ANGELO LO MUSICO COMMEMORATO DAGLI ALUNNI DELLA SCUOLA MEDIA GARIBALDI DI ENNA

Angelo Lo Musico, Servo di Dio, riposa presso l´eremo di Montesalvo ad Enna; per ricordarlo gli alunni dell III media della scuola Garibaldi lo hanno ricordato con una serie di elaborati. Tra questi quello della ragazza Marzia Di Maio della III B che è sembrato più significativo. Ecco il testo integrale del tema:
” Giorno 14 Gennaio 2008 noi alunni della classe terza B della scuola media statale G.Garibaldi di Enna insieme alla professoressa di religione Dell’Aria Carmela autorizzati dal preside Luigi Minacapilli, ci siamo recati alla Chiesa francescana di S.Maria di Gesù di Montesalvo situata in una splendida e dominante posizione che viene comunemente considerata il centro geometrico della Sicilia. Arrivati là, abbiamo visitato la cappella dedicata a frate Angelo Lo Musico di Caltagirone, il cui ingresso si trova a destra della chiesa.Già prima della nostra visita,in classe abbiamo parlato a lungo della storia di padre Lo Musico che da tanti anni ormai spinge verso la cappella tanti fedeli e tanti curiosi ad osservare la salma sorprendentemente intatta.Il suo corpo,infatti,si trova perfettamente conservato in un’urna dal coperchio in cristallo dal 1610, anno in cui morì dopo aver dedicato la sua intera esistenza alla fede e all’educazione giovanile.I confrati lo descrivevano come un frate di grande animo e umiltà;Pare infatti che un giorno, vedendo commettere un grave scandalo, cominciò a piangere e, battendo a terra il suo inseparabile bastone, disse che avrebbe preferito farsi bruciare piuttosto che assistere a simili offese verso Dio.Raccontano che in varie occasioni compì miracoli e predisse avvenimenti futuri, con grande stupore dei confrati e della gente.Tra i suoi tanti prodigi vanno ricordate le “miracolose” guarigioni di confrati, medici, benefattori della chiesa ma anche malviventi che il servo di Dio non smetteva di accogliere seguendo gli insegnamenti del Vangelo.Perfino sul punto di morte promise miracoli pronunciando queste parole “Sì, Sì, al far della luna”.A pochi mesi dalla sua morte ebbe inizio il processo di beatificazione purtroppo non concluso.Noi alunni, venuti a conoscenza della sua storia, abbiamo provato nel vederlo profonda co mmozione e una certa dose di stupore nel trovarlo in uno stato integro e sano nonostante non gli sia stato applicato alcun tipo di sostanza chimica per rallentare gli effetti del tempo.Su questo aspetto si sono sviluppate svariate tesi: da una parte gli scettici e dall’altra coloro che vedono nella sua conservazione la mano divina. In mezzo la verità oggettiva che ,probabilmente, non verrà a galla fino ai futuri esiti della beatificazione.Visto che questa è in corso, senza risultati, ormai da quattro secoli non resta che affidarsi alle credenze di ciascuno di fronte al” caro e vecchio” confronto tra scienza e fede senza dimenticare però che, a prescindere dagli eventi miracolosi, si è trattato di un uomo al servizio di Dio e di un esempio di umanità per tutti. Del resto come diceva lo scienziato Albert Einsten ” la scienza senza la religione è zoppa; la religione senza la scienza è cieca.” Marzia Di Maio 3° B

 

 

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