BEPPE GRILLO IN SENATO CONSEGNA A MARINI 350.000 FIRME

Che Beppe Grillo sia costretto a portare in Parlamento una proposta di legge con 350.000 firme non è tanto una vittoria del comico genovese quanto una sconfitta della politica, di tutta la politica.
Ciò che si chiede in quella legge non è l’espressione di una posizione qualunquista che raccoglie approvazione sulla base di quel senso di ribellione che da sempre il popolo ha nei confronti di chi comanda. E’ molto di più: è un’esigenza della gente.

Se molti politici sono d’accordo nel valutare in maniera positiva la necessità di tenere fuori dalla Camera e dal Senato gl’inquisiti e i condannati , il numero di coloro che esprimono un parere positivo scende in maniera notevole quando si parla di limitare a due mandati la presenza in Parlamento.
Se la legge fosse approvata avrebbe come risultato quello di “svecchiare” la politica italiana ed è evidente come questo processo di ringiovanimento porterebbe risultati positivi ed eviterebbe di avere in Italia una classe politica la cui età media è esattamente la media dei genitori dei politici che oggi comandano in Europa.

Gli oppositori a questa norma sostengono che in questo modo si rinuncerebbe all’esperienza di chi la politica la fa per mestiere, livellando così verso il basso la qualità del lavoro svolto in Parlamento. Nessuno sottolinea il fatto che l’esperienza è trasmissibile anche attraverso l’opera dei partiti che , invece di pensare all’esercizio del potere solo in termini di quantità di voti, sarebbero costretti ad iniziare a pensare in termina di qualità delle idee espresse dai rappresentanti che verrebbero eletti. Chi ha esercitato il potere per 10 anni potrebbe benissimo insegnare ai giovani , trasmettere l’esperienza; avrebbe un compito formativo importante.

Abbiamo urgente bisogno di un’Italia più giovane , più snella e capace di raccogliere le sfide della globalizzazione. Occorre portare le menti fertili e agili nelle stanze dei bottoni per evitare che il nostro Paese rimanga indietro rispetto a quelli più evoluti.

E’ molto difficile che una legge ‘rivoluzionaria’ come quella proposta da Beppe Grillo venga approvata, ma in realtà basterebbe una presa di coscienza più ampia da parte della gente ed evitare di votare, alle prossime elezioni, candidati che hanno da tempo superato il limite delle due candidature o quel limite d’età che rende la mente troppo rigida per governare una realtà in continuo mutamento.

Nicola Lo Iacono

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati