Enna – Teatro Garibaldi – ” La pazza della porta accanto”. Omaggio alla Poetessa de navigli.

«Si va in manicomio per imparare a morire», scriveva Alda Merini in uno dei suoi aforismi più fa-mosi. E invece “la poetessa dei navigli” amava la vita e amava l’amore. Domenica 17 gennaio alle ore 20.30 arriva al Teatro Garibaldi di Enna, per la stagione firmata da Mario Incudine e voluta dall’Amministrazione comunale in sinergia con l’Università Kore, “La pazza della porta accan-to”, intenso atto unico di Claudio Fava (che mutua il titolo da un’opera della stessa Merini) messo in scena da Alessandro Gassman, che vede protagonista l’attrice Anna Foglietta. Lo spettacolo, che ha riscosso fin dalla sua prima rappresentazione un clamoroso successo di pubblico e di critica e che a Enna ha già registrato il tutto esaurito, è un omaggio alla figura di una donna dalla straor-dinaria parabola artistica e umana, ai suoi versi dalla forte componente mistica, ma anche  una de-nuncia civile contro i trattamenti subiti da chi ha conosciuto, come Alda Merini, la discesa agli infe-ri nei manicomi, prima della Riforma Basaglia del 1978. La nuova produzione, targata Teatro Stabi-le di Catania e Teatro Stabile dell’Umbria, si avvale dei costumi di Mariano Tufano, delle musiche originali di Pivio & Aldo De Scalzi, del disegno luci di Marco Palmieri e delle videografie di Mar-co Schiavoni. Accanto ad Anna Foglietta un nutrito cast che annovera Angelo Tosto, Alessandra Costanzo, Sabrina Knaflitz, Liborio Natali, Olga Rossi, Cecilia Di Giuli, Stefania Ugomari Di Blas, Giorgia Boscarino, Gaia Lo Vecchio.

«Conoscevo Claudio Fava, la sua storia, la sua sensibilità, il suo impegno politico e sociale – ha detto Alessandro Gassman che di questo spettacolo oltre alla regia firma anche l’ideazione scenica, realizzata con la collaborazione di Alessandro Chiti-  conoscevo la storia del padre Giu-seppe, vittima della mafia, una delle piaghe più dilanianti del nostro paese. Conoscevo Alda Merini, “la poetessa dei navigli”, la drammaticità della sua esistenza; anch’io, come tanti, mi sono emozio-nato e commosso nel sentirla leggere i suoi appassionati versi. Dopo aver letto il testo di Claudio, ritratto giovanile, intimo e struggente della grande poetessa, ho avvertito immediatamente la neces-sità, direi l’urgenza, di metterlo in scena. Un testo che si sviluppa all’interno di un ospedale psichia-trico e che ripercorre la drammatica esperienza della Merini. Erano gli anni in cui la parola “depres-sione” non si conosceva e chi soffriva di questa malattia veniva definito pazzo. Erano anche gli anni in cui negli ospedali psichiatrici praticavano l’elettroshock e i bagni nell’acqua gelata. È in questa particolare dimensione alienante che la protagonista si trova a condividere le giornate con le altre malate alle quali offre spontaneamente i suoi versi, ma soprattutto è il luogo dove nasce un’appassionante storia d’amore fra lei e un giovane paziente». 
La drammaturgia di Claudio Fava scorre per un’ora e venti minuti senza interruzione, sonda gli a-bissi della mente di Alda Merini, il suo rapporto con i compagni di degenza, la nostalgia per la fa-miglia e le figlie, rivela il suo senso profondo della maternità, la sua fede religiosa, la capacità di resistere alla cattività forzata del manicomio, l’aspirazione profonda alla libertà del corpo e della mente.
«A dare voce e volto a questa grande poetessa italiana – sottolinea ancora Gassman – è Anna Fo-glietta, bravissima attrice che interpreta una giovane Alda Merini in profondo conflitto con un mon-do che non la comprende e di cui non accetta le etichettature; in questo lavoro sono convinto saprà emozionare il pubblico, certamente composto per la gran parte da giovani che oggi più che mai hanno un forte desiderio di poesia. Per questa mia decima regìa ho immaginato un impianto scenico che riproponesse la claustrofobia di un reparto psichiatrico e mi permettesse di interagire con la vi-sionaria immaginazione della nostra protagonista, che in scena è affiancata da nove tra attrici e atto-ri. Accanto a me un gruppo collaudato di collaboratori, tra cui mi preme ricordare le toccanti sonori-tà di Pivio e Aldo De Scalzi, un'originale partitura musicale, struggente colonna sonora di questa affascinante storia che andiamo a raccontare».

LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO
di Claudio Fava
regia Alessandro Gassman
ideazione scenica Alessandro Gassman con la collaborazione di Alessandro Chiti
costumi Mariano Tufano
musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi
disegno luci Marco Palmieri
videografie Marco Schiavoni
con Anna Foglietta, Angelo Tosto, Alessandra Costanzo, Sabrina Knaflitz, Liborio Natali, Olga Rossi, Cecilia Di Giuli, Stefania Ugomari Di Blas, Giorgia Boscarino, Gaia Lo Vecchio
produzione Teatro Stabile di Catania, Teatro Stabile dell’Umbria

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati