ANTICORRUZIONE PER I BENI CULTURALI, CIRCOLARE DI ARMAO

PALERMO – Con una circolare indirizzata al dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali della Regione, Gesualdo Campo, l’assessore, Gaetano Armao, invita il personale dell’assessorato, degli enti e delle societa’ controllate ad applicare la disciplina stabilita dal ‘Codice antimafia e anticorruzione della pubblica amministrazione’. “Oggi – scrive Armao – ritengo doveroso, nella qualita’ di assessore aI Beni culturali, dare esecuzione alla soprarichiamate disposizioni, nell’interesse di tutto il personale dei Beni culturali, tanto piu’ che tristemente giungono notizie di azioni intimidatorie che colpiscono le nostre soprintendenze”. Il ‘Codice antimafia e anticorruzione’ e’ stato elaborato da un’apposita commissione, , istituita dall’assessorato regionale alla Presidenza, oggi assessorato alla Funzione pubblica, e presieduta dall’ex procuratore nazionale antimafia, Pier Luigi Vigna. “Il Codice – scrive sempre l’assessore – puo’ essere considerato come una sorta di manuale di buone prassi, da osservare e rispettare, alcune gia’ disciplinate da leggi, altre da normare ed altre ancora di diretta applicazione amministrativa”.”E’ bene chiarire – si legge nella circolare – che scopo del Codice e’ tutelare primariamente la serenita’ lavorativa dei dipendenti, dotandoli degli strumenti necessari a contrastare fenomeni di corruzione e di infiltrazioni. E’ pertanto necessario garantire il circuito di informazioni anche nelle more che il neo costituito assessorato alla Funzione pubblica provveda ad attivare i corsi di formazione previsti dallo stesso Codice”.Nella circolare, l’assessore Armao richiama i punti salienti del ‘Codice antimafia e anticorruzione’, dalla diffusione della “cultura della legalita’ nel personale della pubblica amministrazione” alla “nuova carta dei doveri della Regione siciliana”, fino alle “misure di sicurezza” e alla collaborazione con polizia, magistratura e prefettura.


 

 

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