Conferenze – Polizia di stato di Enna: i recuperi del patrimonio archeologico nel territorio

Nella splendida cornice della sala del Palatium, ai piedi della torre pisana, nel castello di Lombardia a Enna, si e’ svolta la conferenza dal titolo “polizia di stato di enna: i recuperi del patrimonio archeologico nel territorio”. Organizzato congiuntamente dalle sedi Siciliantica di Enna e di Piazza Armerina, l’incontro, svoltosi con il patrocinio del comune di Enna, alla presenza di un folto pubblico, ha preso avvio dall’operazione di polizia denominata “Persefone”, che lo scorso aprile ha portato al rinvenimento e al sequestro di un’ingente quantita’ di reperti archeologici occultati presso un’abitazione a Pergusa. 

Al tavolo dei relatori, oltre i presidenti di Siciliantica, Gaetano Marchiafava per Enna, il quale si e’ speso per ambientare la conferenza in tale prestigiosa sede, e Angela Malvina L’Episcopo per Piazza Armerina, il vice questore aggiunto Gabriele Presti, capo della squadra mobile del capoluogo, che insieme ai suoi agenti ha condotto la brillante operazione di recupero, il sindaco di Enna, Maurizio Dipietro e l’archeologo Giacomo Biondi, ricercatore presso il Cnr di Catania. 

Dopo i saluti dei presidenti, che hanno sottolineato come la conferenza si inserisca nell’ambito delle manifestazioni estive per il ventennale della fondazione di Siciliantica, e come essa sia volta a rinsaldare il rapporto tra società civile, associazionismo e istituzioni, forze dell’ordine in primis, per la tutela del patrimonio storico comune, la parola e’ passata al capo della mobile. della sua figura e’ stato sottolineato, oltre le note capacità investigative, l’amore per le materie storiche, l’archeologia in particolare: passione che si e’ sposata perfettamente alla professione proprio in occasione dell’operazione “Persefone”. Il funzionario si e’ soffermato sulla ricchezza del patrimonio archeologico presente nel territorio e su quanto ancora ci sia da recuperare. ammontano infatti a 480 i siti archeologici censiti e purtroppo non adeguatamente scandagliati e custoditi, soprattutto a causa della cronica penuria di fondi dedicati. I pezzi recuperati grazie all’operazione di aprile costituiscono di per sé un patrimonio, quasi un museo, tuttora sotto sequestro, in attesa che si concludano le indagini dei periti per essere restituiti alla collettività. Sull’esigenza di restituire al territorio ciò che, per storia e collocazione, rientra alla sua appartenenza, si e’ poi soffermato il sindaco Dipietro, al quale va inoltre il merito di aver concesso in breve tempo e reso fruibile la suggestiva area in cui si e’ svolta la conferenza. 

Al pubblico attento e partecipe, infine, si e’ rivolto l’archeologo Biondi, che vanta una serie di pubblicazioni e studi relativi al periodo di appartenenza dei pezzi in esame, oltre alla partecipazione ad importanti campagne di scavo, una delle quali a creta, tuttora in corso. il ricercatore ha messo in evidenza la qualità degli oltre 200 reperti sequestrati dalla polizia, tra i quali spicca una terracotta con figura di offerente, proveniente da un’area sacra nei dintorni e risalente al v sec. a.c. altri pezzi, rinvenuti intatti, vasi in ceramica del tipo “Licodia Eubea”, provengono quasi certamente da un corredo funebre di sepoltura “a camera”. E ancora anfore, statuette votive, dedicate in gran parte a Persefone e oggetti recanti iscrizioni in lingua sicula, la quale rappresenta tuttora un mistero, non essendo  stata decifrata con certezza. 
Con l’ausilio delle immagini messe gentilmente a disposizione dal dott. Gabriele Presti, e di ulteriori supporti visivi, biondi ha informato il pubblico sull’ingente valore economico attribuito dal mercato delle aste internazionali a reperti di tal genere, suffragando la tesi secondo cui ci troviamo di fronte ad uno dei piu’ importanti sequestri di materiale archeologico degli ultimi decenni.

Angela Malvina L’Episcopo

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati