Giovane armerino sorpreso con dosi di stupefacente ed un coltello

Comunicato stampa


Giovane armerino sorpreso con dosi di stupefacente ed un coltello occultati nella sua autovettura, nonché altre sostanze, presumibilmente dopanti per animali, ritrovate, invece, all’interno dell’abitazione; successivamente, vengono rinvenute numerose banconote ed un grosso quantitativo di marijuana nella casa rurale; Durante la perquisizione effettuata presso l’abitazione dei genitori, sopraggiunge il padre a bordo della sua moto-ape, che porta con sé abusivamente una pistola già carica – e con cane armato -: padre e figlio arrestati dai poliziotti armerini”. Nel pomeriggio scorso, gli uomini del Commissariato di Piazza Armerina – diretti dal Commissario Capo Gabriele Presti – hanno proceduto all’arresto di due congiunti piazzesi, figlio e padre, resisi responsabili di numerosi reati, in materia di armi e stupefacenti.In particolare, il figlio, GENIO Salvatore classe 1991, veniva indagato in stato di arresto dai poliziotti armerini poiché colto nella flagranza del delitto di cui all’art. 73 del D.P.R. 309/90, in particolare per avere detenuto grammi 464,00 circa di sostanza stupefacente tipo marijuana, parte dei quali già suddivisa in dosi pronte per essere spacciate ( nr.4 confezioni termo-sigillate del peso di grammi 1 circa cadauna), della sospetta polvere bianca del peso circa 90,00 grammi – la cui composizione è in via di accertamento – nonché un bilancino elettronico di precisione, verosimilmente utilizzato per la preparazione delle singole dosi; inoltre poiché colto nella flagranza del reato di cui all’art. 699 c.p., per avere portato al di fuori della propria abitazione, senza giustificato motivo, un grosso coltello con dispositivo a scatto con molla. Il padre, invece, tale GENIO Antonino classe 1951, bracciante agricolo, veniva indagato in stato di arresto poiché colto nella flagranza del delitto di porto abusivo di arma comune da sparo, art. 4 e 7 L. 895/67, avendo portato fuori dalla propria abitazione una pistola semiautomatica carica – della quale era regolare detentore – senza avere la necessaria autorizzazione; nonché per essere stato colto nella flagranza del reato di detenzione illegale di munizionamento, art.697 c.p., in quanto trovato  in possesso di cartucce per pistola, in numero superiore rispetto a quelle per le quali era stato autorizzato, ed inoltre deteneva abusivamente altre nr. cartucce calibro 12 a palla unica. Infine, lo stesso veniva colto, altresì, nella flagranza del reato di omessa custodia di armi, art.20 L. 110/75, in quanto deteneva il proprio fucile da caccia e numeroso munizionamento nella camera occupata da altri congiunti, senza adottare la necessaria diligenza, collocandola liberamente sopra un armadio.Nell’ambito delle costanti attività espletate dal Commissariato di P.S. armerino per contrastare il fenomeno del traffico illecito di sostanze stupefacenti, nella serata di ieri è stato arrestato, nella flagranza di reato, GENIO Salvatore, poiché trovato in possesso di un consistente quantitativo di sostanza stupefacente, verosimilmente, del tipo marijuana, di attrezzatura idonea al confezionamento in singole dosi della medesima sostanza e della somma contante di circa 950,00 Euro in banconote di vario taglio, il tutto riconducibile all’illecita attività finalizzata allo spaccio al minuto della droga in argomento.
In particolare, dunque, nella serata di ieri, gli investigatori armerini nell’ambito di una preliminare attività di osservazione del locale adibito a garage corrispondente a quello poi perquisito, ubicato nel centro storico della città dei mosaici, notavano l’accesso sospetto di alcuni giovani per cui decidevano di procedere ad una mirata perquisizione locale nell’abitazione del GENIO Salvatore e nelle pertinenze della stessa.Nel locale, gli agenti armerini appena fatta irruzione, riscontravano la presenza del GENIO Salvatore in atteggiamento da barbiere (attività espletata abusivamente), nonché di altri tre giovani, in atteggiamento di attesa della prestazione di barberia. La perquisizione all’interno del locale in questione consentiva di rinvenire, all’interno di un mobiletto utilizzato per esercitare l’attività di barbiere, tra gli asciugamani, una busta in cellophan trasparente contenente della polvere bianca, non meglio individuata avuto riguardo alla qualità, del peso lordo di grammi 96,00 circa ( compresa la busta), ritenendola probabile sostanza dopante da somministrare agli animali (in particolare cani e cavalli) per aumentarne le potenzialità fisiche e le prestazioni. Detta sostanza veniva  posta in sequestro per essere sottoposto a mirati esami chimici di laboratorio.Gli investigatori armerini, proseguendo la perquisizione nell’autovettura in uso al GENIO Salvatore, all’interno del giubbotto in pelle di colore nero appartenente al predetto, capo di abbigliamento adagiato sul sedile destro anteriore, rinvenivano un coltello con dispositivo a scatto con molla, arma detenuta senza giustificato motivo al di fuori della propria abitazione, per cui posta immediatamente in sequestro, ritenendosi altresì che lo stesso pugnale venisse portato al seguito illecitamente dal predetto ed all’interno del citato veicolo. Sempre all’interno del citato giubbotto veniva rinvenuta una piccola somma di denaro in contante, ed inoltre, celati all’interno del cruscotto, si rinvenivano nr.4 involucri di forma sferica, termo-sigillati con del cellophane, contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana, per un totale di  complessivi grammi 4,00 (circa grammi 1,00 per ogni involucro), sostanza posta immediatamente in sequestro.- Ancora, all’interno di un portaoggetti, si rinveniva una piccola somma di denaro, costituita da banconote di vario taglio, il tutto posto in sequestro poiché ritenuto provento dell’attività di spaccio messa in atto dall’indagato, per come i fatti successivi dell’azione investigativa avrebbero confermato. Nel frattempo, proprio durante la prima fase della perquisizione eseguita a carico del GENIO Salvatore, sopraggiungeva sul posto il padre di quest’ultimo, GENIO Antonino, a bordo della sua moto-ape, il quale, successivamente, per delle accertate gravi violazioni penali, descritte nel prosieguo di questo comunicato, sarebbe stato arrestato dai poliziotti armerini per reati in materia di armi di cui agli artt.4 e 7 L. 895/67, art.697 e art.20 L.110/75.  Gli agenti armerini, dunque, proseguivano l’attività di ricerca di sostanze stupefacenti anche presso la proprietà di campagna nella disponibilità dell’arrestato, adibita altresì all’allevamento di alcuni cavalli, sita in una contrada rurale della città dei mosaici, presso cui si riteneva di poter individuare altro stupefacente. Giunti nella proprietà rurale, infatti, lo stesso GENIO Salvatore, ritenendosi oramai scoperto, anticipava che effettivamente in detto fondo, all’interno di una magazzino, vi occultava circa “mezzo chilogrammo” di marijuana. Pertanto gli operanti, senza soluzione di continuità, esploravano il sito indicato dal GENIO –  un magazzino attiguo alle stalle di alcuni cavalli –  scoprendo all’interno di un mobiletto ivi collocato, quanto segue:-
1. un grosso involucro, contenente un sacchetto di cellophane trasparente che a sua volta risultava contenere grammi 460,00 circa di sostanza stupefacente tipo marijuana, essiccata  e pronta all’uso.2. una cassettina in metallo, munita di serratura, con all’interno un bilancino elettronico, una mazzetta di banconote per la somma complessiva di oltre 600,00 Euro, nonché nr.02 coltelli, di cui uno a serramanico ed a molla, di lunghezza complessiva di circa 30 cm, di cui 14 solo di lama, ed un altro, probabilmente utilizzati per il taglio ed il confezionamento della marijuana in singole dosi, mentre il danaro, custodito in tale insolito sito, rappresenterebbe ragionevolmente il provento dell’illecita attività. Ancora, sempre all’interno del predetto mobiletto, si rinvenivano alcuni fogli di carta alluminio, verosimilmente utilizzati per il confezionamento delle dosi di marijuana da immettere sul mercato. In considerazione della gravita dei fatti accertati non solo desumibili dal consistente quantitativo di sostanza stupefacente rinvenuta – idonea al confezionamento di almeno un migliaio di dosi da immettere nel locale racket della droga, quantitativo che avrebbe consentito un introito economico di 8/10 Mila Euro – ma anche dal rinvenimento delle consistenti somme di danaro, verosimilmente frutto dell’illecita attività di spaccio – nonché di un bilancino elettronico, il GENIO Salvatore veniva dichiarato in stato di arresto.
Contestualmente, come accennato, sempre nel corso della medesima attività investigativa, è stato tratto in arresto il padre del predetto individuo, GENIO Antonino, per i reati di porto illegale di arma comune da sparo, detenzione illegale di munizioni e omessa custodia di armi.  In particolare, come sopra accennato, durante l’attività di polizia giudiziaria in corso a carico del figlio, sopraggiungeva nell’abitazione – ove poco prima avevano fatto irruzione gli investigatori armerini –  il GENIO Antonino a bordo della sua moto-ape.
 Quest’ultimo parcato il predetto veicolo nel piccolo parcheggio antistante per raggiungeva i poliziotti, chiedendo loro le ragioni dell’intervento. Essendo gli agenti armerini a conoscenza del fatto che – secondo le risultanze d’Ufficio – il GENIO Antonino avrebbe dovuto detenere legalmente delle armi, al medesimo veniva richiesto di indicare il luogo presso cui dette armi ed il relativo munizionamento venivano custodite. A quel punto il GENIO Antonino conduceva gli operanti nella camera da letto, indicando un grande armadio, sopra il quale riferiva trovarsi il fucile da caccia con munizionamento vario. Effettivamente, i poliziotti constatavano, al di sopra dell’armadio la presenza di un fucile da caccia semiautomatico, calibro 12, nonché vario munizionamento contenuto in una scatola in cartone. Ultimata detta verifica, il GENIO Antonino, non potendo dimostrare la detenzione all’interno della propria abitazione dell’altra arma legalmente detenuta, riferiva che la stessa, una pistola semiautomatica, si trovava all’interno della propria motoape, cioè presso il veicolo con il quale lo stesso, poco prima, era giunto sul posto.-Gli increduli investigatori armerini, scendevano immediatamente in strada ove aprendo detto veicolo, trovato peraltro con le portiere aperte, effettivamente constatavano che dietro il sedile passeggero vi era adagiata una busta in plastica contenente la pistola semiautomatica, regolarmente montata e pronta all’uso, evidenziando che nell’arma risultava inserito un caricatore con le relative cartucce, mentre una ulteriore cartuccia risultava inserita nella camera di lancio, addirittura ancora con il cane armato (l’arma era pronta all’uso e nella condizione della massima pericolosità).
 Inoltre, nella medesima busta in plastica, unitamente alla pistola si rinveniva un secondo caricatore, anch’esso rifornito con le relative cartucce, nonché altre cartucce sfuse dello stesso calibro. Oltre all’evidenza dello stato di flagranza del reato di porto abusivo di arma comune da sparo e relativo munizionamento, esaminato il carteggio agli atti del Commissariato operante, relativo alla detenzione di armi e munizionamento da parte del GENIO Antonino, veniva verificato che il predetto soggetto deteneva, illegalmente, un considerevole numero di cartucce da caccia a palla unica ed un numero superiore di cartucce (nr.26) per la pistola, rispetto a quelle denunciate.I fatti reato posti in essere dal GENIO senior, apparivano ancora più gravi tenuto conto che il GENIO Antonino, con spavalda ammissione e spontaneamente, riferiva agli operanti che, negli ultimi tempi, era solito portare con se la pistola in argomento, carica e pronta all’uso, in quanto voleva essere in condizioni di potersi “fare giustizia da se” qualora qualche malvivente avesse tentato di “visitare” la sua proprietà di campagna, sita in una contrada del territorio armerino.
In considerazione della gravità dei fatti, desumibili da quanto sopra evidenziato, il GENIO Antonino veniva, pertanto, tratto in arresto, come già il figlio, e segnalato alla Procura della Repubblica Erea. Entrambi i congiunti, venivano, pertanto, associati alla Casa Circondariale di Enna, a disposizione dell’A.G. procedente

 

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