Elio Galvagno, Sindaco di Centuripe scrive al Presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando

Elio Galvagno interviene sul destino delle ex Province e questa volta decide di prendere carta e penna e scrivere al Presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando, per sollecitare una mobilitazione straordinaria dei Sindaci siciliani in difesa delle ex Province “che rischiano di venire travolte dall’immobilismo e dall’inerzia del Governo e del Parlamento regionale”.

Ti scrivo alla luce di una nota appena ricevuta dal Ragioniere generale della ex Provincia di Enna, e indirizzata ai
Sindaci e ai Presidenti dei Consigli comunali del territorio ennese, in cui si certifica l'impossibilità di chiudere il
bilancio per l'anno 2016.
Un atto che rischia di rappresentare, in tutta la sua drammaticità, un punto di non ritorno, che oggi riguarda solo
Enna ma che, continuando di questo passo, potrà coinvolgere tutte le ex Province siciliane.
Già il solo fatto di doverle definire "ex" testimonia la condizione di limbo a cui, da troppo tempo, sono relegati questi
Enti, che ho avuto il privilegio di guidare per oltre dieci anni e che considero cruciali per lo sviluppo del territorio.
Basti pensare, come Tu ben sai, che in Sicilia le ex Province governano le scuole e si occupano di strade e oggi, a
causa della mancata riforma e dei tagli del Governo nazionale, si trovano in una pericolosa condizione di vuoto
politico – istituzionale, che ha lasciato interi territori privi di servizi essenziali.
La   sensazione  amara,   come  ho  avuto  più  volte  modo  di  denunciare,  è  che  le  ex  Province  siciliane siano  state
definitivamente ed irresponsabilmente cancellate dall’agenda politica nazionale e regionale, sacrificate sull'altare di
tagli che non hanno mai incluso un’analisi seria su quelli che sarebbero stati davvero i “costi” e i "benefici" di una
loro abolizione.

Per questo, come Tu hai già autorevolmente fatto in varie occasioni, abbiamo il dovere, come Sindaci, di richiamare
alla   propria   responsabilità   il   Parlamento  siciliano,   la   cui   inerzia   rischia   di   travolgere  definitivamente  questo
importante Ente intermedio, con la conseguenza inevitabile che, quando e se verrà finalmente approvata la legge di
riordino, i Liberi Consorzi saranno definitivamente ingovernabili.
Ti  invito  pertanto,  con  tutta   l'urgenza  del  caso   e  nelle  modalità  che  riterrai   più  opportune,  a   promuovere  una
mobilitazione straordinaria dei Sindaci siciliani davanti a Palazzo dei Normanni, per sollecitare l'approvazione di una
riforma che non è più rinviabile, se ancora si vuole tentare di "salvare il salvabile" e di mettere una toppa ai danni
che,  giorno  dopo  giorno,  diventano  più  macroscopici,  penalizzando  l’economia  già depressa  della  nostra   amata
Sicilia e, in particolare, di quella interna.
Un caro saluto

Ti scrivo alla luce di una nota appena ricevuta dal Ragioniere generale della ex Provincia di Enna, e indirizzata ai
Sindaci e ai Presidenti dei Consigli comunali del territorio ennese, in cui si certifica l'impossibilità di chiudere il
bilancio per l'anno 2016.

Un atto che rischia di rappresentare, in tutta la sua drammaticità, un punto di non ritorno, che oggi riguarda solo
Enna ma che, continuando di questo passo, potrà coinvolgere tutte le ex Province siciliane.
Già il solo fatto di doverle definire "ex" testimonia la condizione di limbo a cui, da troppo tempo, sono relegati questi
Enti, che ho avuto il privilegio di guidare per oltre dieci anni e che considero cruciali per lo sviluppo del territorio.
Basti pensare, come Tu ben sai, che in Sicilia le ex Province governano le scuole e si occupano di strade e oggi, a
causa della mancata riforma e dei tagli del Governo nazionale, si trovano in una pericolosa condizione di vuoto
politico – istituzionale, che ha lasciato interi territori privi di servizi essenziali.
La   sensazione  amara,   come  ho  avuto  più  volte  modo  di  denunciare,  è  che  le  ex  Province  siciliane siano  state
definitivamente ed irresponsabilmente cancellate dall’agenda politica nazionale e regionale, sacrificate sull'altare di
tagli che non hanno mai incluso un’analisi seria su quelli che sarebbero stati davvero i “costi” e i "benefici" di una
loro abolizione.

Per questo, come Tu hai già autorevolmente fatto in varie occasioni, abbiamo il dovere, come Sindaci, di richiamare
alla   propria   responsabilità   il   Parlamento  siciliano,   la   cui   inerzia   rischia   di   travolgere  definitivamente  questo
importante Ente intermedio, con la conseguenza inevitabile che, quando e se verrà finalmente approvata la legge di
riordino, i Liberi Consorzi saranno definitivamente ingovernabili.
Ti  invito  pertanto,  con  tutta   l'urgenza  del  caso   e  nelle  modalità  che  riterrai   più  opportune,  a   promuovere  una
mobilitazione straordinaria dei Sindaci siciliani davanti a Palazzo dei Normanni, per sollecitare l'approvazione di una
riforma che non è più rinviabile, se ancora si vuole tentare di "salvare il salvabile" e di mettere una toppa ai danni
che,  giorno  dopo  giorno,  diventano  più  macroscopici,  penalizzando  l’economia  già depressa  della  nostra   amata
Sicilia e, in particolare, di quella interna.
Un caro saluto

“Caro Luca – è l’incipit della missiva – i scrivo alla luce di una nota appena ricevuta dal Ragioniere generale della ex Provincia di Enna, e indirizzata ai Sindaci e ai Presidenti dei Consigli comunali del territorio ennese, in cui si certifica l'impossibilità di chiudere il bilancio per l'anno 2016”.
Un grido di allarme che secondo Galvagno non può restare inascoltato e “che rischia di rappresentare, in tutta la sua drammaticità, un punto di non ritorno, che oggi riguarda solo Enna ma che, continuando di questo passo, potrà coinvolgere tutte le ex Province siciliane”.

“La sensazione amara, – continua il sindaco di Centuripe – come ho avuto più volte modo di denunciare, è che le ex Province siciliane siano state definitivamente cancellate dall’agenda politica nazionale e regionale, sacrificate sull'altare di tagli che non hanno mai incluso un’analisi seria su quelli che sarebbero stati davvero i “costi” e i "benefici" di una loro abolizione.
Per questo abbiamo il dovere, come Sindaci, di richiamare alla propria responsabilità il Parlamento siciliano, la cui inerzia rischia di travolgere definitivamente questo importante Ente intermedio. Ti invito pertanto – conclude Elio Galvagno – con tutta l'urgenza del caso e nelle modalità che riterrai più opportune, a promuovere una mobilitazione straordinaria dei Sindaci siciliani davanti a Palazzo dei Normanni, per sollecitare l'approvazione di una riforma che non è più rinviabile, se ancora si vuole tentare di "salvare il salvabile" e di mettere una toppa ai danni che, giorno dopo giorno, diventano più macroscopici, penalizzando l’economia già depressa della nostra amata Sicilia e, in particolare, di quella interna”.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati