Enna. L’Università rumena risponde alle accuse di illegalità

“L’Italia è culla della democrazia e lo Stato italiano deve rivelarsi tale anche nei nostri confronti ma fino adesso non lo ha fatto e per questo motivo i nostri avvocati stanno preparando una denuncia nei suoi confronti all’Unione Europea contro gli abusi che vengono fatti verso questa estensione” Con queste parole Cesar Bichescu,, direttore generale dell’Ateneo rumeno “Dunarea de Jos”, in un affollata conferenza stampa, si è pronunciato in merito alla recente decisione del Miur di chiedere il blocco dei corsi di Medicina e Professioni sanitarie che dovrebbero iniziare il prossimo 14 dicembre.

Il Miur, va ricordato, nei giorni passati ha chiesto l’intervento del prefetto Fernando Guida affinché si attivasse con l’Avvocatura dello Stato e con la Magistratura sulla liceità dei corsi universitari rumeni e sulla regolarità dell’istituzione della Fondazione Proserpina, partner italiano dell’Università rumena. L’indagine della Magistratura, ancora in corso,  ha finora, condotto all’emissione di quattro avvisi di garanzia, nei confronti dì Vladimiro Crisafulli e di alcuni amministratori dell’Asp che aveva concesso in comodato d’uso i locali dell’ospedale per le lezioni ed il tirocinio.

Ma la Dunarea de Jos continuerà le lezioni in forza del Trattato di Lisbona, e, ha ribadito Bichescu, se i corsi dovessero essere chiusi si tratterebbe di un abuso che ci porterebbe a chiedere i danni allo Stato Italiano. Il direttore generale ha poi sottolineato che l’estensione, opera in un regime di libera concorrenza nell’ambito dell’Unione Europea e, proibire alla stessa, di operare in Italia, creerebbe un precedente molto grave, in quanto, nello stesso modo, si potrebbe impedire ad università italiane che operano in paesi dell’Unione Europea, di farlo.

Bichescu ha specificato ulteriormente che la “Dunarea de Jos” non deve rendicontare nulla al Ministero dell’Istruzione italiano ma risponde direttamente a quello rumeno ed ha precisato che l’Università che dirige è riconosciuta dalle agenzie internazionali demandate a questo ruolo, quindi non vede in cosa possa avere contravvenuto, non foss’altro perchè ad essa non è stato notificato alcunché ma ha solo appreso determinate notizie dalla stampa.

“Con queste prese di posizione – ha concluso Bichescu – si stanno solo danneggiando gli studenti italiani iscritti, verso i quali mi inchino per i sacrifici che stanno sostenendo”. È anche intervenuta la responsabile dei corsi in estensione ad Enna, nonché vice di Bichescu in Romania, Alina Capat,  che ha specificato come la Facoltà rumena di medicina ad Enna può essere chiusa solo con una sentenza della Corte Europea di Giustizia e che l’educazione è una necessità e tutti hanno diritto di esercitarla. Intanto Crisafulli, che non ha partecipato alla conferenza stampa, ha fatto sapere che sono già stati individuati i nuovi locali dove riprenderanno le lezioni dei corsi di lingua propedeutici ai test di ammissione.

Mario Antonio Pagaria

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati