DOCUMENTO DEI VESCOVI: ARMAO, LA MAFIA SI BATTE CON LO SVILUPPO

PALERMO, 25 feb 2010 (SICILIAE) – “Hanno ragione i vescovi italiani: il cancro della mafia non puo’ piu’ dettare i tempi e i ritmi dell’economia e della politica nel Sud”. Lo afferma l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identita’ siciliana, Gaetano Armao, commentando il documento “Per un Paese solidale” che la Conferenza episcopale italiana dedica al Meridione d’Italia. “I vescovi – dice Armao – spiegano che per risolvere la questione meridionale e’ necessario superare le inadeguatezze presenti nelle classi dirigenti. Che la mafia, soprattutto nel passato, sia stata un fenomeno di classi dirigenti. Beh, non ci sono dubbi. Oggi, pero’, lo scenario e’ cambiato. A cominciare dalla Sicilia”. “Certo – osserva l’assessore – la mafia e’ ancora forte. Ma voglio sottolineare la discontinuita’ dell’attuale governo rispetto al passato. Cosi’ come importanti sono le azioni portate avanti dai ragazzi di ‘Addio pizzo’ e le coraggiose prese di posizione di Confindustria Sicilia”.”Anche lo Stato, pero’ – aggiunge l’assessore – deve fare la propria parte. Sul serio e non a parole. Mi chiedo e chiedo: come mai il recente documento dello Svimez non ha trovato spazio presso la grande stampa nazionale? Forse perche’ si dimostra, numeri alla mano, che negli ultimi anni gli investimenti dello Stato nel Sud sono stati drasticamente ridotti?”.”La Sicilia, prima di chiedere a Roma il rispetto dei propri diritti, deve avere le carte in regola – ripeteva sempre Piersanti Mattarella – e noi, nella nostra attuale esperienza di governo, stiamo provando, non senza difficolta’, ad operare con le carte in regola. Ma se le risorse stanziate dall’Unione europea per il Sud, che dovrebbero essere aggiuntive rispetto a quelle dello Stato, finiscono per sostituirsi a quelle dello stesso Stato, ebbene, allora c’e’ qualche cosa che non funziona”.”La mafia si combatte reprimendola – conclude Armao – e si elimina con lo sviluppo. Se, insieme alla repressione del sistema mafioso e all’educazione alla legalita’, non ci preoccupiamo di dare ai giovani del Sud la possibilita’ di trovare lavoro e alle imprese le opportunita’ per operare nel Meridione senza l’oppressione criminale, la mafia riprendera’ fiato. E, come osservano sempre i vescovi, tornera’ a rigenerarsi anche dopo i colpi che lo Stato gli ha inferto”.


 

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati