Ato/Srr – Pippo Oliveri: “Avevo ragione io. Il tempo è galantuomo”

Riceviamo dall'ex assessore Pippo Oliveri e pubblichiamo.

Ho seguito nella qualità di amministratore del Comune di Piazza Armerina il delicato passaggio della città da l’Ato EnnaEuno e la SRR di Gela dal settembre del 2013 a giugno del 2014.Tra le condizioni che avevo posto alla SRR di Gela, così come previsto dalla legge 9/2010 vi era quella che i lavoratori provenienti dal cantiere di Piazza Armerina dovevano prima transitare dalla SRR e poi passare alla ditta appaltatrice.

 La SRR non voleva accettare questa norma che fra l’altro è stata ribadita pure a Palermo dai funzionari dell’Assessorato in una riunione congiunta.La mia motivazione era semplice, i lavoratori del cantiere di Piazza Armerina erano inquadrati all’Ato EnnaEuno come lavoratori di pubblico impiego e se si licenziavano volontariamente per essere assunti dalla ditta appaltatrice, senza neanche il rispetto delle qualifiche acquisite, avrebbero perso tutti i loro diritti.

Vi furono molte pressioni per non rispettare la legge 9/2010 e convincere i lavoratori a licenziarsi volontariamente, ma il sottoscritto non ha mai ceduto, in una riunione alla Srr di Gela presenti anche due Consiglieri Comunali di Piazza Armerina, ho votato contro alla pianta organica della SRR di Gela. La SRR di Gela con a capo il suo Presidente, l’ex Sindaco di Gela Avv. Fasulo era irremovibile non avrebbe mai accettato nella SRR lavoratori del Cantiere di Piazza Armerina. Vi furono fatte diverse pressioni perché accettassi e consigliassi anche io, ai lavoratori del cantiere di Piazza Armerina di licenziarsi dall’Ato EnnaEuno.
Un consigliere Comunale di Piazza Armerina,   si permise, facendo delle illazioni sulla mia condotta al punto di dire in Consiglio Comunale che io ero contro il passaggio del Comune di Piazza Armerina dall’Ato EnnaEuno alla SRR e che il Sindaco doveva togliermi la delega perché stavo ostacolando il passaggio.Difendere i diritti acquisiti dei lavoratori non è ostacolare il passaggio.

La restante parte dell’amministrazione era quasi tutta convinta che i lavoratori si licenziassero al punto che mi fu detto: o mi convincevo di far fare questo passaggio per me illegale ai lavoratori, oppure mi mettevo da parte.
Da quel momento, pur avendo ancora per pochi mesi la delega all’ambiente, sono stato di fatto estromesso, non ho più ricevuto la delega per partecipare alle riunioni e tranne 5 lavoratori, tutti gli altri hanno seguito il consiglio di licenziarsi.
Oggi un Giudice del lavoro ha accertato che non ero un pazzo nel chiedere il rispetto della legge e soprattutto la tutela dei lavoratori.
Sono felice per i lavoratori che non hanno accettato il “consiglio” di dimettersi e quindi perdere tutti i loro diritti, che oggi grazie ad un Giudice del Lavoro e dopo quasi due anni vedono riconosciuti i loro diritti, ma sono anche preoccupato per quei lavoratori che si sono volontariamente licenziati.
Quei lavoratori non solo hanno perso tutti i loro diritti, ma oggi rischiano qualora l’Ato EnnaEuno in virtù della sentenza decida di trasferire il Cantiere di Piazza Armerina compreso gli amministrativi alla SRR, perché in quel caso loro non sono più dipendenti dell’Ato.
In politica non basta essere dei praticoni, ci vogliono le competenze ed anche   il buon senso.

Pippo Oliveri

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati