Caso Mastursi, una bomba su De Luca: indagine per corruzione, coinvolto un giudice

Sette indagati con capi d’accusa gravissimi: corruzione per induzione e rivelazioni di segreto d’ufficio. Le indiscrezioni si rincorrono dal pomeriggio di oggi sul filo rovente che lega la Procura di Napoli ai destini, sempre più precari, della Regione Campania. Dopo le dimissioni di Nello Mastursi, l’ex capo della segreteria di Vincenzo De Luca, per 36 ore c’era stato il più stretto riserbo sui motivi alla base dell’addio. Ora le voci stanno prendendo consistenza e sono ben più drammatiche di quelle ipotizzate: Mastursi – lo scrive l’agenzia di stampa AGI – risulta indagato nell’ambito di un’inchiesta aperta dalla Procura capitolina che coinvolge anche un magistrato del Tribunale di Napoli Anna Scognamiglio, circostanza che ha fatto scattare l’intervento della procura di Roma, competente a svolgere le indagini sui magistrati del Distretto della Corte di Appello di Napoli. Il fascicolo – secondo quanto si apprende – sarebbe stato aperto da un’intercettazione nella quale il marito del giudice Scognamiglio, Guglielmo Manna, parlando con Mastursi, avrebbe chiesto “un favore” spiegando che in cambio avrebbe fatto “intervenire” la moglie su una vicenda che stava a cuore all’ex capo della segreteria del presidente della Giunta regionale campana.


Indagine su De Luca e Mastursi partita da Roma


Risulta altresì iscritto nel registro degli indagati anche il marito del magistrato partenopeo, la stessa che ha firmato in qualità di relatore, il 22 luglio la sentenza di ‘sospensione della sospensiva’ per il governatore della Campania nell’ambito della legge Severino. De Luca – lo ricordiamo – fu sospeso dopo la sua condanna a Salerno per abuso d’ufficio. Ieri la Squadra Mobile di Napoli su delega della Procura aveva perquisito gli uffici di Mastursi in regione e la sua abitazione a Salerno sequestrando un telefono cellulare e un computer portatile. Oggi, il governatore ex sindaco di Salerno aveva convocato un vertice di maggioranza per discutere delle priorità di governo su ambiente e sanità, e anche in quella occasione aveva pesato molto l’ombra di una possibile indagine (oggi pomeriggio non erano ancora noti i particolari del coinvolgimento di De Luca né la natura degli accertamenti giudiziari). Ancor prima, ovvero stamattina, il presidente della giunta regionale campana aveva bollato come “ricostruzioni fantastiche” le possibili vicissitudini giudiziarie, confermando ai microfoni di Radio Kiss Kiss, che Nello Mastursi gli aveva comunicato di volersi dimettere poiché “faceva fatica a reggere il doppio lavoro in segreteria e nell’organizzazione del Pd Campania, alla vigilia di una campagna amministrativa estremamente impegnativa”.


La replica di Vincenzo De Luca: “Mia condotta è corretta”
Affida a Facebook la sua reazione, Vincenzo De Luca. Scrive: “In relazione all’annunciata indagine nei miei confronti, nel dichiarare senza alcun margine di equivoco la mia totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta, chiarirò ogni aspetto in una conferenza stampa nella mattinata di domani. È mia intenzione fare in modo che si accendano su questa vicenda i riflettori nazionali, trovandomi nella posizione di chi non sa di cosa si stia parlando. Ho già dato incarico al mio avvocato per chiedere di essere sentito dalla competente autorità giudiziaria. Per me, come per ogni persona perbene, ogni controllo di legalità è una garanzia, non un problema. E su questo, come sempre, lancio io la sfida della correttezza e della trasparenza.


Caldoro (Pdl): “Serve trasparenza”
“Bisogna garantire trasparenza e rispetto per lavoro Magistratura. De Luca fa il contrario. Manca di chiarezza verso la stampa e cittadini. Sul caso di un suo stretto collaboratore De Luca sembra un turista svedese” dichiara in un tweet, Stefano Caldoro, ex governatore della Campania e oggi capo dell’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale. Altre dichiarazioni al vetriolo sul comportamento di De Luuca erano arrivate in mattinata dal capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Consiglio regionale, Valeria Ciarambino.


 



 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati