Continua la protesta delle associazioni sul commissariamento della Camera di Commercio di Enna

Dopo il terzo rinnovo della nomina del Commissario della CCIAA di Enna,  inviata l’ennesima lettera di protesta da parte delle Associazioni Provinciali di rappresentanza al Presidente della Regione, all’Assessore Regionale alle Attività Produttive, al Commissario della CCIAA di Enna e al Procuratore  della Repubblica.
Le Organizzazioni di rappresentanza Casartigiani, Cgil, CIA, CNA, Confcommercio,  Confcooperative, Federconsumatori e Legacooperative che in più occasioni nei mesi scorsi hanno denunciato l’inerzia dell’Assessorato Regionale alle Attività Produttive in merito al rinnovo e quindi alla nomina dei componenti del Consiglio della Camera di Commercio di Enna e paventato nello stesso tempo il rischio che la stessa sarebbe stata oggetto di commissariamento in base ad un preordinato disegno dell’Assessore Venturi, con una lettera inviata alle Autorità competenti e all’opinione pubblica hanno evidenziato che quanto temuto e preannunciato è stato messo in atto, in spregio e detrimento delle legittime aspettative del territorio e delle imprese che vi operano.


Tra le conseguenze che queste associazioni prevedevano c’era soprattutto il pericolo di una paralisi, protratta nel tempo, di tutte le attività istituzionali e promozionali dell’ente camerale.
Ebbene nonostante il commissario regionale si stato insediato da due mesi, e già riconfermato per altri 30 giorni, si  registra il totale silenzio che dimostra assoluto disinteresse rispetto alle iniziative attese dalle imprese:
– NON è stata avviata alcuna significativa iniziativa da parte della Camera;
– NON si è creata alcuna occasione di confronto con le rappresentanze del mondo imprenditoriale e sindacale che non sono mai state convocate per discutere di proposte ed iniziative per lo sviluppo economico del territorio;
– NON vengono portate a compimento le attività già deliberate dalla precedente giunta quali l’erogazione dei contributi già concessi ai consorzi fidi di garanzia;
– NON si parla più di sostegno alle imprese nelle azioni a favore della loro internazionalizzazione né si ha notizia di partecipazione delle aziende a mostre e fiere.


Siamo in presenza di un atteggiamento narcotico che ha drasticamente interrotto un percorso che negli anni aveva ricostruito un quadro di collaborazione attiva e proficua tra tutte le forze sane del territorio: imprese, associazioni, istituzioni, producendo benefici indiscutibili e restituendo dignità ad una istituzione, quella camerale, esclusivamente sostenuta dalle imprese del territorio e non certo da fondi del bilancio della Regione.
  Le associazioni continuano a sostenere e ribadiscono che non c’è alcuna plausibile giustificazione al comportamento omissivo degli Organi regionali, né possono essere oggi addotti, a giustificazione, atti e decisioni postumi rispetto ai ritardi omissivi dell’Assessorato regionale.
A tale ultimo proposito, essendo venute a conoscenza della recente decisione del TAR, sezione staccata di Catania che, accogliendo il ricorso proposto dall’ABI, ha annullato la deliberazione del Consiglio Camerale relativa alla ripartizione dei consiglieri e individuazione dei settori rilevanti per l’economia della circoscrizione provinciale, le sottoscritte Associazioni chiedono:


– Al Commissario Pipitone quali provvedimenti consequenziali intenda immediatamente adottare, considerato che gli sono stati attribuiti i poteri del Consiglio e che pertanto ha l’obbligo di impugnare innanzi al CGA ovvero, dando adeguata motivazione del mancato ricorso, di eseguire la sentenza;
 
– All’Assessore Venturi per quanto tempo ancora pensa di dover protrarre il regime commissariale ad Enna piuttosto che avviare le procedure previste dalla legge per consentire l’insediamento dei legittimi rappresentanti in seno al Consiglio Camerale.


 Chiedono infine al Presidente della Regione Lombardo se ritiene opportuno che la sua amministrazione continui ad agire attraverso il commissariamento degli organismi di governo degli enti territoriali e non intenda piuttosto riportare negli ambiti della correttezza e della legalità le decisioni che provengono dal suo Governo.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati