GP Singapore, buio Mercedes, capolavoro Ferrari

Ha costruito e ricostruito il vantaggio. Ha retto a due safety car, entrata prima per un incidente tra Massa e Hulkenberg e poi per l’invasione solitaria di un tifoso, senza mai perdere calma e lucidità. E ha firmato un capolavoro. Sebastian Vettel centra la 28ma doppietta pole-vittoria in carriera, la prima da Brasile 2013, in un gran premio trionfale per le Ferrari. Per la prima volta dal GP di Spagna del 2013, infatti, il Cavallino porta due piloti sul podio. A Singapore, che festeggia i 50 anni di indipendenza dalla Malesia, il tedesco rinsalda il suo ruolo di pilota con più punti di sempre e diventa il primo a superare quota 1800 in carriera. Ma la notizia è il ritiro di Lewis Hamilton, che riapre il Mondiale e disegna il primo podio stagionale senza un pilota Mercedes. Ricciardo difende la seconda posizione e celebra il decimo podio in carriera davanti a Kimi Raikkonen che controlla in terza posizione dall’inizio alla fine. Iceman riscatta così l’errore in partenza di Monza e celebra il podio numero 79 in carriera, a una lunghezza dagli 80 di Senna. Solo quarto Rosberg, che non ha certo iniziato con buoni presagi: il suo motore, il quarto stagionale, si ammutolisce infatti due volte nel giro di installazione. Quinto Bottas, che conferma la sua grande solidità e chiude in top-5 per l’ottava volta in stagione. Scivola al sesto posto Kvyat, penalizzato però da un problema alla seconda sosta, ma tiene dietro Perez. Spettacolare la rimonta di Verstappen, che non aveva mai corso a Singapore prima d’ora. Pecca di inesperienza l’olandese che si pianta al via ma sfodera una serie di spettacolari sorpassi all’esterno e chiude ottavo, davanti a Sainz, di nuovo a punti dopo sei gare, nonostante l’invito dai box a lasciargli la posizione. Un punto anche per Nasr, decimo, con una Sauber che ha investito molto per presentare il nuovo muso corto.


Vettel, che spunto – Ottimo lo spunto di Vettel, che ha passato in testa 160 dei 241 giri totali nelle ultime quattro edizioni, tiene la prima posizione dall’attacco di Ricciardo. Nessun problema stavolta per Raikkonen, restano quinto e sesto Hamilton e Rosberg, nel primo GP in due anni senza le Frecce d’Argento in prima fila. Vettel, in testa per 2553 giri prima di questo GP, matura un margine di sicurezza nei primi cinque-sei passaggi, poi amministra. Una tattica che si spiega anche alla luce dei dati emersi nella simulazione di gara del venerdì, che hanno evidenziato qualche sofferenza in più per la rossa dopo una decina di giri con lo stesso treno di gomme. Ma il vantaggio di oltre 4 secondi su Ricciardo e 12 su Hamilton dopo dieci giri di gara gli consentono di controllare la situazione. Il primo a fermarsi è Fernando Alonso, che con la gara di oggi supera Coulthard al sesto posto all time per numero di gran premi disputati (247). L’asturiano rientra insieme all’amico Sainz, che ha qualche problema al pit stop, e monta le soft con l’obiettivo di allungare lo stint centrale. Qui le variabili in termini di strategia box è doppiamente rilevante: non solo per le caratteristiche del tracciato che rendono difficili i sorpassi, ma anche per la velocità massima in pit lane abbassata a 60 kmh che aumenta significativamente i tempi di percorrenza.


La prima safety car – Lo scenario cambia radicalmente al quattordicesimo giro. Massa, che ancora non ha dimenticato il successo che gli fu tolto qui nel 2008 dall’incidente pilotato di Piquet jr per favorire Alonso in quello che passerà alla storia come Crashgate, va a toccare Hulkenberg all’uscita della pitlane. Il brasiliano, alla fine della corsia di accelerazione, si ritrova Hulkenberg che arriva da dietro e stringe fin troppo la traiettoria: l’anteriore destra di Massa va a tamponare la posteriore sinistra del tedesco che finisce sulle barriere e si arrende al 14mo ritiro in carriera, il terzo stagionale dopo Cina e Ungheria. Il brasiliano, che ha una piccola foratura, deve tornare ai box una seconda volta, e monta le soft. “Non è colpa di nessuno” commenta Mansell via Twitter, “il problema è che qui la pit lane sbuca proprio su una curva”. Non sono d’accordo i commissari, che puniscono il tedesco: a Suzuka domenica prossima, Hulkenberg sarà arretrato di tre posizioni in griglia. Così fa il suo ingresso la safety car, entrata in tutte le edizioni di questo gran premio, prima virtuale, poi anche reale. Tutti i big, comunque, ne approfittano per fermarsi ai box: paga più di tutti Button, che resta fermo 40 secondi e più perché i meccanici non riescono ad avvitare bene il bullone all’anteriore destra. Vettel, Ricciardo e Raikkonen mantengono le Supersoft (e tutti montano un treno di gomme nuovo), Hamilton e Rosberg passano alle morbide e sparigliano destini, fortune e scelte anche dei concorrenti, che devono fare i conti con le possibilità per le Frecce d’Argento di allungare la parte centrale prima della seconda sosta.


Vettel amministra – Si riparte al 19mo giro (dopo quattro tornate con la safety car), con Sainz che si ritrova la macchina in folle, come capiterà anche a Massa che a metà gara sarà costretto al ritiro. Si azzera il vantaggio di Vettel, che comunque rimane in testa. L’unico brivido viene al muretto del Cavallino, dove per qualche istante gli schermi si spengono all’improvviso lasciando gli ingegneri di pista senza dati. Attendista la tattica del tedesco, che non spinge più di tanto. Se ne accorgono anche i tecnici Red Bull. “Stai attento e non rovinare le gomme” dicono a Ricciardo, invitandolo di fatto a non stare troppo attaccato alla Ferrari per evitare le eccessive controindicazioni negative sugli pneumatici che derivano dal rimanere per troppo tempo in scia. “Qui infatti” commenta Alberto Antonini, capo ufficio stampa della Ferrari ai microfoni della Rai, “i sorpassi si fanno più di pneumatici che in pista”.



Si ferma Hamilton – Continua però a fare molta fatica Hamilton, che accusa un problema alla valvola a farfalla dell’acceleratore: nonostante il pilota senta di spingere al massimo sul pedale, il sensore che comanda l’erogazione della potenza non registra il 100% del potenziale. Così il britannico, unico ad essere arrivato sempre a punti e ad aver completato tutti i giri del Mondiale 2015, decide di ritirarsi, per la 23ma volta in carriera, la prima da Spa 2014.


Resa McLaren – Il giro delle seconde soste inizia con Kvyat, che vede però rovinata la miglior qualifica della sua carriera. Dopo aver perso due posizioni al primo pit stop, arrivato due giri prima dell’ingresso della safety car, perde 6.6 secondi per un difetto nell’avvitamento della posteriore destra. E prosegue con il ritiro di Alonso (surriscaldamento del cambio: è il 44mo in carriera, il settimo stagionale a fronte degli otto tra 2010 e 2014), qui sempre a punti, e sempre nelle prime quattro posizioni. Ma i colpi di scena non finiscono qui: un uomo si mette a camminare a bordo pista, così tornano le bandiere gialle e la safety car. Rientrano tutti i top-10 e rientrano tutti con le soft, che portano fino al traguardo. E alla ripartenza, Maldonado entra con fin troppa foga per sorpassare Button. I due si toccano e il britannico perde una delle paratie del flap posteriore: dovrà ritirarsi al 53mo giro, non certo la maniera migliore per la Honda per prepararsi al GP di casa per la Honda, la settimana prossima a Suzuka. L’Asia parla italiano.


GP SINGAPORE – ORDINE DI ARRIVO


1 Sebastian Vettel Ferrari SF15-T 2.01’22″118 61
2 Daniel Ricciardo Red Bull RB11 2.01’23″596 61
3 Kimi Räikkönen Ferrari SF15-T 2.01’39″272 61
4 Nico Rosberg Mercedes F1 W06 Hybrid 2.01’46″838 61
5 Valtteri Bottas Williams FW37 2.01’56″322 61
6 Daniil Kvyat Red Bull RB11 2.01’57″626 61
7 Sergio Pérez Force India VJM08 2.02’12″954 61
8 Max Verstappen Toro Rosso STR10 2.02’13″568 61
9 Carlos Sainz Jr. Toro Rosso STR10 2.02’14″978 61
10 Luiz Felipe Nasr Sauber C34 2.02’52″163 61
11 Marcus Ericsson Sauber C34 2.02’59″625 61
12 Pastor Maldonado Lotus E23 Hybrid 2.02’59″836 61
13 Romain Grosjean Lotus E23 Hybrid – 59
14 Alexander Rossi Marussia MR03B – 59
15 Will Stevens Marussia MR03B – 59
Jenson Button McLaren MP4-30 – 52
Fernando Alonso McLaren MP4-30 – 33
Lewis Hamilton Mercedes F1 W06 Hybrid – 32
Felipe Massa Williams FW37 – 30
Nico Hülkenberg Force India VJM08 – 12


MONDIALE PILOTI


1 Hamilton 252
2 Rosberg 211
3 Vettel 203
4 Raikkonen 107
5 Bottas 101
6 Massa 97
7 Ricciardo 73
8 Kvyat 66
9 Perez 39
10 Grosjean 38
11 Hulkenberg 30
11 Verstappen 30
13 Nasr 17
14 Maldonado 12
15 Alonso 11
15 Sainz 11
17 Ericsson 9
18 Button 6
19 Merhi 0
20 Stevens 0


MONDIALE COSTRUTTORI
1 Mercedes 463
2 Ferrari 310
3 Williams 198
4 Red Bull 139
5 Force India 69
6 Lotus 50
7 Toro Rosso 41
8 Sauber 26
9 McLaren 17
10 Marussia 0


 



 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati