla necessità di affrontare maggiori spese per adeguarsi agli standard qualitativi, previsti dalle leggi vigenti,  dei servizi offerti.  La situazione precipitò notevolmente quando a questa già pesante situazioni si aggiunsero successivamente alcuni pignoramenti.  Nonostante tutto l’ente continuò a pagare in parte gli stipendi.

Nelle dichiarazioni di Albeghina intravediamo un tentativo di strumentalizzare la situazione. Il consigliere del “Patto per la città” farebbe bene invece a domandarsi per quale motivo l’amministrazione Miroddi, che lui sostiene, non ha saputo o voluto mettere in campo tutte le misure necessarie per scongiurare la chiusura di questo importante servizio per la città, riuscendo anche a non utilizzare un finanziamento di 200mila euro per far nascere un centro per la cura dell’ alzheimer all’interno della casa di riposo, un finanziamento che avrebbe consentito di intraprendere una strada diversa per la gestione dell’Ipab  e, soprattutto, di non licenziare il personale. Un intervento in ritardo quello del consigliere Alberghina e che odora tanto di ricerca di consenso elettorale. 

I dipendenti di ruolo dell’IPAB

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati