BAMBINO AGGREDITO E UCCISO DA RANDAGI A MODICA. LA LAV : ”DOLORE E SGOMENTO”

In merito alla tragedia di Modica (Ragusa), dove un branco di cani randagi ha aggredito a morte un bambino di 10 anni e ferito un altro bambino di 9 anni e un adulto, la L.A.V , esprime dolore e sgomento per la disgrazia avvenuta.
A 18 anni dall’entrata in vigore della legge di contrasto al randagismo – era il 1991 – e nonostante le risorse che hanno consentito a molte regioni italiane di controllare, contenere, e addirittura superare tale emergenza, esistono ancora troppe aree del nostro paese dove, nonostante l’impegno e la dedizione dei volontari delle associazioni, le istituzioni locali non hanno ancora affrontato con la necessaria determinazione e professionalità il fenomeno del randagismo”.
La tragedia di Modica “si poteva evitare”. “Il randagismo – afferma Lorena Sauli, responsabile provinciale LAV- soffre di un eccesso di delega alle amministrazioni territoriali al quale si può rimediare solo con una gestione uniforme e omogenea che coinvolga tutti gli attori della prevenzione veterinaria e del controllo della popolazione canina”. Di qui la richiesta di un tavolo con il ministero.
Nel  nostro comune ancora mancano totalmente  piani di sterilizzazione e progetti di contenimento, che  finchè non verranno attuati purtroppo queste tragedie continueranno a esserci.
Parliamo anche dei  tanti incidenti mortali causati dai randagi che attraversano all’improvviso la strada andando incontro alla morte e causando ineluttabili morti o ferite gravissime a scooteristi e automobilisti.
“E’ ora di fare chiarezza” – conclude – poiché sprechi e distorsioni di fondi per la gestione del fenomeno non sono più ammissibili!


Lorena Sauli
Responsabile provinciale LAV

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati