CSAG – Protocollo ENI per Gela

PROTOCOLLO ENI PER GELA, SOLDI A CALTANISSETTA.

È strano ma è così: la città di Gela è un affare per molti comuni siciliani.
Gela è una città poco attenzionata dalla regione e dello stato, nonostante in alcuni campi usufruisca di Leggi speciali, i benefici vanno ad altri territori senza requisiti. E’ così per la sanità, per le infrastrutture, per i servizi. Grande centro siciliano tenuto appositamente al “guinzaglio”.

Gela ha subito la chiusura della raffineria che operava dagli anni ’60 nel territorio, il tutto deciso attraverso un contestato protocollo stilato tra ENI ed enti siciliani e nazionali il 6 novembre 2014.
La presenza della raffineria, a detta dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha causato e causerà malattie da industrializzazione tra i residenti del territorio.

Ma oltre al danno, si rischia di subire anche la beffa.

In questi giorni, a Caltanissetta, è in atto un acceso dibattito su come salvare, per l’ennesima volta, il Consorzio Universitario Nisseno. 
Nei fatti non dovrebbe entrarci nulla con Gela e la problematica raffineria, in teoria, in pratica, alcune menti illuminate, rispolverano il protocollo firmato con ENI, per tentare di finanziare attraverso quest’ultima, il Consorzio Universitario Nisseno.

Ci risiamo! Gela da spremere, da utilizzare per favorire altre realtà.

La cosa ancor più imbarazzante, che tra i promotori (3) di questa idea malsana, due sono gelesi.

Il Consorzio Universitario Nisseno, è composto dai seguenti soci:
–    Comune di Caltanissetta
–    Camera di Commercio
–    Libero Consorzio di Comuni di Caltanissetta
–    ASP CL 2

Tutti enti che dovrebbero puntare allo sviluppo dell’intero territorio dell’ex Provincia, e che invece concentrano la gran parte delle loro risorse nella sola Caltanissetta, nonostante è ormai chiaro che con l’Università di Enna a pochissimi chilometri, si sono infranti i sogni di istituire l’Università a Caltanissetta.

I corsi universitari erogati sono:
–    Medicina- Convenzionata con l’Università di Palermo.
–    Ingegneria- Convenzionata con l’Università di Catania.
    
Il protocollo d’intesa firmato da enti e sindacati il 6 novembre 2014 a Roma, prevede all’art. 3, l’impegno di ENI ad attivare corsi con le Università siciliane per Master e Stage per la green economy.

Ultimo dettaglio per avere il quadro completo della situazione: 
–    Gela, con due delibere consiliari ed un referendum confermativo, ha deciso di uscire dall’ex provincia di Caltanissetta ed aderire alla Città Metropolitana di Catania.

Cosa e chi ha spinto i due “illuminati” gelesi a sposare una causa che non è di nessun aiuto alla città né alla crisi occupazionale generata dalla chiusura dello stabilimento petrolchimico?

La cosa più sensata da fare al riguardo è contattare l’Università di Catania, chiedere lo svolgimento a Gela di Master e Stage inerenti la Green Economy, con la collaborazione di ENI. Inoltre il CSAG, da anni si batte per l’istituzione a Gela del Dipartimento Oncologico di III livello (di riferimento regionale), altri per la realizzazione dell’IRCCS per malattie da industrializzazione. Gela, in quanto realtà SIN (Sito di Interesse Nazionale) e zona ad alto impatto ambientale, beneficia di una Legge regionale specifica che individua alte specialità in campo sanitario. La Legge è la n. 10 del 6 febbraio 2006. 

Se si vuole, qualcosa di concreto per Gela si può fare, le altre città sono ben fornite di uomini che si battono per gli interessi dei propri territori. 

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati