Strage Viareggio, tutti colpevoli: sette anni a Moretti, ex ad di Ferrovie dello Stato

È arrivata la sentenza di primo grado del processo per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno del 2009 che costò la vita a 32 persone. Mauro Moretti, all'epoca amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e oggi presidente di Leonardo-Finmeccanica, è stato condannato a 7 anni dal Tribunale di Lucca al termine del processo per i fatti di Viareggio, uno dei più grandi disastri ferroviari dell'ultimo mezzo secolo. Sette anni e 6 mesi per Michele Mario Elia, ex ad di Rete ferroviaria italiana, così come Vincenzo Soprano (ex ad di Trenitalia) mentre il dirigente di Rfi Giulio Margarita è stato condannato a 6 anni e 6 mesi. Erano tutti accusati a vario titolo di disastro ferroviario, incendio colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali.

Un breve applauso ha salutato, dopo qualche minuto dalla lettura, la sentenza. Daniela Rombi, tra i familiari della vittime, reagisce così alla sentenza: "Vogliamo capire perché ridotte pene da 16 anni a 7″. Marco Piagentini: "Le condanne dimostrano che sistema sicurezza (ferroviaria) non funziona. Domani conferenza stampa"

I familiari delle vittime si erano dati appuntamento a qualche centinaio di metri dall'ingresso dell'aula a Lucca. “Viareggio 29-6-2009 niente sarà più come prima” è lo striscione con le foto di tutte le vittime che ha aperto il corteo silenzioso dei familiari in attesa della 145esima udienza del processo. Con i familiari delle vittime anche una rappresentanza dei macchinisti delle Ferrovie, una bandiera del gruppo delle “Tartarughe lente”, alcuni rappresentanti dei No Tav. Chiudevano il corteo alcuni gonfaloni tra cui quello della Regione Toscana.

La sentenza dopo più di 7 anni dal disastro: “Mai sentiti soli”
“In questi anni non ci siamo mai sentiti soli, perché Viareggio, ma anche tanti cittadini di altre città, – così i familiari delle vittime – ci sono stati vicini: ogni 29 giugno un mare di persone ha camminato con noi percorrendo i luoghi della strage, senza dimenticare la fiaccolata di pochi giorni fa … un momento meraviglioso e denso di significato, grazie a tutti. È con la stessa forza, che sempre ci avete trasmesso, che chiediamo il vostro aiuto, la vostra presenza attiva, la vostra partecipazione questo 31 gennaio; inutile dire quanta importanza e quanto pesanti saranno quei momenti: 7 anni e 7 mesi ad aspettare questo giorno! Per questo vi chiediamo ancora di non lasciarci soli, di venire a trovarci al Polo Fieristico a Lucca, di stare un po' con noi a chiacchierare, mangiare insieme qualcosa, ad attendere con noi il pronunciamento di quelle parole che da tanto aspettiamo”.

Sindaco Viareggio: “Giustizia venga fatta”
Per assistere all’udienza è arrivato anche il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro: “La città chiede da tanti anni che giustizia venga fatta, e con il massimo rispetto delle istituzioni della magistratura e dei giudici, credo – ha detto prima di entrare – che le famiglie e la stessa città di Viareggio abbiano diritto ad avere risposte”. Il sindaco, dopo aver ricordato anche le troppe polemiche e le troppe discussioni anche sui morti, si è augurato che oggi “possa chiudersi questo capitolo, che venne causato da un'esplosione assurda che secondo me fu causata dalla negligenza di qualcuno”. Del Ghingaro ha anche sottolineato come Viareggio ha fatto da sempre una testimonianza chiara dell'importanza che nelle stazioni delle città i treni transitino a velocità ridotte: “Dopo la strage a Viareggio transitano a 50 km all'ora”.

33 le persone imputate
Erano totale 33 gli imputati accusati insieme alle società, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo, lesioni gravi e gravissime. Al termine della prima fase del dibattimento i pubblici ministeri Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino avevano chiesto pene complessive per più di 250 anni di carcere. La condanna più pesante, di sedici anni, era stata richiesta proprio per Mauro Moretti. Ci sono volute 140 udienze per arrivare alla sentenza di primo grado di oggi

 

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CSA: Apprezzamento positivo su l’emendamento al bilancio a favore dei precari ASU

I rappresentanti sindacali del Csa Vito Sardo e Mario Mingrino, di Confintesa Rosario Greco e il presidente di Asu Sicilia Francesco Mallia manifestano apprezzamento per il lavori della V commissione sulla problematica della stabilizzazione Asu

La proposta di emendamento,presentata  dall’ On. Turano e sottoscritta dal presidente della commissione Greco e dall’ On. Di Giacinto- dichiarano i rappresentanti dei lavoratori Asu- rappresenta un segnale positivo per il proseguo dei lavori parlamentari.

Facciamo appello, concludono i sindacalisti, a tutte le forze politiche affinché tutti insieme possiamo dare un futuro a tutta la platea dei precari Asu e scongiurare l’ impugnativa della proroga triennale per l’ assenza di un percorso di stabilizzazione, cosi come previsto dalle leggi vigenti.

Di seguito, il testo della proposta emendamento   “Disposizioni per il personale A.S.U.”  Sottoscritta dagli Onorevoli Turano e Di Giacinto e dal Presidente della V Commissione On. Marcello Greco :

Proposta di emendamento “Disposizioni per il personale A.S.U.” :

aggiungere al DDl legge di stabilità 2017

Art.

“Disposizioni per il personale A.S.U.”

E’ istituita la sezione esuberi – ASU – all’interno dell’Elenco Unico Regionale, di cui all’art. 4 comma 8 del decreto legge n. 101/2013, convertito dalla legge n. 125/2013, recepita con l.r. 5/2014, per il Piano di utilizzo e di fuoriuscita dei precari ASU;

Entro 180 giorni dalla pubblicazione della presente legge tutti gli enti utilizzatori, pubblici e privati, del personale ASU, devono provvedere ad adottare il programma di fuoriuscita o avviare le procedure per il conseguente aggiornamento, con delibera dell’organo esecutivo, nonché ad avviare, per gli esuberi, le procedure di mobilità ai sensi degli artt. 1 e 5 del D.Lgs. 81/2000 presso enti pubblici o pubblici-economici dotati di idonee capacità assunzionali;

Per gli enti utilizzatori che non provvedono agli adempimenti di cui al comma 2 provvederà l’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro ad individuare il nuovo ente utilizzatore e ad avviare le procedure consequenziali;

Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i soggetti di cui al comma1 presentano l’istanza agli uffici del Dipartimento Lavoro, per l’aggiornamento dell’elenco;

L’utilizzazione nelle ASU costituisce, per i lavoratori inseriti nell’elenco di cui all’art. 30 comma 12 della L.R. 5/2014 e s.m.i, titolo di preferenza, a parità di punteggio, nei pubblici concorsi banditi dalla Regione Siciliana e dagli enti sottoposti a vigilanza e/o controllo della regione; il titolo di preferenza, deve essere uguale, analogo o connesso alla medesima professionalità con la quale il soggetto è stato adibito nelle precedenti attività.

I soggetti inseriti nell’elenco di cui all’art. 30, comma 1, della L.R. 5/2014, possono optare, in alternativa alla partecipazione alle attività socialmente utili per il triennio 2017/2019, per la fuoriuscita definitiva dal bacino di appartenenza a fronte della corresponsione del contributo di cui all’art. 2 della l.r. 23/01/1998 n. 3 e s.m.i., che viene erogato nell’importo superiore di euro 40.000 ai soggetti aventi diritto, i quali presentano la relativa istanza entro 180 gg. dall’entrata in vigore della presente legge. Per le finalità del presente comma è autorizzata, per il triennio 2017-2019, la spesa annua di 4.000 migliaia di euro; il richiamato contributo sarà erogato a sportello.

L’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro è autorizzato, per il triennio 2017/2019 a concedere un contributo di importo corrispondente al periodo residuo dei tre anni dell’assegno di utilizzazione ASU, alle aziende ed enti pubblici dipendenti e/o strumentali dell’amministrazione regionale, agli enti locali territoriali o istituzionali, nonché agli enti ed aziende da questi dipendenti, da erogare in rate annuali, per ogni lavoratore inserito nell’elenco di cui all’art. 30 comma 1 della l.r. 5/2014, impegnato nei lavori socialmente utili finanziati con risorse del bilancio regionale, a cui viene assicurata l’occupazione con contratti a tempo indeterminato, e con un compenso mensile non inferiore a € 750,00. I contributi del presente comma sono concessi a valere sulle risorse finanziarie di cui all’art.4 comma 3 della L.R. 27/2016, che disciplina la prosecuzione delle ASU per il triennio 2017/2019.

Nelle more della stabilizzazione negli enti di provenienza, i soggetti inseriti nell’elenco di cui all’art. 30 comma 1 della L.R. 5/2014 e s.m.i e impegnati nelle attività socialmente utili prorogate al 31.12.2019, che ne facciano richiesta entro il 31.12.2017, agli uffici del Dipartimento Lavoro, partecipano previa evidenza pubblica alle procedure convenzionali, di cui agli artt.1 e 5 del dlgs 81/2000,per il successivo impiego nella Resais S.p.A o negli enti ed aziende dipendenti e/o strumentali dell’Amministrazione Regionale. Nelle procedure di stabilizzazione, restano salvi i diritti di precedenza dei soggetti di cui all’art. 3 della l.r.27/2016.

 

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Federconsumatori: finalmente operativo l’arbitro per le controversie finanziarie

[COMUNICATO STAMPA] L'Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) istituito, presso la Consob, lo scorso mese di giugno, è operativo dal 9 gennaio. Si tratta di un sistema di risoluzione extragiudiziale delle controversie, aventi ad oggetto la violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza incombenti intermediari nei loro rapporti con gli investitori nella prestazione dei servizi di investimento. La novità è data dalla obbligatorietà dell'adesione degli intermediari, e dalla natura decisoria della procedura, analogamente a quanto previsto per l'istituto dell'Arbitro bancario finanziario (ABF) presso la Banca d'Italia.

Quindi se i risparmiatori chiedono, in proprio o tramite associazioni di tutela dei consumatori come Federconsumatori Sicilia, di accedere all'Arbitrato, gli intermediari finanziari devono sedersi al tavolo. La decisione presa in sede di arbitrato non può essere rifiutata dall'intermediario. I vantaggi per i risparmiatori che intendano ottenere il risarcimento dei propri diritti sono molteplici: l'accesso all'Arbitro è esente da spese di procedura, ed i termini per la decisione sono decisamente più ridotti rispetto a quelli di un contenzioso giudiziario. Da ora in avanti, pertanto, i risparmiatori che abbiano subito inadempienze da parte degli intermediari, nella prestazione dei servizi di investimento, potranno rivolgersi a questo nuovo organismo.

Tra coloro i quali potranno beneficiare di tale opportunità rientrano anche gli acquirenti di titoli illiquidi (es. azionisti della banca Popolare di Vicenza), ove la banca abbia omesso di fornire adeguate e chiare informazioni, e di effettuare la valutazione di compatibilità dell'operazione col profilo di rischio espresso dal cliente. Federconsumatori Sicilia, pertanto, invita tutti coloro che avessero interesse a intraprendere l'Arbitrato per le Controversie Finanziarie a rivolgersi agli sportelli territoriali dell'associazione. Federconsumatori darà assistenza tecnica agli utenti, al fine di ottenere attraverso questo nuovo strumento una soluzione rapida e vantaggiosa della controversia finanziaria. 

Federconsumatori

 

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Bilancio regionale, on. Venturino: emendamento per autoimpiego ai soggetti tra i 50 e i 60 anni

“Favorire incentivi per l’autoimpiego che coinvolgono soggetti inoccupati e/o disoccupati da almeno 12 mesi della fascia di età compresa tra i 50 e 60 anni, privi di copertura previdenziale e assistenziale”. E’ il contenuto dell’emendamento alla legge di bilancio presentato dal vice presidente vicario dell'Ars Antonio Venturino che intende intervenire con un “paracadute” nei confronti di soggetti svantaggiati ed emarginati dal mercato del lavoro e dalla leggi vigenti in materia.
 
“La norma prevede un’estensione dei benefici, già previsti e vigenti per i lavoratori precari, anche ai soggetti inoccupati e/o disoccupati da almeno 12 mesi nella fascia tra i 50 e i 60 anni, un’età molto critica, che non hanno un sostegno economico”, afferma Venturino. “Con questo emendamento si punta a valorizzare le professionalità e le competenze di quei siciliani senza reddito che altrimenti non avrebbero possibilità lavorativa, considerata appunto l’età anagrafica. La politica ha il dovere di intervenire, in modo concreto, a tutela di coloro i quali sono rimasti senza alcuna alternativa occupazionale ” aggiunge Venturino.
 
La proposta di Venturino prevede che la copertura finanziaria venga reperita dal  50 per cento delle somme previsti nel cosiddetto “fondo della povertà” della legge di stabilità del 2016.

 

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ASP Enna – Possibili disagi per le prenotazioni CUP

L'ASP di Enna informa i gentili utenti che, nei prossimi giorni, potranno verificarsi disagi nel sistema prenotazioni tramite CUP e Call Center. Nell'esprimere rincrescimento per eventuali disservizi, si rassicura l'utenza che sono già in atto interventi per scongiurare ogni forma di difficoltà nell'erogazione dei servizi connessi al CUP.  

 

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Gela : rientrati nella norma i livelli di biossido di azoto riscontrati in via Venezia

Sono rientrati nella norma i livelli di biossido di azoto riscontrati gli scorsi anni in via Venezia. Lo ha comunicato l’Arpa, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, nel corso della conferenza dei servizi convocata dal sindaco Domenico Messinese al Comune di Gela. La precedente ordinanza sindacale, emessa da Messinese per limitare il traffico pesante lungo la nota arteria, è stata così rimodulata al fine di mantenere salubre la qualità dell’aria. Rientrata l’emergenza, le nuove disposizioni impongono il divieto di transito per gli autoveicoli di massa complessiva superiore, a pieno carico, a 3,5 tonnellate nel tratto compreso tra la rotatoria situata all’ingresso orientale di Gela e via Butera. I mezzi pesanti provenienti da Catania, Licata e Vittoria vengono deviati sulla strada provinciale n.83. Una deroga dalle ore 9,30 alle 11,30, e dalle ore 15,00 alle 17,00, è prevista per i veicoli di massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate adibiti al trasporto di cose, per operazioni di carico e scarico merci e beni svolte in aziende, cantieri, abitazioni civili, attività commerciali e di servizio che si trovano lungo via Venezia. Esentati anche i mezzi pesanti adibiti al trasporto di cose con classificazione Euro 6 e alimentati a Gnl. La disciplina veicolare della Polizia Municipale esclude completamente dal divieto di transito in via Venezia i mezzi che svolgono servizi pubblici essenziali e quelli adibiti al trasporto di persone, a soccorso, sicurezza pubblica e polizia.

 

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Operazione “Nebros” della guardia di finanza di Enna nel Parco dei Nebrodi

[COMUNICATO STAMPA] A seguito di preliminare attività investigativa promossa dal Comando Provinciale di Enna diretta a verificare la legittimità di richieste di contribuzioni agricole comunitarie da parte di titolari di aziende agricole individuate nei comuni di Troina, Cerami e Cesarò (ME), aree tutte ricadenti nel territorio del Parco dei Nebrodi, sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza di Nicosia due imprenditori agricoli  titolari di aziende rispettivamente con sede in Tortorici (ME) e Sant’Agata di Militello (ME) operanti nel settore degli allevamenti di capi di bestiame.
Quest’ultimi, pur essendo destinatari di apposita informazione interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Messina, poiché in possesso di gravi e molteplici precedenti penali riferibili alla cosiddetta criminalità rurale (furti di bestiame, danneggiamenti ed altro), attestavano falsamente nei relativi fascicoli aziendali la disponibilità di terreni demaniali di proprietà dell’Azienda Speciale SILVO PASTORALE DI TROINA, precedentemente concessi sulla scorta di contratti d’affitto stipulati con il citato Ente, al fine di ottenere finanziamenti comunitari nel comparto agricolo.
L’irregolare attestazione dell’esistenza dei contratti d’affitto di terreni agricoli, alla luce delle disposizioni previste dal Codice delle Leggi antimafia, integrate dalle recenti linee guida fissate con protocollo di legalità stipulato in data 18/03/2015 tra la Prefettura di Messina e l’Ente Parco dei Nebrodi (cosiddetto protocollo Antoci), stabiliscono un nuovo e più stringente obbligo per i soggetti gravati da misure antimafia che perdono il diritto dell’uso in concessione delle aree demaniali da destinare a pascolo o a coltivazioni, previa comunicazione di avvenuta rescissione da parte dell’Ente concedente (Azienda Speciale SILVO PASTORALE DI TROINA).
La rescissione dei contratti di affitto determina, sostanzialmente l’impossibilità giuridica di richiedere contribuzioni pubbliche comunitarie.
Conseguentemente, le Fiamme Gialle della Tenenza di Nicosia hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Patti i responsabili per: falso in atto pubblico finalizzato all’indebito conseguimento di provvidenze riferibili alla politica agricola comune. I contributi oggetto di ricognizione sono stati quantificati in 280 mila euro circa.
L’operazione “NEBROS” ha dato concreta ed effettiva attuazione all’innovativo protocollo di legalità del marzo 2015 che ha esteso gli accertamenti delle forze di polizia nei confronti di tutti i soggetti in odore di mafia richiedenti provvidenze pubbliche e comunitarie a prescindere dagli importi dei contratti e delle erogazioni , abolendo così la vecchia soglia quantificata in 150 mila euro per ogni soggetto richiedente, solo al superamento della quale erano in precedenza investite per l’accertamento le Autorità preposte al controllo.
Grazie al tempestivo intervento della Guardia di Finanza di Enna sono stati allertati gli Enti pagatori (L’Ag.E.A.) per il conseguente blocco delle procedure finalizzate all’erogazione dell’indebito contributo.
La Procura della Repubblica di Patti (ME) ha coordinato e condiviso tutte le fasi dell’attività operativa, contestando i reati dianzi citati emettendo apposito avviso di conclusione indagini.
Significativa la circostanza che gli enti responsabili della gestione del demanio comunale hanno fattivamente collaborato con gli inquirenti nel pieno rispetto delle normative di settore, favorendo il nuovo percorso di legalità e di sviluppo dell’importante area dei NEBRODI.

 

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Il funerale della storia

Blogico 

di Paolo Centonze 

“Dio è morto” urlava nei propri scritti il filosofo Nietsche agli albori del secolo scorso e folle festanti di nazionalisti tedeschi applaudivano colui che dava sistematicità al loro pensiero. Ma Dio non era l'unico a cadere sotto la scure del pensiero nichilista, l'altro condannato a morte era la storia.  Il sapere non è una linea inarrestabile verso il progresso e pertanto nessuna conoscenza può  influenzare le scelte dell'umanità, la funzione escatologica-teleologica della storia voluta da Hegel è un falso ideologico. Il periodo in cui viviamo è in preda a un “ipertrofia” del sapere storico i cui sintomi sono un incomprensibile attaccamento al passato che spegne ogni volontà di agire nel presente. 

Sommessamente gli storici si interrogarono sul ruolo e la funzione del sapere storico: «Papà, spiegami allora a cosa serve la storia. Così un giovinetto, che mi è molto caro, interrogava, qualche anno fa, uno storico». Correva l'anno 1940 e con i Tedeschi alle porte di Parigi un francese, Marc Bloch, scriveva un saggio intitolato “Apologia della storia”. Il popolo francese si sentiva ingannato e tradito dagli intellettuali e soprattutto dagli storici che non avevano saputo cogliere il carattere innovativo e vincente del Nazismo. La linea del progresso è segnata e dalle ceneri delle socialdemocrazie nasceranno i nuovi ed efficientissimi sistemi totalitari.

Al funerale della storia si accodarono anche i Francesi che ignorarono Bloch per seguire le idee del filosofo Alexandre Koyève, francese di origine russa, che nei suoi saggi parlò di fine della storia e dell'assoluta inconsistenza del sapere legato alla ricerca di quelle che Bloch chiamava «le tinte autentiche». 
Le conseguenze sociali e politiche di questo ragionamento le conosciamo bene e subito dopo il delirio della guerra le popolazioni evolute protagoniste e responsabili degli efferati eccidi chiesero alla storia come tutto ciò era potuto accadere. Si cercò di recuperare le tradizioni millenarie della società occidentale essenzialmente basata sulla tolleranza del credo cristiano. 
La ragionevolezza durò un decennio, il tempo necessario per imbucare la strada del progresso e del benessere sfrenato per l'Occidente e dell'utopia marxista per l'Oriente. Intorno agli anni sessanta un filone di pensiero collega il decadimento della società occidentale all'avvento della tecnica. Il primo a metterli in corresponsione fu l'antropologo Arnold Gehlen in un suo libro del 1957, “L'uomo nell'era della tecnica”, si legge: «La critica storico-culturale, largamente affermatasi in Germania fin dalle opere di Nietzsche e di Spengler, rinuncia di rado ad una certa intonazione polemica nei confronti della tecnica. È questo un sintomo evidente del fatto che la nostra società non ha ancora concluso l’interno conflitto con i mutamenti radicali verificatisi nel suo seno a seguito dell’industrializzazione». Per l'antropologo tedesco l'uomo è un animale in continuo divenire che ha bisogno di sperimentare per adattarsi al territorio in cui vive. L'avvento della tecnica nel suo stadio avanzato ha portato la società a un punto di non ritorno e ha di fatto tracciato il percorso che la condurrà all'autodistruzione. La tecnica è stata da sempre intrecciata alla lotta con i suoi simili e naturalmente condurrà all'esclusione della cultura che si può salvare solo se inserita dentro il contesto tecnologico.

Il sessantotto mette in discussione le origini del pensiero occidentale; la protesta sfocia in rivoluzione che però non produce nessun effetto reale nelle società coinvolte. Finite le crisi energetiche muore l'utopia marxista e con essa l'unico modello di contrapposizione reale all'imperante capitalismo. «Siamo entrati nell'epoca della fine della storia, perché solo il sistema del liberalismo dominerà per sempre la politica mondiale», urlava nel 1992 il politologo statunitense Francis Fukuyama in un saggio intitolato “La fine della storia e l'ultimo uomo”. L'ideologia liberale ha sconfitto tutte le avverse concezioni della storia e nuovamente si riprende a percorrere una strada che condurrà al benessere e alla ricchezza dell'umanità. Lo studioso individua nella storia un corso intelligente che spinge gli uomini naturalmente verso la forma migliore di governo e di aggregazione. 
Successivamente, però, la nascita della rete e della realtà digitale conduce il neo conservatore a una profonda riflessione sulle sua visione del mondo e della storia. Nel 1999 scrive un saggio “La grande distruzione” in cui individua nell'era tecnologica l'unica responsabile della distruzione dell'ordine sociale poiché ha trasformato la vecchia società basata sul concetto di «comunità» in una fortemente individualista dove il protagonista è l'estraneo. Questo individualismo estremo che il filosofo chiama «patchwork» produrrà la naturale distruzione dei rapporti interpersonali. La causa di tutto ciò sembra proprio essere l'uso sconsiderato della tecnologia che ha prodotto un uomo oltre l'uomo (titolo di un altro libro del sociologo statunitense). 

Traendo le naturali conseguenze di questo ragionamento ci troviamo in un periodo che potremmo definire l'età della post-storia. La velocità dell'informazione costringe l'uomo contemporaneo a una continua corsa verso il futuro. Non si ha il tempo di valutare attentamente gli eventi che sembrano scorrere senza lasciare una traccia indelebile nelle nostre vite. 
Dal punto di vista politico il mondo disegnato dalla post-storia sembra guidato e indirizzato dai social network che vengono con un acronimo definiti Sppp (Spazi pubblici di proprietà privata). Questi spazi, usando una frase di Zuckeberg, non sono società di media e quindi non hanno il compito di verificare le notizie, però di fatto il loro obiettivo è quello di accrescere a dismisura il numero degli utenti connessi e quindi tendono al raggiungimento di una globalità tecnologica condivisa. Questa va affermata non con la forza, ma con la naturale persuasione che il benessere occidentale induce. Però a volte questa volontà si scontra con tradizioni millenarie e con convinzioni radicate difficilmente superabili. Se un mondo non condivide gli ideali dell'individualismo tecnocratico, allora nasce un conflitto che punta alla distruzione del diverso. Ribaltando dunque il punto di vista, l'attuale guerra tra i due mondi, l'occidentale e l'islamico, è una lotta di quest'ultimo per mantenere in vita la sua storia e i suoi valori. Molto spesso si parla di poteri transnazionali che controllano la società occidentale, ma in pochi si spingono a pensare che questi tendono a un mondo uniformato e controllato dall'imperante tecnologia. La tecnocrazia quindi vista come ultimo stadio della società, guidata dai neo-conservatori di tutti gli Stati tecnologicamente avanzati tende naturalmente alla sottomissione dei popoli che avendo perso ogni collegamento con la propria storia non intravedono alcun altra via se non quella tracciata dal web.

 Paolo Centonze

 

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TRoina, centro per l’impiego: soddisfatto il sindaco per l’incremento delle giornate di apertura

“Mentre altrove si parla solo di chiusure, siamo riusciti a ottenere  un segnale tangibile di attenzione nei confronti del nostro territorio. Ringrazio per la disponibilità e il sostegno dimostrati l’Assessore Regionale al Lavoro Gianluca Miccichè e il dirigente dell’Ufficio Provinciale del Lavoro Filippo Camiolo”.

Con queste parole, il sindaco Fabio Venezia ha commentato soddisfatto la notizia della riapertura di  quattro giorni settimanali del centro per l’impiego di viale Vittorio Veneto, cui il Comune fornisce a titolo gratuito i locali, svolgendone con proprio personale la pulizia e fornendo le utenze elettriche, di riscaldamento e il pagamento della connessione a internet, che a partire da oggi sarà attivo tutti i lunedì, martedì, mercoledì e giovedì, dalle ore 9.00 alle ore 13.00.
L’ufficio di Troina, che insieme ai comuni di Gagliano Castelferrato e Cerami fa parte dell’Unità Operativa dei Centri per l’impiego (CPI) di Nicosia, non solo infatti ha rischiato la chiusura, ma ha subito, nell’ultimo anno, la riduzione delle giornate settimanali di apertura a due soltanto.

Una problematica di cui l’amministrazione si è fatta portavoce, a supporto della già difficile situazione in cui si trovano molti cittadini inoccupati, inoltrando peraltro nell’aprile del 2015 all’Assessore Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro anche la richiesta dell’individuazione di un’Unità Operativa di base del Dipartimento del Lavoro o un semplice ufficio nel territorio comunale, a servizio degli utenti dei comuni di Troina, Cerami e Gagliano Castelferrato, delle cui spese di funzionamento, salvo quelle inerenti il personale impiegato, il Comune aveva manifestato intenzione di farsi interamente carico.
“Dopo vari incontri e sollecitazioni a livello regionale – ha proseguito il primo cittadino  – , non solo abbiamo scongiurato la chiusura del centro, ma ne abbiamo addirittura assicurato l’aumento. Un altro piccolo traguardo con il quale crediamo di aver migliorato la qualità della vita della nostra comunità”.

Un impegno, quello della giunta Venezia, a supporto dei servizi alla cittadinanza, che in questi anni ha visto concretizzarsi anche altri importanti obiettivi quali, tra gli altri, l’apertura pomeridiana dell’ufficio postale e dell’asilo nido il sabato, i servizi informatici online, con quello anagrafe a domicilio per anziani e disabili, lo sportello anagrafe sanitaria dell’Asp e il servizio di allerta con chiamate registrate per le emergenze.

 

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Barrafranca: Sospesa la licenza per dieci giorni ad un pub

Nel pomeriggio di sabato, i militari della Stazione Carabinieri di Barrafranca hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sospensione della licenza di somministrazione di bevande ed alimenti, ex art.100 T.U.L.P.S., emesso dal Questore di Enna nei confronti del Bar / Pub denominato “La Caverna” sito in Barrafranca (EN). La richiesta di sospensione era stata avanzata dal Comando Compagnia Carabinieri di Piazza Armerina nello scorso mese di novembre a seguito di un attenta e precisa attività di informazione mirata alla salvaguardia dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Le motivazioni che hanno determinato la sospensione del titolo autorizzativo, secondo qunato sostengono i Carabinieri, consistono nel fatto che l’esercizio commerciale si sarebbe trasformato in uno stabile e assiduo punto di ritrovo da parte di persone pregiudicate e pericolose costituendo, in tal modo, un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. 
ll  provvedimento di sospensione della licenza di somministrazione di bevande ed alimenti avrà una durata di 10 giorni.

 

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Laura Saffila propone all’Amministrazione un ”Piano per la Casa” di edilizia popolare e sociale.

[COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIERE LAURA SAFFILA] Mercoledì 11 gennaio presso la Sala delle Luci del Municipio, alla presenza del Sindaco Filippo Miroddi, del vice sindaco Giuseppe Mattia e del Direttore dell’ufficio Tecnico dell’I.A.C.P. Dr. Francesco Ciaramidaro sono state ufficialmente consegnate agli aventi diritto i 21 alloggi di edilizia sociale ubicati in via Giacomo Puccini, di Contrada Scarante, suddivisi in due palazzine A e B, dieci di 85 mq., due di 62 mq. e nove di 65 mq per giovani coppie.

Venerdì 20 gennaio è stata completata la fase con la consegna delle chiavi degli alloggi, garage e pertinenze condominiali, inoltre firmati i contratti e le relative documentazioni per le forniture delle utenze gli impianti elettrici, metano ed acqua. 

Così si conclude dopo 16 anni di attesa un lungo iter, infatti, i lavori iniziati nel 2000, per vicissitudini giudiziarie, erano stati sospesi nel 2006 e le due palazzine erano rimaste lì in attesa del dipanamento burocratico che si era creato, e per diversi motivi erano scivolate nel dimenticatoio delle cose da fare, nessuno più aveva sentito il dovere civico di sollecitare gli organi preposti per il completamento degli immobili e la successiva consegna alle famiglie aventi diritto.

Attraverso l'intervento della consigliera comunale Laura Saffila, datato 11 maggio 2015, la quale presentava una interrogazione al sindaco dove si chiedeva il perché detti immobili di via Giacomo Puccini, erano in stato di totale abbandono, l’Amministrazione comunale tempestivamente si attivava per il loro recupero attraverso IACP (Istituto Autonomo Case Popolari).

Grande soddisfazione del Sindaco, del vicesindaco, assessore ai LL.PP. Giuseppe Mattia per il risultato ottenuto con la consegna dei 21 alloggi, la mobilitazione dell’Ufficio Tecnico del Comune che ha lavorato in stretta collaborare con l’I.A.C.P. per trovare tutte le soluzioni tecniche e finanziarie, hanno consentito di ultimare gli appartamenti che erano stati vandalizzati, dotandoli di tutti i servizi igienici e quindi dare una casa a chi non l’aveva.

La Consigliera Laura Saffila, a cui si deve dare il merito di avere riacceso i riflettori su un'opera pubblica abbandonata e in balia dei vandali, esprimere grande soddisfazione per i risultati ottenuti e un plauso a tutti gli attori in campo per la sensibilità e l'attenzione dimostrata.
Sicuramente, continua Laura Saffila, 21 alloggi sono pochi per questa città, soprattutto per il momento di grave crisi che stiamo vivendo. Certamente ci sono persone e famiglie che non sono rientrati nella graduatoria e che si sentono pertanto amareggiate, il mio impegno sarà quello di lavorare affinché a breve si possa concretizzare l’avvio di una serie di possibilità di acquisizione di alloggi abbandonati in centro storico per destinarli ad edilizia popolare.

L'obbiettivo non deve essere quello di costruire nuovi alloggi in periferia, continuando a svuotare il centro storico, ma di acquisire sul mercato immobiliare case abbandonate, sfitte, poiché sono centinaia gli immobili nei quartieri lasciati dei loro proprietari per diversi motivi, che si potrebbero acquisire, restaurare e mettere a disposizione degli aventi diritto.

Detta operazione dalla duplice valenza metterebbe in pratica il recupero e la rivalutazione del patrimonio edilizio dei quartieri, e la consegna di una casa alle numerose famiglie piazzesi ancora in lista d'attesa.

Pertanto, chiederò all'Amministrazione di varare un piano sulla casa, per affrontare l’emergenza abitativa, le due proposte che rappresenterò al Sindaco Filippo Miroddi, al vice sindaco, nonchè assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Mattia, sono: la prima, che il Comune verifichi attraverso la Finanziaria della Regione Siciliana le somme a disposizione per l’emergenza abitativa; partecipi direttamente ai bandi del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, in modo tale da potere acquisire immobili in centro storico e consentire attraverso i lavori edili necessari per le ristrutturazioni, concrete prospettive d'impiego alle ditte locali e all'intera catena artigianale, particolarmente danneggiata dal periodo di crisi persistente.

La seconda proposta, quella, laddove tecnicamente è possibile, di contrarre un mutuo della durata di 25 anni, che il Comune ammortizzerebbe riscuotendo i canoni d'affitto mensili previsti, a seconda della metratura dell'abitazione. Tutto ciò, ritengo, potrebbe in un breve periodo dare concrete risposte a quanti ancora oggi aspettano la casa.

 

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Trump: “Decreto non è contro i musulmani”. Sedici procuratori generali si schierano contro

Non si arresta l'ondata di proteste in corso negli Stati Uniti contro la nuova politica sull'immigrazione imposta dal neo Presidente Donald Trump che prevede il blocco per tre mesi degli arrivi da sette paesi a maggioranza islamica e per quattro mesi del programma dei rifugiati. Dopo i cortei e le manifestazioni di piazza, le critiche degli avversari politici e anche di molti Paesi Europei, contro Trump si sono schierati nelle ultime ore anche i procuratori generali di 15 stati e quello della capitale Washington. Con una dichiarazione congiunta, i procuratori hanno bollato come incostituzionale il divieto imposto  dal presidente statunitense contro i viaggiatori provenienti da sette Paesi a maggioranza islamica ricordando che la libertà religiosa è un principio fondamentale del Paese.

I Procuratori, auspicando che l'ordine esecutivo di Trump sia ritirato al più presto, si sonno impegnanti anche a garantire in questa fare che il minor numero possibile di persone soffrano per questa situazione. La presa di posizione arriva dopo  una serie di ricorsi legali contro la decisione di Trump che ha già portato un giudice federale di New York a emettere un'ordinanza che interrompe  temporaneamente  l'esecuzione del decreto presidenziale contro gli immigrati dei 7 paesi coinvolti (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen).

Una situazione che sembra aver avuto i primi effetti su Trump visto che il Residente Usa in serata ha emesso un comunicato di chiarimento ricordando che il suo ordine esecutivo "non è un bando ai musulmani", perché "ci sono altri 40 Paesi nel mondo a maggioranza islamica che non sono interessati dal provvedimento", e che ad ogni modo gli Usa rilasceranno nuovamente i visti dopo aver rivisto e rafforzato il sistema dei controlli, come previsto dalle sue disposizioni.

"Per essere chiari, questo non è un bando ai musulmani, come i media riportano falsamente", ha sostenuto Trump, aggiungendo: "Non ha a che fare con la religione, ma con il terrore e il mantenimento della sicurezza del nostro Paese. Rilasceremo nuovamente i visti a tutti i Paesi una volta che avremo rivisto e completato politiche più sicure nei prossimi 90 giorni". "L'America è una nazione orgogliosa dei suoi immigrati e continuerà a mostrare compassione nei confronti delle vittime dell'oppressione. Ma lo farà proteggendo al momento stesso i propri cittadini ed i propri confini. L'America è sempre stata la terra dei liberi e la casa dei coraggiosi"ha concluso Trump.

 

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Stop ai pomodori senza gusto. Scoperti i geni che restituiranno sapore al frutto.

Per circa 50 anni gli agricoltori hanno selezionato i pomodori in base al loro aspetto, senza rendersi conto che il tipo più bello, quello dal colore rosso uniforme, era anche il più povero delle sostanze che gli danno sapore. Il pomodoro moderno ha così perso molte delle qualità organolettiche originarie, anche se matura in modo uniforme passando dal verde chiaro al rosso. Questa proprietà risponde alle aspettative estetiche del consumatore e permette ai produttori di capire quando i pomodori sono maturi e pronti per la raccolta. Ora ricercatori statunitensi hanno identificato varianti genetiche che permetteranno di ridare sapore ai pomodori coltivati industrialmente, spesso insipidi e senza profumo poiché poveri di zuccheri e di sostanze essenziali. Qualità che, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, come si precisa nello studio pubblicato dalla rivista Science, sono andate perse negli ultimi 50 anni mancando gli strumenti per adeguati controlli organolettici. Il genoma di questa solanacea non ha più segreti dal 2012 ed è osservandone le circonvoluzioni che s’è arrivati alla soluzione. La scoperta permetterà fra tre o quattro anni di potere avere in tavola varietà più gustose, consentendo al singolo produttore a scegliere se prediligere l'estetica o il gusto

 

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Assemblea sindacale degli agenti di polizia indetta dal S.A.P.

Si comunica che, in data 25/1/2017, presso la Sezione Polizia Stradale del complesso “Boris Giuliano” della Questura di Enna, si è tenuta un’assemblea sindacale che ha visto la partecipazione massiccia di poliziotti provenienti da tutta la Provincia, organizzata dal Sindacato Autonomo Polizia (S.A.P.), la più rappresentativa e storica sigla autonoma del Comparto Sicurezza. Tale assise ha registrato la presenza del Vice Presidente Nazionale S.A.P. Rosario INDELICATO e del noto Segretario Generale Nazionale S.A.P., Gianni TONELLI.

E’ la prima volta, nella storia del sindacalismo di Polizia, che un Segretario Generale Nazionale si reca ad Enna, a conferma dell’interesse del S.A.P. anche nei confronti dei poliziotti che lavorano negli uffici più piccoli e periferici.
Gianni TONELLI rappresenta una figura carismatica e contro corrente nel panorama sindacale della Polizia di Stato che ha letteralmente sfasciato il fronte consortiero delle altre sigle sindacali della Polizia di Stato, oramai appiattite e asservite sulle posizioni governative e degli alti vertici della Polizia.
Molte le battaglie plateali portate avanti da TONELLI, negli ultimi anni, anche con grande sacrificio personale: In primis, lo sciopero della fame, condotto per settimane al fine di garantire il diritto di verità e la libertà di parola ed espressione sindacale dei poliziotti riguardo il collasso del sistema sicurezza.
La promozione di una massiccia campagna stampa al fine di scongiurare l’approvazione del reato di tortura, promosso dal partito trasversale dell’antipolizia, che ha come fine paralizzare e neutralizzare l’azione delle forze dell’ordine a tutela di tutti cittadini.
La campagna contro la chiusura di alcuni importanti presidi di Polizia sul territorio nazionale.
Le forti prese di posizione riguardo i casi giudiziari CUCCHI e ALDROVANDI.
Inoltre TONELLI si è reso protagonista, sempre presente nei networks televisivi nazionali, di denunce pubbliche riguardanti le gravi carenze formative e l’impreparazione dei poliziotti a fronteggiare la grave minaccia del terrorismo islamico.
Oltre alla riproposizione di questi temi politico-sindacali di grande respiro, durante l’assemblea si è parlato ampiamente di rinnovo di contratto, scaduto oramai da molti anni, del bonus di 80 euro che pare sia stato stanziato provvisoriamente solo per il 2017, riordino delle carriere, la cui delega in Parlamento è in scadenza a febbraio di quest’anno.
Durante i lavori, il Segretario Provinciale Giovanni SCIOTTO ha fatto cenno anche ai problemi endemici che affliggono il sistema sicurezza nella la Provincia di Enna: una carenza di organico, prodotto dalla mancanza di un adeguato “turn over”, che ammonta a circa il 20% dell’intero organico che provoca il sovralavoro, ad esempio, degli operatori della Volante che sono costretti, a volte, ad estenuanti turni di straordinario per garantire la sicurezza dei cittadini ennesi o il dimezzamento di importanti uffici investigativi. I ruoli esecutivi (agenti e sovrintendenti) e i ruoli intermedi (Ispettori) hanno una età media superiore ai 47 anni. Tale stato crea difficoltà, su strada, ai poliziotti nel contrasto alla criminalità mentre i ruoli direttivi, presenti ad Enna, per la maggior parte,  sono soggetti giovani e privi di esperienza che malgrado la buona volontà e l’impegno profuso, non riescono a gestire e dirigere proficuamente il personale di Polizia.
Pertanto assicura SCIOTTO che, anche il SAP ennese, su modello della Segreteria Generale Nazionale, intraprenderà nel futuro iniziative di denuncia, all’opinione pubblica tutta, volte a svelare le falle del sistema sicurezza.  

ENNA, 28 gennaio 2017

                                                                       Il Segretario 
                                                                 Giovanni SCIOTTO

 

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Le minacce dell’Europa

Il prossimo 1° febbraio scade il termine “perentorio” notificato al Governo dalla Commissione Europea, per comunicare le decisioni adottate per far rientrare nei termini fissati il nostro rapporto debito/pil.Si tratta di operare una riduzione di 3,5 miliardi di euro nelle spese previste dal nostro bilancio, o di trovare un controvalore di identico importo con nuove entrate.Senza voler considerare la forma ed i toni “ perentori” della richiesta fatta dall’alta burocrazia  dell’unione, fermo restando il fatto che la richiesta scaturisce da norme in vigore  approvate da molto tempo di cui si è richiesto un riesame, non possiamo non considerare alcune particolari situazioni.

L’ Europa continua a restare ferma e sorda ad una seria valutazione degli effettivi nostri costi del problema immigrazione ed indifferente alle diverse calamità che da qualche anno, purtroppo, si sono scaricate sul nostro Paese.
Continuamente riceviamo attestati di formale solidarietà per la nostra scelta di continua vigilanza nel mediterraneo.
Scelta operata principalmente per la nostra concezione cristiana, di rispetto nei confronti di coloro i quali affrontano gravissimi disagi nel tentativo, spesso vano, di trovare migliori condizioni di sopravvivenza.
L’Europa può continuamente disattendere tutti gli impegni assunti per lo smistamento degli immigrati nei vari  stati , può consentire la creazione di muri o una azione di tipo militare alla Francia per tutelare il confine con l’Italia e nello stesso tempo mostrare i muscoli nei confronti dell’Italia.

La nostra responsabilità è grande dal momento che abbiamo sempre approvato il bilancio dell’U.E., senza pretendere che venissero implementati gli importi destinati al problema immigrazione.
Matteo Renzi, in una delle sue ultime uscite, con il suo modo e tono di esprimersi, aveva annunciato che l’Italia non avrebbe approvato il prossimo bilancio di previsione dell’Unione, determinando una paralisi di una certa importanza.
Le normative vigenti, infatti, prevedono che il bilancio pluriennale deve essere approvato all’unanimità perché rientra nelle “questioni considerate sensibili dagli Stati membri”.
L’Italia, senza particolare enfasi, può valutare un responsabile comportamento al riguardo.
Questa Europa ha bisogno di una scossa che possa provocare il cambio di marcia, non solo per le questioni sopra accennate, o la disgregazione.
Questa Europa non è quella voluta dai grandi padri fondatori: De Gasperi, Spinelli, Monnet,Schuman, Bech .Adenauer e Spaak, 

Oggi,purtroppo, è nelle mani di mediocri politicanti che, per sopravvivere, si sono circondati da burocrati  scarsamente capaci e ben pagati.
La svolta necessaria ed urgente sarebbe quella di superare  politicamente le frontiere per dare vita ad una vera Confederazione di Stati del tipo “ Stati Uniti d’America” realizzando il sogno dei Padri fondatori.
La brexit della Gran Bretagna , legata a tradizionalismi superati, potrebbe agevolare l’inizio di questa ultima fase, indispensabile per la sopravvivenza dell’Unione..
Continuare negli errori, che già hanno creato notevoli contrapposizioni  all’interno di quasi tutti gli Stati dell’Unione, significa creare le condizioni per far fallire un bel disegno immaginato oltre cinquant’anni fa.

angiolo alerci

 

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Enna – Uno stage alla Croce Rossa Italiana

Nell’ambito delle Attività formative, avviate dalla Regione Siciliana, con l’obiettivo di formare figure professionali con la qualifica di Operatori Socio Assistenziali, la Croce Rossa di Enna, ospiterà per circa due mesi presso le sedi di Enna ed Aidone, i discenti che svolgeranno lo stage, per acquisire l’esperienza formativa e pratico-operative necessaria, affinché gli allievi abbiano competenze, in ambiti differenziati nei servizi alla persona. “Il percorso formativo è in sintonia con la mission della Croce Rossa” – dichiara il Presidente Antonino G. Insinga – “Prevenire e alleviare la sofferenza umana e contribuire al mantenimento e alla promozione della dignità umana rientra nella strategia della Croce Rossa Italiana, e la sede di Enna vuole scommettersi sulla qualificazione di volontari e cittadini. La visione di fare di più, fare meglio ed ottenere un maggiore “impatto", fornendo servizi affidabili, concepiti all'interno di un piano strategico basato sull'analisi dei bisogni e delle vulnerabilità della comunità alla quale rivolgono il loro operato caratterizza la visione della Croce Rossa di Enna”.

La motivazione che ha spinto la presidenza C.R.I. di Enna guidata da Insinga a stabilire sinergie con gli operatori del settore, in un’ottica di rete territoriale, proponendo di accogliere gli allievi, che si formano nell’ambito socio assistenziale deriva dalla considerazione che le capacità e le risorse passano attraverso una pluralità di competenze trasversali necessarie nelle unità territoriali dei presidi della Croce Rossa.

 

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Trump blocca l’immigrazione per 3 mesi: stop a cittadini di 7 paesi musulmani


Dopo quelli su TTP, aborto e finanziamento del muro con il Messico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la firma di altri due ordini esecutivi al Pentagono, dopo aver incontrato lo stato maggiore congiunto e partecipato alla cerimonia di giuramento del nuovo segretario alla difesa.

Trump ha bloccato per 120 giorni il programma – varato da Barack Obama – che prevedeva l'ingresso di rifugiati negli Stati Uniti da sette paesi musulmani: Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan, Yemen. L'unica eccezione è per alcuni tipi di visti come quelli diplomatici o di membri delle Nazioni Unite. Dopo questo periodo di tre mesi, la priorità sarà data alle "minoranze cristiane" perseguitate, che sono state trattate "in modo orribile": "Se eri un musulmano potevi entrare ma se eri un cristiano no, era quasi impossibile", ha dichiarato.

"Vogliamo essere sicuri di non avere nel nostro Paese le stesse minacce che hanno i nostri soldati all’estero. Vogliamo ammettere nel nostro Paese solo coloro che lo sosterranno e ameranno profondamente la nostra gente", ha detto Trump, ricordando che "non dimenticheremo mai la lezione dell’11 settembre".  Per i siriani, tra l'altro, il blocco è "fino a ulteriore determinazione": "L'ingresso di cittadini e rifugiati siriani" è "dannoso per gli interessi del Paese", si legge nell'ordine esecutivo. Trump ha chiesto al Pentagono e al Dipartimento di Stato un piano per creare ‘safe zonè dentro e intorno alla Siria per offrire protezione ai siriani che scappano dalla guerra.

Durante la sospensione, il dipartimento dell’Homeland Security, il Dipartimento di Stato e il direttore della National Intelligence dovranno determinare quali informazioni siano necessarie per ogni paese al fine di garantire che i visti non vengano rilasciati a persone che costituiscono una minaccia per la sicurezza nazionale.

Il presidente Usa, tra l'altro, ha sospeso con effetto immediato il programma Visa interview waiver, che consentiva ai cittadini stranieri titolati di chiedere il rinnovo del visto per motivi di lavoro o per altro senza affrontare il colloquio personale con le autorità diplomatiche Usa. Tra gli ordini, anche l'accelerazione dei programmi che permettono il tracciamento bio-metrico di tutti i viaggiatori in entrata o in uscita dagli Usa.

Parallalelamente, l'obiettivo di Trump è quello di una "grande ricostruzione delle forze armate americane, per sviluppare un piano per nuovi aerei, nuove navi, nuove risorse e strumenti per i nostri uomini e le nostre donne in uniforme", perché il "futuro" dell'America, ha spiegato, "è quello di essere la guida del mondo".

 

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Piazza Armerina – Intervista al tecnico dell’Armerina calcio Mirko Fausciana [VIDEO]

Domani si disputerà al Sant’Ippolito di Piazza Armerina l’incontro di ritorno tra l’Armerina e il Branciforti. La squadra piazzese è seconda nel campionato di prima categoria e per mantenere il collegamento con il vertice della classifica è indispensabile una vittoria per gli uomini di Mirko Fausciana, tecnico della squadra.

 

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Elezioni per la Camera dei deputati: una simulazione per la Sicilia centrale

Il sabato del Villaggio
Carmelo Nigrelli
 

Questa settimana è opportuno dedicare qualche minuto di riflessione alle conseguenze della sentenza della Corte costituzionale relativa all’Italicum, la legge elettorale imposta da Matteo Renzi ponendo la fiducia in parlamento, annunciata come la legge che avrebbero copiato tutti in Europa e come estensione del sistema di elezione dei sindaci grazie al ballottaggio e sonoramente bocciata dalla suprema Corte.

Oggi si potrebbe già andare a votare perché il sistema elettorale della Camera è coerente con quello del Senato.
Si andrebbe votare con il sistema proporzionale (quello della Prima repubblica) che aveva generato 40 anni di governi di coalizione (ricordate il pentapartito?). Secondo Michele Ainis, su Repubblica, il nuovo parlamento eletto con il sistema proporzionale potrebbe finalmente fare la vera riforma della Costituzione perché il sistema proporzionale è il più adeguato a una fase costituente. Ne ho parlato con il mio amico e collega Edoardo Raffiotta, che seguiva tutto dal Messico, il quale non condivide poiché le uniche riforma significative alla Costituzione sono state fatte dopo il 1999, sempre e solo con il sistema maggioritario. Secondo me ha ragione Edoardo. 

In realtà credo che i cittadini della Costituzione per un po’ non vorranno sentire parlare avendo appena deciso a larga maggioranza che va bene così come è. E sarebbe un bene, in modo che il nuovo Governo possa concentrarsi sui loro problemi che si continuano ad aggravare giorno dopo giorno.

Ma i cittadini del centro della Sicilia hanno chiaro cosa succede qui con questa legge elettorale? Non lo so, dunque offro questo servizio.

In base alla nuova legge elettorale l’Italia è divisa in 100 collegi plurinominali raggruppati in 20 circoscrizioni elettorali (una per regione) in cui vanno presentate le liste dei candidati.
Ogni collegio è costituito in media da intorno ai 582 mila abitanti.
La Sicilia è suddivisa in 9 collegi plurinominali che leggono 52 deputati. Quello che riguarda il centro della Sicilia (si chiama Sicilia 6) comprende per intero le provincie di Caltanissetta ed Enna (42 comuni in totale) che, insieme, non raggiungono i 450 mila abitanti, due terzi del solo comune di Palermo. A questo territorio si assegnano 4 seggi.
Ogni partito, dunque, in questo collegio dovrà presentare una lista di 4 nomi, due uomini e due donne per la norma sulla parità di genere.
Alle Politiche 2013 in provincia di Caltanissetta il PD prese il 19%, il PDL il 24,4%, M5S il 36,6%. Nella provincia di Enna, invece, il Pd il 22,4%, il PDL il 21,6% e M5S il 30,3%. In quattro anni, però, molte cose sono cambiate: il PDL si è quasi dissolto, il Pd in queste province è particolarmente squassato, M5S ha perso il sindaco di Gela, ma verosimilmente è cresciuto ulteriormente. La maggior parte degli altri simboli presentati nel 2013, non esiste più o quasi.
È verosimile, pertanto, che M5S e PD riescano a eleggere un deputato. E poi?
A Caltanissetta votarono 135 mila elettori, a Enna 94500 elettori. Ciò vuol dire che per avere un quoziente pieno, se votassero lo stesso numero di elettori, ci vorranno circa 57 mila voti. Nel 2013 M5S ne prese quasi 75 mila, il Pd ne prese 45 mila. Dunque i grillini prenderebbero il deputato con il quoziente pieno, il Pd con il resto maggiore, mentre terzo e quarto dovranno fare i conti con il resto del M5S che, con i dati del 2013, sarebbe di 18 mila voti. In altre parole se due liste prendessero più di 18 mila voti, eleggerebbero un loro candidato, in caso contrario scatterebbe il secondo grillino. Se, come penso, M5S prenderà più voti, allora la possibilità di un secondo parlamentare stellato sarà più alta.
Su quali potranno essere al momento le altre due liste che potrebbero eleggere il secondo deputato c’è il buio più assoluto, ma è verosimile che uno appartenga al centro destra e uno possa essere o di centro o di una sinistra nuovamente organizzata nel campo di Pisapia.
In ogni caso (tranne nel caso di due eletti M5S) sarà eletto un solo un deputato per lista.
Cosa significa?  Che Caltanissetta ed Enna potrebbero non avere alcun deputato eletto con le preferenze. Sembra assurdo, ma è così. 
La legge, infatti, prevede che il capolista sia bloccato, cioè che il primo eletto della lista sia comunque il capolista. Se dovessero essere eletti deputati di 4 liste, sarebbero 4 nominati e non scelti dagli elettori. Una beffa!
Come si potrebbero comportare i partiti con i capilista? O mettendo una personalità di grande visibilità (Renzi, Di Maio, Berlusconi, per esempio) candidata capolista in altri 9 collegi. Dopo le elezioni un sorteggio deciderebbe di quale collegio il capolista sarebbe deputato. Il secondo della lista avrebbe dunque il 90% di possibilità di essere eletto al posto del capolista. La battaglia tra i tre candidati del territorio sarebbe durissima.
Oppure scegliere già un capolista del territorio (Crocetta, per esempio o Azzurra Cancellieri nel M5S), ma in questo caso non si spingerebbero gli altri candidati a cercare voti.
Un vero rebus, dunque, che rischia, dopo il boom di votanti al referendum, di allontanare di nuovo i cittadini dal voto.

Carmelo Nigrelli

 

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Troina: convocazione del consiglio comunale

Convocata per martedì 31 gennaio prossimo, alle ore 19.00 nella consueta aula consiliare del palazzo municipale, la seduta del consesso civico.Cinque i punti all’ordine del giorno fissati dal presidente del consiglio Alfio Giachino: l’incontro istituzionale con i gruppi di volontari distintisi in occasione dell’emergenza neve dei giorni scorsi; l’istituzione della galleria civica di arte contemporanea, la cui sede verrà intitolata al pittore troinese Gaetano Miani; le modifiche al regolamento per la concessione di contributi in conto capitale e a fondo perduto per i cittadini che ricevono in donazione un immobile nel centro storico; le integrazioni al regolamento di contabilità; l’approvazione del regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali non riscosse a seguito della notifica di ingiunzione di pagamento.

 

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On. Giovanni La Via (Ap/Ppe): A Bruxelles gli autori delle idee innovative sul futuro dell’Europa

Hanno un nome e cognome le migliori idee selezionate per un momento di confronto a Bruxelles. I prescelti sono stati selezionati dalle centinaia di suggerimenti ricevuti nell’ambito della proposta “Dimmi la tua e vieni a Bruxelles”, pubblicata sul sito dell’eurodeputato del Partito Popolare europeo Giovanni La Via. “L'iniziativa è stata lanciata nel corso del 2016 per promuovere un dibattito sul futuro dell'Europa e sulle riforme necessarie per cambiarla in meglio. Un modo per avvicinare l'Europa e le sue istituzioni ai propri cittadini, cui ho chiesto di mandare le loro proposte e i loro suggerimenti per contribuire al necessario cambio di passo delle politiche europee” dichiara La Via.  Contributi interessanti e talvolta innovativi, di 200 parole ciascuno che dall’agricoltura, all’ambiente, alla cultura, alla migrazione e al turismo, hanno toccato molteplici aspetti della vita dell’Ue. “Adesso inviterò a Bruxelles gli autori delle migliori idee, per una due giorni conoscitiva del mondo delle istituzioni europee, e per farle presentare all’interno di un’occasione di confronto e dibattito costruttivo al Parlamento europeo. E considerata l'alta partecipazione, organizzerò a breve una seconda edizione.” conclude l’eurodeputato siciliano.

 

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CNA – Ultimi giorni per l’azione risarcitoria collettiva contro la lobby dei costruttori di camion

Ultimi giorni per aderire all'azione risarcitoria collettiva di CNA contro la lobby dei costruttori di camion. Adesione massiccia: oltre 30 milioni di euro il valore complessivo del risarcimento richiesto. 
Una lunga fila di camion che dal casello di Torino potrebbe raggiungere quello di Milano, lungo la A4. Questa, se proviamo a rappresentarla, l'immagine più efficace per visualizzare il successo della class action promossa da CNA Fita contro la lobby dei costruttori di camion.

Sono oltre 7.000 i camion inseriti nell'azione collettiva che mira ad ottenere un risarcimento di almeno 30 milioni di euro. Se li mettessimo in fila, svilupperebbero una colonna di oltre 120 km, tale da congiungere Milano a Torino. Una massa critica che pesa in totale più di 180.000 tonnellate!
Questo il bilancio dell’attività di raccolta dati per l’azione risarcitoria collettiva nei confronti del cartello delle case costruttrici di autocarri promossa da CNA Fita, che ha già visto l’adesione di oltre 1500 imprese e alla quale è possibile aderire ancora solo per pochi giorni.

 Si tratta, perlopiù, di autotrasportatori ma hanno aderito anche molte imprese che operano nell’ambito dell’edilizia e dell’impiantistica che, nel periodo di vigenza del cartello, hanno acquistato gli autocarri.
Ricordiamo che le principali case produttrici di autocarri hanno fatto “cartello”, concordando ingiustamente un aumento dei prezzi ai danni dei loro clienti finali. Si tratta di DAF, Mercedes, Iveco, MAN, Volvo, Renault Truck e Scania.
Ricordiamo ancora, dice Daniela Taranto responsabile della CNA Fita Provinciale di Enna, che CNA Fita si è attivata tempestivamente per promuovere un’azione legale collettiva al fine di far risarcire tutti gli associati coinvolti, con la campagna “Insieme per una giusta causa”. Sono interessati tutti coloro che hanno acquistato, preso in leasing o noleggiato a lungo termine un camion di medie o grandi dimensioni (oltre le 6 tonnellate), immatricolato tra il 1997 e il 2011.
Il risarcimento richiesto si aggira intorno al 20% del prezzo del camion. L’azione collettiva permette ai ricorrenti di condividere i costi del contenzioso, senza dover anticipare le spese legali,  e di proteggersi da eventuali comportamenti ritorsivi da parte delle potenti imprese responsabili dell’illecito. Il meccanismo è quello della class action.
Le imprese interessate possono rivolgersi alle sede provinciale della CNA di Enna di via Emilia Romagna 3, infoline 09351982160-161.

 

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lavoratori Asu senza sussidio, Ancisicilia: “il Governo regionale intervenga in tempi brevi”

Riteniamo assolutamente necessario che il governo regionale intervenga in tempi brevi, mettendo in atto tutte le azioni necessarie affinché si sblocchi una situazione che sta fortemente penalizzando i lavoratori Asu che non hanno ancora percepito il sussidio del mese scorso”.

Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’AnciSicilia.
 “E’ bene ricordare – aggiunge Orlando – che si tratta di personale che riveste un ruolo importante per il funzionamento degli enti locali”. 
“A questi lavoratori – conclude Luca Cannata, vice presidente vicario dell’Associazione dei comuni siciliani – oltre al danno tocca anche la beffa. Lavorano come dipendenti comunali ma non sono contrattualizzati, non hanno garanzie previdenziali e  il sussidio cui hanno diritto, che a stento garantisce loro la sopravvivenza, arriva pure in ritardo. Bisogna che il governo regionale intervenga al più presto motivandoli, restituendo la fiducia nelle istituzioni e garantendo il loro futuro”.

 

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La Corte e la legge elettorale

Dopo le lunghe attese, ed  i pretestuosi rinvii, la Corte Costituzionale ha comunicato le proprie decisioni sulla costituzionalità della legge elettorale denominata “italicum”.
.La montagna, rappresentata dal più alto organo di garanzia dello Stato, dopo lunghe, e forse animate riunioni, ha partorito il tradizionale “topolino”.  
Ha  riconosciuto legittimo il premio di maggioranza e incostituzionale il ballottaggio.
Inoltre ha vietato la possibilità a soggetti di candidarsi contemporaneamente in dieci collegi, ritenuti eccessivi, nel contempo  non consentire agli eletti di scegliere il collegio di elezione che dovrebbe, invece, essere assegnato con un sorteggio.
Non siamo nelle condizioni di approfondire tutti gli aspetti della decisione adottata, dal momento che restiamo in attesa di conoscere le relative motivazioni.

Ma il comportamento della Corte ci ha lasciati molto perplessi: ha trattato e deciso su tre problemi che potevano interessare, molto marginalmente, l’aspetto di incostituzionalità.
La stessa Corte,invece, ha trascurato la valutazione del mancato rispetto  di  norme della nostra Costituzione, scritte talmente chiare che non necessitano di particolare interpretazione.
Mi riferisco agli artt.3 e 51 che rispettivamente così si esprimono: Art 3 “ E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori  all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese “ mentre l’.art 51 “ Tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici ed alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.”

La nostra Costituzione e la Corte, che ne dovrebbe garantire il massimo rispetto, non avrebbero dovuto nel tempo accettare che il nostro Parlamento  ospitasse centinaia  di personaggi non eletti, ma nominati in virtù di leggi completamente incostituzionali.
E’ inconcepibile che nelle liste bloccate il capolista è considerato già eletto, ancora prima della presentazione delle liste, e che gli altri candidati dovranno sudare le proverbiali camice all’affannosa ricerche del voto di preferenza.
Come può la Corte considerare rispettato il principio costituzionale  che “ Tutti i cittadini, dell’uno e dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici ed alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza ?”
Purtroppo i nostri organismi di garanzia, e non solo la Corte Costituzionale,da molto tempo annaspano e dimostrano di non essere più  in grado di servire al meglio lo Stato.
Anche il Consiglio Superiore della Magistratura, da quasi sempre, opera da “supremo sindacato a tutela della casta”.
Un approfondito esame delle loro strutture e delle loro competenze potrebbe rappresentare uno dei punti da tenere in evidenza per le eventuali nuove proposte di riforma.
Angiolo alerci

 

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Insegnanti e studenti. Anche una “manata” è abuso dei mezzi di correzione

Non è mai stato facile il mestiere dell’insegnante, ma forse oggi lo è ancor di più con la crescita del fenomeno del bullismo e della graduale tendenza ad un’educazione sempre meno rigorosa da parte delle famiglie. Certo è, che è sempre eccessivo il ricorso a qualsiasi strumento correttivo violento, perché al di là delle conseguenze fisiche, a volte neanche visibili, può causare turbamenti psichici nei confronti dello studente che possono essere anche duraturi ed essere suscettibili di sanzione penale. E’ questo, in sostanza il caso preso in considerazione dalla Corte di Cassazione con la sentenza 3801/17 depositata il 25 gennaio che ha confermato la condanna per il reato di abuso di mezzi di correzione nei confronti dell’insegnante, autore di rimproveri, ingiurie e pacche sulla schiena ai danni dei suoi alunni.I giudici della sesta sezione penale, hanno infatti, hanno rigettato il ricorso di un professore che era stato condannato dalla Corte di appello a un mese di reclusione per abuso di mezzi di correzione. La vicenda traeva origine da una “manata” che sarebbe stata inferta dal professore nei confronti di uno studente e che era stata contestata dalla difesa del primo, in quanto ritenuto un fatto di scarsa rilevanza al fine dell’integrazione del reato in questione, stabilito dall’articolo 571 del codice penale. Per gli ermellini, la decisione della Corte territoriale che con «sintetica ma puntuale ricostruzione del complesso delle condotte contestate (rimproveri, ingiurie, offese verbali, grida, pacche sulla schiena, strattonamenti per la maglia, lancio di un banco) ha assolto al compito di fornire adeguata ed esauriente motivazione della sussistenza dei requisiti del reato contestato». Va, infatti, ricordato che in tema di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, rileva la nozione di malattia non solo fisica ma anche della mente, di portata più ampia di quelle concernenti l’imputabilità o i fatti di lesione personale, estendendosi fino a comprendere ogni conseguenza rilevante sulla salute psichica del soggetto passivo, dallo stato d’ansia all’insonnia, dalla depressione ai disturbi del carattere e del comportamento». Insomma per Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, tempi sempre più duri per gli insegnanti, che tra precarietà, classi pollaio e stipendi bassi, non devono mai dimenticare che hanno l’obbligo morale, oltreché giuridico di non perdere mai le staffe.

 

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Giovani ennesi in festa per i due anni del progetto 360

Una festa in musica, arte, preghiera, con riflessioni e momenti di convivialità è quella che coinvolgerà l’intero centro storico di Enna martedì 31 gennaio, in occasione della festa di san Giovanni Bosco, grande apostolo dei giovani. A radunare tutti i ragazzi della città sotto lo slogan “Shake it out” saranno i componenti dell’associazione giovanile Progetto 360, la più numerosa di Enna, nata nella chiesa madre sotto la guida dell’instancabile vice parroco don Giuseppe Rugolo, e che proprio martedì festeggerà i suoi primi due anni di attività.

Coinvolti oltre 200 giovani nell'organizzazione che prevede diversi appuntamenti tra il Duomo, il teatro Garibaldi, la Galleria civica e il pub Il Sorseggio. “Insieme  stiamo cercando di offrire ai giovani della città strumenti e occasioni di crescita e di formazione – sottolinea don Rugolo – il Progetto 360  mira appunto alla crescita integrale dei giovani e la nostra associazione si propone come segno di cambiamento e di speranza. Ed è per questo che la nostra festa oltrepassa le mura della chiesa e si apre alla città, al teatro, alla piazza, persino al pub”.

La manifestazione del 31 sarà preceduta da una mostra fotografica allestita nelle vetrine dei negozi di via Roma a partire da sabato 28: a essere esposti saranno immagini e oggetti che hanno segnato il percorso formativo dei giovani del Progetto 360.

Martedì si parte alle 17 al teatro Garibaldi con una conferenza dedicata ai due anni del Progetto 360 alla quale prenderanno parte monsignor Francesco Petralia, don Giuseppe Rugolo, il sindaco Maurizio Dipietro, l’assessore comunale alle Politiche giovanili Paolo Di Venti, il presidente dell'associazione "Amici di Giovanni Salerno" Calogero Ferrotti (già Procuratore della Repubblica di Enna), altre autorità militari e civili e anche alcuni giovani immigrati ospiti delle casa d’accoglienza della città. Si ricorderanno i tanti momenti formativi a “360 gradi” che i ragazzi hanno compiuto a contatto con i politici, la società civile, gli artisti, la cultura, lo sport, la solidarietà e la spiritualità.

Saranno presenti anche le associazioni e i gruppi che fanno rete con i giovani della chiesa madre. La band degli Isteresi eseguirà l’inno del 360 che ha scritto e musicato appositamente per l’evento.

Alle 19 ci si sposta in Duomo per la messa dei giovani presieduta da don Rugolo. Sarà questo il momento di ricordare l’eredità di don Bosco e affidare ai ragazzi ennesi il messaggio della “gioventù come dimensione esistenziale, una capacità di incontrare l’altro e di lasciarsi rinnovare dal Vangelo che deve essere coltivata a qualunque età”, come spiega padre Giuseppe. Benedizione speciale, poi, per tutti i 18enni e i maggiorenni prossimi futuri.

Alle 21 al teatro Garibaldi incontro-concerto “Giovani a 360 gradi”, condotto dai giovanissimi Martina Savoca e Marco Greco, con la partecipazione straordinaria del cantautore Lello Analfino che intavolerà un dialogo con i ragazzi presenti, portando loro la sua testimonianza di artista impegnato per il sociale.

Alle 22 in Galleria civica musica dance e convivialità con il dj Massmellow.

A mezzanotte e 36 minuti (che ricalcano simbolicamente i numeri 360), infine, brindisi collettivo al pub Il Sorseggio al Belvedere.

A fare rete con il Progetto 360 e a rendere possibile l’intera manifestazione, patrocinata dal Comune di Enna, ci sono i gruppi Enna Calcio, Avis, Gogol e l'associazione "Amici di Giovanni Salerno". A dare il loro supporto comunicativo sono gli staff di Bedda Radio, Pentaprisma e Vivienna. Tutti gli allestimenti artistici dell'evento sono di Luca Manuli. Il coordinamento è di Elisa Di Dio, Mariangela Vacanti, Silvia Vicari, Massimiliano Mobilia e dell'intera comunità della chiesa madre.

 

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Trasporto pubblico locale, Federconsumatori diffida regione siciliana

Federconsumatori Sicilia invia una diffida alla Regione Siciliana affinché l'Ente concluda l'iter che porterà alla stipula dei nuovi contratti di affidamento in esclusiva del Trasporto Pubblico Locale (TPL) su strada e ferrovia. Cioè del trasporto intraregionale dei pendolari.

La Regione, infatti, è competente nell'affidamento e nella stipula dei contratti di questo tipo e, come previsto dal D.L. 201 del 2011 e dalla Delibera 49 del 2015 dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti, spetta proprio alla Regione definire una “cornice di regolazione” che garantisca efficienza ed economicità delle tariffe ai trasporti pubblici locali.
Specialmente la Delibera del 2015, infatti, chiede alle Regioni di imporre alle aziende due criteri fondamentali: il “price cap”, cioè un prezzo massimo applicabile al servizio, e un “contenuto minimo” che comprende gli standard quali-quantitativi sotto i quali il servizio di trasporto non dovrebbe mai scendere. Prevista anche la partecipazione dei cittadini, anche tramite le Associazioni di tutela, e la stesura di Carte di qualità del servizio.
Su questi temi la Regione Siciliana non ha ancora risposto in pieno alle numerose segnalazioni di Federconsumatori Sicilia. Per questo l'associazione ha inviato oggi, 26 gennaio 2017, un invito-diffida all'Ente pubblico, affinché si proceda speditamente verso i nuovi contratti di servizio. L'attuale contratto con Trenitalia per i treni dei pendolari siciliani, ad esempio, è scaduto il 31 dicembre scorso.

Nel frattempo, però, in Sicilia le tariffe aumentano, le stazioni ferroviarie sono sempre più degradate, abbondano i disservizi causati dai lavori di ammodernamento e, contemporaneamente, assistiamo alla staticità dei cantieri presenti nella Regione, a forti ritardi sui tempi di consegna delle opere e al mancato avvio dei cantieri del raddoppio di binario e dell’alta velocità sulla Catania-Palermo. Per completare il quadro, Federconsumatori ricorda che da anni i treni a lunga percorrenza non arrivano ad Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa e Trapani.
“Sul nuovo Contratto di Servizio – afferma il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – a metà dicembre, nel corso di una riunione all'Assessorato regionale Infrastrutture e Mobilità, ci è stato detto che è in corso una costante interlocuzione tra la Regione e Trenitalia, ma che ancora non è possibile avviare un confronto con le Associazioni e i Comitati”. Se c'è interlocuzione, secondo Federconsumatori, questa deve coinvolgere anche le Associazioni.
Fino ad oggi, invece, solo poche proposte delle Associazioni sono state recepite da Regione e Trenitalia. “La Sicilia accumula i ritardi normativi a quelli infrastrutturali – conclude La Rosa – invece di puntare su un nuovo Contratto basato sugli investimenti infrastrutturali e sul miglioramento della qualità del servizio".
Oggi in Sicilia partono appena 429 corse giornaliere, contro le 2.300 della Lombardia. Dal 2010 al 2016 i servizi hanno subito un taglio del 12,1 %, mentre le tariffe pagate dai viaggiatori sono cresciute del 7,7 %. La Sicilia è la terza regione, dopo l'Abruzzo e la Basilicata, per anzianità delle vetture: i nostri mezzi hanno mediamente 23,2 anni.

 

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Vertenza Gela, missione romana del sindaco Messinese

Roma – “Esattamente un anno fa, migliaia di manifestanti scendevano in piazza per reclamare la risoluzione della Vertenza Gela. A dodici mesi esatti, raccogliamo in varie sedi istituzionali romane i risultati di una mobilitazione continuata ogni giorno nelle forme civili della nostra gente”. Lo ha detto il sindaco di Gela Domenico Messinese in queste ore in missione istituzionale a Roma assieme al vice sindaco con deleghe allo Sviluppo Economico ed Ambiente, Simone Siciliano. “L’avvio degli avvisi, per rigenerare il tessuto produttivo gelese, e l’Accordo di Programma per tracciare il dopo petrolchimico – ha spiegato Messinese – sono i traguardi finiti sul tavolo di ben quattro ministeri e della Regione Siciliana. Il prossimo 2 febbraio questi argomenti troveranno la sintesi al centro di un confronto tra il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’Area di Crisi Industriale Complessa, istituito poco dopo il mio insediamento, la Regione e i Ministeri alle Infrastrutture, Lavoro, Ambiente e Sviluppo Economico”. “L’iter del protocollo d’intesa, irrobustito dalle nuove richieste avanzate dall’amministrazione Messinese – ha dichiarato l’assessore Siciliano -, passa anche per lo stanziamento di parte degli oneri di compensazione per il porto. L’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ieri ci ha rassicurati che nel giro di pochi giorni verrà emesso il parere per il piano di caratterizzazione dei sedimi del porto rifugio, in modo da avviare subito dopo la caratterizzazione e finalmente il cantiere per il dragaggio.

Una buona ed attesa notizia per il settore della pesca, incardinata in uno scenario di sviluppo più ampio che ci vedrà a giorni attorno al tavolo per l’area logistica integrata con Augusta, Catania e Messina – ha continuato il vice sindaco – in cui si pianificheranno gli investimenti per la rete portuale del mediterraneo in cui Gela è entrata a fare parte. A breve avremo contezza anche degli studi economici eseguiti, in questi mesi da Eni e dalle associazioni di categoria, per la realizzazione degli impianti per la produzione e distribuzione del Gas Naturale Liquefatto, mentre apprendiamo con soddisfazione la notifica di oggi dell’autorizzazione regionale all’impianto di steam reforming, che farà di Gela la raffineria green d'Italia. In questo modo, la realizzazione della bioraffineria potrà essere avviata da subito, con la finalità di riassorbire finalmente i lavoratori dell’ex indotto. Il prossimo 7 febbraio invece porteremo al tavolo palermitano il progetto di riutilizzo delle acque reflue depurate per usi agricoli e, assieme al presidente della Regione, daremo ristoro alle istanze degli agricoltori per l'impiego delle quote eccedenti non più in uso alla raffineria dell'acqua dell'invaso Ragoleto. Ad un anno esatto dalla mobilitazione per la Vertenza Gela – ha concluso Siciliano -, la città è passata dalla piazza alle sedi decisionali che hanno il potere di mutare un dramma sociale in una prospettiva economica concreta e sostenibile”. “Se tutto questo è stato possibile e adesso si avvia alla sua concretizzazione – ha aggiunto infine il sindaco Domenico Messinese – lo si deve alla forza del dialogo e della concertazione che in questi mesi abbiamo dimostrato a più livelli, senza steccati strumentali, forti dell'unità di intenti espressa dal Consiglio Comunale e di quei segmenti sociali il cui unico interesse è quello di veder ripartire il territorio gelese”.

 

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Troina – inaugurazione della mostra “Eva Fischer – l’arte diventa memoria”

Sarà inaugurata oggi alle ore 17.30, nella “Sala Cacciaguerra” della Cittadella dell’Oasi, in occasione della Giornata della Memoria celebrata in commemorazione di tutte le vittime dell’Olocausto, la mostra d’arte “Eva Fischer – L’arte diventa memoria”, dedicata alla pittrice testimone della Shoa scomparsa a Roma nel luglio 2015.

L’evento, organizzato dal Comune in collaborazione con l’Archivio Baumann e Fischer (ABEF), la Tevere Art Gallery di Roma e con il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), è nato su iniziativa del regista troinese Giovanni Gaudio, che ha ideato e curato l’esposizione insieme a Maria Grazia Malagamba.
Tre le opere di una delle più grandi esponenti della rinascita artistico – culturale del dopoguerra dell’Italia, dove giunse per sfuggire alle atrocità dei campi di concentramento nazifascisti, in cui venne sterminata la sua famiglia: “Menzogna e Memoria”, “L’abbraccio” e “Addio”, in cui esprime proprio l’orrore e la memoria dell’Olocausto.
Alla presentazione, che sarà introdotta dall’assessore alla pubblica istruzione Carmela Impellizzeri e moderata dal regista Giovanni Gaudio, interverranno il sindaco Fabio Venezia e Alan David Baumann, figlio di Eva Fischer e responsabile dell’Archivio Baumann e Fischer (ABEF).
Gli interventi dei relatori saranno intervallati dalla lettura di alcuni brani letterari e poesie, accompagnati da sottofondo musicale, da parte degli studenti della scuola media “Don Bosco” e dell’IISS “Ettore Majorana” di Troina.
A conclusione della serata, verrà proiettato in Sala l’omaggio visuale a Eva Fischer “In nome dei miei”, con videomessaggio – intervista al Maestro Ennio Morricone, realizzato nei giorni scorsi a Roma da Giovanni Gaudio.
L’esposizione, gratuita e aperta al pubblico, rimarrà in città fino al 20 febbraio prossimo, sempre nella “Sala Cacciaguerra” della Cittadella dell’Oasi, dove sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

 

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Gela – Giornata della Memoria, Lia Levi al Liceo “Eschilo”

Oggi, alle ore 17:00, nella ricorrenza della "Giornata Internazionale della Memoria", il Liceo Classico “Eschilo” ospiterà la presentazione del libro di Lia Levi "Una Bambina e Basta". L’iniziativa è promossa dall’Assessorato Comunale alla Pubblica Istruzione, retto da Licia Abela. Oltre all’assessore Abela, sarà presente la stessa autrice del racconto autobiografico ambientato durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale. "Una Bambina e Basta", libro vincitore nel 1994 del Premio Elsa Morante – Opera Prima, racchiude al suo interno i grandi temi della guerra, dell’ingiustizia e della definizione del proprio io attraverso una scrittura limpida ed efficace, sorretta da un’interpretazione del reale genuina come solo quella di un bambino può essere.

 

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Alla Confartigianato Enna si è parlato delle nuove tecnologie per la comunicazione.

 Il 20 Gennaio 2017, presso i locali di Confartigianato Imprese- Enna, si è svolto il seminario tecnico di denominato “Le Nuove Comunicazioni Elettroniche (Fibra Ottica)”.
    L’evento,  prevalentemente rivolto agli installatori elettrici ed agli edili, ha riscosso un notevole successo ed ottenuto la partecipazione di numerosi titolari d’impresa. Ad introdurre i lavori il Presidente prov.le di Confartigianato, Maurizio Gulina  ed il Vice Presidente regionale Confartigianato Elettricisti Sicilia, Peter Barreca. Presente anche il Presidente Regionale Elettricisti Sicilia, Claudio Terruso che ha ringraziato le imprese intervenute.
    Durante il seminario i relatori, l’ing. Giuseppe Gioè e il dott. Roberto Cattaneo, hanno approfondito quanto previsto dalla legge 164/2014 che obbliga a realizzare, in tutti gli edifici nuovi e in quelli sottoposti a determinate tipologie di ristrutturazione, una infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all'edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica. All’analisi teorica della normativa vigente sono seguite delle esercitazioni pratiche.
    Le novità introdotte dalla Legge, dichiara  il Vice Presidente reg.le Confartigianato Elettricisti Sicilia, Peter Barreca, costituiscono un indubbio vantaggio per i cittadini che godranno di condizioni installative adeguate a favorire l’accesso alle comunicazioni elettroniche ad alta velocità. Inoltre, contribuiranno a determinare un’opportunità di crescita per il settore impiantistico e un’opportunità di qualificazione degli immobili per il settore edilizio.
A conclusione dell’incontro, il Presidente prov.le di Confartigianato, Maurizio Gulina, dopo aver ringraziato i relatori per aver voluto condividere le loro competenze tecnico-professionali con gli intervenuti, ha sottolineato l’importanza che la formazione continua riveste quale volano per lo sviluppo e la crescita professionale delle imprese.

 

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Cristo s’e’ fermato alla Leopolda

Controcanto di Sergio Rossitto

A volte ritornano! Così concludevo giorni fa in un post, forse per esorcizzare il problema. Poi, leggendo le interviste di Ezio Mauro e di Tommaso Ciriaco, non posso fare a meno di riprendere l'argomento. Non ritenevo avesse l’ardire di riapparire così presto dopo il cazziatone di Staino che lo accusa, in buona sostanza, di essere non solo il responsabile del fallimento de l’Unità, ma di essersi eclissato e di non rispondere nemmeno al telefono. 

Tralasciando l’irraggiungibile tiratura di 239 mila copie  del 1974 (segreteria Berlinguer), in tre anni si è passati dalle 23 mila copie del 2013 (Bersani segretario) alle 9 mila dell’epopea Renzi. Un bel risultato, non c’è che dire, che fa il paio con il crollo degli iscritti (sotto la sua guida ha perso oltre il 10 %, complimentoni!!!!). 
Ma il vero dramma, caro compagno Staino, non me ne volere se ti dico che dell’Unità non ce ne può fregar di meno, è che il tuo segretario è responsabile dell’annunciato fallimento del paese se penso che l’Europa ha richiesto una manovra aggiuntiva di 3,4 miliardi di euro. 

Ma andiamo con ordine. 
Attribuisce la crisi del Monte dei Paschi di Siena alla vittoria del NO (dopo aver detto ancora a novembre che era un affare per gli investitori). Ha procurato ingenti danni al Paese insieme ai suoi compagni di merendine, boiardi di Stato e no. Il finanziere Serra ed i suoi felici investimenti nella banca Etruria, quella dei Boschi, ricordate? 10 milioni di euro guadagnati prima che schiere di piccoli risparmiatori perdessero i loro investimenti. E dopo Luca Cordero di Montezemolo e la sua fallimentare gestione di Alitalia che pagheremo noi ovviamente, ecco arrivare il “dieselgate” di Marchionne. Si, proprio lui, quello che, dopo aver chiuso gli stabilimenti di Termini Imerese e trasferito la FIAT (oggi FCA) negli States con sede legale in Inghilterra, ha favorito il trasferimento di gran parte del patrimonio degli Agnelli in Olanda, mentre lui, personalmente, paga le tasse in Svizzera. Per lui l'ex premier ha mollato il sindacato, aprendo al liberismo italiano in salsa toscana, cosa che neanche lo stesso Berlusconi era riuscito a realizzare. E confidiamo che non ci riesca nemmeno lui, almeno finche' guiderà il grande partito della sinistra italiana (speriamo ancora per poco) e non il suo PDR (partito di Renzi).  

Mentre la filosofa deputata Marzano annuncia l’addio a Renzi, puntando il dito contro la pessima gestione da parte del Pd del ddl sulle unioni civili, annoverato tra i fiori all’occhiello del suo governo, lui mostra l'abituale arroganza annettendosi quel 41 %, 13 milioni di voti e non riesce nemmeno a fare mea culpa sul cosiddetto giglio magico. Come se Cristo non si fosse fermato ad Eboli ma dalle parti dell’Arno, unica terra a dare i natali ad intelligenze uniche. Boschi e Lotti ma non solo! C'e' anche la Manzione, ricordate? Vigile urbano a Firenze, oggi responsabile del dipartimento affari giuridici di palazzi Chigi. E Carrai, candidato per settimane  a guidare la cyber security. Come se in Italia non esistesse un ufficiale dei carabinieri diplomato al Mit altrettanto competente e che in più ha giurato fedeltà alla Repubblica e non a lei, fa notare giustamente Mauro. L’Italia s’è fermata alla Leopolda, altro che a Eboli, mentre Bianca Berlinguer e Massimo Giannini, tra i pochi giornalisti che non vi avevano messo piede, andavano sostituiti. 

Il movimento? Non è un partito ma un algoritmo, dice. Nessuno forse ha capito o ha saputo dare spiegazioni su cosa significasse. In fondo è tipico quando c’è di mezzo il golden boy. Nessuno capisce le sue parole ed i suoi messaggi. Così è stato con il referendum e purtroppo avremmo dovuto arrivarci prima! I terremotati d’Abruzzo che sfilano a Roma mentre scrivo, pagano più d’altri le promesse renziane e le sue scelte in tema di protezione civile, scelte che sono riuscite a far apparire Berlusconi un gigante. Andando  avanti così, Grillo potrà continuare imperterrito a gozzovigliare nelle praterie di malgoverno e malcostume dei suoi fedeli avatar e interpreti, ma anche ex (Genovese). Alla faccia dell’algoritmo! 

Adesso annuncia però ++una "rivoluzione". Senza disconoscere alcuno dei suoi errori del passato e senza nemmeno recitare un poco credibile “mea culpa”++. Udite. Udite! Un trentenne in segreteria, meglio se emiliano, altrimenti dicono che pesca sempre nel giglio magico toscano. Non importa chi sia e cosa pensi, purché sia “una macchina da guerra se si parla di organizzazione". L’illustre Carneade pare si chiami Andrea Rossi che alla sua prima intervista insieme alle solite, ovvie, banalità (un “riformismo senza popolo”, l’ “assenza di una struttura organizzata”, il mancato coinvolgimento “dei cittadini oggetto delle riforme”, ecc.) non trova di meglio che attaccare, lui ex bersaniano, la minoranza pd accusandola di avere avuto “un pregiudizio verso Matteo, come se fosse un intruso”. Complimenti per il suo inizio. Qualcuno farebbe bene a dirgli che il pregiudizio nei confronti del suo mentore ce l’hanno 8 milioni di italiani che hanno abbandonato il partito e io tra questi. 

Se e'questo il nuovo che avanza,"Controcanto"preferisce aspettare Godot e ho l'impressione che lo aspetterà ancora a lungo!

Sergio Rossitto

 

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Piazza Armerina, Acquaenna – Lavori di manutenzione all’Ancipa, oggi potrebbe mancare l’acqua.

La  Società AcquaEnna  comunica,che, a seguito di un intervento di manutenzione  di riparazione da parte della Società Siciliacque , in C.da Cutimendola ( Enna), risulta sospeso l’esercizio dell’Acquedotto Ancipa nel tratto compreso fra il partitore “Salvatorello” e la centrale di sollevamento “Bellia”. Per tale motivo  non sarà possibile garantire la normale erogazione idrica per l’intera giornata nei comuni serviti dall'invaso.La distribuzione tornerà alla normalità nell’arco della giornata di domani 27 gennaio.

 

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La Consulta ha deciso sull’Italicum: bocciato ballottaggio, salvo premio di maggioranza

La Corte Costituzionale si è espressa sull'Italicum: bocciato il ballottaggio, resta salvo il premio di maggioranza. "All'esito della sentenza, la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione", ha spiegato la Consulta nella nota diffusa sulla sentenza sull'Italicum. In pratica allo stato attuale sono in vigore due leggi elettorali molto diverse per la Camera e per il Senato, frutto entrambe di sentenze della Corte Costituzionale. Per la Camera dei deputati abbiamo una legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza fino al 15% per i partiti che raggiungono il 40% dei consensi; restano le preferenze e la possibilità di presentarsi come capolista in più collegi (anche se non si potrà scegliere il collegio di elezione, ma si verrà sottoposti a sorteggio) e resta la soglia di sbarramento al 3% per i partiti (non sono “ammesse” le coalizioni). Per il Senato della Repubblica abbiamo dunque un proporzionale puro, la possibilità di riunirsi in coalizioni e soglie di sbarramento su base regionale (8% coalizioni, 3% partiti all'interno di coalizioni).

 

Italicum addio, il comunicato della Consulta
Oggi, 25 gennaio 2017, la Corte costituzionale si è pronunciata sulle questioni di legittimità costituzionale della legge elettorale n. 52 del 2015 (c.d. Italicum), sollevate da cinque diversi Tribunali ordinari.
La Corte ha respinto le eccezioni di inammissibilità proposte dall’Avvocatura generale dello Stato. Ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta delle parti di sollevare di fronte a se stessa la questione sulla costituzionalità del procedimento di formazione della legge elettorale, ed è quindi passata all’esame delle singole questioni sollevate dai giudici.
Nel merito, ha rigettato la questione di costituzionalità relativa alla previsione del premio di maggioranza al primo turno, sollevata dal Tribunale di Genova, e ha invece accolto le questioni, sollevate dai Tribunali di Torino, Perugia, Trieste e Genova, relative al turno di ballottaggio, dichiarando l’illegittimità costituzionale delle disposizioni che lo prevedono.
Ha inoltre accolto la questione, sollevata dagli stessi Tribunali, relativa alla disposizione che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall’ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione, dell’art. 85 del d.p.r n. 361 del 1957.
Ha dichiarato inammissibili o non fondate tutte le altre questioni.
All’esito della sentenza, la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione.

dal Palazzo della Consulta, 25 gennaio 2017

La Corte, in una seduta aperta a partire dalle 9:30 di ieri mattina e ripresa oggi, era chiamata a pronunciarsi sui ventidue ricorsi presentati contro la legge elettorale voluta dal governo Renzi. Questioni di legittimità costituzionale erano state presentate dai tribunali di Trieste, Torino, Messina, Genova e Perugia, per la possibile violazione di articoli della Costituzione, tra cui quelli sulla sovranità popolare, sull’uguaglianza e sul diritto al voto.

I punti della legge interessati dai ricorsi erano nove. Tra questi il ballottaggio, la soglia di sbarramento e il premio di maggioranza. Inizialmente l'esame della legge elettorale era previsto per il 4 ottobre, ma il 19 settembre è stato deciso lo slittamento a una data successiva al referendum costituzionale del 4 dicembre. Le motivazioni della sentenza, in ogni caso, saranno depositate tra il 15 e il 28 febbraio.

L'Italicum, l'oggetto del contendere, è stato approvato a maggio del 2015 dalla maggioranza che attualmente sostiene il governo Gentiloni. La legge si applica solo alla Camera dei deputati, e prevede un  sistema proporzionale con premio di maggioranza che assegna 340 seggi su 630 alla lista che guadagna almeno il 40% dei voti. Se nessun partito ottiene questa percentuale, si va al ballottaggio tra i primi due. Il vincitore a quel punto prende 340 seggi. Lo sbarramento per i partiti è al 3%; non ci sono coalizioni o apparentamenti. Sono previste due preferenze, ma i capilista sono bloccati e possono presentarsi anche in 10 collegi, decidendo poi dove far scattare l'elezione

 

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Liberi consorzi: protestano i comitati cittadini per il rinvio delle elezioni

[COMUNICATO STAMPA] Questa legislatura regionale passerà alla storia come la più incapace a produrre riforme.Nuovo rinvio per le elezioni dei Liberi Consorzi e Città Metropolitane con le elezioni potranno tenersi tra una domenica compresa tra il 31 luglio ed il 31 dicembre 2017.

Analizzando le date, non ci vuole molto a capire che l’ARS è già proiettata alle prossime elezioni regionali, l’indomani del 31 luglio è il 1° di agosto, mese tradizionalmente legato alle vacanze estive, considerato che negli anni precedenti i deputati regionali prima del 15 settembre non sono operativi, e visto che ottobre è il mese in cui dovrebbero svolgersi le elezioni regionali, quindi tra insediamento e varie, sembra scontato che questa riforma non vedrà l’applicazione prima del 2018, con buona pace di tutti.
È uno scandalo senza precedenti, è semplicemente ingiustificabile un comportamento simile da parte dei rappresentanti dei cittadini, eppure nulla più scandalizza i siciliani, siamo oramai assuefatti alla mala gestione della cosa pubblica che nulla più ci sconcerta.

Come se non bastasse, a questo scandalo se ne aggiunge, in quanto immediatamente e direttamente collegato, un altro scandalo ancor più grande: e cioè, le variazioni territoriali.
L’intera (pseudo) riforma, infatti, è stata gestita solo politicamente, lasciando i cittadini in balia delle decisioni assembleari nel caos più totale. Sono nate le Città Metropolitane, costituite dai Liberi Consorzi che null’altro sono se non le ex province di Palermo, Catania e Messina, le quali cambiano solamente denominazione. I Liberi Consorzi esistevano già prima, dal 1986, sotto l'egida di “province regionali“. “Liberi” lo sono solo a parole, giacché nei fatti sono coatti. L’unica vera novità di questa riforma, sono le variazioni  territoriali, che i comitati promotori, che lavorano da oltre 11 anni all’iniziativa,  hanno “strappato con i denti” ad una Assemblea protesa alla salvaguardia dei giardini elettorali. Due passaggi consiliari e un referendum per comune, le prove da sostenere, non come in una gara sportiva dove stabilite le regole,  chi vince viene premiato, ma come una sporca lotta senza regole, dove chi cerca di raggiungere l’obiettivo ha tutti contro, compresi i giudici di gara. Nonostante tutto, centrato in pieno l’obiettivo… dobbiamo ancora attendere l’approvazione dei DDL che l’ARS si è rifiutato di esaminare e continua vigliaccamente a farlo.

L’unica novità dicevamo, perché è l’unica parte della riforma dove il popolo aggiunge la sua firma, dove l’apice di una democrazia è caratterizzata dall’ascolto della voce del popolo. Ma in Sicilia, forse a causa di millenni di dominazioni, il popolo è soltanto oggetto del contendere e non parte dominante del cambiamento. Cambiamento che non può avvenire se non si ascolta il popolo. 
Noi siamo i cittadini di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea, capaci di “sfidare” il volere delle aspiranti divinità e pretendenti sovrani che siedono a Palermo, il popolo di queste quattro cittadine che è riuscito ad uscire dalle logiche di potere, ad urlare la violenza che giornalmente subiscono a causa di promesse non mantenute, pronti a dare battaglia, anche legale, a questa regione che, come in una monarchia, ci considera sudditi.
Mediteremo certamente sul da farsi, ma possiamo sin d’ora annunciare che non rinunceremo mai a ciò che i nostri concittadini hanno fortemente scelto. Se tocca a noi cittadini ripristinare la legalità in Sicilia, siamo pronti a farlo. I nostri avi hanno lottato per gli ideali e la libertà,  non permetteremo a poche decine di siciliani di tradire le attese del popolo.

 

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Piazza Armerina, Giovani Democratici: un aiuto per il bonus cultura

I Giovani Democratici di Piazza Armerina, viste le numerose difficoltà riscontrate tra i neo diciottenni nell'accesso al bonus cultura, hanno deciso di mobilitarsi, mossi da quello spirito di iniziativa che contraddistingue il loro operato fin dalla nascita. 

Giorno 26 Gennaio 2016, presso il Coffe Hour, si terrà un incontro in cui si parlerà di 18app e in cui i GD piazzesi illustreranno, agli esercenti, tutte le modalità necessarie per accedere al bonus di 500€. Un opportunità unica da non perdere, viste le scarse e contraddittorie informazioni che hanno costellato questa iniziativa fin dagli albori della sua nascita. Si ricorda che 18app è un applicazione che permette di gestire il bonus cultura riservato a tutti i cittadini residenti nel territorio nazionale che hanno compiuto il diciottesimo anno di età nell'anno 2016.

Ultimo, ma non per importanza, si ringrazia la direzione del Coffe Hour che ha espresso fin da subito il proprio favor per questa iniziativa, dando la possibilità ai giovani di Piazza di ritrovarsi per discutere su una tematica che sta a loro tanto a cuore.

 

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L’ennese Andrea Manuele (FdS) al Viaggio della Memoria

Ha avuto luogo tra Cracovia ed Auschwitz, tra il 18 e il 19 gennaio, il Viaggio della Memoria organizzato dal Ministero dell'Istruzione in collaborazione con l'Ucei, l'Unione delle comunità ebraiche italiane, che ha visto coinvolti più di 100 tra ragazzi, genitori e professori, il Ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, una corposa rappresentanza del Consiglio Superiore della Magistratura e l'ambasciatore Sandro De Bernardin, che guidati dallo storico Marcello Pezzetti e con il sostanziale contributo delle sorelle Andra e Tatiana Bucci, bambine sopravvissute agli orrori dei Lager, hanno visitato i luoghi più significativi e rappresentativi dello sterminio.

Dopo aver passato il primo giorno a Cracovia, visitando l'ex ghetto ebraico, partecipando alla sottoscrizione di una lettera di intendi tra MIUR, CSM e Ucei che rinnova la collaborazione per diffondere la conoscenza e lo studio dell'Olocausto nelle scuole italiane, e ascoltando la testimonianza delle sorelle Bucci, i partecipanti hanno visitato i campi di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau.

Tra i ragazzi che hanno preso parte al viaggio anche Andrea Manuele, studente ennese che ha partecipato in rappresentanza dei ragazzi della Federazione degli Studenti, associazione studentesca presente sul territorio nazionale.

"È stata un'esperienza formativa e e molto emozionante, che ci ha segnati e ci ha fatto vedere da un'altra prospettiva rispetto ai libri e ai film il genocidio degli ebrei, la più grande tragedia del 900, grazie alla visita ai luoghi dello sterminio e ai preziosi racconti del Prof Pezzetti e delle sorelle Bucci. Siamo tornati più ricchi di valori e di conoscenze, più consapevoli delle atrocità commesse sistematicamente nei confronti degli ebrei e di altre comunità ed etnie durante la seconda guerra mondiale. Come ha ben detto la ministra Valeria Fedeli, questo viaggio ha reso ciascuno di noi testimone, e adesso il nostro compito è diffondere tra i nostri coetanei la conoscenza di ciò che la Shoah è realmente stata, per fare in modo che ciò che è avvenuto in passato non si ripeta mai più."

 

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On. Alloro: elezioni ”ex Province”, inaccettabile rinvio a dicembre

“Non ho condiviso l’approvazione dell’emendamento presentato dalle opposi-zioni che sposta da luglio a dicembre il termine entro il quale svolgere le elezioni di secondo livello Liberi Consorzi di Comuni e Città Metropolitane. Se infatti, poteva essere accettabile l’originaria proposta di spostamento a fine febbraio e quella successiva, ipotizzata per il prossimo mese di lu-glio, l’idea di votare a fine anno è veramente inaccettabile”. 
Con questa parole l’On. Mario Alloro, parlamentare regionale del PD , commenta il proprio voto contrario all’emendamento con il quale l’Ars ha rinviato le elezioni di Liberi Consorzi e Città Me-tropolitane.
 “Sono fin dalla prima ora un sostenitore del ritorno all’elezione diretta, ed ho presentato diversi atti parlamentari che vanno in questa direzione, tra i quali un apposito emendamento che raccolse il so-stegno di trentasei colleghi parlamentari”. 
“E’ inaccettabile – aggiunge Alloro – che dopo anni si vada avanti di proroga in proroga, di commissario in commissario, senza ‘normalizzare’ enti chiamati a governare concretamente il territorio e con competenze dirette in settori importanti, dall’assistenza ai disabili alle scuole, dalla viabilità ai precari. Per questo motivo ho votato contro il ddl e non capisco perché pezzi di maggioranza e del PD abbiano votato a favore”.

 

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L’Armerina calcio supera in trasferta il Nicosia. Adesso è seconda nel campionato di prima categoria

Allo Stadio Comunale Stefano La Motta di Nicosia si è svolto ieri l’incontro tra l’A.S.D Nicosia e l’A.S.D. Armerina, partita di recupero della della prima giornata del girone di ritorno del campionato di calcio di Prima Categoria. Con due reti del bomber Filippo Alessando l’Armerina ha superato il Nicosia confermando ancora una volta il buon momento della squadra piazzese che occupa il secondo posto in classifica.

L’undici del Nicosia era composto da Ridolfo, Scardino, Castiglia, Catania, Rizzo, Messina, Battaglia, Stimolo, Castrogiovanni, Bruno, Smantello, l’Armerina rispondeva con Castronovo, Greco, Minolfi, Oliveri, Catalano, Cinici, Alberti, Deoma, Libro, Anzaldi, D’Assaro.

La partita è stata a senso unico con l’Armerina che ha costantemente attaccato e costruito interessanti trame di gioco. Tra gli episodi salienti del primo tempo un rigore assegnato dall’arbitro per un fallo subito in area dall’armerino Deoma . Si incaricava del tiro dagl’undici metri Cinici che però spediva il pallone oltre la traversa. 
Nel secondo tempo, con l’ingresso in campo del bomber armerino Filippo Alessando, la  squadra del tecnico  Mirko Fauscano si fa più concreta e al tredicesimo della ripresa è lo stesso Alessandro che trasforma in gol una punizione dal limite. 
L’attaccante piazzese replica al trentesimo con un delizioso pallonetto che supera il portiere Ridolfo e di pochi centimetri la linea di porta prima di infrangersi sul palo. L’arbitro, a pochi passi, concede il gol. 

L’Armerina è adesso al secondo posto e domenica prossima dovrà affrontare in casa il Branciforti, una squadra che occupa le posizioni di coda della classifica di prima categoria. Al Sant’Ippolito si attende il pubblico delle grandi occasioni per una partita che potrebbe portare la quadra piazzese al vertice della classifica di prima categoria. 

 

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In Prefettura il Piano ANCI/Ministero dell’Interno per l’accoglienza dei richiedenti asilo

Riunione in Prefettura con i Sindaci della Provincia per un primo esame del Piano ANCI – Ministero dell'Interno per un’accoglienza diffusa dei cittadini stranieri richiedenti asilo

Ieri mattina in Prefettura una riunione con i Sindaci della provincia per illustrare il Piano sottoscritto dal Ministero dell’Interno e dall’ANCI per la progressiva realizzazione di un sistema di accoglienza dei richiedenti asilo che sia, al contempo, diffuso e condiviso con il territorio. 
Durante la riunione, in particolare, è stato evidenziato come il Piano Nazionale punti ad una graduale ed equa ripartizione delle presenze di cittadini stranieri richiedenti asilo prevalentemente attraverso l’adesione di tutti i Comuni al Sistema SPRAR o, eventualmente, tramite l’attivazione di Centri di accoglienza straordinaria da parte della Prefettura nei comuni che non dovessero aderire a tale Sistema.
Sono state poi illustrate tutte le implicazioni derivanti dall’adesione al Piano quali l’applicazione di una “clausola di salvaguardia”, che comporta l’esenzione da nuove assegnazioni per quei comuni che abbiano soddisfatto interamente le aliquote di spettanza e le possibili positive ricadute in termini di governance che potrebbero derivare da una gestione del fenomeno migratorio direttamente ad opera delle Amministrazioni comunali.
Nel corso dell’incontro, che fa seguito ad una riunione tenutasi la settimana scorsa tra il Ministro dell’Interno ed i Prefetti, è stata posta altresì l’attenzione sui vantaggi derivanti dall’adesione dei Comuni ai progetti SPRAR tra i quali una maggiore integrazione dei migranti ed un possibile coinvolgimento degli stessi in attività socialmente utili per le comunità che li ospitano.
All’esito della riunione gli intervenuti – nel manifestare interesse per il Piano Nazionale dell’accoglienza quale primo strumento operativo che tende ad una distribuzione di migranti più equilibrata e sostenibile tra le diverse realtà locali – comunicheranno a breve l’eventuale adesione delle amministrazioni ai progetti SPRAR, secondo gli indirizzi forniti dal Piano ANCI-Ministero. 

 

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Esposto del sindaco di Troina alla procura sulla gestione idrica della societa’ Acquaenna

Effettuare gli opportuni accertamenti, valutando la sussistenza di eventuali illegittimità penali e, in caso affermativo, individuare i possibili responsabili e procedere nei loro confronti.È quanto espone il sindaco Fabio Venezia, in qualità di autorità locale di salvaguardia della salute pubblica, nella denuncia – querela presentata al Procuratore della Repubblica di Enna, in merito all’erogazione continua ai cittadini troinesi, da parte della Società AcquaEnna, di acqua torbida e fangosa, nonostante il cospicuo costo delle utenze del servizio idrico.Da diverso tempo ormai infatti, nei rubinetti dei cittadini residenti nel Comune di Troina sgorga acqua per fini potabili di colore giallastro, con sedimenti fangosi e presenza di ferro oltre i limiti consentiti dalla legge, secondo quanto rilevato anche dall’Asp di Enna, nelle analisi chimiche effettuate sulle acque della condotta idrica che arriva in città, il 23 novembre scorso.

Circostanza che ha portato il primo cittadino a emanare un’apposita ordinanza, ai fini della salvaguardia dell’igiene pubblica, con la quale è stato vietato per diversi giorni ai cittadini di consumare l’acqua per uso potabile e a chiedere alla società AcquaEnna, che gestisce il servizio idrico in tutto il territorio ennese, di conoscere quali siano state le cause che hanno determinato il superamento dei valori consentiti dalla legge e quali iniziative intendessero intraprendere per evitare che simili episodi potessero ancora accadere in futuro.
“Nonostante le reiterate richieste di chiarimenti alla Società – spiega il sindaco Fabio Venezia – , non solo non si è avuta alcuna risposta ufficiale, ma l’acqua continua a sgorgare nei rubinetti degli utenti troinesi, che pagano profumatamente il servizio, sempre di colore giallastro e con sedimenti di natura fangosa, con un potenziale pericolo per la salute pubblica”.

 

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Andrea Camilleri sarà cittadino onorario di Gela

 Lo scrittore Andrea Camilleri sarà gelese ad honorem. Il sindaco Domenico Messinese, dopo aver condiviso la sua determinazione con la commissione consiliare alla Cultura, ha trasmesso gli atti al Consiglio Comunale che dovrà deliberare ufficialmente la cittadinanza onoraria al padre del commissario Montalbano. Non è solo un attestato di benemerenza quello che tributerà il Comune di Gela a Camilleri. Lo scrittore empedoclino infatti all’inizio della sua carriera, quando ancora era impensato il grosso successo dei suoi romanzi, ricevette il suo primo premio letterario proprio a Gela. Era l’aprile del 1981 e Camilleri venne premiato per “Un filo di fumo” edito da Garzanti. “La città di Gela è legata ad Andrea Camilleri – ha commentato il sindaco Domenico Messinese – non solo perché nei suoi romanzi trova spazio con lo pseudonimo di Fela. Il miglior amico dello scrittore empedoclino, Federico Hoefer, risiede nella nostra città e al loro rapporto d’amicizia è dedicato un libro scritto da due giornalisti gelesi ed uscito lo scorso anno. Insomma sono numerose le ragioni per cui la città non può non tributare la sua riconoscenza ad un acuto osservatore della nostra Sicilia, nei suoi pregi e nelle sue contraddizioni”. Per Camilleri, quella di Gela è la terza cittadinanza onoraria dopo quella conferitagli dai Comuni di Santa Fiora in Toscana, nel 2014, e di Agrigento lo scorso mese di febbraio

 

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Anci Aicilia – Urgente un intervento normativo regionale sulle ipab

   “Il sistema delle Ipab, ormai da anni, come è noto, attraversa difficoltà gravissime e, in considerazione della già drammatica situazione finanziaria degli enti locali della Sicilia, non è concepibile che, in attesa della legge di riordino, vengano accollati ai comuni i costi delle passività degli istituti e le conseguenze derivanti dall’assunzione del personale. Vi è, allo stato attuale, una situazione fortemente critica che potrebbe determinare nei comuni interessati, il dissesto finanziario”

Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’AnciSicilia, commentando l’iniziativa di 9 comuni dell’Isola che, in segno di protesta, hanno convocato per questa mattina il consiglio comunale davanti Palazzo dei Normanni.
“Ci auguriamo – conclude il presidente Orlando – che si giunga ad una soluzione concreta per fronteggiare le emergenze amministrative e gestionali con cui ogni giorno gli enti locali sono costretti a confrontarsi".
Alla manifestazione hanno preso parte i comuni di Piazza Armerina, Calascibetta, Caltagirone, Castellammare del Golfo, Collesano, Paternò, San Cataldo, Santa Flavia e Trapani.

 

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Troina: perquisizioni e sequestri di droga. Arrestato un 43enne

[COMUNICATO STAMPA] Nella giornata di ieri nel Comune di Troina, 70 Carabinieri del Comando Provinciale di Enna, coadiuvati dai Nuclei Cinofili di Catania e Palermo, hanno eseguito un servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato alla repressione dei reati in materia di sostanze stupefacenti, nel corso del quale sono state effettuate oltre 20 perquisizioni domiciliari nei confronti di soggetti pregiudicati di Troina. 

Nel corso delle operazioni i Carabinieri della Compagnia di Nicosia hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, il 43enne pregiudicato Messina Silvano di Troina poiché ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. In particolare nel corso della perquisizione domiciliare, presso l’abitazione del Messina venivano rinvenuti, all’interno di un mobile in legno, tre panetti di hashish del peso complessivo di grammi 40, una pietra di eroina di grammi 2 e 25 involucri di cellophane di colore bianco, contenenti singole dosi di eroina pronte per essere spacciate, del peso complessivo di circa 6 grammi. Veniva ritrovato, inoltre, materiale vario utilizzato per il confezionamento delle dosi, che veniva posto sotto sequestro. Alla luce dell’attività investigativa, pertanto, il Messina veniva arrestato in flagranza di reato, e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, che coordina le indagini nella persona del dott. Francesco Lo Gerfo, il medesimo veniva condotto presso la Casa Circondariale di Enna. 
Nel corso delle perquisizioni operate nei confronti di altri soggetti, veniva inoltre recuperato e sequestrato altro stupefacente, ritenuto per uso personale, in particolare complessivamente 30 flaconi di metadone e 10 grammi di marijuana, con la successiva segnalazione di 5 persone di Troina alla Prefettura di Enna.

 

 

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Virginia Raggi indagata dalla Procura di Roma per la nomina di Renato Marra

Virginia Raggi è indagata in merito alla nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele, come direttore del Dipartimento turismo del Campidoglio. Sulla vicenda il pm Paolo Ielo ha aperto un fascicolo di indagini e oggi la sindaca ha ricevuto un invito a comparire davanti ai magistrati. "Oggi mi è giunto un invito a comparire dalla Procura di Roma nell’ambito della vicenda relativa alla nomina di Renato Marra a direttore del dipartimento Turismo che, come è noto, è già stata revocata", scrive la sindaca di Roma, Virginia Raggi, sul suo profilo Facebook. Il fratello di Renato, Raffaele Marra è in carcere dallo scorso dicembre con l'accusa di corruzione per aver illecitamente ricevuto denaro dall'imprenditore romano Scarpellini. Raffaele era stato nominato da Raggi prima vice capo di Gabinetto e poi capo del personale del Campidoglio.

"Ho informato Beppe Grillo e adempiuto al dovere di informazione previsto dal Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle. Ho avvisato i consiglieri di maggioranza e i membri della giunta e, nella massima trasparenza che contraddistingue l’operato del M5S, ora avviso tutti i cittadini. Sono molto serena, ho completa fiducia nella magistratura, come sempre. Siamo pronti a dare ogni chiarimento", conclude la sindaca.

 

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Acqua: il contratto che regola il servizio idrico

Pubblichiamo oggi uno stralcio del contratto stipulato per la gestione del servizio idrico. In anni in cui vige il concetto di trasparenza dovrebbe essere banale potere visionare  un contratto che regola un servizio pubblico ma in realtà sembra sia molto difficile, anche per gli addetti ai lavori, potere disporre di questo documento.  Pubblichiamo le uniche pagine di cui siamo venuti in possesso nella speranza che l’amministrazione si decida a inserire sul proprio sito internet, così come previsto dalla legge sulla trasparenza, l’intero contratto.

Ovviamente non possiamo essere sicuri che a questo documento siano state fatte integrazioni o variazioni. Ci limitiamo a leggerlo e interpretarlo da comuni cittadini in attesa che qualcuno ne confermi o smentisca i contenuti. 

Nel contratto  l’art. 16 regola le tariffe e in particolare afferma che «nessun altro compenso potrà essere richiesto per la fornitura del servizi» se non quello derivante dal tariffario che prevede un costo a metro cubo dell’acqua per il 2017 di 1 euro e 73 centesimi. 

Interpretare la bolletta di Acquenna non è facile. Se nel conteggio del consumo idrico valutiamo solo l’acqua consumata in effetti il costo non supera la tariffa prevista, il problema è però nei costi aggiuntivi che fanno lievitare il prezzo dell’acqua a circa 3 euro e 70 centesimi a metro cubo. 
Per maggiori chiarimenti sulle varie voci in bolletta e sul loro calcolo vi rimandiamo a questa PAGINA DEL SOLE 24ORE   che chiarisce alcuni spetti del problema. 

 QUI LE SEI PAGINE DEL CONTRATTO
 

 LEGGE 36/1994 A CUI FA RIFERIMENTO IL CONTRATTO (Disposizioni in materia di risorse idriche)
 

 

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Valguarnera, il sindaco Draià: la Sanità a Valguarnera è tutelata e viene garantita oggi più che mai

Giovedì riprenderanno le vaccinazioni presso i locali del poliambulatorio, grazie all'intervento dell'amministrazione che ha prontamente provveduto alla mancanza di refrigerazione per la vaccinazione.” La notizia è stata diffusa in mattinata dal sindaco Francesca Draià che precisa:” La Sanità a Valguarnera è tutelata e viene garantita oggi più che mai, il nostro intento è quello di non tralasciare i problemi ma risolverli , come è consuetudine della nostra amministrazione, in tempi brevi”. 
“Il tentativo da parte di qualcuno di prospettare soluzioni improvvisate può essere letto solo come l’intenzione di creare un clima negativo nei confronti di un’amministrazione che sta operando nel nome dell’interesse collettivo, come mai era accaduto in passato e come molti cittadini ormai ci riconoscono”.

“Nella vicenda del frigorifero per la refrigerazione dei vaccini – continua il sindaco Francesca Draià –  la verità  sta nei fatti, che come sempre parlano chiaro. Da oggi, dopo i continui solleciti da parte dell’amministrazione,  i vaccini sono disponibili nel poliambulatorio del nostro comune e smentisco le voci fatte circolare ad arte in base alle quali gli stessi vaccini sarebbero stati a disposizione del pubblico nella sede dell’Avis. Inoltre il dott. Madonna, responsabile del servizio, non aveva preso accordi con alcun comitato ma solo con il sindaco di Valguarnera.”

“Come al solito  devo registrare la malafede di qualcuno nel distorcere le informazioni al fine di creare un clima ostile nei confronti di questa amministrazione. Un’operazione che col passare del tempo sta diventando sempre più difficile, visto che i cittadini di Valguarnera hanno ormai compreso che vi sono singoli soggetti e gruppi che perseguono obiettivi che nulla hanno a che vedere con gli interessi della città e che agiscono tentando di distorcere la verità per poi essere puntualmente smentiti dai fatti”.

 

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Caso IPAB – L’esito dell’incontro a Palermo tra sindaci e Governo regionale

Poche ore fa si è concluso a Palermo, nella sede della presidenza della regione, l’incontro tra la delegazione del Governo regionale, rappresentato dall’Assessore regionale alle Autonomie Locali e alla Funzione Pubblica, On. Luisa Lantieri , dal Capo di Gabinetto del Presidente della Regione e dal dirigente generale del dipartimento della Famiglia dott. Mario Candore con una delegazione di sindaci nei cui territori sono state avviate le procedure di estinzione delle IPAB. 

In concomitanza dell’incontro, sempre a Palermo,  si è svolto una seduta de  consiglio comunale di Piazza Armerina  presieduto dal consigliere  Lillo Cimino.

I primi cittadini hanno rappresentato al governo regionale le forti conseguenze sul piano economico-finaziario e gestionale delle prescrizioni incluse nel decreto di estinzione con le quali la massa passiva, il patrimonio immobiliare e i costi del personale delle singole Ipab vengono trasferiti ai comuni. 

Inoltre l’analisi delle singole realtà ha messo in evidenza una serie di  problematiche che pur avendo come comune denominatore la situazione economica si distinguono per fattori contingenti. In alcuni casi ad esempio il problema è rappresentato dalla ricollocazione del personale. Alcune Ipab hanno infatti nel passato assunto con qualifiche che sono totalmente incompatibili con le piante organiche dei comuni. E’ il caso del sindaco di Rosolini che si troverebbe a dover ricollocare personale addetto alle cucine. 

Nel corso dell’incontro ha preso la parola anche il sindaco di Piazza Armerina, Filippo Miroddi, che – dopo aver ringraziato pubblicamente l’On. Luisa Lantieri per l’impegno profuso in questa vicenda – ha ribadito che una eventuale applicazione definitiva del decreto di dismissione dell’Ipab condurrebbe il comune al dissesto finanziario con notevole danno per la città e i cittadini. 

L’On. Lantieri, per conto del Governo regionale,  ha rassicurato i sindaci  confermando che presto arriverà in Aula un proposta di legge in grado di apportare sostanziali modifiche alle attuali disposizioni in tema di Ipab. Inoltre verrà presto convocata una riunione con tutti i sindaci interessati a cui parteciperanno i dirigenti e i tecnici dell’assessorato alla Solidarietà Sociale, l’Assessore Micchiché e il Presidente della Regione, Rosario Crocetta. 
L’On. Lantieri ha anche rilanciato la sua proposta di trasformare l’IPAB, visto il continuo incremento dei movimenti migratori,  in un centro di accoglienza per rifugiati. Una soluzione che consentirebbe al personale licenziato di ritrovare il proprio posto e, nello stesso momento,  rendere produttivo l’ente. Se ne riparlerà nel corso del prossimo incontro tra sindaci e Regione. 

 

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Piazza Armerina – Il Carnevale in via Garibaldi

Ieri presso i locali dell’Info Point del COPAT di Piazza Armerina (via Cavour), si è svolta una riunione che ha visto presenti l’Assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo Carmelo Gagliano, i membri del COPAT, i commercianti e gli operatori turistici del centro storico, il Comitato di Quartiere Castellina.
 
Due i punti all’ordine del giorno:
 
1) la programmazione turistica 2017 e l’attivazione del percorso turistico pedonale di via Garibaldi: l’assessore Gagliano, vista la riuscita del periodo sperimentale durante le feste natalizie e vista la richiesta da parte dei commercianti e degli operatori turistici presenti, ha garantito e ufficializzato la chiusura al traffico di Via Garibaldi tutti i weekend venerdì, sabato e domenica fino al 28 febbraio. Dal primo marzo in poi la pedonalizzazione verrà resa quotidiana per permettere il transito  dei visitatori ad oggi reso difficile dalla presenza dei veicoli. Le forze dell’ordine e i mezzi di emergenza verranno dotati di appositi telecomandi per attivare il dissuasore elettronico in caso di necessità. L’assessore Gagliano inoltre ha garantito che si attiverà nel più breve tempo possibile con l’assessore al commercio Rita Marotta per poter portare in consiglio comunale una proposta sulla defiscalizzazione quinquennale delle attività commerciali della via Garibaldi sulle tasse comunali. Tale manovra spingerà così l’apertura di nuove attività commerciali.
Nel corso della riunione si è parlato anche del decoro urbano e dell’arredo urbano, poiché a seguito della donazione di n° 20 cestini da parte della Home Hotel il Comune si impegnerà a collocarli e realizzare uno schema tipo per il decoro urbano.
Il progetto di pedonalizzazione muove dal coinvolgimento del Catania Cruise Terminal (CCT) e dalla volontà della stessa società di inserire Piazza Armerina nelle escursioni delle navi da crociera con attracco al porto di  Catania. Il CCT, tra l’altro, è in procinto di concludere una trattativa per l’acquisizione di un grande e prestigioso locale nella via Garibaldi, da adibire a lounge area vip riservata ai crocieristi.
 
2) Si è poi parlato dell’organizzazione del carnevale a Piazza Armerina, che verrà organizzato tra la via Garibaldi e le altre vie nevralgiche della città dei mosaici in sinergia con il Comune, il COPAT e il Comitato di Quartiere Castellina.
 
Erano presenti alla riunione, oltre all’assessore Gagliano, alla preside Lucia Giunta, presidente del COPAT, a Massimo Di Seri, presidente del Comitato di Quartiere Castellina, Ettore Messina, Presidente dei Comuni Amici e operatore turistico, i commercianti Di Giorgio (titolare del negozio Florence), Costa Calzature, Edoardo Pecoraro, Rosario Buzzone, Philip Golino, albergatore, Guido Mangano, ristoratore, Caty Procaccianti, operatore turistico, Carmelo Di Giorgio, operatore turistico, Sara Vitali, agente immobiliare, Giuseppe Di Vita (COPAT), Carla Bonanno COPAT, Mirella Sapone (COPAT), Lavinia Garsia (COPAT).

 

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Carta Verde dell’ UNESCO per il “Rocca di Cerere Global Geopark”

Con una nota ufficiale, arrivata alla società in questi giorni, è stato comunicato che  l'UNESCO Global Geoparks Council, durante i lavori della 7a Conferenza Internazionale degli UNESCO Global Geoparks tenutasi lo scorso settembre in English Riviera UNESCO Global Geopark, ha deciso di riconfermare al Rocca di Cerere Geopark lo status di  UNESCO Global Geopark per ulteriori quattro anni, ciò  significa l'ottenimento della cosiddetta “CARTA VERDE”.

Il Rocca di Cerere Geopark, divenuto Geoparco nel 2008 e confermato tale nella sessione 2012, ha dimostrato negli anni la sua piena adesione ed un convinto apporto alle Reti Europea e Mondiale dei Geoparchi. Elementi portanti di questo riconoscimento sono la straordinarietà del suo patrimonio geologico, l'elevata geodiversità, la presenza di una strategia di sviluppo sostenibile attuata attraverso i principi della condivisione e della collaborazione con gli altri attori locali ed una intensa attività di geoturismo che integra e completa le proposte di educazione ambientale. 

"Questa bella notizia, dice Liborio Gulino Amministratore Delegato della Società, è un'ulteriore conferma della nostra buona gestione e della nostra apertura internazionale che ci onora ma ci carica di sempre più responsabilità. Tale importante risultato rappresenta un fondamentale impulso alla corretta gestione, conservazione e valorizzazione della Geodiversità nel nostro territorio, in quanto bene tutelato dall'UNESCO.
Essere Geopark infatti, non significa unicamente salvaguardare un patrimonio geologico di rilevanza internazionale ma significa anche avere una strategia per saperlo valorizzare a favore di uno sviluppo sostenibile del territorio. Proseguire con il lavoro di coinvolgimento delle comunità locali sarà la formula giusta per fare tesoro di questa opportunità. 
La CARTA VERDE dell’UNESCO, continua Liborio Gulino,  rafforza certamente lo spirito di gruppo e l'entusiasmo che tutti quanti noi, partner e soci del nostro Geopark, profondiamo quotidianamente per diffondere i valori e la cultura del territorio. Allo stesso tempo è una conferma del percorso intrapreso volto a realizzare un modello in rete di turismo sostenibile integrato in grado di assicurare un efficiente utilizzo delle risorse ambientali e culturali e capace di innescare virtuosi processi di crescita di lungo periodo.

 

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I nuovi insegnanti e la verita’ postfattuale.

La verifica dei fatti, un immane compito che ricorda la battaglia biblica di Davide contro Golia. Da essa dipende la conoscenza e il sapere tramandato. Nel secolo scorso seppur tra mille difficoltà vinse Davide (il giornalista) che smascherò ogni tipo di falsità e si ritagliò il ruolo di arbitro della società liberal-democratica. Così Joseph Goebbels veniva sbeffeggiato e smascherato da George Orwell come Stalin da Alexander Solzenicyn in contesti storici a dir poco complicati. La stampa dunque assunse un valore fondamentale nelle social-democrazie occidentali e ne divenne il tratto distintivo. Questo valore fondante però sembra superato: nell'atto secondo a trionfare è Golia, allenato dalla postfaktisch, la verità post-fattuale.

«La vera sfida per il giornalismo inteso come arte e impresa sta nel portare la realtà dei fatti alle persone che sono state preda dei discorsi populisti di pancia e non sono forse neppure particolarmente interessate a conoscere la noiosa verità. Chiunque trovi il modo di rendere la realtà dei fatti accessibile e interessante in formato tabloid o di offrirla in pillole su Facebook e Youtube meriterebbe un premio Orwell» scrive il professore Timothy Garton Ash in un suo famoso saggio.  
Si cerca dunque un modo nuovo di raccontare la realtà, adatto alla tecnologia dei post e dei video proposti sui social. Tutto dev'essere diretto, avvincente e sensazionale; si deve catturare la curiosità visiva non intellettiva. Non serve la perizia e la cura dei racconti, semmai immagini forti e discorsi brevi. Non è necessario leggere tra le righe le acute interpretazioni di colui che scrive bisogna restare ammaliati dalle sensazioni.

Che questa nuova verità abbia prodotto delle storpiature appare evidente e che influenzi la vita quotidiana di tutti, soprattutto degli adolescenti , lo è altrettanto. Concordo con Zuckenberg quando dice che il ruolo di Facebook non è quello di essere l'arbitro della verità. Pertanto tale compito dev'essere affidato a ognuno di noi e alle istituzioni scolastiche che hanno il dovere di comprendere le nuove tecnologie, il loro uso e renderle fruibili e sicure per le nuove generazioni naturalmente più pronte a recepirne l'uso. Se il processo della tecnologia avanzata è inarrestabile, allora l'unica cosa da fare è indirizzare la nostra conoscenza, abituarci ai nuovi modi di comunicare, cambiare le nostre abitudini e i riferimenti culturali a cui siamo abituati. 
Le continue sollecitazioni a cui sono sottoposti i giovani impongono agli educatori l'adozione di nuovi schemi e se prima tutto veniva semplicisticamente riassunto nel rispetto delle regole, ora la necessità è quella di fornire ai discenti una struttura morale permeata su leggi universali e su concetti condivisi. 

L'agenzia educativa per eccellenza, la scuola pubblica, sembra ancorata a principi obsoleti; si costringono i giovani a star seduti in aule, lontani dal loro mondo digitale i ragazzi si chiedono: «perché non posso fare ciò che voglio?». Finita la scuola, un universo-mondo si accende: lo smartphone. Così gli adolescenti e gli stessi educatori vengono proiettati in una realtà che per cinque sei o addirittura otto ore viene loro sistematicamente negata.
Il percorso in cui crescono le nuove generazioni è a dir poco tortuoso: in una prima fase il piccolo è al centro della vita familiare, tutte le attenzioni e le aspettative sono rivolte su di lui e non gli si nega nulla. Passato all'adolescenza, cominciano i divieti. Il bambino si sente disorientato poiché nel giro di un breve periodo cambiano i paradigmi con cui era cresciuto fino ad allora. Adesso deve fare i conti con ciò che realmente è. Questi divieti, dicevamo, vengono fortificati e amplificati nelle istituzioni scolastiche che, incuranti delle sollecitazioni esterne, continuano a perpetrare conoscenze obsolete e inutili.
Nella maggior parte dei casi il giovane percepisce queste negazioni come una ferita narcisistica e mentre nel secolo scorso canalizzava il proprio rancore verso la società, la criticava, la combatteva e cercava in tutti i modi di migliorarla, adesso vive il suo disagio interiormente. È naturale che in questo contesto il disagio possa sfociare in violenza contro se stesso o contro gli altri, l'unica ancora a cui aggrapparsi è la struttura morale di cui è naturalmente dotato.

Non è dunque necessario che la scuola imponga regole che mortificano le attese ideali dei giovani, ma deve proporsi come uno dei canali educativi e non il solo o l'esclusivo; essa ha il compito se non il dovere di fornire le linee guida, la bussola di cui parlavo la settimana scorsa in Blogico e gli strumenti critici per discernere la verità. Se noi educatori non lo facciamo, le verità post-fattuali prenderanno il sopravvento e tra qualche anno saremo qui a chiederci: «Come mai tutto questo è stato possibile?

Paolo Centonze

 

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Maltempo Sicilia: torrente esonda e travolge auto, un morto nel Palermitano

L’ondata di maltempo che in queste ore ha colpito la Sicilia ha provocato una vittima. Un uomo è morto annegato dopo essere stato travolto da un torrente esondato per le piogge torrenziali. È accaduto a Castronovo di Sicilia, nel Palermitano. Secondo le prime ricostruzioni, la vittima si trovava in auto con altre tre persone quando il corso d'acqua ha trascinato via l’auto spingendola fuori dalla carreggiata. Il bilancio è di un morto, mentre le altre tre persone a bordo del veicolo si sono salvate. L’uomo rimasto ucciso, inizialmente considerato disperso, è stato trovato più a valle senza vita. Nella zona sono intervenuti i vigili del fuoco, gli agenti della polizia stradale, i carabinieri e i sanitari del 118. La vittima è Giovanni Mazzara, 67 anni, un pensionato di Campofranco. L’uomo è stato identificato dopo alcune ore dall'incidente.

Allarme maltempo in Sicilia – L'abbondante pioggia caduta nelle ultime ore ha provocato l'esondazione di alcuni torrenti e la chiusura della statale Palermo-Agrigento nella zona di Lercara Friddi. A Palermo i pompieri sono dovuti intervenire per liberare automobilisti rimasti intrappolati nelle auto bloccate dall'acqua in diverse zone della città. A Balestrate è crollato il belvedere e i massi sono finiti sulla ferrovia. Il traffico ferroviario è stato interrotto. Ma le piogge torrenziali e i forti venti stanno flagellando da ore gran parte dell'isola, in particolare le province di Agrigento, Messina, Trapani, Palermo e Catania.

Oggi scuole chiuse in diverse città dell’isola – In molte città i sindaci hanno disposto per oggi la chiusura delle scuole. Codice rosso anche a Catania, dove il sindaco Enzo Bianco ha confermato l'ordinanza che prevede che l'attività didattica nelle scuole della città oggi sarà sospesa a scopo precauzionale. Nell'ordinanza si dispone anche il divieto di circolazione dei mezzi a due ruote, che non potranno dunque transitare fino alle 24 di lunedì notte. Scuole chiuse anche nel Messinese: a Barcellona Pozzo di Gotto, Gioiosa Marea, Brolo, Ficarra, Sant'Agelo di Brolo, Patti, Piraino, Sinagra e Montagnareale.

Scuole chiuse anche in Calabria – L'allerta meteo diramato dal Dipartimento nazionale della Protezione civile per la parte meridionale della Calabria e per la parte jonica della regione fino alla provincia di Crotone ha indotto anche qui molti sindaci a disporre, a titolo precauzionale, la chiusura delle scuole per oggi. Resteranno chiusi gli istituti di Catanzaro, Reggio Calabria e Crotone e quelli di quasi tutti i comuni della Locride.

Famiglie evacuate in Calabria – Violenti temporali, accompagnati da vento forte, stanno interessando gran parte della Calabria, colpendo soprattutto il reggino. Alcune famiglie che abitano in frazioni di Melito Porto Salvo, ha riferito la Protezione civile regionale, sono state fatte evacuare a scopo precauzionale dopo che la fiumara Tuccio ha rotto un argine mettendo a rischio alcune abitazioni. A rischio isolamento un istituto per disabili per un muro sull'unica strada di collegamento che rischia di crollare. Attenzione al fiume budello, a Gioia Tauro, che per due volte ha superato il livello di guardia durante la notte e che in passato è esondato più volte.

 

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Piazza Armerina, PD : l’On Mario Alloro nominato commissario del circolo di Piazza Armerina

Con una lettera datata 20 gennaio il segretario regionale del Partito Democratico ha nominato l’On. Mario Alloro di Enna commissario del circolo di Piazza Armerina. Viste le forti divisioni interne che contraddistinguono questo partito la nomina del deputato regionale ennese non mancherà di suscitare all’interno del PD locale una serie di polemiche. Le varie correnti interne dovranno comunque provare a dialogare in vista del convegno cittadino che dovrebbe svolgersi entro il mese di febbraio. 

 

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Ad Enna domani presentazione del libro “Suicidate Attilio Manca” di Lorenzo Baldo

Domani, 24 gennaio, ore 19,30, alla Tommy’s Wine Enoteca, nell’ambito degli appuntamenti “A cena con…” il giornalista , vice direttore di Antimafia 2000, presenta il suo ultimo libro “Suicidate Attilio Manca”. Imprimatur Editore, prefazione di Don Luigi Ciotti.

Baldo, che già con il collega Giorgio Bongiovanni è autore de “Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino”, nel suo lavoro racconta dell’urologo, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, nel messinese, che avrebbe partecipato all’intervento del boss Bernardo Provenzano. Il 12 febbraio 2004 il medico vene trovato morto a Viterbo, in un appartamento di via Monteverdi. Per la Procura sì’ è trattato di un suicidio .A causarne la morte, come accertato dall’autopsia, l’effetto combinato di tre sostanze, presenti nel sangue e nelle urine di Attilio: alcolici, eroina e Diazepam (il principio attivo contenuto nel sedativo Tranquirit). Sul suo braccio sinistro i segni di due iniezioni. Ma Attilio Manca è un mancino puro. Non fa uso di droghe e, principalmente, ha alcun motivo per suicidarsi.

E soprattutto dietro alla sua morte si intravede l'ombra di Cosa nostra. Il giovane urologo, specializzato nella tecnica laparoscopica, potrebbe aver assistito proprio a quell’intervento alla prostata al quale, nel 2003, era stato sottoposto Bernardo Provenzano in una clinica di Marsiglia, o quanto meno potrebbe averlo visitato prima o dopo l’intervento. Uccidendo il dottor Manca il boss di Corleone si sarebbe così liberato di un pericoloso testimone di quella trasferta. A distanza di più di 10 anni il mistero è rimasto intatto. Sullo sfondo si intravedono gli apparati deviati di uno Stato che non ha alcun interesse a fare luce su questa strana morte. Dietro le quinte si muovono anche quegli ambienti “ibridi” di Barcellona Pozzo di Gotto, da sempre crocevia di trame oscure di mafia e massoneria. Di contraltare ci sono due genitori ed un fratello che non hanno mai creduto alla tesi del suicidio e che da anni si battono per avere giustizia assieme a due indomiti avvocati come Fabio Repici e l'ex pm Antonio Ingroia. Ed è insieme a loro che inizia così un lungo viaggio alla ricerca della verità. Che fin da subito appare irto e pieno di insidie. Ripercorrendo le tappe salienti del caso, rileggendo le carte giudiziarie e riascoltando le loro testimonianze si intravede una debole luce in fondo al tunnel. Che indica la via da seguire per ottenere una volta per tutte giustizia e verità.

 

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Troina – Stanziati 140 mila euro per i contributi sull’acquisto di immobili nel centro storico

Continua a riscuotere uno straordinario successo di richieste di adesione, l’originale iniziativa messa in campo dall’amministrazione comunale, volta alla valorizzazione e al ripopolamento del centro storico, che prevede la concessione di contributi in conto capitale e a fondo perduto per chi acquista la sua prima casa nelle zone “A” e “B” dell’abitato.La giunta, con delibera approvata nei giorni scorsi, ha stanziato dal bilancio 2016 dell’Ente ben 140 mila euro, che andranno a finanziare le istanze dei primi 17 richiedenti, sui 29 partecipanti al bando emesso lo scorso mese di agosto, 1 dei quali escluso per incompatibilità dei requisiti richiesti.

Agli 11 cittadini rimanenti invece, attualmente in graduatoria, il contributo verrà erogato non con i fondi necessari che l’amministrazione si impegnerà a recuperare non appena sarà approvato il bilancio del nuovo anno.
“L'iniziativa di incentivare coloro i quali intendono acquistare un immobile nel centro storico – commenta soddisfatto il sindaco Fabio Venezia – , sta riscuotendo un grande successo. Ad oggi sono stati più di 50 i beneficiari di tale contributo. Per la prima volta, negli ultimi decenni, si sta avendo una inversione di tendenza rispetto allo spopolamento dei quartieri storici della città, di cui molti giovani soprattutto sono protagonisti".

Beneficiari del finanziamento disciplinato da un apposito regolamento, che ammonta al 50% del costo d’acquisto dell’immobile, fino a un importo massimo di 8 mila euro, sono tutti i cittadini residenti da almeno 1 anno nel Comune di Troina e i lavoratori che, almeno da 12 mesi, siano impiegati lavorativamente in ditte, società, cooperative o associazioni che abbiano sede nel territorio comunale, che intendano acquistare un immobile ubicato nella zona “A” e in alcune vie di quella “B” del Piano Regolatore Generale.

Il regolamento, inizialmente rivolto alle giovani coppie, alle ragazze madri, ai coniugi separati e divorziati con più di due figli a carico, per i quali il finanziamento è invece del 60%, fino a un massimo di 10 mila euro, è stato poi esteso anche ai disabili con invalidità superiore al 41% e ai single di età inferiore ai 46 anni, per poi essere rivolto, dallo scorso settembre, a tutta la cittadinanza proprio per il crescente numero di richieste avanzate.
Dal 2014 a oggi infatti, sono ben 52 le richieste di contributo giunte all’Ente: 24 sono già state erogate, 17 sono in corso di liquidazione e 11 sono in graduatoria, in attesa che vengano espletate tutte le necessarie procedure di acquisto dell’immobile e che l’Ente impegni altre risorse.

 

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Gela: cambiano gli orai di conferimento dei rifiuti

 Per venire incontro alle esigenze dei cittadini nel periodo invernale, sono stati modificati gli orari di conferimento dei rifiuti, nell’ambito del sistema del cosiddetto “porta a porta” adottato al Comune di Gela per la raccolta differenziata. Con un’ordinanza, il sindaco Domenico Messinese ha disposto una nuova fascia oraria che va dalle ore 20,30 alle ore 2,00. Le nuove disposizioni entrano in vigore stasera, lunedì 23 gennaio, e saranno valide fino al prossimo 31 maggio. Rimangono invariati i giorni della settimana stabiliti per ogni tipologia di rifiuto. I trasgressori saranno puniti con una sanzione amministrativa.

 

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Gela: presa d’atto dell’efficacia del Piano Regolatore Generale,

La Giunta Municipale di Gela, presieduta dal sindaco Domenico Messinese, ha deliberato la presa d’atto dell’efficacia del Piano Regolatore Generale, dopo che sono decorsi i termini assegnati dalla legge regionale in materia urbanistica. Da oggi, gli uffici comunali potranno rilasciare i provvedimenti autorizzativi, facendo riferimento alle nuove norme stabilite dal Prg adottato dal commissario ad acta nel 2010. Efficaci sono quindi il Piano come adottato, le norme tecniche d’attuazione ed il regolamento edilizio, mentre adesso l’amministrazione comunale dovrà operare per portare le prescrizioni esecutive in approvazione, il cui rimando è contenuto nello stesso Prg. Sull’argomento, questa mattina, il sindaco Domenico Messinese e l’assessore comunale all’Urbanistica Francesco Salinitro hanno tenuto una conferenza stampa al Palazzo di Città. Presente anche il dirigente comunale Orazio Marino. A febbraio si terrà un confronto con la Regione al Cru, Comitato Regionale Urbanistica.

 

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Enna: la Kore celebra il capodanno cinese

Per la prima volta Enna raddoppia il Capodanno. Grazie all'Istituto Confucio dell'Università Kore, infatti, dopo quello del calendario gregoriano, arriva giovedì 26 gennaio il Capodanno cinese. Per l'occasione l'Ateneo dedicherà ai propri studenti, ma anche alla città e alle scuole siciliane che vorranno partecipare, una giornata all'insegna della millenaria cultura della Cina. Ci sarà alle 13 la degustazione dei tradizionali ravioli, preceduta dalla preparazione in diretta, e verranno allestiti anche laboratori di lingua e calligrafia cinese e di carta intagliata, dalle 17 del pomeriggio aperti alla cittadinanza. 

In precedenza, alle 11.30, nell'auditorium principale dell'Università, si terrà lo spettacolo più importante della giornata con esibizioni di arti marziali cinesi e con le tradizionali immancabili danze del leone e del drago. Il tutto animato dagli studenti della Kore iscritti ai corsi di laurea in lingue, in cui è presente l'indirizzo di lingua e cultura cinese.
Per la cronaca, quello che per il calendario cinese si apre il 26 gennaio è l'anno del Gallo, il decimo segno dello zodiaco del più popoloso paese del mondo. 

 

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Protocollo d’intesa per la salvaguardia della tradizione gastronomica di troina

Creare un sistema di controllo che determini per ogni prodotto tipico la sua natura, composizione e modo di realizzazione, tale che ogni modifica apportatane venga considerata proibita, e far confluire i piatti della gastronomia locale quali la “vastedda cu sammucu”, le “nfasciatedde” e la “piciocia”, nel sistema europeo che ne definisce la “specificità”.È quanto prevede il protocollo d’intesa sottoscritto nei giorni scorsi tra l’Ente e il Consiglio Nazionale dei Chimici (CNC), siglato di reciproco accordo per salvaguardare e garantire la tradizione culinaria troinese, con particolare riferimento alla dieta mediterranea, maturato con l’intento di fornire ai cittadini, agli operatori economici e ai turisti che giungono in città, certezza dei prodotti tipici locali acquistati e consumati.

Obiettivo dell’accordo, che avrà durata biennale, sarà quello di ottenere, sulla scorta della specificità dei piatti documentata, il riconoscimento della “Denominazione di Origine Protetta” (DOP), ossia un nome che identifichi un prodotto originario di un luogo, le cui qualità e caratteristiche sono legate esclusivamente a quel particolare ambiente geografico, e la “Specialità Tradizionale Garantita” (STG), il marchio di origine introdotto dall’Unione Europea, apposto a tutela delle produzioni realizzate con metodi e composizioni tradizionali.
“Abbiamo avviato un prestigioso rapporto di collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Chimici – ha spiegato il sindaco Fabio Venezia – , che ci permetterà di valorizzare al meglio le nostre produzioni tipiche. Stiamo già lavorando al riconoscimento DOP e STG della vastedda, della piciocia e delle ‘nfasciatedde e ci auguriamo a breve di ottenere i primi positivi riscontri”.
A tal proposito, Comune e CNC elaboreranno degli appositi disciplinari di produzione dei prodotti tradizionali, dove saranno documentati e riportati il nome da proteggere come denominazione di origine (DOP) o indicazione geografica (IGP), la descrizione del prodotto, la definizione della zona geografica di provenienza, gli elementi che ne dimostrino l’originarietà dell’area di provenienza, la descrizione del metodo di ottenimento del piatto e gli elementi che stabiliscono il legame tra qualità e provenienza geografica.
 

Al palazzo municipale, sarà inoltre istituita una commissione di salvaguardia e garanzia della tradizione gastronomica locale, presieduta dal sindaco e formata da 2 componenti nominati dal Comune a titolo gratuito e da 2 esponenti del Consiglio Nazionale dei Chimici.
Gli operatori economici locali che volessero promuovere un prodotto tradizionale, in forma singola o societaria, dovranno far pervenire alla commissione un’apposita domanda, in cui dovranno essere riportati gli ambiti tecnologici di riferimento, le filiere produttive di potenziale ricaduta, la dotazione di personale dedicato alla promozione del prodotto tradizionale, le attrezzature di nuova acquisizione, la sede e il responsabile.

 

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AL VIA LE ISCRIZIONI DEI GRUPPI IN MASCHERA PER IL CARNEVALE TROINESE 2017

Fervono i preparativi in vista del carnevale troinese 2017, dopo lo straordinario successo di partecipazione e di turisti giunti da fuori porta l’anno scorso.L’amministrazione comunale, che sta lavorando all’organizzazione di un cartellone di eventi, tra i quali alcune serate di ballo che si svolgeranno nel centro polifunzionale “Peppino Impastato”, nei locali sottostanti piazza Giacomo Matteotti, rende noto alla cittadinanza che sono aperte le iscrizioni per i gruppi in maschera che vorranno prendere parte alle sfilate per le vie della città, in programma per giovedì 23 e martedì 28 febbraio prossimo.

In palio, anche quest’anno, ci saranno 3 premi, assegnati da una giuria che verrà appositamente nominata e che conferirà mille euro al gruppo vincitore, 700 al secondo classificato, 500 al terzo.
\Coloro che fossero interessati a partecipare, potranno iscriversi entro e non oltre le ore 13.00 di venerdì 17 febbraio all’Ufficio Staff del sindaco, tramite il Protocollo Generale dell’Ente.\

 

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Centuripe, arrestato un pregiudicato: deteneva l’occorrente per fabbricare ordigni esplosivi

[COMUNICATO STAMPA] Questa mattina i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Nicosia unitamente a quelli della Stazione Centuripe hanno tratto in arresto il 41enne, pregiudicato, Matteo Longhitano di Centuripe poiché ritenuto responsabile del reato di detenzione illegale di aggressivi chimici e di altri congegni micidiali.
I Carabinieri nel corso della perquisizione domiciliare, operata presso l’appartamento dell’uomo, hanno ritrovato, all’interno del vano garage, materiale esplosivo e sostanze chimiche che consentono la fabbricazione di ordigni anche di notevole potenza, confezioni di grossi petardi di genere vietato contenenti polvere pirica nonché materiale in polvere e liquido che se combinato chimicamente, consente di fabbricare esplosivi e bombe carta anche potenti.
L’uomo, già gravato da precedenti specifici, in casa aveva il materiale necessario, comprese palle di piombo e chiodi modificati da inserire all’interno degli ordigni per aumentare le capacità offensive. Rinvenute anche dei gusci di uova di gallina con all’interno della polvere la cui natura è ancora da accertare.
L’attività di polizia giudiziaria rientra in una più ampia attività di controllo svolta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Enna, sul territorio del Comune di Centuripe, dove nell’ultimo periodo si sono verificati degli strani incendi dolosi di autovetture. 
Adesso le indagini dei Carabinieri, coordinate dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Enna, Dott. Francesco Lo Gerfo, puntano a stabilire il motivo per il quale il Longhitano detenesse questo materiale.
L’arrestato ultimate le formalità di rito è stato condotto presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare.

 

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Due arrestati ieri notte a Piazza Armerina per spaccio di cocaina

La notte scorsa a Piazza Armerina sono stati arrestati due pregiudicati di Ramacca per spaccio di cocaina. Gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. durante le normali operazioni di controllo nelle zone della città dove abitualmente i giovani si incontrano, hanno notato nella tarda serata di ieri un ‘autovettura sospetta con a bordo due individui che alla vista della volante hanno tentato di dileguarsi per evitare possibili controlli. 
Dato l’allarme una seconda pattuglia è riuscita ad intercettare l’auto poco dopo con a bordo i due raddusani uno dei quali tentava di disfarsi , al momento di abbandonare l’auto, di un involucro di plastica contenente 6 grammi di cocaina.

Nel corso della perquisizione personale eseguita dagli investigatori, all’interno del giubbotto di uo dei due uomini veniva rinvenuto un coltello del tipo a serramanico, della lunghezza complessiva di 15 cm, oltre ad una piccola somma di denaro, verosimile frutto dell’attività di spaccio. La perquisizione all’autovettura permetteva di rinvenire anche un bilancino elettronico di precisione, perfettamente funzionante nonché un blister con n. 6 pillole farmacologiche di sostanza che viene normalmente utilizzata per “tagliare” lo stupefacente al fine di ricavarne un numero maggiore di dosi.

Gli arrestati sono Vincenzo Sirna, classe 1981 e Davide Cantarella classe 1988, entrambi di Raddusa e con numerosi pregiudizi di polizia.Dopo le formalità di rito i deu sono stati  accompagnati presso le loro abitazioni a Ramacca, per rimanervi, in regime di arresti domiciliari.
L’inera operazione è stata condotta dagl’ uomini della Squadra Mobile di Enna, diretti dal Vice Questore Aggiunto Gabriele Presti – e coordinati dal Commissario Capo dott. Emanuele Vaccaro – unitamente agli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Piazza Armerina, diretti dal Commissario Capo Dott. Vincenzo Sangiorgio. Le indagini sono coordinate dal dott. Francesco LO GERFO della Procura di Enna. 

 

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Valguarnera: denunciate due persone per l’incendio di tre autovetture

Le indagini dei carabinieri su tre distinti episodi che hanno occupato la cronaca nera di Valguarnera hanno portato alla denuncia alla Procura della Repubblica di Enna di tre persone del centro ennese. In particolare, è stato denunciato un giovane di 28 anni ritenuto responsabile dell’incendio di una Alfa 147 parcheggiata in via Toscana avvenuto all’alba dello scorso 20 dicembre che ha danneggiato anche la facciata dell’edificio di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Enna. I motivi del gesto potrebbero essere riconducibili ad una cessata relazione sentimentale.
Un altro giovane di 19 anni è stato denunciato poichè ritenuto responsabile dell’incendio di una Volkswagen Passat e di una Ford Ka parcheggiate tra via Arena e via Cattaneo lo scorso 10 gennaio. In questo caso la motivazione sarebbe legata, da quanto affermano i militari, a dei dissapori scaturiti da problemi di parcheggio con i proprietari delle autovetture incendiate. Infine, è stato denunciato un 45enne, pregiudicato, sempre di Valguarnera, poiché ritenuto responsabile dai carabinieri del furto aggravato di carburante  e di danneggiamento di un Fiat Iveco utilizzato per la raccolta dei rifiuti e parcheggiato nei pressi del cimitero.

 

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Hotel Rigopiano, si scava ancora: dieci persone vive, cinque vive sotto le macerie

Dieci persone, tra cui quattro bimbi, sono state tratte in salvo dalle macerie dll'Hotel Rigopiano. "Erano sotto il solaio", hanno fatto sapere i vigili del fuoco che li hanno salvati oggi. Ma i soccorritori continuano a scavare alla ricerca degli altri dispersi. Con metri e metri di neve e con temperature ampiamente sotto zero, i soccorsi hanno lavorato grazie all'ausilio delle fotoelettriche ma a ritmi ridotti. Fino a ora sono due i cadaveri recuperati. "Appena ci hanno visto erano felicissimi e non sono riuscite a parlare. Dagli occhi si capiva che erano sconvolti positivamente per averci visto", ha raccontato il vice brigadiere del soccorso alpino della Guardia di finanza Marco Bini. In questo momento sono 2 i cadaveri recuperati dalla neve e dalle macerie dell'albergo.

Sono ancora sotto le macerie, ma vivi Vincenzo Forti, Edoardo di Carlo, Giorgia Galassi, Francesca Bronzi, Giampaolo Matrone. Tutti hanno risposto ai vigili del fuoco impegnati nelle ricerca dei dispersi rispondendo ai propri nomi.

Poco dopo le 18 i vigili del fuoco hanno estratto dalle macerie dell'hotel Rigopiano tre bambini. Si tratterebbe di quel gruppo di persone che era stato individuato per ultimo. Ciò vuole che sono stati tutti salvati i bimbi coinvolti nella valanga dell'albergo in provincia di Pescara. Tra loro c'è Edoardo di Carlo di dieci anni e l'altra figlia di Parete, Ludovica di sei: “Voglio i miei biscotti”, è stata la prima frase pronunciata dalla piccola. La. Gli altri sono il figlio di Dino Di Michelangelo e Marina Serraiocco, che sarebbe tra i sopravvissuti secondo quanto riferito dal sindaco di Osimo; e il figlio di Sebastiano e Nadia Di Carlo, anche lui sopravvissuto in base a quanto riferito da una zia.

Contestazione dei parenti dei dispersi dell'hotel Rigopiano durante la conferenza stampa per fare il punto sulla situazione medica dei superstiti ricoverati a Pescara. I familiari hanno urlato, chiedendo a gran voce informazioni sui loro congiunti. "Sono sotto otto metri di neve e sono 50 ore che aspettiamo. Vergogna". Lo staff sanitario ha cercato di tranquillizzarli, spiegando che al momento si conoscono solo i nomi delle persone già arrivate in ospedale. "I nomi ce li dovete dire. Sono usciti camminando, parlano. Ci avete chiesto i segni particolari. Non è possibile che non li avete".

 

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Allo scienziato troinese Ignazio Roberto l’intitolazione della direzione didattica di Troina

Sarà intitolata alla memoria dello scienziato e pedagogista Ignazio Roberto, nato a Troina il 25 aprile del 1776, la direzione didattica della scuola primaria e dell’infanzia della città di via Gino Abbate 16.

La delibera, su iniziativa del sindaco Fabio Venezia, è stata approvata all’unanimità dal consesso civico, nella seduta svoltasi mercoledì 11 gennaio scorso, di comune accordo con il consiglio di circolo della scuola troinese, che ne ha accolto la proposta.
“Nonostante la figura di Ignazio Roberto sia molto rilevante nella storia della cultura siciliana del  XVIII° e XIX° secolo – ha spiegato il primo cittadino – , ancora non è stato degnamente ricordato dalla comunità troinese. Abbiamo ritenuto opportuno intitolargli la direzione didattica della nostra scuola non solo per riconoscergli il giusto tributo, ma anche e soprattutto per ricordare alle giovani generazioni e alle istituzioni scolastiche il rispetto dell’identità culturale, storica e civile della nostra città e della memoria dei suoi uomini illustri che con il loro operato hanno contribuito al progresso sociale, civile e culturale dell’intera nazione”.
Vissuto fino all’età di diciassette anni a Troina, che lasciò per andare a Palermo per gli studi universitari in Fisica e Matematica, Ignazio Roberto fu anche un grande cultore e esperto  di altre discipline quali l’italiano, il latino, il greco, il francese, la storia, la geografia, l’astronomia e le scienze economiche e sociali.

Tornato in città, si dedicò all’insegnamento, ma la sua intelligenza viva e geniale, influenzata da idee
illuministiche, lo portò a spaziare in molti campi del sapere.
Costruì tre mulini meccanici e diverse meridiane, occupandosi anche di balistica: inventò un cannone a doppio tiro e si dedicò anche agli studi di meccanica, tentando di applicare la forza animale alla navigazione.
Studiò architettura militare, progettando un piano di fortificazione generale per la Sicilia, ma morì improvvisamente il 14 marzo del 1834, mentre si trovava a Catania proprio per sottoporre alle autorità militari borboniche il suo progetto.
Le sue scoperte e invenzioni ebbero un’eco tale da essere divulgate in diverse prestigiose riviste internazionali, anche se il suo genio si tradusse in maniera veramente precorritrice nella pedagogia.
Nel 1815 redasse infatti un originale “Piano di educazione e di pubblica istruzione adattato alle presenti circostanze del Regno di Sicilia”, in cui espone con largo anticipo sui tempi criteri pedagogici del mondo moderno, come la creazione degli istituti professionali e delle scuole di avviamento al lavoro e concependo l’insegnamento non solo come istruzione, ma soprattutto come educazione morale e come formazione spirituale dei giovani, attraverso il costante esempio degli insegnanti.

 

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L’On. La Via: “il 2017 sara’ l’anno del tagliando per l’agricoltura europea”

Dovrà traghettare la politica agricola dalla vecchia alla nuova Pac (2020), il regolamento Omnibus contenente le proposte della commissione. La riforma a medio termine indica nuovi scenari che presuppongono strumenti più idonei ad affrontare le criticità del settore e le sfide del futuro: in campo dunque, come spiega Giovanni La Via (ApPpe), Presidente della Commissione ambiente, sanità pubblica, sicurezza alimentare “una regolamentazione più moderna ed efficace che interverrà a modificare sensibilmente i pilastri della PAC 2013: sviluppo rurale, pagamenti diretti, regolamento orizzontale, Ocm”. Semplificazione, modernità, semplicità, i cardini di una riforma attenta alle esigenze reali degli agricoltori che “da anni ormai – commenta La Via – si confrontano con una burocrazia talvolta ostica, e con norme penalizzanti per l’accesso al credito, oltre alle conseguenze della crisi economica, nonché costretti agli sgambetti di competitor sleali sul mercato”.

In particolare, le modifiche sono volte ad agevolare i giovani agricoltori; a garantire una maggiore discrezionalità agli stati membri per l'applicazione della definizione di "agricoltore attivo"; a consentire l'introduzione di uno specifico strumento di stabilizzazione del reddito del settore mirata a livello nazionale e regionale. E ancora, sono previste attività di coaching finanziate dall'UE nel contesto dei programmi operativi per frutta e verdura, così da incoraggiare gli agricoltori a creare organizzazioni di produttori, oltre a procedure semplificate per la gestione dei contingenti tariffari di importazione, e per l'impostazione della velocità di regolazione all'interno della disciplina finanziaria.
 
Guardando al futuro del settore, La Via si dice ottimista. “Il 2017 – spiega il presidente Envi –  sarà l’anno del tagliando per l’agricoltura europea: molte sono – legittimamente – le aspettative per chi opera nel settore agricolo”, dice l’eurodeputato, che aggiunge: “La commissione europea ha da poco pubblicato la relazione della cosiddetta task force dei mercati agricoli, un rapporto che, ad esempio, contiene gli stessi orientamenti politici del Parlamento europeo in tema di pratiche sleali lungo la filiera.  Troviamo, poi – informa l’on. La Via – nuovi strumenti di gestione delle crisi e dei rischi, con la proposta di abbassare la soglia di intervento dal 30 al 20 per cento.  In altre parole: sarà sufficiente un calo del reddito aziendale del 20 per cento (e non più del 30) per poter attivare questi strumenti”. 

E il 2017 sarà anche l’anno di presidenza italiana del G7, “occasione da non perdere – sottolinea Giovanni La Via – per sottolineare ancora una volta l’importanza strategica del comparto agricolo sul piano internazionale”. Tra le priorità, la rivitalizzazione delle aree rurali, l’aumento del reddito degli agricoltori e – più in generale- il miglioramento della produttività e della sostenibilità dell’agricoltura”.

 

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Il liceo Farinato di Enna primo in Sicilia nella classifica di Ludum

Il Liceo Farinato di Enna è il primo liceo siciliano nella graduatoria da Ludum , lo Science Center isolano. La classifica è stilata in base ai voti conseguiti il primo anno di Università dagli studenti provenienti dai Licei Scientifici della Sicilia sud orientale e quelli provenineti dal Farinato di Enna sono tra i primi per rendimento.
I dati sono ottenuti da una analisi delle statistiche fornite dalla fondazione Agnelli.
“Il segreto? – dice il dirigente scolastico Anna Marmo –  Un corpo docente, che da 14 anni sono orgogliosa di dirigere, stabile ed entusiasta, impegnato ad accrescere la motivazione allo studio e a guidare i giovani alla scoperta delle vocazioni personali, degli interessi e degli stili di apprendimento individuali”. 
         Il Farinato, infatti, si avvale di un sistema formativo aperto alle innovazioni tecnologiche ed agli stimoli culturali del territorio. Un sistema completo che cura globalmente, e con la stessa passione, sia l’ambito umanistico che scientifico, dando pertanto una preparazione a trecentosessanta gradi e consentendo così la scelta di qualsiasi facoltà universitaria.          Una crescita culturale permeata da una ottica di  provincia che qui sa essere una forza.
         “Una gratificazione per tutti noi, docenti, il personale non docente, gli studenti – continua la Marmo – Una valutazione che non può che far piacere alle famiglie dei ragazzi che animano la quotidianità della scuola, ma anche a quelle di chi da queste aule ha avuto lo slancio giusto per il proprio futuro. Una spinta a fare bene da parte di tutti docenti e discenti, mantenendo alto l’impegno silenzioso e fattivo delle singole componenti come in ogni squadra vincente”.

 

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Regalbuto: rapina un anziano della pensione appena prelevata alla Posta. Arrestato dai Carabinieri

[comuniato stampa] Questa mattina i Carabinieri della Stazione di Regalbuto, in ottemperanza ad un ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Enna, hanno tratto in arresto il 39enne Meli Stefano, pluripregiudicato, di Regalbuto (EN) ritenuto responsabile di rapina aggravata ai danni di un anziano. Le indagine condotte dai Carabinieri della Compagnia di Nicosia e Regalbuto e coordinate dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Enna, Dott. Francesco Lo Gerfo, hanno consentito di documentare, attraverso la raccolta di alcune testimonianze, che nella tarda mattinata del 01 dicembre 2016 un 81enne di Regalbuto dopo essersi recato all’Ufficio Postale di Regalbuto ed aver prelevato un ingente somma di denaro, mentre si trovavo lungo le vie del centro veniva avvicinato dal Meli, il quale dopo averlo immobilizzato dal bacino, torcendogli il braccio con violenza, gli strappava il denaro poco prima prelevato per un importo di poco più di 2500,00 euro, dileguandosi successivamente. Il Meli dovrà ora rispondere del reato di rapina aggravata. Dopo le formalità di rito è stato condotto presso la Casa circondariale di Enna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il Meli Stefano era stato già tratto in arresto lo scorso 28 novembre 2015 dai Carabinieri della Compagni di Nicosia, unitamente ad altri pregiudicati, per lo stesso reato. In quella circostanza l’uomo era stato fermato sempre su ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Enna in quanto ritenuto responsabile di aver compiuto due rapine in danno di anziane donne durante la scorsa estate 2015.

 

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La vicenda dell’Ospedale Chiello. È tempo di dimissioni ma nessuno le presenta o le chiede

Il sabato del Villaggio
Carmelo Nigrelli

Dimissioni! È questa l’unica parola che avremmo dovuto sentire in questa settimana vergognosa per la sanità in provincia di Enna e a Piazza. Dimissioni del manager dell’ASP di Enna, dottoressa Fidelio e/o dimissioni del Direttore sanitario aziendale dott. Emanuele Cassarà e/o dimissioni del direttore sanitario degli Ospedali riuniti Umberto I – Chiello dott. Rosario Consolo. Dimissioni dei segretari provinciali dei sindacati di complemento della direzione, dimissioni da quei sindacati di tutti i lavoratori del Chiello che a essi sono iscritti. E queste dimissioni avrebbe dovute chiederle il Sindaco di Piazza, prima di tutti. Invece silenzio, un assordante silenzio da parte delle istituzioni, da parte delle forze politiche, da parte dei lavoratori.

Perché le dimissioni? Riepiloghiamo i fatti.
Subito dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale del nuovo schema di Piano sanitario regionale che prevede il declassamento del Chiello a Ospedale di base, poco più che il vecchio ambulatorio INAM di piazza Marescalchi (LEGGI QUI kiss), grazie a Startnews ((LEGGI QUI kiss) vengono resi pubblici due documenti della Direzione dell’ASP di Enna con i quali si determina che la sala operatoria del Chiello rimanga aperta solo da lunedì a venerdì fino alle 14, che quattro infermieri di Chirurgia, Ortopedia e Cardiologia vengano trasferiti a Enna e, soprattutto, che i posti letto dei due reparti di punta, Chirurgia e Ortopedia vengano ridotti a 8, cioè il 50% di quelli che avevano 5 anni fa.
Il tutto giustificato da un tasso di occupazione che a Piazza è del 46% rispetto all’91% di Enna per Chirurgia e per Ortopedia è del 66% rispetto all’84% di Enna.

L’assessore Lantieri, che aveva salutato come un successo lo schema del Piano sanitario regionale, presa in contropiede dalla direzione dell’ASP, è andata su tutte le furie e ha subito tuonato contro il ridimensionamento di fatto del Chiello, subodorando il gioco sporco di qualcuno: “La tempistica con la quale la direzione sanitaria ha predisposto il documento è sospetta visto che giunge a pochi giorni dall’approvazione del nuovo piano sanitario”.
In un battibaleno viene pubblicato un comunicato stampa sindacale che sostiene con una veemenza imbarazzante la decisione della Direzione dell’ASP e che è firmato da tutti i sindacati, ben 10 (CISL Medici, ANAAO, AAROI, UIL Medici, FIALS Medici, CGIL FP, UIL, Nursind, Fials, Ugl) (LEGGI QUI kiss).
Passano ancora appena 24 ore e il dott. Sergio Rossitto, primario di Ortopedia del Chiello fino a pochi mesi fa, contesta la lettura dei dati utilizzati dalla Direzione dell’ASP. Infatti, sostiene, è facile dire che c’è un tasso di occupazione più basso di quello dell’Umberto I, se non si consente di operare. In altre parole: se la sala operatoria è in condominio tra chirurghi generali e ortopedici, se non ci sono i cardiologi, se gli anestesisti sono meno di quanto dovrebbero, allora non si riescono a fare tutti i ricoveri e le operazioni richieste. E, a sostegno di questa logica affermazione, rende noto che Ortopedia a Piazza ha una lista d’attesa di persone che vogliono farsi operare al Chiello di oltre 200 pazienti. Quindi a Piazza i posti letto e le sedute operatorie andrebbero semmai aumentati per fare fronte alla lunga lista d’attesa. Ciò per rispetto del paziente. Allo stesso modo è facile dire che Chirurgia ha un tasso di occupazione più basso di Enna se, oltre che avere gli stessi problemi di Ortopedia, il primario del Chiello è stato spostato all’Umberto I dove opera intensamente. Ed è facile, a maggior ragione, dire che non sono molto numerosi gli interventi in emergenza/urgenza (330 nell’anno) perché è chiaro che il Pronto Soccorso, in queste condizioni magari manda il paziente di corsa in un altro ospedale.
Probabilmente è stato questo intervento a spingere l’assessore Gagliano (LEGGI QUIkiss) a rendere noti i dati totali che indicano come Chirurgia abbia fatto in un anno 466 operazioni, Ortopedia 455, Nefrologia 256 e Ostetricia 82 che, con le 3 operazioni fatte in Otorino, fa un totale di 1262 interventi tra urgenza e programmati.

Sul piano sindacale la vicenda ha assunto toni grotteschi. Infatti Maurizio Libro, combattivo segretario del sindacato FSI USAE, ha attaccato direttamente il dott. Consolo rimproverandogli “una specifica strategia atta a smantellare lentamente le già martoriate risorse in termini di servizi e personale del RO Chiello di Piazza Armerina.” E, addirittura, ha fatto sapere che la sua organizzazione ha presentato un esposto in procura per valutare se insistono le condizioni per interruzione di pubblico servizio. 
Lo stesso sindacalista osserva su Facebook che il comunicato stampa che vedeva una lista di dieci sindacati è firmato solo dai rappresentanti di UIL e Fials, quindi tutte le altre organizzazioni o non erano presenti o non sono d’accordo con il contenuto di quel comunicato. In aggiunta chiarisce che il suo sindacato FSI USAE, la CGIL e la CISL non condividono quel contenuto e che UGL e Nursind non sono firmatari del Contratto della sanità, dunque non hanno nessun titolo a intervenire sulla questione.
Quel comunicato, dunque, sarebbe un falso. O non autorizzate sono le sigle in calce. A parte le eventuali ricadute giudiziarie, quelle sindacali e politiche sono evidenti.
Se questi sono i fatti, si capisce perché sarebbe stato giusto aspettarsi le dimissioni di alcuni dei protagonisti. Se la dottoressa Fidelio riduce l’operatività di Ortopedia sapendo che c’è una lista d’attesa di oltre 200 operazioni, non può ricoprire quel ruolo. Se il dott. Consolo lo sa e non lo dice alla Manager, è lui che non può ricoprire il ruolo che riveste. Se il dott. Cassarà non conosce i dati, non sta facendo bene il suo lavoro e se li conosce ha fatto male a firmare la riduzione dell’attività. Non può rimanere nel suo ruolo.

Se due sindacalisti hanno messo la sigla di altre organizzazioni sindacali che non condividono quel comunicato stampa hanno commesso un falso. Non potrebbero, dunque, continuare a fare i segretari provinciali. Se al Chiello ci sono iscritti a UIL e Fials dovrebbero essere loro a chiederne le dimissioni o, in alternativa, a restituire le tessere di quei sindacati.
Mi sembra che si tratterebbe di conseguenze normali. Così come sarebbe stato normale che l’amministrazione di Piazza tuonasse contro questo attacco al Chiello e invece il silenzio tombale (tombale per il Chiello). Non si è sentito neppure un sospiro del sindaco che pure è il capo della sanità in Città e l’uscita dell’assessore Gagliano, benemerita, è stata comunque timidissima, forse perché sull’argomento non ha le spalle coperte dal primo cittadino.

In queste ore si capisce perché, a inizio legislatura, alcuni consiglieri comunali obiettarono la ineleggibilità del sindaco che è dirigente della stessa ASP. E se anche l’interpretazione della legge portò a respingere quella richiesta, nei fatti è evidente come una persona che lavora come dirigente per la sanità pubblica non può nei fatti fare il sindaco, poiché potrebbe dover prendere posizioni dure contro i suoi direttori. E naturalmente non lo fa.

Carmelo Nigrelli

 

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Aidone – Ufficio dell’Agricoltura. L’assessore Serena Schillirò ringrazia l’On. Luisa Lantieri

A seguito della riorganizzazione della modifica dell'assetto organizzativo del Dipartimento regionale dell'Agricoltura, l'ufficio intercomunale dell'Agricoltura, di cui Aidone faceva parte, era stato aggregato alla condotta agraria di Caltagirone. Dopo diverse sollecitazioni degli agricoltori Aidonesi, interpretate dall'Associazione "Custodi della Terra" e rappresentate dall'Assessore all'Agricoltura del Comune di Aidone Serena Schillirò al tavolo istituzionale dell'Assessorato regionale all'Agricoltura, lo scorso 18 gennaio è stato recepito dalla Giunta regionale la modifica del nuovo assetto organizzativo, che dispone l'accorpamento delle imprese agricole ricadenti nel territorio di Aidone al comprensorio della condotta agraria Barrafranca – Piazza Armerina. 

L'Assessore Serena Schillirò e il rappresentante dell'Associazione "Custodi della terra",Nuccio Lo Monaco, che in questi mesi hanno interloquito costantemente con le istruzioni regionali, in una nota ringraziano il Governo regionale  nella persona dell'Assessore regionale Luisa Lantieri per aver mantenuto l'impegno assunto  a favore delle imprese agricole del territorio di Aidone che potranno così evitare ulteriori disagi.

 

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Hotel Rigopiano, si scava ancora tra le macerie: 4 morti, molti dispersi

Dopo una intera notte di ricerche da parte dei soccorritori si scava ancora senza sosta attorno all'Hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara, spazzato via da una slavina causata dal terremoto del CentroItalia e dalle abbondanti nevicate delle scorse ore. Fino a questo momento oltre ai due sopravvissuti, Giampiero Parete e Fabio Salzetta, che al momento della valanga si trovavano all'esterno e da lì sono riusciti a lanciare l'allarme, son solo quattro i corpi individuati sotto le macerie, tre trasferiti in elicottero all'aeroporto d'Abruzzo di Pescara e quindi portati in obitorio per gli accertamenti del medico legale, uno ancora da recuperare. All'appello però mancano una trentina di dispersi tra cui alcuni bambini. A riferirlo è stato lo stesso  direttore della struttura, che era andato a Pescara per coordinare i soccorsi dopo che la neve aveva bloccato al strada di accesso all'Hotel. "In quel momento nell'albergo c'erano 35 persone" ha spiegato Bruno Di Tommaso in tv.

Col passare delle ore le speranze di ritrovarli in vita si affievoliscono ma non crollano come ha sottolineato il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. "È  la speranza il motore dei soccorsi. Senza la speranza i soccorritori non lancerebbero il cuore oltre l'ostacolo e non continuerebbero a scavare ininterrottamente"  ha sottolineato Curcio. La situazione sul posto è drammatica. "Una roba da non credere, è stato scioccante, mai visto niente del genere. Temo ci siano poche speranze di ritrovarli in vita" ha confessato uno dei primi soccorritori ad arrivare sul posto. "È una situazione inimmaginabile. La strada per arrivare all'albergo è una trincea con neve a destra e sinistra". ha confermato anche il viceministro dell'Interno, Filippo Bubbico, arrivato all'Hotel Rigopiano con una carovana di soccorsi.

I soccorritori devono muoversi con calma perché "c'è pericolo continuo di crolli, bisogna andare avanti verificando e mettendo in sicurezza" ha ricordato ancora Fabrizio Curcio, aggiungendo: "La quantità di neve entrata nella struttura, di fatto implodendo all'interno di buona parte della struttura, ha creato un parziale collasso, la struttura si è mossa, si è spostata. Bisogna tutelare gli operatori, persone che hanno lavorato al limite dell'impossibile".  Intanto la Procura di Pescara ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio colposo.

 

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Il mal di schiena da sollevamento di carichi

Il sollevamento dei carichi da terra in maniera errata è uno dei principali motivi della comparsa del mal di schiena. Ciò, ovviamente, non vale solo per i giovani ma anche per gli adulti, spesso i più colpiti da rachialgie post-carico. Le fisiologiche curve di cui è dotata la nostra colonna vertebrale servono a ridurre le forze verticali e parallele che si applicano su di essa. Tali pressioni derivano dalla forza di gravità che tende a schiacciarci continuamente al suolo, dal nostro peso, dalle posizioni che assumiamo e dai movimenti che facciamo. I dischi intervertebrali, frapposti fra le vertebre, sono le strutture ammortizzatrici per eccellenza con fondamentale funzione di sostegno e mobilità.

Lo spessore dei dischi varia a seconda del tratto di colonna preso in considerazione. A livello cervicale lo spessore del disco è di circa 3 mm. a livello dorsale 5 mm. a livello lombare 9 mm. Questa particolare conformazione è dovuta semplicemente al fatto che nel tratto lombare si esercitano le pressioni maggiori sulla colonna, proprio perché la gravità agisce dall’alto verso il basso. I dischi subiscono le leggi dell’usura e del tempo, quelli di un bambino saranno più mobili ed elastici di quelli di un anziano perché più idratati e meno usurati. E’ importante salvaguardare la salute della nostra colonna sollevando i carichi in maniera corretta, in modo da non gravarla eccessivamente di peso. Nella stazione eretta un uomo adulto di peso medio esercita sui dischi lombari una pressione di più o meno 70-80 kg.   

Tale pressione aumenta fino ad arrivare a 110/120 kg semplicemente effettuando una flessione del busto in avanti.
Se da questa stessa posizione si arriva a sollevare un peso di 10 kg la pressione aumenta vertiginosamente fino ad arrivare a 330/340 kg.
Il carico esercitato sulla terza vertebra lombare aumenta del 30-40 % in posizione seduta (secondo Troisier e Nachemson), si riduce invece nella posizione distesa (decubito supino) che è anche quella di riposo.
E’ interessante notare come anche semplici atti come tossire o ridere possano contribuire a determinare un aumento del carico esercitato sulla nostra colonna.

Per mantenere una buona postura quando si solleva un carico bisogna sapere che la base d’appoggio nella stazione eretta è data dalla pianta dei piedi e dallo spazio tra essi. E’ chiaro che più i piedi saranno vicini tra loro e più piccola sarà la base d’appoggio con conseguente equilibrio precario. Il modo corretto di sollevare un carico da terra deve prevedere una base d’appoggio abbastanza ampia, con piedi leggermente divaricati, e soprattutto il piegamento delle ginocchia.
Altrettanto importante è mantenere il corretto allineamento della colonna, portando leggermente il busto in avanti verso il carico da sollevare e proiettando la testa costantemente verso l’alto, sul prolungamento del busto. Una buona contrattura degli addominali durante il sollevamento è in grado di assorbire circa il 30 % del carico che, altrimenti, graverebbe sul tratto lombare.
 
L’effetto della distanza del carico sulla colonna esercita una notevole influenza sulla colonna vertebrale; a tal proposito più un carico è tenuto lontano dal corpo durante il sollevamento tanto prima si affaticheranno le strutture muscolari, legamentose e articolari della colonna. Mantenere il carico vicino al corpo durante il sollevamento e il trasporto aiuta a non sollecitare eccessivamente queste strutture.
Le azioni di sollevamento dei carichi effettuate nella maniera corretta, come descritto, mantengono la nostra schiena al sicuro da eventuali traumi.

 

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Il comune di Troina chiede lo stato di calamita’ naturale e avvia una prima conta dei danni

Rientrata l’emergenza neve, con assenza di precipitazioni nevose e temperature in rialzo, che nonostante le gelate notturne rendono più agevole la circolazione urbana, ritorna alla normalità la situazione in città, con la riapertura stamane di tutte le scuole di ogni ordine e grado, i cui ingressi continueranno anche nei prossimi giorni a essere cosparsi di sale.

La giunta, con apposita delibera, ha richiesto al Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta e al Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni lo stato di calamità naturale e di emergenza, a seguito delle eccezionali nevicate che si sono abbattute su tutto il territorio comunale, mettendolo in ginocchio, nei giorni compresi tra il 5 e il 18 gennaio scorso.
Immani i problemi alla viabilità, sia interna che rurale, con strade già in stato precario interamente distrutte dalla neve, dal ghiaccio, dal sale e dai mezzi impiegati per lo sgombero, alle aziende agricole rimaste isolate, che registrano la morte di 200 capi di bestiame per assideramento e mancanza di cibo, ai commercianti e all’intera economia della città che, salvo le farmacie e gli esercizi per la vendita dei beni di prima necessità, è rimasta paralizzata per oltre 10 giorni.
Nonostante siano ancora in corso gli accertamenti per quantificare l’entità e la portata dei danni registrati, stando a una prima ricognizione approssimativa oltre 200 mila euro sono stati già impiegati dal Comune per gli interventi di emergenza effettuati senza sosta dalla Protezione Civile e tuttora in corso per il soccorso ai cittadini e alle aziende agricole, per lo spargimento di sale e per lo spalamento e lo sgombero delle vie dell’abitato e non.
Bilancio destinato purtroppo a incrementarsi di giorno in giorno con le richieste di intervento che giungono dalla aree rurali, che registrano problemi anche alle coperture degli edifici, alle colture e all’intero comparto agricolo.
“Stiamo lavorando senza sosta per cercare di limitare i disagi il più possibile  – spiega il sindaco Fabio Venezia – e di intervenire per prestare soccorso dove necessario. Invitiamo gli agricoltori troinesi e i proprietari delle aziende agricole e zootecniche a rivolgersi all’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura, cui presentare istanza per eventuali risarcimenti danni”.
E sempre a proposito di emergenza e di calamità, il primo cittadino in giornata incontrerà il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta per fare un quadro della situazione e esporre le problematiche e le criticità causate dalla neve nel territorio ennese e sui Nebrodi, in attesa di un rapido e proficuo intervento di sostegno.

 

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Terremoto Centro Italia. Slavina travolge hotel. 80 scosse nella notte

E’ stata la notte più lunga per i terremotati del Centro Italia, già segnato dalle scosse di agosto e ottobre ed tornato in incubo anche peggiore dei precedenti perché aggravato dalla tanta neve caduta in quelle zone negli ultimi giorni. Sono state almeno 65 le repliche (considerando solo quelle di magnitudo non inferiore a 2) registrate dalla mezzanotte di oggi nei territori del sisma, tra cui due di magnitudo 3.5.

Ieri, invece, la prima più forte, di magnitudo 5.1, era avvertita intorno alle 10.25 con epicentro a Montereale, nell’Aquilano. La scossa è stata sentita nel Lazio, in Abruzzo, nelle Marche, in Emilia Romagna ed in Toscana. Chiaramente avvertita anche a Roma. Poco meno di un'ora, e una seconda replica, di magnitudo 5.5, aveva sconvolto tutto il centro Italia. Una terza scossa è stata registrata alle 11:26, ancora di magnitudo 5.4  con epicentro nella stessa zona del terremoto dell'Aquila del 2009.  Alle 14.34 ancora una forte replica valutata 5.1 gradi della scala Richter (dati INGV).

 La speranza era che questo terremoto non facesse contare vittime. Purtroppo non è stato così: il cadavere di una persona è stato rinvenuto dalle macerie di un edificio crollato a Castel Castagna (Teramo). Lo ha confermato la prefettura alla Protezione civile. E’ stato il mix fatale: neve e scosse a provocare  il crollo che ha sepolto un 83enne della sua stalla in una frazione del paese.
Ed ora c’è apprensione per le persone bloccate nell'hotel Rigopiano di Farindola, alle falde del Gran Sasso pescarese, travolto da una valanga. I soccorritori hanno al momento messo in salvo due persone, Giampiero Parete e Fabio Salzetta, dall'albergo in provincia di Pescara travolto mercoledì da una valanga. Al momento dell'incidente il Rigopiano ospitava 22 turisti, oltre che il personale. I soccorsi hanno prima fatto sapere di aver scorto delle luci accese all’interno, pur ammettendo di non sentire alcuna voce. Poi la drammatica notizia: "Ci sono molti morti".

E’ direttamente l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia a far intendere la gravità dello sciame sismico in atto. “Non si è mai vista una serie di terremoti succedersi con queste modalità: la successione di quattro sismi di magnitudo superiore a 5 nell'arco di tre ore è un fenomeno nuovo nella storia recente per le modalità con le quali si  manifestato". Lo ha detto all'Ansa il sismologo Alessandro Amato dell’Ingv.

 

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Convenzione Cna-Siae: disponibile la modulistica

Convenzione Cna-Siae, presso la sede provinciale di Enna è disponibile la modulistica per usufruire degli sconti La scadenza è fissata al prossimo 28 febbraio E’ disponibile, presso la sede provinciale della Cna di Enna, sita in via Emilia Romagna 3, la modulistica per fruire della convenzione Cna-Siae rivolta alle imprese associate relativamente a: musica d’ambiente, concertini, trattenimenti danzanti, centri fitness, autotrasporto persone. Le aziende interessate a tale adempimento sono quelle che fanno uso di musica nello svolgimento della propria attività. Il pagamento, come di consueto, dovrà essere effettuato entro il 28 febbraio allo scopo anche di usufruire degli sconti appositamente previsti. Tutti i dettagli riguardanti la convenzione e le tabelle delle tariffe per il 2017 possono essere richiesti presso la sede provinciale Cna in Via Emilia Romagna 3. Si ricorda, inoltre, che entro lo stesso termine determinate tipologie di esercizi commerciali e artigianali devono provvedere al pagamento dei diritti Scf. Anche in questo caso, per usufruire degli sconti, gli associati possono ritirare la modulistica presso la sede provinciale Cna. Per informazioni è possibile telefonare allo 09351982160.

 

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Domani incontro organizzato dal comitato del quartiere Castellina : si parlerà del Chiello

Domani al Circolo di Cultura a partire dalle ore 17.30, il quartiere Castellina ha organizzato un incontro per parlare dei problemi legati all’Ospedale Chiello di Piazza Armerina dopo le ultime vicende legate al tentativo da parte dell’ASp di Enna di diminuire le prestazioni sanitarie del nosocomio attraverso una rimodulazione dei servizi. Invitati all’incontro anche le rappresentanze sindacali e l’assessore regionale Luisa Lantieri.

"C' è necessità di fare chiarezza  sull'argomento e – afferma Massimo Di Seri, presidente del comitato Castellina –  valutare eventuali iniziative da intraprendere per continuare a difendere il nostro ospedale"

 

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Troina – Emergenza neve rientrata: l’esercito lascia la citta’

Situazione sotto controllo e emergenza neve finalmente rientrata dopo giorni di intense nevicate, temperature sotto lo zero e grandi disagi alla circolazione viaria sia urbana che extraurbana e rurale, che hanno isoloto e attanagliato la città.

I militari del 4° Reggimento del Genio Guastatori dell’Esercito Italiano, giunti martedì 10 gennaio scorso su richiesta del sindaco Fabio Venezia per affrontare la drammatica situazione di allerta, hanno lasciato ieri la città, dato che il Comune è adesso in grado di fronteggiare con i propri mezzi i piccoli disagi ancora in scorso.
I 10 Genieri inviati da Palermo con 2 fuori strada, 2 bob cat cingolati, 1 ruspa e 2 camion con articolato, cui mercoledì 11 si sono aggiunti altri 4 uomini con una ruspa grande per soccorrere aree rurali, aziende agricole e bestiame, coadiuvati da mezzi comunali, volontari, Protezione Civile e Vigili del Fuoco, hanno lavorato per giorni senza sosta, per liberare anche nottetempo la città e il centro storico dalla gelida morsa di neve.

Si continua anche oggi a pulire le strade dalle deboli precipitazioni cadute la notte scorsa e a spargere sale per le vie dell’abitato, mentre piccoli lavori di sgombero vengono ancora effettuati nel centro storico, le cui strette viuzze sono state maggiormente interessate dai problemi causati dal ghiaccio e dalla neve, che in alcune zone ha sfiorato i 2 metri d’altezza.
Su ordinanza del primo cittadino tutte le scuole di ogni ordine e grado e l’asilo nido comunale sono rimaste chiuse anche oggi, dato che l’odierna nevicata, seppur di minore intensità rispetto a quelle dei giorni scorsi, insieme alla rigide temperature notturne e alla conseguente formazione di lastre di ghiaccio, ha reso pericolosa la circolazione nel centro urbano, costituendo motivo di pericolo per il traffico veicolare e la sicurezza e la pubblica incolumità degli alunni.
Sempre attivo per emergenze e segnalazioni il Centro Operativo Comunale della Protezione Civile allo 0935/ 650259 che, nonostante l’emergenza sia rientrata, raccomanda sempre la massima prudenza nella circolazione.
Le lezioni scolastiche, salvo nuove precipitazioni e disposizioni, dovrebbero regolarmente ripartire domani, giovedì 19 gennaio, dopo la lunga pausa che si protrae da quasi un mese per le vacanze natalizie.

 

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Filetti di salmone al curry con arance e barbabietole

 Il salmone è ricco di grassi polinsaturi che aiutano il nostro organismo a mantenersi sano rallentando l’invecchiamento cellulare

 

Ingredienti

 

4 tranci di filetti di salmone senza pelle

2 barbabietole

1 arancia

2 cipolle rosse

1 spicchio di aglio

1 cucchiaio di miele liquido

Curry

1 ciuffo di prezzemolo o coriandolo

Olio evo

Sale e pepe

 

Preparazione

Sbucciate le barbabietole e tagliatele a fettine spesse 1 cm. Pelate le cipolle e riducetele a rondelle. Mescolate in una ciotolina 3 cucchiai di olio con il miele,sale e pepe aggiungete un pizzico di curry e l’aglio tritato finemente. Versate metà di questo condimento sulle barbabietole e le cipolle, rigirate per condirle bene, allargatele su una placca unta di olio e infornate a 200 gradi per circa 20 minuti. Tagliate l’arancia a mezza fettine sottili. Salate e pepate i 4 tranci di salmone. Scaldate un cucchiaio di olio in una padella e dorate il salmone a fiamma alta per 30 secondi per parte. Tenetelo da parte. Mettete nella padella del salmone le fettine di arancia con una presa di curry. Cuocetele a fuoco vivo per 5/6 minuti, voltandole ogni tanto. Trasferite il pesce e le arance sulla placca e infornate per altri 7/8 minuti, finchè il salmone è cotto. Sfornate, completate con prezzemolo o coriandolo e servite.

 

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Il debito pubblico italiano e le fabbriche di debiti

IL DEBITO PUBBLICO

L’Europa con la sua ben nota puntualità ha notificato all’Italia lo sfondamento  del rapporto deficit / pil , che rappresenta per il nostro Paese l’affannosa ricerca di un’ entrata di circa 3.500 miliardi  di euro, o di una riduzione di spesa di uguale importo, dal momento che il Fondo Monetario ha ridotto le stime  previste dal patto di stabilità ed ha fissato la data del 1° febbraio entro la quale si dovranno dare precise assicurazioni.
Da parte del Governo, per bocca sia del Ministro Padoan che del Presidente del Consiglio Gentiloni, è stato assicurato che non ci sarà alcuna “manovrins”.
Mi ha sorpreso che nel corso delle sue dichiarazioni il Ministro Padoan ha anche considerato come concausa che “ le condizioni di mercato non ci hanno permesso di completare il programma di privatizzazioni”.
Il  problema delle privatizzazioni, della eliminazione delle numerose inutili e dannose società partecipate e dell’alienazione dell’immenso abbandonato e mal gestito patrimonio immobiliare, sono problemi che si trascinano da decenni.
E’ mancata, e continua a mancare, la volontà  e la capacità politica di affrontare in modo serio questi problemi.
Da oltre tre anni, il 7 settembre 2013, in una mia nota pubblicata  su questa testata giornalistica e  riportata  alla pag. 87 del mio libro “ Cronaca e riflessioni sulla politica italiana”, a commento della seguente dichiarazione fatta dal Presidente dell’Antitrust prof. Pitruzzella  “ prima di pensare a vendere quote di società pubbliche, come ENI e ENEL, sarebbe più opportuno concentrare l’attenzione sulle dismissioni dell’enorme patrimonio pubblico” avevo fatto  queste considerazioni:
“Il Prof. Pitruzzella sa bene che il problema delle dismissioni di quote di società e di beni immobili si trascina da tempo, sempre promesso dai Governi in carica che si sono succeduti negli ultimi venti anni, ma mai realizzato. Non è stato realizzato quando sia  le quotazioni di borsa dei titolo ENI e ENEL, che le valutazioni degli immobili, erano di gran lunga migliori di quelle realizzabili oggi. Nella stessa nota suggerivo la possibilità di creare un fondo nel quale conferire sia le partecipazioni azionarie, che l’immenso patrimonio immobiliare. Interessare gli Istituti di Credito e le loro fondazioni, i grandi gruppi assicurativi e le grandi finanziarie di  a sottoscrivere  il capitale che, con le valutazioni correnti è stato valutato circa 500mila miliardi di euto.
I sottoscrittori potrebbero trarne  notevole profitto nel medio termine, dal momento che le prospettive di superamento dell’attuale crisi migliorerà di molto i relativi valori di carico, e lo Stato potrebbe ridurre del 25% il suo debito, valutato allora circa 2/milioni di miliardi di euro.”

Con altre mie note, sempre pubblicate su questa stessa testata, ho sottolineato i risultati dell’esame  fatto su molte delle società partecipate e delle municipalizzate, la maggior parte delle quali, per non dire la quasi totalità, non solo non realizzavano gli scopi per i quali erano state costituite, ma rappresentavano vere e proprie fabbriche di debiti.
Il 12 febbraio 2016, quando la stampa, trattando del “sacco” di Roma, portò a conoscenza della pubblica opinione come veniva gestito l’immenso patrimonio immobiliare della Capitale (immobili dati in comodato gratuito, appartamenti di lusso affittati per pochi euro al mese, appartamenti occupati arbitrariamente etc), nella mia nota dal titolo “Debito pubblico e crisi finanziaria”, pubblicato come sempre da questa testata e trasmesso anche al Ministro delle Finanze  Padoan, così scrivevo: “I fatti portati a conoscenza in questi giorni sull’affittopoli di Roma, ci spiegano il vero motivo per cui la cessione dell’ingente patrimonio immobiliare risulta una operazione piuttosto difficile.
Solo un serio cambio nei comportamenti dei nostri governanti di turno potrà valutare seriamente questo annoso problema, la cui soluzione farebbe diminuire sensibilmente il nostro debito pubblico ed eviterebbe all’Italia il continuo, e a volte molto interessato, richiamo da parte degli organismi europei.

angiolo alerci

 

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10 cibi purificanti: l’alimentazione detox per rimettersi in forma dopo le feste

Spesso durante le feste natalizie si accumula qualche chiletto e ci si ritrova a Gennaio con rotolini che prima non c'erano, gonfiori, sensazioni di pesantezza e mal di stomaco. Per tornare in perfetta forma è bene iniziare subito con un regime alimentare sano ed equilibrato, puntando sui cibi purificanti che disintossicano e depurano l'organismo dagli eccessi delle festività. Ecco i 10 cibi che non possono mancare nel tuo carrello della spesa in questi primi giorni di Gennaio. Acqua: l'ingrediente indispensabile quando si vuole purificare e depurare l'organismo.

L'acqua è essenziale per idratare il corpo ma anche per aiutare la depurazione del fegato dopo il periodo di bagordi delle festività natalizie. L'ideale sarebbe bere dai due ai tre litri di acqua al giorno, preferendo quelle ricche di sali come magnesio e calcio che stimolano l'azione "pulente. Limone: usato sia in cucina che per i rimedi di bellezza naturali, il limone è ideale per aiutare la digestione dopo un pasto non troppo leggero e soprattutto per depurare l'organismo. Il segreto è bere appena svegli prima di fare colazione un bicchiere d'acqua a temperatura ambiente nel quale avrai miscelato del succo di limone. Avena: ricca di proteiene, è perfetta per cominciare la giornata insieme  a una tazza di latte; l'avena permette di purificare l'organismo e soprattutto stimola il metabolsimo, accelerando quindi la perdita di peso. Yogurt: un alimento alleato dell'intestino.

Quando l'equilibrio di quest'ultimo è compromesso, si rischia di accumulare grasso più facilmente: lo yogurt e gli alimenti ricchi di probiotici aiutano a ristabilire il corretto equilibrio stimolando così la corretta funzionalità dell'intestino. Alga spirulina: alcune alghe sono essenziali per la loro azione depurativa. L'alga spirulina per esempio assorbe le tossine presenti nell'intestino contrastando le patalogie che lo riguardano come ad esempio l'intestino pigro e irritabile e la sua azione purificante arriva fino al sangue. Olio extravergine: se viene utilizzato con moderazione l'olio può rivelarsi un ottimo alleato per il nostro organismo perchè purifica il fegato immagazzinando le tossine presenti nel nostro corpo, permettendo così al fegato di lavorare in maniera corretta. Broccoli: questo ortaggio è uno degli alimenti indispensabili per svolgere un'azione detox sul nostro organismo.

I broccoli infatti aumentano la produzione di enzimi naturali in grado di eliminare le tossine dall'organismo. Mela: un alimento che in genere non manca mai nelle dispense, è uno dei cibi più purificanti. La depurazione è favorita dall'acido malico, dall'acido tartarico, ma anche dal magnesio, dallo zinco e dalla vitamina C contenuti al suo interno. Le due varietà consigliate maggiormente per durare l'organismo sono le Stayman e le Granny Smith. Asparagi: questo ortaggio è particolarmente consigliato per la sua azione depurativa e drenante. Gli asparagi infatti sono ricchi di acqua e per questo motivo sono un toccasana per i reni: contrastando il ristagno dei liquidi e drenando quelli in eccesso sono perfetti per eliminare le tossine e depurare l'organismo. Finocchio: un ingrediente perfetto da consumare crudo, cotto, in centrifugati e addirittura tisane è perfetto per stimolare la diuresi e la funzione corretta dell'intestino. Contiene pochissime calorie ed è quindi adatto per rimettersi in forma dopo le feste. 

 

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Nevica senza sosta in Abruzzo e Marche: oltre 90mila utenze senza energia elettrica

Strade bloccate, auto in panne, continue interruzioni dell'erogazione di corrente elettrica. Sono queste le principali criticità che decine di migliaia di cittadini, residenti tra l'Abruzzo e le Marche, sono costretti a vivere da ieri mattina, da quando cioè il maltempo e la neve hanno raggiunto il picco di intensità nelle regioni del centro sud Italia, provocando anche un morto nel brindisino, a Ceglie Messapica.

La situazione peggiore viene registrata in Abruzzo e nel sud delle Marche, tra le province di Ascoli Piceno e Fermo, dove nella giornata di ieri numerosi comuni sono rimasti senza corrente elettrica e migliaia di cittadini non hanno potuto neanche riscaldarsi. In Abruzzo la Regione ha avviato la procedura per la richiesta dello stato di emergenza nazionale, e anche qui ieri 300mila persone sono rimaste senza elettricità. A Sant'Omero, in provincia di Teramo, un ragazzo è rimasto ferito dal crollo di un tetto ricoperto di neve. La carenza di energia elettrica ha portato alla chiusura dell'ospedale di Atri, mentre almeno 5mila persone sono state interessate anche da grave carenza idrica.

Tale situazione è stata causata dall'interruzione della fornitura di energia sui Pozzi Mortaio D'Angri-Tavo Nord, con conseguenti cali di pressione o difficoltà ad erogare acqua in diversi comuni. Nel frattempo è esondato il fiume Pescara, e l'omonima città costiera è, in alcuni tratti, stata sommersa dall'acqua. Alle 8 di questa mattina risultavano 87mila le utenze ancora senza luce: 48 mila nel teramano, 27 mila nel chietino e 12 mila nel pescarese. Migliaia di persone sono però ancora senza corrente elettrica, e spesso senza possibilità di riscaldarsi, anche in provincia di Ascoli Piceno a causa di un grave guasto alla linea Enel.

 

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Chiello, Piazza Armerina – L’ass. Gagliano:”ecco i numeri”. FSI USAE ”strategia per smantellare”

I numeri sull’occupazione di posti letto dell’ospedale di Piazza Armerina rischia di diventare  un giallo. La discordanza tra i numeri in possesso della direzione generale dell’ASP e quelli forniti da fonti interne del Chiello ha innescato una grande polemica in questi giorni. Chi ha ragione? Il direttore Cunsolo dell’Asp che addirittura prevede una rimodulazione verso il basso dei servizi o chi, come l’assessore comunale alla sanità Carmelo Gagliano, dati alla mano, sostiene che il presidio ospedaliero ha un’attività di tutto rispetto? 

Pubblichiamo il prospetto fornito da Carmelo Gagliano e ci chiediamo chi debba controllarne la veridicità in maniera oggettiva, visto che da questi numeri dipende un adeguato servizio sanitario che ha come oggetto la salute dei cittadini. Se i dati dell’ospedale sono stati manipolati , ma è solo una ipotesi, chi deve risponderne? Potrebbe configurarsi una qualche forma di reato? 

L’assessore Carmelo Gagliano, operatore dell’ospedale Chiello, nelle scorse ore ha avuto modo di parlare con il direttore sanitario dell’ASP, Dott. Emanuele Cassarà. “Ho fatto presente al dirigente che i numeri prodotti dal chiello nel 2016 non sono quelli di un ospedale in difficoltà e rientrano nei parametri previsti dalla legge”. “Cassarà mi ha assicurato – continua Gagliano – che avrebbe subito chiesto informazioni dettagliate e da quanto mi risulta gli uffici del Chiello hanno avuto l’ordine di predisporre i prospetti statistici dell’attività ospedaliera nel 2016”

Nel frattempo è giunto in redazione un comunicato stampa del sindacato FSI USAE sottoscritto da Maurizio Libro che afferma :
“Da tempo è in atto da parte della direzione sanitaria dei Riuniti Chiello — Umberto I diretta dal Dr. Rosario Consolo  una specifica strategia atta a smantellare lentamente le già martoriate risorse in termini di servizi e personale del RO. Chiello di Piazza Armerina. Più volte questa G.S. FSl USAE ha contestato il modo ed il metodo con cui si è proceduto ad edulcorare i dati circa i tassi di occupazione  e delle attività svolte tanto da costringere questa organizzazione a presentare un esposto in procura per valutare se insistevano le condizioni per interruzione di pubblico servizio.”

I DATI FORNITI DALL'ASSESSORE CARMELO GAGLIANO

Il comunicato stampa del sindacato guidato da Maurizio Libro

 

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Chiello di Piazza Armerina: falsi i dati sull’ indice di occupazione dei posti letto

Controcanto predilige temi di politica nazionale, pur tuttavia non può esimersi dal parlare delle tante, forse troppe, inesattezze e bugie che riguardano il paventato ridimensionamento dell’Ospedale “Chiello”. 
Come potrei non commentare, proprio io che sino a ieri, per ben 40 anni in quell’Ospedale ho lavorato, dirigendo uno dei reparti che oggi vengono gratuitamente incriminati? Mi occuperò infatti dell’Unità operativa di Ortopedia e Traumatologia, lasciando al chirurgo generale la difesa, che certo non tarderà  ad arrivare, dell’onorabilità del suo reparto, come sto facendo io, per la mia. 
Nei giorni scorsi avevo già espresso seri dubbi sulla poca credibilita' del cosiddetto salvataggio dell’Ospedale. Scrivevo: «Vorrei ricordare che quest'anno si terranno le elezioni regionali e al piano presentato dovrà essere fatta la tara. I fatti dicono che ortopedia, chirurgia e medicina non hanno primario e medici sufficienti, così come anestesia e cardiologia. Nessun ottimismo quindi ed un invito ad operatori e cittadini  a non abbassare la guardia. L'esser autonomi da Enna poi, solleticherà forse le nostre aspirazioni autonomistiche ma non aiuterà certo il nostro ospedale!». Non pensavo certo, mentre scrivevo, che non bisognasse abbassare la guardia al cospetto dei sindacati! 

Oggi infatti resto basito nel leggere il commento di questi sedicenti sindacati afferenti all’Asp che, dando manforte al direttore generale, scrivono che la direzione aziendale ha solo, molto opportunamente, proposto una «rimodulazione inerente l’utilizzo del personale…in ragione delle percentuali di utilizzo ed occupazione dei posti letto …», e continua  «che è a tutti noto come l’ospedale Chiello abbia un indice di occupazione dei posti letto inferiore agli standard minimi previsti per i reparti chirurgici ed una attività in emergenza assolutamente risibile». 

A parte il tono offensivo nei confronti  della professionalità e del costante impegno dei medici e del personale tutto del mio vecchio ospedale, per controbattere alle affermazioni riportate, Controcanto può dimostrare come il reparto di ortopedia e traumatologia nel 2016, da solo, abbia eseguito 475 interventi e non parte dei 330 interventi riportati come totale al Chiello, come si legge nel documento della direzione aziendale. 

I dati cui tali sindacati fanno riferimento sono quindi palesemente falsi. 
Orbene, che la direzione aziendale possa, su dati per così dire inesatti, costruire il ridimensionamento dell’ospedale può avere una sua ratio (ovviamente non condivisibile), ma che i sindacati avallino tale scelta è a dir poco incomprensibile. Certo è che il sindaco, massima autorità in tema di sanità nella Città, dovrebbe tempestivamente chiedere l’annullamento della proposta. 
Trovo sgradevole, a essere eufemistici, che si condividano proposte così esiziali per una comunità senza sentire i propri iscritti, per quelli che potrebbero essere individuati come piccoli interessi di bottega che poco hanno a che fare con l’essenza stessa del sindacato che a tutto dovrebbe tendere tranne che a far prevalere i propri interessi a scapito di quelli di altri. Oltre alla verifica delle cifre avrebbero dovuto ad esempio accertarsi in quante sedute operatorie sono stati eseguiti i 475 interventi in esame e, venendo a conoscenza  che il reparto ha occupato la sala operatoria solo per due mattine la settimana, dopo aver paragonato questi numeri a quelli di reparti omologhi, forse non avrebbero stilato il documento in questione. 
Del pari avrebbero dovuto informarsi sull'esistenza della tanto millantata lista d’attesa contenente circa 200 pazienti, numero esorbitante perché, se cosi fosse, smaltendola anche parzialmente  potendo operare 4 o 5 giorni la settimana, la percentuale indicata sarebbe ben superiore all’accettabilità senza bisogno di fare sgradevoli paragoni che attengono alla capacità professionale. 

Tradotta in soldoni, non puoi da un lato impedirmi di operare e dall’altro accusarmi di non operare! Ed ancora avrebbero dovuto controllare quanti medici siano ad oggi in organico in quel reparto e se, con il pensionamento del direttore di U.O. complessa sia stato dato incarico ad alcuno per la sua sostituzione, se non come responsabile di U. O. complessa almeno come responsabile di U. O. semplice. 

Di questo avrebbero dovuto occuparsi e non di azzannare i polpacci degli straccioni. Ma si sa, il cane azzanna sempre chi sta peggio di lui, non certo chi può allontanarlo con un calcione. E parlo ovviamente dei sindacati medici perché, a ben scorrere l’elenco delle sigle firmatarie del documento cui si fa riferimento, non si scorge la sigla Fsi Usae. Chissà perché? Forse perché il responsabile territoriale è di Piazza Armerina? A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina! 
Una perla di ipocrisia la chiosa finale: l’offerta sanitaria non può diventare una questione di campanile…“Controcanto” che pure in tempi in cui la piazza rumoreggiava per abbandonare Enna matrigna, si schierò  con il vecchio capoluogo e non più tardi di qualche giorno fa scriveva che era una iattura l’aver perso lo status di ospedale riunito, non può che essere d’accordo. Resta da chiedersi, ovviamente, di quale campanile si parla!

SERGIO ROSSITTO

 

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Istanbul, arrestato il presunto killer di Capodanno: ”Ha confessato”

La polizia turca ha interrogato Abdulgadir Masharipov, il sospetto terrorista uzbeko dell'Isis accusato dell'attentato di Capodanno compiuto nel nightclub “Reina” della città turca e in cui sono morte 39 persone. Lo riferiscono i media turchi. Masharipov è stato arrestato nella serata di lunedì – dopo circa due settimane di ricerche – nel corso di un'operazione di polizia nel quartiere di Esenyurt, alla periferia europea di Istanbul. La notizia della cattura del presunto killer è stata inizialmente diffusa dal sito web del quotidiano Hurriyet, poi dalla Cnn turca e da altri media locali e infine confermata dal premier. I media hanno diffuso le immagini di Masharipov trascinato in manette dai poliziotti di fronte a telecamere e fotografi. È stata inoltre subito diffusa una foto in cui si vede il volto del presunto attentatore del Reina con ecchimosi e ferite e macchie di sangue sulla maglia.

Masharipov  avrebbe confessato

L’uzbeko avrebbe ammesso durante l’interrogatorio le sue responsabilità nell’attacco di Capodanno. Il governatore di Istanbul, Vasip Sahin, ha detto che Masharipov si era addestrato in Afghanistan. Citato dall'emittente “Cnn Turk”, Sahin ha aggiunto che Masharipov è nato nel 1983 in Uzbekistan e parla quattro lingue. Secondo quanto riferito dalla polizia, Masharipov ha tentato di nascondersi sotto il letto quando le forze dell'ordine hanno fatto irruzione nell'appartamento in cui risiedeva da alcuni giorni. Dopo l'attentato di Capodanno Masharipov, secondo la testimonianza della moglie arrestata lo scorso 11 gennaio, si era recato in una casa del quartiere di Zeytinburnu, dove si trovavano anche la moglie e i figli. L’uomo avrebbe poi lasciato quell'abitazione insieme al figlio più grande che risultava scomparso insieme a lui. La polizia turca sostiene che Masharipov sia arrivato nella provincia anatolica di Konya, in Turchia, con i suoi due bambini all’inizio del 2016. Avrebbe poi affittato una casa nel quartiere Basaksehir di Istanbul a fine dicembre e avrebbe lasciato l’abitazione il 31 dicembre prima dell’attacco. Il prefetto di Istanbul ha confermato che anche le sue impronte digitali corrispondono con quelle dell'attentatore del Reina.

Fermati anche altri presunti militanti jihadisti
Da quanto è emerso, Abdulkadir Masharipov è stato arrestato con il figlio di quattro anni e altre cinque persone (due uomini e tre donne) nel quartiere di Esenyurt. I cinque arrestati sarebbero ritenuti componenti di una cellula jihadista affiliata all'Isis: secondo le informazioni lasciate filtrare dalle forze di sicurezza avrebbero passaporto di Senegal, Egitto, Somalia e Kirghizistan. Quando la polizia antiterrorismo turca è piombata nell'abitazione di Istanbul in cui il presunto killer si nascondeva, lui avrebbe fatto resistenza. Non è chiaro tuttavia se ci sia stato anche uno scontro a fuoco. Masharipov sarebbe stato quindi portato da un medico della polizia per alcuni controlli sanitari, come avviene solitamente nelle operazioni antiterrorismo in Turchia, prima di essere trasferito in un commissariato di Istanbul.

Il presunto killer era nascosto in un covo dell’Isis
Abdulkadir Masharipov si sarebbe nascosto tre giorni fa nell'abitazione in cui è stato arrestato. Lo riferisce Ntv, secondo cui si tratterebbe di un covo dell'Isis e le persone trovate insieme a lui sarebbero anche loro militanti jihadisti. Nella casa sono state trovate armi e 197mila dollari. La polizia ha sequestrato anche 2 pistole con i relativi caricatori, una pistola ad aria compressa, un drone e alcune sim card. L'attentato della notte di Capodanno era stato rivendicato dallo Stato islamico che ha motivato l'azione come un gesto di vendetta contro il coinvolgimento militare della Turchia in Siria.

 

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Polizia di Stato: Insediata stamane la dott.ssa Chiara Ricco Galluzzo

Ieri mattina, il Questore Antonino ROMEO ha presentato agli uomini del Commissariato distaccato di P.S. di Nicosia il nuovo Dirigente Dott.ssa Chiara Ricco Galluzzo. Il neo Commissario Capo, assegnata dal Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, alla Questura di Enna, è la prima donna chiamata a dirigere l’Ufficio di Polizia della parte nord della provincia. 

Il Questore, che nell’occasione ha voluto presenziare personalmente all’evento, insieme ad altri Funzionari della Questura, ha espresso soddisfazione ed entusiasmo per l’insediamento del nuovo Dirigente, sentimenti condivisi da tutto il personale che ha accolto calorosamente la Dott.ssa Ricco Galluzzo.
Si tratta di un incarico di grande prestigio in considerazione del ruolo nevralgico che il Commissariato di Nicosia riveste nel compendio delle attività volte all’affermazione della legalità in quel territorio e alla garanzia di un servizio sempre più rispondente ed attento alle esigenze della cittadinanza. 

 

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Oasi di Troina: chiarimenti sulla vicenda di cyber spionaggio

[COMUNICATO STAMPA] Nel corso del 2008, le società del gruppo della Fondazione Oasi vennero in rapporti con l’Ing. Giulio Occhionero della Westlands che offriva la disponibilità a fornire a mero titolo gratuito, l’intermediazione necessaria con gli istituti di credito nazionali ed internazionali per ottenere un prestito che ripristinasse l’equilibrio economico–finanziario della Fondazione. La Westlands, successivamente, al fine di condurre in porto l’operazione di finanziamento, chiese alla Fondazione di avere assegnati anche gli incarichi legati al contenzioso per l’anatocismo nei confronti di alcuni istituti di credito. Tali contenziosi erano stati già avviati ed incardinati precedentemente dalle società della Fondazione. Le società Oasi deliberarono in tal senso e tuttavia, la Westlands non esplicò i poteri conferiti, né subentrò nei giudizi: di fatto, Westlands non apportò alcuna utilità nella gestione del contenzioso fra le società del Gruppo Oasi e le banche. La Westlands, quindi, rimase sostanzialmente inadempiente agli incarichi professionali ricevuti, tanto che, a distanza di oltre due anni dall'instaurazione dei rapporti di consulenza, non aveva procurato, come promesso, alcun Istituto finanziario o bancario per realizzare l'operazione di finanziamento, né aveva instaurato o era subentrata in alcuna causa o in alcuna trattativa extragiudiziaria. In tale inconcludente situazione, le società Oasi decisero di risolvere i rapporti professionali con la Westlands, essendo irrimediabilmente venuto meno il rapporto fiduciario. Nel novembre del 2010,  pertanto,  le società  revocarono le  procure. 

Da qui la presentazione da parte di Westlands di una denuncia penale, con l’ipotesi del reato di truffa ai loro danni, poi archiviata dal PM perché penalmente irrilevante. Seguì una successiva causa civile avviata sempre dalla Westlands, il cui primo grado di giudizio, però, ha visto rigettate tutte le richieste in quanto, come argomentato nella sentenza del Tribunale di Roma del dicembre 2014, <>. Peraltro, la buona fede delle società Oasi è pienamente dimostrata dalla circostanza che furono puntualmente pagate alla Westlands le spese previste contrattualmente anche nel caso di revoca degli incarichi e che, altresì, dichiararono la propria disponibilità ad integrare quanto già pagato purché venissero dimostrate le attività realmente espletate dalla Westlands.

IRCCS – Associazione Oasi Maria SS
Ufficio Stampa – Addetto Stampa

 

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Oasi di Troina : un progetto sperimentale sostenuto dalla Fondazione Vodafone Italia

Un’iniziativa dell'IRCCS Oasi Maria SS. Onlus di Troina finalizzata al miglioramento delle condizioni di salute delle persone con disabilità, interconnettendo realtà e virtualità. Il progetto si chiama “M.A.C (Mi abilito a casa)” ed è rivolto a ragazzi e adulti con disabilità intellettiva e vede il sostegno di Fondazione Vodafone Italia.

L’iniziativa è stata pensata per andare incontro alle esigenze manifestate dai ragazzi per sperimentare in maniera attiva e partecipativa il loro contributo alla vita familiare e sociale dell’ambiente di appartenenza e nasce a seguito di un'altra sperimentazione con risultati positivi svolta in un ambiente di realtà virtuale immersiva. I dati emersi hanno evidenziato la necessita’ di fornire nuovi strumenti per continuare a casa l’attività di abilitazione e le sedute di insegnamento-apprendimento. Il progetto MAC si compone di due fasi: una che consiste nella elaborazione del software e dei programmi, la seconda nello studio pilota con i ragazzi. Dopo un periodo di tutoraggio i ragazzi continueranno l’attività di abilitazione a casa per venti sedute alla fine dei quali seguirà una valutazione sui risultati ottenuti e soprattutto la valutazione dell’impatto di questo tipo di programma sulla realtà concreta. Il sistema MAC tecnicamente si compone di 4 parti fondamentali. Innanzitutto un server che gestirà la comunicazione tra i diversi dispositivi e il Database. Poi dei TV touch screen permetteranno agli psicologi di somministrare in istituto i task (ovvero rispondere a domande relative ad attività quotidiane semplici che i pazienti dovranno svolgere). Questo sistema serve per valutare quale protocollo abilitativo il paziente dovrà eseguire a casa.  Una terza parte è costituita dai client PC che permetteranno ai medici e ai tecnici di configurare il protocollo abilitativo  domiciliare   e   di  monitore  da  remoto   il  paziente  durante  l'intero  processo

abilitativo che verrà eseguito sui tablet che rappresentano l’ultimo segmento tecnico del sistema MAC. Tra i vantaggi, l’aspetto della deospedalizzazione che determina un risparmio economico a carattere sociale e familiare, quest’ultimi infatti non sono costretti a viaggiare per l’ospedale, sostiene una migliore interazione familiare, grazie ad un’attività residenziale, e favorisce nuovi apprendimenti utilizzando la dimensione ludica offerta dagli strumenti telematici. Il progetto “M.A.C (Mi abilito a casa)” è stato cofinanziato dalla Fondazione Vodafone Italia. L’iniziativa, infatti, rientra tra quelle vincitrici del bando per la digitalizzazione del Terzo Settore dal titolo “Digital for Social”, promosso e ideato dalla Fondazione Vodafone in collaborazione con il Gruppo 24 Ore. Su circa 600 organizzazioni non profit coinvolte e più di 470 candidature vagliate, 19 sono stati i progetti selezionati e tra questi quello dell’Associazione IRCCS Oasi Maria SS. Onlus di Troina alla quale andranno circa 66 mila euro su un importo complessivo di due milioni di euro investiti dalla Fondazione Vodafone in tutta Italia per migliorare l’inclusione sociale dei soggetti più deboli.

 

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Gli individualismi nella societa’ tecnocratica

Esiste una dicotomia tra gli elementi populisti che costituiscono l'essenza della rappresentanza nella società tecnocratica e le leadership forti e riconoscibili dei movimenti. Sembra che da una parte si tenda a dar l'impressione che le scelte siano collegiali per far sì che le responsabilità ricadano sul gruppo, mentre dall'altra gli organi direttivi tracciano le linee guide del pensiero collettivo. La coincidenza tra rappresentanza pubblica e collettivismo astratto è servita ai popoli per celare responsabilità nei più cruenti ed efferati eccidi che la storia ha vissuto. 

Per gli appartenenti ai movimenti le differenze tra le vecchie forme di rappresentanza e la loro è  evidente: «Il partito si colloca sul terreno della politica, cioè del potere, i movimenti invece su quello del raggiungimento di obiettivi parziali. I movimenti perseguono obiettivi parziali, per questo le persone che vi aderiscono sono più numerose di quelle che militano nei partiti» scrive su “Il fatto quotidiano” del 19 settembre 2013 un “sostenitore” del M5S. 
I rappresentanti si sentono investiti da un alone mistico che li rende unici. I progetti che perseguono si sostanziano quasi sempre in un cambiamento, a volte violento, della società e per far questo il movimento si dota di un organizzazione atta a perseguire il progetto. Le scelte “condivise” vengono quindi dapprima discusse in ambiti ristretti che possono assumere nomi diversi; nel periodo del Terrore durante la Rivoluzione francese il movimento si riconosceva nel Comitato di Salute Pubblica guidato da Robespierre a cui seguì il Direttorio, termine usato anche per un organismo dirigenziale del Partito Fascista e attualmente dal M5S. Le regole di eleggibilità di questi “governi” sono ignote e si basano spesso sul carisma e su meriti di fedeltà e coerenza dei partecipanti. 

Un esempio che perfettamente racchiude quando su descritto è il movimento sovversivo delle  Brigate Rosse che sotto l'egida della lotta politica provarono sempre a considerare gli atti delinquenziali come atti collettivi fino a quando le menti pensanti furono dai tribunali inchiodati alle loro personali responsabilità.
In questa realtà dicotomica non è previsto il terzo cioè colui il quale pone delle critiche seppur costruttive ai modi in cui vanno perseguiti gli obiettivi prefissati.
In questo contesto che fine fanno le individualità? Le responsabilità personali? La libertà di poter esprimere un pensiero critico? 
Nessuna parola può esprimere meglio di questo video il concetto di legge morale e come queste nei periodi in cui si lascia la rappresentanza politica ai movimenti venga puntualmente calpestata e ridotta al nulla per un bene collettivo che persegue un benessere collettivo spesso condito da odio e scelte irrazionali.

https://www.youtube.com/watch?v=loqh5utnwvc

«Immagino si stia domandando per quale motivo io la ho colpita perché sia lei che io sappiamo bene che non dovevo fare quello che ho fatto e lo sa perché? Perché ognuno di noi nel profondo della sua anima sa bene cosa è giusto e cosa è sbagliato. È come se tutti avessimo una bussola dentro una bussola segreta che indica a ognuno di noi la stessa direzione. È questa la legge morale di cui tanto parlano i filosofi ed è la ragione per cui dentro di se non può voler fare agli altri quello che di sicuro non vorrebbe gli altri facessero a lei. Sappiamo anche che, se lo desidera, mi può uccidere. Molti di noi proprio come ho fatto io quando la ho colpita non seguono la legge morale, signor Capoblocco».

 

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Chiello – I sindacati: nessuna proposta di ridimensionamento dell’Ospedale

Con riferimento al comunicato stampa apparso ieri su StartNews, le scriventi Organizzazioni Sindacali fanno presente che nessuna proposta di ridimensionamento dell’Ospedale Chiello di Piazza Armerina, né di altre strutture ospedaliere della Provincia di Enna è stata presentata dalla Direzione dell’ASP 4 di Enna.
La Direzione, infatti ha solo, opportunamente, proposto una rimodulazione inerente l’utilizzo del personale, peraltro assolutamente temporanea,  in ragione delle percentuali di utilizzo ed occupazione dei posti letto dei singoli reparti e presidi.
E’ noto a tutti, infatti, che il presidio Chiello di Piazza Armerina abbia oggi un indice di occupazione dei posti letto inferiore agli standard minimi previsti per i reparti chirurgici ed un’attività in emergenza assolutamente risibile.
La proposta dell’Amministrazione è stata infatti supportata dalla puntuale analisi di ricoveri e prestazioni ordinarie ed in emergenza.
Da ciò nasce la condivisione della proposta dell’Amministrazione, dalla consapevolezza, cioè, che l’offerta sanitaria nel nostro territorio non può diventare una questione di campanile, ma deve obbedire a criteri di efficienza ed ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse umane in applicazione delle leggi vigenti. Ciò al fine di assicurare la migliore offerta sanitaria possibile a tutti i cittadini della provincia di Enna.

CISL Medici
ANAAO
AAROI
UIL Medici 
FIALS Medici
CGIL FP
UIL
Nursind
Fials
Ugl

 

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Ipab – Incontro organizzato dal Quartiere Castellina [VIDEO]

Un pacato confronto sulla problematica relativa all’Ipab Casa di Riposo San Giuseppe è avvenuto , organizzato dal comitato del quartiere Castellina, nei giorni scorsi alla Casa della Cultura. Presenti l’assessore regionale agli Enti Locali On. Luisa Lantieri e il sindaco Filippo Miroddi. A termine abbiamo rivolto alcune domande agl’ospiti dell’incontro organizzato da Massimo Di Seri presidente del comitato del quartiere Castellina

 

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Pietraperzia: arrestato pregiudicato per resistenza e minacce a pubblico ufficiale

[comunicato stampa Carabinieri] I militari della Stazione Carabinieri di Pietraperzia, nella serata di ieri, hanno tratto in arresto C. R., pregiudicato di anni 27, residente a Pietraperzia, in atto sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G., poiché resosi responsabile di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. L’uomo, si era recato presso la locale Stazione Carabinieri oltre l’orario di apertura al pubblico e, vedendola chiusa, iniziava ad aggrapparsi e a scalciare il cancello d’ingresso cercando di forzarlo. Sopraggiunti i militari, impegnati nel servizio di controllo del territorio, il predetto continuava la sua condotta violenta anche nei loro confronti, scagliandosi contro ed iniziando a minacciarli. Con difficoltà, i militari riuscivano a bloccarlo e a trarlo in arresto. L’arrestato, ultimate le formalità di rito, veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Enna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

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Al Garibaldi la finale del festival della comicità Cabarettiamo

Si è svolta il 9 gennaio a Piazza Armerina, presso il teatro Garibaldi, la finale del festival della comicità Cabarettiamo 3. Nonostante le temperature rigide e il giorno feriale scelto, il teatro si è riempito in ogni ordine di posto. “Siamo piacevolmente sorpresi” commentano gli ideatori “temevamo che gelo e ghiaccio avrebbero potuto rovinare la festa… ma il calore del pubblico ha sciolto il ghiaccio”. E proprio gli ideatori, Mariangela Turi show-girl e i SenzaRadio (Angelo Franzone e Andrea Lombardo), duo di fantasisti e speaker, hanno intrattenuto il pubblico con una presentazione frizzante e alcuni esilaranti sketch.
La serata, intervallata dalle performance del giovane corpo di ballo, ha visto sfidarsi tre formazioni comiche: I Monelli Diversi, il Mago Normal e Vincenzo Carnese. In giuria vari nomi del jet set siciliano: Vincenzo Randazzo, direttore artistico del teatro di Caltagirone , Turi Amore, noto attore, l’Associazione Laboratoro dei Sogni, organizzatori del Kalat Film Festival, nelle persone del Presidente Fernando Barbieri, del PR Laura Abbaleo e del Manager Salvatore Buccoleri.
Ospite d’onore della serata è stato Eduardo Saitta, attore di teatro e comico del programma Insieme, che ha conquistato il pubblico con la sua verve. Proprio ad Eduardo è stato consegnato un targa di riconoscimento per i suoi 25 anni di carriera. Vincitore di questa riuscitissima terza edizione è il Mago Normal, giovane nisseno, che ha spiazzato tutti con la sua irruenza e inventiva legata al mondo della  magia comica.

Tra i vari momenti, anche l’intervento del gruppo 3F di Piazza Armerina e di un strampalato ufficio stampa formato da Swan Marella, Enzo Lombardo e Caty Procaccianti trio che da qualche tempo è ospite fisso al programma radiofonico Shadows Light, il programma dei SenzaRadio in onda su 36 emittenti in più parti d’Italia.
Spazio anche alla musica con Salvo Saffila e Silvio Vitali, giovani promesse del canto armerino.
Presente l’amministrazione comunale di Piazza Armerina, partner ufficiale della manifestazione, nella persona del Sindaco Fiippo Miroddi e dell’Assessore Sport Turismo e Spettacolo Carmelo Gagliano, che hanno consegnato le targhe ai vincitori. A sorpresa vi è stata anche la consegna del GOGOL, oscar del sorriso, al vincitore e agli organizzatori, per mano di Caty Procaccianti che della realtà GOGOL ne è “ambasciatore” di zona.

 

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Piazza Armerina – Fratelli d’Italia si prepara alle elezioni regionali

Fratelli d’Italia si prepara alle elezioni regionali e comunali che si svolgeranno in Sicilia nel 2017 e per questo ha mobilitato in una prima riunione regionale i propri stati generali. È la prima volta che il partito di Giorgia Meloni ,che i sondaggi danno al di sopra del 5% ,si presenta alle elezioni regionali con i propositi di superare queste percentuali e di avere un ruolo paritario all’interno della coalizione del centro destra. In tale contesto programmatico , Sabato 14 p.v., si è svolto un importante summit in un noto albergo a Piazza Armerina a cui hanno partecipato gli stati maggiori del partito con i Portavoce regionali Sandro Pappalardo per la Sicilia orientale , Giampiero Cannella per la Sicilia occidentale e i nove portavoce provinciali. Presenti il Sindaco di Vittoria Giovanni Moscato, consiglieri comunali di Catania, Messina , Siracusa , Agrigento e Francesca Capuano giovanissima consigliera comunale di Agira. La Città dei Mosaici ancora una volta , dopo la convention dei quadri dirigenti del luglio 2015, è stata luogo di dibattito politico della destra siciliana grazie all’invito di Fabrizio Tudisco , portavoce provinciale di Enna e perfetto anfitrione. Il dibattito ha avuto la sua centralità nella individuazione delle altre forze politiche di centro destra con cui allearsi e che si sono opposte ai malgoverni di Crocetta alla Regione e della sinistra nei principali comuni siciliani dove avranno luogo le amministrative e in particolare a Palermo.

E’ importante creare le condizioni per costruire una coalizione di centro-destra quanta più ampia possibile sulla base dei principi e dei programmi compatibili e condivisi e anche la scelta del candidato alla Presidenza della Regione Siciliana dovrà avvenire , attraverso le primarie , operando scelte gradite e condivise dal corpo elettorale con una personalità capace d’ispirare fiducia e competenza in un panorama dominato sempre più dall’antipolitica . Il Vice Presidente dell’ARS Antonio Venturino , invitato da Fabrizio Tudisco, è stato presente nella parte iniziale dei lavori per un saluto.

 

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L’on. Luisa Lantieri: “solo una proposta quella di ridimensionare il Chiello. Non passerà”

[Comunicato Stampa] In relazione alle notizia diffusa oggi relativa ad un drastico ridimensionamento dell’ospedale Chiello preciso che ad oggi non vie è alcuna riduzione dei servizi. Da alcuni giorni ero a conoscenza del tentativo del direttore medico Consolo, non nuovo a queste proposte penalizzanti, e della direzione dell’ASP di procedere in tal senso ma bisogna sottolineare che si tratta solo di una proposta che deve essere vagliata e approvata  oggi pomeriggio dai sindacati. Preciso inoltre che da Palermo non è arrivato alcun ordine di ridimensionamento.

Se il direttore Cunsolo il direttore sanitario Cassarà e la direttrice generale  Fidelio intendono avviare un’azione di smantellamento troveranno una forte resistenza sia nell’opinione pubblica piazzese che da parte mia. 
Inoltre la tempistica con la quale la direzione sanitaria ha predisposto la proposta è sospetta visto che giunge a pochi giorni dall’approvazione del nuovo piano sanitario che produrrà una rivalutazione dei servizi offerti dall’ospedale di Piazza Armerina e consentirà una gestione autonoma rispetto all’ospedale di Enna. Sto seguendo l’evolversi della situazione e se dovessero verificarsi eventi preoccupanti per il nostro ospedale sarò io stessa ad avvisare l’opinione pubblica e a mettere in campo tutte le risorse necessarie per bloccare ogni tentativo di depauperare l’ospedale Chiello.  

On. Luisa Lantieri

 

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Il Chiello non è più un ospedale. Svuotati o parzialmente chiusi i reparti.

L’uso del metodo John Keating per capire la realtà delle cose è un esercizio che fa scomparire la nebbia che avvolge i fatti o che rivela i giochi di specchi che servono a nascondere la verità.

Aono trascorse poche ore da quando abbiamo pubblicato “Il sabato del villaggio” dedicato alla questione del Chiello (ospedale o poliambulatorio?) che la verità appare nella dura, inoppugnabile forma di una nota della Direzione sanitaria dell’ASP di Enna datata 10 gennaio.
Con questa nota firmata dal Direttore medico dott. Cunsolo, dal Direttore sanitario dott. Cassarà e dal Direttore generale dott.ssa Fidelio, «valutati il numero dei posti letto e il tasso di occupazione degli stessi» i reparti del Chiello vengono drasticamente ridimensionati. Chirurgia, che fino ad ora aveva avuto 12 posti letto + 2 in Day Hospital, li vede ridotti a 8 posti letto ordinari e 2 in DH. Analoga riduzione a Ortopedia.
Cosa vuol dire questo per reparti che fino a 5 anni fa avevano 16 posti letto, poi 12 e, infine, 10?
Che il personale in servizio presso questi reparti adesso è in esubero dunque va trasferito a Enna. Infatti poche righe più in basso si legge: «secondo tale temporanea rideterminazione, di seguito la conseguente riassegnazione» con la quale si trasferiscono 2 infermieri dalla chirurgia del Chiello a quella dell’Umberto I e 1 infermiere dall’Ortopedia dell’ospedale di Piazza a quello di Enna.

Chiaro no? E non basta.
«visto il numero dei posti letto e valutate le attività della cardiologia e della UO Pediatria-UTIN» anche 1 infermiere della cardiologia viene trasferito a Enna, mentre il personale di Pediatria dovrà coprire come un unico team i due ospedali.
Tutto questo accadrà a partire dall’1 febbraio, come ha avvertito la signora Rovetto in un suo post su Facebook.
Per ricapitolare: prima si spostano medici e infermieri da Piazza a Enna (il primario e gli aiuti dei due reparti), in conseguenza, naturalmente, si riducono a Piazza ricoveri e operazioni. Successivamente si prende atto della riduzione facendo finta che non era stata determinata dalle scelte precedenti, dunque si trasferisce ulteriore personale a Enna perché a Piazza è in sovrannumero, impoverendo ulteriormente il Chiello e rendendo sempre più difficoltosa l’attività dei bravi medici ancora in servizio a contrada Bellia. Geniale! Se pensiamo che nessuno dei reparti ha attualmente e da tempo il primario, abbiamo una conferma che le scelte non sono tanto casuali!

Ma c’è di più.
Due giorni prima un’altra circolare ha disposto che al Chiello la sala operatoria chiude nei giorni feriali alle 14.00 (tre giorni è dedicata alla chirurgia e due all’ortopedia) e nei fine settimana chiude del tutto, mentre il personale viene spostato a Enna per garantire i turni.
Come si vede, dunque, il Chiello già ora non è più un ospedale.
Dove sono tutti coloro che, impettiti e sprezzanti del ridicolo hanno appuntato sul bavero della loro giacca la medaglia di “salvatori del Chiello”? E mi raccomando: non fatevi venire un attacco di appendicite e non rompetevi una gamba il sabato pomeriggio. La sala operatoria è chiusa!

Carmelo Nigrelli

 

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Aidone – Scuole chiuse per le nevicate e le basse temperature

[COMUNICATO STAMPA] A causa del persistere anche il comune di Aidone sta predisponendo l'ordinanza di CHIUSURA DELLE SCUOLE di ogni ordine e grado. Anche a Piazza Armerina le scuole rimarranno chiuse. L'assesore Serena Schillirò: "Insieme alla Protezione Civile stiamo lavorando da ieri e continueremo a lavorare per garantire la sicurezza dei nostri concittadini, ai quali consigliamo di limitare gli spostamenti ed utilizzare le catene.In qualità di Assessore alla Protezione Civile, sarò come sempre presente accanto alla Protezione Civile comunale e ai volontari e rimango a disposizione della cittadinanza per qualsiasi segnalazione o emergenza. 3311891790"

 

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La postura a letto

Durante la notte ognuno di noi ha una posizione caratteristica nel riposare.  Chi dorme di fianco, chi a pancia sotto, alcuni con più cuscini, altri con un materasso più o meno morbido. Nel corso degli anni sta prendendo sempre più valore la coscienza della necessità di riposare nella maniera migliore durante le ore notturne. Del resto è appurato che trascorriamo almeno un terzo della nostra vita dormendo, meglio farlo dunque nella maniera corretta. Le posizioni assunte durante le ore notturne sono strettamente connesse al nostro vissuto interiore, l’abitudine a dormire in una determinata maniera può diventare una pratica talmente frequente da diventare quasi impossibile cercare di cambiarla. Ecco perché, anche nel riposo a letto, è necessaria un’educazione preventiva che inizi quanto prima.

Storicamente i primi materassi venivano imbottiti con la paglia o altri materiali morbidi, tali da determinare un effetto di “sprofondamento” non appena vi ci saliva sopra. Le conseguenze nell’utilizzo di questa tipologia di materassi è che la colonna si trova a non avere quel sostegno di cui necessita per cui tende a incurvarsi eccessivamente nella cifosi (effetto gobba) con conseguente sovraccarico delle strutture muscolo-legamentose.

Successivamente, per risolvere tali inconvenienti, venne adoperata la scelta opposta, ossia materassi estremamente rigidi. Anche in questo caso gli effetti dannosi sulla colonna non sono di minor conto, venendo a mancare il fisiologico appoggio lombare si determina sofferenza in questa sede, oltretutto la compressione sulla colonna associata a questi tipologia di materassi può provocare un rallentamento della circolazione del sangue e fastidiosi formicolii. Una ricerca clinica condotta in Spagna e pubblicata nel 2003 sulla prestigiosa rivista medica The Lancet ha dimostrato come il materasso ideale per prevenire il mal di schiena sia di media durezza. 

La ricerca, condotta in Spagna da Francisco Kovacs della Kovacs Foundation di Palma de Mallorca, ha coinvolto 313 persone con mal di schiena cronico e aspecifico, cioè non riconducibile a cause note o ad altre patologie, che hanno dormito su vari tipi di materasso, senza sapere quali. Le persone cui è capitato quello di rigidità media hanno dichiarato con frequenza doppia di stare meglio e addirittura di prendere meno antidolorifici, rispetto a chi ha dormito sul classico materasso duro.[1] 
Questo è stato confermato dallo studio più recente condotto presso l'Oklahoma State University (Usa), dai Dottori Bred Jacobson, Tia Fallace e Hugh Gemmell, pubblicato nel 2006 sul Journal of Chiropractic Medicine che ha inoltre dimostrato come dormire su un materasso nuovo rispetto ad uno vecchio di almeno 5 anni, migliora la qualità del sonno del 62% e riduce del 55.3% il mal di schiena. [2][3]

Si può concludere sostenendo che il materasso ideale è quello che si adatta alla forma del nostro corpo, distribuendo i pesi in maniera differenziata, rispettando la curvatura fisiologia della nostra colonna vertebrale. I materiali di ultima generazione come il lattice o le schiume sono sicuramente i più indicati.
Una semplice prova per verificare che il materasso scelto sia quello corretto è di provare, sdraiati sulla schiena, a far passare una mano sotto il tratto lombare. Se passa con difficoltà, il materasso è troppo morbido e non farebbe riposare la schiena in modo corretto; se scivola con eccessiva facilità, è troppo rigido e costringe a posizioni innaturali.
In egual misura al materasso, per risposare nella maniera corretta è indispensabile scegliere bene il cuscino. Sovente chi è abituato a dormire con il proprio cuscino, con determinate caratteristiche di altezza e durezza, difficilmente riuscirà a dormire bene con un cuscino differente. La funzione del cuscino è molto importante, oltre a costituire un appoggio per la testa deve anche sostenere le vertebre cervicali mantenendone la fisiologica curvatura. Spesso capita di vedere persone che dormono con 2-3 cuscini sotto la testa, invertendo di fatto la curva a livello cervicale. Le conseguenze, generalmente,  si riscontrano il giorno dopo, con contratture e dolori al collo e alle spalle.

Le caratteristiche principali che un cuscino dovrebbe avere sono una larghezza di circa un metro, in modo da adattarsi all’ampiezza delle spalle ed impedire che la testa scivoli di lato durante la notte. L’altezza è sicuramente un parametro fondamentale che si lega indissolubilmente anche alla consistenza e al materiale di cui è fatto il cuscino. Un guanciale troppo morbido fa sprofondare la testa al proprio interno, al contrario uno troppo duro irrigidisce il tratto cervicale. Immaginiamo di dormire in posizione supina (con la schiena che poggia sul letto), se l’altezza del cuscino è minima o addirittura assente costringeremo il nostro tratto cervicale ad uno sforzo eccessivo per mantenere la testa poggiata, aumentando di fatto la curvatura della lordosi, un po’ come se da seduti proiettassimo continuamente la testa in dietro. E’ chiaro che mantenere un’intera notte questa posizione costringe a un irrigidimento dei muscoli che sostengono la testa.

Alla stessa maniera, un cuscino troppo alto, o addirittura più cuscini, fanno assumere una posizione del tutto innaturale, nel peggiore dei casi invertendo la curvatura fisiologica a livello cervicale. Ci accorgiamo delle conseguenze di questo atteggiamento quando, ad esempio, per ore siamo costretti alla guida con la testa flessa in avanti con i successivi fastidi ai muscoli del collo e delle spalle.

Un buon criterio per valutare se l’altezza del cuscino è quella giusta è la verticalità dello sguardo, quando si è distesi sulla schiena la testa è sul prolungamento del rachide e gli occhi guardano in avanti verso il soffitto. In linea generale il cuscino andrebbe scelto in base alla posizione che normalmente si assume quando si dorme. L’obiettivo principale deve essere sempre quello di mantenere il collo ben allineato con il resto della colonna. Per cui chi dorme ad esempio a pancia sotto ha bisogno di un supporto minimo, chi sulla schiena necessita di un supporto medio e chi di fianco di un supporto un po’ più rigido.

 
 

 
Come detto, le pressioni esercitate sulla nostra colonna vertebrale variano in base alla posizione assunta, questo vale anche nel riposo a letto. Le posture più corrette sono sicuramente quella supina, sdraiati sulla schiena, e quella di lato, in genere la più utilizzata. Controindicata risulta essere invece la posizione a pancia in giù, per l’eccessiva pressione che si provoca sul tratto lombare. Alcuni semplici accorgimenti permettono di migliorare la qualità del sonno. Ad esempio per chi dorme in posizione supina può essere utile posizionare un cuscino basso sotto le ginocchia per supportare la curvatura del fondo schiena, per chi ha il dorso piatto un asciugamano arrotolato sotto il tratto lombare aiuta a mantenerne la curvatura.
Nella posizione di lato la gamba che si trova sopra, non avendo supporto, tende a scivolare e adagiarsi sul materasso. Si determina una torsione innaturale del bacino e del tratto lombare che se prolungata può provocare fastidiosi dolori al risveglio. Porre un cuscino tra le ginocchia e le cosce aiuta a correggere questo problema.
Come detto la posizione prona, a pancia sotto, è decisamente sconsigliata durante il sonno. Il collo subisce una rotazione forzata da un lato ed il tratto lombare si accentua nella sua curvatura provocando eccessive sollecitazioni sui dischi intervertebrali. Se proprio non si riesce a fare a meno di dormire in questa posizione è consigliato, quantomeno, porre un cuscino fra il bacino e la pancia in modo da supportare il tratto lombare.
 
Un altro momento da non sottovalutare per prevenire fastidiosi dolori è quello del risveglio. Per alzarsi correttamente dal letto è bene girarsi di fianco, piegarsi sulle ginocchia aiutandosi con le braccia e poi alzarsi normalmente. In questa maniera non si sforza la schiena. 

 

 
Riferimenti bibliografici
[1] Kovacs F M et al. « Effect of firmness of mattress on chronic non-specific low-back pain: randomised, double-blind, controlled, multicentre trial." Lancet. 2003 Nov 15;362(9396):1599-604
[1] Bert Jacobson-EdD, Tia Wallace-MS and Hugh Gemmell,-DC, EdD of Oklahoma State University: "Subjective Rating of Perceived Back Pain, Stiffness and Sleep Quality Following Introduction of Medium-Firm Bedding Systems (Journal of Chiropractic Medicine, Winter 2006)
[1] http://www.my-personaltrainer.it/traumatologia-ortopedia/maldischiena-materasso.html

 

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Piazza Armerina: due giovani denunciati per furto di legna

A seguito di un servizio di controllo del territorio, nei giorni scorsi gli agenti del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, diretti dal Commissario Capo Dr. Vincenzo Sangiorgio, denunciavano per furto due giovani che trasportavano nella propria auto dei tronchi di legno, abusivamente prelevati dai boschi tra Piazza Armerina ed Aidone.Gli agenti della Volante procedevano nella S.S. 288 al controllo del veicolo sul quale viaggiavano i due giovani, rinvenendo all’interno dei tronchi secchi di diverse misure, posizionati nel cofano portabagagli del veicolo.Alla domanda posta dal personale operante circa la provenienza della legna, i due giovani dichiaravano di averla prelevata poco prima all’interno del Bosco Demaniale di C/da Ciappino, ma allo stesso tempo non sono stati in grado di esibire alcuna autorizzazione da parte degli enti preposti per poter prelevare detta legna.    Entrambi venivano quindi denunziati a piede libero per furto e la legna rinvenuta sottoposta a sequestro.

 

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Piano sanitario regionale e ospedale Chiello. Si dice ospedale e si legge poliambulatorio?

Il sabato del Villaggio
Carmelo Nigrelli
 

Ricordate quello straordinario film con Robin Williams che in Italia si intitolò “L’attimo fuggente”? Il prof. John Keating (Robin Williams) aveva sconvolto i suoi ragazzi salendo con i piedi sulla cattedra con uno scopo didattico straordinario: «guardare le cose da angolazioni diverse» (potete vedere qui la scena https://www.youtube.com/watch?v=MC_eV3Me2gQ).

Quella magnifica scena mi è tornata in mente seguendo in questi giorni il dibattito su due importantissime questioni che riguardano la città di Piazza: la ricaduta del Piano sanitario regionale sulle sorti dell’ospedale Chiello e l’assorbimento della Casa di riposo nel comune.

In entrambi i casi, molto per pigrizia e un po’ per malafede, il dibattito è subito diventato monotonico o monotono. Nel primo caso, trasformato in un generalizzato peana (verso l’assessore Gucciardi, l’assessore Lantieri e quant’altri, a torto o a ragione, si attribuiscono meriti nel cosiddetto salvataggio della struttura. Nel secondo in una macumba indirizzata contro il presidente Crocetta. In entrambi i casi il metodo Keating sarebbe un utile esercizio per cercare di capire le reali conseguenze delle due scelte.
Vediamo oggi la questione dell’ospedale, invertendo la priorità che mi ero data la settimana scorsa quando mi ero ripromesso di approfondire la questione dell’Ipab che rinvio a una riflessione successiva. 
Tutti sembrano contenti e convinti che con il piano sanitario regionale, che dovrà ora passare al vaglio del parlamento, il Chiello, definito “ospedale di base” e scorporato dall’Umberto I di Enna, torna ad essere un ospedale come lo abbiamo conosciuto fino a una decina di anni fa. 
Io non sono un esperto di politiche sanitarie, ma qualcosa negli ultimi anni ho seguito. Per questo tutto l’entusiasmo che registro attorno a questa scelta mi sembra poco giustificato e le rivendicazioni del tipo “abbiamo salvato il Chiello” mi sembrano sopra le righe. Spiego perché.
Il Piano fa proprio in pieno i contenuti del decreto Balduzzi del 2012 con il quale si stabiliva che lo standard di 3,7 posti-letto per 1000 abitanti (comprensivi di 0,7 posto per riabilitazione/lungodegenza) veniva raggiunto attraverso un sistema piramidale per mezzo del quale garantire livelli di assistenza ospedaliera omogenei nel territorio nazionale. Per fare ciò veniva pensato un disegno organizzativo degli ospedali che prevede reti ospedaliere definite sulla base dei bacini di utenza. Le più piccole aree territoriali di 80.000-100.000 abitanti (ospedali con funzioni di base); aree di 150.000-300.000 abitanti (ospedali di 1 livello) e grandi aree di 600.000-1.200.0000 abitanti (ospedali di 2 livello con “alte” specialità). Per ogni tipo di ospedale vengono fissati: standard generali di qualità; standard minimi e massimi di struttura per singola disciplina; volumi di attività in rapporto al numero di posti letto, ecc..
Ma che cosa è un “ospedale di base per un bacino di utenza di 80-100.000 abitanti?” Dunque cosa potrà essere il Chiello? In altre parole, che attività  sanitarie dovrebbe trovare accoglienza in un simile ospedale? Secondo la legge nell’ospedale di base ci devono essere i reparti di medicina, chirurgia e ortopedia, più un quarto da definire. In più il Pronto soccorso con osservazione breve, anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità sulle 24 ore (Radiologia, Laboratorio analisi, Emoteca). Non c’è, per esempio, cardiologia.
Certamente possiamo dire che la lunga guerra dei cittadini e della signora Rosa Rovetto è riuscita a scongiurare la chiusura del pronto soccorso, ma cosa si potrà effettivamente fare nel Chiello? 
È mia impressione che se si incrocia l’articolazione in reparti con gli standard di qualità (per esempio con l’assenza della rianimazione) il Chiello sarà solo un ospedale per attività di day surgery (piccola chirurgia con degenza di un giorno) e  ambulatoriale. Operazioni chirurgiche più complesse verrebbero trasferite perché non si rispetterebbero gli standard assistenziali minimi. E verrebbero trasferite obbligatoriamente proprio per l’organizzazione piramidale dell’assistenza ospedaliera.
Una struttura di questo genere si può definire per “acuti” con una certa difficoltà.
Inoltre c’è il problema della cardiologia. È vero che la maggior parte di ricoveri nei pronto soccorso riguarda l’ortopedia e la traumatologia (da qui la presenza dei reparti di ortopedia negli ospedali di base), ma gli interventi in codice rosso riguardano in prevalenza pazienti affetti da malattie cardiologiche o vascolari che pare nel nostro territorio abbiano una incidenza significativa.
Se un cittadino è colpito da un infarto è meglio che vada al Chiello o che corra all’Umberto I di Enna? Vorrei che l’assessore Gucciardi ce lo dicesse …
E se invece il Chiello fosse rimasto all’interno dello schema degli ospedali riuniti, sarebbe stato possibile dividersi i reparti con l’Umberto I all’interno di una classificazione di ospedale di I livello?
E ancora. Con quali risorse finanziarie e umane potrà essere rilanciato il Chiello dal momento che alcuni dei medici e degli infermieri migliori sono stati trasferiti all’Umberto I e lì resteranno?
In altre parole la mia sensazione, usando il metodo Keating, è che estraendo il Chiello dal sistema degli ospedali riuniti se ne sia sancita la fine come ospedale vero e proprio e, inoltre, che ciò avvenga tra gli applausi dei capi destinati al macello.

Carmelo Nigrelli

 

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Sanità, dopo 15 anni rinnovati i Lea. Lorenzin: “Ora sarà possibile vaccinarsi gratis”

Un "passaggio storico per la sanità italiana". Così il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha definito il rinnovo dei Lea – i livelli essenziali di assistenza – dopo la firma del via libera ad opera del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

L'attesa per i nuovi Lea è durata quindici anni: in tutto questo tempo le prestazioni sanitarie che le Regioni devono fornire ai propri assistiti non sono state rinnovate, con il risultato di essere diventate obsolete. Nel frattempo, le amministrazioni locali non erano obbligate ad assicurare ai cittadini diverse terapie e trattamenti che oramai sono diventati fondamentali, e che erano accessibili sono a pagamento. Con l'approvazione dei nuovi Lea, queste prestazioni sono state fatte rientrare nel pubblico, e dunque diventeranno prevalentemente gratuite grazie alle esenzioni.

Quali sono le prestazioni che rientrano nei Lea? Ad esempio quelle di procreazione medicalmente assistita (Pma), ivi compresa l'eterologa. In passato questa già veniv fornita da acluni sistemi sanitari regionali, il che creava disparità nel territorio. Altro tipo di prestazioni sono quelle di genetica, il cui elenco è stato rivisto inserendo la consulenza genetica, prestazioni di elevato contenuto tecnologico – come può essere la adroterapia contro alcuni tipi di cancro -;  nuove tecnologie, come, ad esempio, la radioterapia stereotassica; l'enteroscopia con microcamera ingeribile (cioè la possibilità di effettuare una gastroscopia attraverso l'ingestione di una pillola contenente una microcamera). E poi carrozzine speciali e nuove protesi, come quelle per la comunicazione e le attrezzature domotiche.

Nei nuovi Lea rientrano anche centodieci malattie rare. I familiari dei malati, dunque, non dovranno più sobbarcarsi le spese per le prestazioni sanitarie. Ad essere inserite sono sei nuove malattie croniche (la sindrome di talidomide, l'osteomelite cronica, le patologie renali croniche, il rene policistico autosomico dominante), l'endometriosi negli stadi clinici ‘moderato' e ‘grave',  la broncopneumopatia cronico ostruttiva negli stadi clinici ‘moderato', ‘grave' e ‘molto grave'. E poi il nuovo piano vaccini, che introduce nei Lea l'anti-papillomavirus per l'uomo, l'anti-pneumococco e  l'anti-meningococco B, nonché lo screening neonatale per la sordità congenita e la cataratta congenita. Una parte è dedicata anche l'autismo: è previsto un percorso di diagnosi, cura e trattamento, attraverso l'impiego di metodi e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche disponibili.

Lorenzin: "Con i nuovi Lea molti vaccini saranno gratuiti"
"Con il nuovo piano nazionale vaccini, collegato ai nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), i vaccini saranno gratis per tutti e senza pagamento del ticket, perché i vaccini non sono da considerarsi una cura ma attengono alla prevenzione collettiva della popolazione", ha spiegato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, riferendosi all'introduzione nei nuovi Lea dei vaccini anti-Pneumococco, anti-Meningococco, anti-Papillomavirus (anche agli adolescenti maschi), e anti-influenzali per gli anziani over-65 che saranno somministrati gratuitamente.

 

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Il saluto di Barak Obama agli italiani

Nel corso della mia lunga collaborazione con diverse testate on line, iniziata nell’agosto 2011 con la testata Starnews e successivamente anche con con altre testate e blog, sono state pubblicate diverse mie note che hanno richiamato alcuni fatti, discutibili nella forma, di interventi  con una precisione da far invidia a quella degli orologi svizzeri

Vorrei ricordare i fatti più recenti:

– Il 22 novembre  1994 venne notificato  a Berlusconi un avviso di garanzia, mentre nella sua qualità di Presidente del Consiglio  presiedeva a Napoli una conferenza internazionale sulla criminalità. Avviso  che non necessitava di una particolare urgenza e che poteva benissimo essere notificato il giorno successivo a Roma. La qualcosa era stata resa impossibile dal momento che, prima di avere effettuato la notifica, la notizia fosse era stata “ venduta” alla stampa.

– La  nostra Corte Costituzionale aveva da lungo tempo fissato il giorno 4 ottobre 2016 per depositare la propria decisione sulla costituzionalità dell’Italicum; la stessa Corte  comunicò che la decisione, per non interferire sul risultato, sarebbe stata annunciata dopo la effettuazione del referendum.
Decisione che, non solo ha condizionato l’esito referendario, ma   continua a condizionare le scelte del Parlamento e la sua stessa durata.
Se la decisione era stata già presa prima del 4 ottobre, non si capisce il motivo per cui la data  è stata differita di due mesi, continuando a creare difficoltà, incertezze, perdita di tempo   e attese.

– Nel novembre scorso, con una puntualità che poteva benissimo essere riservata a problemi più importanti, mentre la Camera dei Deputati con il voto di fiducia approvava la riforma della Pubblica Amministrazione, negli stessi minuti la Corte comunicava la incostituzionalità di uno dei decreti collegati alla riforma.

Oggi dobbiamo soffermarci sul modo che il Presidente uscente degli USA Barak Obama ha deciso di chiudere la sua esperienza presidenziale. 
Premesso che la sua doppia presidenza è stata molto apprezzata da tutti, non possiamo non sottolineare negativamente alcuni atti compiuti dopo il risultato elettorale che ha visto trionfare il repubblicano Donald Trump:

– Avere disposto la cacciata di oltre trenta funzionari dell’Ambasciata Russa, solo per creare difficoltà nei futuri rapporti del nuovo Presidente,   si è dimostrato un autogoal, dal momento che il Presidente Putin, non accogliendo la proposta del suo Ministro degli Esteri di allontanare, come risposta, il personale americano in servizio presso l’ambasciata americana, ha affermato che  questi sono problemi li risolveremo con il nuovo Presidente.

– Avere in questi ultimi giorni definito alcuni temi  di politica estera
con i vicini stati di Cuba e Messico, in modo totalmente diverso di come  enunciato nel corso della campagna elettorale da Trump, ha dato aperti segnali di nervosismo che servono soltanto ad offuscare la bella immagine creatasi nel corso del suo doppio mandato.

Anche la grave decisione assunta ieri dall’Agenzia dell’Ambiente americano, nei confronti del gruppo Fiat Chrysler, una multa miliardaria,  secondo molti osservatori puzza di vendetta.
La decisione è stata assunta dal Capo dell’Agenzia, uomo  di Obama. a distanza di sole 24 ore dall’annuncio di Marchionne di investire, come Fiat Chrysler un miliardo di dollari, nei due Stati che hanno dato a Trump il maggiore suffragio.
E Marchionne, come Putin, si è riservato di parlarne con i nuovi responsabili.

L’isterismo è un disturbo prevalentemente femminile; peccato che ha influenzato, danneggiandola, l’immagine di Barak Obama in occasione del suo saluto.

angiolo alerci
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ASP Enna. Parto trigemellare al Presidio Ospedaliero Umberto I di Enna.

Visita dei vertici dell’ASP di Enna al reparto di Ostetricia del Presidio Ospedaliero Umberto I di Enna. Parole di felicitazioni e di auguri sono state rivolte dal Direttore Generale, Giovanna Fidelio, dal Direttore Sanitario, Emanuele Cassarà e dal Direttore dell’ospedale ennese, Rosario Cunsolo, alla signora Lorena Trovato di Leonforte, casalinga, che ha dato alla luce tre gemelli, Jona, Gioele e Nunzio. L’evento eccezionale ha riempito di gioia i familiari e gli operatori sanitari che hanno seguito la gravidanza per quattro mesi nel reparto. “Medici, infermieri e tutto lo staff sono stati eccezionali”, sottolinea più volte la signora Lorena Trovato. Il Direttore Generale ha espresso viva soddisfazione per la nascita dei tre gemelli, gestito nei migliore dei modi nonostante la complessità, dal dott. Giuseppe La Ferrera, primario del reparto, e dai suoi collaboratori. (nella foto, da destra, Emanuele Cassarà, Giovanna Fidelio, la neomamma, Lorena Trovato, Giuseppe La Ferrera e Rosario Cunsolo).

 

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Si è svolto a di Enna il torneo di calcetto intitolato “La Partita del Sorriso”

L’evento è stato promosso da numerose realtà del territorio, a partire dalla Diocesi di Piazza Armerina, il Comune di Enna, Enna-Calcio, CONI-Enna, A.I.A. – Sezione di Enna, PANATHLON, Croce Rossa Italiana – Comitato di Enna, AVIS Comunale di Enna, “Progetto 360”, “CESMA – Gela”, CAS “Sud Servizi” di Piazza Armerina, “Centro Accoglienza Ippocrate”,  Centro Accoglienza “Santa Lucia”,  “ASET-ONLUS- Associazione Siciliana Epatopatie e Trapianti”,  “GOGOL” ed il Servizio di Medicina delle Migrazioni dell’UOC Medicina Interna dell’Ospedale “Umberto I” di Enna (ASP EN). 

Al torneo di Calcetto hanno partecipato,  oltre la squadra dell’Enna-Calcio,  squadre di giovani migranti, ospiti presso Centri Accoglienza territoriali.  

    Sottolinea Mauro Sapienza, Servizio Medicina delle Migrazioni del reparto di Medicina dell’Umberto I di Enna: “Perché la Partita del  sorriso? Un paradosso, perché da un lato si sorride, dall’altro si piange amaro. Cercavano un sorriso che non hanno mai trovato, cercavano un lavoro, una casa, il sole che nella loro terra é oscurato dalla polvere. Ma perché sorridono? Perché sorridono quando partono, quando viaggiano, quando arrivano, quando quelle barche bianche con il Tricolore si avvicinano? Un sorriso per farsi coraggio, per crederci, per avere fede, per non arrendersi al dolore o all’evidenza di un mare nero come gli inferi. Il sorriso per mollare tutto e partire, senza  soldi, nessuna certezza, senza la propria casa, il proprio paese, quell’aria familiare del mercato cittadino e degli animali sulla strada. Il mini torneo di calcetto non festeggia un giorno speciale, ma esprime un momento di solidarietà, riflessione ed integrazione perché nessuno rischi più la vita su di un gommone stracciato”.

 

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Gela e Niscemi parteciperanno al bando per il recupero delle strade rurali [VIDEO]

 È stato presentato nel corso di una conferenza stampa il bando per il recupero delle strade rurali in scadenza il prossimo 20 febbraio nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020. Ad incontrare i giornalisti, questa mattina in uno spazio del mercato di Campagna Amica a Gela, sono stati il sindaco Domenico Messinese, il primo cittadino di Niscemi Francesco La Rosa, rappresentanti della Confederazione Italiana Agricoltori e dell’Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori. Presente anche gli assessori allo Sviluppo Economico e ai Lavori Pubblici del Comune di Gela Simone Siciliano e Flavio Di Francesco.

La misura 4.3 del PSR Sicilia finanzia gli interventi infrastrutturali per le nuove realizzazioni e per la manutenzione e la riqualificazione delle strade rurali con 54 milioni di euro destinati alle vie vicinali/trazzerali/interpoderali per facilitare la crescita delle imprese agricole. Dopo i primi monitoraggi e gli interventi con stanziamenti sull’ultimo bilancio di previsione grazie ad un emendamento firmato dal sindaco Messinese, il Comune di Gela presenterà un progetto a questo bando europeo, in collaborazione con le associazioni di categoria e gli imprenditori agricoli del territorio. Oltre agli enti pubblici, possono accedere ai benefici gli agricoltori associati, chiedendo un aiuto in conto capitale. Tra gli interventi finanziabili figurano la costruzione, acquisizione, sistemazione di terreni, lavori di scavi e riporti e di stabilizzazione delle terre per la realizzazione del corpo stradale, lavori relativi alla costruzione e/o ristrutturazione delle sovrastrutture stradali, opere di difesa e di presidio, drenaggi, messa in sicurezza, finitura ed ogni altra opera necessaria per ottenere la piena e completa funzionalità della strada da realizzare o da ristrutturare.

 

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Stefano Rizzo è il nuovo direttore della CNA di Enna.

Stefano Rizzo è il nuovo direttore della CNA Provinciale di Enna. Rizzo è stato nominato a seguito del pensionamento di Giuseppe Greca a cui è subentrato.    “Trovo una grande organizzazione fatta di tanti iscritti, e tante donne e uomini coinvolti in questo grande progetto. Se la CNA è una organizzazione così grande ed è stata per anni riferimento per le istituzioni e per le imprese vuol dire che chi mi ha preceduto ha fatto un ottimo lavoro. – ha dichiarato il nuovo direttore Stefano Rizzo – A noi il compito di interpretare questa nuova fase dell’economia per continuare ad essere riferimento per lo sviluppo del territorio e delle imprese.

    “Ringrazio Giuseppe Greca per tutto quello che ha fatto. Per noi non è stato soltanto il direttore ma un uomo della CNA che ha partecipato in tutte le fasi della sua storia qui ad Enna. Ringrazio anche tutti dirigenti che con assieme a me affronteranno le nuove sfide con rinnovato impegno.”

 

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Calcio: 7 D.A.S.P.O. per gli incidenti verificatisi nella partita Piazza Armerina- Enna

L’incontro calcistico “A.S.D. Piazza Armerina – A.S.D. Enna” del 17 dicembre 2016, valevole per il campionato di I Categoria, si era caratterizzato dall’essere un derby combattuto sul campo, concludendosi difatti con il risultato di 3 a 2 per la squadra ospitante. Purtroppo, come noto, il derby in parola è stato combattuto anche sugli spalti dove, a causa delle intemperanze delle opposte tifoserie, nel dopo partita si sono verificati degli incidenti nel corso dei quali sono rimasti feriti due Poliziotti ed un Carabiniere. Dopo serrate indagini rivolte all’individuazione dei responsabili, effettuate dagli uomini della D.I.G.O.S., della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Enna e del Commissariato di Piazza Armerina, sono stati irrogati i provvedimenti di divieto di accesso a manifestazioni sportive per 7 «presunti» tifosi delle due compagine calcistiche della provincia.

Nei giorni scorsi i Poliziotti della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Enna – coordinati dal Vice Questore Aggiunto Dott. Matteo Spatola – e del Commissariato di Piazza Armerina – coordinati dal Commissario Capo Dott. Vincenzo Sangiorgio – hanno provveduto a notificare 7 D.A.S.P.O., inflitti dal Questore Antonino ROMEO a soggetti appartenenti alla tifoserie dell’A.S.D. Armerina e dell’A.S.D. Enna.  

 

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Piazza Armerina, servizio idrico: ieri se ne è parlato in un incontro organizzato da Tudisco [VIDEO]

Dei problemi della distribuzione idrica si è parlato ieri in una assemblea cittadina a Piazza Armerina organizzata da Fabrizio Tudisco. L’iniziativa è stata presa dall’ex vice sindaco oltre che per  parlare delle possibili soluzioni ai disservizi che stanno colpendo la città anche per dare vita ad un comitato il cui compito dovrebbe essere quello di porsi  come interlocutore delle istituzioni per tentare di individuare nuove soluzioni sia ai problemi quantitativi che qualitativi del servizio idrico. Nessuna ricerca di uno scontro dal sapore populista con le istituzioni e l’ente gestore ma una proposta ragionata per risolvere i problemi dei cittadini. 

 

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Fca, accuse Usa per emissioni truccate. Il titolo precipita in Borsa

Le autorità Usa accusano Fiat Chrysler Automobiles di aver falsato le emissioni. La notizia è stata lanciata dall’agenzia Associated Press, citando alcune fonti, ed è stata commentata dall'Epa, l'Agenzia federale per la protezione ambientale, che ha ufficializzato di aver notificato a Fca delle violazioni sulle emissioni per circa 104.000 veicoli. Dopo il dieselgate Volkswagen, l’Agenzia per la Protezione Ambientale si abbatte sul gruppo guidato da Sergio Marchionne, accusandolo di equipaggiare i veicoli con software che controllano le emissioni diesel. Il titolo precipita in Borsa dove crolla sul contraccolpo delle indiscrezioni e perde l’11,8%, poi sospeso, in asta di volatilità, chiudendo in calo del 16% a 8,8 euro. Trascinato anche Exor che cede il 9,4% a 40 euro. Pesanti le ripercussioni anche su New York Stock Exchange dove il titolo paga una flessione del 15%.

Le accuse dell'Epa

Nella nota dell'Epa, l'Agenzia accusa il gruppo di violazioni del Cler Air Act, specificando che "Fca ha schivato le regole ed è stata scoperta". Non aver comunicato l'esistenza di un software che influisce sulle emissioni "è una seria violazione della legge" precisa l'Epa sottolineando che "Ancora una volta una casa automobilistica ha preso la decisione di schivare le regole è stata scoperta". Non dichiarati i veicoli sui quali sarebbe montato il software che falsato le emissioni. Le nuove accuse "sono il risultato delle indagini rafforzate dell'Epa in collaborazione con le autorità della California" che si erano intensificate dopo il caso Volkswagen. Le accuse riguardano i motori diesel 3.0 litri dei modelli prodotti nel 2014, 2015 e 2016.

Fca: "Pronti a collaborare"
"Contrariata dal fatto che l'Epa abbia scelto di emettere una "Notice of violation", Fca fa sapere che "intende collaborare con l’Amministrazione subentrante per presentare i propri argomenti e risolvere la questione in modo corretto ed equo, rassicurando l’EPA ed i clienti di FCA sul fatto che i veicoli diesel della società rispettano tutte le normative applicabili". Nella nota diffusa, Fca precisa che i motori diesel da 3.0 litri sono equipaggiati con hardware di controllo delle emissioni all’avanguardia, ivi incluso la tecnologia selective catalytic reduction (SCR). Ogni costruttore automobilistico deve utilizzare varie strategie per controllare le emissioni al fine di realizzare un equilibrio tra le prescrizioni di EPA relative al controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) e le prescrizioni relative alla durata, prestazioni, sicurezza e contenimento dei consumi. Fca ritiene che i propri sistemi di controllo delle emissioni rispettino le normative applicabili". Fca è pronta a dimostrare che “le strategie di controllo di FCA sono giustificate e pertanto non costituiscono “defeat devices” in base alla normativa applicabile e risolvere prontamente la questione “conclude il gruppo che “auspica fortemente di poter avere quanto prima di incontrare l’enforcement division dell’EPA e rappresentanti della nuova amministrazione”.

 

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Il nuovo bando relativo al servizio di trasporto dei disabili al Comune di Gela

Garantire la qualità del servizio erogato, favorire un ruolo attivo degli utenti, promuovere la maggiore flessibilità dei lavoratori. Sono questi gli elementi che caratterizzeranno il nuovo bando relativo al servizio di trasporto dei disabili al Comune di Gela. La decisione è maturata al termine di un confronto positivo tra l’amministrazione Messinese, i capigruppo ed altri componenti del Consiglio Comunale, i sindacati e gli ex lavoratori. “Il bando sarà rimodulato in un’ottica coerente di sostenibilità socioeconomica – hanno spiegato il sindaco Domenico Messinese e l’assessore Licia Abela, entrambi presenti all’incontro che si è tenuto questa mattina nell’aula consiliare – senza gravare sulla collettività, ma mantenendo la qualità del servizio erogato, conciliando le esigenze dell’utenza e dei lavoratori coinvolti”.

 

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Presentati in Questura i nuovi Commissari Capo della Polizia di Stato

Ieri, nel corso di un incontro con la stampa, il Questore Antonino ROMEO ha presentato i nuovi Commissari Capo della Polizia di Stato Dott.ssa Rosa Cascio e Dott.ssa Chiara Ricco Galluzzo, entrambe provenienti dalla Scuola Superiore di Polizia, assegnate dal Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, alla Questura di Enna.

La dott.ssa Rosa Cascio, trentatré anni, originaria della provincia di Messina, ha conseguito la Laurea Specialistica in Giurisprudenza ed il Diploma di Specializzazione per le Professioni Legali presso l’Università degli Studi di Messina e da lunedì 16 gennaio la stessa assumerà l’incarico di Dirigente della D.I.G.O.S. 
La dott.ssa Chiara Ricco Galluzzo, trentaquattro anni, anch’ella originaria della provincia di Messina, ha conseguito la Laurea Specialistica in Giurisprudenza ed il Diploma di Specializzazione per le Professioni Legali presso l’Università degli Studi di Messina e da lunedì 16 gennaio la stessa assumerà l’incarico di Dirigente del Commissariato di P.S. di Nicosia.
Nel dicembre 2014, dopo aver superato il concorso esterno per Commissari della Polizia di Stato, entrambi i Funzionari hanno iniziato il corso di formazione biennale presso la Scuola Superiore di Polizia di Roma, durante il quale hanno anche conseguito il Master di II livello in Scienze della Sicurezza Pubblica presso l’Università La Sapienza.
Il Questore, contestualmente alle nuove assegnazioni, nell’ambito della ridistribuzione degli incarichi dei Funzionari della Questura, ha nominato il Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Giuseppe Sofia, in precedenza Dirigente dell’Ufficio Volanti, nuovo Capo di Gabinetto e Responsabile Ufficio relazioni con la Stampa.
Alla guida dell’Ufficio Volanti è stato designato il Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Emanuele Vaccaro, che in precedenza aveva ricoperto l’incarico di Vice Dirigente della Squadra Mobile.
La Questura di Enna continua, dunque, con rinnovato entusiasmo, ad assicurare ai cittadini un servizio sempre più efficiente ed efficace, nell’ambito di un ampio progetto di «polizia di prossimità» che vede anche in questo territorio la Polizia di Stato impegnata nell’affermazione della legalità. 

 

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Risparmio energetico: il comune di Piazza Armerina fuori dal Patto dei Sindaci? [VIDEO]

Il comune di Piazza Armerina ancora una volta in ritardo con gli adempimenti rischia di uscire dal Patto dei Sindaci stipulato dalla Unione Europea e i primi cittadini italiani con il quale quest’ultimi si impegnavano ad una riduzione dei consumi di energia con la conseguente riduzione di C02 immesso nell’aria. Abbiamo intervistato l’ing. Carlo Tornetta, energy manager del comune, che pur di portare a termine il suo lavoro è disposto a coprire  di tasca propria i costi per una relazione tecnica che scongiurerebbe l’uscita dal Patto dei Sindaci.

 

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Piazza Armerina: “Cittadina rumena arrestata per tentato furto al supermercato Decò

A seguito di intervento conseguente alla segnalazione pervenuta da parte della direzione del Supermercato Decò di questo centro, nella giornata del 10 gennaio, gli agenti del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, diretti dal Commissario Capo Dr. Vincenzo Sangiorgio, arrestavano una cittadina rumena, B. F. A., per tentato furto aggravato ai danni del suddetto esercizio commerciale.

La donna è stata notata da personale dell’ipermercato “Decò” aggirarsi tra i corridoi del supermercato con atteggiamento sospetto. La stessa dopo un po’ tentava di guadagnare l’uscita dell’ipermercato dall’apposito varco “senza acquisti”, tenendo in mano una crema, e facendo così azionare il sistema di allarme antitaccheggio.
Nella circostanza, personale del supermercato – dopo essersi avvicinato alla donna – la invitava a recarsi presso le casse per pagare quanto prelevato. La strana capienza della borsa impugnata dalla donna, insospettiva il personale del supermercato, per cui veniva chiesto alla donna se all’interno della borsa avesse altra merce.
La donna, a quel punto, spontaneamente ammetteva di aver rubato della merce e precisamente 4 bottiglie di superalcoolici, che immediatamente consegnava, e che si presentavano privi del collarino antitaccheggio, che la donna aveva provveduto a rimuovere per mezzo di una tronchesina. 
Sulla base di quanto accertato la cittadina rumena B. F. A. veniva dichiarata in stato di arresto e, su disposizione del P.M. di turno presso la Procura della Repubblica di Enna, Dr. Francesco LO GERFO, veniva posta agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

 

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Consulta boccia referendum su art. 18. Camusso: ”Valuteremo ricorso a Ue”

La Consulta ha dichiarato inammissibile il quesito referendario per il ripristino dell'articolo 18 per le aziende sopra i 15 dipendenti promosso dalla Cgil. Nel quesito proposto dal sindacato si puntava all'abrogazione delle modifiche apportate con la riforma del lavoro approvata dal governo Renzi, il cosiddetto Jobs Act, e a reintrodurre l'articolo 18 non più solo per le aziende sopra i 15 dipendenti, come previsto inizialmente dallo Statuto dei lavoratori del 1970, ma per quelle con più di 5 lavoratori assunti. La Cgil in particolare chiedeva, nel quesito referendario, la "tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende al di sopra dei cinque dipendenti". Una settimana fa, all'interno delle memorie difensive depositate in Consulta, l'avvocatura di Stato aveva rilevato che "con riguardo al referendum sull'articolo 18, il quesito proposto dalla Cgil avrebbe ‘carattere surrettiziamente propositivo e manipolativo e per questo motivo si palesa inammissibile".

La Corte ha però deciso, al termine della camera di consiglio durata circa 3 ore, di ammettere i quesiti relativi al referendum per l'abolizione dei voucher e per il ripristino della responsabilità in solido di società appaltante e appaltatrice. Nel dispositivo della Consulta viene quindi dichiarata "ammissibile la richiesta di referendum denominato ‘abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti'; ammissibile la richiesta di referendum denominato ‘abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)'" e, infine, "inammissibile la richiesta di referendum denominato ‘abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi'". All’apertura dei lavori i giudici hanno ascoltato gli interventi degli avvocati della Cgil, promotrice dei tre quesiti referendari, e in seguito l'intervento dell'Avvocatura dello Stato. A riunirsi per decidere sull'ammissibilità dei 3 quesiti sono stati 13 giudici sui 15 totali che costituiscono i plenum della Consulta: il giudice Alessandro Criscuolo risulta assente per motivi di salute, mentre il 15simo posto è vacante da novembre, da quando Giuseppe Frigo ha posto fine al proprio mandato con un anno d'anticipo per motivi di salute.

Camusso: "Da oggi parte campagna per il sì"
"Abbiamo notato in questi giorni un dibattito molto intenso del paese rispetto ai quesiti referendari. È stato dato per scontato che era dovuto l'intervento del Governo e dell'avvocatura dello Stato: non lo è, è una scelta politica, e da questa partiamo per valutare il segno delle intenzioni del governo", ha commentato in conferenza stampa il segreatario generale della Cgil, Susanna Camusso, che nella sua analisi ha deciso di partire dal quesito non ammesso: "Noi siamo convinti che la libertà dei lavoratori passi attraverso la loro sicurezza, e quindi continueremo la nostra iniziativa contrattuale per ristabilire i diritti e valuteremo nei prossimi giorni tutte le possibilità. Compresa quella di ricorrere in Corte europea". In ogni caso, la Cgil si riserva di "valutare le motivazioni" della Consulta.

La"notizia di oggi" è, secondo Camusso, l'nizio di "una campagna elettorale: l'ammissione dei due quesiti dice che inizia la campagna per i due sì al referendum. Il tema è libera il lavoro: non c'è altro modo se non attraverso i diritti. Ridare diritti al lavoro è il modo di cambiare questo paese". Il segretario, rispetto ai due quesiti rimasti, ha spiegato che "appalti e voucher riguardano la condizione di milioni di lavoratori nel nostro paese, non sono fenomeni marginali come qualcuno ha sostenuto. Avviamo da oggi la campagna elettorale e chiederemo tutti i giorni al governo di fissare la data in cui si vota".

Camusso ha sottolineato che i voucher sono "aumentati del 27 mila per cento"; mentre per quanto riguarda l'utilizzo da parte della Cgil ha spiegato che "oggi il presidente dell'Inps ha fornito i dati" e la stima "corrisponde a tre persone e mezzo l'anno del totale dei lavoratori, tra l'altro pensionati, questa è la dimensione, noi abbiamo chiesto all'Inps quali sono i principali utilizzatori di voucher ma ci ha detto che è impossibile saperlo, noi rinnoviamo questa richiesta.Uno strumento malato è uno strumento malato, bisogna avere il coraggio di azzerarlo".

Le reazioni alla decisione
Secondo il leader della Lega Nord Matteo Salvini, quella arrivata dalla Consulta è "una sentenza politica, gradita ai poteri forti e al governo come quando bocciò il referendum sulla legge Fornero. Temendo una simile scelta anche sulla legge elettorale il prossimo 24 gennaio, preannunciamo un presidio a oltranza per il voto e la democrazia sotto la sede della Consulta a partire da domenica 22 gennaio". Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile dell'organizzazione della Lega, invece ha definito il no della Corte Costituzionale al referendum sull'articolo 18 e il sì a quelli sui voucher e sugli appalti "una decisione prevedibile e condivisibile sia rispetto alle due ammissibilità sia rispetto alla non ammissibilità al referendum sull'articolo 18. La Consulta ha lavorato bene, dimostrando piena autonomia".

"Questa primavera saremo chiamati a votare per il referendum che elimina la schiavitù dei voucher. Sarà la spallata definitiva al Pd, a quel partito che ha massacrato i lavoratori più di qualunque altro e mentre lo faceva osava anche definirsi di sinistra!", è stato il commento del vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio. Maurizio Lupi, capogruppo di Area popolare alla Camera, invece, ha parlato di "buona notizia" riferito al fatto che non si voterà sull'articolo 18: "Così come formulato il quesito avrebbe riportato indietro la legislazione sul lavoro a un sistema rigido e senza flessibilità, con il risultato di ingessare ulteriormente il mercato del lavoro e lo sviluppo soprattutto delle piccole imprese". Secondo Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro del Senato, infine, "la Consulta ha confermato il suo orientamento giurisprudenziale ostile ai quesiti ‘creativi'. Prevedibile la decisione quindi e utile ad evitare un conflitto sociale e politico antistorico nel momento in cui la quarta rivoluzione industriale sollecita l'investimento nelle competenze quale fondamentale tutela dei lavoratori. Dovremo ora verificare se sarà possibile correggere le disposizioni sugli altri quesiti in termini contemporaneamente utili alla evoluzione del mercato del lavoro e alla possibilità di evitare la contesa referendaria".

 

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Dopo il maltempo riparte l’attività sanitaria dell’Oasi di Troina

 L’IRCCS Oasi Maria SS Onlus di Troina da stamani, 11 gennaio, ha riavviato a seguito della pausa natalizia, la sua ordinaria attività di ricovero per i pazienti, che era stata posticipata a causa delle abbondanti ed eccezionali nevicate che hanno colpito il territorio. Da oggi e fino a domani, giovedì, l’istituto in collaborazione con il Comune di Troina, considerata la grave emergenza neve che si è verificata, ha istituito uno specifico e momentaneo servizio navetta per i propri pazienti al fine di garantire loro un accesso semplice e in sicurezza. Il punto di raccolta è nel “piazzale Malaterra”. Ad attendere pazienti e accompagnatori ci sono operatori dell’Oasi, volontari e personale dei Vigili del Fuoco, i quali con l’ausilio di automezzi idonei garantiscono il raggiungimento del centro sanitario in via Conte Ruggero.

Al momento sono rinviate le prestazioni ambulatoriali non urgenti. L’IRCCS Oasi Maria SS. esprime il proprio apprezzamento nei confronti del primo cittadino di Troina  il dott. Fabio Venezia, il locale Distaccamento dei Vigili del Fuoco, la Protezione Civile comunale e l’Esercito Italiano, i quali prontamente si sono adoperati per evitare quanto più possibile i disagi nei confronti di pazienti bisognosi di cure particolari. L’Istituto ringrazia calorosamente, anche, il gruppo di giovani volontari troinesi che con spirito di partecipazione e solidarietà, nonostante il freddo, hanno spalato la neve per rendere accessibile il centro sanitario di via Conte Ruggero ai pazienti ed operatori dello stesso. La Direzione ringrazia inoltre i propri dipendenti per il lavoro svolto in questi giorni di emergenza neve, e per averlo fatto in condizioni difficili, tra doppi turni e permanenza in servizio oltre l’orario previsto, rappresentando così attaccamento all’azienda e senso del dovere. 

 

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Comitati pro referendum: il governo Crocetta si arrampica sugli specchi

[COMUNIATO STAMPA] I comitati ufficiali promotori delle variazioni territoriali in Sicilia, dopo aver segnalato per primi (comunicato stampa del 28 luglio 2016) il mancato raccordo tra la LR 11/15 e la LR 15/15, inerente la ponderazione del voto per i comuni che hanno rinnovato gli organi politici di vertice nelle amministrative 2016, inducendo la Regione Siciliana a rinviare le elezioni per ben due volte, si vedono ancora costretti a segnalare un altro problema riguardante di nuovo la ponderazione del voto per l’elezione dei rappresentanti delle ex province siciliane.
«Abbiamo da sempre perseguito un solo obiettivo in questa annosa vicenda – affermano i portavoce dei 4 comitati, Filippo Franzone (Gela), Salvatore Murella (Piazza Armerina), Luigi Gualato e Gaetano Buccheri (Niscemi) – e cioè quella di poter entrare nella Città Metropolitana di Catania; obiettivo centrato in pieno dai consigli comunali e dalle popolazioni delle città interessate su iniziativa dei comitati promotori.  Abbiamo promesso che non faremo mai partire i Liberi Consorzi Siciliani se prima la Regione non mantiene la “parola” data attraverso le Leggi, alle popolazioni di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea. Tutto ciò lo stiamo attuando e vogliamo solamente che chi legifera mantenga il patto di rispetto reciproco con l’elettorato e la popolazione. Un patto che ad oggi in Sicilia è stato tradito!» 
Al loro fianco ed a quello dei comuni interessati, in una battaglia che è di democrazia e di civiltà, anche il luminare e noto avvocato, docente universitario ed ex assessore regionale, Gaetano Armao: «a giorni procederemo a depositare al TAR il ricorso per l'annullamento degli atti amministrativi che ormai celebrano un procedimento illegittimo. Ci sono delle chiare responsabilità e coloro che le hanno determinate dovranno spiegare ai cittadini di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e non solo, come possa ignorarsi l'esito di partecipati referendum popolari».
Il Decreto Assessoriale n° 318 del 13 dicembre 2016, a firma dell’Assessorato alle Autonomie Locali retto dall'on. Luisa Lantieri, stabilisce i criteri per la ponderazione del voto dei consiglieri dei comuni interessati dal turno elettorale comunale della scorsa primavera (Maggio-Giugno 2016), così come disposto negli articoli seguenti: 

E' l'ennesimo strafalcione di una maggioranza di governo che, quantomeno in tema di Liberi Consorzi, ha raggiunto il culmine in termini di incompetenza. Pur rispettando il colore delle schede per fasce di ponderazione, in realtà il decreto assessoriale di cui sopra differenzia comunque le schede dei consiglieri dei comuni andati al voto nella primavera 2016, grazie all'inserimento nelle schede della dicitura “bis”, facendo così venir meno il rispetto del principio di segretezza del voto per i consiglieri di questi comuni. Il che rende agevolmente impugnabile innanzi al Tar il provvedimento in questione, peraltro già emanato ma non ancora pubblicato in Gurs. Noi siamo pronti a ricorrere, ma siamo altrettanto convinti che altri faranno a gara per anticiparci, tanto palese e chiaro è lo strafalcione, l'ennesimo in una serie a dir poco grottesca. Per questa via, non ci stupiremo affatto nell'incassare a breve il terzo rinvio delle elezioni di II livello dell’ente intermedio siciliano, con annesso il nono intervento legislativo e l'inevitabile, ulteriore, proroga dei commissariamenti.     
Un continuo arrampicarsi sugli specchi, per poi inevitabilmente scivolare giù per terra, condannando di fatto le ex province siciliane ad un perenne commissariamento. La tanto strombazzata riforma delle ex province, infatti, è nata male e sta finendo anche peggio delle più pessimistiche previsioni. Una riforma flop, sin dagli albori, con il plateale annuncio nel 2013 da parte del Presidente della Regione in una nota trasmissione televisiva. Dopo otto passaggi legislativi (LR 7/13, 8/14, 15/15, 28/15, 5/16, 8/16, 15/16, 23/16) e ben quattro anni di attese,  di quello spot propagandistico rimane solamente incertezza e provvisorietà.
     In questa pseudo riforma, il Presidente della Regione e la sua maggioranza all’ARS, hanno mostrato il peggio che i rappresentanti democraticamente eletti potessero mostrare ai cittadini di una democrazia compiuta. E certamente l’apice di un tale malgoverno si è raggiunto con il mancato rispetto delle volontà popolari dei cittadini di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea, espresse attraverso referendum confermativi, oltre che attraverso due differenti e distanti delibere consiliari per comune. Una vicenda che non ha precedenti in nessuna democrazia occidentale, ove chi governa e legifera stabilisce dapprima le regole per il passaggio territoriale, per poi contraddire quelle stesse regole e con esse i cittadini e le amministrazioni che hanno inteso rispettarle appieno. 

I COMITATI

 

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L”Italia paralizzata…non solo dal freddo

In attesa del 24 gennaio, data in cui la Consulta si esprimerà sull’Italicum, tutto sembra fermo. La paralisi più totale pare si sia impadronita del Paese. Non un singulto vitale promana dagli ambienti governativi, paralizzati forse dal freddo polare che attanaglia l’Italia, ma soprattutto dall’ingombrante ombra renziana che non fa neppur profferir verbo al buon Gentiloni. Neanche la fine dell’era renziana pare riesca a dare fiato alle sue trombe!

Ma se Roma non batte un colpo, ci pensa la magistratura a farlo. Non entro ulteriormente nel merito perché “Controcanto” si è già' occupato di questo problema. Scontrini imprecisi ma nessun reato dice il gup, che fa cadere l’accusa di peculato per l’ex sindaco della capitale. Atteso che ho dichiarato, in tempi peraltro non sospetti, di essere sempre e comunque dalla parte dei giudici, appare del tutto evidente che mascalzoni a essere eufemistici (adesso è ufficiale, non una mia illazione!), furono quanti decretarono la fine di quella Amministrazione consegnando di fatto la città al movimento 5 stelle. A buon intenditor! 

Grillo intanto, consapevole della responsabilità che gli proviene dal guidare il partito, pardon il movimento, che molto probabilmente governerà il Paese nei prossimi anni (provo a prevedere un lustro!), prima di consegnarsi all'inevitabile oblio, tenta di rifarsi una verginità internazionale, avendo abbondantemente perduto quella nostrana. Molla l’Ukip dell’ultranazionalista Farage per aderire agli ultraeuropeisti dell’ALDE liberale che, non più tardi del 18 novembre scorso, avevano promosso un appello europeo contro i demoni populisti, quindi contro il M5S stesso. Scrivo prova poiché, essendo stato visto probabilmente battere in qualche  remota strada di periferia, gli è stata negata la richiesta di adesione e di conseguenza il recupero della tanto agognata verginità. Non mi scandalizzo certo per il fatto. Andava forse alla ricerca di qualche euro in Europa (rifiutato con orgoglio in Italia ad onor del vero!), 700 mila euro pare! Con l'apporto dei parlamentari grillini sarebbe nato il terzo gruppo al parlamento europeo, con più fondi per entrambi i partiti e si sa, “pecunia non olet", come disse Vespasiano annusando una moneta lanciatagli per sfida dal figlio Tito che gli rinfacciava di aver messo una tassa sull'urina raccolta nelle latrine. 
Anche Grillo  in fondo e' un imperatore. Tiene in pugno quel movimento a cui secondo me fa tanto male con il suo becero qualunquismo, e suppongo che tanti  amici simpatizzanti che stimo la pensino come me. 

Intanto i dati di novembre, con la disoccupazione tra i 15 ed i 24 anni risalita fino al 39,9%, mostrano impietosi il fallimento politico a causa dell’assenza, anche dal punto di vista del riequilibrio generazionale, del diritto al lavoro. E’ il più grave fallimento del governo Renzi, dice Mentana; effettivamente e' l’ennesima conferma, ove ce ne fosse bisogno, che il sedicente governo delle riforme è stato senz’ombra di dubbio il peggior governo dell’era repubblicana.

Quindi, ricapitolando: Roma sempre più nel caos; un Paese con un governo che non pare occuparsi nemmeno dell’ordinaria amministrazione; il default bancario a cui si aggiunge l’ennesima crisi dell’Alitalia (che sicuramente pagheremo ancora!); Renzi defunto, (non me ne vogliano i residui amici che tengono per lui, ammesso che ne esistano ancora!); Grillo che si riappropria del suo ruolo di comico (non potrebbe averne un altro più credibile, per la verità!); il centrodestra non pervenuto come la temperatura di quell’aeroporto pugliese di cui mi sfugge il nome; per non parlare poi del terrorismo islamico che sembra sfiorarci, per la prima volta, dopo l’uccisione del terrorista a Sesto San Giovanni.
 
Il 2017 non sarebbe potuto cominciare peggio e se questi sono solo i prodromi c'e' ben poco da stare allegri!

Sergio Rossitto

 

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L’On Lantieri: ”Gli ospedali di Piazza Armerina, Nicosia e Leonforte salvi. Grande soddisfazione”

In base al riordino della rete ospedaliera predisposta dall’assessore regionale alla Sanità  l’ospedale Chiello di Piazza Armerina, il Ferro Branciforte Capra di Leonforte e il Basilotta di Nicosia ritrovano la propria autonomia rispetto a quello di Enna. In particolare il Chiello viene dotato di unità complesse che dovrebbero essere  medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e un’altra che verrà comunicata nei prossimi giorni. 
Oltre al pronto soccorso sarà presente anche la radiologia, il  laboratorio analisi e la  pediatria 

L’assessore regionale agli Enti Locali, On.Luisa Lantieri esprime grande soddisfazione per l’obiettivo raggiunto. 
“E’ un risultato più che positivo per gli ospedali delle tre cittadine che solo fino a qualche giorno fa venivano dati in chiusura. Sono contenta che abbiano trovato smentita queste voci provenienti in alcuni casi anche da chi, per il ruolo istituzionale che ricopre,  avrebbe dovuto sentire il dovere di mantenere un atteggiamento più equilibrato. 
 
“L’assessore Gucciardi – continua l’On. Lantieri – con cui ho lavorato in questi mesi e a cui ho sempre rappresentato le necessità del territorio servito dagli ospedali di Piazza Armerina, Leonforte e Nicosia, ha mantenuto la promessa di tenere conto della particolare situazione logistica in cui operano questi nosocomi. Non avrei mai accettato una soluzione che castigava territori già fortemente penalizzati. 

Non è una vittoria personale ma un risultato positivo per tutte le  collettività interessate. Abbiamo rischiato di perdere un servizio che è fondamentale per città come Piazza Armerina, Leonforte e Nicosia e sono sicura che la conclusione di questa vicenda sarebbe stata diversa se non avessi avuto la possibilità di mettere sul tavolo il peso del ruolo che esercito all’interno del Governo regionale”. 

Devo riconoscere all’assessore Gucciardi una grande disponibilità e soprattutto una grande coerenza di pensiero. Fu lui stesso ad avvisarmi che la bozza presentata qualche mese fa tra mille polemiche rappresentava solo un primo approccio alla rimodulazione e che avrebbe ascoltato tutte le istanze provenienti dalle comunità interessate prima di presentare il progetto della nuova rete ospedaliera . Così è stato.
Voglio infine ringraziare – conclude l’assessore Lantieri – tutti coloro che in questi mesi mi sono stati vicini e mi hanno aiutato a vincere un battaglia di fondamentale importanza per le collettività che rappresento.”

Il piano di riordino adesso dovrà seguire l’iter legislativo che prevede un passaggio in commissione Sanità e all’Ars. Successivamente verrà inviato a Roma per l’approvazione definitiva.

 

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Enna – Manifestazione organizzata dalla Polizia di Stato ”La befana del poliziotto”

[COMUNICATO STAMPA] Nella giornata dell’8 Gennaio 2017, presso la sala polifunzionale dell’ente Autodromo di Pergusa, si è tenuta la II edizione della tanto amata manifestazione “La Befana del Poliziotto”, organizzata dalla Questura di Enna. L’evento, ampiamente apprezzato già nella I edizione, è stata presentato dalla giornalista Pierelisa Rizzo ed ha visto la partecipazione di oltre 60 bambini accompagnati dai propri familiari. L’alto significato morale e i valori di solidarietà che si intendono esprimere con questo evento sono stati ancor più esaltati dalla sentita presenza del Signor Questore Antonino Pietro Romeo e dei suoi familiari Dedicata a grandi e piccoli, “La Befana del Poliziotto” ha offerto momenti di spettacolo per far trascorrere una giornata divertente ai figli degli operatori della sicurezza della Provincia di Enna: calze, dolci, doni, uno spettacolo di magie e tanta musica sono stati i regali che la befana ha estratto dalla calza della nonnina più famosa del mondo, in una mattina di allegria e divertimento per tutti i bimbi e i familiari della Polizia di Stato.

 

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Piazza Armerina – domani assemblea cittadina. Si parlerà della distribuzione idrica

[COMUNICATO STAMPA]Si prevede una folta presenza di pubblico alla manifestazione che si terrà domani sera presso un noto albergo cittadino per parlare di acqua pubblica. L’iniziativa segue ad un lungo periodo di protesta da parte della cittadinanza piazzese che paga il servizio idrico con tariffe fra le più alte d’Italia , circa 4 euro al metro cubo, ma non ha una erogazione regolare e la stessa qualità dell’acqua lascia a desiderare tanto che sono poche le persone che la consumano per bere. Molti si chiedono perché Piazza Armerina deve essere fornita dall’acquedotto proveniente dalla diga ANCIPA quando il territorio è ricco d’acqua e sono molti i comuni viciniori che attingono a pozzi nel territorio piazzese.

L’Assemblea cittadina si prefigge di fare il punto della situazione per individuare le soluzioni da suggerire attraverso la Costituzione di un Comitato agli Enti di competenza.Fabrizio Tudisco, organizzatore della assemblea, ha invitato diversi tecnici che hanno una vasta competenza nel settore idrogeologico e attraverso le loro analisi si spera che sarà possibile tracciare un programma che spronerà gli Enti preposti alla gestione e al controllo del servizio idrico a cambiare le politiche del settore che sino ad oggi hanno consentito ad Acquaenna di spadroneggiare negli ambiti amministrativi con tariffe capestro senza assicurare un corretto servizio di erogazione idrica. Per troppo tempo c’è stata una sorta di scarica barile soprattutto da parte dell’attuale amministrazione in carica addossando alle precedenti amministrazioni presunte colpe sull’affidamento del servizio ad acquaenna nonostante gli atti amministrativi affermino proprio il contrario .Non ha comunque più senso alimentare sterili polemiche che dividono e non aiutano ad individuare un percorso corretto ed efficace per uscire fuori da un disservizio idrico che sembra potrebbe peggiorare nell’immediato futuro.

 

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Troina, Emergenza neve – L’esercito lavora senza sosta per sgomberare il centro storico

Proseguono i soccorsi e si riparano le utenze idriche. Da domani riparte il servizio di raccolta dei rifiuti Troina, 11 gennaio 2017 – Continuano a lavorare senza sosta, per cercare di liberare il centro storico e le vie principali dalla fitta coltre di neve che ancora invade la città, gli uomini dell’Esercito giunti nella tarda mattinata di ieri da Palermo per fronteggiare l’emergenza viabilità. I 10 militari del Genio Militare, coadiuvati da 2 fuori strada, 2 bob cat cingolati, 1 ruspa e 2 camion con articolato, sono rimasti in azione tutta la notte, nonostante il buio, il gelo e i fiocchi di neve, per cercare di rimuovere quanta più neve possibile dal centro storico, dalle vie principali della città e dalla strada di accesso alla “Cittadella dell’Oasi”.

I cumuli di neve rimossa verranno infatti caricati sui camion dell’Esercito e portati fuori dalla città per non ostruire ulteriormente la già precaria circolazione urbana e extraurbana, mentre attualmente con un bob cat si sta cercando di aprire un varco in via Napoli Bracconeri e zone limitrofe, per consentire l’accesso al quartiere Scalforio, dove le strette viuzze non consentono né l’arrivo di mezzi, né tantomeno di poter spalare la neve a mano. I Vigili del Fuoco, che hanno messo a disposizione un elicottero e un gatto delle nevi, anche oggi si occuperanno di prestare soccorso alle aziende agricole isolate e al bestiame, consegnando viveri e foraggi e scongiurando la morte di numerosi ovini e bovini.

Protezione Civile sempre operativa in città e nel centro storico per portare a domicilio farmaci e beni di prima necessità agli anziani, ai malati e ai disabili, mezzi spalaneve e spargisale in giro per l’abitato e non solo, mentre un nucleo di operai comunali sta cercando di riparare i guasti a diverse utenze idriche private, rimaste a secco a causa delle tubature ghiacciate. Previsto in giornata l’arrivo dei disabili dell’Ircss Oasi Maria Santissima che verranno dapprima fatti convergere nel punto di raccolta approntato in piazzale Malaterra, per poi essere accompagnati nelle due sedi della Cittadella e di via Conte Ruggero dell’Istituto. “Purtroppo l’ermergenza non è ancora superata – spiega il sindaco Fabio Venezia – e permangono ancora numerose difficoltà. Continuiamo a fare tutto il possibile, ma ancora c’è e ci sarà per i prossimi giorni tanto lavoro da fare”. Da domani dovrebbe tornare attivo il servizio di raccolta dei rifiuti urbani.

 

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In ripresa l’attività di donazione di organi in Sicilia

“Nel 2016 si è registrata una ripresa sensibile dell'attività di donazione e trapianto, frutto dell'impegno di tutte le aziende sanitarie e dell’attenzione dell'assessore alla Salute Baldo Gucciardi”. Il direttore del CRT Sicilia, Bruna Piazza, commenta così i dati del 2016 presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa all’Assessorato regionale alla Salute.            I donatori effettivi sono stati 47 nel 2015 e 51 nel 2016.  Nel 2015 sono stati effettuati 196 trapianti (99 di reni, 18 di cuore, 49 di fegato, 1 di pancreas, 29 polmoni) più cinque split di fegato. Nel 2016 i trapianti effettuati nei tre centri siciliani autorizzati ossia ARNAS Civico, ISMETT e Policlinico di Catania, sono stati 192 (97 reni, 13 cuore 60 fegato, 2 pancreas, 20 polmoni) e 6 gli split. 

“I risultati conseguiti nel 2016 – continua Bruna Piazza – sono assolutamente positivi, emblematici delle potenzialità che vi sono a livello regionale in termini di professionalità sanitarie e in termini di generosità della popolazione siciliana e ci fanno ben sperare di poter raggiungere gli standard nazionali”.
Uno degli obiettivi da raggiungere nel 2017 sarà quello di diminuire il tasso di opposizione che nel 2016 ha fatto registrare 66 “No” alla donazione degli organi. 
“Chiaramente – commenta il direttore del CRT – l'incremento del numero di segnalazioni di morte encefalica ha determinato parimenti un incremento anche della percentuale di  opposizione da parte di alcuni cittadini. Questo rappresenta un elemento su cui c’è ancora molto da fare, ma siamo convinti che attraverso una sempre più capillare informazione e sensibilizzazione e con un maggiore coinvolgimento delle aziende in termini di organizzazione sanitaria potremmo migliorare anche questo dato”.  
A concludere positivamente il 2016 è stata la partecipazione, per la prima volta in Sicilia,  del centro trapianti di rene dell’ARNAS Civico, alla realizzazione di una catena di trapianti da donatore vivente in modalità crociata, avviata da un donatore “Samaritano”, un signore di Vicenza che con un atto di grande generosità ha voluto donare un rene in maniera incondizionata. Si è messo pertanto in moto un processo “a catena” che ha consentito a cinque coppie (donatore-ricevente), residenti in Toscana, Emilia Romagna e Sicilia, incompatibili tra di loro, di eseguire il trapianto da donatore vivente “scambiandosi” il rene del rispettivo donatore.

Fino a oggi in Italia erano stati eseguiti trapianti con questa modalità soltanto due volte e sempre in centri dell’Italia settentrionale.
L’equipe chirurgica del Centro trapianti di rene, diretta da Silvio Morini coadiuvato dai chirurghi Saverio Matranga, Andrea Macaluso e Giancarlo Barranco, ha eseguito prima il trapianto del rene giunto da Pisa, dove era stato prelevato alla donatrice di un’altra coppia, in un 25enne in dialisi da alcuni mesi. Successivamente la stessa equipe chirurgica ha prelevato il rene dalla madre del giovane palermitano e lo ha inviato al Centro trapianti di Pisa per la successiva coppia della catena. Entrambi gli interventi sono perfettamente riusciti.
Flavia Caputo, direttore dell’unità di nefrologia con trapianto di rene dell’ARNAS Civico, commenta: “La nostra piena partecipazione a questa procedura, estremamente complessa e coordinata dal Centro Nazionale Trapianti, ha messo in evidenza ancora una volta la grande capacità organizzativa e la professionalità degli operatori del Centro trapianti “Leonardo Sciascia” dell’ARNAS Civico. Spero – conclude la dottoressa Caputo – che ciò possa contribuire a incrementare anche in Sicilia il trapianto da donatore vivente, che rappresenta la più valida opzione terapeutica per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica in fase avanzata”.

Nel 2017 il CRT continuerà le iniziative di comunicazione per aumentare la corretta informazione. Sul fronte del progetto “Una Scelta in Comune”, i cittadini che hanno deciso di registrare al proprio Comune la volontà sulla donazione di organi e tessuti in occasione del rinnovo della carta d’identità sono 12.827, con l’87,7 per cento di consenso alla donazione, mentre le Amministrazioni comunali che hanno attivato questa procedura sono 45. 
Proseguirà nel 2017 anche la campagna “Diamo il meglio di noi”, un’iniziativa dedicata alle grandi organizzazioni pubbliche e private per diffondere tra i propri dipendenti la cultura del dono e aumentare il numero delle dichiarazioni di volontà. Nel settembre 2016 il Dipartimento della Funzione Pubblica e del Personale della Regione Siciliana è stata la prima struttura pubblica ad aderire alla campagna promossa dal Ministero della Salute in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti e le associazioni di settore

 

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L’addio di Obama nella sua Chicago: “Un onore servire gli americani, non mi fermerò”

Si è commosso, ha fatto piangere la folla che lo ascoltava e ha concluso il suo ultimo discorso alla Nazione da presidente degli Stati Uniti d’America con lo slogan che lo portò alla Casa Bianca e che urlò nella ormai leggendaria election night del 2008: “Yes we can!”. Così Barack Obama ha salutato la sua Chicago, la città dalla quale è partita ormai anni fa la sua avventura, davanti a una folla di ventimila persone in delirio. Ha urlato “Yes we can” ma anche “Yes we did” perché l’America “oggi è migliore” secondo Obama. Per il presidente, nel corso del suo mandato alla Casa Bianca il cambiamento c’è stato. E così, in un clima di commozione assoluta, Obama ha ricordato alcuni dei successi della sua presidenza. Ad esempio la legalizzazione delle nozze gay e il salvataggio dell'industria dell'auto, sull'orlo della bancarotta dopo la grande crisi. Ma nel suo ultimo discorso Obama ha parlato soprattutto dei valori che rendono l’America eccezionale e che non vanno traditi. Valori per i quali lui ha promesso che continuerà a combattere anche da semplice cittadino. “È stato un onore servire gli americani, non mi fermerò – ha detto Obama -. Continuerò a farlo per il resto dei miei giorni”. “Non credete nel cambiamento che posso portare io, ma in quello che sta dentro di voi. Se qualcosa ha bisogno di essere aggiustato, mettetevi le scarpe, uscite e fatelo”, ha detto ancora commosso.

Obama: “Non tradire i valori dell’America”
A Chicago Obama non ha parlato direttamente dell’uomo che fra qualche giorno prenderà il suo posto, Donald Trump, se non per ribadire ancora una volta che farà di tutto per agevolare la transizione. Ma ha ricordato come il futuro dell’America dipenda dalla salvaguardia di quei principi di libertà, uguaglianza, democrazia che furono dei padri fondatori, e ha detto che mai accetterà qualunque discriminazione contro i musulmani. “Anche perché l’Isis sarà sconfitta – ha detto Obama – solo se non prevarrà la paura e si sapranno salvaguardare proprio quei valori che il terrorismo vuole distruggere”. Anche negare i cambiamenti climatici – altra stoccata al suo successore – per Obama “sarebbe tradire le generazioni future e lo spirito del Paese”. Obama ha parlato anche delle discriminazioni razziali nei confronti di tutte le minoranze, a partire da quella afroamericana: “Servono le leggi, anche se queste non bastano. Devono cambiare i cuori”, ha detto il presidente.

Lacrime per Michelle: “Sei la mia migliore amica, ci ha resi orgogliosi”
Obama è poi apparso decisamente commosso quando ha parlato di sua moglie Michelle: “Non sei stata solo la madre delle mie figlie, ma anche la mia migliore amica. Hai reso la Casa Bianca la casa di tutti, e ci hai resi orgogliosi”, ha detto rivolgendosi alla first lady. E con lei, con la figlia Malia e il vice Jeo Biden, il due volte presidente degli Stati Uniti ha salutato l’America.

 

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Ecco perché è salvo l’ospedale Chiello di Piazza Armerina

Otto strutture ospedaliere di secondo livello e diciotto di primo livello. È questa la nuova rete sanitaria siciliana presentata nel corso del vertice coi sindacati convocato dall’assessore Baldo Gucciardi a piazza Ottavio Ziino, a Palermo.

“La nuova rete ospedaliera – afferma Gucciardi –  nasce dall’esigenza di rendere uguale il diritto alla salute per tutti i cittadini che potranno essere curati nei reparti attrezzati per la patologia che li ha colpiti. In particolare, la rete è strutturata in maniera tale da garantire le migliori risposte in termini di tempo e di qualità dell’assistenza per le patologie di elevato impatto sociale quali infarto, ictus, emorragie gastrointestinali nonché per i gravi traumatismi”. 

«Nessun ospedale verrà chiuso – garantisce Gucciardi -, ma ogni ospedale sarà funzionale e complementare all'altro, salvaguardando tutti i presidi compresi quelli delle isole minori e delle zone più disagiate». La nuova rete approderà in Assemblea regionale tra qualche giorno per il parere obbligatorio.

Nel bacino Catania-Ragusa-Siracusa, gli ospedali di riferimento saranno il Cannizzaro, il Garibaldi e il Policlinico Vittorio Emanuele. Salvi anche gli ospedali riuniti di Giarre e Acireale, strutture di primo livello. Così come dipartimenti di primo livello saranno Caltagirone, Ragusa, gli ospedali riuniti di Vittoria e Comiso, Siracusa e i ‘riunitì Avola e Noto. Biancavilla, Paternò, Modica-Scicli e Lentini manterranno il pronto soccorso. Bronte e Militello Val di Catania, quelli di area disagiata.

A Messina, il Policlinico rimane di secondo livello. Tra le strutture di primo livello Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo, il San Vincenzo di Taormina e il Papardo.

Nell’area Agrigento-Caltanissetta-Enna il Sant’Elia diventa dipartimento di emergenza-urgenza di secondo livello. Subito dopo gli ospedali di Agrigento, Sciacca e Ribera, il Vittorio Emanuele di Gela e l’Umberto I di Enna. Canicattì, Licata, Piazza Armerina e Nicosia le strutture di base.
Il piano della rete ospedaliera arriverà all’Ars tra qualche giorno per il parere obbligatorio. Poi approderà in giunta regionale, avendo già acquisito il parere del ministero.

Ancora siamo i attesa di salcuni chiarimenti per conoscere quali unità comporranno l'offerta sanitaria del Chiello ed in particolare se vi saranno e in che misura unità complesse.Vi terremo aggiornati sull'argomento. 

 

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Ennesima intimidazione al sindaco di Avola, la solidarietà dell’ancisicilia

 “Esprimiamo la solidarietà dell’AnciSicilia a Luca Cannata, sindaco  di Avola e vice presidente vicario della nostra Associazione, bersaglio di un nuovo atto intimidatorio”. 

Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’AnciSicilia, dopo l’ennesima intimidazione al sindaco Cannata, aggredito verbalmente e minacciato di morte da un suo concittadino. 
“La situazione  – aggiungono Orlando e Alvano – ha ormai raggiunto i tratti di una vera e propria emergenza che, aggravata dalle precarie condizioni economiche degli enti locali, necessita di un intervento deciso ed organico. Continuamente messi con le spalle al muro dalle esigenze delle comunità  – sempre più difficili da soddisfare anche per i continui tagli ai trasferimenti – o dalle minacce di cittadini disperati, gli amministratori locali non riescono a svolgere il proprio compito in maniera serena e questo sta determinando una concreta difficoltà nel portare avanti l’impegno politico e civile all’interno delle sedi istituzionali”.
“Amareggiati per questo ennesimo gesto di intolleranza nei confronti di un rappresentante delle istituzioni, – conclude il presidente Orlando –  ribadiamo la piena convinzione che seguire la strada della “buona amministrazione” sia la risposta migliore per far prevalere il senso di legalità contro qualsiasi atteggiamento di prevaricazione”.

 

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Emergenza neve a Troina : l’esercito invia 3 mezzi e 10 uomini

Continua la situazione di allerta e emergenza causata dalla gelida morsa di neve che da giorni attanaglia ancora senza tregua la città, rendendo difficili soccorsi e operazioni di sgombero viario.Il Genio Militare dell’Esercito Italiano, che ieri sera su richiesta del sindaco Fabio Venezia ha inviato un primo nucleo di militari, che hanno effettuato un lungo sopralluogo per le vie della città, al fine di pianificare le tipologia di interventi da pianificare, sta inviando 3 mezzi e 10 uomini, già in viaggio da Palermo, mentre altri uomini di rinforzo sono in partenza dal Capoluogo per giungere a Troina nelle prime ore del pomeriggio.

I militari dell’Esercito, coadiuvati dai propri mezzi, si suddivideranno in due squadre, una per il centro storico e l’altra per le strade rurali, dove lavoreranno per rimuovere la neve e il ghiaccio che impediscono ogni tipo di circolazione.
I Vigili del Fuoco da stamattina sono impegnati nella campagne, dove sono intervenuti per rifocillare il bestiame, a rischio morte per assideramento e mancanza di cibo, nonché consegnare viveri e beni di prima necessità alle aziende agricole isolate da giorni.
La Protezione Civile lavora ininterrottamente per soccorrere anziani, malati e disabili e consegnare a domicilio farmaci, cibo e quanto altro si renda necessario, mentre i volontari e i 6 mezzi comunali, grazie anche al prezioso supporto di tanti giovani troinesi, continuano a spalare neve nelle viuzze del centro storico.
Si sta inoltre pianificando il rientro dei disabili all’Oasi Maria Santissima, dopo la pausa natalizia di chiusura dell’Irccs, con un punto di raccolta in piazzale Goffredo Malaterra, da dove poi saranno accompagnati nelle sede di via Conte Ruggero dell’Istituto, da uomini e mezzi del Comune.

 

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Uno studio inglese: I denti possono auto-ripararsi grazie a una molecola

I denti possono auto-ripararsi. Lo dimostra uno studio inglese condotto sui topi sotto la guida di Paul Sharpe, del King's College London. L'esperimento è stato pubblicato su Scientific Reports che viene pubblicato annualmente e raccoglie i contributi scientifici della ricerca di base e della ricerca clinica. Le cellule staminali che formano il tessuto compreso tra lo smalto e la polpa, ossia la dentina, possono essere stimolate a crescere con un farmaco usato contro l'Alzheimer. L'utilizzo di una molecola già usata nell'uomo, ha osservato Sharpe, potrebbe velocizzare l'applicazione della tecnica sui pazienti. Il metodo si basa sulla capacità che hanno i denti di ripararsi dopo un piccolo danno ma la rende più efficace e la potenzia al punto da non dover ricorrere alle otturazioni, in seguito a un'infezione come la carie. Dopo un danno, i denti, infatti, riporta Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, per proteggere la polpa producono un sottile strato di dentina. Tuttavia questo è insufficiente per riparare grandi cavità lasciate dalla carie e i dentisti usano otturazioni artificiali, come cementi a base di calcio o di silicio. Però c'è un inconveniente: bisogna sostituire l'otturazione se il dente si riammala oppure se si deteriora e cade. Il nuovo approccio evita questi problemi e si basa su una molecola chiamata GSK-3 (glicogeno sintasi chinasi), che è usata per curare alcune malattie neurologiche, incluso l'Alzheimer, e che in questo caso ha dimostrato di riuscire anche a stimolare le cellule staminali che formano la dentina. Nel test la molecola è stata applicata attraverso spugne di collagene biodegradabili. Una volta imbevute della molecola, le spugne sono state applicate nella cavità da riparare, dove hanno liberato il farmaco che ha stimolato le staminali che producono la dentina, riparando il dente in un periodo compreso tra 4 e 6 settimane.

 

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Maltempo, Castagna (cia sicilia): “un disastro la morsa del gelo che ha colpito l’agricoltura

“Cia Sicilia chiede lo stato di calamità per l’eccezionale ondata di maltempo che sta mettendo in ginocchio l’intero comparto agricolo e zootecnico della regione”. “In questi giorni si registrano gelate con gravi danni agli ortaggi, enormi danni e disagi per le numerose aziende zootecniche tra Nebrodi, Madonie e zone interne con impossibilità di raggiungere i siti aziendali, animali abbandonati a se stessi e, di contro, un’indennità compensativa che non arriva e, per i fortunati che l’hanno ricevuta, è dimezzata”. A dichiararlo è Rosa Giovanna Castagna presidente regionale di Cia Sicilia. “Anche se la valutazione dei danni è provvisoria – continua Castagna – si aspetta di comprendere meglio l’entità che, in alcuni casi, è di difficile valutazione per l’impossibilità di raggiungere alcune zone”. “Temo che il bilancio regionale del maltempo possa peggiorare – conclude Castagna – generando gravi danni economici per tutto il comparto agricolo e zootecnico. Per questo motivo bisogna intervenire in tempi brevi”.

 

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Anno nuovo, cosa cambia per i mutui?

Uno sguardo alle possibili novità e cambiamenti che il 2017 potrebbe avere su un settore delicato come quello dei mutui per acquistare casa: dalle modifiche normative ai tassi di interesse, ecco le notizie principali per gli investitori interessati.

Dopo una “grande abbuffata” nel corso degli ultimi due anni, con i tassi ai minimi e condizioni favorevoli, il 2017 sembra invece aprirsi con scenari meno positivi per gli investitori e per coloro che sono interessati ad accendere un mutuo per l’acquisto della casa. A far cambiare il vento potrebbero essere le novità procedurali e le solite incertezze economiche, che rischiano di rendere questi dodici mesi particolarmente ostici nel campo della finanza.

Le novità del 2017. Lo rivela un recente articolo di Repubblica, che analizza i dati elaboratori dallo specifico osservatorio condotto dai portali Mutui.it e Facile.it; il pezzo riporta una serie di annotazioni e informazioni specifiche per il consumatore, con un occhio di riguardo innanzitutto alle tutele del settore, garantite dallo scorso luglio anche dal decreto legislativo 72/2016, che obbliga le banche a una sempre maggiore trasparenza nel momento della stipula di un mutuo.
Quali tassi nel 2017? Tra gli aspetti su cui c’è ancora incertezza (e un velo di pessimismo) c’è senz’altro quello legato ai tassi di interesse, anche perché sarà difficile ritrovare anche in quest’anno le condizioni estremamente favorevoli verificatesi nel corso del 2016, che ha visto i costi dei finanziamenti galleggiare sui minimi di sempre. Tuttavia, Mario Draghi e la Bce hanno già garantito che il Quantitative Easing (vale a dire la quantità di titoli di Stato che la Banca Centrale Europea acquisterà per immettere liquidità sul mercato) andrà avanti per tutto l'anno, il che potrebbe tenere bassi i riferimenti principali sui quali si costruiscono i tassi dei mutui.

Gli scenari del futuro prossimo. Come riportato nell’articolo, gli esperti ritengono che "il tasso Euribor, al quale sono legati i mutui a tasso variabile, resterà probabilmente sui livelli attuali ancora per un paio di anni”; per quanto riguardal'Eurirs a dieci anni (dal quale dipendono i mutui a tasso fisso), invece, si nota già “una lenta risalita guadagnando da luglio oltre 40 punti base. Risalita che potrebbe proseguire, a causa di vari fattori tra cui la diminuzione dell'importo del Quantitative Easing della Bce fino al dicembre 2017, passato da 80 a 60 miliardi di euro al mese”.
Movimenti in America. Non va poi dimenticato quanto avviene negli Stati Uniti, dove la Fed ha ritoccato al rialzo il costo del denaro; una decisione che probabilmente “contagerà” anche l’Europa, così come effetti in tal senso potrebbero avere le prime politiche fiscali del nuovo presidente Trump, che dovrebbero portare a politiche monetarie restrittive, e di conseguenza a ulteriori rialzi dei tassi “che si rifletteranno anche sul Vecchio Continente, probabilmente già nel corso dei prossimi cinque anni".
Studiare come e quando si calcola la rata del mutuo. Insomma, a breve potrebbero esserci novità (e non favorevoli) per chi vuole acquistare una nuova casa. Al momento, la situazione è comunque in attesa anche sui principali siti online, come Ing Direct con il suo Mutuo Arancio, ma già dalle prossime settimane “diventerà molto probabile un ritocco al rialzo degli spread bancari, peraltro già 'difesi’ contro eccessivi ribassi dai contestati tassi floor, che da tempo impediscono che al ribasso dei tassi sui mutui non ci sia alcun limite”. Bisognerà insomma fare attenzione anche al momento in cui si calcola rata mutuo, per riuscire a intercettare il periodo e le condizioni più vantaggiose.

I bonus per il mutuo. L’ultima annotazione riguarda invece uno strumento di agevolazione che resta in vigore in Italia, ovvero il Fondo Mutui Giovani Coppie che consente l'accesso al finanziamento per la prima casa anche a chi non abbia un contratto a tempo indeterminato,con conseguente detrazioneIrpef degli interessi passivi in sede di dichiarazione dei redditi, attraverso la garanzia statale sul 50% della quota capitale del finanziamento richiesto. Da quest’anno, inoltre, possono accedere al Fondo Mutui Prima Casa anche i single under 35 e le coppie di fatto con componenti sotto i 35 anni di età che costituiscano un nucleo familiare da un minimo di tre anni, grazie alla legge Cirinnà.

 

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Troina : Emergenza neve: chiuse tutte le scuole e l’asilo nido comunale mercoledi’ 11 e giovedi’ 12

 Tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio comunale, compreso l’asilo nido, rimarranno chiuse anche per le giornate di mercoledì 11 e giovedì 12 gennaio prossimo.A disporlo l’ordinanza del sindaco Fabio Venezia, già emanata per giorno 9 e 10 gennaio, prorogata per il persistere delle abbondanti precipitazioni nevose dei giorni scorsi che ancora rendono difficile la circolazione stradale, sia nel centro urbano che nell’area extraurbana, che per il potenziale pericolo per la sicurezza e la pubblica incolumità degli alunni.

 

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Lettera aperta per il ministro degli interni on. Marco Minniti

Esimio Ministro

desidero complimentarmi con Lei che, soltanto dopo poche settimane dal  suo insediamento  al Ministero degli Interni, è volato a Tripoli per incontrare i vertici del Governo libico ed esaminare tutti gli aspetti, collegati al fenomeno migrazione, modificando sostanzialmente il comportamento completamente passivo del suo predecessore il quale, per i grandi  (!) meriti guadagnati nel periodo della sua permanenza al Ministero degli Interni, è stato promosso Ministro degli Esteri.
In una mia nota del 9 ottobre 2013, pubblicata su diversi giornali on line e inserita alla pag.98 del mio libro” Cronaca e riflessioni sulla politica italiana”, consideravo la possibilità di “ Creare in Libia un centro di accoglienza per coloro i quali, per motivi seriamente accertati, sono costretti ad emigrare”, verificare e  documentare la loro identità, cosa molto difficile effettuare in  Italia, dove gli immigrati attendono mesi ed anche anni, causando l’intasamento dei Centri di raccolta e determinando  frequenti casi di rivolta.

Senza trascurare l’enorme costo  del pattugliamento del Mediterraneo con navi ed aerei,  del mantenimento di centinaia di migliaia di immigrati e le speculazioni collegate alla spesa   per la loro permanenza.
In altra  nota del 20 marzo 2015, pubblicata sugli stessi giornali on line e riportata alla pag.249 dello stesso libro, così scrivevo “Mi ha molto sorpreso la dichiarazione del Ministro Alfano il quale, commentando le notizie che un milione di persone sono in attesa di iniziare il lungo viaggio per raggiungere le coste siciliane, ha affermato che bisogna fermare questo previsto esodo. Ci sono voluti circa venti mesi perché il Ministro degli Interni comprendesse che la regolamentazione dell’afflusso degli immigrati doveva essere meglio gestita.”

Inoltre “ Ci sono voluti circa venti mesi perché Alfano affermasse la necessità di coinvolgere la Libia, proprio in questo momento difficile per la situazione interna che quel Paese attraversa; oggi è più difficile  a differenza di venti mesi fa”.
A Lei, che con la sua ben nota  serietà e competenza  sta affrontando questo enorme problema, l’augurio che possa riuscire a creare le migliori condizioni per una  seria e responsabile definizione.
Cordialmente

 Angiolo Alerci

 

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Il quartiere Castellina organizza per venerdì un incontro sulla questione IPAB

Venerdì alla Casa delle Cultura si parlerà della situazione della casa di riposo San Giuseppe. A organizzare l’incontro, che avrà inizio alle 16.30, è il comitato del quartiere Castellina. Certa la partecipazione dell’assessore regionale agli Enti Locali Luisa Lantieri. Invitato anche il sindaco Filippo Miroddi. 

 

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La nuova piazza digitale ed il populismo

La nuova piazza digitale ha condizionato irreversibilmente la divulgazione della conoscenza. La società attuale ci appare come un turbinio di particelle impazzite che corrono attraverso la rete per trovare una loro labile collocazione e una volta trovata scompaiono nel nulla. Tutto sembra un continuo divenire, ci sfuggono regole, concetti e parole. Usiamo dei termini a noi noti ma con significati diversi, ne inventiamo di nuovi, guardiamo il mondo virtuale evolversi in maniera casuale e per molti aspetti incontrollabile. Novità apparentemente irrilevanti cambiano totalmente il nostro modo di vivere e di pensare. 
Vi sono state delle epoche storiche di profondo cambiamento tecnologico, una di queste è senza dubbio l'avvento delle immagini che contribuì alla manifestazione di onnipotenza che di sé diede il nazismo, magistralmente condotta da Joseph Goebbels. Nulla però è paragonabile a quello che accade oggi. Pertanto 

Ezio Mauro in un illuminante articolo apparso su “La Repubblica” del 31/12/2016 scrive «Il paesaggio democratico in cui siamo cresciuti e dentro il quale abbiamo immaginato il futuro dei nostri figli sta andando in pezzi». L'avanzata irresistibile della Tecnocrazia ha messo a nudo le debolezze della democrazia che sembra non bastar più a se stessa. Si sgretola ogni forma di pensiero e aggregazione classica e gli unici a restare a galla sono «gli imprenditori del peggio» cioè coloro i quali fanno una politica contro senza mai qualcosa in cui credere. 

È dunque il populismo la nuova forza della politica e l'unica forma di rappresentanza della società tecnocratica? 
Nell'enciclopedia Treccani il Populismo viene descritto come una «forma di prassi politica, tipica di Paesi in via di rapido sviluppo dall’economia agricola a quella industriale, caratterizzata da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari, con il consenso dei ceti borghesi e capitalistici che possono così più agevolmente controllare e far progredire i processi di industrializzazione». Questa definizione – appare evidente – non ha tenuto conto dell'evoluzione sociale contemporanea. Se pensiamo al populismo odierno ci vengono in mente Trump, Hofer, Le Pen, Salvini e naturalmente Grillo. 
Ciò che accomuna questi leader è un'innata padronanza nel gestire le folle e la comunicazione mediatica, soprattutto quella televisiva, ma non solo. Trump e Grillo nella loro vita hanno lavorato e vissuto di talk show, programmi televisivi e spettacoli pertanto conoscono a perfezione le regole della comunicazione. Sanno che la cosa più importante è far parlare di sé qualunque cosa si dica. 

Non a caso il mezzo di comunicazione più usato da Trump è Twitter, mentre Grillo preferisce il blog. Entrambi i mezzi di comunicazione citati non permettono repliche immediate. In queste forme comunicative i pensieri profondi e articolati non servono poiché nessuno si ferma più ad analizzare i contenuti e le ripercussioni dei proclami lanciati. Il popolo, o per meglio dire il volgo, guarda le immagini, legge i titoli e non va oltre. La realtà si trasforma così in un soliloquio violento e acceso condotto da un attore che fa di tutto per apparire colto, sicuro di sé e autoritario.
I punti di riferimento cui eravamo abituati vengono meno, non esistono più luoghi di aggregazione reali e la piazza digitale è una piattaforma che serve a divulgare le proprie idee. Il nuovo aspetto del populismo post-democratico è votato alla distruzione del pensiero liberale ritenuto vecchio, obsoleto e inadeguato. Una regola fondamentale: non tracciare nessuna linea guida sulla ricostruzione. Sedersi attorno ad un tavolo o un blog solo per comprendere non sembra una priorità della società tecnocratica. I blog devono creare notizie sensazionali e il risultato è «un deserto culturale, dove di fronte all'impatto devastante delle tre crisi e alla fatica della democrazia manca la capacità della destra di governo e soprattutto della sinistra di elaborare un pensiero alternativo». 

I citati interpreti la soluzione sembra l'abbiano trovata: cancellare la cultura liberale, andare alla ricerca dell'anno zero, riscrivere la storia abbandonando l'idea che la cultura liberale sia un valore fondante della società occidentale. 
Le ideologie del novecento trasformate in dittature cosa si proponevano se non una nuova interpretazione della storia, un nuovo credo escatologico che prometteva la risoluzione di tutti i problemi che la società occidentale aveva generato? Il superamento della devastante crisi economica e dello spirito aggregazionista guidato dagli ebrei avrebbe prodotto una nuova società, Individualista, Populista e Tecnocratica. Meditate gente meditate. 

 

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Blitz antiterrorismo a Roma e nel Lazio: presunto jihadista faceva proseliti in carcere

Un blitz antiterrorismo è scattato questa mattina all'alba a Roma e nel Lazio. Denominata dagli inquirenti ‘Operazione Black Flag', l'azione ha portato alla perquisizione delle abitazioni di numerose persone in tutta la regione, sospettate di essere vicine a network jihadisti, e all'arresto di un presunto membro di Ansar Al-Sharia, considerata affiliata ad Al Qaeda e attiva in Libia.

Ansar Al-Sharia è stata inserita nel 2014 nella lista delle organizzazioni terroristiche da parte dell'ONU, ed ha portato a termine il sanguinoso attentato contro la sede diplomatica Usa del 2012 a Bengasi. Altri particolari verrano resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11.00 nella sede della Questura di Roma.

L'indagine, portata avanti dalla Digos di Roma  sotto la direzione del vicequestore Mauro Fabozzi, è scaturita da alcune risultanze investigative a seguito dei controlli dopo l'attentato al mercatino di Natale a Berlino e ai movimenti in Italia di Anis Amri. L'uomo raggiunto dall'avviso di custodia cautelare già si trovava in carcere per reati comuni, e proprio tra le mura della prigione avrebbe fatto opera di proselitismo per l'organizzazione jihadista.

 

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Piazza Armerina – In consiglio comunale il sindaco lancia la campagna elettorale. La sua strategia.

Quello a cui ieri abbiamo assistito in consiglio comunale è stato un dibattito, voluto dal sindaco Filippo Miroddi e dai suoi consiglieri, nel quale era evidente l’intenzione del primo cittadino di avviare la campagna elettorale che si concluderà nella primavera del 2018 con le nuove elezioni comunali. 

LA STRATEGIA ELETTORALE

Miroddi ha messo sul tavolo, prendendo a pretesto la questione della casa di riposo e del conseguente dissesto finanziario dell’ente (leggi qui), la strategia comunicativa e gli strumenti con cui intende affrontare la competizione elettorale. 
In palio ieri erano i voti dei lavoratori dell’ex Ipab che a causa della dismissione della Casa di riposo da parte della Regione Siciliana,  oltre ad essere stati licenziati, vantano una serie di crediti nei confronti dell’ente.

Miroddi sa bene che per conquistare i voti dei cittadini dovrà in qualche maniera giustificare la sua scadente amministrazione e il mancato raggiungimento di qualunque risultato. Occorre individuare innanzitutto i colpevoli, addossare la colpa ad altri e spiegare ai cittadini che l’amministrazione ha fatto di tutto per migliorare la città ma è stata boicottata da istituzioni, politici e  ovviamente dalla stampa. Questa la strategia generale. 

IL POPULISMO DI MIRODDI

Ieri Miroddi ha elargito populismo a piene mani sostenendo di essere dalla parte dei cittadini, dei precari, dei lavoratori della casa di riposo e richiamando tutti a unirsi per difendere la città. La proposta del sindaco, in relazione all’Ipab, è stata quella di una grande mobilitazione popolare che dovrebbe concretizzarsi nella solita inutile manifestazione sotto i balconi del presidente della Regione Siciliana a Palermo. 
Inutile perché queste trasferte, pagate dal comune, non hanno mai sortito alcun effetto se non quello di mettere in luce questo o quel politico e fornirgli una ribalta per qualche ora e un trafiletto di qualche riga nella cronaca regionale di qualche quotidiano. Lo sa bene Miroddi e lo sanno bene i consiglieri comunali che non hanno perso tempo a schierarsi per l’organizzazione della protesta a Palermo,  nessuno tra loro vuole che a intestarsi la lotta sia solo l’amministrazione. 

La verità è un’altra ma nessuno ha avuto il coraggio ieri di dirla ai lavoratori dell’ex Ipab. Queste manifestazioni non servono a nulla, gli unici risultati si ottengono rimboccandosi le maniche, andando negli uffici della Regione e lavorando in silenzio, senza cercare prime pagine sui giornali e soprattutto con tanta umiltà. I buoni sindaci sanno benissimo che a Palermo per ottenere qualcosa bisogna creare relazioni, amicizie e soprattutto bisogna saper imporre la propria volontà tenendo conto degli equilibri politici e gerarchici. La Regione è questo: o ti adatti o non ottieni nulla. 
Miroddi, uomo senza partito, non ha mai avuto da questo punto di vista alcuna possibilità, per questo ha imboccato la strada dello scontro con il Governo regionale: sa di non ottenere alcun risultato ma magari riesce a intascare un po’ di consenso elettorale.  

I NEMICI

Il sindaco vuole che non ci siano dubbi sui suoi nemici, tanto è vero che ieri ha riservato un attacco alla nostra deputazione regionale composta dall’assessore Luisa Lantieri e dal vice presidente dell’Assemblea regionale Antonio Venturino. La strategia elettorale di Miroddi è quella di  sminuire il loro operato insinuando l’idea che i due onorevoli non si interessano ai problemi della città. 
In realtà le cose non stanno così. Il sindaco non ha saputo e voluto costruire un rapporto di collaborazione con i due politici che avrebbero potuto oscurare la sua figura. Li ha ignorati e attaccati in ogni occasione. Una strategia che ha creato numerosi danni alla città e, molto spesso, bloccato alcune iniziative prese dai nostri deputati.
Se Lantieri e Venturino hanno fatto qualcosa per Piazza Armerina, nonostante l’atteggiamento di Miroddi, possono giudicarlo i nostri lettori. Basta inserire il loro nome nella ricerca notizie di questo sito per farsi un’idea su chi  e come ha lavorato per la città. 
Il risultato positivo sull’ospedale Chiello di Piazza Armerina, sulla SP4, sul consorzio agrario, sul polo museale,  tanto per citare alcuni esempi, non sono certo merito del sindaco ma del lavoro svolto dall’On Lantieri. In questa città, dove si tende sempre a sminuire il lavoro svolto dagl’altri, è difficile riconoscere il merito senza rischiare di essere etichettati. La verità val bene questo sacrificio. 
Anche nel caso dell’Ipab, al netto dell’atteggiamento ambiguo del presidente della regione Crocetta, Miroddi non ha voluto ascoltare l’appello fatto dall’assessore regionale agli Enti Locali  di trovare una soluzione mediata anche con l’intervento di alcuni funzionari regionali, soluzione che in altre città ha funzionato e ha prodotto il salvataggio di servizi e lavoratori.

Questa, in parte, è la strategia di Miroddi e il suo appello all’unità dei piazzesi per difendere gli interessi della città ha un forte odore ,per non dire altro,  di campagna elettorale che ieri il sindaco ha lanciato mettendo ancora una volta da parte gli interessi della città

Nicola Lo Iacono

Alcuni degli Inteventi in consiglio comunale (Audio) .

 

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La Lega Italiana per la Lotta ai Tumori domani a Enna presenta il calendario 2017

Oggi 9 gennaio alle ore 18 presso la sede provinciale del Coni di Enna verrà presentato il Calendario della Salute 2017 realizzato dalla sede provinciale della Lilt la Lega Italiana per la Lotta ai Tumori, il cui presidente è Mirco Pavone e grazie alla collaborazione di numerose istituzioni sportive e atleti della provincia di Enna che si sono messi a disposizione dell’associazione. Alla presentazione del calendario saranno presenti i vertici provinciali della Lilt, il delegato provinciale del Coni Roberto Pregadio e i rappresentanti di tutte le istituzioni sportive che hanno collaborato. Il calendario prodotto in un migliaio di copie verrà distribuito previa una donazione da parte di chi lo richiederà. La somma che sarà raccolta verrà sarà utilizzata per le varie attività promozionali di proselitismo che l’associazione Lilt realizza sul territorio provinciale.

 

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Enna, meteo – Dipietro: ”chiediamo alla città prudenza e pazienza ancora per qualche giorno

“Ci troviamo di fronte ad un fatto meteorologico straordinario con una nevicata che è stata più abbondante di quelle che accadono normalmente, motivo per il quale chiediamo alla città prudenza e pazienza ancora per qualche giorno”. È l'invito che il sindaco di Enna, Maurizio Dipietro, rivolge alla cittadinanza a tre giorni dalla nevicata che ha colpito tutto l'Ennese. Nel capoluogo la situazione resta critica come dice il Coordinatore del C.O.C (Comitato Operativo Comunale), Lorenzo Colaleo: “Pur essendo tutto il personale volontario impegnato la città è grande e difficile da raggiungere in poco tempo. Sappiamo che non è bastevole per liberare tutte le vie ma serve pazienza”. Il sindaco e Colaleo spiegano che in alcune zone della città il ghiaccio misura anche 20 centimetri. “Gli interventi di carattere emergenziale sono stati garantiti ma per ripristinare il tutto servirebbero centinaia di persone che non ci sono ed anzi quelli impiegati stanno facendo i miracoli” dice il sindaco ricordando che “non si ricorda una nevicata così intensa da metà anni Cinquanta” e rivolge alcuni appelli alla cittadinanza.  

“Alcuni Comuni sono stati costretti a richiedere l'intervento dell'esercito mentre la nostra struttura ha retto bene tenendo conto che ci siamo trovati, e lo siamo ancora, di fronte ad un fatto straordinario. Chiedo alla città di avere ancora pazienza perchè non sarà semplice tornare alla normalità in breve tempo. In considerazione che le temperature resteranno bassissime, gli interventi per liberare le strade si prolungheranno per una difficoltà oggettiva”. Le ditte incaricate allo spalamento della neve nella giornata di ieri sono intervenuti con speciali pale meccaniche per rompere le lastre di ghiaccio che si sono create. “Purtroppo a queste temperature neanche il sale agisce perchè viene cristallizzato” spiega il Coordinatore del C.O.C., Lorenzo Colaleo.

“L'invito che rivolgiamo ai cittadini oltre che ad avere pazienza è quello di essere prudenti e restare a casa uscendo solo in casi di reale emergenza. I volontari del Corpo Protezione Civile di Enna supportati dagli uffici comunali stanno facendo un grande lavoro ma è necessario che anche la città collabori”. La situazione verrà monitorata di giorno in giorno. Anche oggi il C.O.C. insieme ai volontari lavoreranno per liberare le strade dal ghiaccio e dalla neve. Nei prossimi giorni, dopo che sarà risolta la fase emergenziale, i cumuli di neve rimasti in città saranno tolti. Anche oggi sono stati numerosi gli interventi di emergenza, quelli per la consegna di medicinali e di supporto alla Guardia medica. La struttura del Centro Operativo Comunale è ormai al lavoro da diversi giorni per gestire l'emergenza ed anche il centralino dell’Ente Corpo, dove ha sede il Centro Operativo Comunale, è attivo per dare sostegno ai cittadini. 

I numeri da contattare sono: 0935 20421 – 0935 20422.

p. il C.O.C.

Il Coordinatore

Dott. Lorenzo Colaleo

 

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Troina, emergenza neve: sgomberate le statali 575 e 120, ancora bloccata la provinciale 34.

 Proseguono senza sosta, seppur con enormi difficoltà, le operazioni di sgombero delle strade di accesso e uscita alla città, nonché quelle di transito del centro abitato.Cessata la violenta bufera di neve della giornata scorsa e grazie a un leggero miglioramento delle condizioni atmosferiche e a un piccolo incremento delle temperature, è tornato operativo il Piano Comunale Antineve.

I mezzi spalaneve e della Protezione Civile comunale, coadiuvati da quelli dell’Anas e della Prefettura di Enna, che ha inviato un gatto delle nevi, una ruspa e una turbina spalaneve, hanno consentito di liberare vie di fuga e presidi sanitari, portare in salvo automobilisti bloccati e a rischio assideramento, consegnare medicine agli ammalati e agli anziani, garantire un pasto caldo ai disabili ospiti del “Villaggio Cristo Redentore” dell’Irccs Oasi Maria Santissima.
Libera la Strada Statale 575 per Catania, grazie all’ausilio dell’Anas e dei mezzi comunali, il cui sgombero urgente si è reso necessario per eventuali operazioni di soccorso del 118.
Sgomberato dalla neve anche 1 km di Strada della Statale 120, nel tragitto che da Troina conduce al comune messinese di Cesarò.

Ancora bloccata purtroppo invece la Strada Provinciale 34 in direzione Gagliano Castelferrato.
A partire da stasera inoltre, dovrebbe essere regolarmente ripristinata l’erogazione idrica.
Il guasto all’impianto di potabilizzazione della diga Ancipa, per il quale ieri la società AcquaEnna  aveva disposto la sospensione della fornitura per diversi comuni dell’ennese, è infatti stato riparato e, dalle prossime ore, sarà garantito l’approvvigionamento idrico per la città.
“Ci sono ancora enormi difficoltà – spiega il sindaco Venezia. Limitate al minimo gli spostamenti, se non necessari e, soprattutto, evitate di uscire nelle ore serali”.

 

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Appello del Wwf a Crocetta e Cracolici: ”fauna allo stremo,sospendere subito la caccia”

Con una nota urgente indirizzata al Presidente della Regione on. Rosario Crocetta ed all'Assessore regionale dell'Agricoltura on. Antonello Cracolici, il WWF Sicilia ha chiesto l'immediata sospensione della stagione venatoria per le condizioni atmosferiche e climatiche avverse. Attualmente e fino al 30 gennaio, infatti, in Sicilia la caccia risulta consentita dal vigente “Calendario Venatorio 2016/17”.

Ma in queste ore l'intera Regione è colpita da un'eccezionale ondata di freddo e nevicate, così come confermato dai vari avvisi ed allerte meteo diramati quotidianamente dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile: copiose nevicate anche a quote pianeggianti o a livello del mare; temperature in calo e diffuse gelate; venti forti dai quadranti settentrionali; mareggiate lungo le coste esposte, ecc.

La fauna selvatica, già molto provata da un inverno con condizioni meteorologiche particolari, da un bracconaggio che non dà tregua e dalla normale scarsità di cibo e riparo dell’inverno, non può riuscire a superare anche questi giorni di freddo così intenso e improvviso. È infatti provato da studi scientifici che, in inverno in genere e ancor più in periodi così particolari, gli animali selvatici sono estremamente deboli e, dovendo spendere le poche energie residue per nutrirsi, difficilmente riescono a trovare anche la forza per fuggire dai cacciatori. Le basse temperature, le notti fredde, le poche ore di luce, i terreni gelati o ricoperti di neve, sono fattori di grande criticità per tutte le specie, che incontrano gravi difficoltà nello spostarsi, reperire cibo e riparo. La prosecuzione della stagione di caccia (iniziata da 4 mesi) non può che rendere ancora più difficile la situazione in cui versa la fauna sottoposta ad un enorme stress fisico.

Secondo il WWF è doveroso l'intervento di Crocetta e Cracolici per tutelare la fauna selvatica, ai quali ricorda che già in altre Regioni meridionali come Molise e Puglia la caccia è stata sospesa. Ciò consentirebbe alla fauna di godere di un periodo di silenzio venatorio che le consenta di recuperare le forze con indubbi effetti positivi sulla fitness (successo biologico) delle popolazioni selvatiche anche in relazione al successo riproduttivo della prossima stagione primaverile.
Per tali motivi il WWF Sicilia ha chiesto di anticipare la chiusura della stagione venatoria prevista per il 30 gennaio: tale scelta non comporta alcun apprezzabile pregiudizio per i cacciatori che hanno già potuto sparare per oltre 4 mesi, ma sarebbe una misura vitale (nel vero senso!) per migliaia di animali inseriti nell'elenco delle specie cacciabili in Sicilia (Volpe, Cesena, Tordo bottaccio, Alzavola, Beccaccino, Canapiglia, Codone, Fischione, Folaga, Germano reale, Mestolone, Moriglione, Pavoncella, Porciglione, Gallinella d’acqua, Beccaccia, Gazza, Ghiandaia, Cinghiale e Tordo sassello). 

 

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Piazza Armerina – Questa sera la finale del Festival della comicità CABARETTIAMO 3.

Si terrà questa sera alle ore 21:00, a Piazza Armerina presso il Teatro Garibaldi, con ingresso gratuito, la finale del Festival della comicità CABARETTIAMO 3. Nelle prime due serate svoltesi nel mese di dicembre, si è registrato il tutto esaurito, con grande presenza e partecipazione  di pubblico.
Il festival giunto alla sua terza edizione, ideato e presentato dai SenzaRadio (Andrea Lombardo e Angelo Franzone) duo di fantasisti e speaker radio, e da Mariangela Turi, Showgirl e ballerina, è giunto alla sua fase finale.
In gara tre formazioni comiche che saranno giudicate da una giuria con nomi legati al teatro agli eventi e allo spettacolo. Previsto un ospite vip, proveniente dalla nota trasmissione di Insieme.
Previsti ospiti musicali e momenti di ballo. “un bel momento di spettacolo!! Commentano i tre “dove non mancheranno sorprese e risate per il pubblico o almeno questo è il nostro intento” 
La serata sarà ripresa dalle telecamere di Azzurra TV. “vogliamo concludere la serata entro le 23:00, e proveremo ad essere puntuali, perché l’indomani è un giorno lavorativo” commenta Mariangela “ed essendo giorni di gran freddo, faremo trovare il teatro caldo” commentano scherzosamente Angelo e Andrea.

 

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Diga Ancipa: riparato il guasto alla rete elettrica. Distribuzione idrica verso la normalità

ACQUAENNA SCPA comunica che a seguito della risoluzione dell’avaria occorsa all’impianto elettrico della Diga Ancipa, SICILIACQUE ha ripreso questa mattina il pieno esercizio dell’Acquedotto Ancipa, sia nel ramo alto che in quello basso. Pertanto l’erogazione idrica presso i comuni di: Agira, Aidone, Calascibetta, Cerami, Enna, Gagliano C.to, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia, Sperlinga, Troina, Villarosa e Valguarnera riprenderà nell’arco delle prossime 48 ore con le modalità consuete.

La diistribuzione riprenderà tenendo conto dei problemi legati alla quantità d'accqua presente nel bacino che continuerà ad essere distribuita a gorni alterni nelle varie zone delle città. 

 

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Troina, emergenza neve: chiesto alla prefettura l’intervento straordinario dell’esercito

Situazione drammatica e di ora in ora sempre più difficile da fronteggiare per le abbondanti precipitazioni che senza sosta, da giovedì pomeriggio scorso, si sono abbattute sulla città, raggiungendo oltre 1 metro di neve e con temperature in picchiata fino ai 7° sotto lo zero.

Il sindaco Fabio Venezia stamane, tramite la Prefettura di Enna, ha avanzato la richiesta dell’intervento straordinario dell’Esercito Italiano.
Bloccate tutte le strade, sia urbane che interurbane, linee telefoniche guaste e abitazioni interamente coperte da una fitta coltre di neve.
Nonostante infatti sia attivo sin dalle ore 4 del mattino di ieri 6 gennaio il Piano Comunale Antineve, con 4 mezzi spalaneve in azione e altri 2 della Protezione Civile per cercare di sgomberare le vie del centro abitato e quelle di collegamento con l’esterno, compreso l’accesso agli edifici strategici, presidi sanitari, guardia medica, farmacia, caserma dei carabinieri e scuole, le operazioni di sgombero sono infatti rese vane dalle incessanti precipitazioni e dalle forti raffiche di vento.
Attualmente si sta cercando di liberare le arterie di circolazione principali e le vie di fuga per eventuali emergenze e operazioni di soccorso, attenuare il disagio e limitare i pericoli.
Per le prossime ore e per l’intera giornata di oggi purtroppo, la situazione di emergenza è destinata a perdurare con ulteriori nevicate, gelate e temperature rigide.
“Stiamo mettendo il massimo impegno – spiega il sindaco Fabio Venezia – , ma la situazione è veramente drammatica e difficile da fronteggiare. Abbiamo chiesto l’intervento dell’Esercito e facciamo appello al buon senso di tutti i nostri concittadini. Rimanete a casa e non uscite per nessun motivo. Chiamate la Protezione Civile solo e esclusivamente per casi di grande emergenza e non per futilità allo 0935/650259”.

 

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Gelate nella Piana, i sindaci di Gela e Niscemi verso la declaratoria dello stato di calamità

I sindaci dei Comuni di Gela e Niscemi hanno condotto un primo sopralluogo per verificare i danni prodotti dalle recentissime gelate sulla piana. Le temperature rigide delle ultime ore infatti stanno compromettendo le coltivazioni di numerose aziende agricole che operano a cavallo dei due territori comunali. Si teme soprattutto per le produzioni orticole in pieno campo, tra cui spiccano centinaia di ettari di carciofeti. “Lunedì attiveremo gli uffici comunali per raccogliere le segnalazioni dei produttori agricoli – hanno annunciato i sindaci Domenico Messinese e Francesco La Rosa – in modo da avviare l’iter per la declaratoria dello stato di calamità naturale. L’economia del comparto rischia di rimanere cancellata senza gli adeguati sostegni pubblici”.

 

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Pompe ferme alla diga Ancipa, manca la corrente. Interrotta la distribuzione idrica

ACQUAENNA SCPA comunica che, in conseguenza della mancanza di energia elettrica presso la Diga Ancipa, in territorio del Comune di Troina, la Società Siciliacque ha dovuto interrompere il prelievo idrico dallo stesso invaso con conseguente sospensione dell’esercizio dell’Acquedotto Ancipa sia “alto” che “basso”, fino al ripristino della fornitura elettrica che sarà prontamente comunicata.

Per tale ragione non sarà possibile garantire, già da oggi 7/01/2017, la normale erogazione idrica negli abitati dei seguenti Comuni:

Agira
Aidone
Calascibetta
Cerami
Enna
Gagliano C.to
Nicosia
Nissoria
Piazza Armerina
Pietraperzia
Sperlinga
Troina
Villarosa
Valguarnera

 

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Gelo sull’Italia, neve e vento da Nord a Sud: 6 vittime, è emergenza clochard

Non si allenta la morsa di gelo che ha attanagliato l'Italia: il paese è attraversato da nord a sud da neve, ghiaccio e vento che hanno provocato danni, disagi e anche cinque morti. Quattro di loro sono clochard: due sono deceduti in Campania, ad Avellino e Aversa; un senzatetto romeno di quarantasei anni è stato trovato morto in un immobile abbandonato a Messina, in Sicilia, mentre un altro ha perso la vita a Latina, davanti a una chiesa. Una donna di quarantanove anni, invece, è morta ad Altamura, in provincia di Bari, dopo una caduta a causa del ghiaccio.

Oggi la notizia di un altro senzatetto morto, a Firenze, sul lungarno Santa Rosa, poco distante dagli uffici della Asl.
Si tratta di un uomo di origine polacca di quarantotto anni. Sul posto sono intervenuti carabinieri e 118. In base ai primi accertamenti, l'uomo sarebbe morto per assideramento, a causa del freddo intenso della notte.

L'imponente ondata di aria gelida di origine polare ha portato temperature sotto lo zero su gran parte delle regioni, ma soprattutto la neve sulle regioni adriatiche e al Sud, anche in pianura e coste. Naturalmente i disagi più consistenti sono stati registrati a cavallo tra Marche, Lazio e Umbria, nell'area colpita dal sisma dello scorso agosto. Amatrice è totalmente imbiancata, così come Norcia,  Arquata del Tronto Camerino e tutti i borghi dell'appennino distrutti.

Nelle Marche le raffiche di vento fino a 80 chilometri hanno danneggiato la cupola della Basilica di Loreto: diversi metri quadrati della copertura in piombo sono stati divelti – per fortuna nessuno è rimasto ferito. A Roma, invece, sono caduti diversi alberi, richiedendo oltre 100 inteventi dei vigili del fuoco. Una donna è rimasta ferita a causa della caduta di un pino di 18 metri all'Eur.

Anche nelle isole si sono registrate temperature glaciali. Nelle Eolie – isolate dai collegamenti marittimi per il forte vento – sono apparsi fiocchi di neve. Interrotti i collegamenti anche con Capri e Procida in Campania, mentre a Ischia nessun traghetto ha transitato dal porto per tutta la giorntata.

In Abruzzo, a Pescara, l'aeroporto è rimasto chiuso diverse ore a causa della nece, provocando ritardi nei voli. Problemi anche sulla rete stradale, sull'autostrada A14 nel tratto compreso tra Valvibrata e Vasto Sud e sull'autostrada A25 nel tratto compreso tra Sulmona ed innesto A14, dove è stato attivato un filtraggio dei veicoli pesanti e privi di catene o gomme da neve. A causa della neve sono state chiuse al traffico invece numerose strade statali in provincia dell'Aquila e rallentamenti anche nel Pescarese.

Un nuovo avviso di condizioni meteorologiche è stato emesso dalla Protezione civile: venti di burrasca dai quadranti settentrionali, con raffiche forti su Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia, con mareggiate lungo le coste. Sulle stesse regioni, dove si aspettano temperature molto basse con diffuse gelate, sono previste ancora nevicate sparse fino al livello del mare, con apporti al suolo da deboli a moderati, ma localmente abbondanti sui rilievi. Oggi scuole chiuse per il maltempo in alcuni comuni delle Marche: Ascoli Piceno, a Fermo, a Offida (Ascoli Piceno), a Folignano e Maltignano e a San Severino Marche. Stessa cosa in Sicilia a Petralia Soprana, nel palermitano e in altre località delle Madonie.

 

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La banda del buco: il Comune di Piazza Armerina dritto verso la bancarotta.

Il sabato del Villaggio
Carmelo Nigrelli
 

In molti lo dicevamo già due anni fa. L’amministrazione comunale avrebbe portato il comune al dissesto. Che sarebbe, poi, il fallimento del Comune che, essendo un ente pubblico, non porta i libri in tribunale ma viene commissariato.
Ora, dopo avere svolto un’attività amministrativa dissennata e idiota nel senso etimologico, gli amministratori piazzesi non hanno più potuto nascondere ciò che era palese già da allora. La delibera n. 1 del 2017 prende atto dello squilibrio finanziario e obbliga il Consiglio comunale a provvedere al riequilibrio entro trenta giorni. Cosa significa? Che il comune spende più di quello che incassa, che si è indebitato e che occorre porre rimedio. Se non sarà possibile riequilibrare il bilancio tra entrate e uscite, verrà dichiarato il dissesto a meno che la regione non faccia una iniezione di liquidità.
Con queste delibera la Giunta fa propria l’affermazione della responsabile della ragioneria che dichiara che non è in grado di predisporre il bilancio di previsione 2017-19 e che si sono tutti le condizioni per cui il comune non «può garantire l'assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili».

Stiamo attenti. La delibera in questione è un atto molto furbo perché attribuisce la responsabilità dell’imminente dissesto al fatto che il presidente Crocetta nel maggio 2016 ha dichiarata estinta l’IPAB “S. Giuseppe e S. Giovanni Battista di Rodi” che gestiva la Casa di riposo nella struttura di piano S. Ippolito e ha devoluto al Comune sia il patrimonio, sia il personale, ma anche i debiti che la casa di riposo aveva accumulato.
Non c’è dubbio che questo decreto presidenziale è stato l’ennesimo frutto avvelenato che il presidente Crocetta ha dato a quella città di Piazza che ha sempre detto di amare e che invece ha dimostrato di odiare. Tuttavia con il dissesto del comune non c’entra. E lo si evince chiaramente dalla stessa delibera.
Infatti essa contiene una affermazione gravissima con cui si certifica, tra le premesse dell’imminente dissesto, «il perdurante inadempimento del comune nell’adozione di misure correttive idonee a effettivamente risanare la propria situazione finanziaria gravemente deficitaria ed in tal modo invertire la tendenza al suo progressivo deterioramento». “Perdurante”. In altre parole, l’amministrazione sapeva già da tempo che stava  conducendo il Comune verso il fallimento e ha continuato a fare finta di niente.

Inoltre tra le considerazioni è scritto che il Comune «versa in una costante situazione di mancanza di liquidità tale da non riuscire ad onorare il pagamento delle spese obbligatorie per legge». Il Comune, dunque, non può già pagare i suoi fornitori.
Non è necessario essere esperti di contabilità pubblica per capire che la situazione non c’entra nulla con la Casa di riposo.
Questa situazione è stata per tre anni e mezzo sotto gli occhi di tutti e l’amministrazione ha sostenuto, fin dai primi mesi del 2014, che la condizione finanziaria pessima era stata ereditata.
Si è trattato di una strategia comunicativa che, insieme a una caterva di bugie da fare impallidire Pinocchio, è servita a sottrarre l’attuale amministrazione dalla responsabilità di un totale fallimento amministrativo e politico che ora viene certificato dalla delibera n. 1 del 2017, ma che, ancora una volta, si cerca di addebitare ad altri.
Guardiamo i documenti ufficiali.
Una relazione analoga a quella che oggi ha dato origine alla delibera 1/2017, fu inviata a tutti gli organi il 14 febbraio 2014 dal responsabile dei servizi finanziari dell’epoca (poi allontanato). La relazione (clicca qui per visualizzarla) indicava già allora la necessità di porre attenzione alle politiche di bilancio a causa della riduzione dei trasferimenti da parte della regione e della mancata riscossione di parte delle tasse comunali. Il problema principale era individuato nel maggior costo del sistema di raccolta di rifiuti rispetto a quanto incassato con l’imposta relativa e che ammonta a oltre un milione l’anno. Questo scostamento fino al 2013 era stato coperto con l’avanzo di amministrazione. 

Il ragioniere capo invitava ad affrontare subito il problema ipotizzando che, in caso contrario, entro due anni il comune sarebbe andato in dissesto. 2014-2016. Due anni.
La proposta della ragioneria era di avviare la procedura di “riequilibrio finanziario pluriennale” che avrebbe consentito di approfittare  «delle provvidenze previste dalla recente Legge Regionale 28 gennaio 2014, n. 5 (Legge di stabilità), che all’art. 6., c.10, stanzia 4 milioni di euro per i comuni che entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della stessa domandano un contributo decennale formalizzando apposita richiesta al Dipartimento regionale delle autonomie locali al fine di evitare situazioni di dissesto finanziario e agevolare le procedure di riequilibrio economico-finanziario adottate ai sensi del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213 e successive modifiche e integrazioni.». 
L’amministrazione non volle neppure prenderla in considerazione.

Se guardiamo altri documenti ufficiali e, in particolare il bilancio consuntivo 2014, il primo di totale responsabilità della giunta attuale, vediamo che nel 2012 le entrate tributarie del comune erano poco più di 7 milioni, che nel 2013 diventano 8,3 milioni e nel 2014 10,7 milioni, con un aumento del 49%. Credo che sia uno degli aumenti più significativi in Italia, al quale nessun cittadino si è ribellato. 
Contemporaneamente le entrate per contributi e trasferimenti sono passate da 10,2 milioni del 2012 a 8 milioni del 2014 con una riduzione del 22%.
Le entrate al titolo III, cioè quelle extratributarie, nel biennio sono variate di poco passando da 656 milioni di euro del 2012 a 585 mila del 2014.
In totale, dunque, le entrate certificate dalla ragioneria, dai revisori dei conti, dalla giunta e dal consiglio comunale che approvarono il rendiconto dimostrano che il comune aveva incassato nel 2014 19,3 milioni di euro in parte corrente, mentre nel 2012 ne aveva incassati 18 milioni, con un aumento di 1,250 milioni.
Le spese correnti erano state circa 16,9 milioni nel 2012, cioè erano rimasti in cassa 1,17 milioni di euro. Nel 2014 le spese correnti sono state 16,7 milioni e, dunque, erano rimasti in cassa 2,6 milioni.
Secondo quel rendiconto, inoltre,  il patto di stabilità era stato superato di 1,5 milioni di euro, soldi che potevano essere spesi senza incorrere in sanzioni, ma che si sarebbero dovuti accantonare almeno in parte per fare fronte a prevedibili problemi successivi.

Il Conto consuntivo 2015 è stato approvato nel settembre 2016 dopo una lunga querelle con i revisori dei conti che bocciavano il documento.  
Per capire quale era il problema del consuntivo 2015 basta dare un'occhiata a questo diagramma che si ricava dal sito che riporta i bilanci di tutti i Comuni italiani negli ultimi dieci anni e che riporta, come ultimo bilancio disponibile, quello del 2014, forse perché il Comune non ha provveduto a inviare quello successivo al ministero.

Il diagramma mostra l'andamento dell'affidabilità dei residui attivi, cioè dei crediti. In altre parole testimonia se i crediti inseriti in bilancio sono esigibili o meno. Si vede che c'è stato un crollo della affidabilità dal 2006 al 2007, poi un ulteriore abbassamento nel 2008 e 2009 e una ripresa di affidabilità significativa dal 2009 al 2010. Dopo un 2011 che ha registrato un nuovo abbassamento del dato, fino al 2013 l'affidabilità è tornata a crescere, per scendere ai livelli nel 2008, nell'anno 2014. I dati del 2015 non sono disponibili, ma scommetto che l'affidabilità è scesa ulteriormente e ancora di più nel 2016.
In altre parole potrebbe essere successo (il condizionale è di cortesia) che per potere effettuare le spese siano stati inseriti crediti difficilmente esigibili o gonfiati, con lo scopo di fare quadrare il bilancio e i revisori se ne sono accorti. Quindi il dissesto del comune, se così stanno le cose, esisterebbe già da tempo, ma sarebbe stato appositamente occultato.

A questo punto è lecito porre alcune domande.
1– Considerando che la raccolta differenziata al 58% nel 2015 avrebbe dovuto portare un risparmio di oltre mezzo milione rispetto a quelli che si sostenevano prima del passaggio alla SRR di Gela (che l’attuale amministrazione cercò di impedire per oltre un anno), che fine hanno fatto quei soldi?
2– La riduzione della percentuale di differenziata dal 2015 al 2016 di almeno il 10% come verrà fronteggiata nel conto consuntivo? E che interventi sono stati attuati per fare crescere di nuovo la percentuale di differenziata?
3– I servizi aggiuntivi ordinati alla Tekra fuori contratto e il personale precario costantemente utilizzato con turni di tre mesi al di fuori di quanto previsto nel progetto iniziale quanto gravano in più sul bilancio comunale?
4– Il buco di circa 2 milioni di euro creato dall’amministrazione per non avere riscosso il 30% dei proventi della Villa fin dal secondo semestre 2014 e che quest’amministrazione non è stata in grado di riparare, che ricaduta ha avuto, ha o avrà nel bilancio comunale?
5– Il mancato incasso di almeno altrettanti 2 milioni causati provenienti dal 30% per il triennio 2016-2019 causato dal fatto che il Comune non ha sottoscritto la convenzione con l’assessorato regionale entro i termini per colpa dell’amministrazione che ricadute ha sul conto consuntivo 2016 e su quelli dei prossimi tre anni?
6- La scelta caparbia di affidare a costi molto elevati su base Consip il rifacimento della rete della pubblica illuminazione che il responsabile dell’energia del comune ha sonoramente bocciato dal punto di vista tecnico ed economico, come inciderà sui bilanci?
7– la miriade di piccoli lavori che è stata effettuata negli ultimi tre anni senza alcuna programmazione, ma forse guidata solo dalla parossistica ricerca del consenso clientelare a spese del comune quanto hanno inciso sulla spesa corrente del comune?
8– le innumerevoli ordinanze nel campo dei lavori pubblici avevano tutte il carattere di incontingibilità e urgenza e hanno avuto la copertura finanziaria entro i tempi o sono diventati ulteriori debiti fuori bilancio?
9– il costo dei consulenti del comune è così indispensabile da gravare ulteriormente il bilancio?
E, infine: 
10– i continui spostamenti di personale da un ufficio all’altro che ai più sono sembrati di tipo punitivo e, in particolare, l’allontanamento dei responsabili del settore ragioneria e tributi dai loro posti ha a che fare con le politiche della Giunta?
Sono certo che nessuna di queste domande avrà risposta, ma se venissero poste dalla magistratura contabile o da quella ordinaria non potrebbero restare inevase.

Carmelo Nigrelli

 

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La scomparsa del Dott. Salvatore La Malfa: il ricordo di Maurizio Prestifilippo.

Non ci avrei mai creduto, che questa volta il tuo cuore generoso non avrebbe vinto quest’ultima terribile battaglia; che ci avresti lasciati così nel giorno più freddo dell’anno nuovo, che ti saresti arreso dopo tante volte che col tuo coraggio, con la tua determinazione avevi affrontato le avversità che la vita ti aveva riservato.

Perché sapevo che il futuro non ti aveva mai spaventato, che ti eri fatto maestro, per noi, che con la forza d’animo, con la determinazione, non ci sono ostacoli che non si possano superare.

E poiché non erano ancora raggiunti gli obbiettivi che ti eri segnato come indispensabili, non avevo dubbio che ancora una volta ti saresti rialzato, come quando la malattia ti aveva colpito. Come quando la cattiveria degli uomini ti aveva travolto.  Tu che da medico avevi superato tante malattie dei tuoi pazienti, avevi confortato tanti uomini e donne, che a migliaia si erano rivolti a te per essere aiutati, ti sei trovato nella vita ad affrontare prove difficili e spesso immotivate.

Eppure questa volta non ci sei riuscito a rialzarti e siamo qua a piangere, oggi davvero soli senza di te.

Ma non possiamo lasciarti andare senza il ricordo della tua vita spesa per gli altri, senza conservare il sogno del tuo impegno civile e politico, senza accarezzare, nel nostro cuore, il tuo amore per la nostra città e l’incontenibile ottimismo che i tempi bui, presto o tardi, avrebbero avuto fine;  che la lezione dei nostri padri, i quali segnarono la storia illustre del nostro popolo, attraverso l’opera di ogni giorno di noi figli, avrebbe infine avuto il sopravvento in un presente nuovo e luminoso.

Di questo credo avresti voluto che si parlasse nel ricordo che oggi abbiamo celebrato insieme a una comunità che si è stretta attorno a te nell’ultimo giorno. Dell’idea che una buona politica è sempre possibile, che gli uomini migliori devono battersi per il bene di tutti, nella professione, nelle opere di carità, nel servizio civile, nella famiglia, nel rapporto con gli amici. Che alle offese si risponde con il perdono, che delle persone bisogna apprezzare il buono e aiutarle ad abbandonare gli errori e le tentazioni sbagliate. Che si vive nella comunità, che bisogna operare, anche sbagliando, ma che rimanere fermi è sempre sbagliato.

Che alle scortesie si risponde con un sorriso e con piena disponibilità.

Chi ti ha conosciuto sa che queste qualità, per quanto possano apparire esagerate e inattuali, parlando di te, sono tutte vere. Chi ti ha conosciuto sa che un personaggio come il tuo è per certi versi irripetibile. Io voglio solo ricordare le tante volte che abbiamo parlato del destino della nostra città, del sogno che tu hai coltivato e per il quale hai pagato un prezzo altissimo, da operatore della politica, dello sport, da medico, nel tuo rapporto costante coi giovani, coi poveri e con i bambini emarginati.

Ma da geriatra sei stato un grande sostegno per le persone anziane, di cui, medico, hai curato le piaghe e le sofferenze. Le stesse piaghe e sofferenze che da anziano tu stesso, hai sofferto e condiviso.

Il tuo sorriso, le tue mani bianche e delicate di chirurgo, resteranno impresse nella nostra memoria per il grande bene che hanno fatto.

Guardaci adesso dall’alto, nel nuovo tempo del tuo meritato riposo, noi prendiamo l’impegno di riprendere il tuo sogno e di essere, per quanto sapremo, all’altezza del compito che col tuo esempio ci hai insegnato.

Ciao Totò.

Maurizio Prestifilippo

Tratto dal sito http://www.orizzontisicilia.it/

 

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Acqua : la situazione peggiorerà. Possibile un’ulteriore diminuzione dell’erogazione.

Si prospettano tempi duri per l’erogazione idrica. Ieri, in una riunione convocata dal sindaco Filippo Miroddi, il presidente di Acquaenna Franz Bruno ha illustrato la situazione sulla capacità della diga ANCIPA di soddisfare la richiesta di acqua potabile in provincia di Enna. La siccità che ha colpito la Sicilia in questi mesi e le previsioni di un inverno avaro di precipitazioni potrebbero aggravare una situazione che è già difficile da gestire. Da Natale l’acqua nei comuni viene erogata a giorni alterni e in futuro potrebbe nascere la necessità di un ulteriore razionamento. Nel corso della riunione Franz Bruno ha anche chiarito che il servizio di rifornimento idrico attraverso autobotti potrà essere garantito solo per strutture pubbliche come l’ospedale, il carcere e le scuole. 

I problemi sono causati dalla  mancanza di un piano di risanamento della diga. Se il volume di serbatoio è di 21,1 milioni di mc. la diga può contenerne solo meno della metà. L’invaso è infatti pieno di crepe e appena il livello raggiunge poco più di 10 milioni di mc le paratie vengono aperte e l’acqua dirottata verso il mare. 

A Piazza Armerina la situazione è grottesca: la zona è ricca d’acqua e i pozzi esistenti che fornivano 50 litri al secondo oggi, secondo quanto sostenuto ieri da Acqauenna riescono a malapena a erogare 20 litri al secondo. Abbiamo avuto modo di parlare con uno dei responsabili del vecchio acquedotto di Piazza Armerina: “il fabbisogno all’epoca in cui mi occupavo della gestione idrica – ha affermato l’impiegato comunale – era di circa 70 litri al secondo, cinquanta dei quali provenivano dai pozzi e 20 dalla diga”. Oggi dall’ Ancipa preleviamo e paghiamo circa 80 litri al secondo. Non abbiamo la certezza su questi numeri ma è chiaro che se si ponesse maggiore attenzione alle risorse idriche locali avremmo meno interruzioni d’acqua e costi inferiori. 

Sulle sorgenti d’acqua di Piazza Armerina in realtà ci sono notizie contrastanti: c’è chi sostiene che sono stati “venduti” a Caltagiorne, chi invece che sono disponibili ma sono privi di un qualunque tipo di manutenzione. 
Ieri,nel corso della riunione, alla richiesta dell’amministrazione di incrementare il prelevamento idrico dai pozzi locali sembra che Acquaenna abbia risposto che non è possibile perché gli stessi sarebbero in parte insabbiati. 
Naturalmente usiamo il condizionale visto che il sindaco Filppo Miroddi come al solito ha tenuto la stampa lontana dalla riunione. I cittadini in questo caso avrebbero il diritto di essere informati minuto per minuto sulla situazione  soprattutto permettendo ai giornalisti di fare domande, magari scomode,  ai responsabili del servizio e all’amministrazione. 

 

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Piazza Armerina – Il 13 gennaio in consiglio comunale si parlerà dei mercatini rionali

Convocazione di Consiglio Comunle in sessione straordinaria, per giorno 13 Gennaio 2017, alle ore 17:00, per la trattazione del seguente punto all'ordine del giorno
1) Approvazione verbale sedute precedenti;
2) Riorganizzazione aree pubbliche da destinare al commercio, ai sensi della L.R. 18/95 e ss.mm.i.i.-Modifica delibera di Consiglio Comunale n.12 del 18/02/2016;
3) Istituzione Mercatini Rionali ;
4) Approvazione regolamento Comunale Mercatino delle Pulci;
5) Sostituzione componente Terza Commissione Consiliare;

 

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La Kore: Porteremo il Sole24ore in tribunale

[COMUNICATO STAMPA] Con il suo comunicato stampa, il Sole24ore ha volutamente danneggiato l’immagine della Kore. Ha scelto anche di pubblicare una classifica limitata a 14 atenei non statali per collocarci all’ultimo posto, omettendo altri cinque atenei che figurano nei data base del Ministero e scegliendo dovrà chiarire in tribunale i suoi modi oscuri di graduare gli atenei,i dati che più hanno fatto comodo per denigrare la Kore, nonostante essa sia ai primi posti per qualità secondo la valutazione degli studenti.  

Il Sole24opre  sia statali che non statali. Dovrà rispondere sul perché la classifica è completamente diversa da quelle elaborate dal Ministero due giorni prima, dovrà spiegare perché non ha tenuto conto dei dati aggiornati dell’Agenzia nazionale della valutazione ma ha utilizzato quelli vecchi. I redattori della classifica del Sole dovranno spiegare perché la loro classifica è stata pubblicata senza nota metodologica e senza le tabelle grezze. Hanno avuto la spudoratezza di dire che le forniranno tra una settimana. Come mai? Devono ancora manipolarle per farle coincidere con la graduatoria strombazzata ai quattro venti? Devono ancora truccare i dati come i dati della diffusione del quotidiano? È ora di dire basta. Questo scempio non può continuare. Quello del Sole24ore è un vile attacco nei confronti di tutto il sistema universitario meridionale, è un falso cui non possiamo rassegnarci.
Denunceremo il Sole24ore alla Procura di Roma e chiederemo il risarcimento del danno, che investiremo interamente in borse di studio. 

Cataldo Salerno

 

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L’Associazione “Progetto Piazza Armerina” scrive all’On. Venurino: recuperiamo i nostri tesori

L’associazione, la cui finalità è quella di evidenziare fatti e problemi di particolare interesse generale, si complimenta per l’importante iniziativa assunta, relativa alla sollecitazione inviata all’Assessore Regionale ai Beni Culturali e al Dirigente Generale, con la richiesta di disporre la restituzione dei reperti archeologici ritrovati nelle campagne di scavo nel territorio di questa Città, nonchè la richiesta di apertura del Museo nei locali del Palazzo Trigona.

Continua a leggere il documento

 

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Piazza Armerina – Convocato il consiglio comunale per il 9 gennaio alle ore 17.00

Convocazione di Consiglio Comunale in sessione straordinaria ed urgente, per giorno 09 Gennaio 2017, alle ore 17:00, per la trattazione del seguente ordine del giorno: 

1) Presa d’atto della permanenza di causa di incompatibilità in capo alla Consigliera Anna Zagara e dichiarazione di decadenza, ai sensi dell’art.14 della Legge Regionale 24/6/1986, n.31;
2) Surroga della Consigliera Anna Zagara;
3) Giuramento del secondo dei non eletti appartenente alla lista “Patto per la Città”;
4) Esame delle condizioni di eleggibilità per la convalida del Consigliere;
5) Esame delle eventuali situazioni di incompatibilità con inizio della procedura disciplinata dell’art.14 della L.R. 24/06/1986, n. 31
6) Presa d’atto di possibili situazioni di squilibrio finanziario. 

 

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Piazza Armerina – L’amministrazione: ”Possibile il dissesto finanziario del comune”

Alla fine i nodi sono arrivati al pettine. Il comune di Piazza Armerina è sull’orlo del dissesto finanziario dovendosi far carico del personale amministrativo e dei debiti provenienti dall’Ipab “Casa di risposo San Giuseppe”. La presa d’atto da parte della giunta municipale della relazione della dott.ssa Maria Rosa Pascolato, è avvenuta ieri con la delibera n.1 del 2017. Nel documento la responsabile dei servizi finanziari dell’ente afferma che :« In merito a tale decreto si fa presente che il Comune non è in grado di assolvere la grave situazione debitoria certificata dal commissario pro-tempore dell’IPAB, ancora non pienamente definita, ne sarebbe in grado di sostenere. considerato l‘attuale contesto della finanza locale, le attività svolte dallo stesso IPAB.»

Cattive notizie anche per i precari. « Si fa presente anche che l’assunzione dei nove dipendenti in esecuzione del suddetto decreto regionale – scrive la Pascolato –  oltre a comportare un aumento di € 265.829,34 annuali. vanificherebbe definitivamente la stabilizzazione del restante personale precario, già avviata negli esercizi precedenti e da completare entro il 2018.»

Con la  delibera di giunta il sindaco Filippo Miroddi chiede alla Regione Siciliana di ritirare il decreto di scioglimento dell’IPAB sperando così in un “atto di clemenza” che potrebbe salvare il comune. Ci chiediamo se l’intera vicenda della Casa di riposo San Giuseppe sia stata gestita dall’amministrazione Miroddi tenendo conto della gravità della situazione e soprattutto dei disagi, non solo economici, per i cittadini. 

Cosa succede in caso di dissesto. (fonte: http://www.tempostretto.it)
Gli effetti sono molteplici e colpiscono l’ente sotto diversi aspetti. Per quanto riguarda le imposte e le tasse locali, diverse dalla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, le aliquote e le tariffe di base vengono innalzate nella misura massima consentita: la delibera non è revocabile ed ha efficacia per cinque anni. 

Per la tassa smaltimento rifiuti solidi urbani, gli enti che hanno dichiarato il dissesto devono applicare misure tariffarie che assicurino complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione del servizio e, per i servizi produttivi ed i canoni patrimoniali, devono applicare le tariffe nella misura massima consentita dalle disposizioni vigenti.

Per i servizi a domanda individuale (ad esempio mense scolastiche, scuolabus, case di riposo etc), il costo di gestione deve essere coperto con proventi tariffari e con contributi finalizzati almeno nella misura prevista dalle norme vigenti.

L'ente locale dissestato è, infatti, obbligato a rideterminare  la dotazione organica, dichiarando eccedente il personale comunque in servizio e in sovrannumero rispetto ai rapporti medi dipendenti-popolazione (definiti in base al decreto emanato con cadenza triennale dal Ministero dell’Interno), fermo restando l'obbligo di accertare le compatibilità di bilancio. I dipendenti dichiarati in eccedenza sono collocati in disponibilità.

Pessime notizie anche per i precari.  La spesa per il personale a tempo determinato deve essere ridotta a non oltre il 50 per cento della spesa media sostenuta a tale titolo per l'ultimo triennio antecedente l'anno cui l'ipotesi si riferisce.

LEGGI LA DELIBERA 

 

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Strage di Istanbul, ministro dichiara: “Abbiamo identificato l’attentatore”

 Il Ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha annunciato nel corso di una lunga intervista all'agenzia stampa Anadolu che è stata finalmente individuata con certezza l'identità dell'autore della strage di Capodanno al Reina Night Club di Istanbul, dove sono morte 39 persone e altre settante sono state ferite. Nei giorni le autorità turche avevano diffuso un selfie del presunto attentatore scattata a Piazza Taksim, stessa cosa fatta due giorni fa con un altro uomo poi risultato del tutto estraneo alla vicenda

"L'identità della persona responsabile dell'attacco di Istanbul è stata determinata" ha dichiarato il ministro, senza tuttavia specificare altro. Secondo l'agenzia di stampa statale Anadolu, almeno 20 persone sono state arrestate nell'ambito delle indagini. Ieri erano finiti in manette anche i familiari e la moglie del presunto attentatore. La donna aveva dichiarato di non essere a conoscenza del fatto che il marito fosse legato all'Isis. Tv e giornali hanno anche diffuso l'identità dell'uomo nel mirino degli inquirenti, il 28nne Iakhe Mashrapov, con passaporto del Kirghizistan: il sospetto, tuttavia, in un'intervista all'agenzia kirghisa Akipress ha negato ogni coinvolgimento con la strage. L'uomo ha spiegato  di essere stato scambiato per l'attentatore a causa di una somiglianza fisica ma di essere stato rilasciato dopo un controllo di polizia effettuato all'aeroporto di Istanbul. Secondo Akipress, Mashrapov sarebbe stato in Turchia per ragioni di lavoro tra il 28 e il 30 dicembre e poi di nuovo tra il primo gennaio e ieri, mentre era in Kirghizistan la notte di Capodanno.

Nel frattempo il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha telefonato a Tayyip Erdogan per fargli le condoglianze per le vittime e i feriti dell'attacco di Capodanno nella discoteca Reina di Istanbul. Lo ha confermato la Casa Bianca con una nota. Obama ha anche accolto con favore l'impegno della Turchia nel favorire un cessate il fuoco a livello nazionale in Siria ed un ritorno ai negoziati tra il governo siriano e l'opposizione.

 

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StartNews.it : da 10 anni con voi [VIDEO]

Quest’anno StartNews.it festeggia 10 anni di attività. Il 22 maggio 2007 veniva inserita la prima notizia e qualche giorno dopo il primo video inaugurava una delle prime web tv italiane.Sarà un anno speciale per noi che abbiamo il privilegio di potervi raccontare quello che accade in questo territorio. Nel 2007 pochi credevano che l’informazione, con l’avvento di Internet,  avrebbe subìto una tale trasformazione . Noi ci abbiamo creduto, abbiamo lottato e affrontato molti sacrifici. Oggi StartNews e StartTv, rappresentano un punto di riferimento per tanti cittadini ed è per questo che  ancor di più sentiamo il dovere di proporvi un’informazione attendibile e verificata che combatta la disinformazione che arriva dai social network dove anche un semplice sentito dire diventa una certezza da proporre.  

Dovremmo ringraziare molte persone e molte istituzioni che ci sono state vicine in questi anni. Ma per far questo ci sarà tempo, oggi vogliamo ringraziare soprattutto voi che ci seguite con affetto,  i nostri sponsor che ci permettono di offrirvi questo servizio e il nostro direttore responsabile Carmelo Nigrelli. In particolare un grazie di cuore alle famiglie Palermo e Barbarotto , titolari dell’hotel-ristorante Al ritrovo e del ristorante Teatro, che ci sostengono dal primo giorno. 

Nel frattempo vi proponiamo un breve video per ricordare questi 10 anni. 

 

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Ancora sul Mattarellum

 Bocciata dal risultato del referendum la riforma costituzionale, indirettamente collegata anche alla necessità di operare delle modifiche alla legge elettorale approvata dalle Camere, tutti i partiti hanno sollevato la necessità di pervenire ad una nuova legge elettorale condivisa da tutti. Tante le iniziative: il P.D. riproponendo il “Mattarellum”, Berlusconi proponendo una riforma in senso proporzionale, il Movimento Cinque Stelle e La Lega di Salvini , pur di andare subito al voto, anche il “Porcellum” apportando le modifiche che, si dice, segnalerà la decisione della Corte Costituzionale.

Senza voler sottolineare, in questa sede, le grandi responsabilità della Corte, per aver ritardato di oltre un anno la tanto attesa decisione, la gran confusione creatasi non lascia ben sperare. Tra le varie proposte quella che mi ha particolarmente impressionato è quella del P.D. che ripropone il “Mattarellum”, nonché la concomitante attesa della decisione della Corte Costituzionale sulla incostituzionalità di alcune norme dell'Italicum. Che in politica possono passare più di tre anni, per ricreare le medesime condizioni, lo dimostra una mia nota del 20 novembre 2013, pubblicata su questa stessa testata e consacrata alla pag. 113 del mio libro “ Cronaca e riflessioni sulla politica Italiana” dal titolo “ Considerazioni sul Mattarellum” che trascrivo. “ Come anticipato con altre note pubblicate sempre su questa stessa rubrica, per le difficoltà di dialogo tra le forze politiche si va facendo avanti la probabilità di un ritorno al “Mattarellum” in occasione delle prossime elezioni.

Da anni si trascina il problema della riforma della legge elettorale, da anni il nostro Presidente della Repubblica fa appelli per sollecitare l'approvazione di un tale provvedimento e, nonostante sull'attuale legge elettorale, definita “Porcellum” dallo stesso proponente, penda un giudizio di incostituzionalità, la casta continua trastullarsi con rinvii e proposte sempre più nuove, allontanando l'esame di un serio disegno di legge. Per questo motivo i rappresentanti più responsabili pensano alla possibile reintroduzione del “Mattarellum” non appena la Corte Costituzionale dichiarerà la incostituzionalità di diverse norme contenute nel “Porcellum”. Il ”Mattarellum”, per quanto riguarda la elezione del Senato, rispetta i canoni previsti dalla nostra Costituzione: la elezione del 75% con il sistema uninominale, mentre il 25% viene attribuito ai maggiori suffragati non risultati eletti: Per quanto concerne la Camera, invece, il “ Mattarellum” presenta un aspetto di incostituzionalità, non rispettando gli artt. 3 e 51 della nostra Costituzione che prevedono “ rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini e che tutti i cittadini possano accedere alle cariche elettive in condizione di uguaglianza.

Il “ Mattarellum”, infatti, a differenza di quanto previsto per il Senato, fermo restando che il 75% dei Deputati sarà eletto con il sistema uninominale, prevede che per il rimanente 25% vengono eletti in liste bloccate, rispettando l'ordine di presentazione, cittadini formalmente non candidati. Il 25% dei Deputati così non sarà eletto ma nominato, in dispregio a quanto previsto dalla Costituzione che i cittadini possano accedere alle cariche elettive in condizione di uguaglianza.”. Avrei potuto riciclare la mia nota del 20 novembre 2013 senza il preambolo, ma le particolari uguali condizioni “sempre in attesa delle ritardate decisioni della Corte Costituzionale” mi hanno consigliato di richiamarla, per dimostrare che possono cambiare i Governi, possono cambiare i parlamentari ma la nostra Corte Costituzionale non cambia.

Angiolo Alerci

 

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Proposta Grillo: una giuria popolare per giudicare i giornalisti

"Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali". Questo scrive oggi Beppe Grillo sul suo Blog.
Pian piano il Movimento 5 Stelle si svela per quello che è. Dopo la retromarcia sugli avvisi di garanzia, che dimostra come Beppe Grillo sia più interessato al potere che alla pulizia morale dei politici, oggi sul suo blog lancia una proposta,  chiaramente contro la libertà di stampa, che prevede un tribunale formato da “cittadini” che dovrebbe controllare la veridicità o meno delle notizie pubblicate. 

E’ evidente che il Partito 5 Stelle ha dei grossi problemi con i principi di libertà sanciti dalla Costituzione italiana e, anche se non apertamente dichiarato, l’idea di una censura  che agisca contro gli organi di stampa sembra non dispiacere al fondatore e padre e padrone del movimento. 
Oggi le notizie "fasulle" domani le opinioni: il passo è breve. Ma questo attacco alla libertà di stampa non può essere ignorato e chiunque abbia il buon senso di comprendere che non è solo una delle solite uscite del comico genovese dovrebbe reagire per difendere non solo la libertà di opinione ma anche quella personale.
Grillo sa benissimo che tutto quello che è stato promesso nelle varie campagne elettorali non può essere onorato e tutte le stupidaggini raccontate per attrarre consenso non possono che essere smentite dai fatti. Ha bisogno di un’arma che gli consenta di mettere a tacere oggi i giornali e domani gli oppositori. E’ un film già visto che mise l’Italia in ginocchio all’inizio del secolo precedente. 

A gioire dell’uscita del comico contro l’articolo 21 della Costituzione che recita: “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure” non possono che essere quegli individui che aspirano ad un regime. 
Non è certo compito mio giudicare se il comico abbia posto le basi per iniziare a parlare dello scioglimento d’autorità del movimento da lui creato ma credo che ognuno di noi debba riflettere profondamente sul significato delle parole di Grillo perché, dal Dopoguerra in poi ,nessun politico ha  mai pensato ad un controllo di una delle libertà essenziali di una nazione democratica, neanche Giorgio Almirante del Movimento Sociale Italiano. Credo sia indispensabile non sottovalutare le “battute” di Grillo perché è in gioco il futuro  di questa Nazione, nostro e dei nostri figli.

Che poi Grillo venga a parlare di balle raccontate dai TG e dai giornali è veramente incredibile, visto che lui ha costruito il proprio consenso su una serie di bugie come quella che il Movimento avrebbe messo alla porta tutti gli inquisiti tranne poi fare una clamorosa marcia indietro quando ha saputo di un probabile avviso di garanzia a Virgina Raggi. 

Nicola Lo Iacono

 

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Calcio: per l’incontro Nicosia – Armerina biglietti solo ai residenti della squadra ospitante

Incontro calcistico “Città di Nicosia – ASD Armerina”, notificato dalla Polizia di Stato ai Sindaci e ai Presidenti delle rispettive Società calcistiche il Decreto Prefettizio che prescrive la vendita dei tagliandi ai soli residenti nel comune di Nicosia. Nella giornata di ieri gli Agenti dei Commissariati distaccati di P.S. di Nicosia e Piazza Armerina hanno provveduto a notificare ai Sindaci dei rispettivi Comuni ed ai presidenti delle Società calcistiche dei due centri della provincia ennese il Decreto Prefettizio che impone la vendita dei tagliandi – relativi all’incontro di calcio “Città di Nicosia – ASD Armerina”, valevole per il campionato di I Categoria previsto in data 8 gennaio p.v. – ai soli residenti nel comune di Nicosia, disponendo al contempo l’incedibilità degli stessi. La prescrizione, su segnalazione dei competenti organi ministeriali, si è resa necessaria al fine di prevenire potenziali situazioni pregiudizievoli per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, in seguito ai gravi episodi verificatisi il 17 dicembre 2016 in occasione del match “ASD Armerina – Enna”.

 

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Enna, Kore – ”Orgogliosi di essere ultimi per Confindustria e primi per gli studenti”

[COMUNICATO STAMPA] L’annuale bufala del Sole24ore, spacciata per classifica degli atenei italiani, si conferma essere lo strumento di un disegno politico volto a desertificare il Sud e le Isole, facendo credere ai giovani meridionali che le università delle loro regioni siano le più scadenti del Paese.

È ora che su queste classifiche ingannevoli intervenga l’Antitrust perché qui si tratta di una vera e propria turbativa del mercato. Per quanto riguarda la Kore di Enna, siamo lieti di essere all’ultimo posto nel giudizio di Confindustria perché vuol dire che formiamo menti critiche. Allo stesso tempo siamo orgogliosi di essere al primo posto in Italia secondo la valutazione degli studenti. Questo primato, l’unico che davvero riguarda la qualità degli atenei, nessuno ce lo può togliere".

Cataldo Salerno

Presidente Università Kore di Enna

 

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Enna – . Due arresti della GDF per una presunta tentata estorsione ai danni di un disabile

[COMUNICATO STAMPA} Questa mattina, a conclusione di una serrata indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Enna, sono stati tratti in arresto per circonvenzione di incapace e tentata estorsione, DI DIO Giuseppe, classe 1979, e CAMMALLERI Salvatore, classe 1965.

I due soggetti, con l’aiuto di un amico comune, riuscivano ad avvicinare un cittadino ennese, disabile, classe 1965 e, abusando del suo stato di soggezione, lo inducevano ad aprire una ditta individuale attraverso la quale la vittima acquistava numerosi telefoni e tablet per un valore di oltre 6.000,00 €, di cui gli indagati si appropriavano.
Gli autori dell’odioso raggiro, inoltre, costringevano la vittima a richiedere ed ottenere in prestito la somma di 10.000,00 € da un istituto bancario cittadino, che veniva materialmente acquisita dagli indagati.
La vittima avendo maturato la consapevolezza del raggiro, provvedeva a denunciare i fatti alla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Enna.
Conseguentemente, la condotta illecita posta in essere dai due soggetti, risultati già in possesso di numerosi precedenti di polizia e carichi pendenti, veniva prontamente monitorata dai Finanzieri della Compagnia di Enna.
Nel corso delle investigazioni, si accertavano chiari comportamenti intimidatori ad intento estorsivo dei due malfattori, consistenti in pressioni psicologiche e fisiche, fino a giungere a vere e proprie minacce di morte del seguente tenore: “ […] dove ti trovo ti trovo ti faccio fuori, ti scanno, ti prendo il cuore e me lo mangio […] perché se non li paghi ti giuro che ti scippo la testa, dove sei sei, e me ne sto andando fino dai tuoi fratelli e i primi schiaffi li prendono i tuoi fratelli”.
Le continue pressioni esercitate da parte dei due malviventi inducevano la vittima a barricarsi in casa terrorizzata, per più giorni.

Le Fiamme Gialle, intanto, procedevano a rilevare il tutto attraverso intercettazioni, pedinamenti e appostamenti, effettuando, tra l’altro, l’analisi della documentazione commerciale e bancaria prodotta dalla vittima.
Il dettagliato quadro probatorio acquisito, considerata la pericolosità dei soggetti investigati e il rischio di reiterazione del reato, induceva la locale Procura della Repubblica a richiedere provvedimenti restrittivi al competente GIP che, in un breve arco temporale, venivano disposti ed eseguiti in data odierna ad opera dei finanzieri della Compagnia di Enna

 

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Strage Istanbul, Isis rivendica. Per i testimoni il killer non ha agito da solo

Continua in Turchia la caccia all'uomo per scovare l’uomo che la notte di Capodanno ha fatto irruzione nella discoteca Reina di Istanbul provocando la morte di almeno 39 persone. Sono almeno 17000 gli agenti impegnati nelle ricerche. Secondo il premier turco Binali Yildirim, il killer potrebbe essersi mischiato alla folla in fuga dal locale per scappare e far perdere le tracce. Secondo gli investigatori il sospettato ha agito da solo ma non si esclude che avesse dei complici al di fuori del locale. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver udito spari arrivare da più direzioni, oltre ad aver visto l'uomo con il mitra che sparava sulla gente. Diversamente da quanto trapelato in un primo momento, l’attentatore non indossava un costume di Babbo Natale: lo ha confermato il premier turco.

Isis rivendica: attentatore sarebbe originario dell'Asia centrale

È arrivata dopo ore la rivendicazione dell’Isis, su cui si erano concentrati i sospetti da subito. “Un eroico soldato del califfato”, si legge nella rivendicazione diffusa dall’agenzia Amaq, ha colpito “il più famoso nightclub dove i cristiani stavano celebrando la loro festa apostatica”. Secondo alcuni, il killer avrebbe urlato “Allah Akbar” durante l'assalto, l’invocazione che caratterizza gli islamisti. Secondo fonti di stampa turche, l’attentatore sarebbe un uomo dell’Asia centrale, uzbeko o kirghiso, legato appunto all’Isis. Il quotidiano Hurriyet, senza citare fonti, spiega che l'autore della strage potrebbe essere legato alla stessa cellula che a giugno colpì l'aeroporto Ataturk. In base alle testimonianze raccolte, sembra ormai certo che l'attentatore parlasse arabo.

Molti stranieri tra le vittime, salvi alcuni italiani
Tra le 39 vittime ci sono 24 stranieri: tra questi una donna israeliana, tre libanesi, due indiani e cinque sauditi. C'era anche un gruppo di italiani nel nightclub colpito in Turchia. Lo riporta la tv locale modenese Trc-Telemodena secondo cui la compagnia italiana è riuscita a scampare alla strage gettandosi a terra quando i primi spari nel locale hanno fatto scattare il panico. Alcuni di loro avrebbero riportato solo lievi escoriazioni nella calca. Tra questi una donna bresciana, residente in Turchia da tempo per questioni di lavoro, sarebbe lievemente ferita alla testa.

Condanna del Consiglio di sicurezza dell’Onu
Nella notte il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato “con forza l'attentato terroristico barbaro e orribile” e ha ribadito che “ogni atto di terrorismo è criminale e ingiustificabile, indipendentemente dalla motivazione, da dove e da chiunque venga commesso”.

Erdogan: “Stanno cercando di creare caos”
Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha detto che il Paese combatterà fino alla fine contro ogni forma di attacco da parte di gruppi terroristici: “Come nazione ci batteremo fino all'ultimo non solo contro gli attentati dei gruppi terroristici e le forze che li sostengono, ma anche contro i loro attacchi economici, politici e sociali”, ha detto Erdogan aggiungendo che “stanno cercando di creare il caos, di demoralizzare la nostra gente e di destabilizzare il Paese con attacchi abominevoli che colpiscono i civili”. “Noi ci manterremo calmi come nazione, stando ancora più vicini e non cederemo ai loro sporchi giochi”, ha detto ancora dopo la strage di Capodanno. “Purtroppo, la violenza ha colpito anche in questa notte di auguri e di speranza. Addolorato, sono vicino al popolo turco”, ha detto papa Francesco all'Angelus del primo gennaio.

 

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L’informazione nella societa’ tecnocratica

Prima di intraprendere la nuova trattazione vorrei condividere con voi le linee guida di questa rubrica. Le riflessioni proposte analizzeranno lo sviluppo della società occidentale nella forma attuale che ho definito TECNOCRATICA. Gli articoli fin qui proposti si sono occupati a vario titolo di informazione. Ho diviso la questione in due grandi aree: i MACROCOSMI= trasformazioni sociali e MICROCOSMI= trasformazioni che riguardano i singoli individui. Come punto di partenza mi è sembrato doveroso occuparmi del modo in cui una società (MACROCOSMO) divulga la propria immagine e la sua storia. In questo la società occidentale ha fatto tesoro dell'insegnamento dei nazisti primi veri maestri della propaganda. 

Procedendo in questo filo logico oggi non posso non occuparmi dell'articolo di Giovanni Pitruzzella (nella foto) presidente dell'Antitrust apparso sul Financial Times. Il Presidente scrive: «La post-verità è uno dei motori del populismo ed è una minaccia che grava sulle nostre democrazie, siamo a un bivio: dobbiamo scegliere se vogliamo lasciare Internet così com’è, un Far West, oppure se imporre regole in cui si tiene conto che la comunicazione è cambiata. Io ritengo che dobbiamo fissare queste regole e che spetti farlo al settore pubblico». Torna un termine a noi caro “post verità”, un lessema di cui ho cercato di definire contorni e contenuti. Che le post-truth siano il motore del populismo ormai sembra una verità assodata e che queste abbiano contribuito a sconvolgere il panorama e le certezze politiche delle società occidentali non vi è alcun dubbio semmai c'è da chiedersi se esiste una soluzione al problema.

Quella prospettata dal Presidente è una soluzione di Stato affidata a quello che egli definisce “settore pubblico”. Forse non tutti sanno che il governo americano a seguito dell'attentato alle Torri gemelle introdusse il Patrioct Act, legge che limitò fortemente le libertà personali dei cittadini: furono istituiti controlli severi sulle ricerche effettuate tramite i motori di ricerca individuando alcune parole chiave che venivano registrate e monitorate. Da questo si passò a un controllo di intelligence sulla vita privata di singoli cittadini ignari di tutto ciò. La Legge, proposta da G. W. Bush e votata a stragrande maggioranza dal Congresso, istituì un organismo di controllo del web atto a trovare le cellule terroristiche che si nascondevano nel Paese. Negli anni l'esperimento non produsse alcunché se non una serie di dati sulle abitudini dei cittadini, sul loro pensiero, sui loro spostamenti. Vi sembra poco?

Le agenzie libere e indipendenti di cui parla Pitruzzella dovrebbero lavorare per conto di un istituzione governativa o statale o europea e quindi, alla stregua di quella americana,  in qualche modo dipendere da essa. Ma chi effettuerebbe la scelta di una società rispetto ad un'altra? Chi ne valuta l'operato? Che fine fanno i dati raccolti? Domande che nascondono una pericolosità intrinseca per la libertà dei cittadini degli Stati coinvolti.  
Dietro tutto questo si vuol nascondere l'unica verità: il traffico web è impossibile da controllare e di fatto ha prodotto una piena è totale libertà di stampa ed opinione che l'establishment non è più in grado di gestire. Le limitazioni proposte dal Presidente Pitruzzella sono assurde e anacronistiche; semmai bisogna focalizzare la propria attenzione sull'educazione e la cultura che servono a discernere le verità dalle baggianate propinate sul web. In questo contesto assume una rilevanza fondamentale la Cultura della popolazione.

E' risaputo che la scuola pubblica è ancorata a programmi desueti proposti da educatori che nella loro formazione poco hanno avuto a che fare con il mondo digitale quindi questi infiniti microcosmi sono lasciati in balia di notizie di cui non capiscono né la provenienza né l'attendibilità. Così il POPOLO è chiamato ad assumersi responsabilità di cui ignora la portata storica. Vi ricordate lo scoramento di molti inglesi intervistati dopo il voto favorevole alla Brexit?
Le responsabilità a cui sono chiamati i microcosmi nell'era tecnocratica sono inequivocabili e inoppugnabili. Non ho mai creduto all'innocenza del popolo tedesco del periodo nazista così come non crederò mai all'ignoranza che molti dei miei contemporanei paventeranno quando la nostra società volgerà verso le derive assolutistiche a cui sembra inesorabilmente votata. Il popolo è l'unico responsabile delle scelte populiste e non il web o le presunte lobby. Nel secondo ventennio del ventunesimo secolo si è quindi concretizzata in modo del tutto inaspettato la dittatura del popolo che sceglie, decide e sconvolge tutti gli schemi politici della società democratica. Guidati da false agenzie di stampa i microcosmi sono pronti ad esercitare il potere attraverso gruppi, social, blog autonomi slegati dalle istituzioni che propongono idee sul futuro confuse e contraddittorie. 

BENVENUTI NELL'ERA TECNOCRATICA. 

Paolo Centonze

 

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Al via terapia online per l’insonnia cronica

Per combattere l'insonnia cronica ora c'è la terapia online.  A dirlo uno studio dell'università della Virginia pubblicato da JAMA Psychiatry, in cui è stata testata una versione personalizzata della terapia. Secondo la ricerca può essere efficace, portando miglioramenti in oltre il 70% dei pazienti. La ricerca ha testato una variante online della terapia cognitivo-comportamentale, una delle più efficaci contro l'insonnia. A 303 adulti, tutti con problemi nel sonno, è stata assegnata per sei settimane o la variante online della terapia, personalizzata sul singolo paziente, o un programma generico contro l'insonnia da seguire sempre attraverso il computer. Un anno dopo l'insonnia non era più un problema per il 57% dei soggetti nel gruppo trattato con la cura online contro il 27% di quelli con il programma generico. Inoltre il 70% delle persone del primo gruppo ha segnalato qualche miglioramento contro il 43% dell'altro. "Questo tipo di intervento non sostituisce quello faccia a faccia, scrivono gli autori, ma può espandere l'accesso a chi preferisce evitare gli incontri o non ha uno specialista vicino". L’insonnia e le malattie del sonno costituiscono una piaga sociale . Hanno un effetto sul lavoro, sulle relazioni e sugli incidenti stradali. Oggi ad esempio solo l’insonnia è diffusa tra la popolazione Europea e USA con una frequenza che va dal 10 al 30%. È chiara quindi l’importanza del creare una terapia accessibile anche online per curare i disturbi del sonno e per fare prevenzione perché i disturbi del sonno si possono curare.

 

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Caltanissetta-Enna: ”Mutua Cesare Pozzo” consegnate le borse di studio

Caltanissetta – Recentemente presso la sala del dopolavoro ferroviario di  Caltanissetta  si è svolta  cerimonia  per la consegna delle borse di studio per i familiari dei soci per le province di Enna e Caltanissetta della società di mutuo soccorso "Cesare Pozzo".  Sono stati premiati 14 studenti di varie discipline, di cui 2 scuola primaria –  Gabriele Difrancesco – Giuseppe Pio D’Amico;   3  scuola secondaria di primo grado –  Rachele Pia Farruggia – Aurora Carmela Parisi – Lara Viola;   7 lauree e dottorati  –  Antonio Arangio – Claudia Arnone – Federica Interi – Caterina Adele Puccio – Piera Romano – Giuseppe Alongi – Floriana Solaro. Durante l' evento il responsabile dello "Sportello Solidale" della mutua “Cesare Pozzo” di Caltanissetta Salvatore Balbo ha  consegnato  al  socio  più  anziano  della  provincia di Caltanissetta, Benedetto Nuccio, macchinista del deposito locomotive di Caltanissetta in servizio, una   targa   di  riconoscimento, per i suoi 37 anni di permanenza alla "Cesare Pozzo".

La Mutua "Cesare Pozzo" è stata fondata nel 1877 a Milano. A  Caltanissetta  nel  1989, oggi è presente nelle due province grazie all' impegno profuso dal socio Salvatore  Balbo, prima  da  rappresentante  di  gruppo, dopo da consigliere regionale e infine da responsabile sportello solidale nelle province di Enna e Caltanissetta. 

"Dal  1998  ad  oggi puntualmente – ha detto Salvatore Balbo – ogni anno organizziamo  una manifestazione a Caltanissetta per la consegna dell’incentivo allo studio,  un modo per ravvivare lo spirito associativo e premiare l' impegno nello studio , vorrei ringraziare tutti coloro che hanno collaborato per l' evento e in modo particolare la disponibilità manifestata da parte del Presidente  del Dopolavoro  ferroviario  di Caltanissetta Michele Calabrese, quest’anno è un anno molto importante per noi – ha proseguito Salvatore Balbo -ricorre, infatti, il 140° anniversario della costituzione della nostra Mutua, di quando, cioè un gruppo di macchinisti e fuochisti delle ferrovie dell’alta Italia si misero insieme per affrontare e dividere i rischi degli eventi dannosi e luttuosi che la vita riserva,       l’ iniziativa dell’assegnazione delle borse di studio da parte della Cesare Pozzo  – conclude Balbo – è senza dubbio un fatto importante, non solo per l’immagine del sodalizio, ma principalmente perché ciò vuole essere la testimonianza di un rapporto di affettuosità, di stima e di fiducia tra i soci e la Mutua, indipendentemente, almeno una volta, dalle situazioni drammatiche di bisogno"

 

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Enna, denunciato rumeno per aver violato la misura di prevenzione del divieto di ritorno a Enna

Enna, denunciato cittadino rumeno per aver violato la misura di prevenzione del divieto di ritorno nel Comune di Enna. Nella mattinata di ieri, a seguito di specifici servizi di prevenzione disposti dal Signor Questore di Enna, Dott. Antonino ROMEO, gli Agenti della D.I.G.O.S. hanno provveduto al controllo di un cittadino straniero che, lungo le vie del centro ennese, entrava ed usciva dalle varie chiese, a volte per chiedere l’elemosina altre volte senza apparente motivo. Dopo un breve appostamento, si è proceduto all’identificazione del giovane, I. P., ventiduenne, cittadino rumeno, dimorante a Piazza Armerina, con plurimi precedenti penali per furto aggravato, resistenza a P.U., lesioni personali, rifiuto di indicazioni sull’identità personale, divieto di ritorno nei comuni di Sciacca e Nicosia, oltre a foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Enna emesso nel 2015 per la durata di anni tre. Accompagnato in Questura, dopo le formalità di rito, gli è stato intimato di fare immediato rientro nel Comune di Piazza Armerina. Il predetto è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, per la violazione della suddetta misura di prevenzione.

 

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Questura di Enna – Bilancio operativo anno 2016

Tempo di fare bilanci, a chiusura dell’anno 2016, anche per la Questura di Enna. Un anno intenso, un anno di attività al servizio dei cittadini e della collettività. Quotidianamente, gli uffici della Questura e dei tre Commissariati distaccati di P.S. della provincia di Enna sono stati impegnati nell’attività di contrasto e prevenzione alla criminalità ed a ogni forma di illegalità. Incessante pure l’attività sul piano della tutela dell’ordine pubblico. Brillanti i risultati raggiunti, a coronamento degli sforzi di tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato profusi nel segno della prevenzione, con la predisposizione di mirati servizi straordinari di controllo del territorio, e dell’attività di polizia giudiziaria, a seguito della commissione di fatti delittuosi. In particolare a titolo del tutto esemplificativo, si segnalano le principali attività svolte dagli uffici della Questura e dalle articolazioni territoriali dipende.

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Enna: Manno designato referente associazione ”Sicilia in Europa”

Il presidente dell’ associazione internazionale “Sicilia in Europa” Vincenzo Nicosia ha designato come referente dell’ associazione per la provincia di Enna, l’ agirino dott. Luigi Manno. L’ associazione, che dispone di diverse sedi all’ estero è impegnata da diversi anni a mantenere vivo il rapporto tra i siciliani emigrati e la Sicilia promuovendo iniziative culturali e sociali volti a divulgare la cultura e la tradizione siciliana in Europa. Tra le finalità associative anche quella di creare un ponte di collegamento Europeo nel mondo dell’imprenditoria, fornendo qualsiasi supporto che possa facilitare la conoscenza dei mercati. “ E’ nostro compito assistere gli emigrati siciliani all’ estero con molteplici iniziative – ha detto Vincenzo Nicosia – ma soprattutto mantenere vivo il legale con la Sicilia e le sue molteplici potenzialità economiche, turistiche e culturali, abbiamo in programma diverse iniziative volte ad incentivare la presenza turistica nell’ entroterra siciliano per far riscoprire soprattutto alle nuove generazioni all’ estero le potenzialità di una terra ricca di storia, arte e tradizioni, stiamo inoltre verificando le condizioni per organizzare in provincia di Enna l’ annuale manifestazione denominata Orgoglio Siciliano che premia i siciliani che si sono distinti in diversi ambiti lavorativi, un modo per esprimere gratitudine nei confronti di coloro che danno lustro alla Sicilia nel mondo”

 

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