GLI EFFETTI DELLA RIFORMA GELMINI: AL MAJORANA 39 STUDENTI IN UNA CLASSE

Negato il diritto di studio a molti studenti dell’istituto d’istruzione superiore “Ettore Majorana” di Piazza Armerina. Per 39 ragazzi la riforma Gelmini è diventata un’amara realtà che sta sconvolgendo la libertà di ognuno di loro di intraprendere il corso scolastico più consono alle proprie esigenze e desideri. Da qualche giorno, il dirigente scolastico dell’istituto, la professoressa Lucia Giunta ha comunicato ai 39 studenti che devono frequentare il terzo anno e che hanno scelto l’indirizzo di informatica, che l’ufficio scolastico regionale non ha consentito la formazione di due classi. Il dirigente si trova con le mani legate, non può certo formare una classe di 39 studenti considerando anche la presenza di un alunno portatore di handicap  e non può neanche costringere 9 alunni a scegliere un altro indirizzo. I genitori dei ragazzi non intendono accettare questa situazione che di fatto preclude ai propri figli la libertà di intraprendere gli studi desiderati, hanno redatto un documento dove chiedono che venga garantito il diritto allo studio senza precludere la libertà di scelta di indirizzo. Il documento consegnato al dirigente scolastico è stato inoltrato immediatamente agli organi competenti. Insegnanti, genitori e studenti sperano che in questi pochi giorni prima dell’inizio delle lezioni si possa risolvere la questione a favore del bene dei ragazzi. Nell’ultimo anno la scuola italiana ha subito un duro colpo in nome di una riforma giustificata dalla necessità di  migliorare la qualità dell’offerta formativa  ma che di fatto è motivata dall’esigenza di risparmiare sulla spesa pubblica. In questi giorni in tutta Italia alle diverse  manifestazioni di protesta da parte dei precari rimasti fuori dagli incarichi si è unito il disappunto di insegnanti e alunni . La riforma ha prodotto classi affollate che non favoriranno il difficile lavoro degli insegnanti, non va dimenticato che insegnare non vuol dire semplicemente trasferire un certo numero di nozioni ma nell’azione educativa del docente diventa determinante il rapporto interpersonale con ogni alunno in modo esclusivo e personale. Il bilancio di questa riforma: meno classi, meno docenti, più alunni, il risultato è evidente.  I ragazzi di oggi saranno gli adulti di domani, risparmiare sulla loro formazione probabilmente produrrà una società inetta.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati