Gela – L’istituzione dell’Unità Terapia Intensiva Neonatale e il silenzio della politica

[COMUNICATO STAMPA] 28 ottobre 2012, Gela riesce ancora una volta ad eleggere due parlamentari regionali, in città si continua a sperare in un miglioramento generale dei servizi erogati dalla regione, ad iniziare da quelli sanitari.Dal 2009, in città si lavora per l’istituzione dell’UTIN (Unità Terapia Intensiva Neonatale), dopo anni di ingiustificati ritardi, su pressioni del CSAG, a febbraio 2015, sia la VI Commissione Sanità, sia il Direttore ASP 2 Carmelo Iacono dichiarano di poter completare l’UTIN a dicembre 2015.


Visto il prolungarsi della vicenda, il 9 novembre 2015, il CSAG invia una lettera aperta alle cariche istituzionali che hanno un ruolo su questa vicenda. Dal 2009 al 9 novembre 2015, i parlamentari gelesi si sono mantenuti in rigoroso silenzio su questa importante struttura ospedaliera, nonostante le lotte compiute dal CSAG, dai sindacati, dai cittadini, struttura ambita e voluta anche dal capoluogo, che si è sentita “scippata” da Gela, almeno così dichiarò il sindaco di Caltanissetta il 14 febbraio 2015.


Nel contempo dobbiamo constatare inadempienze e dichiarazioni incongruenti.
Iniziamo dal Direttore ASP 2 Carmelo Iacono. In VI Commissione ARS, il 17 febbraio 2015 dichiara di non avere tutte le somme disponibili, ma, di essere in grado di celebrare la gara con fondi ASP per la parte edile e degli arredi della struttura. Il 26 febbraio 2015 lo stesso dichiara ai microfoni di “Mi Manda Rai Tre” , di rispettare i tempi ed aprire l’UTIN a Gela entro il dicembre 2015.
Dopo la lettera del 9 novembre 2015, inviata dal CSAG alle cariche istituzionali, dobbiamo registrare lo strano attivismo dei parlamentari gelesi, quasi a coprire le mancanze evidenziatesi in questi anni, in soccorso ai soggetti responsabili.


Il primo intervento da parte del deputato Arancio, il 12 novembre, dopo un incontro avuto con l’Assessore alla Salute ed il Direttore ASP 2, senza minimamente tentare di coinvolgere chi da 6 anni lavora per l’UTIN a Gela, per poi uscire con una dichiarazione a favore dell’inefficienza e dei ritardi ingiustificati: la gara per l’UTIN si svolgerà tra dicembre 2015 ed al massimo tra gennaio 2016. Grazie, avevamo proprio bisogno di chi fa incontri per venirci a riferire che si continua con la solita logica: quando tocca a Gela non ci sono mai i fondi!


Quella che diventa una coppia con il deputato Federico,  tenta il bis, ieri il secondo annuncio di copertura per l’ingiustificato ritardo: slitta a metà anno l’appalto dell’UTIN.
Ma non solo, al danno arriva la beffa. In conferenza dei Sindaci, con la presenza dei deputati Arancio e Federico, si decide come distribuire le somme per la sanità. Ed allora scopriamo che il Polo Oncologico di Gela, non sarà mai completo, visto che per i reparti inerenti l’oncologia si preferisce attivarli a San Cataldo con il silenzio assenso dei parlamentari gelesi. L’anatomia Patologica e biologia molecolare verrà creato a San Cataldo.


Pazienza se  il legislatore siciliano ha più volte ribadito che gli investimenti per le malattie tumorali vanno fatti nelle aree ad alto rischio ambientale, come citato dalla Legge Regionale del 6 febbraio 2006 n° 10 art. 3: ”l’Assessore Regionale per la Sanità, nell’ambito della programmazione sanitaria regionale, può altresì autorizzare l’attivazione di nuove unità operative complesse ad elevata assistenza ricomprese nell’Allegato A “Alta specialità” del decreto 27 maggio 2003 “Piano di rimodulazione della rete ospedaliera”, oltreché nuove unità operative complesse in discipline oncologiche nei presidi
ospedalieri e nelle aziende ospedaliere ricadenti nelle zone classificate ad
alto rischio ambientale.” Riaffermato nella Legge Regionale n° 5 del 14 aprile 2009 art. 6 comma 3 che continua ad applicare la norma contenuta nella Legge Regionale del 6 febbraio 2006 n° 10.


Pazienza, vuol dire che come sempre, la “merce” per riempire gli ospedali e strutture di altri territori continueremo a fornirla noi gelesi. È veramente scandaloso che chi dovrebbe difendere i diritti del proprio territorio, dei propri elettori, sia distratto ed accetti supinamente tutti i torti inflitti, mentre altri sotto il proprio naso fanno passare investimenti in altri territori.Meno male che Gela, unitamente a Niscemi (e Piazza Armerina uscita dall’ennese) ha deciso di non legare le proprie sorti ed il proprio futuro al territorio nisseno, a dispetto di chi era pubblicamente contrario, e ora cominciamo a capire di più il perché.


Comitato per lo sviluppo dell’area gelese


 

 

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