Casa di riposo San Giuseppe – Possibile una soluzione. Miroddi scettico

Si è svolto venerdì scorso il consiglio comunale che aveva all’ordine del giorno la situazione della Casa di Riposo San Giuseppe, l’istituto pubblico di assistenza e beneficenza (ipab) con sede a Piazza Armerina.  Di recente  la Regione Siciliana, attraverso un decreto presidenziale, ha sancito la dismissione dell’istituto e il passaggio delle competenze amministrative e della massa debitoria al comune di Piazza Armerina. L’atto, sottoscritto dal Presidente Crocetta, non si riferisce solo all’ipab di Piazza Armerina ma a tutti gli istituti di assistenza che in Sicilia versano nella stessa situazione. 
Il sindaco Filippo Miroddi, preoccupato perché il passaggio di competenze aggraverebbe la situazione delle casse comunali e porterebbe in maniera inevitabile il comune in dissesto, ha già predisposto un ricorso contro il decreto presidenziale e nel corso del consiglio comunale si è dichiarato scettico su altre possibili soluzioni.

Dalla regione  , attraverso la voce dall’assessore  Luisa Lantieri presente in consiglio, arriva comunque una proposta che consentirebbe di salvare la casa di riposo, tutelare gli ex dipendenti ed evitare il dissesto al comune di Piazza Armerina. Una proposta illustrata dall’assessore Lantieri, già presentata al sindaco dai dirigenti regionali a Palermo,  che prevede il ritiro del decreto presidenziale a condizione che il comune predisponga un piano  economico-finanziario di recupero dell’IPAB.  Per raggiungere questo obiettivo metterebbe a disposizione del comune anche una serie di esperti regionali. “Non occorre che il sindaco rinunci all’azione legale contro la Regione – ha dichiarato in consiglio l’assessore Lantieri – le due strade per risolvere il problema possono essere percorse contemporaneamente.” Inoltre – ha spiegato Luisa Lantieri – esiste la possibilità concreta di affiancare ai servizi tradizionali offerti dall’Istituto anche nuovi settori di intervento come il settore legato alla malattie degenerative come l’Alzheimer e quello legato alla gestione dei minori emigranti non accompagnati dai genitori”

In realtà il recupero della casa di riposo San Giuseppe, come abbiamo sostenuto da tempo,  è possibile solo attraverso un intervento che preveda il confronto con il mercato assistenziale tutt’altro che in crisi. Esiste, secondo noi, un ampio margine operativo e di recupero anche perché il 75% dei debiti accumulati dall’Ente riguardano stipendi e compensi dovuti ai  lavoratori che sarebbero disponibili senz’altro in parte a rinunciarvi, ritirando i decreti ingiuntivi,  pur di tornare a lavorare.
In consiglio comunale si sono succeduti una serie di interventi tra cui segnaliamo quello del consigliere Alfarini(Pd) la cui proposta va nella direzione dell’istituzione di un tavolo tecnico con la partecipazione degli esperti regionali il cui obiettivo dovrebbe essere quello di redigere il piano economico-finanziario di recupero della casa di riposo così come proposto dalla stessa Regione Siciliana. 
Di diverso avviso il consigliere Alberghina che avrebbe preferito avviare un commissione di inchiesta per definire le cause del dissesto finanziario dell’IPAB. Proposta criticata dal consigliere Lillo Cimino che ha fatto notare come già diversi commissari regionali hanno stilato dettagliati rapporti sulla vicenda e come , quando in Italia non si vuole risolvere un problema, si vara una commissione d’inchiesta. Adesso la scelta delle azioni da intraprendere spetta al sindaco.

Cos'è il piano econmico finanziario (PEF)

Lo scopo del PEF è mettere a confronto i costi e i ricavi che ci si aspetta una volta realizzato il progetto d’impresa, in modo da poterne valutare la fattibilità. Ma tiene anche in considerazione i margini legati all’indebitamento dell’impresa ed è uno strumento di valutazione finanziaria, perché indica se il progetto sarà in grado di ripagare il proprio debito.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati

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