GIUSTIZIA – POLITICI E MAGISTRATI

1/26/2008 –

Ieri, alla presenza delle più alte cariche dello stato, con una cerimonia nella sede della Corte di Cassazione a Roma, ufficialmente  è iniziato  l’anno giudiziario.
Il momento particolarmente delicato, ricordiamo le ultime vicende che hanno coinvolto la famiglia Mastella, induce molti italiani a riflettere sulla complessa situazione che perdura in Italia.
In balia di troppe incertezze ( la difficile situazione economica )  e  nel caos generale ( la caduta del governo Prodi ), adesso, anche l’operato della magistratura viene, da molti, messo in discussione.
Sono troppi gli uomini politici che vedono nella magistratura un nemico e parlano di un potere spesso usato a scopi politici.Delegittimare l’operato della magistratura con l’ accusa di esercitare il potere giudiziario al di fuori delle regole e con finalità politiche, è un’azione pericolosa e poco prudente in quanto la sfiducia nelle istituzioni causa un danno alla convivenza civile di una società.Un gioco troppo pericoloso quello tra magistratura e politica.
Quale potrà mai essere il futuro di un paese dove “la casta” non può essere giudicata nemmeno dagli organi competenti? Gli italiani hanno bisogno di  una giustizia “giusta” uguale per “tutti” che deve essere garantita dall’organo competente, evitando episodi di protagonismo e processi mediatici. E anche se in un paese civile e democratico si può accettare la critica ai magistrati e ai loro provvedimenti, non si può permettere l’offesa all’operato della categoria per preservarne l’autorevolezza e la credibilità. La complessa situazione è certamente di non facile soluzione, ristabilire l’equilibrio tra il potere giudiziario, legislativo ed esecutivo sembra l’unica soluzione.


 


Marina Chiaramonte


 


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