Enna – Doppio sold out per la ”Cavalleria Rusticana”

 E’ il caso di dirlo: doppio sold out – uno reale e uno metaforico – settimana scorsa al teatro Garibaldi per due sere di seguito. Il primo per la superba, sublime, interpretazione di Antonino Interisano e Marianna Cappellani, dell’opera lirica “Cavalleria rusticana” di  Pietro Mascagni, tratta da una famosa novella di Giovanni Verga. Interisano, ennese, noto tenore internazionale che si è esibito anche con Katia Ricciarelli, va ricordato, è anche regista dello spettacolo cui direttore d’orchestra, la “Filarmonica degli Erei” è Michele Pupillo mentre la coreografia è di Giuliana Friscia e Michele Salute. Direttore di palcoscenico e Maestro del coro Sebastiano Ticli e Maria Grazia Di Giorgio.

Gli altri bravissimi interpreti, Paolo La Delfa, Linda Rogasi e Franca Aparo. Fatta questa doverosa cronaca andiamo al secondo aspetto del sold out, ovvero quello metaforico, il motivo per il quale seicento sensibilissimi ennesi hanno ritenuto opportuno gremire per due sere di seguito il purtroppo ormai troppo piccolo teatro nostrano: una sola parola, anzi una parola e un numero, tre cromosomi che identificano quello che da molti, a causa della stramaledetta “labelling theory” che nei piccoli centri come Enna, a causa del degrado culturale la fa da padrona e crea lo “stigma”. La parola e il numero sono “Trisomia 21”, la Sindrome di Down e il non voler capire ancora, da parte di molti politici, che questi ragazzi, sono i più intelligenti, i più sensibili di molti di essi che si ritengono “normali”, che sono depositari di ricchezza e amore incommensurabili, ma molti ennesi lo hanno capito e sono venuti a spendere chi 20, chi 30 euro, per assistere a questo bellissimo spettacolo lirico che da decenni mancava ad Enna, sapendo che i fondi sarebbero stati devoluti alle attività di quella meravigliosa associazione di genitori e bambini Down che è “Vita 21”.

Nata ad Enna nel 2013 e presieduta dall’infaticabile Marco Milazzo, si sta battendo per far passare il messaggio che “Trisomia 21” non è diversità ma ricchezza, che questi ragazzi, possono, devono integrarsi a pieno titolo nella Società e la Società e la Politica li debbono accogliere a braccia aperte, non lasciando, vergognosamente, inattuate, leggi come la 104/92 o la 68/99 e smettendola una buona volta di ergere muri, come spesso avviene nelle aziende private e pubbliche, contro la disabilità, perché di fatto, i datori di lavoro si rifiutano, e lo denunziamo con cognizione di causa, poiché ne abbiamo contezza con un amico, di assumere handicappati, in quanto li ritengono un peso.

E allora lo Stato, invece di penalizzare la disabilità, provando, per fortuna non ci sono riusciti, a tassare i redditi dei disabili, dovrebbe  emanare leggi che costringano i datori di lavoro ad assumerli  o, più semplicemente, attivare degli Ispettori che vigilino sulla reale applicazione della 68/99. Ma Torniamo a “Vita 21”, in appena tre anni, contrariamente ad altre associazioni che “dormono”, ha promosso iniziative nelle scuole, informando centinaia di studenti, ha tenuto un congresso alla Kore, grazie alla sensibilità dei suoi dirigenti politici, come Cataldo Salerno, di alcuni docenti come il sociologo Sergio Severino ed infine dei meravigliosi suoi studenti. Al convegno hanno partecipato circa 500 persone provenienti da molte aree della Sicilia ed è stata “rovistata” da cima  a fondo la tematica della sindrome di Down. Ed ora quest’ultima iniziativa con Antonino Interisano e la moglie, che hanno voluto fortemente lo spettacolo, e dai quali occhi traspare felicità, poiché, ciliegina sulla torta, sono soci fondatori di Vita 21 perché anch’essi hanno un dolce ragazzino con trisomia 21.

 E una grande novità giunge dal mondo dei Club service: il Rotary sta affiancando Vita 21 e Milazzo in quest’avventura, con l’istituzione di “Accademia 21” una realtà costituita da addetti ai lavori che si occupa di interloquire con le istituzioni per avanzare richieste, studiare e proporre problemi e soluzioni. E sono stati tantissimi i commercianti sensibili al grido lanciato da Marco Milazzo e dai suoi amici, ciascuno di loro ha dato più che ha potuto. Importante la collaborazione con il Teatro delle diversità di Catania dell’associazione culturale “Neon” diretto da Piero Ristagno e Monica Felloni. Importantissimo il lavoro di un collega, un giornalista con tetraparesi spatica, Danilo Ferrari, colonna portante delle iniziative. Enna non è solo “Belvedere, bottiglie di birra e canne”. Enna è fatta di molte persone sensibili e colte, che tuttavia, scoraggiate, preferiscono starsene ai margini.

Mario Pagaria

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati