Enna – Rinviata al prossimo 13 maggio l’Udienza per il reclamo del Miur contro la Dunarea De Jos

 Stanno proseguendo, inatanto, nei locali dell’ex collocamento, i corsi, in estensione in aula remota di Medicina e Professioni sanitarie dell’Università rumena, supportata logisticamente dalla Fondazione Proserpina, cui Ad è il noto politico del Pd Vladimiro Crisafulli. I corsi, va ricordato,sono stati istituiti nel 2015, con forti reazioni negative da parte del Ministero dell’Istruzione, ed in particolare del sottosegretario Davide Faraone e dei tre rettori dei pubblici Atenei di Palermo, Catania e Messina.

Il Miur ha ordinato, tramite il ministro Stefania Giannini, l’immediata chiusura dei corsi ennesi di Medicina, ma i vertici rumeni, in forza dell’art. 49 del trattato di Lisbona, sulla libertà di stabilimento, hanno ignorato la disposizione del ministro che tramite l’Avvocatura dello Stato, si è rivolto al competente Tribunale di Caltanissetta che ha confermato, condannando il Miur alle spese, quanto sostenuto dagli avvocati docenti universitari Augusto Sinagra, Giuseppe Arena ed Anna Lucia Valvo, ovvero la validità dell'art.49 del Trattato. . Ma il Miur ha reclamato e si attendeva per oggi , l’udienza in cui il medesimo Tribunale di Caltanissetta avrebbe dovuto emettere la sentenza. Il motivo di contestazione alla sentenza di primo grado è che il giudice non sarebbe entrato nel merito ma il giudice nel motivare l’ordinanza a favore dell’Ateneo rumeno, così ha scritto:nel caso in cui il Miur ritenesse che tali titoli non trovino automatico riconoscimento nel nostro Pese, ben potrebbe adottare, nell’ambito delle proprie attribuzioni, un formale provvedimento di diniego di tale efficacia, non risultando necessaria una preventiva pronuncia da parte dell’Autorità Giudiziaria. Qualora, al contrario, il Ministero ritenesse che tali titoli godano del riconoscimento automatico in Italia, mal si comprenderebbe su quale base giustificare la chiesta interruzione dei corsi”.

Emergerebbero quindi da parte del Miur delle ambiguità che avrebbero più che un senso giuridico, un senso politico. Ed anche i tre rettori delle università statali, a dire di Arena cadrebbero in pesante contraddizione: “Attraverso il comunicato congiunto, con il quale ritornano sulle attività ad Enna della Dunarea de Jos, i rettori delle università siciliane con facoltà mediche hanno ancora una volta fornito prova di una profonda miopia accademica. Mentre infatti – ha proseguito l’accademico – i tribunali amministrativi ordinano l’iscrizione ai corsi di laurea in medicina di oltre 9 mila studenti, raddoppiando e quindi ridicolizzando il numero chiuso nazionale, mentre migliaia di ragazze e ragazzi italiani, sono costretti ad andarsene all’estero per studiare medicina, mentre cioè il sistema giudiziario e i fatti indicano la luna, i rettori degli atenei statali siciliani si fermano al dito con il quale il Tribunale di Caltanissetta, stabilendo la legittimità delle lezioni a Enna di un ateneo di un altro stato europeo, ha indicato l’esistenza di un problema politico gigantesco per l’intero Pese e non certamente per il piccolo orizzonte nel quale operano i rettori degli atenei statali siciliani.

E, poiché – ha proseguito Arena – anche il dito risulta, evidentemente, enorme per questi rettori, essi cercano di sminuire anche quello, tentando di dimostrare che esso non indica la luna, che l’ordinanza del Tribunale di Caltanissetta insomma non sarebbe entrata nel merito”. Arena – ha sostenuto inoltre – che “ se il Ministero è convinto che i Trattati Europei non si applicano, provi a dirlo con un formale provvedimento invece di ricorrere alla magistratura e faccia un provvedimento motivato. Ma al Ministero sanno di non poterlo fare e sanno che il numero chiuso in medicina è saltato perché è iniquo, non trasparente e pieno di potenziali imbrogli, come hanno dimostrato i tribunali e come denunciano da anni le associazioni studentesche” I dirigenti della Dunarea de Jos non intendono, a loro dire, aggirare la valutazione delle attitudini alla professione medica. Anche i loro studenti di Enna hanno sostenuto le prove di ammissione, ma hanno ottenuto i risultati immediatamente alla fine delle prove, inoltre, l’intera prova è stata registrata con un video conservato agli atti. “Perché – ha concluso Arena – invece i risultati delle prove nelle università italiane si conoscono dopo due o tre settimane delle prove”. Ed a .proposito della lamentata mancanza di qualità dei corsi rumeni da parte dei rettori, i vertici dell’Ateneo rumeno hanno ricordato che decine di studenti iscritti nella facoltà di Palermo vanno proprio a Galati “Dunarea de Jos”, per un periodo di 6 mesi per arricchire il loro curriculum formativo.

Mario Antonio Pagaria

 

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