CON LA RIFORMA GELMINI LA SCUOLA IN GINOCCHIO

Da pochi giorni è iniziato l’anno scolastico. Il primo dopo la riforma voluta dal governo Berlusconi e realizzata dal ministro Gelmini. Una riforma con cui in questi giorni stanno facendo i conti alunni, insegnanti e personale e che sta suscitando un coro di proteste sia per quanto riguarda l’aspetto economico , sia per quello didattico. Su internet stanno nascendo numerosi gruppi per opporsi ai tagli indiscriminati di personale, alle sovraffollamento delle classi, alla riduzione delle ore di lezione di materie importanti come l’inglese o l’italiano. Una riforma che ha smantellato una scuola già in condizioni precarie e che finirà per portarci ancora più indietro nella classifica internazionale che misura la preparazione degli alunni, nella quale eravamo già agl’ultimi posti. Basti pensare che un ragazzo su quattro , di età compresa tra i 15 e i 18 anni non riesce a comprendere bene quello che legge. Con la riforma entrata in vigore c’è stata una riduzione negli organici dei docenti di 67 mila cattedre e il prossimo anno si prevedono tagli per altre 10 mila. Alla fine del 2011 il personale verrà invece ridotto di 46 mila unità. Numeri questi che innescano un inevitabile declino per l’istituzione scolastica e che dimostrano come la riforma non sia stata realizzata in base a principi legati alla necessità di un miglioramento qualitativo, ma a quelli di una semplice ed irrazionale diminuzione dei costi. Appare evidente e indiscutibile la mancanza di un progetto di riforma , tanto quanto chiaro che la Gelmini ha agito su indicazione del ministro dell’economia Tremonti: vero ispiratore della riforma. In una sorta di bollettino di guerra vi proponiamo alcune situazioni registrate in Italia. L’inglese al Liceo Scientifico. Viene tagliato di due ore nell’arco dei 5 anni, passando da quattro ore nelle seconde e quinte a sole tre ore Fisica e laboratorio, negli istituti professionali per l’industria e l’artigianato  da  9 nei tre anni di qualifica, con la riforma diventa 4 ore solo nel biennio. A Sciacca si è formata una classe di prima liceo scientifico di 38 ragazzi con disabile annesso, m anche a Piazza Armerina vi sono casi analoghi. Maestro unico solo sulla carta. Con il limite di insegnamento di 22 ore in alcune classi sono costretti ad alternarsi 5 maestri. Vi sono numerosi insegnanti che a causa della riduzione delle ore ogni anno dovranno cambiare istituto. Che fine farà la continuità didattica ? Precari. 25 anni di lavoro ? L’unica alternativa è andare in pensione( a 65 anni) con 600 euro al mese. Fondi. In quasi tutte le scuole mancano fondi per acquistare attrezzature e riparare quelle esistenti. Sono in realtà centinaia le incongruenze della riforma Gelmini. A pagare il prezzo di questa situazione saranno non solo gli insegnanti e i precari, ma soprattutto gli alunni che avranno una preparazione più scadente e limitata.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati