Caso CSA: L’assessore Cimino risponde alle accuse di Chiara Scollo

Comunicato stampa


«Quando si amministra una città non ci si aspetta riconoscenza, ma a volte si esagera. Dispiace che Chiara Scollo amministratore unico della CSA tours, la ditta che ha gestito per dieci anni il trasporto pubblico urbano, abbia affermato che ha dovuto cessare il servizio perché il Comune non ha accordato la proroga del contratto e avrebbe fatto ostruzionismo.» L’Assessore al traffico e alla mobilità Calogero Cimino risponde alle interviste rilasciate in questi giorni dalla responsabile della società di autobus piazzese.
«Queste ed altre affermazioni potrebbero anche essere oggetto di azioni giudiziaria data la loro falsità, ma l’Amministrazione, ancora una volta, vuole essere comprensiva con la società e il suo amministratore unico.»
«A questo punto, però – continua Cimino – è doveroso raccontare la realtà dei fatti. Il servizio dei trasporti pubblici a Piazza costa 400 mila euro all’anno di cui 260 mila come contributo regionale e 140 mila come contributo comunale, un contributo al chilometro che è quasi doppio rispetto a quello che, per esempio, dà il comune di Enna per il suo trasporto. A questo si aggiungono le somme incassate con i biglietti. Si tratta, dunque, di un servizio più che remunerativo esercitato in condizioni di monopolio».
«Nonostante condizioni così favorevoli, la società da alcuni anni ha mostrato progressivamente una riduzione della capacità tecnica e della capacità finanziaria. I mezzi che circolavano erano sempre in peggiori condizioni, privi di manutenzione al punto che molti cittadini scrivevano al Comune lamentandosi per la qualità del servizio. Tutto ciò è emerso quando, qualche settimana fa, sono intervenuti i carabinieri, ancora una volta su segnalazione dei cittadini, e hanno riscontrato numerose infrazioni anche gravi.»
«Ma la situazione più grave è stata quella finanziaria. Nonostante sia la regione che il Comune avessero pagato regolarmente tutte le loro rate, nel corso del 2009 la società non aveva pagato i contributi ai dipendenti. La violazione di questo obbligo di legge aveva fatto sì che l’azienda non avesse presentato il DURC attestante l’avvenuto versamento degli oneri INPS e INAIL e che è condizione indispensabile per il pagamento del dovuto da parte del Comune. Per questo già nei primi mesi del 2010 non era stato possibile erogare il contributo ed era stato accertato che l’azienda aveva un cospicuo debito con gli enti previdenziali come dimostrato dalle cartelle esattoriali prodotte dalla medesima azienda. Già allora il Comune poteva rescindere automaticamente il contratto, ma l’Amministrazione comunale – proprio perché ha voluto fare di tutto per salvare una società locale – ha concesso il tempo perché la Società stessa potesse risolvere la situazione con gli enti e presentare un DURC positivo. Appena ciò è avvenuto i contributi sono stati regolarmente erogati.
Dopo l’estate 2010, però, ancora una volta la società ha avuto un DURC negativo, prova della sua incapacità di risolvere i problemi finanziari che l’attanagliavano e di cui, la mancanza di manutenzione dei mezzi e i mancati pagamenti degli stipendi dei lavoratori, sono una prova ulteriore.»
«l’Amministrazione pertanto non poteva accordare una proroga di cinque anni a una società priva di qualunque capacità finanziaria e tecnica e inaffidabile rispetto agli impegni assunti in numerose riunioni. Infine – conclude Cimino – in un incontro in Sala delle Luci giorno 25 novembre, l’Amministratore unico ha dichiarato e sottoscritto che la Società non era più in grado di eseguire i servizi e sarebbe stata messa in liquidazione. Da quel momento – in costante accordo con l’assessorato regionale competente, abbiamo avviato le procedure per la gara d’appalto».


L’Assessore Calogero Cimino

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati