CRISI DI GOVERNO : A PERDERE SONO GLI ITALIANI

Chi esulta per la caduta del governo Prodi e spera che si vada subito a nuove elezioni farebbe meglio a valutare con più attenzione il momento. Non parlo alla “casta” politica, loro sanno bene cosa fare e come farlo e lo hanno dimostrato in questi ultimi vent’anni. Sono i comuni cittadini che dovrebbero riflettere.
In primo luogo la caduta di un governo è sempre una sconfitta per l’intera Nazione. Interrompere bruscamente una legislatura e attendere nuove elezioni vuol dire far vivere al Paese un momento di assoluta incertezza proprio quando l’avanzare della recessione economica richiederebbe una guida sicura. E’ , tanto per intenderci, come lasciare una nave senza comandante ed equipaggio in un mare in tempesta.
In secondo luogo le nuove elezioni, con l’attuale legge elettorale, non assicurano la governabilità. Ci domandiamo cosa potrebbe accadere se il centrodestra vincesse le elezioni in maniera risicata rimanendo in balia di partiti come la Lega o, come è accaduto in questa legislatura, di singoli senatori.
Ci chiediamo, ancora, quale vantaggio si possa avere oggi in Italia passando da una guida di centrosinistra a quella di centrodestra visto che le due posizioni non producono politiche economiche e sociali con grandi differenze. Sono centinaia gli esempi che potrebbero farsi per dimostrare che destra e sinistra hanno fatto leggi e adottato provvedimenti simili per finalità e , molto spesso, per inutilità. Il vero problema in Italia e la classe politica definita “irresponsabile” da Luca di Montezemolo, ma che andrebbe definita meglio con aggettivi di ben diversa natura e che lasciamo esprimere alla fantasia del lettore.
Occorrerebbe un ricambio prima generazionale e poi mentale per vedere qualche mutamento significativo. Un ricambio che tarda ad arrivare perché è la stessa società che pur richiedendolo non ha la forza ne la cultura sociale per attuarlo. In buona sostanza noi esprimiamo la casse politica che ci meritiamo. E’ inutile chiedersi perché siamo male governati quando come padri di famiglia, insegnanti, commercianti, professionisti e cittadini viviamo senza una coscienza sociale , con poca etica e attenti a non perdere i piccoli e grandi privilegi che ci siamo costruiti. La classe politica è l’espressione di ciò che questa società è.
Se ci saranno nuove elezioni è molto probabile che ritorni il Cavaliere , con le sue leggi , i suoi capricci, la sua capacità comunicativa. Sarà visto da molti come il salvatore della Patria , come il potenziale artefice della rinascita di questa nazione, come l’uomo giusto al posto giusto.
Non sappiamo se sarà così, quello che è certo che siamo stanchi dell’incertezza, dei proclami elettorali, delle leggi ad pesonam, delle liti tra politici e dei politici inquisiti e condannati che siedono in Parlamento. Questo è un Paese anche disposto a fare sacrifici per migliorare, ma è giusto chiedere a chi non ha saputo governare, da destra e da sinistra, fare il sacrificio di mettersi da parte per favorire un cambiamento ormai indispensabile.
Sarebbe dunque giusto che se si andasse ad elezioni con questa legge elettorale senza preferenze, visto che saranno i partiti a scegliere e non gli elettori, proporre volti nuovi associati a menti fresche.


Nicola Lo Iacono


 

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati