CNA – Il Parlamento elimini gli emendamenti che bloccano il credito per gli artigiani

La CNA di Enna, per voce del suo presidente Tonino Palma ha diramato il seguente comunicato: “Nonostante le rassicurazioni e le garanzie di impegno da parte del Governo Regionale per un accoglimento delle istanze rappresentate dagli imprenditori in occasione della manifestazione regionale del 1 marzo, i segnali che arrivano dal Parlamento Regionale sono di direzione opposta .


E’ grave il fatto che, dopo le reiterate richieste da parte di tutte le associazioni di categoria, di potenziare gli strumenti che consentono un più agevole accesso al credito, il Parlamento abbia inserito nella Finanziaria due emendamenti governativi che destinano i fondi di rotazione Crias all’Irfis e ai contributi a fondo perduto per i tassisti.
La situazione è estremamente grave soprattutto per il fatto che l’aumento della pressione fiscale, l’inasprimento delle misure di recupero coattivo, il blocco dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni e la paralisi degli investimenti, richiedono alle imprese sempre un maggior ricorso al credito e considerata la stretta creditizia delle banche, l’unica speranza è riposta verso quegli strumenti creati appositamente per agevolare le imprese artigiane quali la CRIAS.


Se si chiudono anche questi spiragli si spengono anche le residue speranze dei nostri imprenditori e temiamo che possano ripetersi quei gesti estremi dettati dalla disperazione e riportati dalla cronaca nazionale sempre con maggiore frequenza.
Pertanto la CNA insieme a Confartigianato, Casartigiani e Claai chiedono con rinnova forza più risorse per il credito agevolato CRIAS e Artigiancassa per evitare licenziamenti e fallimenti a causa della mancanza di lavoro e per il blocco del credito bancario.
Chiediamo a tutti i parlamentari regionali di impedire il collasso dell’artigianato e delle imprese della nostra Regione bloccando questi due emendamenti e stanziando invece più risorse per i fondi di rotazione destinati al credito.
La mancanza di risposte concrete e tempestive, porterà il mondo imprenditoriale alla  immediata proclamazione dello stato di agitazione con relativa manifestazione a Palazzo dei Normanni.”



 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati