CAMERA DI COMMERCIO 8° GIORNATA DELL’ECONOMIA

 E’ stato presentato Venerdi 7 Maggio presso il Salone della Camera di Commercio, nel quadro della 8° GIORNATA DELL’ECONOMIA  il RAPPORTO 2009 SULLA SITUAZIONE ECONOMICA DELLA PROVINCIA di ENNA. Un rapporto fatto non solo da numeri,  ma soprattutto un rapporto che guarda al futuro, oltre la crisi, per individuare linee e strategie di uno sviluppo possibile del territorio ennese, legato fondamentalmente  alle proprie vocazioni ed alle proprie risorse. Gli effetti della crisi economica, così come evidenziato nel rapporto dello scorso anno, permangono per intero sul nostro territorio che lungi dal cogliere le opportunità auspicate, è appena riuscito, a contenerne gli esiti negativi, sostanzialmente confermando i dati attraverso i quali tradizionalmente si esprime la rappresentazione dell’economia ennese. E’ questo il primo passaggio della relazione del Presidente della Camera di Commercio Liborio Gulino in apertura della 8° Giornata dell’Economia. Ciò che in estrema sintesi emerge dall’analisi delle dinamiche economiche sviluppatesi nel 2009 è, infatti, una sostanziale stagnazione della situazione, che permane caratterizzata da un diffuso senso di “attesa”: che passi la crisi, che si metta mano al riordino del territorio, che la politica intervenga con iniziative di lungo respiro, che il credito diventi più accessibile, che si avvii un esteso processo di infrastrutturazione materiale ed immateriale dell’intera area provinciale. L’imprenditoria ennese, con le migliaia di piccole e microimprese di cui si compone, attende risposte che tardano ancora ad arrivare da parte delle istituzioni che troppo spesso appaiono in difficoltà rispetto alle iniziative da intraprendere per avviare una ripresa che ancora non si intravede. Se è vero che è l’intero sistema nazionale e regionale che va a rilento tuttavia non possiamo esimerci, dice Gulino,  dal soffermarci su alcuni aspetti sui quali occorre riflettere per tentare insieme di individuare gli strumenti per superare le situazioni critiche che ostano all’avvio di una ripresa effettiva e permanente. Emerge in primo  luogo il  ruolo della Regione quale ente centrale di propulsione dello sviluppo territoriale.
A nessuno può sfuggire come la difficile situazione politica che da molti messi attraversa la Regione Siciliana abbia negativamente inciso sull’elaborazione e attuazione di una politica di sviluppo dei territori regionali. Solo per fare due esempi molto recenti la legge finanziaria regionale, approvata solo da qualche giorno è il ritardo notevole della Regione Siciliana nell’attivazione delle risorse provenienti dalla programmazione comunitaria 2007/2013.
Ciò com’è evidente non agevola il percorso di ripresa, contribuendo invece a mantenere quel clima di incerta attesa di interventi e tempi migliori. Stagnazione, appunto. Il danneggiamento della viabilità interna non solo continua ad influire negativamente sul nascere di nuove imprese, ma impedisce a quelle già esistenti di svolgere la propria attività in modo regolare. Si ricordano ancora in questa sede i danni che le aziende zootecniche hanno subìto durante le stagioni invernali.
 
La situazione si aggrava di anno in anno, gli interventi tardano ad arrivare mettendo in grave difficoltà anche gli Enti locali, in primo luogo Provincia regionale e Comuni.
A livello locale, peraltro, l’instabilità politico amministrativa della Provincia ha determinato ritardi ed incertezze che si frappongono come ulteriori ostacoli ad azioni di recupero di produttività e di competitività del nostro territorio. Non appare migliore la situazione sul piano nazionale. Lo scorso anno ha visto la Camera di Commercio impegnata, unitamente con tutte le forze istituzionali e di rappresentanza della provincia, in una richiesta formale al Ministro delle Attività produttive di un intervento straordinario a sostegno del territorio ennese nei campi delle infrastrutture materiali, in primo luogo quelle stradali, di quelle per la logistica e l’energia, di quelle immateriali per le ITC. A distanza di quasi un anno dalla richiesta però nessuna risposta è pervenuta dal Ministro né dal Ministero. Non intendiamo commentare questo silenzio. Ci permettiamo soltanto di confermare in questa sede con forza le ragioni di questo territorio, la giustezza delle richieste avanzate al Governo nazionale, il diritto di avere risposte almeno certe, se non anche positive. Quelle fin qua esposte, dice Gulino, sono considerazioni a commento del dato essenziale che emerge dalla lettura degli indicatori economici provinciali del 2009: una sostanziale situazione di stasi dell’economia che non riesce a trovare la forza per la ripresa, ma con l’evidenza di un’imprenditoria non rassegnata che con ostinazione resiste in un contesto di strutturale difficoltà. Il dato numerico della nati mortalità si riassume nelle 15.949 imprese registrate nel 2009 a fronte delle 16.086 del 2008, con un saldo solo apparentemente negativo di – 137 unità. Trattasi in effetti di un calo “tecnico” dovuto in gran parte a 142 cancellazioni d’ufficio, di imprese non più operanti da almeno tre anni. Si conferma quindi la tenuta del sistema imprenditoriale ennese che non risulta travolto dalla crisi e che non ha rinunciato a proseguire nella propria attività, pur in presenza di un contesto scoraggiante. Tuttavia è da evidenziare il calo notevole del numero di imprese nel settore COMMERCIO (-131 unità). Nel settore COSTRUZIONI e nell’ARTIGIANATO, nonostante la sostanziale tenuta del numero delle imprese, si registra un calo stimato nell’ordine del 30% sul fatturato.
Nel settore AGRICOLTURA va rilevato come al calo del numero di imprese si accompagni anche  una caduta della redditività complessiva del settore.  La sostanziale tenuta del numero di imprese attive può certamente prestarsi ad un’interpretazione non negativa delle dinamiche imprenditoriali le quali però soffrono su altri aspetti quali la scarsa propensione all’innovazione e all’export e il basso valore aggiunto. Non comprendere l’importanza di investimenti nell’export può rivelarsi un grave errore strategico per le imprese ennesi le quali intrattengono rapporti di business piuttosto limitati con il mercato internazionale. Va quindi intrapresa una decisa azione di formazione e informazione degli imprenditori.  Aspetti ancora più critici presenta la problematica legata allo scarso valore aggiunto della provincia di Enna: sul totale nazionale esso è appena dello 0,17% rispetto al dato regionale del 5,39%. Un dato, quindi, molto basso che deve far riflettere sulla struttura produttiva  e sulle produzioni del nostro territorio. Occorre una spinta all’innovazione e alla ricerca delle nostre aziende alle quali andrà indicata, quale strada possibile ed economicamente percorribile, quella della condivisione delle risorse e delle professionalità tra più imprese simili per prodotti o processi produttivi, per settore di attività o per fatturato, per dimensioni o altro. Nè può trascurarsi l’apporto che in tema di innovazione, formazione e ricerca può venire dall’Università Kore che ormai rappresenta un’istituzione accademica prestigiosa con un forte radicamento territoriale. Altro dato sul quale è opportuno soffermarsi, per l’importanza che esso riveste nell’analisi  economica e per l’impatto che produce  in termini di suggestione e comprensione immediata dello stato economico del territorio, è quello occupazionale. Il numero degli occupati in provincia, che nel 2008 era di 49.145, è aumentato nel 2009 fino a 51.054, facendo registrare una consistente flessione nell’industria (- 1.561 pari al 12,2%) e un vistoso aumento nei servizi, con un + 3.544 pari al 10,9%. Ci troviamo infatti dinnanzi a dati solo statisticamente incoraggianti, ma che certamente non rendono giustizia della situazione sociale che tutti registriamo quasi quotidianamente con la chiusura di imprese che non ce la fanno ad andare avanti, con i fallimenti, con le sofferenze bancarie,  con le riduzioni di ore lavorate, con i licenziamenti. La statistica si fonda su rilevazioni che forse, in questo caso, andrebbero cambiati con altri di pari dignità scientifica, ma in grado di assicurare una più efficace rappresentazione della realtà. Il credito, voce, questa, che riveste una primaria importanza nella dinamica economica e che in Sicilia si accresce di peculiari problematiche quali quelle riguardanti le difficoltà di accesso delle piccole e micro imprese, i tassi d’interesse superiori a quelli praticati in altre regioni, i tempi di erogazione ecc. In provincia di Enna operano Confidi che hanno affidato nel 2008, 1.594 imprese per circa 48.000.000,00 di euro con una media di circa 30.000,00 euro per impresa. Una realtà importante, quindi, che eroga servizi diretti ed essenziali per le imprese, che in misura crescente si rivolgono a questi Enti, non solo per il contributo finanziario a garanzia del credito, ma anche per un’attività più ampia di assistenza nei rapporti con le banche. La Camera da alcuni anni interviene a sostegno dei Confidi assicurando un contributo ai fondi di garanzia e recentemente è impegnato nella costituzione di un Partenariato per il Credito che mette insieme tutti i soggetti:Associazioni. Confidi e Banche. Dalle brevi considerazioni che precedono emerge quindi un quadro in chiaroscuro che non entusiasma ma non può neanche deprimere. Va considerata altamente positiva la determinazione degli imprenditori di continuare a mantenere attive le loro aziende, seppure con le difficoltà che abbiamo evidenziato. Come dimostrano i dati il generale stato di sottosviluppo socio-economico della provincia è un fatto storico che appare quasi immune da crisi e mutamenti, rimanendo nella sostanza sempre uguale a sé stesso. Ciò a nostro avviso, ha detto il Presidente Gulino, induce a ripensare il modello di sviluppo di questo territorio, riconsiderandone gli attori e i fattori.
I protagonisti del nostro riscatto, infatti, non potremo essere che noi stessi e nella nostra capacità del fare sistema in sede locale, operare cioè in sinergia, come un solo ed unico organismo che, riunisca in unico fare e sentire tutte le forze sane che operano su questo territori le istituzioni, le Associazioni imprenditoriali, il mondo delle professioni, i lavoratori con le loro Organizzazioni, gli organi d’informazione, le Università, il mondo culturale. Si badi che questa appare oggi non un’opzione possibile tra tante, ma l’unica ipotesi credibile di intervento sulla realtà ennese: è ineludibile infatti l’esigenza di riunire le energie e le risorse per risultare incisivi ed efficaci. Occorre lavorare tutti ad un unico progetto di rilancio. Occorre una strategia condivisa tra tutti gli attori, unitaria, che valorizzi il ruolo di ciascuno. Una strategia che metta al centro le risorse del territorio e le azioni per la loro valorizzazione. Le ricchezze le conosciamo, ma dobbiamo ancora imparare a valorizzarle per ciò che effettivamente possono rappresentare in termini di attrazione del territorio. Abbiamo più volte avuto modo di affermare che le risorse sulle quali puntare per un effettivo e duraturo sviluppo ruotano sostanzialmente attorno a tre settori, tutti strettamente inerenti all’ambiente: turismo, agroalimentare e bioenergie. Riteniamo di confermare anche in questa sede le tre  direttrici, che effettivamente rappresentano il cardine su cui impiantare nella nostra provincia un disegno di sviluppo duraturo economicamente possibile ed ecologicamente sostenibile. Mettere insieme le risorse significa moltiplicarne le potenzialità, aumentare il valore aggiunto delle nostre produzioni, ridurre i costi conseguendo economie di scala: in altri termini significa rendere il territorio più competitivo.  Al di là della crisi, dunque, sosteniamo convintamente l’impegno dei nostri imprenditori a rimanere fortemente ancorati a questa terra, accettando le sfide che essa propone e in primo luogo quelle relative al contrasto ad ogni forma di illegalità.
La legalità è la precondizione dello sviluppo sociale ed economico. Riaffermiamo in questa sede l’impegno della Camera nel sostegno agli imprenditori nella loro azione di resistenza e di contrasto ad ogni forma di illegalità nonchè nella diffusione della cultura della legalità in direzione del mondo imprenditoriale e di quello della scuola. Gli scenari, ha concluso Gulino, non sono immutabili, il loro divenire dipende dalla nostra determinazione e capacità di disegnarne di diversi.
 
La giornata è continuata con la presentazione del “ rapporto economico sul settore agricolo ed agroalimentare della Provincia di Enna” da parte dei relatori di BMTI (borsa merci telematica) che ha offerto una fotografia precisa della  realtà economica provinciale del comparto e delle sue produzioni così come è stato evidenziato dai numerosi interventi di rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo che si sono susseguiti nella giornata. I due “rapporti” completi presentati sono pubblicati sul sito
www.cameradicommerciodienna.i

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati