Federalismo fiscale: Regione avvia negoziato con lo Stato

Nel 2011 – ha spiegato Armao – le scelte del Governo nazionale si tradurranno in minori entrate per la Sicilia per piu’ di un miliardo, se si mettono nel conto i minori trasferimenti agli enti locali siciliani, i tagli ai fondi FAS (sul nuovo Fas la Sicilia perdera’ 409 milioni di euro stornati dal D.L. n. 78/2010 ai quali vanno aggiunti i 357 milioni destinati, dal Governo nazionale con la legge di stabilita’ votata martedi’ definitivamente dal Parlamento, all’edilizia sanitaria pubblica, che si aggiungono al precedente taglio del 6%) e minori spese imposte alla Sicilia”. “Corriamo il rischio – ha aggiunto – di un paradoss che l’art. 38 dello Statuto, voluto per sostenere lo sviluppo regionale, gia’ in ritardo 64 anni fa, venga interpretato, al contrario, per sostenere le politiche ordinarie che devono essere a carico dello Stato centrale”. “Proprio ieri – ha detto Armao – abbiamo precisato nel corso dei lavori della Conferenza delle Regioni svoltasi a Roma che lo schema di decreto legislativo che intende attuare la legge sul federalismo fiscale, deve ritenersi non applicabile nei confronti delle Regioni a Statuto speciale per espressa previsione della stessa legge sul federalismo. In questo senso, l’emendamento proposto dal Governo da noi e’ ritenuto inaccettabile”. Altro tema affrontato dall’assessore Armao ha riguardato le accise dei prodotti petroliferi che non vengono riscosse in Sicilia, malgrado siano qui prodotte. Per la raffinazione di questi prodotti la Sicilia ha pagato un prezzo altissimo sul piano del disastro ambientale e dopo oltre 50 anni non vedere riconosciuto quanto per altro previsto dallo stesso statuto. “Poiche’ nella nostra Regione – ha spiegato Armao – operano 5 raffinerie (su un totale di 17 in Italia), che hanno una capacita’ del trasformazione pari al 40,33% degli oli combustibili prodotti nel Paese, se lo Stato ci riconoscesse quanto ci e’ dovuto potremmo incassare solo per la quota prodotta in Sicilia circa 9 miliardi di euro. Con questa cifra potremmo sostenere l’intero costo del sistema sanitario regionale, e cosi’ eliminare l’Irap e abbattere in modo significativo l’addizionale ‘Irpef, ridurre la pressione fiscale sui siciliani e trasformare la Sicilia in una zona di vantaggio per lo sviluppo e gli investimenti“.

 

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