ASP Enna. Umanizzazione in corsia

La Divisione di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Presidio Ospedaliero Umberto I di Enna, diretta dal dott. Francesco Tuminelli, ha intrapreso azioni e ha realizzato interventi all’insegna dell’incremento del grado di umanizzazione dell’assistenza. 

In una nota informativa, il dott. Tuminelli informa che: “È stata attivata l’opzione di ingresso e permanenza delle madri e dei familiari  dei neonati per la durata di otto ore giornaliere”,  superando, quindi, di molto il limite di tempo fissato in precedenza per la permanenza all’interno del reparto. Grazie alla stipula della convenzione con il Centro Clinico Aleteia, è stato attivato, inoltre, il supporto psicologico ad opera delle psicoterapeute Ilaria Campo  e Simona Ingrà. 
E sul ruolo delle psicoterapeute nel reparto, sono descritti compiti e modalità d’intervento: “Saranno le terapeute ad avvicinarsi ai genitori accanto alle incubatrici o alle cullette; fondamentale è infatti accogliere le emozioni dei genitori favorendone consapevolezza, autoregolazione ed espressione. Sarà data, inoltre, l’opportunità ai genitori di fruire di un percorso di parent training sia durante la degenza del neonato che dopo le dimissioni al fine di affiancare i neogenitori nel delicato passaggio da coppia coniugale a coppia genitoriale.”
È previsto inoltre lo sportello ascolto per richieste di supporto specifico, a disposizione anche del personale medico- infermieristico che lavora all’interno del reparto.

In merito alla gestione della dimissione, è previsto l’intervento psicologico:
“Scopo del sostegno psicologico in questa fase è restituire ai genitori le loro competenze genitoriali fino al quel momento delegate, per cause di forma maggiore, al reparto. Anche dopo le dimissioni il sostegno psicologico è fruibile sia nelle visite di Day Hospital sia presso l’ambulatorio del reparto.”

Le finalità del progetto di umanizzazione all’intervo della Divisione di Neonatologia e dell’UTIN  sono: la creazione della rete per la presa incarico del neonato e del suo nucleo familiare, l’esistenza di un punto di riferimento costante a cui i genitori possono rivolgersi, il miglioramento dell’interazione genitori-figli, della soddisfazione dell’utenza, della comunicazione tra genitori e operatori, e, infine, la prevenzione dello stress lavorativo degli operatori sanitari. 

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati