Enna – Polemiche per la festa della Madonna

Una festa della Madonna, quest’anno, purtroppo non priva di polemiche sui Social, e, forse, sarebbe proprio il caso di dare ragione al compianto scrittore Umberto Eco  e alla sua nota affermazione sulle “legioni di imbecilli” che li popolano. In effetti, andare a fare una polemica infinita, attribuendo chissà quali colpe all’Amministrazione o alla Chiesa per il fatto che la processione sia iniziata alle 18,55 anziché alle 19,00 è proprio discutibile, ed ancor più grave è  alimentare il sospetto che la Madonna sia “uscita” in anticipo per consentire alla gente di assistere alla partita Italia Germania. Ciò non è assolutamente vero, in quanto, la partita iniziava alle 21 e l’Amministrazione aveva allestito alcuni maxischermi in zona Piazza Europa mentre la processione impiega esattamente un’ora e mezzo per recarsi dal Duomo all’Eremo di Montesalvo, per cui non poteva esserci, anche volendo, alcuna malafede da parte di nessuno, sono solo, lo ripetiamo, polemiche (strumentali?) ingenerate da parte dei persone disinformate e inclini al pettegolezzo spicciolo.

Purtroppo a queste scemenze molti cittadini ennesi stanno attenti, ma nessuno, ed è gravissimo, e la dice lunga sul livello di evoluzione  sociale e culturale di alcuni cittadini, ha detto nulla sul fatto che i mezzi pubblici nel pomeriggio del giorno  della festa, non potevano accedere al Centro storico, cosicchè agli anziani e ai disabili non in possesso né di patente né di contrassegno, che intendevano assistere, per voto o per semplice passatempo, alla spettacolare “uscita” del fercolo della Madonna dalla Madrice, ciò non è stato consentito, poiché qualcuno ha deciso così. Ciò lascia molto da pensare in una città dove molti, forse demagogicamente, utilizzano ed inflazionano il termine “civiltà”. Un’altra scelta che ha fatto molto pensare è stata quella dello spostamento dei vasi collocati in Via Roma bassa, che ha fatto “chiacchierare” alcuni commercianti, i quali lamenterebbero un’irrazionale e prematura collocazione dei vasi stessi in mancanza di un attuato piano parcheggi, causando ciò l’ulteriore allontanamento dei già pochi clienti che ormai in massa si riversano verso i centri commerciali di Catania o  al vicino Outlet. I negozianti si dicono inoltre preoccupati, poiché a causa delle molte processioni questa operazione “spostamento vasi” (che ha un costo) si protrarrebbe numerose volte. Scelte un po’ scellerate dunque, a dire di gran parte della Cittadinanza, stanca e stressata di una città sporca fino all’inverosimile.

Ed è stato proprio all’inverosimile che i fedeli hanno gremito il Duomo per partecipare il due luglio, al solenne pontificale presieduto da Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, attorniato da tutti i sacerdoti ennesi e con la partecipazione di tutte le maggiori autorità civili e militari. L’occasione è stata propizia per festeggiare il cinquantesimo di sacerdozio di don Pino Petralia, parroco di san Biagio. Il vescovo ha sottolineato l’importanza della figura di Maria in “prospettiva discepolare”, la Madonna è stata “consegnata” da Cristo crocifisso morente al discepolo Giovanni (quindi agli uomini), come modello di vita discepolare. Il vescovo ha parlato della Visitazione e del verbo “alzarsi” (che simboleggia la risurrezione) utilizzato dall’evangelista Luca che scrive della Visitazione di Maria ad Elisabetta dopo la risurrezione a Gerusalemme, luogo oltre che fisico, anche metaforico, del “compimento” delle scritture. Infatti, tutto il Vangelo di Luca è imperniato, con forte enfasi catechistica, sul cammino di Gesù verso Gerusalemme che poi è la “Gerusalemme celeste”.

“La festa della Madonna, ha detto Gisana,  è quindi importante per autoverificarsi guardando l’esempio di Maria per fare il punto della situazione, tutti siamo richiamati a capire se siamo veramente discepoli del Signore e ciò  non avviene soltanto perché si partecipa ad una festa. ad una devozione ma bisogna fare come Maria che  va verso questa zona “ montuosa” verso la croce, “in fretta”, quindi attuare con docilità l’accoglienza verso gli altri e la chiamata a  stare dietro a Gesù senza pensarci su”. Alle 13 la è seguita la messa dei confrati, (in mattinata si sono susseguite molte celebrazioni – va segnalato che in molti lamentano il giorno della festa la mancanza di una messa vespertina). Verso le 16, la vestizione della Madonna con il tesoro ex voto e la corona di immenso valore e alle 18,55 (con i soliti cinque minuti “accademici di anticipo o di ritardo che si verificano ogni anno) il diramarsi della processione che ha percorso Via Roma, Via Mercato e Via Montesalvo, con il simulacro della Madonna portato a spalla da circa 126 confrati  (gli Ignudi) a piedi nudi, sudati, spossati e disidratati dall’afa, accolto festosamente da migliaia di fedeli, molti dei quali in lacrime, che ringraziano o chiedono i favori della Madonna, sempre prodiga ad intercedere presso suo figlio, e giungendo verso le 20,30 alla chiesa di Montesalvo dove la statua della Patrona si tratterrà fino a domenica 17 in quindici giorni ricchissimi di celebrazioni e rosari curati dai frati francescani per poi fare ritorno al Duomo.

Mario Antonio Pagaria 

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati