Euro 2016: la festa e la paura le anime di Parigi.

Come si cancella un brutto ricordo? Come si ricuce una ferita? È la sfida più dura dell'Europeo che si presenta come il più sicuro di sempre, anche se la finale di Coppa di Francia qualche crepa l'ha aperta. È la sfida di Parigi che si bagna nella Senna gonfiata dalle piogge e brucia nelle proteste di piazza, Parigi che sogna e si presenta all'Europa con due anime: il Parco dei Principi, il respiro della grandeur antica e dei nuovi padroni, il respiro del potere, e Saint-Denis, lo stadio più grande di Francia, il teatro del trionfo mondiale del 1998, nel cuore di quella che Le Figaro ha definito la Molenbeek-sur-Seine.

Black-Blanc-Beur – È qui che la Francia deve iniziare a ricostruire lo spirito del '98, l'unità della nazione che si rispecchiava allora nella nazionale “Black-Blanc-Beur”. Qui, dalle ferite dei 54 feriti dimenticati, dalla vittima numero 130 della notte di terrore, sangue e morte del 13 novembre 2015, l'unica uccisa fuori dal Bataclan o dalle terrazze del decimo e undicesimo arrondissement. Qui, dove la Francia alzerà il sipario sull'Europeo e dove Deschamps sogna di alzare la coppa, il senso del trauma rimane, sotteso ma condiviso. A sei chilometri dal centro, la zona di Saint-Denis racconta la Parigi che era, che è, che forse sarà.

Saint-Denis – Fuori dal Boulevard Périphérique, nell'area a sud di La Plaine collegata all'Ile de France dal canale di Saint-Denis commissionato da Napoleone Bonaparte, conserva parte della sua storia nella cattedrale un tempo gallo-romana, poi ricostruita in monumentale stile gotico, e nella Maison d’Éducation de la Légion d’Honneur, la prestigiosa scuola per le figlie dei beneficiari del più alto ordine al merit civile e milirare. E racconta un presente fatto di 135 nazionalità fra i 118 mila residenti del municipio. “Città di sovrani sepolti e gemte viva” per il poeta Jean Marcenac, Saint- ha un sindaco musulmano convinto che proprio la diversità delle provenienze abbia evitato una strage allo stadio nella notte degli attentati. Proprio lo sport può costruire la base di una nuova integrazione, attraverso la Saint-Denis Union Sports con i suoi mille calciatori registrati di tutte le età, o il Racing Club, la squadra femminile con giocatrici di 24 nazioni diverse che ha appena inaugurato il nuovo stadio. “Come nel 1998, il calcio qui può aiutare l'integrazione” ha detto al Guardian Auguste Delaune, ex attaccante franco-senegalese che a Saint-Denis ha iniziato la carriera prima di trovare uno sbocco da professionista in Belgio e in Bulgaria. “I bambini, che hanno poche gioie nella loro vita, possono trovare nel calcio uno scopo, una via d'uscita”.

Parco dei Principi – Il ricordo di quella notte di novembre pervadono anche l'altra Parigi di Euro 2016, la Parigi della storia del calcio e del vento del cambiamento che arriva dal Golfo. Una cornice gloriosa, quella del Parc de Princes, terza incarnazione di un impianto che ha avuto due vite come velodromo: una nel luglio 1897, durata solo pochi giorni (viene chiuso subito per paura che potesse crollare), l'altra nel 1932. E' lo stadio della finale della prima finale di Coppa dei Campioni, del 4-3 del Real Madrid allo Stade Reims: campioni di Francia contro campioni di Spagna. Un duello che si rinnova nel 1984. Da dodici anni, l'impianto ha assunto la sua veste definitiva su progetto dell'architetto Roger Taillibert. I Bleus si può dire riscattino l'orgoglio di Francia contro le Furie Rosse nella finale che incorona Le Roi Platini e fa sognare un'intera nazione.

Turismo – Un gioiello relegato a comprimario nella festa di Euro 2016. Il respiro d'antico di una Parigi che racconta di sé due lati nell'estate dell'Europeo. C'è la Parigi turistica, da cartolina, la Tour Eiffel, la vista da Montmartre, le viuzze del quartiere Marais. La Parigi del Louvre e del sorriso della Gioconda, della Senna e delle passeggiate al Giardino delle Tuileries o al Boulevard Haussmann fra le Galeries Lafayette e Printemps. E c'è la capitale giovane che non si rassegna ai brutti ricordi, alle ferite che ancora non si sono ricucite, che a luglio e agosto terrà aperti nove grandi parchi, oceano verde che incarnava la visione di Haussmann e Napoleone III, per tutta la notte.

Arte e musica – Intorno all'Europeo è tutto un fiorire di possibilità. Dalla Traviata di Verdi al balletto classico, dai giochi d'acqua a Versailles alla mostra di Henri Rousseau, il surrealista autodidatta che influenzerà Seurat, Delaunay, Kandinsky e Picasso. C'è la Festa della musica, che come ogni anno dal 1982 saluta l'inizio dell'estate il 21 giugno e il festival dedicato a Chopin all'Orangerie du Parc de Bagatelle. Convivono la classica contemporanea e sperimentale di ManiFeste, le note del Jazz, il pop “sociale” di Solidays (che raccoglie fondi per la ricerca contro l'AIDS, 24-26 giugno) e il potere dei sintetizzatori a far fiorire l'immaginazione della musica elettronica. Parigi riunisce l'ironia di Paul Klee e la settima edizione di Monumenta, biennale d'arte contemporanea che quest'anno ha dato carta bianca al dadaista cinese Huang Yong Ping.

Incontri di vini – E regala una piccola perla, “Jacques Chirac, o il dialogo fra le culture” al Musée des Civilizations, curata dal suo ex ministro della Cultura, Jean-Jacques Aillagon. È un percorso fra manufatti e documenti che raccontano la sua apertura all'incontro, la vocazione al melting-pot. La stessa che, mutatis mutandis, si ritrova nelle Caves du Louvre. A due passi dal museo, nei sotterranei della città, riprendono vita le antiche cantine del sommelier di re Luigi XV e ricostruiscono in un labirinto sinestetico e sinestesico la French Wine Experience. Cinque stanze per apprezzare il vino con tutti i sensi: la sala delle origini, degli aromi, dei suoni, della vista (e delle etichette), e il laboratorio del gusto.

Sicurezza – È il fascino di avvicinarsi a una tradizione antica, a un gesto comune eppure denso di storie e tradizioni, pensando fuori dagli schemi. Che è poi l'obiettivo di Martin Kallen, direttore esecutivo del comitato organizzatore di Euro 2016, per la buona riuscita della manifestazione. “Offriremo un caloroso benvenuto a tutti i tifosi che verranno a godersi l'ospitalità francese, la nostra gastronomia, il nostro stile di vita. Dato quello che è successo a novembre, è importante anche sotto il profilo della sicurezza che gli Europei siano un successo. È importante che non ci siano incidenti, che sia una grande festa. E che tutti riconoscano la Francia come la destinazione numero 1 per i turisti nel mondo”.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati