Enna, M5S – Incontro con i cittadini e reddito di cittadinanza con la senatrice Nunzia Catalfo

"E' assurdo che ad Enna non ci sia la diretta streaming del Consiglio comunale, perché il Comune è la casa dei cittadini, dove non si parla di cose astratte, ma si decide della vita di tutti, soprattutto del futuro, comprese le tasse che si dovranno pagare. La diretta streaming c'è in tutti i comuni civili, che non hanno nulla da nascondere".

È stato questo l'esordio della portavoce al Senato del Movimento 5 Stelle, Nunzia Catalfo, ospite all'incontro con i cittadini organizzato dal Meetup di Enna, per fare un resoconto delle attività svolte in Consiglio comunale, in questo primo anno di consiliatura.

Trasparenza amministrativa, Urbanistica e decoro urbano, Beni culturali, Tutela dell'ambiente, rifiuti e servizio idrico, Economia e sviluppo, queste le aree tematiche in cui si possono raggruppare le azioni portate avanti, in attuazione del programma elettorale ed ispirate all'idea di una città a 5 stelle, illustrate dai due portavoce eletti ad Enna, Marilina Frattalemi e Davide Solfato.

“La trasparenza amministrativa è uno dei temi che sta particolarmente a cuore al Movimento 5 Stelle che, a tutti i livelli di governo vuole monitorare le attività che si svolgono all'interno delle istituzioni pubbliche, al fine di consentire l'accesso ai cittadini ai luoghi in cui si prendono le decisioni sulla cosa pubblica, sulla spesa delle risorse pubbliche e per prevenire fenomeni di corruzione”, spiega Marilina Frattalemi.

Il resoconto mette in evidenza che le proposte dei pentastellati sono state accolte favorevolmente: infatti, tutte le mozioni presentate sono state approvate, ma la maggior parte, di fatto, non sono state ancora attuate. E' la stessa senatrice Catalfo a rivolgere un appello al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale, per far sì che vengano attuate le misure contenute nelle mozioni, volte a migliorare la vita dei cittadini, come l'apertura di piattaforme ecologiche per agevolare la raccolta differenziata, forti dell'esperienza dell'Ecopunto, o la possibilità di acquistare, a prezzi contenuti, per scopi abitativi o turistico-ricettivi immobili vetusti. “Questa è la dimostrazione”, precisa la parlamentare, “che la maggioranza di governo, ad Enna come in Parlamento, non fa nulla di concreto per cambiare realmente la vita dei cittadini”, ricordando come nei comuni governati dai cinque stelle, ad esempio Ragusa, gran parte degli strumenti volti a sollevare le condizioni economiche di una città, hanno già trovato attuazione.
Ma il ritardo della macchina amministrativa, è una delle pecche di questa Amministrazione comunale, alla quale i Cinque stelle ennesi attribuiscono anche una serie di scelte errate, che sono dimostrate dal fatto che “in un anno non si riscontra alcun cambiamento positivo delle condizioni della città", denuncia Davide Solfato. Tra le più importanti la rotazione del personale, attuata senza alcuna logica e che ha portato al blocco degli uffici comunali, il porta a porta nel centro storico, che non tiene conto delle caratteristiche toponomastiche e climatiche della città, la mancata programmazione e la perdita di importanti finanziamenti per la città. Il portavoce pentastellato sottolinea, quindi, l'esigenza che questa amministrazione attui quel cambiamento di cui si faceva promotrice in campagna elettorale, ma smentito dal vecchio di modo di fare politica, "perché Enna non può permettersi di continuare in questo stato un altro anno".

Esauriente l'illustrazione del Disegno di Legge sull'istituzione del Reddito di cittadinanza, da parte della prima firmataria Nunzia Catalfo, presentato in Senato dal Movimento 5 Stelle nel 2013, come primo punto del proprio programma. Nonostante i principi a cui esso si ispira – libertà, lavoro e dignità – siano sanciti dalla Costituzione italiana, il sistema italiano è tale da non consentire a tutti i cittadini di avere un lavoro e, quindi, un reddito che permetta una vita dignitosa. Con la conseguenza che, non tutti i cittadini hanno la possibilità di partecipare, in modo libero, alla vita sociale e politica del proprio Paese, perché alcuni sono costretti a rivolgersi al politico di turno, per ottenere un lavoro, in cambio del voto.

La flessibilità nel mercato del lavoro, la formazione e la sicurezza – la cosiddetta "flexsecurity" – sono alla base del reddito di cittadinanza attuato da tutti i paesi dell'Unione Europea – tranne che in Italia e in Grecia – che consentono di trovare un'occupazione e un reddito a tutti coloro che vivono al di sotto degli indicatori individuati dall'Eurostat (Istituto di statistica europeo) e dall'ISTAT (Istituto di statistica nazionale) e da una risoluzione del 2010 del Parlamento europeo.

Il Disegno di Legge introduce, inoltre, un Osservatorio del mercato del lavoro, attualmente non previsto in Italia, che deve provvedere alla programmazione e al raccordo con il piano industriale del Paese. Ad oggi, non è presente alcun organismo di monitoraggio e di studio, che sarebbe, invece, importantissimo per capire dove si creano i posti lavoro e dove, quindi, è necessario fare formazione. È stato, inoltre, previsto lo stanziamento di due miliardi di euro per le politiche attive del lavoro, volte a riformare i centri per l'impiego, attraverso la registrazione ad un portale Internet, già esistente, ma poco usato, nel quale sono presenti le offerte di lavoro del Paese. Lo scopo è di consentire l'effettivo incontro tra domanda e offerta (la cosiddetta "ricerca attiva") ed aiutare così i disoccupati nella ricerca di nuovi sbocchi occupazionali, funzione che, allo stato attuale, i centri dell'impiego non svolgono.

"Il reddito di cittadinanza, dunque, costituisce le fondamenta della riforma del lavoro, che in Italia non si è mai voluta fare" chiarisce la senatrice, "che ridona al cittadino quella libertà che il sistema attuale gli toglie, eliminando le mafie, il ricatto del lavoro e lo scambio di voto politico-mafioso". "Le esperienze degli altri paesi europei, in cui il reddito di cittadinanza è attuato, dimostrano le influenze positive che si sono riscontrate sull'economia reale, perché si crea un circolo virtuoso che azzera la povertà e toglie il cappio al collo dei cittadini, che, una volta liberi, potranno votare i propri governanti solo se faranno il loro dovere al servizio dei cittadini", è la conclusione della senatrice pentastellata.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati