I comitati scrivono alla Regione siciliana. Questo il documento inviato.

I comitati scrivono alla Regione siciliana. Questo il documento inviato.

Oggetto:

Legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 “Disposizioni in materia di Liberi Consorzi comunali e Città Metropolitane”, attuazione dell’art. 44. 

Sign.Presidente della Regione Siciliana,

Sign. Assessore delle Autonomie Locali,

Presidente dell'Ars,

Da parecchi mesi le comunità di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea, attendono la ratifica, attraverso la legge-provvedimento prevista dall'art. 44 della L.r. 15/2015, di ciò che hanno scelto seguendo l’iter procedimentale imposto dapprima dalla L.r. 8/2014 e successivamente dalla sopra citata L.r. 15/2015 al fine di portare a compimento le variazioni territoriali degli Enti territoriali intermedi e dare piena attuazione al disposto normativo. Nonostante queste comunità abbiano centrato l’obiettivo esprimendo la propria volontà di cambiamento secundum legem, si continua a non dar seguito alla predetta volontà democraticamente maturata e legittimamente espressa dai suddetti Comuni. Il 20 luglio 2016, il plenum dell'Assemblea Regionale Siciliana ha deciso di condividere le motivazioni della propria I Commissione legislativa permanete, decidendo di non dare seguito, di fatto, all’approvazione della normativa di ratifica delle le variazioni territoriali.

I Ddl governativi n° 1.190, 1.191, 1.192 e 1.193, attuativi dell’Art. 44 comma 2 della L.r. 15/2015, come detto, sono stati posti nel limbo dal Parlamento regionale per delle INADEMPIENZE, a detta dell'Organo legislativo da attribuire ESCLUSIVAMENTE al Governo regionale e, segnatamente, all'Assessorato Regionale retto dall'On.le Lantieri. Infatti, testualmente, la motivazione addotta dal Presidente della I Commissione Ars, On. Salvatore Cascio, al Plenum dell'Assemblea per il non passaggio all'esame dei DDL è stata la seguente: “Quando il disegno di legge è arrivato in Commissione, la stessa non ha disquisito sul fatto della costituzionalità o meno del disegno di legge e del quesito referendario, ma è entrata nel merito squisitamente tecnico, Presidente, nel senso che l’articolo 2 prevede un passaggio di competenze economiche, di personale, quindi vi sono delle poste, sia negative che positive, che vanno a carico o della città metropolitana o dei liberi consorzi.

La Commissione ha chiesto al Governo se vi era un quadro sinottico, un report, una tabella per capire se questo meccanismo metteva in discussione la funzionalità successiva degli altri liberi consorzi. Perché è chiaro a tutti che quando centomila abitanti del libero consorzio di Caltanissetta transitano nel libero consorzio di Catania gli effetti sono duplici. Abbiamo una sovraesposizione su Catania e una sottoesposizione su Caltanissetta. Il personale come verrà distribuito? Anche perché i commissari sono stati richiamati, anche da parte della Corte dei Conti, a mettere in atto delle procedure per mettere in sicurezza i conti delle province, e tra le principali procedure vi è quella del piano degli esuberi. La Commissione non capiva come poteva la provincia, pardon, il libero consorzio di Caltanissetta fare un piano di esuberi, non avendo già diviso a priori le competenze tra il territorio di Gela e Niscemi e le province di Caltanissetta.

Allora, tutti questi eventi hanno fatto sì – è stato chiesto più volte al dirigente generale e all’Assessore che erano presenti – che necessitava un ulteriore approfondimento, quindi la Commissione ha ritenuto di non votarle, di non passare all’articolato per una carenza istruttoria sul disegno di legge, quindi per un fatto squisitamente tecnico, non volendo né mortificare i cittadini dei territori sopramenzionati e anche perché, devo dire e lo ripeto, lo ribadisco per un ulteriore volta, quel referendum non era riferito a questo quesito, era tutt’altra cosa. Ora, in termini procedurali è chiaro che non avendo votato il passaggio all’articolato, questo ai sensi dell’articolo 64 del Regolamento va in Aula. Pensiamo , che la discussione può essere unificata per tutti e quattro i disegni di legge, perché si ripetono esattamente le stesse cose l’un per l’altro.

La Commissione non ha, in questo momento, fatti ulteriori che gli possono chiarire quel quadro e quelle risposte che volevamo da parte del Governo. Quindi, da questo punto di vista, la Commissione si rimette all’Aula, perché già si è espressa, sarebbe ultroneo dire, si riesprime nuovamente, però è chiaro che tutti quei dubbi permangono e sono cogenti alla discussione.” Allo stato attuale, Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea, attendono l’attuazione del più volte richiamato art. 44 della L.r. 15/15, pienamente in vigore ma disapplicato. Lettera morta benché a tutti gli effetti vigente. Vogliamo ricordare alle SS LL, che con nota del 19 luglio 2016, il Sottosegretario alle Autonomie Locali, On. Gianclaudio Bressa, ha già chiesto che venisse compiuto l’intero iter della L.r. 15/2015, con particolare riferimento all’art. 44.

Tenuto conto di quello che è sinora avvenuto, considerato il posticipo delle elezioni degli Enti intermedi siciliani votato dall’Assemblea regionale siciliana il 3 agosto 2016, che dispone l'individuazione delle elezioni in una domenica compresa tra il 1 ottobre e il 30 novembre 2016, chiediamo al Governo di RISPETTARE LA LEGGE VIGENTE e ripresentare i DDL di variazione territoriale completi, questa volta, della necessaria istruttoria da parte dell'Assessorato competente come espressamente chieste in Aula dal Presidente della I Commissione legislativa permanente, in segno di rispetto delle regole democratiche e di rispetto del volere delle popolazioni e dei Comuni. Considerato che già in passato, per presentare i medesimi DDL, queste comunità hanno dovuto attendere un periodo di tempo ingiustificatamente lungo, dovendo ricorrere ad atto di diffida stragiudiziale, attenderemo non oltre 10 giorni dalla ricezione della presente nota, riservandoci di adire ogni percorso utile concessoci dall'ordinamento giuridico della Repubblica Italiana di cui, fino a prova contraria, la Regione Siciliana fa ancora parte.

 

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Concordia, Schettino condannato a 16 anni. Le motivazioni: “Lasciò nave con la gente a bordo”

Quando "saltò su una lancia" l’ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, “era consapevole che diverse persone si trovavano sul lato sinistro della nave o, comunque, quanto meno aveva seri dubbi in tal senso e decideva in ogni caso di allontanarsi in modo definitivo dalla Concordia". E' quanto scritto nelle motivazioni dei giudici di appello di Firenze che hanno condannato Schettino a 16 anni e un mese il 31 maggio scorso  per il naufragio avvenuto nei pressi dell’Isola del Giglio il 13 gennaio 2012 nel quale morirono 32 persone.

"L'intenzione" di Schettino non era seguire la rotta del cartografo ma "navigare secondo il suo istinto marinaresco, più a ridosso dell'isola, confidando nella sua abilità" scrivono ancora i giudici. Francesco Schettino era stato condannato già in primo grado a 16 anni di carcere e un mese di arresto. Lo scorso 31 maggio la corte di Appello ha confermato quella sentenza. Il procuratore generale, Giancarlo Ferrucci (coadiuvato dal pm del dibattimento di primo grado Alessandro Leopizzi), aveva chiesto la condanna dell’ex comandante della Costa Concordia a 27 anni di carcere e tre mesi di arresto, undici di più rispetto alla pena inflitta, evidenziando l’aggravante della colpa cosciente. Nelle motivazioni i magistrati sottolinearono che i decessi “non si sarebbero verificati se avesse gestito l’emergenza con perizia e diligenza”.

La corte d’appello di Firenze ha però comminato una pena accessoria anche più grave a Schettino: l’interdizione per 5 anni da tutte le professioni marittime.  L’ex comandante era imputato per omicidio colposo di 32 persone, per le lesioni fisiche e psicologiche di molti passeggeri, per l’abbandono della nave mentre c’erano ancora persone incapaci a bordo, per naufragio colposo, e per le false comunicazioni date alle capitanerie.

 

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L’associazione Luciano Lama devolve una somma a favore dei terremotati

Solidarietà prima di tutto senza se e senza ma. Lo pensano in casa dell’Associazione regionale di volontariato OnG Luciano Lama presieduta dall’ennese Giuseppe Castellano che vuole dare un segnale in favore delle popolazioni colpite la scorsa settimana dal terremoto. Infatti malgrado la crisi economica dell’ultimo decennio si sia fatta sentire anche nelle attività di volontariato, l’Associazione Luciano Lama compie uno sforzo economico non indifferente e destina una cifra cospicua in favore delle popolazioni del centro Italia.

Nei prossimi giorni i responsabili dell’associazione si metteranno in contatto con il Dipartimento nazionale di Protezione civile per avere informazioni su come e dove versare la somma. “La tragedia che ha colpito la nostra nazione ed in particolare le comunità del centro Italia non ci possono far rimanere con le mani in mano – commenta Castellano – e quindi dopo aver consultato i miei collaboratori e dirigenti dell’associazione abbiamo deciso che anche in un momento non certo facile da un punto di vista finanziario per la nostra organizzazione di compiere uno sforzo economico non indifferente e di devolvere una cifra che magari per altri sarà una inezia ma che per noi diventa importante per contribuire ed aiutare quelle popolazioni. Il nostro auspicio è che questa nostra iniziativa venga imitata da tanti altri. In un momento di grande emergenza ma soprattutto dolore diventa indispensabile fare rete e aiutare chi sta peggio”. Per contattare l'associazione Luciano Lama ed avere notizie sulle sue attività si può telefonare allo 0935/533211 – 336400471 – 3358420486. Ulteriori informazioni sul sito internet www.associazionelucianolama.it.

 

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Piazza Armerina – Continuano le segnalazioni dei cittadini: degrado anche nella zona nord

Dopo la segnalazione di ieri da parte dei residenti in via Kennedy oggi registriamo le proteste dei residenti di un’altra zona della città. A scriverci è Laura Brighina che con una serie di scatti fotografici ci mostra un altro angolo della nostra città completamente dimenticato dall’amministrazione comunale: la zona residenziale nei pressi del ristorante La Coccinella. 

Il messaggio di Laura.

«Vi scrivo perché da anni ci chiediamo come sia possibile tenere un luogo pubblico in queste condizioni. Il luogo dove si trova casa mia sembrerebbe dalle foto una zona di campagna ma in realtà è centro abitato. Si trova nei pressi dell’ingresso nord nella zona del ristorante “La Coccinella”. L'erba cresce sui marciapiedi e sulle strade tanto che il marciapiede è diventato non utilizzabile per le persone ma utile alle zecche che molto spesso si vedono camminare anche sotto il portone di casa mia.
Siamo circa 100 famiglie  e vi abitano molti giovani che la sera non possono permettersi di camminare a piedi da soli visto  che manca  l'illuminazione pubblica. Percorrere a piedi il tratto che va dal ristorante a casa di sera è molto pericoloso sia per la mancanza di marciapiedi che per il buio. In queste condizioni c’è sempre la possibilità di essere investiti da un’auto o di essere aggrediti.

Come si vede nelle foto una gru e le  lamiere che delimitano il cantiere di costruzione da quasi 10 anni non sono mai state smantellate e nonostante le varie segnalazioni ai vigili urbani tutto tace. Per concludere in bellezza il servizio di nettezza urbana si limita al ritiro della differenziata con conseguente immondizia sparsa da anni sulla strada! In sostanza io e i miei vicini viviamo in un "cantiere pubblico" dove regna la sporcizia e l'incuria! Forse voi riuscirete a fare qualcosa pe raiutarci a risolvere questo problema !!! Anni e anni senza mai essere ascoltati!»

Per chi vuole segnalarci altre zone degradate della città può utilizzare il nostro indirizzo email redazione.start@gmail.com , contattarci attraverso la nostra pagina Facebook  a questo indirizzo https://www.facebook.com/StartNewsTv o attraverso l’indirizzo personale https://www.facebook.com/loiacononicola

Ricordiamo anche che è possibile iscriversi al gruppo Disservizi a Piazza Armerina per segnalare disservizi.https://www.facebook.com/groups/disservizipa/

 

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Piazza Armerina – Ugo Adamo: ”dieci domande per il sindaco Filppo MIroddi”

La città di Piazza Armerina è stata inclusa nell’elenco delle candidate a divenire nel 2018 capitale della cultura italiana. In Sicilia sono altri due i centri inseriti: Palermo e le città del comprensorio elimo – fenicio (Trapani, Erice etc). Il passato di Piazza, la sua storia, la sua archeologia ed il suo patrimonio storico-artistico, il suo dialetto gallo italico, le sue tradizioni gastronomiche rendono senza alcun dubbio la candidatura della città di alto profilo per il prestigioso riconoscimento, che avrebbe delle ottime ricadute anche sul piano economico.

Ma il passato deve fare anche i conti con il presente e far riflettere sul come l’uno e l’altro possano dialogare in modo proficuo. E, guardando appunto al presente, la situazione generale della città si presenta a dir poco critica. Non possiamo affermare per es. che la Villa Romana del Casale è la più bella del mondo antico romano se poi la stessa è raggiungibile con difficoltà; e neanche parlare dei nostri monumenti architettonici (Chiese e Palazzi in primo piano) se il tessuto economico – sociale in cui sono inseriti è quanto meno penoso.
Per cui la candidatura potrebbe essere una grossa opportunità per la nostra città, oppure potrebbe esporla al rischio di clamorose bocciature con pesanti ricadute anche su quel poco che è rimasto del turismo esterno. Queste riflessioni mi hanno spinto a formulare, in spirito di rispetto e di collaborazione, queste dieci domande al primo cittadino di Piazza Armerina, chiedendogli di dare una risposta in tempi rapidi. Invierò le dieci domande ai corrispondenti dei quotidiani locali la Sicilia e Giornale di Sicilia, nonché alle testate internet (StarNews e Orizzonti Erei).
In attesa di avere una risposta, ripeterò ogni giorno sulla mia pagina FB le 10 domande.

1. Quali requisiti pensa che la città di Piazza Armerina presenti al momento attuale per essere candidata a capitale della cultura?

2. Ritiene possibile proporre Piazza a capitale della cultura con le strade dissestate, la sporcizia e l'incuria generali, le ville abbandonate ed in stato di degrado, gran parte dei monumenti chiusi o inagibili?

3.Come intende affrontare i problemi sopra citati?

4. Con quali fondi (di bilancio comunale, di finanziamenti pubblici e privati, di fondi europei etc) ritiene possibile risolvere i problemi di disponibilità finanziaria?

5. Ritiene il problema dei boschi un elemento cardine della proposta a capitale della cultura della città di Piazza Armerina? Se si, quale ruolo pensa che il comune possa avere per affrontare il problema degli incendi annuali? Se no, perché?

6. Ritiene che Piazza sia adeguatamente servita da un sistema stradale idoneo e funzionante?

7. Il fiore all’occhiello della città è la Villa Romana del Casale. Quale sistema di collaborazione vi è tra questa municipalità e la direzione del Museo della Villa per affrontare tutti i problemi connessi ad una fruizione adeguata? Sa anche che la strada provinciale SP5, l’unica che porta da Piazza alla Villa, è franata in un punto da oltre due anni; che la circolazione avviene in un solo senso in quel punto; che c’è il rischio che frani ulteriormente? La sua amministrazione si sta occupando di questo
problema?

8. Lei sa che il 2016 è stato l’anno del boom delle presenze turistiche in Sicilia con punte di incremento veramente eccezionali per alcune città. Può spiegarci perché a Piazza Armerina le presenze turistiche sono diminuite?

9. Qual è il ruolo che Lei attribuisce al turismo culturale nella nostra città e qual è la politica combinata tra beni culturali e turismo perseguita dall’amministrazione da Lei guidata per favorire lo sviluppo del settore?

10. Come ritiene di coinvolgere la cittadinanza nel progetto della città capitale di cultura?

Ugo Adamo

 

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Terremoti – Piazza Armerina zona sismica. Intervista a Walter Procaccianti [VIDEO]

Walter procaccianti, oggi in pensione, ha maturato una grande esperienza nel settore della protezioe civile come dirigente dell'ufficio comunale. Durante il terremoto dell'Aquila fu uno dei primi a intervenire nella zona. Nell'intervista ci parla di quell'esperienza e dei possibili danni che un terremoto di analoga intensità potrebbe creare a Piazza Armerina. 

 

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Piazza Armerina – Gli abitanti del Villaggio Kennedy :”zona degradata”

Spazzatura, animali morti, cartacce, tombini intasati, marciapiedi dissestati: questo è lo stato di degrado del Villaggio Kennedy. Ha denunciarlo sono i residenti della zona che con l’amministrazione comunale le hanno proprie provate tutte: lettere, comunicazioni personali, proteste attraverso i social network. 

Questa mattina una cittadina ha contattato la nostra redazione, questo il suo messaggio. 

«Cari amici vi seguo sempre e mi piace il vostro modo di fare. Forse voi ci potete aiutare quantomeno a fare sentire il nostro accorato appello a questa amministrazione,  che non solo non vede ma non sente quello che sono le esigenze primarie dei cittadini. Vado al dunque: sono mesi che noi abitanti del villaggio Kennedy chiediamo in ogni modo è sotto ogni forma che ci vengano a pulire strade, i marciapiedi e soprattutto i bastioni sottostanti le strade.  Bene, la risposta non c'è stata, o meglio, ieri 29 agosto dopo circa tre settimane di quasi suppliche disperate di alcuni abitanti del quartiere che hanno fatto la spola tra il Comune e la polizia locale, è stata data una "spolverata", se così si può dire, a una zona limitata. La mia domanda è: "è giusto che dei cittadini onesti che pagano profumatamente le tasse, debbano essere trattati in questo modo? È giusto che un quartiere perbene debba essere ghettizzato ed etichettato in questo modo solo perché chi dovrebbe gestire tale problema non ci riesce,  non vuole o non può. ……..?" Non è giusto che ci vada di mezzo gente che ormai si sente totalmente abbandonata. Vi chiedo se voi non potreste in brevissimo tempo venire a fare un bel reportage sulle condizioni del nostro quartiere, per fare rendete conto tutti come questa città  sia stata deturpata,  profanata, violentata, in ogni suo angolo. Una città dove i turisti, e voi ne avete avuto testimonianza, hanno visto solo due delle nostre opere d'arte: i nostri meravigliosi mosaici e la nostra meravigliosa "monnezza".»

La comunicazione è firmata ma preferiamo non divulgare il nome del segnalatore.. 

“Sono mesi che segnaliamo al sindaco Filippo Miroddi e al vice sindaco Giuseppe Mattia  – ci racconta un altro residente -non solo la sporcizia ma anche tutta una sere di problemi che riguardano il villaggio Kennedy. Nell’unico intervento effettuato ieri si sono limitati a bruciacchiare alcune sterpaglie lasciando nella zona sottostante la strada due animali morti, cartacce e bottiglie vuote di vetro e di plastica. Inoltre siamo ormai abituati a vivere con topi che a volte ragiungono le nostre abitazioni e zecche che spesso ci troviao addosso". 

 

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Isis, documentate almeno 72 fosse comuni tra Iraq e Siria: “Sotterrati migliaia di corpi”

Associated Press ha documentato l’esistenza di almeno 72 fosse comuni realizzate dallo Stato Islamico in Iraq e Siria e prevede che altre verranno alla luce sulla scia della ritirata del gruppo. Quello dell’agenzia di stampa è stato un lavoro lungo e accurato, fatto di interviste esclusive, fotografie e ricerche sul campo incrociando i dati. Il totale di corpi seppelliti va, secondo AP, dai 5200 fino ad almeno 15000. In Siria i luoghi individuati sono diciassette, gli altri cinquantacinque si trovano invece in Iraq. In una delle fosse comune siriane ci sarebbero i corpi di centinaia di membri di una singola tribù mentre, sempre secondo quanto scrive l’agenzia di stampa, in sedici luoghi in Iraq è così pericoloso provare a scavare che le autorità non provano nemmeno a ipotizzare il numero dei morti.

Migliaia di corpi nelle fosse comuni – Delle 72 fosse comuni la più piccola, secondo i dati di AP, contiene tre corpi. La più grande “probabilmente migliaia, ma nessuno lo sa per certo”. Nel racconto di un sopravvissuto del Sinjar (patria degli yazidi) c'è tutto l'orrore delle esecuzioni dell’Isis, con i terroristi che prima rastrellano uomini dai villaggi vicini, poi li portano in una zona che serve per le esecuzioni e per la sepoltura e gli sparano. Poi, usando un bulldozer, li seppelliscono. In quella specifica fossa del Sinjar, esecuzioni e seppellimenti sarebbero andati avanti per sei giorni. 

 

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Troina – Riprende l’attività del consiglio comunale

Archiviata la pausa estiva, riprenderanno giovedì 1 settembre prossimo i lavori del consiglio comunale.
Il presidente Alfio Giachino, ha convocato per le ore 19.00, nella consueta aula del palazzo municipale, la seduta del consesso civico con 8 punti all’ordine del giorno.
A aprire la sessione, l’incontro istituzionale con il commissario capo della Polizia di Stato Giovanni Martino, di recente trasferito a altra sede, dopo oltre due anni di permanenza al Commissariato di Nicosia.
Si proseguirà, poi, con l’approvazione della proroga dei termini per il completamento di tre costruzioni site nelle contrade Castile – Camatrone, Lanternaro – Purrazzo e Camatrone e con la modifica al regolamento dell’esercizio di servizio di noleggio con conducente e autovettura.
Al vaglio dei consiglieri saranno sottoposti anche la salvaguardia degli equilibri di bilancio del 2016, il piano per il miglioramento dei servizi di Polizia Municipale e le modifiche e le integrazioni al regolamento comunale per la concessione di contributi a fondo perduto alle giovani coppie che acquistano la loro prima abitazione nel centro storico.

 

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Rischio Sismico: l’Anaao Assomed sicilia chiede una “valutazione” delle strutture sanitarie

[COMUNICATO STAMPA] La tragedia del terremoto del 24 agosto scorso che da Perugia a Rieti, ad Ascoli Piceno ha duramente colpito un lembo di terra che unisce 4 regioni del Centro Italia, ripropone per l’ennesima volta in modo drammatico il tema della sicurezza degli edifici statali. In primis quelli deputati all’assistenza sanitaria.

E’ negli occhi di tutti l’immagine del P.O. di Amatrice (RI) lesionato dal sisma e dei pazienti assistiti, nelle prime ore, nel piazzale antistante l’edificio.
Ed è superfluo ricordare l’importanza strategica di un ospedale nelle prime ore successive a un terremoto. Studi dell’OMS dimostrano infatti, che un P.O. valido nelle prime 72 ore dopo l’evento tellurico, possono determinare una riduzione della mortalità e morbilità post evento.

Che la Sicilia sia una delle regioni più sismiche d’Italia – come frequenza e intensità dei terremoti – non è una novità. E questo vale soprattutto nella fascia ionica da Messina a Siracusa e Ragusa, e anche nella zona del Belice (tra Palermo, Trapani e Agrigento).

Ma quanto sono sismo-resistenti le costruzioni pubbliche (e anche quelle private)? Che tipo di prevenzione e adeguamento sismico andrebbe fatto?
Da anni i geologi si battono per l’introduzione dell’obbligo del fascicolo del fabbricato, una sorta di libretto sanitario dove viene riportato lo stato dell’edificio.

Sulla scia di queste domande, l’ANAAO ASSOMED SICILIA, ha richiesto all’ass.re reg.le alla Sanità, Baldo Gucciardi e al presidente della Commissione Sanità – la VI legislativa all’ARS – Giuseppe Digiacomo, ognuno per le proprie competenze, di voler attivare un’approfondita ispezione circa il possesso dei requisiti di sicurezza antisismica degli ospedali, degli enti e delle strutture sanitarie del S.S.R., in accordo con le più recenti disposizioni legislative e di voler creare una MAPPATURA degli eventuali edifici “a rischio” con tanto di VALUTAZIONE STRUTTURALE al fine di conoscerne lo stato di fatto, finalizzata al tempestivo adeguamento degli stessi per evitare disastri e tragedie.

In Sicilia in merito alla sicurezza sismica degli edifici sanitari e degli ospedali pubblici, è stato realizzato, nel 2008, un progetto per il controllo dell’ospedale Trigona di Noto (SR) e degli edifici dell’ARNAS Civico di Palermo.

Ma è nella memoria della popolazione messinese, lo scoramento seguito alla disattivazione di oltre la metà dei padiglioni dello storico Ospedale Piemonte (dal n. 1 al n. 6), costruito dopo il sisma del 1908, perché non adeguati secondo la normativa antisismica, dopo l’ispezione della Commissione Sanità del Senato (marzo 2010).

Gli eventi sismici succedutisi negli ultimi decenni in Italia (Irpinia, Umbria, L’Aquila fino al più recente in Emilia Romagna nel 2012) hanno mostrato una considerevole vulnerabilità degli edifici ospedalieri.

Si consideri che solo dopo il terremoto di San Giuliano di Puglia (Molise) che il 31/10/2002 causò la distruzione di una scuola e la morte di 27 bambini e un insegnante, fu promanata l’ordinanza n. 3274 del 20/03/2003 del Presidente del Consiglio dei Ministri che modificò radicalmente l’approccio della valutazione sismica degli edifici pubblici e le regole per la messa in sicurezza dell’esistente.

Peraltro i contenuti della sopraindicata OPCM 3274, in merito alla “pericolosità sismica di riferimento per il territorio nazionale” sono stati ripresi nel D.M. 14/01/2008 e nella successiva circolare esplicativa n. 617 del 02/02/2009, sono tuttora validi.

L’ANAAO SICILIA chiede pertanto, che venga attivato con urgenza il controllo strutturale di tutte le aziende sanitarie pubbliche, e un riscontro alla nota inviata all’ass.re Gucciardi e all’on. Digiacomo.

 

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PIazza Armerina – La leggenda di Colapesce commentata da Pietrangelo Buttafuoco

Serata ricca di stimoli e spunti di riflessione quella organizzata da Fabrizio Tudisco con Pietrangelo Buttafuoco nella serata di sabato al Circolo di Cultura di Piazza Armerina. Il brillante giornalista scrittore, originario di Agira, a distanza di un anno, ha voluto essere presente ancora una volta incantando la numerosa e qualificata platea con la solita “verve” di consumato comunicatore mediatico. La serata ha avuto come spunto la “Leggenda di Colapesce” argomento base che il “provocatore” Fabrizio Tudisco ha abilmente adattato, dando la possibilità all’intellettuale siciliano di intrattenere il pubblico con temi seri e aneddoti sulla Sicilia, partendo dall’Autonomia regionale ottenuta ,con regio decreto il 15 maggio del 1946 , alla politica dello sfascio politico attuale. Al termine della serata Fabrizio Tudisco ha donato un artistico piatto in ceramica con la caricatura di Buttafuoco , novello Colapesce, realizzato dal maestro ceramista piazzese Giuseppe Liguori.

 

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Oasi di Troina: Padre Luigi Ferlauto lascia la presidenza al suo posto don Silvio Rotondo

 Don Luigi Ferlauto si dimette, per sua volontà, dalla carica di presidente dell’IRCCS Associazione Oasi Maria SS. di Troina, l’istituto specializzato nel campo della disabilità intellettiva e dell’involuzione cerebrale senile. Al suo posto designa una persona di sua fiducia Don Silvio Rotondo, che già da anni presta la sua attività sacerdotale, per conto della Diocesi di Nicosia, all’interno dell’istituto. Don Luigi Ferlauto lascia la presidenza, ma rimarrà come presidente “emerito” e con potere di veto in merito alle decisioni legate al “carisma” dell’Oasi.  Padre Ferlauto rappresenta la storia, la memoria, di questo istituto. Un centro medico-scientifico che usufruisce della piena collaborazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel campo delle neuroscienze e recentemente anche delle disabilità intellettive. Una strutturata attività che genera più di 5000 ricoveri l’anno su 352 posti letto, per più di 100 mila giornate di degenza. Oltre 700 le persone che prestano quotidianamente la propria professionalità all’interno dell’Istituto. Una risorsa economica importante per il territorio locale e provinciale. Un grande istituto fatto di valori, persone, strutture, servizi e prestazioni sanitarie di alto livello e qualità, di ricerca scientifica, in collaborazione con i più prestigiosi centri mondiali di ricerca, di formazione in ambito sanitario. Don Luigi Ferlauto è una personalità nota alla collettività, punto di riferimento per tante persone con disabilità e le loro famiglie. Tante le sfide e i traguardi che hanno contrassegnato il percorso di vita sacramentale e non solo di padre Luigi Ferlauto , un’esistenza vissuta nella spiritualità, al servizio dei più deboli e accompagnato in questa sua lunga esperienza dalle infaticabili volontarie dell’Oasi. Padre Luigi Ferlauto ha avuto tantissimi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra i quali la nomina di “Cavaliere di Gran Croce” da parte del Presidente della Repubblica e il Premio “Artigiano della Pace” insieme a Madre Teresa di Calcutta, ed è inoltre autore di molte pubblicazioni. Un film documentario sulla sua opera è stato anche realizzato dal cineasta Silvano Agosti con musiche di Ennio Morricone. Molto stupore tra i dipendenti alla  decisione di  Don  Luigi Ferlauto  di  lasciare la presidenza, incarico che ha ricoperto fin dallasua  costituzione.  

Al  suo posto Don  Silvio Rotondo (nella foto qui accanto), 63 anni, di Troina. Don Silvio viene ordinato sacerdote il due ottobre del 1993 e nello stesso anno viene mandato a Catenanuova  come coparroco nella parrocchia di San Giuseppe. Dopo 13 anni viene trasferito all’Abbazia di San Filippo ad Agira. Nella piccola comunità Don Silvio svolge il suo servizio sacerdotale in maniera profonda e intensa. Il primo ottobre del 2011, arriva invece all’Istituto Oasi Maria SS. di Troina per collaborare con il fondatore dell’opera, padre Luigi Ferlauto.  Don Silvio Rotondo ha una lunga e significativa esperienza di vita comunitaria, ovunque è stato ha lasciato un segno tangibile del suo esercizio sacerdotale, ed è amato e apprezzato per le sue qualità umani e sacerdotali.  “L’Istituto Oasi Maria SS di Troina – dice padre Ferlauto – esiste per mio desiderio e della Madonna, ho dato tutto per quest’opera, anche quello che mi ha lasciato mio padre l’ho messo a disposizione dell’opera. Io mi dimetto perché voglio dimostrare che l’Oasi può andare avanti perché è un’opera di Dio. In molti dicono che dopo padre Ferlauto l’Oasi non ci sarà più. Quest’opera è una fonte di fede, un segno della presenza di Dio. L’Oasi può camminare anche senza padre Ferlauto. Un’opera che ha dato e continuerà a dare lavoro. Ho sempre creduto in quello che ho fatto, non mi sono mai tirato indietro e rimane pur sempre la mia disponibilità, in quanto fondatore di quest’opera. Ho dato fiducia a Don Silvio Rotondo, un sociologo, un teologo, un uomo che crede in Dio, che vuole collaborare con Dio, uno che vuole esprimere nel modo migliore la sua partecipazione, ciò mi incoraggia, lo metto accanto a me per dare il meglio di me stesso, voglio presentarmi al Signore con le mani libere, perché ho dato tutto. Infine – ha detto padre Ferlauto –  entro la fine dell’anno daremo un nuovo ritmo al nostro istituto e stavolta non sarò protagonista, ma spettatore. Faccio appello a tutti i dipendenti, ai volontari, agli amministratori, alle volontarie di essere uniti al nuovo successore”. Per don Silvio Rotondo il nuovo incarico “rappresenta un peso importante perche Don Luigi Ferlauto è ineguagliabile ed è unico. Esiste una sola Oasi, un’unica opera su cui tutti dobbiamo convergere, camminare insieme nell’unità e collaborare per il bene dell’opera”.   

 

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Terremoto, ancora scosse, lʼultima di magnitudo 4.4. Nuovi crolli nella scuola di Amatrice

Una scossa di magnitudo 3.7 ad Amatrice e una di magnitudo 4.4 a Pescara del Tronto. Sono gli ultimi significativi terremoti registrati nella giornata di ieri nelle terre del Centro Italia devastate dal sisma della scorsa settimana. Ci sono stati anche dei nuovi crolli nella scuola Romolo Capranica di Amatrice, già al vaglio degli inquirenti per essere costruita proprio per resistere ai terremoti. Nel frattempo il bilancio delle vittime è stato rivisto a 290, mentre si continua a scavare tra le macerie: il cadavere di una donna è stato estratto da ciò che resta dell'Hotel Roma. Proprio ad Amatrice, comune del Reatino dove il sisma ha fatto più danni in termini di vittime, restano ancora 14 persone da identificare, anche con l'esame del Dna mentre i vigili del fuoco lavorano per recuperare gli altri due corpi sepolti dalle macerie dell'Hotel Roma.

"Cari fratelli e sorelle, appena possibile anch'io spero di venire a trovarvi, per portarvi di persona il conforto della fede e il sostegno della speranza cristiana". Lo ha detto papa Francesco oggi all'Angelus rivolgendosi alle popolazioni terremotate. "Desidero rinnovare la mia vicinanza spirituale agli abitanti del Lazio, delle Marche e dell'Umbria, duramente colpiti dal terremoto di questi giorni – ha affermato -. Penso in particolare alla gente di Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto, Norcia". Intanto sta prendendo corpo il piano di gestione del post-terremoto. Sarà costituto da tre fasi: emergenza, ricostruzione e prevenzione. E saranno 2-3 i miliardi all'anno per rimettere in sesto le zone colpite. Il primo obiettivo sarà quello di togliere gli sfollati dalle tende, realizzando – nel giro di 3-4 mesi – le casette di legno.

"La ricostruzione deve essere fatta nella maniera migliore possibile però noi siamo ancora impegnati con l'attività di prima emergenza. La ricostruzione vera e propria ha tempi diversi, avverrà tra qualche mese, adesso dobbiamo prepararci ad affrontare bene l'inverno a ragionare con le popolazioni per garantire a tutti una sistemazione accettabile. Stiamo ha organizzando con la protezione civile in maniera efficace questa prima fase di emergenza e di accoglienza", dice il ministro alle Infrastrutture e trasporti Graziano Delrio rispondendo ai giornalisti a Catania a margine della Festa dell'Unitá. "Non abbiamo ancora finito di scavare, quindi questi straordinari uomini e donne che stanno facendo questo lavoro devono adesso completarlo. Poi ci sarà modo di dare una sistemazione che vada oltre le tende", aggiunge. 3 minuti fa 08:52 Scuola Amatrice, la ditta: “Non chiesero adeguamenti anti-sismici” "Non mi hanno mai detto di fare l'adeguamento sismico della scuola. Mi sono solo occupato di fare il miglioramento, cosa ben diversa". Sono le parole, in un'intervista a Il Messaggero, di Gianfranco Truffarelli, titolare della Edilqualità, la società che nel 2012 ha ristrutturato l'edificio crollato sotto le scosse del terremoto. "La parte in cui siamo intervenuti effettivamente non è caduta, almeno nel periodo delle prime scosse", ha poi aggiunto.

 

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Terremoto centro Italia, 291 morti. Mattarella ai volontari: “Grazie per ciò che fate”

Ris: “Ad Amatrice sono state identificate 225 vittime su 239”

Su totale di 239 corpi recuperati dalle macerie di Amatrice risultano ad oggi identificate 225 persone tramite esame del Dna. Per le altre 14, invece, ci sarebbe un'identificazione parziale: nello specifico, per 9 di loro c'è un nome presunto e si attende il riconoscimento da parte dei familiari, mentre per 5 non c'è alcuna identificazione e si è proceduto al prelievo di un campione per l'esame del Dna. A riferire la notizia è il tenente colonnello del Ris di Roma, Andrea Berti.

Poste Mobile sospende la fatturazione ai clienti residenti nelle zone del sisma

Poste Mobile, l'operatore telefonico di Poste Italiane, ha deciso di accreditare ai clienti residenti nei centri colpiti dal sisma un bonus del valore di 20 euro, spiegando che l'iniziativa "intende agevolare le comunicazioni degli abitanti delle zone terremotate". Inotre, l'operatore telefonico ha inoltre deciso di sospendere la scadenza di fatturazione per tutti i clienti con abbonamento oltre alle eventuali azioni di gestione del credito verso i clienti delle zone interessate dal sisma.

Croce Rossa: “Molte vittime sono morte sul colpo per soffocamento o schiacciamento””

La quasi totalità delle vittime del sisma che ha colpito il Centro Italia nella notte tra il 23 e il 24 agosto è morta sul colpo, soffocata dai calcinacci o per schiacciamento. A comunicarlo sono gli operatori sanitari della Croce Rossa Italiana, tra i primi a intervenire direttamente da Spoltore, in provincia di Pescara, con cinque autoambulanze. Gli operatori del centro raccontano: "ne abbiamo trasportati decine e decine, ci siamo resi conto che erano quasi tutti morti sul colpo. Per soffocamento e schiacciamento. Abbiamo usato il saturimetro per capire se c'era respiro o fibrillazione cardiaca, ma non c'erano risposte".

Renzi: “Aprire le scuole nelle aree colpite dal sisma”

"Ora è fondamentale far ripartire tutte le scuole delle aree colpite dal sisma, anche questo è un aspetto da non sottovalutare perché fondamentale". L'ha detto Matteo Renzi a un cittadino di Arquata del Tronto che lo ha avvicinato alla fine dei funerali delle 35 vittime marchigiane. Parlando con alcuni sindaci ha poi aggiunto: "Noi ci siamo e ci saremo sempre. Mi raccomando alla tenuta psicologica delle comunità".

Funerali Terremoto, le lacrime di Agnese, la moglie di Matteo Renzi

Non ce l'ha fatta a trattenere le lacrime Agnese Landini, moglie del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, presente ad Ascoli Piceno al funerale delle 35 vittime marchigiane del terremoto di tre giorni fa che ha sconvolto i comuni di Amatrice, Arquata del Tronto ed Accumoli causando almeno 290 morti e 388 feriti. La "first lady" è presente alle esequie insieme al marito, al Capo dello Stato e ai presidenti di Camera e Senato. La signora Landini non è riuscita a trattenere la commozione dopo che la familiare di una vittima si è avvicinata al premier dicendo poche parole. Renzi ha abbracciato per un istante la moglie con il braccio sinistro, come a dare sostegno alla signora Agnese.
Il vescovo di Ascoli: “Insieme ricostruiremo le nostre case”

Il vescovo di Ascoli Piceno Monsignor Giovanni D'Ercole ha detto nella sua omelia: "Questo è il saluto che la nostra comunità dà alle 35 vittime qui presenti ma anche alle altre. Il nostro pensiero va anche ad Accumoli e Amatrice, perché siamo un'unica e sola grande famiglia".  E ancora, in un altro passaggio: "E adesso, Signore, che si fa?' Quante volte, nel silenzio agitato delle mie notti di veglia e d'attesa, ho diretto a Dio la stessa domanda che mi sono sentito ripetere da voi in questi giorni. A nome mio, nel nome di questa nostra gente tradita dal ballo distruttore della terra: ‘e adesso che si fa?' mi sono rivolto a Dio Padre, suscitato dall'angoscia, dall'avvilimento di esseri umani derubati dell'ultima loro speranza". Poi, rivolgendosi ai parenti delle vittime: "Non abbiate paura di gridare la vostra sofferenza, ma non perdete coraggio. Insieme ricostruiremo le nostre case e chiese; insieme soprattutto ridaremo vita alle nostre comunità, a partire proprio dalle nostre tradizioni e dalle macerie della morte".

 

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Miroddi e i fuochi d’artificio di Mattia e Curcuraci

Questa estate il sindaco Miroddi se la ricorderà per un bel po’. Le polemiche che hanno accompagnato la realizzazione della sessantunesima edizione del Palio dei Normanni e la mancanza di fatto di  un programma estivo di manifestazioni hanno ormai convinto la gran parte dei cittadini piazzesi della scarsa qualità di questa amministrazione. In realtà sono ben più gravi le colpe del sindaco Miroddi, prima fra tutte la mancanza di un progetto in grado di tutelare, prima che rilanciare, l’immagine turistica di Piazza Armerina; lo stato di degrado di monumenti e beni culturali e, più in generale, dell’intera città; la totale mancanza di rispetto per i cittadini a cui  è stato negato il diritto alla trasparenza anche impedendo alla stampa  di svolgere la propria funzione di controllo. Potremo continuare citando dati, situazioni ed episodi che dimostrano, “al di là di ogni ragionevole dubbio”, come  in questi anni la nostra città sia stata danneggiata.  Nulla però può competere con quella che molti piazzesi considerano la prova determinante, la pistola fumante, per stabilire se un sindaco sta facendo un buon lavoro: la durata dei fuochi d’artificio.

Non c’è da stare molto allegri se si considera che alcuni cittadini si accorgono della cattiva gestione della città solo in occasione di una ridotta esibizione pirotecnica di cui Miroddi è responsabile solo in parte. È un po’  come giudicare il valore di una squadra di calcio retrocessa in serie B tenendo conto solo di un gol mancato all’ultimo minuto dell’ultima partita di campionato.

 Ben venga in ogni caso  questo giudizio negativo se può servire per evitare errori. Miroddi fu votato per protestare contro la vecchia amministrazione, speriamo che in futuro si eviti il voto di protesta e  i cittadini  decidano in base ai progetti politici, ai programmi, alle reali capacità  dei candidati di amministrare una città come Piazza Armerina. 

Il giudizio negativo sull’amministrazione  Miroddi non sembrerebbe comunque provenire solo da  quella che ufficialmente è la sua opposizione politica. Circolano da alcuni giorni voci insistenti su una possibile clamorosa svolta nella politica armerina. Lo ribadiamo, si tratta solo di voci ma che proprio per l’insistenza con la quale si rincorrono meritano di essere riportate.

Negl’ambienti politici molti sono convinti che nei prossimi mesi il sodalizio nato tra Sinuhe Curcuraci e Giuseppe Mattia, attuale vicesindaco, potrebbe rilevarsi  deleterio per Miroddi. Preso atto della fallimentare gestione dell’attuale sindaco e per evitare di essere coinvolti in una inevitabile sconfitta elettorale, i  due avrebbero raggiunto un accordo politico per defenestrare lo scomodo inquilino di Sala delle Luci nei primi mesi del 2017 e presentarsi all’elettorato piazzese come i salvatori della città. 

Questo è quanto si dice  negl’ambienti politici anche se alcuni tensioni all’interno della maggioranza, raccontate da diversi ex assessori, sembrerebbero confermare quantomeno la difficoltà di Miroddi a tenere a bada i suoi più vicini sostenitori politici che spesso vengono indicati come  i veri registi dell’azione amministrativa. 

Se tutto questo dovesse essere confermato Filippo Miroddi potrebbe pensare di preparare il suo prossimo programma. Non quello elettorale ma quello delle sue prossime, lunghe, vacanze estive. A fare i fuochi d’artificio ci penseranno Mattia e Curcuraci se decideranno di dare fuoco alle polveri. 

Nicola Lo Iacono

 

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Terremoto centro Italia, 290 morti. Mattarella ai volontari: “Grazie per ciò che fate”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato questa mattina in elicottero ad Amatrice, il paese che ha pagato maggiormente in termini di vite umane le conseguenze del terremoto della notte tra martedì e mercoledì scorsi. Il Capo dello Stato ha visitato la zona rossa della cittadina del reatino e incontrato gli sfollati, per poi salutare il sindaco Sergio Pirozzi, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Matarella si è anche intrattenuto con i soccorritori: "Vi ringrazio per quello che fate" ha detto. "È il nostro dovere, presidente", gli hanno risposto.

Nel frattempo continuano le scosse di assestamento, con la più violenta che si è verificata alle 4 e 50 ed ha fatto registrare una magnitudo di 4. Il bilancio aggiornato è di 290 morti e 388 feriti. Duecentoventiquattro vittime sono state estratte ad Amatrice e nelle sue molte frazioni, 11 ad Accumoli e 49 ad Arquata del Tronto, soprattutto nella frazione di Pescara. Per quato riguarda il numero di soccorritori in azione, sono 6127 con 1362 mezzi; i posti letto resi disponibili nei 24 campi-tenda di Lazio e Marche e nei 25 delle Marche sono complessivamente 3824.

Il vescovo di Ascoli Piceno Monsignor Giovanni D'Ercole ha detto nella sua omelia: "Questo è il saluto che la nostra comunità dà alle 35 vittime qui presenti ma anche alle altre. Il nostro pensiero va anche ad Accumoli e Amatrice, perché siamo un'unica e sola grande famiglia".  E ancora, in un altro passaggio: "E adesso, Signore, che si fa?' Quante volte, nel silenzio agitato delle mie notti di veglia e d'attesa, ho diretto a Dio la stessa domanda che mi sono sentito ripetere da voi in questi giorni. A nome mio, nel nome di questa nostra gente tradita dal ballo distruttore della terra: ‘e adesso che si fa?' mi sono rivolto a Dio Padre, suscitato dall'angoscia, dall'avvilimento di esseri umani derubati dell'ultima loro speranza". Poi, rivolgendosi ai parenti delle vittime: "Non abbiate paura di gridare la vostra sofferenza, ma non perdete coraggio. Insieme ricostruiremo le nostre case e chiese; insieme soprattutto ridaremo vita alle nostre comunità, a partire proprio dalle nostre tradizioni e dalle macerie della morte"

 

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Il terremoto non aspetta.

Il sabato del villaggio
di Carmelo Nigrelli

Breve riflessione sulla riduzione della vulnerabilità a Piazza 27 agosto 2016 Ogniqualvolta accade un terremoto assistiamo da un lato alle dichiarazioni e agli atti di solidarietà, dall’altro ai commenti, alle valutazioni, agli interventi sul perché quel terremoto abbia causato tanti danni e tanti morti, mentre «in Giappone e in California con una scossa simile a quella di Amatrice c'è soltanto un po' di spavento ma non crolla nulla» (Mario Tozzi, geologo su l’Huffingtonpost). E in questi momenti, mentre la Protezione civile e i volontari danno concreto aiuto alle popolazioni colpite e in tutte le città d’Italia, associazioni e chiese, sindacati e singoli cittadini organizzano raccolte di denaro e di generi di prima necessità, si assiste alla fiera delle vanità di interviste e dichiarazioni di politici e tecnici su quello che si farà dal giorno dopo la fine dell’emergenza.

Con alcuni eccessi di cattivo gusto e di ottimismo a buon mercato. Nel 2009 un mese e mezzo dopo il terremoto dell’Abruzzo che ebbe luogo ad aprile, Berlusconi, con raro sprezzo del ridicolo dichiarò: «Per l'estate stiamo organizzando una serie di vacanze nel mare Adriatico e stiamo vedendo anche delle crociere sul Mediterraneo dove intendiamo mandare famiglie intere e ragazzi». Poi aggiunse che entro la fine di novembre sarebbero sparite le tende. Sappiamo come andò a finire. Ieri Renzi ha detto, con l’ottimismo di ordinanza che lo contraddistingue: «Non lasceremo solo nessuno. La credibilità e l'onore di tutti noi sarà nel garantire una ricostruzione vera, che consentirà agli abitanti di vivere, a questi borghi di ripartire». Speriamo che siamo più uomo di parola di Berlusconi. Qui, però, la questione è un’altra. La credibilità e l’onore di tutti noi dipendono dalla capacità che abbiamo non di intervenire bene e presto quando ci sono le emergenze (sappiamo che l’Italia, dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980 è diventato un esempio mondiale per l’organizzazione della protezione civile e del volontariato), ma dalla capacità che avremo di prevenire le tragedie. E siccome il terremoto è un evento al tempo stesso prevedibile e del tutto imprevedibile, si tratta di ridurre in anticipo il rischio sismico urbano e territoriale. Perché il terremoto è prevedibile e del tutto imprevedibile? Perché sappiamo con certezza che ci sarà, ma non sappiamo quando e come.

Dopo il terremoto dell’Irpinia molti studiosi sottolinearono l’importanza di introdurre aspetti antisismici nell’urbanistica e nelle azioni di riqualificazione urbana. Giovanni Campo, compianto professore di urbanistica e senatore, affermò che i piani di protezione civile con l’individuazione dei punti di raccolta, ecc., non servono molto se non si rende la struttura urbana antisismica. Per questo, anche in assenza di un piano nazionale o regionale di mitigazione della vulnerabilità sismica, i comuni hanno l’obbligo di fare ciò che possono in questa direzione. Per fare riferimento al villaggio, sappiamo che a Piazza prima o poi ci sarà un terremoto serio, ma non sappiamo quando avverrà e quali ne saranno le caratteristiche. La struttura urbana di Piazza è costituita da parti che presentano una elevatissima vulnerabilità, cioè che, in caso di un evento probabile (terremoto di forte intensità) ci sia un livello di danni assai elevato. Non sto parlando di danni ai fabbricati, ma alla struttura urbana che perderebbe il suo livello di funzionalità. Nel centro storico, soprattutto tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta, i catoi e le case, per lo più a due piani, sono cresciute per sommatoria verticale fino a raggiungere, in alcuni casi, anche le cinque o sei elevazioni, spesso con tecniche e fattura assai modeste. Ciò comporta non solo che le murature originarie sono sottoposte a carico esagerato e, dunque, in caso di sisma è molto probabile che collassino, ma che le stesse sopraelevazioni potrebbero crollare, anche senza il collasso dei piani sottostanti.

Dal punto di vista urbano la sproporzione tra l’altezza delle case e la larghezza delle strade – molto ridotta nella parte antica della città – produrrebbe l’ostruzione totale delle vie d’accesso rendendo irraggiungibili proprio le aree più colpite. Analoghi crolli si verificherebbero soprattutto nei quartieri autocostruiti in periferia negli stessi decenni, dove però la larghezza delle strade è maggiore. Se aggiungiamo alla vulnerabilità sismica, quella idrogeologica, per esempio, la probabilità di gravi danni sarà ancora maggiore. Temo che, se Piazza fosse interessata da un terremoto di intensità pari a quella dell’evento di ieri, i morti sarebbero molto più numerosi di quelli di Amatrice. Per questo a Piazza occorre progettare e intervenire subito, senza aspettare il terremoto che verrà. Nel 2010 venne finanziato un importante intervento che si aspettava da trent’anni: quello della messa in sicurezza del quartiere Itria, interessato da sempre da eventi franosi. In quell’occasione sono stati fatti diradamenti, demoliti fabbricati, realizzati slarghi, demolite superfetazioni in case esistenti. È stata ridotta, insomma, la vulnerabilità di quell’area. Quei lavori, che avrebbero dovuto essere completati da tempo, rimangono fermi nella fase finale e pare che il comune dovrà restituire alla regione parte del finanziamento.

Occorre capire dove stanno le responsabilità e sanzionare chi, eventualmente, avrà fatto male il proprio dovere, ma, soprattutto, occorrerà completare i lavori per completare la messa in sicurezza, anche obbligando la Diocesi e la Regione a risolvere definitivamente il problema della chiesa dell’Itria parzialmente crollata nel 2007. Per lo stesso motivo occorre al più presto riprendere la decisione di abbattere la parte comunale dell’ex cinema Ariston che si regge in piedi per un puro miracolo e che rappresenta un grandissimo pericolo «per la pubblica e privata incolumità», come si dice in questi casi, per la sua posizione centralissima (ma è un pericolo anche per la salute, dato che ha sul tetto circa 1000 mq di eternit che il comune è obbligato a smaltire). A maggior ragione da quando, nella parte privata e solida del fabbricato, è stata realizzata una struttura ricettiva. Avere nascosto in un cassetto il progetto al momento di mandarlo in appalto e avere stornato le somme a ciò destinate ad altri lavori, costituisce una responsabilità degli amministratori che verrà fatta valere in caso, che speriamo non accada, di una tragedia. E ancora: la frana del Carmine avvenuta quasi un anno e mezzo fa, costituisce un punto di debolezza pericolosissimo: immaginate cosa accadrebbe in caso di terremoto e se accadesse in inverno, con il terreno bagnato. L’inerzia nel trovare una soluzione definitiva è colpevole. Più in generale, occorre senza indugi ulteriori, stilare un elenco di priorità per ridurre la pericolosità sismica urbana e concentrare lì le risorse, anziché disperderle, come si è fatto nell’ultimo triennio in piccoli e piccolissimi interventi dall’amaro retrogusto clientelare.

Carmelo Nigrelli

 

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Terremoto Centro Italia, almeno 268 vittime. Continua lo sciame sismico

Sono proseguite nel corso della notte le scosse di assestamento in provincia di Rieti ed Ascoli Piceno, nelle città colpite dal terremoto di due giorni fa. La più violenta ha avuto una magnitudo di 4.8 ed è stata avvertita chiaramente anche a Roma. In questo quadro, e con il costante pericoli di nuovi crolli e smottamenti, sono proseguite nel corso della notte le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco e degli altri volontari che stanno scavando tra le macerie. Il bilancio è ancora fermo a 267 vittime. I soccorritori tuttavia temono che possa aumentare nuovamente visto che ci sono ancora aree non completamente scandagliate e si presume che altre persone, vive o morte, possano essere intrappolate sotto i detriti. Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile, ha quindi fatto sapere che il bilancio rimane aperto e che è molto probabilmente destinato a crescere nelle prossime ore. I feriti ospedalizzati sono 387, alcuni dei quali versano in condizioni critiche, mentre sul numero degli sfollati non c'è ancora chiarezza.

La Protezione Civile delle Marche ha comunicato che sono 1.500 le persone rimaste senza casa, mentre si attende il dato del Lazio. In questo quadro il governo non ha ancora reso nota la destinazione delle migliaia di sfollati, mentre ha deliberato lo stato d'emergenza per le aree colpite stanziando i primi 50 milioni. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato che il ministro dell'Economia Padoan potrà varare il blocco delle tasse per le aree colpite dal sisma. Si tratta di "misure iniziali, che sono il primo segno d'attenzione. Ora la condivisione del dolore è la priorità" ha dichiarato il premier, lodando il lavoro dei soccorritori e parlando poi di due priorità, la ricostruzione e la prevenzione.

"La ricostruzione è la prima. Il nostro è un impegno morale nei confronti delle donne e degli uomini di quelle comunità. Che hanno diritto ad avere un futuro, che devono restare delle comunità". Renzi ha quindi lanciato il progetto "Casa Italia": "Dobbiamo pensare alla prevenzione sismica. Dobbiamo essere seri su questo tema. Deve essere il nostro compito per il futuro". 27 minuti fa 10:14 Aumenta il numero delle vittime: sono 268 Sale ancora il numero delle vittime: sono 268 59 minuti fa 09:42 Domani ad Ascoli i funerali delle vittime marchigiane Si svolgeranno domani, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, i funerali delle vittime marchigiane del terremoto. Le esequie si terranno ad Ascoli Piceno, presso il Duomo. Lo ha reso noto  il presidente della Regione Marche, nella riunione con la presidente della Camera Laura Boldrini e i parlamentari delle Marche. 1 ora fa 09:31 Nella tendopoli tra gli sfollati del sisma: “La causa dei crolli? Lavori fatti male” 1 ora fa 09:24 Ad Amatrice 207 morti. Arquata 49, Accumoli 11 Di seguito la distribuzione delle 267 vittime: 207 ad Amatrice, 49 ad Arquata del Tronto (include anche Pescara del Tronto), 11 ad Accumoli.

Le persone estratte vive dalle macerie sono 238. 1 ora fa 08:51 Nella notte circa 100 scosse di assestamento: la più potente di magnitudo 4.8 Sono state un centinaio le scosse di terremoto registrate nel corso della notte, la maggior parte delle quali con una magnitudo fra 2 e 3. Soltanto due sono state più intense: la più forte, di magnitudo 4,8, è avvenuta alle 6:28 nella zona di Amatrice, nel margine meridionale della faglia, e l'altra, di magnitudo 2.6, è stata registrata alle 1:49 in provincia di Ascoli Piceno. Sale così a oltre 800 il numero degli eventi sismici avvenuti dall'inizio della sequenza, cioè a partire da quello devastante di magnitudo 6 delle 3:36 del 24 agosto. "In realtà sono stati molto più numerosi, forse migliaia, considerando anche quelli di magnitudo inferiore a 2", osserva il sismologo Massimo Cocco, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). "Considerando anche le scosse di magnitudo 1, il numero complessivo potrebbe salire a diverse migliaia – ha detto ancora Cocco – e quando processeremo anche i dati rilevati dalle stazioni mobili potremmo arrivare a decine di migliaia di eventi". 2 ore fa 08:31 Sale il numero delle vittime: sono 267 Sale il bilancio delle vittime del terremoto. Stando ai dati fornito dalla protezione civile 267 persone hanno perso la vita in seguito al sisma.

 Lo ha detto Immacolata Postiglione, capo ufficio stampa della Protezione Civile, nel corso di un incontro con i giornalisti, fornendo il bilancio che è ancora provvisorio quindi destinato ad aumentare nelle prossime ore. L'ultimo aggiornamento della Protezione Civile sul numero dei feriti ospedalizzati è di 387. 2 ore fa 08:06 Graziano Delrio: “No alle new town. Ricostruiremo i paesi colpiti” "A decidere saranno i sindaci. E credo che tutti preferiranno ricostruire il proprio paese lì dov’era, non di abbandonare quello vecchio per farne uno nuovo da un’altra parte". Il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio, in un'intervista rilasciata al Corriere, spiega per grandi linee che tipo di intervento verrà effettuato nelle località colpite dal terremoto. Molto probabilmente i paesi colpiti verranno ricostruiti, mentre non ci saranno "new town" come a L'Aquila. 

 

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Italiani, popolo di santi, poeti, navigatori e di palazzinari. La prevenzione latita

 Certamente nella mente di ciascuno di noi si annidano ricordi scolastici e d’infanzia legati alla vita dei grandi santi, al genio linguistico dei grandi poeti e all’intraprendenza degli avventurosi navigatori del passato. Nulla in confronto alla “recente” capacità invasiva sviluppata in tutto il Paese dai palazzinari. Con i mattoni siamo bravi, veramente bravi ! A distanza di qualche anno dall’Aquila, ci risiamo. Il recente devastante terremoto nel Reatino, rappresenta ancora una volta il duro monito di come si possano produrre devastazione e morti abbinando la disinvoltura costruttiva all’assenza di prevenzione antisismica. Fra una manciata di giorni le cronache si occuperanno di altro. Le ferite del terremoto bruceranno solo a chi le ha aperte nella propria carne. I più cinici se ne dimenticheranno prima, perché hanno altro da fare e perché, anche sta volta è toccato ad altri. I più sentimentali si commuoveranno vedendo le immagini strazianti dei vivi e le bare allineate dei morti.

Discorsi di circostanza e visite di alti papaveri, con contorno di abbracci e promesse, si dissolveranno nell’aria per riprendere drammaticamente corpo in occasione del prossimo terremoto. Lui produttore, regista e sceneggiatore di tragici copioni che ignari attori sono costretti a recitare. Mirabile scenografo é capace di aprire contemporaneamente decine di sipari su scene di vita casalinga che capricciosamente decide di mostrare. Sadico espone indumenti, arredamenti impolverati e suppellettili dondolanti, intatti come prima della sua devastante esibizione, dando l’illusione di un facile recupero. Vigliacco obbliga le sue vittime a leggere sulla porta o sul muro ”immobile inagibile “ così da negar loro qualsiasi tentativo di recupero di vita legato a semplici oggettini, foto, figurine, bambole, ritagli di documenti divenuti di colpo abbandonabili. Non oso lontanamente immaginare se oggi dovesse ripetersi qui il sisma del gennaio del 1693. Gli stabili e le case dei centri storici dei quartieri sono a rischio. Ci sono molte abitazioni vuote, attaccate le une alle altre. Alcune abitate saltuariamente per qualche settimana l’anno. Non possiamo sperare nel naturale e continuo monitoraggio dei proprietari che avviene nei centri completamente abitati. Il quotidiano La Sicilia di oggi 25 agosto, titola a metà della prima pagina “

La denuncia dei geologi – In Sicilia non spesi 60 milioni per la messa in sicurezza e per lo studio dei territori”. Siamo obbligati ad avere il bollino blu sull’impianto termico ma non sulla tenuta sismica della nostra casa! Bisogna che l’amministrazione comunale attualmente in carica o quella che governerà la città in futuro, prenda urgenti provvedimenti in tal senso. Ogni cittadino tiene alla propria dimora, abitata o non. Rappresenta sempre un bene e sarà certamente d’accordo se, per ottenere una certificazione, con l’aiuto delle istituzioni, dovrà effettuare dei lavori di miglioramento antisisimico. Non possiamo pensare Piazza se non nel luogo dove sorge ora. Non possiamo pensare nessun panorama senza la nostra Cattedrale, le nostre chiese, le nostre case, il nostro castello. Cerchiamo di evitare, per quanto possibile, che il mostruoso regista possa prendersi vite umane o che possa negarci la visione della nostra splendida città così come è adesso.

Michele Suriana

 

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Renzi accerchiato dai DEM

 Continua l'infaticabile azione della minoranza DEM nel tentativo di accerchiare il Presidente /Segretario Renzi e preparare l'assalto in occasione del prossimo referendum. Dopo l'infelice sortita dell'on. Cuperlo di affidare ad una personalità estranea al Partito l'incarico di tentare la riunificazione della Sinistra, argomento recentemente da me trattato con altra nota pubblicata su questa stessa testata, l'attacco, dopo le dure critiche alla legge elettorale, oggi viene spostato al programma del Governo e più precisamente alla legge di stabilità in corso d'opera.

La critica non riguarda soltanto le differenze tra le varie proposte sulla possibilità di ridurre la pressione fiscale, ma parte dall'errore commesso lo scorso anno nell'abolizione dell'IMU sulla prima casa che ha determinato un basso risparmio al ceto medio/basso, mentre ha consentito di estendere l'abolizione ai palazzi e alle sontuose ville di proprietà di notissimi miliardari, consentendo agli stessi cospicui risparmi. Nei momenti di crisi la più importante delle iniziative previste per agevolarne la fine è la istituzione di una imposta patrimoniale progressiva. Iniziativa da tempo sollecitata dai Sindacati, ignorata dalla Presidenza Monti che preferì una navigazione a vista , condizionato dal sostegno della destra e della sinistra al suo Governo di tecnici, accennata a bassa voce dalla Presidenza Letta e ignorata completamente dal Governo Renzi al quale oggi viene contestato di avere determinato, con l'abolizione dell'IMU sulla prima casa, un grande risparmio progressivo a favore dei ricchi.

La sinistra del PD non è molto interessata ai temi delle riforma Costituzionale né all'esito del referendum che ne condiziona, però, il voto favorevole a delle modifiche alla legge elettorale che il Premier/Segretario non intende apportare.. In questo momento la posizione di Renzi è strategica in quanto lo stesso è convinto, come la maggior parte di coloro che hanno ben studiato l’argomento, che la Corte Costituzionale il 4 ottobre prossimo non approverà parte della legge esitata con doppia lettura dal Parlamento e le modifiche necessarie saranno apportate, non a seguito di trattative e cedimenti nei confronti dei DEM, ma per osservare l’alta decisione della Corte.

Angiolo Alerci

 

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Piazza Armerina – Presentazione del libro di Vincenzo Borruso ”Medicina,salute e volontariato”

L’elegante e raffinato, nella sua semplicità, chiostro di San Pietro, di recente ristrutturato, ha accolto il pubblico e gli autori del primo ciclo di presentazioni a cura della casa editrice Nulla Die. Gli eventi sono inseriti nel programma d’iniziative organizzato dal COPAT e patrocinato dal Comune della città dei mosaici. I professori Lucia Giunta e Salvatore Lo Re hanno introdotto le presentazioni previste nella serata del 24 agosto, sottolineando la vocazione culturale della città e la rilevanza delle azioni in via di realizzazione da parte del COPAT, da loro rappresentato nell’occasione. Massimiliano Giordano, giovane editor, dopo il saluto al pubblico, ha presentato, in due momenti distinti, Maria Iside Polizzi e Alessio Pecoraro con la disamina delle loro opere, rispettivamente Come l’acqua che scava la roccia e Romanzo disumano, offrendo ai presenti spunti di conoscenza e di ulteriore interesse.

Il romanzo di Maria Iside Polizzi, vincitore del premio la Giara, è stato già presentato in numerose occasioni nella città di Piazza Armerina e in numerose iniziative fuori città; prima volta, invece, per Romanzo Disumano di Alessio Pecoraro. Massimiliano Giordano sottolinea alcuni aspetti emersi durante la presentazione di Romanzo disumano: “ È un'opera con un concetto di base piuttosto profondo e significativo, il Disumano di cui si parla è talmente coinvolgente emotivamente da generare pensieri contrastanti che spaziano dalla sorpresa ai sensi di colpa. Ad ogni modo la reazione del lettore potrebbe risultare soggettiva e trovarsi di fronte un testo che faccia discutere delle proprie sensazioni con tanta enfasi è semplicemente sinonimo di una scrittura ben definita con uno stile accattivante e pungente.

La dettagliata analisi del testo di Laura Fasulo, che ha dato inizio a tutto, ha trasmesso nei presenti l'entusiasmo della narrazione di uno scrittore del calibro di Alessio Pecoraro accendendo una scintilla artistica che, con grande orgoglio, sono felice riscuota così tanti consensi. Non sono mancati i momenti emozionanti tra Laura ed Alessio, che hanno rappresentato una coppia di relatori preparata e accattivante, creando così un team vincente ed efficiente che ha fatto sì che sia stata una presentazione indimenticabile con quel lungo ed emozionante applauso finale che merita di essere custodito gelosamente nei ricordi di tutti i presenti.” Sabato 27 agosto, alle 19.00, il giornalista Concetto Prestifilippo presenterà il libro di Vincenzo Borruso “Medicina, salute e volontariato”. Il video del regista Gigi Borruso introdurrà l’esposizione dell’opera.

 

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Troina, terremoto: Anche la città si mobilita per la solidarietà

 A partire da oggi pomeriggio, tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle ore 16.30 alle 19.30, i cittadini troinesi che con un piccolo gesto vorranno sostenere concretamente le popolazioni del centro Italia che stanno vivendo una condizione drammatica a seguito del violento sisma della notte del 23 agosto, potranno farlo recandosi in piazza “Falcone e Borsellino”. 

L’amministrazione e il gruppo comunale di Protezione Civile, hanno infatti allestito una postazione per promuovere una raccolta straordinaria di generi di prima necessità da poter inviare alle popolazioni coinvolte dal terremoto. “Il Comune di Troina – ha spiegato il sindaco Fabio Venezia – , ha interpretato i sentimenti dell’intera cittadinanza e vuole essere vicino agli italiani vittime del sisma, facendosi carico nel proprio piccolo di sostenere concretamente le famiglie che in questo momento stanno vivendo ore drammatiche. Facciamo appello alla generosità e alla sensibilità riconosciuta di tutti i troinesi”.

Chi volesse contribuire, potrà conferire nella postazione di piazza “Falcone e Borsellino” i seguenti prodotti: carta igienica; rotoloni asciuga tutto; bicchieri e piatti di plastica; tovaglioli di carta; prodotti per l’igiene personale; salviette umidificate; pannolini; colori per bambini; blocchi di carta; acqua minerale e naturale; torce, pile e batterie elettriche; medicine da banco; cibi in scatola; latte in polvere; succhi di frutta; assorbenti; spazzolini; dentifricio. Per la raccolta fondi, è inoltre possibile donare 2 euro inviando un sms al numero 45500, attivato dalla Protezione Civile nazionale.

 

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Leonforte – Scarcerato da meno di due ore, leonfortese arrestato nuovamente dalla Polizia di Stato

[COMUNICATO STAMPA] Nel pomeriggio di ieri, gli uomini del Commissariato di P.S. di Leonforte, diretti dal Commissario Capo Alessio Puglisi, hanno tratto in arresto GALLETTA Giovanni, leonfortese classe 1962, resosi responsabile del reato di detenzione clandestina di armi comuni da sparo e detenzione illegale di un’arma e di numerose cartucce di vario calibro.

I FATTI In particolare, nella mattinata di ieri gli agenti del Commissariato di P.S. di Leonforte notificavano al GALLETTA – in atto sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione per il reato di porto illegale di armi da sparo e armi bianche, in quanto trovato in possesso di una pistola Beretta Cal. 6,35 con relativo munizionamento, di due coltelli di genere vietato e di un pugnale in acciaio, reato per il quale era stato tratto in arresto, sempre dal Commissariato di Leonforte, appena venerdì scorso – l’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari che ne disponeva la scarcerazione, disponendo al contempo la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e in quello in cui svolge attività lavorativa. Giova premettere che di seguito all’arresto di venerdì scorso gli agenti del Commissariato, avendo il fondato sospetto che il GALLETTA potesse detenere altre armi presso le abitazioni di alcuni parenti e amici, si attivavano per verificare tale sospetto; in particolare le risultanze investigative permettevano di appurare che il GALLETTA aveva la disponibilità di diversi immobili, di cui deteneva anche le chiavi.

Per tali motivi i poliziotti, subito dopo aver notificato l’ordinanza al GALLETTA procedevano a effettuare alcune perquisizioni presso tali siti. Nel corso delle perquisizioni venivano rinvenute: una rivoltella calibro 44, con tamburo a cinque colpi, senza matricola; una rivoltella con tamburo a sei colpi, senza marca e numero di matricola; una rivoltella calibro 38, con tamburo a sei colpi, nonché 79 cartucce di vario calibro. Pertanto, alla luce dell’attività di indagine, il GALLETTA, meno di due ore dopo la scarcerazione veniva nuovamente arrestato in flagranza di reato, e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, che coordina le indagini nella persona del dott. Francesco Lo Gerfo, il medesimo veniva nuovamente posto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

rettifica sull’arresto di sabato 20 agosto 2016. 

Con riferimento all’arresto di C.M. e Q.D. per i reati di lesioni personali, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, effettuato a Leonforte sabato 20 agosto, si precisa che l’attività investigativa e il successivo arresto sono stati effettuati congiuntamente dagli agenti del Commissariato di P.S. di Leonforte e dagli uomini dalla stazione dei Carabinieri di Leonforte

 

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Terremoto: L’AnciSicilia invita i comuni e i cittadini a partecipare alle iniziative di solidarietà

[COMUNICATA STAMPA]  “Confermiamo la nostra vicinanza e solidarietà alle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto. Il sostegno dei comuni siciliani, dei liberi consorzi e delle città metropolitane raggiunga i cittadini e tutte le amministrazioni colpite da questa terribile tragedia”. Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’AnciSicilia, che aggiungono: “Invitiamo le amministrazioni comunali dell’Isola a mettere a disposizione della Protezione civile regionale mezzi, uomini e strutture per predisporre una rete di aiuti efficace ed immediata. Infine, rivolgiamo un appello anche ai cittadini affinché, nei modi che riterranno più opportuni, partecipino attivamente alle iniziative di solidarietà”.

 

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Definito il mantenimento della condotta agraria a Piazza Armerina

L’iter di riordino delle condotte agrarie nell’ex provincia di Enna, su sollecitazione dell’assessore regionale agli Enti locali, Luisa Lantieri si è concluso con il mantenimento a Piazza Armerina di una sede che permetterà agli agricoltori di continuare ad utilizzare i servizi offerti da questi particolari uffici dislocati su tutto il territorio siciliano senza doversi recare a Barrafranca,  che in un primo momento l’assessorato regionale all’Agricoltura  aveva scelto come sede per il sud dell’ex provincia di Enna.

L’assessore Lantieri nei giorni scorsi ha voluto incontrare  il direttore generale dell’assessorato regionale all’Agricoltura, Gaetano Scimò,  e il direttore dell’ispettorato provinciale dell’agricoltura Pippo Nasello a cui ha manifestato la necessità di mantenere aperta la storica sede della condotta agraria di Piazza Armerina pur mantenendo attiva quella di Barrafranca.

La decisione di mantenere la sede di Piazza Armerina, che servirà anche gli agricoltori di Aidone, è stata possibile anche grazie alla disponibilità dei locali messi a disposizione dall’amministrazione  comunale di Piazza Armerina.  A Barrafranca ci sarà invece da risolvere il problema della dimensione dei locali nella quale dovrà operare la condotta agraria visto che allo stato attuale non è considerata sufficiente ad ospitare i vari servizi.

“Ho come sempre, agito per tutelare il territorio – afferma l’assessore Lantieri – non si potevano creare una serie di problemi logistici agli agricoltori che ricorrono alle condotte agrarie per il rilascio dei buoni per il carburante e per l’istruzione di importanti pratiche relative alla gestione della loro attività. A volte le scelte politiche e economiche, seppur trovano ampie giustificazioni nell’attuale situazione finanziaria della regione,  necessitano di correttivi nel momento in cui vengono calate nelle varie realtà ed è compito di chi rappresenta migliaia di cittadini intervenire affinché vengano attutiti gli effetti negativi di tali interventi”.

 

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Piazza Armerina, Sicilia Soccorso – Aiuti per i terremotati

Abbiamo bisogno della massima collaborazione , da domani attiveremo una raccolta di alimenti di prima necessità, farmaci da banco , vestiti e contributi economici per finanziare la partenza prevista per sabato prossimo per portare quante più cose possibili nelle zone terremotate . Per informazioni potete chiamare i numeri +39 3387447242 0 3455919888 contiamo sulla collaborazione di voi tutti e delle aziende locali .

 

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Enna – Denunciato Giovane per detenzione di stupefacenti

 
 [COMUNICATO STAMPA] Nella serata di ieri, nell’ambito dell’implementazione dei servizi di controllo del territorio e di  contrasto agli stupefacenti – disposta dal Sig. Questore dott. Antonio Pietro Romeo – gli uomini della Squadra Mobile di Enna – diretti dal Vice Questore Aggiunto dott. Gabriele Presti – hanno denunciato un giovane, S.D., classe 1990, con pregiudizi di polizia in materia di stupefacenti, per detenzione di stupefacenti a fine di spaccio, essendo stato trovata in possesso di un quantitativo di marijuana, del peso di circa 4,0 grammi.

In particolare, nella serata scorsa, gli agenti della Squadra Mobile, durante la loro attività di controllo del territorio, notavano il giovane S.D. – conosciuto  per i suoi trascorsi in materia di stupefacenti – il quale, mentre stava rincasando, accompagnato dalla madre, avvedutosi della presenza di poliziotti, assumeva un contegno stranamente nervoso, affrettando il rientro nell’abitazione. I poliziotti, insospettiti da tale comportamento, procedevano al controllo del giovane e, a seguito di perquisizione, rinvenivano delle dosi di marijuana, del peso di grammi 4,0 già suddiviso in nr.5 dosi, che veniva sequestrato. 

Il ragazzo trovato in possesso della droga, pertanto, veniva denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna.

Il valore commerciale della droga, con cui si potevano confezionare circa 6 spinelli, si aggira intorno alle 60 euro.

 

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Leonforte – Aggrediscono due clienti di un bar e minacciano i poliziotti intervenuti.


[COMUNICATO STAMPA] Nel pomeriggio di sabato 20 agosto 2016, gli uomini del Commissariato di P.S. di Leonforte, diretti dal Commissario Capo Alessio Puglisi, hanno tratto in arresto C. M., leonfortese classe 1980, gravato da diversi precedenti di polizia e Q. D., leonfortese classe 1981, anch’egli gravato da diversi precedenti di polizia e in atto sottoposto all’avviso orale, in quanto resisi  responsabili dei reati di lesioni personali, violenza  e minaccia a pubblico ufficiale.  
I FATTI
Nel pomeriggio di sabato scorso,  C. M. e Q. D. aggredivano, per futili motivi, alcuni avventori di un bar del centro leonfortese, i quali solo grazie all’intervento di alcuni passanti che richiedevano l’intervento delle forze dell’ordine riuscivano a sfuggire all’aggressione, riportando, comunque, lesioni guaribili in quattro giorni.
Condotti non senza difficoltà presso il Commissariato, in evidente stato di alterazione psicofisica, entrambi gli aggressori minacciavano ripetutamente sia gli agenti della Volante intervenuta che i poliziotti presenti in Ufficio, dimostrando, al contempo, particolare disprezzo per gli operatori di polizia.
Per i motivi sopra esposti e di seguito alla denuncia formalizzata dalle vittime, i due venivano tratti in arresto in flagranza di reato, e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, che coordina le indagini nella persona del dott. Francesco Lo Gerfo, C. M. veniva condotto presso il carcere di Enna, mentre  Q. D. veniva posto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione. 

 

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Centro Italia devastato dal terremoto. Bilancio sconvolgente: 247 morti

Protezione Civile: 460 scosse da inizio sciame. Confermato bilancio vittime: 247
"Dall'inizio dello sciame e fino alle 7 di stamane, sono state registrate 460 scosse; solo 2 hanno superato 5 di magnitudo, una è al scossa principale". Lo rende noto la Protezione Civile nella conferenza stampa in corso a Roma in merito al terremoto che ha colpito il Centro Italia. Confermato il numero dei morti accertati: 247, al momento. I feriti ospedalizzati sono 264. Difficile invece stabilire il numero dei dispersi, ha spiegato il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio: "è impossibile" stabilirlo "perché manca una lista di partenza". In alcuni dei Comuni devastati, infatti, vi erano molti turisti e molte persone di passaggio. "Continueremo a cercare fino all'ultimo", ha concluso.

Nel frattempo Palazzo Chigi informa che il Consiglio dei ministri si riunirà oggi pomeriggio alle 18 per dichiarare lo stato d'emergenza per le zone colpite e stanziare i primi fondi, circa 50 milioni di euro.

Pescara del Tronto, segnalati casi di sciacallaggio tra le case

Soccorritori e forze dell'ordine hanno segnalato numerosi episodi di sciacallaggio nel Comune di Arquata, e in particolare a Pescara del Tronto, due tra i comuni dove il terremoto che ha colpito il Centro Italia ha fatto più danni. Secondo gli uomini al lavoro, molti episodi si sono verificati durante la notte della tragedia, mentre le case erano state lasciate libere dai proprietari sfollati. Questa mattina i carabinieri hanno intensificato i controlli in tutta l'area, dove la situazione facilita l'intrusione degli sciacalli.

 

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Valguarnera – PD favorevole alla partecipazione alla fiera di Kusel (Germania)

Il capogruppo del Partito Democratico Carmelo Auzzino in seno al Consiglio Comunale del Comune di Valguarnera, accoglie favorevolmente a nome di tutta la maggioranza, la proposta deliberata dall'amministrazione Draià riguardante la partecipazione alla fiera Europea degli agricoltori che si svolgerà presso il Comune di Kusel (Germania ) il 17 e 18 Settembre 2016.
Carmelo Auzzino dichiara: come da nostro programma elettorale discusso e votato in Consiglio con la delibera n.33 del 30.07.2015 riguardante lo sviluppo delle attività agricole, era inserito che bisognava sostenere la capacità di produrre reddito degli imprenditori agricoli e di tutti quelli che operano nel settore, coinvolgendoli a sostenere la produzione dei prodotti tipici locali. Inoltre, introdurre interventi capaci di aumentare l'occupazione ed il reddito, mobilitando tutte le risorse proprie dell'amministrazione. 

La partecipazione a questa fiera si può considerare strategica per lo sviluppo del nostro territorio, in quanto potrebbe essere utile ai produttori locali poter avviare un processo che porti all'esportazione della produzione locale all'estero.
Ai partecipanti Valguarneresi la comunità di Kusel offrirà gratuitamente le infrastrutture necessarie all'esposizione, gli stands per poter esporre i prodotti, vitto e alloggio. 
A carico dei partecipanti vi è solamente la spesa per il trasporto della merce, ma saranno aiutati dalla compartecipazione economica del nostro Comune.

Il capogruppo Auzzino continua dichiarando che la partecipazione alla fiera di Kusel rappresenta un volano per la promozione dei nostri prodotti tipici con conseguente sviluppo economico e di immagine della nostra Valguarnera all'estero.
Infine,un plauso non indifferente a nome di tutti i consiglieri di maggioranza, va fatto ancora una volta all'amministrazione Draià per le serie e concrete proposte verso la comunità, e questo lo dimostra anche il fatto che il nostro Comune comparteciperà alle spese sostenute dai produttori locali per il trasporto della merce.

 

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Valguarnera – Auzzino: ” Minoranza irresponsabile sui temi dei rifiuti”


[COMUNICATO STAMPA] Durante il consiglio comunale consumatosi giorno 16 agosto 2016 ancora una volta la minoranza targata l'altra voce ha dimostrato di aver esaurito le proprie argomentazioni, qualora ce ne fosse ancora bisogno. Infatti, mentre all'ordine del giorno si discuteva dell'emergenza rifiuti, attualmente mitigata dall'ottimo lavoro svolto dall'amministrazione Draià, ma sotto gli occhi di tutti quale emergenza regionale, i consiglieri d'opposizione chiedevano uno slittamento del punto, puntualmente bocciato dai consiglieri della maggioranza del PD. Gli interventi dei consiglieri di maggioranza Arena, Auzzino, Ruta, Roccazzella e D'Angelo hanno infatti argomentato l'ordine del giorno, bollando inoltre un ipotetico ulteriore rinvio come segno di irresponsabilità da parte del civico consesso.

Inoltre, continua Carmelo Auzzino,nel consiglio comunale consumatosi giorno 2 agosto scorso, allorquando era calendarizzata anche una discussione sulla gestione dei rifiuti, gli stessi consiglieri di minoranza hanno pensato bene di abbandonare l'aula, facendo cosi' mancare il numero legale. Tutto ciò proprio a dimostrazione dell'estrema insensibilità degli stessi in merito all'argomento. 
Durante il dibattito, il Sindaco Francesca Draià ha presentato un approfondito documento sull'argomento nel quale ha ribadito, tra le altre cose, il massimo impegno nei confronti dei lavoratori del comparto ed il rispetto delle spese effettuate al 30 giugno con il piano che era stato previsto mesi addietro, dimostrando ancora una volta massima trasparenza e legalità negli atti prodotti.

Da parte dell'opposizione solo piccole critiche sterili ma nessuna proposta, se non quella di rinvio del punto. 
Corre l'obbligo di esprimere un plauso, infine, all'amministrazione Draià ed ai lavoratori del comparto ambiente che, pur in un momento complicato come quello del mese di agosto, stanno facendo immani sforzi per mantenere il nostro bel paese pulito e salubre, come non si ricordava da anni. Basta andare a gettare l'immondizia durante le ore serali o notturne per poter verificare che i cassonetti sono sempre capienti e mai stracolmi. Inoltre va ricordato che è stato attivato da qualche giorno il servizio di raccolta differenziata per le attività commerciali, con incoraggianti risultati. Successivamente sarà esteso tale servizio anche ai cittadini. 
Conclude Auzzino a nome del gruppo consiliare PD dichiarando che prende le distanze di questo modo di fare politica demagogica messa in atto dal gruppo consiliare “l'altra voce per Valguarnera”  al fine di dare errate comunicazioni e creare confusione nell'opinione pubblica, con lo scopo probabilmente di attirare consensi come se fossimo in campagna elettorale.

 

 

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Una nuova iniziativa per Piazza Armerina

[COMUNICATO STAMPA] Anche se ancora non  operativa  l’entrata nella città metropolitana di Catania, sono iniziati i lavori per la progettazione di nuove iniziative derivanti  dall'aggregazione territoriale dei  Comuni di Gela, Butera, Niscemi, Mazzarino, Piazza Armerina, Aidone, Acate e Vittoria  ai fine della partecipazione all'avviso pubblico per la selezione di proposte di sostegno alla progettazione integrata di scala territoriale/locale per la valorizzazione culturale   PIANO DI AZIONE COESIONE 2007-2013 "INTERVENTI PER LA VALORIZZAZIONE DELLE AREE DI ATTRAZIONE CULTURALE" Linea di Azione 2 "Progettazione per la cultura
 
Quanto sopra è la conseguenza della deliberazione della giunta municipale n° 140 del 12 Agosto 2016 (vedi allegato 2 )  con la quale Piazza si è aggregato ai comuni suddetti per valorizzare le proprie aree di attrazione culturale .
 
Per quanto suddetto il sindaco di Gela ha indetto una riunione per mercoledi 24 Agosto( vedi allegato 1  ) per iniziare il lavoro di progettazione  tramite opportuna organizzazione e tavolo tecnico operativo .
 
Sono contento e spero che questo sia l’inizio della nuova storia di Piazza .  WW PIAZZA CATANIA STIAMO ARRIVANDO POICHE' NESSUNO PUO' FERMARE I POPOLI!

Salvatore Murella 

Clicca qui per vedere allegato 1

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Migranti aggrediti a San Cono, Venturino: ” Chiederò che l’Ars si costituisca parte civile”

[COMUNICATO STAMPA] L'episodio di violenza accaduto qualche giorno fa a San Cono, in provincia di Catania, nei confronti di tre ragazzini egiziani va condannato con decisione e fermezza e deve far riflettere coloro i quali coltivano sentimenti di natura razzista e istigano all'odio pur di raccogliere un mucchio di voti in più. Lo afferma il vice presidente vicario dell'Ars Antonio Venturino che annuncia: "Proporrò al presidente Giovanni Ardizzone che l'Assemblea regionale siciliana si costituisca parte civile in tutti i processi in cui si sono manifestati episodi di intolleranza razziale e gli autori dei reati hanno agito per ragioni di religione e colore della pelle. E' giusto – conclude Venturino – che il Parlamento siciliano dia un segnale forte alla nostra comunità per ribadire il no più chiaro a qualsiasi forma di razzismo".

 

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La nuova proposta di Cuperlo

LA NUOVA PROPOSTA DI CUPERLO

Sarà stata forse l'alta temperatura verificatasi in questa calda  estate per fare esternare all' On.Cuperlo, uno dei maggiori responsabili della minoranza del P.D. ed acerrimo avversario del Presidente/Segretario Renzi, la proposta che per ricompattare la sinistra sarebbe necessario ricercare un personaggio  estraneo alla politica.
Con il suo ben noto stile di “finto” moderato non ha compreso, ma forse ha compreso molto, il significato della sua estemporanea proposta.
Il P.D.  ha da tempo sperimentato, per le continue lotte intestine, il significato di utili compromessi all'interno del partito  creando, purtroppo.  contrapposizioni che da politiche sono diventate sempre più evidenti di carattere personale.
Ancora oggi il Presidente Renzi continua a pagare la sua infelice espressione “Fassina chi ?” rivolta ad un membro P.C del Governo, espressione del suo partito.
Ma la storia del P.D., non bisogna confonderla  con la storia del vecchio P.C.I.
Il P.D. si è incartato con la creazione dell'Ulivo.
Nel tentativo di potenziare la nuova struttura con l'ingresso della vecchia sinistra della D.C., non tenne conto delle sfumature esistenti in quel partito tra le varie correnti, facendo transitare anche personaggi discussi per la loro posizione avuta all'interno della D.C.
Il risultato è stato molto chiaro: della formazione dell'ULIVO unico rappresentante del vecchio P.C.I/P.D. ad assumere una posizione di rilievo, anche se per un breve periodo, è stato l'On. D'Alema nella veste di Presidente del Consiglio.
Che cosa il P.D. ha nel contempo ha  consentito agli ex  D.C.
– candidare per ben due volte Prodi alla Presidenza del Consiglio,  una volta eletto,  ed impallinarlo dopo averlo presentato candidato ufficiale per la Presidenza della Repubblica,
– candidare  Marini per la Presidenza della Repubblica;
– nominare Letta Vice Segretario del Partito e successivamente Presidente del Consiglio, defenestrato dall'ex D.C. Renzi con quel sistema discutibile;-
– nominare Franceschini Vice Segretario del Partito.
Non parliamo di Renzi che del partito ne è diventato il sovrano assoluto.
Non è nella intenzione di questa nota sottolineare tutti gli errori commessi  dai maggiori esponenti dell' ex PCI ma ricordarli per non aggiungere altri errori.
La proposta di Cuperlo è principalmente  negativa proprio perché  vuole sottolineare che  un partito con circa un milione di iscritti non è nelle condizioni di esprimere un personaggio “arbitro”.

angiolo alerci

 

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Terremoto magnitudo 6.0, vittime. Epicentro ad Accumoli, avvertito fino a Roma

Fortissima scossa di terremoto alle 3.54 di oggi. L'epicentro, secondo quanto riportato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sarebbe ad Accumoli, in provincia di Rieti, tra Norcia e Amatrice. Il sisma sarebbe di magnitudo 6.0 – il terremoto de L'Aquila fu di 6.3 -.

La città laziale sarebbe stata gravemente colpita dal sisma. Il sindaco Sergio Perozzi ha detto a Radio Rai: "Il paese non c'è più. C'è gente sotto le macerie, temo morti". La Croce rossa parla di almeno un ponte crollato.

La scossa è stata avvertita anche a Roma. Lo sciame sismico è proseguito tutta la notte con le scosse più forti di magnitudo 5,1  alle 4.32 e 5.4 alle 04.33 a 5 chilometri da Norcia. I comuni più colpiti sono Amatrice, Accumuli, Posta e Arquata del Tronto. A Pescara del Tronto, secondo quanto riferiscono i carabinieri ci sarebbero due morti, due coniugi deceduti in casa propria.

l responsabile della Protezione Civile Lazio Carlo Rosa racconta: "Il 118 ha già operato numerosi interventi ad Amatrice ed Accumuli. Stiamo mandando i mezzi di movimento terra per liberare le strade di accesso. Già mobilitata la colonna mobile regionale con tende, cucine da campo e tutto quello che serve".

 

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Enna – Istituti di istruzione superiori in difficoltà. L’assessore Lantieri incontra i dirigenti

I dirigenti scolastici degli istituti superiori delle ex provincia di Enna hanno incontrato ieri l’assessore regionale agli Enti Locali per discutere sulla situazione finanziaria che sta creando numerose difficoltà proprio all’inizio del nuova anno scolastico. Abbiamo intervistato, oltre l’assessore regionale Luisa Lantieri, anche due dirigenti di istituti scolastici: Marinella Adamo,  del Leonardo Da Vinci di Piazza Armerina e , sempre di  Piazza Armerina, Lidia Di Gangi del Liceo Classico- Scientifico che da quest’anno ha accorpato l’istituto industriale Ettore Majorana. 

 

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Viaggiare sicuri: direzione Sicilia

La Sicilia, terra del sole per eccellenza, è senza dubbio una delle mete più gettonate per le vacanze estive e grazie alle numerose soluzioni a disposizione, raggiungerla è ormai alla portata di tutti. L'isola infatti è ben collegata, dotata di tutte le infrastrutture necessarie ad accogliere turisti e viaggiatori: ben cinque aeroporti, numerosi porti, stazioni ferroviarie ed autostrade. Esiste un ampio ventaglio di compagnie aeree che raggiungono gli scali siciliani, così come di compagnie navali che includono anche i traghetti che attraversano il celebre stretto di Messina.

Viaggio in automobile
Una delle soluzioni più comode per visitare la Sicilia è sicuramente l'auto, grazie alla fitta rete di autostrade che collega le principali città della regione. Si può quindi arrivare in nave, portando la propria auto in stiva, oppure optare per l'aereo e noleggiare un’auto per gli spostamenti. Tuttavia la soluzione più semplice e interessante è affrontare l'intero percorso in automobile, soprattutto se si viaggia in gruppo e si vuole vivere l'esperienza di un road trip, facendo soste lungo il percorso e avere la libertà di fare anche delle piccole deviazioni per ammirare i meravigliosi paesaggi che lo stivale ci offre. In questi casi sarebbe utile avere a portata di mano un navigatore come Coyote, un sistema d'informazione in tempo reale che mostra i percorsi più agevoli per raggiungere la nostra destinazione e anche per trovare facilmente spiagge, calette e i tutti quei luoghi che desideriamo visitare in questa bella isola. Coyote ci fornisce inoltre importanti informazioni quali la presenza di autovelox o tutor, le condizioni del manto stradale, restringimenti sul cammino, rallentamenti, segnalazioni di lavori in corso e anche eventuali veicoli fermi lungo la carreggiata e possibili ostacoli.

Prima di partire
Nell'affrontare un viaggio in automobile tuttavia è bene tenere a mente alcuni accorgimenti, in modo da godersi al meglio la vacanza. Prima della partenza è opportuno fare sempre un check-up completo del mezzo, controllando in particolare la pressione, il fissaggio e lo stato di usura degli pneumatici ma anche il funzionamento di freni e luci oltre ai livelli di acqua nel radiatore e di olio. Anche la sistemazione dei bagagli è importante ai fini della sicurezza: il peso deve essere ben bilanciato e bisogna lasciare liberi gli spazi nel lunotto posteriore per garantire una buona visibilità al guidatore. 

Durante il viaggio
È buona regola non partire durante le ore più calde del giorno e avere sempre a disposizione acqua fresca. Le cinture di sicurezza sono fondamentali: è obbligatorio tenerle allacciate sempre e ciò vale anche per i passeggeri nei sedili posteriori, adottando gli appositi seggiolini per bambini sino ai 12 anni o comunque inferiori ai 1,50 m d'altezza. In caso si decida di portare con sé anche il proprio animale domestico è necessario utilizzare delle apposite cinture di sicurezza o un trasportino omologato e fare delle soste regolari per permettergli di prendere un po' d'aria e rigenerarsi. Quando ci si immette in autostrada è obbligatorio rispettarne i limiti di velocità (130 km/h), azionare la freccia con largo anticipo prima di effettuare un cambio di corsia o un sorpasso ed evitare le sterzate improvvise che potrebbero far perdere il controllo del mezzo e farlo ribaltare. 
Nelle ore notturne infine è bene moderare la velocità, dal momento che la visibilità ridotta rende più difficile una padronanza completa della visuale. È importante anche fare attenzione al riverbero e alle luci dei fari delle altre auto: a questo scopo è consigliabile modificare l'inclinazione dello specchietto retrovisore ed evitare la luce diretta se possibile.

 

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Enna – Si è insediato il nuovo Questore il Dott. Antonio Romeo

Nella mattinata odierna il dott. Antonio Romeo, Dirigente Superiore della Polizia di Stato, si è insediato in Questura, giusta nomina dipartimentale, assumendo formalmente le funzioni di Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza.

Dopo aver incontrato i funzionari della Questura in un primissimo briefing, al fine di illustrare linee direttive e strategie operative, si è recato presso la Caserma “Giorgio Boris Giuliano” per un momento di raccoglimento in memoria dei caduti della Polizia di Stato.
Infatti, come primo atto ufficiale, il Questore ha voluto commemorare i caduti della Polizia di Stato deponendo una corona d’alloro sul monumento che ne celebra la memoria collocato all’interno della caserma, ed osservando un minuto di raccoglimento. Nel momento di raccoglimento, don Angelo Lo Presti, Parroco della Mater Ecclesia, ha impartito la benedizione religiosa.
Nel prosieguo della giornata il Signor Questore ha incontrato  i giornalisti ai quali ha illustrato il suo percorso professionale  e le linee programmatiche, manifestando la sua piena disponibilità personale e dello staff della Questura per una reciproca e proficua collaborazione. 
Nella stessa mattinata il dott. Romeo si è recato in Prefettura per il consueto  saluto istituzionale.
Successivamente il Signor Questore ha salutato i rappresentanti delle sigle sindacali della Polizia di Stato e dell’Amministrazione Civile dell’Interno, auspicando una fattiva collaborazione per il raggiungimento degli obbiettivi istituzionali

 

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Enna – Denunciata donna sorpresa a rubare merce dagli scaffali di un supermercato

[COMUNICATO STAMPA] Nella mattinata di ieri gli uomini della Squadra Mobile di Enna – diretti dal Vice Questore Aggiunto dott. Gabriele Presti – hanno sottoposto agli arresti domiciliari – a seguito richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, e disposta dal G.I.P. preso il Tribunale di Enna, dott.ssa Luisa Bruno –  una donna, Alberti Concetta, classe 1973, di origini catanesi, resasi responsabile di una rapina all’interno di un negozio di prodotti per l’igiene, sito nel centro storico di Enna, nei pressi del Castello di Lombardia, nonché di lesione aggravate nei confronti del commerciante titolare del negozio, fatti avvenuti lo scorso Marzo. Il reato era stato perpetrato in concorso con altri soggetti, fra cui alcuni figli della donna ed altri minorenni – già arrestati dai poliziotti ed affidati a Comunità per minori, a seguito di analoghe misure cautelari disposte dal Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta.

I FATTI
In particolare, nella giornata in cui si sono verificati gli accadimenti, un commerciante denunciava una rapina appena consumata all’interno della sua rivendita di detersivi e prodotti per l’igiene, sito nei pressi del Castello di Lombardia, ad opera di alcuni soggetti, con inflessione dialettale del catanese, allontanatisi subito dopo a bordo di un’autovettura. Le ricerche avviate dagli investigatori ennesi nell’immediatezze dei fatti non consentivano di addivenire al rintraccio degli autori della rapina. Gli investigatori iniziavano, dunque, un’articolata indagine ed attraverso in particolare l’acquisizione delle dichiarazioni dei testimoni e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, riuscivano ad individuare, fra gli autori della rapine, la donna catanese (oltre ad alcuni dei suoi figli ed altri soggetti prevalentemente minorenni).
Le positive risultanze investigative venivano rassegnate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, ed il p.m. titolare delle indagini, dott. Giovanni Romano, richiedeva al G.I.P. l’applicazione alla ALBERTI Concetta della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel centro etneo, con obbligo di permanenza domiciliari nelle ore diurne. 
Tuttavia la ALBERTI, incurante delle conseguenze, violava ripetutamente la misura, sottraendosi ai controlli della polizia.
Pertanto, la Procura della Repubblica di Enna richiedeva nei confronti della donna l’aggravamento della misura cautelare, ed il Giudice, accogliendo l’istanza, disponeva gli arresti domiciliari nei confronti dell’ALBERTI Concetta, misura cautelare ieri eseguita dagli uomini della Squadra Mobile, che rintracciavano la donna nel capoluogo etneo arrestandola e ponendola a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che coordina le indagini.

 

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A Ventotene il vertice Renzi – Merkel – Hollande: “Europa non finisce con Brexit”

 Matteo Renzi dal ponte della portaerei Garibaldi ha ringraziato la cancelliera tedesca e il presidente francese introducendo il primo significativo vertice post-brexit tra leader europei. “Molti pensavano che dopo la Brexit l'Europa fosse finita – ha detto il presidente del Consiglio -. Non è così, abbiamo voglia di scrivere una nuova pagina di futuro. Parleremo anche di questioni economiche, c'è bisogno di misure forti, investimenti di qualità accompagnati da riforme strutturali. Investire su manifattura 4.0, energie rinnovabili. Attenzione ai giovani. Nel carcere sull'isola di Stanto Stefano, dove sono stati in prigione Sandro Pertini e Umberto Terracini, nascerà un campus universitario per i giovani europei. Un grande investimento ideale. Parleremo di politica internazionale e di migrazione. Un dato nel Mediterraneo sono 102mila ad oggi i migranti arrivati in Italia, l'anno scorso erano 105mila. Dobbiamo fare qualcosa come Ue per bloccare le partenze”. “Grazie a uomini come Altiero Spinelli è nata questa idea, la capacità di garantire la pace tra i popoli. Spinelli ha lanciato anche un'idea della difesa comune, che oggi assume una veste essenziale. L'Europa deve garantire meglio la propria difesa, e deve essere anche concreta. Dobbiamo proteggere meglio le frontiere europee e condividere di più le informazioni di intelligence”, ha poi detto Hollande, aggiungendo che Francia, Italia e Germania hanno intenzione di lavorare per una creazione di una “guardia costiera dell'Unione europea”. Poi ancora la Merkel: “L'Europa è venuta da momenti bui ed è diventata una realtà. Questo è il messaggio. Oggi noi dobbiamo garantire un'Europa sicura e vivere secondo i nostri principi”. “Di fronte a sfide così grandi, ai tanti profughi che arrivano, dobbiamo migliorare il meccanismo di protezione delle frontiere”, ha continuato la leader tedesca. “La Germania ha cambiato la propria posizione sulla gestione dei migranti. Per tanti anni siamo stati contrari all'europeizzazione di questo tema, adesso invece vogliamo più cooperazione europea”, ha detto quindi nel corso della conferenza stampa. “Sono convinta che la collaborazione con la Turchia in tema di migranti sia giusta”, ha detto ancora Merkel che ha parlato anche di economia, sottolineando che “dobbiamo affrontare il problema dei posti di lavoro, il tema della crescita, del come dare futuro alle persone”. La cancelliera ha quindi elogiato il lavoro di Renzi il quale, ha sottolineato, “ha fatto delle riforme coraggiose”. Quanto al patto di stabilità, ha “molte possibilità di flessibilità”, ha detto.

UPDATE ORE 17 – Arrivati Merkel e Hollande. Il presidente del Consiglio o Renzi è arrivato all'aeroporto di Capodichino intorno alle 16, in tempo per accogliere con gli onori militari la cancelliera Merkel e il presidente francese Hollande. Reso omaggio a uno degli autori del celebre “Manifesto per l'Europa”, i tre leader si porteranno sulla portaerei Garibaldi, partita alle 8 stamattina dal porto di Napoli per ormeggiare al largo di Ventotene. Sul ponte della nave militare è stato allestito un palco dove si terrà intorno alle 18 la conferenza stampa. Dopo l'incontro con la stampa Renzi, Merkel e Hollande si fermeranno a cena a bordo della nave.

La nuova Europa riparta da Ventotene. E' questo l'auspicio del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che non a caso ha scelto l'isola su cui – tra il 1941 e il 1943 – Altiero Spinelli scrisse "Il manifesto per un'Europa libera e unita", documento fondativo del federalismo europeo. L'intenzione del premier è quella di consolidare, nel vertice odierno, l'alleanza stretta con Angela Merkel e François Hollande e "stipulata" lo scorso 27 giugno, all'indomani del voto sulla Brexit. Un'alleanza che – almeno secondo il primo ministro italiano – deve servire a rilanciare il progetto europeista minato dalle pulsioni nazionaliste figlie delle politiche di rigore economico imposte negli ultimi anni: "Altro che austerity: l'Europa si svegli – aveva detto Renzi il 9 agosto scorso alla festa dell'Unità di Modena – si rimetta in gioco, capisca che quando i nostri nonni e genitori hanno restituito all'Europa la libertà lo hanno fatto perché credevano in valori grandi e non hanno avuto paura di combattere per quegli ideali".

Renzi, Hollande e Merkel si daranno appuntamento sulla portaerei Garibaldi, impegnata da mesi nelle operazioni di soccorso dei migranti a largo del Mar Mediterraneo. Si tratta, anche quello, di un luogo simbolico e di uno dei temi più importanti della discussione tra i tre leader politici, nella speranza che il rilancio del progetto europeo non passi per la chiusura delle frontiere, ma per la solidarietà e l'umanità. Per Renzi, tuttavia, il summit di oggi è anche un'importante occasione  per rafforzare le posizioni del governo e rivendicare quelli che egli considera importanti successi: "L'Italia è tornata nel gruppo di testa, l'Italia sta tra i paesi che decidono, però la partita è tutta da scrivere ancora", ha detto ieri alla versiliana. "Due anni fa se parlavi di investimenti e lotta all'austerity si mettevano a ridere, oggi sono argomenti della gente, oggi quando si parla di investimenti in cultura, innovazione digitale… sembra qualcosa si muova".

 

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Valguarnera : Il Sindaco Draià:”regolare l’incarico affidato all’avv. Brighina”

Il sindaco di Valguarnera Francesca Draià in relazione alla richiesta di chiarimenti  presentata in Consiglio comunale dal gruppo politico ” L’Altra Voce per Valguarnera” sull’incarico affidato all’avvocato Salvatore Brighina precisa che: “non si comprendono le motivazioni dell’interrogazione visto che tutta l’attività svolta dal professionista esposta è caratterizzata dalla massima trasparenza amministrativa e del pieno rispetto di tutta la vigente normativa e in regime di massima economia”.
“I cittadini sano bene che negl’ultimi 14 mesi, ovvero da quando ho l’onore di essere il sindaco di questa città, non ho conferito nessun incarico fatta eccezione per quelli strettamente indispensabili affidati a tre avvocati a difesa degli interessi del comune.
 
In merito all’interrogazione presentata dal gruppo “L’altra voce d Valguarnera” voglio ricordare che per la stessa prestazione professionale affidata oggi all’avvocato Salvatore Brighina, come si evince da una delibera del Consiglio comunale del 2014, il comune fu costretto a riconoscere un debito fuori bilancio di ben 50 mila euro relativo alla fattura presentata da un professionista che in quell’occasione difese il comune dall’azione legale di 9 lavoratori. Oggi il compenso è stato stabilito in 15 mila euro mentre ad agire contro l’ente sono 24 lavoratori.”
 
“Al di là delle strumentalizzazioni politiche continua Francesca Draià – facili da riconoscere perché quasi sempre smentite da fatti concreti e da documenti, la mia amministrazione sta consentendo forti risparmi in relazione alla rappresentanza legale del comune, voce di spesa che molto spesso in passato si è rivelata consistente per le casse comunali.
In relazione all’affidamento dell’incarico all’avvocato Salvatore Brighina ci tengo a precisare che
la decisione di avvalerci della sua collaborazione è maturata  dopo aver attentamente valutato il suo curriculum e aver accertato, anche grazie alla consulenza gratuita  da lui fornita nei mesi passati,  la sua specifica professionalità in relazione alle problematiche inerenti alla pubblica amministrazione. Inoltre il contenzioso aperto da 24 dipendenti con contratto a tempo determinato, se dovesse vedere in giudizio soccombere l’ente, potrebbe portare il comune a rischio dissesto finanziario. Tenuto conto della posta in gioco abbiamo ritenuto avvalerci di una persona con una preparazione specifica nel settore dei contenziosi che hanno per oggetto l’attività della pubblica amministrazione ”.

 

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Piazza Armerina – Chiostro di San Pietro. Inizia la kermesse culturale di Nulla Die edizioni.

Mercoledì 24 agosto, presso il chiostro di San Pietro, alle ore 19.00, Maria Iside Polizzi presenterà il romanzo Come l'acqua che scava la roccia.  Alle 21.00, sempre nella stessa storica e importante location, ex convento dei frati minori,  presentazione di Romanzo Disumano di Alessio Pecoraro. I due giovani autori piazzesi, Polizzi e Pecoraro, saranno affiancati dall'editor, Massimiliano Giordano.

 
Maria Iside Polizzi, nata a Caltagirone nel 1993, è una studentessa di psicologia residente a Piazza Armerina. Sin da piccolissima coltiva la passione per la scrittura e, a 19 anni, scrive “Come l’acqua che scava la roccia”, con cui vince il premio letterario “La Giara” per la Regione Sicilia. Al momento sta preparando una nuova opera narrativa.
Il suo romanzo è ambientato nella città dell'Aquila: Roberto è un giovane barista con un passato complicato alle spalle. Alice è un’anziana giornalista che coltiva il sogno di diventare scrittrice. I due si conoscono per un’intervista alle persone colpite dal terremoto del 2009, com’è Roberto.

Tra loro sboccia una sincera amicizia che metterà in luce emozioni e segreti sepolti nel cuore del ragazzo.
Alessio Pecoraro è nato in Sicilia nel 1976. Appassionato di cinema, scacchi e letteratura, si è accostato alla scrittura per una serie di circostanze e coincidenze curiose che successivamente si sono tramutate in dedizione ed entusiasmo. Affascinato dal potere liberatorio e magico della scrittura, i suoi intrecci surreali sono come il nodo di una rete di rapporti invisibili che vengono manipolati, mescolati e intrecciati dall’unico burattinaio possibile: l’immaginazione dello scrittore e del suo lettore.
Nella trama, l'Io narrante si trova catapultato dentro un teatro dove una donna misteriosa possiede la chiave di tutto. Un segreto lo legherà alle vicende dell’amico Jorge e a quelle dell’artista Cleo. Una rivelazione dall’antidoto amaro, necessaria, che servirà a renderlo immune dalla trama e dalle riflessioni dei capitoli successivi. Sostituite le immagini alle parole, il lettore s’addentra nella storia decidendo quale dimensione dare ai luoghi e quale età o aspetto dare ai personaggi. Un gioco di avvenimenti senza tempo e spazio dove tutto è reale e dove allo stesso tempo tutto è assurdità.
 Alessio Pecoraro ha scritto quattro romanzi. Romanzo Disumano è il primo nato e il primo ad essere pubblicato.

 

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Renzi: “Si vota nel 2018, comunque vada il referendum”

"Comunque vada il referendum, le elezioni politiche ce le abbiamo fissate al 2018". Sono queste le dichiarazioni rese da Matteo Renzi alla Versiliana di Marina di Pietrasanta (in provincia di Lucca), intervistato da Paolo Del Debbio, che sono destinate a riaprire la polemica politica. Per due ordini di motivi, tra di loro legati. Il Presidente del Consiglio ha in effetti sempre detto che avrebbe lasciato la politica in caso di sconfitta del Sì al referendum sulla riforma della Costituzione (che si terrà, ormai pare assodato, nella seconda metà di novembre). Per mantener fede a questa promessa, dunque, nel caso in cui gli italiani bocciassero la riforma della Costituzione che porta il suo nome, Renzi sarebbe chiamato a rassegnare le dimissioni da Palazzo Chigi, aprendo sostanzialmente la crisi di Governo. A quel punto, toccherebbe al Presidente della Repubblica (e non a lui) valutare se sussistano le condizioni per la prosecuzione della legislatura, o se invece bisogna chiamare nuovamente gli italiani alle urne.

Le parole di Renzi, per la verità, sembrano più che altro seguire un ragionamento complessivo che vuole "un passo indietro" rispetto alla questione della personalizzazione del quesito referendario. In effetti, più avanti nel corso dell'intervista ha aggiunto: "Questo referendum è molto semplice, per colpa anche mia è diventato anche una sorta di dibattito internazionale su tutto e anche io ho sbagliato nel dire che è un referendum per Renzi". L'obiettivo, per il segretario del Partito Democratico, è dunque "tornare a parlare del merito della riforma costituzionale", considerando che "chi vota No si tiene il Paese così com’è".

Non è mancato un riferimento diretto alla minoranza del PD, che vuole "utilizzare il referendum per avere la rivincita del congresso", e una critica a quei senatori che "stanno difendendo le loro poltrone" e ora parlano di "democrazia sotto assedio". Sulla polemica con l'Anpi ha tagliato corto, operando una chiara apertura: "Invito il presidente dell'Anpi ad una delle Festa dell'Unità in Emilia-Romagna la prossima settimana per discutere con me di referendum. Io dirò come la penso e lui dirà come la pensa, e poi ci daremo un abbraccio".

Non sono mancati, poi, riferimenti alla questione immigfrazione, con Renzi che ha ribadito: "Io lo so che ho perso dei voti ma quando vedo un bambino che rischia di annegare, la prima cosa è che quel bambino dev'essere salvato". Se ne parlerà, ha spiegato, anche durante l'incontro di domani a Ventotene, con il vertice con Hollande e Merkel.

 

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Valguarnera – In fase di avvio tre nuovi servizi per le fasce sociali più deboli

Presto a Valguarnera verrà avviato lo Sportello SIA (Sostegno Inclusione Attiva): dopo i servizi di pubblica utilità, altra boccata di ossigeno per le famiglie in difficoltà. La misura avviata a livello nazionale prevede un contributo che va da 80 a 400 euro per nucleo familiare con un ISEE non superiore ai 3000 mila euro e un nucleo familiare con almeno 1disabile, una donna gravidanza o un minore. Sarà emessa una carta che potrà essere utilizzata nei supermercati,in posta e farmacia. Inoltre per ogni nucleo il Comune attraverso lo sportello dovrà prendere a carico il nucleo e predisporre un progetto che potrà permettere l'integrazione del contributo fino a 600 euro.

Altra iniziativa che l'amministrazione sta portando avanti è l'adesione al sistema informatico trapianti, aderendo all'iniziativa del ministero "UNA SCELTA IN COMUNE" ogni cittadino potrà manifestare la propria disponibilità a donare i propri organi. Un altro importante progetto è l'avvio dello sportello Antinviolenza, per contrastare e supportare le donne vittime di violenza. Il sindaco nella qualità di assessore ai servizi sociali ha chiesto al Presidente della commissione affari sociali, Filippo D'Angelo, di convocare i consiglieri comunali per trattare le importanti tematiche legate al welfare. “Purtroppo – afferma il sindaco Francesca Draià – nonostante l’importanza per i cittadini delle misure a favore delle fasce più deboli, in commissione non si sono presentati i consiglieri di minoranza dimostrando così una scarsa sensibilità su temi che invece hanno una fondamentale importanza per l’intera collettività valguarnerese”.

 

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Merkel: “Ok a divieto di burqa, è un ostacolo all’integrazione delle donne”

Mentre tra Italia e Francia impazza la polemica sull'opportunità di vietare o meno il burkini in spiaggia, in Germania si riaccende l'animato dibattito sull’utilizzo del burqa, il capo d’abbigliamento femminile che copre interamente corpo e volto di molte donne musulmane. Ad accendere nuovamente la discussione ci ha pensato direttamente la cancelliera tedesca Angela Merkel dicendosi favorevole ad un divieto parziale del burqa in Germania da applicare nei prossimi mesi, in particolare negli uffici pubblici. A far discutere però  sono le motivazioni addotte dalla cancelliera che parla di scarsa integrazione delle donne completante velate

"Dal mio punto di vista, in Germania una donna completamente velata ha poche possibilità di integrarsi" ha dichiarato Merkel  alla rete giornalistica Rnd, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Dpa, aggiungendo che il governo a breve discuterà di un provvedimento legislativo sul tema. "Si tratta di una questione politica e giuridica per la cui soluzione il ministro dell’Interno Thomas de Maizère ha il mio pieno sostegno", ha sottolineato ancora la cancelliera tedesca. Il riferimento è al lavoro sul tema dell’esponente del suo partito che sta preparando una stretta con nuove misure antiterrorismo in Germania dopo gli attacchi terroristici nel Paese,

In realtà nei giorni scorsi lo stesso Ministro  ha già escluso un divieto totale del burqa perché ritenuto contrario ai principi costituzionali. In Germania già da tempo i ministri dell’Interno dei vari Land dell’Unione Cdu-Csu però stanno discutendo del divieto di burqa e nelle prossime ore è atteso un documento unitario i cui si chiede al governo centrale di vietare tutti gli indumenti che coprono il volto in tutte quelle occasioni in cui è necessario farsi riconoscere, come ad esempio negli uffici pubblici, alle manifestazioni o anche alla guida di auto e veicoli.

 

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Leonforte, nascondeva una pistola, due coltelli e un pugnale nell’auto: arrestato dalla Polizia

Leonforte, nascondeva una pistola, due coltelli e un pugnale nell’auto: arrestato dalla Polizia di Stato.
Nella notte di ieri, gli uomini del Commissariato di P.S. di Leonforte, diretti dal Commissario Capo Alessio Puglisi, hanno tratto in arresto G. G., leonfortese classe 1962, incensurato, resosi responsabile del reato di porto illegale di arma da sparo e armi bianche. 
I FATTI
In particolare – nell’ambito dell’implementazione dei servizi di controllo del territorio finalizzato alla ricerca di armi, munizioni, esplosivi e materiale utilizzato per alimentare gli incendi boschivi, disposti dalla Questura di Enna – gli agenti del Commissariato monitoravano le arterie stradali che da Leonforte conducono a Nissoria, Agira e ai paesi della parte nord della provincia, allo scopo di effettuare controlli sui veicoli e i loro occupanti. 
In tale contesto i poliziotti osservavano i  movimenti di un’autovettura condotta dal G. che, alla vista degli operatori, tentava di allontanarsi rapidamente; l’atteggiamento sospetto tenuto dal conducente induceva gli agenti a svolgere ulteriori controlli. 
 Perquisito il mezzo, veniva rinvenuta una pistola Beretta cal.6,35, con relativo munizionamento, debitamente occultata nel cruscotto dell’autovettura, avvolta da un fazzoletto bianco; inoltre, nel porta oggetti dello sportello anteriore lato guida, venivano rinvenuti due coltelli del genere vietato ed un pugnale in acciaio.

Alla luce dell’attività di indagine, pertanto, il G. veniva arrestato in flagranza di reato, e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, che coordina le indagini nella persona del dott. Francesco Lo Gerfo, il medesimo veniva posto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

 

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Troina, Sostegno per l’inclusione attiva: al via, da settembre, la presentazione delle domande

A partire dal 2 settembre prossimo, presso l’ufficio comunale dei Servizi Sociali, sarà possibile presentare istanza per accedere al Sostegno per l’inclusione attiva (SIA).

Si tratta di una misura nazionale di contrasto alla povertà, prevista dal decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che prevede l’erogazione, tramite l’INPS, di un sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate il cui ISEE non superi i 3 mila euro annuali e nelle quali almeno un componente sia minorenne, oppure sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata.

“Siamo stati solerti nel recepire la normativa nazionale – ha spiegato l’assessore alle politiche sociali Giuseppe Macrì – , proprio per prevenire e sostenere il grave disagio sociale che, purtroppo, attanaglia molti nuclei familiari dei piccoli comuni dell’entroterra siciliano come il nostro. L’obiettivo è quello di svincolare a tal proposito apposite risorse dal bilancio comunale, in modo da sostenere attivamente i nostri concittadini in difficoltà”.
Il Sostegno per l’inclusione attiva, è infatti volto a contrastare il fenomeno della marginalità estrema e dei senza dimora e della povertà educativa e alimentare derivante dalla mancanza di lavoro.
Il sussidio, è subordinato a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa predisposto dai servizi sociali del Comune, in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole, soggetti privati e enti no profit.
A tal proposito, il Comune attiverà un sistema coordinato di interventi e servizi di assistenza finalizzati a aiutare le famiglie a uscire dalla condizione di povertà e riconquistare l’autonomia.

I nuclei familiari beneficiari, dovranno aderire ad un progetto di attivazione sociale e lavorativa personalizzato per ciascun richiedente, costruito sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni di tutti i componenti del nucleo familiare, che prevede inoltre un patto tra servizi e famiglie, attraverso la reciproca assunzione di responsabilità e di impegni.
Le attività potranno riguardare la ricerca attiva di lavoro, l’adesione a progetti di formazione, la frequenza e l’impegno scolastico, la prevenzione e la tutela della salute.
Il Sostegno per l’inclusione attiva è rivolto ai cittadini italiani, comunitari e stranieri, purché col permesso di soggiorno di lungo periodo e residenti in Italia da almeno due anni.
Non sono ammessi coloro invece che beneficiano di altri trattamenti economici superiori ai 600 euro mensili e che godono di strumenti di sostegno al reddito per disoccupati.
“Il sussidio – spiega l’assessore Macrì – ha durata annuale e verrà erogato ogni 2 mesi, attraverso una carta di pagamento elettronica con cui si possono effettuare acquisti in tutti i supermercati, i negozi alimentari e le farmacie abilitati al circuito Mastercard. La carta può essere anche utilizzata negli uffici postali per pagare le bollette elettriche e del gas. L'importo varia dagli 80 ai 400 euro mensili a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare”.

 

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Rio 2016, Setterosa da applausi: 12-9 alla Russia e finale per l’oro

È sempre più forte il profumo di medaglie che arriva dallo stadio del nuoto di Rio de Janeiro. Tutto merito della pallanuoto e in particolare del Setterosa che schianta la Russia in semifinale con il risultato di 12-9 e si regala l'atto finale per il metallo più pesante, contro la vincente di Ungheria-Stati Uniti (gara in programma alle 21.30, ora italiana). Dopo il successo per 12-7 contro la Cina nei quarti, le ragazze del ct Conti che avevano già battuto le russe nella fase a gironi (10-5) cominciano male, ma poi prendono subito il controllo del match e regolano un avversario scorbutico e molto aggressivo, al termine di un'altra battaglia che si accende soprattutto nel finale, quando le azzurre mettono in acqua cuore e carattere per chiudere i conti. Sugli scudi Garibotti, autrice di cinque gol e Tabani, determinante con la sua doppietta in due passaggi chiave del match. L'Italia torna così a medaglia, un traguardo che mancava da Atene 2004, quando il metallo fu il più prezioso. E adesso, grande attesa anche per il Settebello maschile che dovrà vedersela con la Serbia per l'accesso alla finale.

Inizio complicato, ma che reazione!

L'inizio delle azzurre è con il freno a mano tirato e la Russia ne approfitta con un uno-due che rischia di tramortire le nostre. Dopo 17 secondi è la Ivanova a sbloccare il punteggio, sull'azione successiva ci pensa la Gorbunova a bissare con un gran diagonale dalla distanza. L'Italia non demorde e si desta subito: ci pensa la solita Garibotti che prima, con un pallonetto, scavalca l'estremo difensore russo e poi impatta il risultato con un gran diagonale che rimbalza sull'acqua e si infila in fondo al sacco. Il primo quarto si chiude così in perfetta parità (2-2). Alla ripresa le azzurre hanno tutt'altra faccia e mostrano maggiore concretezza: Tabani sigla subito il sorpasso e l'allungo arriva grazie a un rigore realizzato dalla Bianconi, per un fallo su Aiello (4-2). Gara in discesa? Nient'affatto. L'Italia si distrae e prima rischia di capitolare su una controfuga concessa ingenuamente, poi subisce il contro-break russo con Lisunova (tiro che si infila sotto la traversa da posizione centrale), poi con Glyzina che finalizza una combinazione alla sinistra del nostro portiere.

Allungo e tripudio Setterosa
Tutto da rifare, ma le ragazze del ct Conti, ancora una volta, non tremano e con super-Garibotti rimettono subito la testa avanti e sul possesso successivo ci pensa Radicchi a piazzare la stoccata che porta all'intervallo lungo sul 6-4. La pausa non modifica l'inerzia con le italiane che mettono subito le cose in chiaro: in apertura Garibotti sigla il personale poker con un pallonetto che scavalca le braccia russe, bacia il palo più lontano e finisce la sua corsa in porta e poi è il turno della capitana Tania Di Mario siglare il massimo vantaggio dopo appena due minuti della terza frazione sfruttando un corridoio centrale. La Russia prova a reagire ma il nostro portiere Gorlero fa buona guardia sigillando il risultato sull'8-4 al 24′. Nell'ultima frazione, la Russia tenta il tutto per tutto, mette grande aggressività in campo e proa a non far tirare le azzurre che dopo un palo in apertura, subiscono l'8-5 della Lisunova, ma reagiscono con un pallonetto sublime della Tabani. Le russe non demordono e si riportano al -2 con l'uno-due Ivanova-Prokofyeva, ma è ancora la Garibotti a togliere le castagne dal fuoco con una conclusione tutto cuore che non lascia scampo al portiere. La Russia non molla e si fa nuovamente aggressiva: sull'asse Karimova-Grineva riaccorcia sul 10-8. Match in bilico, ma la Aiello con grande lucidità e presenza a centro area va a conquistarsi un rigore determinante a 100 secondi dalla fine, che la Bianconi finalizza senza tremare. Ciliegina sulla torta la rete da metà vasca di Queirolo, a cui risponde la Soboleva sui titoli di coda del match. 12-9 e finale per le azzurre.

 

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L’UGL-FNA: ”Necessari chiarimenti sull’ufficio dell’ex Condotta Agraria”

In riferimento alle notizie apparse il 15 agosto scorso sulla Stampa ci pare doveroso precisare quanto segue.
L'unico e solo modo per mantenere, davvero e senza false demagogie, l'ufficio periferico del Dipartimento dell'Agricoltura (ex condotta agraria) a Piazza Armerina è modificare il decreto del Presidente della Regione del 14 giugno 2016, n. 12 che ha rivisto l'assetto organizzativo dell'amministrazione regionale.
Con tale decreto il Governo Regionale ha costituito l'Ufficio Intercomunale Agricoltura del Comprensorio di Barrafranca, che comprende il territorio di Piazza Armerina, chiudendo di fatto tutte le condotte agrarie della Sicilia e, per quanto ci riguarda, ha stabilito la sede giuridica del nuovo ufficio dell'Agricoltura a Barrafranca.
I locali di Piazza Armerina, pertanto, ospitano una sede “fisica”, succursale impropria, appunto perché non prevista neanche dalla legge (il decreto).
Questa sede potrà essere chiusa, per qualsiasi motivo ed in qualsiasi momento, da qualsiasi dirigente lo ritenesse opportuno.
Anche i lavoratori dipendono, adesso, dall'U.I.A. di Barrafranca e pertanto potranno essere utilizzati, per qualsiasi motivo ed in qualsiasi momento, presso la sede giuridicamente individuata di Barrafranca, con una semplice telefonata del dirigente.
Quindi la promessa di individuazione di nuovi locali ci sembra un ingenuo palliativo che non ci da alcuna certezza e non ci pare che elimini la spada di Damocle posta sulle sorti della ex condotta che di fatto, e non in modo paventato, non esiste più in forza del decreto n.12/16.
L'articolo apparso sulla stampa, non chiarisce, infine, come il territorio di Aidone, che proprio a seguito del citato decreto n.12/16 è stato posto sotto la competenza dell'Ufficio Intercomunale Agricoltura del Comprensorio di Caltagirone, potrà essere gestito dall'uffico di PIazza Armerina nei nuovi locali – di cui, per la verità, si sente solo parlare da molto tempo – dall'U.I.A. di Barrafranca senza una modifica del decreto.
All'Onorevole Assessore alla Funzione Pubblica chiediamo di produrre atti, piuttosto che fare telefonate informali, e chiediamo altresì un impegno serio e concreto.
In particolare chiediamo, così come fatto da altri Assessori per altri territori, che proponga alla Giunta Regionale una modifica al decreto del Presidente della Regione del 14 giugno 2016, n. 12 finalizzata alla costituzione dell'Ufficio Intercomunale Agricoltura del Comprensorio di Piazza Armerina, che comprenda anche il territorio del comune di Aidone, e chiediamo soprattutto che si impegni a farla approvare in tempi rapidi.

UGL-FNA

 

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Illegittimo lo sportello di informazioni turistiche aperto dal CoPat a Piazza Armerina

Lo sportello informazioni aperto dal copat di piazza armerina è assolutamente illegittimo e illegale perché non autorizzato dal locale servizio regionale turistico che ha la prerogativa sulla vigilanza di questi soggetti giuridici e la competenza per certificare la conformità ai parametri dettati dalla regione.

Infatti, la locale pro loco Mosaici, associazione riconosciuta dalla regione perché inserita nell'albo del dipartimento regionale del turismo, i cui locali sono stati autorizzati illo tempore dalla provincia, oggi dal locale servizio reg turistico, ai fini dello svolgimento delle attività di informazione e accoglienza turistica, ha dovuto ottenere la certificazione di conformità occorrente, sottoponendosi ai controlli e vigilanza dell'unico ente deputato a questo: il servizio regionale turistico.
Il comune di Piazza, che come tutti gli enti locali può attivare anche in convenzione con soggetti privati, sportelli d'informazione e accoglienza turistica, deve, preventivamente, ottenere l'autorizzazione dal locale servizio reg turistico per lo svolgimento delle attività de quo, con la certificazione di conformità di cui sopra.

Nessuna associazione o impresa pubblica o privata, così come nessun ente locale, sua sponte, può attivare attività deputata all'accoglienza e informazione se non concordata e autorizzata dal servizio regionale turistico, perché espressamente vietata dalla Legge regionale e dal Codice del Turismo, a salvaguardia del turista e del viaggiatore. 
Su indicazione e richiesta del servizio regionale turistico, previa diffida all'ente privato che abbia aperto abusivamente sportelli d'informazione e accoglienza turistica senza autorizzazione, e, poi, redazione del relativo verbale in cui si evincano le norme violate, la questura competente é titolata per la chiusura dell'attività e per i susseguenti e conseguenziali atti.

   
Peraltro, recentemente, il 1 luglio di quest'anno, la Giunta Regionale di Sicilia ha attribuito tutti i compiti e le funzioni di cui all'articolo 5, comma 2, della l.r. 15 Settembre 2005, n.10, precedentemente delegate alle province, ai servizi regionali turistici, per cui i servizi regionali turistici dell'isola avranno competenza per la raccolta di dati statistici del territorio e la loro elaborazione; la vigilanza sulle imprese turistiche; la progettazione e realizzazione di manifestazioni finalizzate alla valorizzazione e alla propaganda delle risorse turistiche; i controlli e l'aggiornamento sulle imprese iscritte all'albo regionale delle associazioni turistiche Pro Loco; la classificazione alberghiera ed extralberghiera, al fine del rilascio del nlla osta. per l'apertura delle strutture ricettive; la competenza su tutti gli sportelli d'informazione turistica per l'autorizzazione all'apertura e ilrilascio della certificazione di conformità ai parametri della norma regionale; la realizzazione dei protocolli di intesa con i luoghi della cultura sul territorio; l'assistenza ai turisti, agli operatori turistici pubblici e privati e alle società sportive; il controllo sul flusso dei dati quindicinali su eventi e manifestazioni turistiche e sportive verso il Dipartimento del Turismo; le valutazioni afferenti alla definizione del Calendario regionale delle manifestazioni per il territorio di competenza; la vigilanza sulle Agenzie di viaggi e sulle manifestazioni sportive.

Michelangelo Trebastoni

 

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Catania, bimbo morto azzannato dai cani, madre: “Ce l’avevo in braccio”

Si trova ancora sotto choc e non ha risposto alle domande del pubblico ministero la madre del bambino di un anno e mezzo che ieri è stato azzannato e ucciso dai due cani di famiglia nel giardino della sua casa di Mascalucia, in provincia di Catania. La donna, che ha trentaquattro anni, è stata sentita in una caserma dei carabinieri, che le hanno notificato l'avviso di garanzia che ipotizza il reato di omicidio colposo. Un "atto dovuto" necessario per procedere all'autopsia, ha dichiarato il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, che l'ha emesso. L'iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della donna.

Secondo le prime indagini, il bambino stava giocando in giardino da solo, quando è stato aggredito dai cani di famiglia, due dogo argentini di tre e otto anni, mentre la madre era in casa. Sono state le urla della vicina di casa ad attirale l'attenzione della donna, che a quel punto è intervenuta per cercare di salvare il figlio.

Diversa la versione della madre, secondo quanto riferito dal suo legale d'ufficio: "Avevo il bambino in mano quando uno dei cani, l'unico libero in giardino, all'improvviso, senza motivo apparente, ha aggredito il piccolo cercando di portarmelo via. L'ho difeso, ho combattuto, ma mi ha trascinata sul giardino. Poi sono riuscita a chiudere il cane e sono fuggita fuori casa urlando, chiedendo aiuto con mio figlio tra le braccia, ma è stato tutto inutile". Nel tentativo di strapparlo agli animali, si è anche ferita a un braccio. Ha chiuso i cani in casa ed è corsa fuori a chiedere aiuto. Il bambino ha riportato lesioni profonde al volto, alla gola e all'addome, che hanno reso praticamente inutile l'intervento dei soccorsi. La donna è stata curata all'ospedale Cannizzaro di Catania e poi dimessa.

Il padre del bambino, che in quel momento non era in casa, conferma la versione della moglie. "Ha fatto il possibile, non ha mai lasciato solo nostro figlio. Lo ha difeso dall'attacco improvviso di uno dei due cani, che ha trascinato per terra anche lei, lasciandole delle ferite da trascinamento sul corpo. Non ha alcuna colpa. È distrutta e piange, non riesce a dire altro, ma non sopporta di passare per una madre disattenta", ha dichiarato, sostenendo che la vicina di casa abbia urlato "dopo avere visto mia moglie con il figlio in braccio, e non prima. Noi siamo certi di questo: lei non ha lasciato mai per un secondo nostro figlio". Circa il motivo dell'attacco del cane l'uomo non riesce a fornire una spiegazione. Si trattava di animali che "erano da tempo con noi, uno era chiuso nel recinto, non hanno mai dato segnali di aggressività".

"Abbiamo provato di tutto ma non c’è stato nulla da fare. È stata un’esperienza dolorosissima", ha spiegato Carmelo Zuccarello, comandante dei vigili urbani di Mascalucia. "Appena abbiamo ricevuto la segnalazione – ha aggiunto – siamo corsi subito sul posto, dove già c’erano i soccorsi. Si è cercato di fare il possibile per salvarlo, tanto che si era pensato di utilizzare l’elisoccorso. Ma tutto è stato inutile". Il piccolo, infatti, è morto durante il tragitto, e l'elicottero non è mai partito: "Abbiamo fatto in fretta per raggiungere il campo di Massannunziata, poco distante da qui. Quando siamo arrivati lì, però, il bambino era già privo di vita".

I due cani, che erano regolarmente denunciati all'anagrafe canina e dotati di microchip, sono stati catturati e affidati all'Asp di Catania. Si trovano adesso in un canile privato convenzionato con il comune. "Resteranno lì 10 giorni per un controllo. Bisogna fare delle verifiche per stabilire se hanno la rabbia e possono trasmetterla. Essendo sotto sequestro giudiziario il loro futuro sarà stabilito dal magistrato", ha spiegato Carmelo Macrì, direttore del servizio veterinario dell'Asp di Catania, secondo cui ci sono tre ipotesi circa la sorte degli animali: "La prima è l'abbattimento; la seconda quella di essere affidati a un centro di riabilitazione, già abbiamo avuto diverse richieste da parte di associazioni animaliste per avere affidati i cani per il recupero. Per l'ultimo potrebbe essere deciso di mantenerli in vita in un centro. Tutto questo dipenderà da come reagiranno gli animali".

A ventiquattro ore dalla tragedia, invece, il Codacons ha posto la questione di un "patentino" per i cani particolarmente aggressivi. "Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l'aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l'uomo", ha detto il segretario nazionale dell'associazione dei consumatori Francesco Tanasi. "Da anni – ha aggiunto – chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi. Il morso di un volpino non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un dogo argentino. L'aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall'ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza".

 

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Leonforte: presunto truffatore arrestato dalla Polizia di Stato

[COMUNICATO STAMPA] Truffa i proprietari di diverse aziende agricole fingendosi incaricato di una ditta tedesca di impianti fotovoltaici: arrestato dalla Polizia di Stato. Nella pomeriggio di domenica 14 agosto 2016, gli uomini del Commissariato di P. S. di Leonforte, diretti dal Commissario Capo Dott. Alessio Puglisi, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, Balbo Salvatore, pregiudicato catanese classe 1957, perché responsabile del reato di truffa ai danni dei proprietari di diverse aziende agricole site nei comuni di Regalbuto, Catenanuova e Agira. I FATTI il Balbo, presentatosi presso un’azienda agricola di Regalbuto sotto falso nome, quale incaricato di una ditta tedesca specializzata nell’installazione di impianti fotovoltaici, proponeva al proprietario di costruire un grande capannone prospettando la possibilità, una volta finiti i lavori, di affittare la superficie del tetto alla ditta tedesca, di cui si fingeva rappresentante, la quale avrebbe provveduto ad installare dei pannelli solari pagandogli un affitto annuo di circa 39.000,00 euro.

Di contro, il Balbo chiedeva l’immediata corresponsione di circa 2.500,00 euro per ogni capannone, somma che sarebbe servita, a suo dire, a istruire la pratica e a evitare lungaggini burocratiche, concordando col proprietario che si sarebbe recato di lì a qualche giorno in azienda per ritirare la somma pattuita. Dopo avere inizialmente accettato l’allettante proposta, il proprietario dell’azienda, temendo di potere essere vittima di una truffa, presentava denuncia presso il Commissariato di P.S. di Leonforte. Gli agenti del Commissariato, pertanto, nel corso dell'attività di indagine, accertata immediatamente la reale identità del Balbo, soggetto con numerosi precedenti per truffa, appuravano che la società tedesca da lui menzionata in realtà non esisteva e riuscivano a individuare, inoltre, altri proprietari di aziende agricole di Agira e Catenanuova che negli ultimi giorni avevano subito la medesima truffa, consegnando al Balbo complessivamente circa 9.000,00 euro.

Il personale del Commissariato, pertanto, venuto a conoscenza che il Balbo, nella giornata di domenica, si sarebbe recato presso l’azienda a Regalbuto per farsi consegnare dal proprietario la somma pattuita, organizzava un servizio di appostamento, riuscendo a fermare il pregiudicato catanese nel momento in cui riceveva dal proprietario dell’azienda, a titolo di acconto, la somma di euro di 500,00 euro, chiaro provento del reato di truffa. Le successive perquisizioni effettuate presso l’autovettura del Balbo e la sua abitazione permettevano di rinvenire la somma di 3.800,00 euro in contanti, verosimilmente provento della truffa dei giorni precedenti, oltre a diverse schede telefoniche e numerosi appunti con relativi numeri telefonici presumibilmente appartenenti ad altre persone vittime del medesimo reato. Pertanto, alla luce delle risultanze investigative, Balbo Salvatore veniva posto in stato di arresto su disposizione del P.M. di turno presso la Procura di Enna Dott.ssa Stefania Leonte e tradotto presso il carcere di Enna. Allo stato sono in corso ulteriori indagini finalizzate ad accertare la responsabilità di eventuali complici del Balbo e a individuare altri imprenditori o proprietari di aziende della zona che negli ultimi tempi siano stati vittime di medesimi raggiri da parte del pregiudicato catanese.

 

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Troina – Democrazia partecipata: scelgono i cittadini otto azioni di intervento

Troina, 17 agosto 2016 – Attività culturali e ricreative, miglioramento del traffico urbano, attività sportive, attrezzature ludiche per bambini, verde pubblico e arredo urbano, restauro dei beni storico-artistici, iniziative per il contrasto del disagio sociale, iniziative didattiche e miglioramento dell’edilizia scolastiche.

Sono le azioni di intervento che i cittadini troinesi sono chiamati a scegliere, tramite la compilazione di un apposito questionario, tra le 8 individuate dall’amministrazione comunale nell’ambito dei progetti da intraprendere in merito alla democrazia partecipata.
La legge regionale n° 9 del 2015, riguardo la destinazione dei fondi da erogare ai comuni, prevede infatti che il 2% dei trasferimenti, pari a una quota di 20 mila euro, debbano essere spesi dagli enti con forme di scelte democratiche che vedano il coinvolgimento attivo della comunità.

“Il coinvolgimento dei cittadini nell’azione amministrativa attraverso svariare forme – ha spiegato il sindaco Fabio Venezia – , ha caratterizzato, sin dall’inizio, il nostro mandato. Con quest’altra iniziativa, avremo modo di sperimentare per la prima volta nel nostro Comune una partecipazione attiva nell’individuazione delle priorità e nella destinazione di una parte dei fondi pubblici”.
Ogni cittadino troinese pertanto, potrà scegliere di esprimere la propria preferenza scegliendo una tra le 8 azioni proposte dall’amministrazione.
Il modulo, che potrà essere ritirato presso l’Ufficio Staff del Comune o scaricato dal sito istituzionale  www.comune.troina.en.it, dovrà essere consegnato all’Ufficio Protocollo dell’Ente entro il 10 settembre prossimo.

 

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La situazione Oasi Maria SS.” di Troina verso la normalità

“La situazione dell’IRCCS “Associazione Oasi Maria SS.” di Troina (En) sta lentamente, pur nelle notevoli difficoltà tutt'ora esistenti, tornando alla normalità grazie all’impegno del vice ministro al Lavoro Teresa Bellanova e a quello del Sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone”. Lo afferma il Direttore degli Uffici di Staff di Presidenza  dell’Oasi  ing. Salvatore Impellizzeri.  “Notevole è stato il contributo del vice ministro e del sottosegretario – commenta Impellizzeri – per sbloccare la situazione di stallo delle settimane scorse e giungere, grazie anche alla fattiva collaborazione dell'avv. Fiumefreddo, allo svincolo di quasi tutte somme pignorate da Riscossione Sicilia necessarie per pagare due mensilità ai dipendenti e far ripartire l’attività. Adesso l'impegno continua per risolvere definitivamente il problema della cartella esattoriale e per la firma della convenzione triennale relativa alle funzioni assistenziali. Un sentito ringraziamento  – conclude l’ingegnere Impellizzeri – va anche a S.E. Prefetto di Enna, all'ASP di Enna e alla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate ed Equitalia per la disponibilità e sensibilità dimostrata nei confronti del nostro Istituto".

 

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Viviani in trionfo nel ciclismo su pista Ottavo oro per l’Italia ai Giochi di Rio

L’Italia conquista una medaglia d’oro anche nel ciclismo. L’eroe azzurro è Elia Viviani che ha trionfato nella specialità omnium su pista. L’atleta nato a Isola della Scala ha disputato la gara migliore della sua carriera e ha avuto la meglio sull’inglese Cavendish e sul danese Hansen. L’Italia torna a conquistare una medaglia olimpica su pista dopo sedici anni, gli ultimi a raggiungere il podio furono Marco Villa, ora c.t. di Viviani, e Silvio Martinello che ottennero il bronzo su pista nell’americana a Sydney.

Viviani aveva iniziato benissimo. Il corridore veronese, che corre per il Team Sky, ha chiuso le quattro prove della mattinata, inclusa quella a cronometro, con 140 punti e con un margine di 14 lunghezze sul francese Thomas Boudat e soprattutto sul temutissimo inglese Mark Cavendish. Più lontani erano Hansen, Gaviria, Kluge e O’Shea. Viviani dopo essersi piazzato alle spalle del francese Boudat a metà del percorso, cioè dopo tre delle sei prove da disputare, ha ritoccato il proprio personale nella prova a cronometro, chiusa in 1’02’’33. Rifilando un paio di minuti a Boudat ha conquistato un gran numero di punti che gli hanno regalato il primato.

Il c.t. Villa dopo le prove della mattinata aveva fatto capire di essere fiducioso per una medaglia dicendo: “Sta andando tutto per il verso giusto. Quello che convince è la condizione di Elia, emersa dopo le prove della mattinata. Abbiamo avuto segnali importanti”. Poi dopo una lunga pausa è arrivato il giro lanciato. Viviani è giunto secondo, battendo il proprio record personale ed aumentando il vantaggio su Cavandish, che nel frattempo ha sopravanzato Boudit. La corsa a punti che ha deciso l’omnium è stata ricca di colpi di scena. Viviani all’inizio è caduto ed ha perso gran parte del proprio margine. Il danese Hansen si è portato a quasi a metà della prova a un solo punto, ma nel finale Viviani ha avuto la meglio e ha conquistato un magico oro.

 

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Un’estate ricca di impegni e soddisfazioni per la cantautrice Francesca Incudine

Dopo aver vinto la quinta sessione del premio InCanto e premio per il miglior testo con le canzoni iettavuci, l’inedita Comu fussi picciridda e la cover Nomadi di Juri Camisasca, Francesca ha infatti ricevuto il premio Indiegeno Fest (festival di musica indipendente partner del premio InCanto), esibendosi a Patti (Messina) in cartellone accanto agli Afterhours ed Eugenio Finardi.
Lo scorso 8 agosto ha poi conquistato il podio del concorso nazionale Botteghe d’autore, aggiudicandosi sia il primo premio che il “miglior arrangiamento” con il brano Linzolu di mari, un testo “dedicato a tutti coloro che non contano niente e che continuano a morire nelle traversate del Mediterraneo, un mare che si fa lenzuolo, appiglio, speranza, morte”, come spiega la stessa autrice. La sua esibizione ha colpito per la raffinatezza strumentale e l’impatto emotivo che ha regalato al pubblico: “Se fino a qualche anno fa – ha commentato l’operatore culturale in giuria Dario Zigiotto – Francesca lasciava percepire la sua commozione quando saliva sul palco, oggi dimostra una grande padronanza e riesce a trasmettere con potenza tutta l’emozione della sua musica e delle sue parole al pubblico”. Grazie a questa vittoria, l’artista ennese è stata citata da diversi giornali web, compresi ilfattoquotidiano.it.
 
Accompagnata ad Albanella, in Cilento, dai musicisti Carmelo Colajanni (fiati), Manfredi Tumminello (chitarra) e Giorgio Rizzo (cajon), Francesca Incudine è stata la protagonista di una serata che ha avuto come padrino Peppe Barra e che ha visto in giuria oltre a Zigiotto, giornalisti, critici musicali e operatori culturali come Roberta Balzotti, Paolo Talanca, Alessia Pistolini, Annino La Posta e Gaetano D’Aponte.
 
La cantautrice, accompagnata dal suo ensemble che contempla anche i musicisti Salvo Compagno (percussioni) e Raffaele Pullara (fisarmonica e mandolino), per tutta l’estate è impegnata con i live del progetto iettavuci, nome del suo primo cd prodotto da Finisterre e diretto artisticamente da Mario Incudine, ma è anche l’ospite musicale del tour A seggia, canto e danza streusa, spettacolo della Compagnia Tecne diretta dal coreografo Alosha, e della performance DanzaEtnie curata da Arte Balletto Pedara e dalla Compagnia Tecne. Cantante nello spettacolo “Frida, (in)perfetta bellezza” di e con Elisa Di Dio, prodotto dalla Compagnia dell’Arpa, Francesca si è già esibita all’interno del Festival del cinema di Frontiera di Marzamemi (Siracusa) e sarà tra i protagonisti della stessa pièce che approderà ad ottobre al teatro Garibaldi di Enna. La sua esibizione live sarà inoltre ospitata a settembre anche all’interno del Taobuk ed è attesa a L’asino che vola, a Roma, il prossimo 20 settembre per la finalissima nazionale del premio InCanto.
 
“Sto iniziando a raccogliere i frutti di tanto duro lavoro, affiancata dai miei straordinari musicisti – confida Francesca Incudine – i festival a cui partecipo mi danno la possibilità di entrare in contatto con nuove realtà, altri artisti, esperti del settore, facendo veicolare la mia musica. Sono diversi già i brani inediti che presento al pubblico e, in attesa di incidere un nuovo cd, mi preparo a registrare il singolo Linzolu di mari, brano che racchiude l’essenza del mio nuovo percorso artistico che amalgama la lingua siciliana a quella italiana”.
 
 
Ecco le date dei suoi prossimi impegni:
 
16 agosto: iettavuci live, ore 21.30 piazza Vittorio Emanuele, Nicolosi (Catania)
 
17 agosto: iettavuci live, ore 21.30 Residence Blanco, Campofelice di Roccella (Palermo)
 
18 agosto: A seggia feat Francesca Incudine, ore 21.30 piazza Umberto I, Petralia Sottana (Palermo)
 
19 agosto: A seggia feat Francesca Incudine, ore 21.30 piazza centrale, Ganci (Palermo)
 
2 settembre: DanzaEtnie feat Francesca Incudine, ore 21 area Expo, Pedara (Catania)
 
10 settembre: iettavuci trio all’inaugurazione del vEyes Land Onlus, ore 17 via Mongibello, Fornazzo (Catania) – ingresso a inviti
 
13 settembre: iettavuci live al TaoBuk, ore 21.30, Taormina (Messina)
 
20 settembre: Finalissima Premio InCanto, ore 21 L’asino che vola, Roma
 
24 settembre: iettavuci live, ore 21 Al Kenisa, Enna
 
15 ottobre Francesca Incudine in Frida (In)pefetta bellezza, ore 21 teatro Garibaldi, Enna – a cura della Samot Onlus, ingresso a inviti

 

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Ventuno medaglie, 21 storie. A Rio vince l’Italia ‘silenziosa’ che non molla

Mi sono goduta tutto. Tuffo per tuffo. Ho saltato per me. Ho dato tutta la mia vita a questo sport. Ora basta, ne comincia una nuova". La giornata di grazia dell'Italia ai Giochi di Rio è nelle parole che Tania Cagnotto scandisce con leggerezza. La tensione della gara non c'è più, è svanita quando la canadese – fino allora rivale durissima – ha fallito l'ultimo salto e le ha consegnato la medaglia di bronzo che vale come un oro. Il secondo podio dopo l'argento che aveva conquistato assieme a Francesca Dallapé, nel sincro da 3 metri. Quello della maledizione svanita e di silenzi troppo duri da raccontare. Negli occhi ha la pace e un velo di tenera tristezza, perché sa che è finita lì, in Brasile, l'avventura agonistica. Quando esce dall'acqua ha il volto sereno e sorridente. Ce l'ha fatta, nulla ha più da chiedere a se stessa. E' il momento di voltare pagina. Ognuno sa quand'è giunta l'ora.

Il bronzo nei tuffi e poi l'argento nella spada, con l'Italia che in finale viene surclassata dalla Francia. Dal trampolino alla pedana, di corsa. La notte italiana sfuma sulla delusione degli azzurri che si ‘accontentano' del secondo posto. In altri tempi, avremmo considerato l'esito (quasi) come una sconfitta ma il bilancio olimpico nella scherma non ci consente sottigliezze. Prendi e porta a casa, poteva andar peggio. Eppure tutto sembrava iniziato sotto ben altri auspici con Fiamingo e Garozzo che avevano rispolverato l'ardore e l'orgoglio di una tradizione vincente. Il resto è sembrato solo un brutto incubo che ha risucchiato le nostre speranze/certezze legate al fioretto.

Più ‘Fede'. Sì, ne sarebbe occorsa molto di più e anche un pizzico di forza maggiore per domare la carica delle ‘millenials' che hanno fatto la rivoluzione generazionale in vasca. Katie Ledecky (19 anni) e Penny Oleksiak (16 anni) hanno portato il nuoto in un'altra dimensione, cannibalizzando le avversarie ‘più vecchie'. E' successo perfino a un semi-dio come Phelps, battuto dal ragazzino – il coreano Schooling – che quindici anni fa gli chiedeva l'autografo e una foto ricordo mentre a Rio s'è tolto lo sfizio di mettere in fila lui e un altro mostro sacro come Chad Le Clos.

Il campione di Baltimora ha lasciato il segno nella storia dello sport. Chissà, forse passeranno altri duemila anni prima che un ‘Leonida del futuro' spodesti dal trono millenario l'americano che nel 2012, dopo Londra, aveva annunciato il ritiro ma non era pronto ad accettarlo. Adesso che è finalmente in pace con se stesso può lasciarsi una vita alle spalle. Quella di ‘Greg' Paltrinieri, invece, è appena iniziata. Il volto pulito del ‘ragazzo' che trionfa nella 1500 stile libero restituisce al nuoto azzurro fiducia. Senza quell'oro la foto della Pellegrini che appare fragilissima dopo aver fallito la sua gara principe avrebbe fatto da epitaffio alla nostra esperienza ai Giochi. La portabandiera del Paese che s'arrende senza combattere e volta le spalle ai suoi tifosi (come sembrava nello scatto su Instagram) con lo sguardo perso nel vuoto: no, non poteva essere questa l'icona dell'Italia in Brasile.

Possono esserlo, invece, le espressioni genuine e un po' imbarazzate di Bacosi e Cainero, le loro storie semplici che un Guareschi dei nostri tempi avrebbe tratteggiato nella provincia laboriosa: donne, mamme, sportive, campionesse. Chi l'ha detto che non si può essere tutte queste cose assieme? Chi l'ha detto che l'una debba per forza escludere l'altra? "Essere mamma è un valore aggiunto, non una penalizzazione". In un Paese che ha tradito i propri figli, gettando sulle loro spalle un fardello pesantissimo, le loro vittorie sono un invito a non mollare. Mamma ce l'ha fatta, puoi farcela anche tu. E così Rossetti, figlio d'arte, è arrivato laddove papà Bruno non è giunto: a Gabriele è andata la medaglia d'oro che il genitore vide solo dal gradino più basso del podio a Barcellona '92. Campriani ha addirittura concesso il bis portando a casa il metallo più prezioso per la seconda volta. Tutti nelle specialità del Tiro, che sia a segno o a volo.

Sembra fatto apposta: in un'Italia che fatica a guardare poco oltre la punta del proprio naso, che tutto cambia perché nulla cambi, un terzo dei trofei conquistati (7 su 21 complessivi – 7 ori, 8 argenti, 6 bronzi) arriva da coloro che hanno centrato l'obiettivo con pochi soldi in tasca, un flash di notorietà e solo tanta forza d'animo. E' l'Italia silenziosa di coloro che vincono, fanno la storia poi tornano alla vita di tutti giorni e riprendono a combattere. Ma senza ricevere medaglie.

 

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AGIRA: Riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica del titolo di ”Città”

Il comune di Agira è stato insignito dal Presidente della Repubblica del titolo onorifico di “Città”. A darne la comunicazione ufficiale è stato il sindaco di Agira On. Maria Greco in occasione dei saluti finali, dopo la celebrazione eucaristica presieduta dall’ Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice, in occasione dei festeggiamenti del santo patrono di Agira.

“ Oggi – ha detto il sindaco Maria Greco – è per tutti noi una grande gioia aver accolto Lei, nuovo Arcivescovo metropolita di Palermo, scelto da Papa Francesco come primate della chiesa siciliana ma soprattutto aver ascoltato le sue parole e il suo alto magistero vescovile che ci sprona a vivere con maggiore intensità e impegno il messaggio evangelico riflesso nella santità del nostro santo protettore, è con sentimenti di gioia e grande emozione – ha proseguito il sindaco Maria Greco – che colgo l’ occasione per annunciare ufficialmente che con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’ Interno è stato assegnato al nostro comune il titolo onorifico di “Città”, Agira dopo l’ iter burocratico durato alcuni anni è finalmente insignita secondo le leggi della Repubblica Italiana del titolo di Città, un’ onorificenza – ha concluso Maria Greco – concessa ai soli comuni ricchi di storia, monumenti e soprattutto per l’ attuale importanza, un’ evento di natura civile importante che verrà celebrato con diverse iniziative culturali.”

L’ annuncio da parte del sindaco del titolo di Città concesso ad Agira è stato accompagnato da un lungo applauso da parte dei presenti e di tutti i pellegrini confluiti ad Agira in occasione della festa di San Filippo.
L’ On. Maria Greco ha colto l’ occasione inoltre per fare una richiesta all’ Arcivescovo di Palermo.   “Nei secoli la testimonianza evangelica di San Filippo – ha detto il sindaco Maria Greco – ha ravvivato la fede degli agirini, oggi come allora nuovi testimoni accanto a San Filippo sono “fari luminosi” che ci insegnato amore e cristiana testimonianza, colgo l’ occasione nella qualità di Arcivescovo di Palermo per chiederle di concedere ad Agira per un breve periodo le reliquie del Beato Pino Puglisi, insigne testimone e martire della fede ma anche dell’ impegno civile.”
La proposta è stata accolta, inoltre Mons. Lorefice rivolgendosi al parroco dell’ Abbazia Don Giuseppe La Giusa ha assicurato la concessione di una reliquia da venerare in parrocchia.  
Presente alla celebrazione eucaristica anche l’ Assessore Regionale alla Famiglia e Politiche Sociali On. Gianluca Miccichè. “Oggi è una giornata di festa per Agira – ha detto l’ assessore Miccichè – non solamente dal punto di vista religioso ma anche civile, il comune per la sua storia e la sua importanza è stato riconosciuto “Città” ho ritenuto personalmente opportuno partecipare alla celebrazione e manifestare la vicinanza della Regione Siciliana ad un evento storico di notevole rilevanza per tutta la comunità agirina”

 

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On. Alloro: L’assessore Gucciardi in visita alla struttura riabilitativa dell’ex CISS di Pergusa

“Ho interessato personalmente l’Assessore alla Salute, On. Baldo Gucciardi, della vicenda riguardante la struttura riabilitativa realizzata presso l’ex CISS di Pergusa ed il suo completamento, e lo stesso sarà presente a Enna nei prossimi giorni per effettuare una visita e rendersi conto di persona dello stato dell’arte”. Questo il commento dell’On. Mario Alloro all’iniziativa portata avanti dal Gruppo Parlamentare del Movimento Cinque Stelle che ha per oggetto la futura realtà riabilitativa pergusina. “L’Assessore Regionale Gucciardi – aggiunge Alloro – si è dimostrato entusiasta della possibilità di attivare in tempi brevi i 150 posti di riabilitazione previsti nella struttura dell’ex CISS, che contribuirebbero in maniera sostanziale ad ottemperare alle esigenze in materia previsti dalla rete di riabilitazione siciliana”. “Nei prossimi giorni – conclude il parlamentare ennese – visiteremo con l’Assessore la struttura per capire come rendere disponibili e operativi questi posti e l’intera struttura nel minor tempo possibile”.

 

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Copasir: “Possibile che miliziani Isis arrivino coi barconi”

Dopo la liberazione della città libica di Sirte il rischio che il nostro paese possa essere raggiunto da miliziani dello Stato Islamico sarebbe concreto. E' quanto afferma in un'intervista rilasciata all'Agi Giacomo Scucchi, presidente del Copasir, spiegando che "lo scenario è completamente cambiato e cresce oggettivamente il rischio che dei combattenti possano fuggire in Europa anche via mare". L'uomo alla guida del Comitato Parlamentare per la sicurezza della Repubblica aggiunge:  "A lungo è stato altamente improbabile, se non impossibile che Daesh facesse viaggiare suoi affiliati sui barconi, esponendo ai rischi oggettivamente alti della traversata uomini su cui aveva investito in tempo e soldi". Oggi tuttavia si è "in pieno caos, e nella fuga dalla Libia quelli che non sono diretti verso sud potrebbero anche decidere di tentare la carta del viaggio in mare verso l'Europa. Sono cani sciolti, gente allo sbando, che scappa – sottolinea Stucchi – poi si tratta di capire quali intenzioni ha chi dovesse davvero arrivare in questo modo: semplicemente far perdere le proprie tracce oppure voler continuare a ‘combattere' in nome della propria causa?". Il condizionale è d'obbligo e lo stesso non fornisce informazioni di pericoli concreti, bensì un'opinione.

Per quanto riguarda le minacce a Roma lette sui muri della stessa Sirte, per il presidente del Copasir "vanno lette nell'ottica della propaganda fatta da Daesh negli ultimi anni e negli ultimi mesi, soprattutto in Libia. Nel mirino c'è l'Occidente in genere con tutti i simboli che il sedicente Califfato intende abbattere, e Roma come culla della cristianità è un bersaglio come qualsiasi altra città degli ‘infedeli'". In merito alla possibile presenza nel milanese di miliziani  libici, tunisini e sudanesi, di cui parlerebbero i servizi di Tripoli, Scucchi spiega: "La situazione è attentamente monitorata dalle nostre forze dell'ordine e dalla intelligence. Ci sono state delle inchieste e altre sono in corso ma in diversi casi potrebbe anche trattarsi di elementi solo di passaggio, che sono stati in certe zone e che adesso si trovano da tutt'altra parte".

Scucchi prosegue: "Vedo anche su Internet offerte di vacanze a prezzi decisamente bassi ma in aree sicuramente a rischio: io farei grandissima attenzione prima di prenotare". Il presidente del Copasir spiega: "Prima di farsi tentare da offerte stracciate per mete pericolose – ribadisce Stucchi – è il caso di consultare il sito della Farnesina", che nella sezione ‘viaggiare sicuri' da' indicazioni dettagliate sui Paesi da evitare o comunque sui comportamenti da seguire in certe situazioni.

 

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Sospesa l’occupazione dell’aula consiliare da parte dei dipendenti dell’Oasi di Troina

Con l’incontro pubblico svoltosi ieri pomeriggio alle 18.30 in una piazza Falcone e Borsellino gremita di cittadini troinesi, l’incombere della stanchezza e l’approssimarsi del Ferragosto, parte dei 700 dipendenti dell’Oasi Maria Santissima che da martedì avevano occupato pacificamente l’aula consiliare del Comune, ha sospeso la protesta, pur mantenendo lo stato di agitazione.

Ai lavoratori dell’Ircss, che chiedevano il pagamento di almeno tre mensilità pregresse, l’azzeramento dei vertici aziendali con conseguente stesura di un nuovo piano industriale della struttura e la riorganizzazione gestionale dei servizi, a oggi infatti sarebbero state liquidate solo i due stipendi di febbraio e marzo 2016.
Ieri mattina  – nel corso dell’incontro svoltosi con il sindaco Fabio Venezia e i sindacati aziendali e provinciali Uil Fp, Cisl Fp, Cgil e Nursind – il direttore generale dell’Asp 4 di Enna Giovanna Fidelio ha assunto l’impegno di verificare che venga pagato all’Istituto anche il mandato di luglio.
“Qualora entro lunedì 22 agosto prossimo non riceveremo risposte chiare e esaustive in merito alla terza mensilità richiesta e alle dimissioni delle direzioni aziendali dell’Irccs – dichiarano le organizzazioni sindacali e provinciali Cisl Fp, Uil Fp, Cgil e Nursind dell’Oasi – , la protesta non rientrerà, ma proclameremo una giornata di astensione dal lavoro dei dipendenti”.

 

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Palio dei Normanni – Oggi la quintana del Saraceno al campo sportivo. Prevista pioggia.

Oggi pomeriggio a partire dalle 16.00 al campo sportivo si affronteranno i quattro quartieri storici della città per decidere chi si aggiudicherà la 61esima edizione del Palio dei Normanni. Ieri, sotto una pioggerellina insistente, si è svolta la cerimonia della consegna delle chiavi della città al Conte Ruggero. Per oggi il meteo prevede pioggia tra le 18.00 e le 20.00. 

Le squadre dei Cavalieri che rappresentano i quattro quartieri della città si affrontano in una gara che prevede quattro prove. Con i cavalli al galoppo dovranno colpire lo scudo del saraceno con una mazza, poi con una lancia e, successivamente, infilzare un anello. Nell'ultima prova, quella decisiva, dovranno con un giavellotto colpire un bersaglio posto a 5 metri d'altezza.

Tutto sul palio dei Normanni (CLICCA QUI)

 

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Riduzione dei servizi e crescita della povertà. Le responsabilità del governo locale

Il sabato del villaggio di Camelo Nigrelli.
 

Ieri sono stati diffusi i dati del rapporto McKinsey Global Institute, una delle più importanti società di ricerca al mondo. Il titolo, “Più poveri dei genitori? Una nuova prospettiva sull'ineguaglianza dei redditi”, traccia un quadro impietoso dell’ultimo decennio che ha sconvolto l’ordine economico. Le famiglie dei nostri figli, per la prima volta dal Dopoguerra, saranno più povere delle nostre e, in alcuni casi, di quelle dei nostri genitori. Un mio caro amico, Alfonso Catalano, attento economista e Ragioniere capo del comune di Piazza fino a quando l’attuale amministrazione ha deciso di non utilizzare più le sue straordinarie competenze, già venticinque anni fa diceva che il mondo occidentale e l’Italia in particolare, stavano vivendo al di sopra delle loro possibilità e presto sarebbe stato chiesto il conto. La crisi iniziata nel 2008, ma di cui si avevano avvisaglie già da qualche anno prima, ne è la prova.

L’analisi di McKinsety, estesa ai 25 principali Paesi del mondo, mostra che l’Italia è quello in cui questo dramma generazionale è più devastante.
Secondo questo studio il 97% delle famiglie italiane, tra il 2005 e il 2015, o non ha migliorato la sua condizione economica o si ritrova con un reddito diminuito.
Lo studio dimostra che i Paesi dove la crisi mondiale si è sentita meno, per esempio la Svezia che è quello con il dato migliore (solo una minoranza del 20% sta patendo questa diminuzione di ricchezza), sono quelli in cui l’intervento pubblico è stato mantenuto ad alti livelli o aumentato.
L’Italia è ultima anche perché, secondo quanto risulta da questa indagine, non solo non c’è stato un aumento delle politiche sociali, ma anzi si è assistito a una loro riduzione, sia da parte del governo centrale, che da parte di quelli regionali e locali. In altre parole si sta facendo pagare la crisi alle fasce più deboli, con differenze, tra governi di destra e di sinistra, non sempre significative.
La questione riguarda anche i poteri locali che, nonostante le drastiche riduzioni dei trasferimenti da parte dello Stato e delle regioni, hanno dei margini di manovra che consentirebbero di contribuire alla riduzione delle diseguaglianze o a mantenere o ampliare i servizi da erogare alle fasce di popolazione in difficoltà
L’estensione dei servizi sociali, inoltre, non solo crea posti di lavoro, ma migliora in generale la qualità della vita dell’intera comunità e, perfino, l’appetibilità di una località se essa è anche meta turistica.

Per questi motivi, pur nel quadro generale negativo, l’amministrazione locale avrebbe potuto fare qualcosa, anche di strutturale. Così non è andata negli ultimi tre anni.
Facciamo alcuni esempi.
Il centro Alzheimer sovracomunale, che era stato finanziato nell’ambito del PIST con una somma di circa 300 mila euro per essere attivato presso la casa di Riposo S. Giuseppe, non solo avrebbe offerto servizi ai malati come occasioni di socializzazione e programmi di trattamento terapeutico per stimolare e potenziare le loro capacità, migliorandone la qualità di vita sul piano fisico, funzionale, sociale, emotivo e psicologico, ma avrebbe dato un sollievo significativo alle famiglie. Inoltre parte del personale della Casa di riposo avrebbe lavorato per quel centro riducendo le difficoltà dell’IPAB, accanto ad altro personale con diverse professionalità. L’amministrazione in carica ha deciso di restituire il finanziamento e non realizzare il centro Alzheimer.

Altro esempio, sempre tra i finanziamenti PIST, quello del “Maria Maddalena”, centro residenziale sovracomunale specializzato nell'accoglienza di donne vittime di maltrattamenti e/o abusi, anche con figli. Un investimento di oltre 680 mila euro per ospitare donne che devono essere allontanate da famiglie in cui subiscono violenza e nel quale avrebbero potuto imparare, in appositi laboratori, attività artigianali per rendersi autonome, dunque libere.
Bene. I lavori sono stati completati da qualche mese, il centro è totalmente arredato e attrezzato, ma la gara di affidamento va deserta. Come mai? Perché il comune di Piazza ha sottoscritto in Prefettura, insieme a tutti gli altri comuni della ex provincia, un protocollo con il quale si impegna a ricoverare eventuali donne che hanno bisogno di una struttura di questo genere, nel centro esistente a Barrafranca, gestito da un’associazione di cooperative. Quindi, invece di spingere per l’attivazione del centro realizzato a Piazza (ricordo che nel bando europeo che lo ha finanziato, il progetto si classificò primo a livello regionale) dove potrebbero lavorare 15 persone specializzate e di pretendere la stipula di un protocollo con i comuni della ex  provincia, ma anche di quelli vicini appartenenti ad altre ex province, si eliminano le condizioni per cui il nuovo servizio può essere attivato. Un danno enorme aggravato dal fatto che il centro si trova in un bene confiscato alla mafia e, dunque, la sua attivazione avrebbe un grande significato simbolico.

Un ultimo esempio. L’avvio del servizio di raccolta differenziata ha portato una riduzione dei costi di circa 500 mila euro l’anno, in linea con quanto previsto nel progetto elaborato nel 2012 e posto a base dell’accordo con la SRR di Gela. Tuttavia ci sono evidenti problemi di organizzazione del servizio sulla pulizia degli spazi pubblici dovuto anche alla poca collaborazione di parte della popolazione; problemi che, invece di essere risolti con una diversa organizzazione del servizio, sono stati trasformati in una macchina di produzione di clientele. Ogni tre mesi vengono assunti dalla società alcuni operai per servizi di spazzamento strade. Non si capisce perché ciò sia necessario se, secondo l’ipotesi originaria della SRR di Gela, nel cantiere di Piazza c’erano almeno una dozzina di esuberi, mentre si capisce benissimo come vengono selezionati i beneficiari di questo breve turno lavorativo (basta guardare i video della campagna elettorale 2013 per riconoscerne la maggior parte tra i supporter dell’attuale amministrazione). E si capisce benissimo perché vengono fatti ruotare ogni tre mesi: per allargare la base dei de-voti.

Quello che qui mi interessa è che questo personale ha un costo aggiuntivo rispetto al costo del personale iniziale e che questo costo grava sulle bollette senza un corrispondente miglioramento del servizio e foese in difformità al contratto. Si dirà: si tratta comunque di persone in difficoltà che percepiscono, seppure per un breve periodo, un reddito. È vero, ma la inefficacia del servizio e la loro selezione clientelare trasformano un intervento sociale in ben altro.
Ciò che accomuna esempi così diversi è presto detto: l’assoluto disinteresse alla qualità della vita dei cittadini (coloro che usufruiscono del servizio, coloro che vi lavorerebbero, ma, più in generale, la cittadinanza tutta), ma la lettura di ogni opportunità come occasione di produzione di clientela, fidelizzazione di clientes. Che poi è la stessa politica che induce i cittadini a non pagare le tasse, in particolare quella sulla spazzatura contro la quale qualcuno degli attuali amministratori ha costruito la sua carriera politica. Da un lato le condizioni igieniche della città che non inducono a pagare, dall’altro lo smantellamento dell’ufficio imposte che dovrebbe riscuotere, hanno già prodotto e continuano a produrre un enorme buco in bilancio che è, probabilmente, alla base della mancata approvazione del documento di programmazione economica e finanziaria da parte dei revisori dei conti.
Le conseguenze sono: riduzione del reddito disponibile in città, peggioramento delle condizioni delle fasce interessate dai servizi che si dovrebbero erogare, spinta alla fuga dalla città di chi non trova lavoro.

Carmelo Nigrelli

 

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Il comune di Valguarnera a partire da gennaio stabilizzerà alcuni precari

Il comune di Valguarnera a partire da gennaio stabilizzerà alcuni precari che da anni operano all’interno della struttura comunale. Il sindaco Francesca Draià esprime così la sua grande soddisfazione per questa misura attesa da tempo da numerosi cittadini ma mai realizzata dai suoi predecessori: “Abbiamo portato a compimento l’iter della stabilizzazione dopo che per anni i precari erano stati presi in giro con promesse mai rispettate. Mentre altri comuni per dare un reddito certo a molti lavoratori avviavano i processi di stabilizzazione,  il nostro non riusciva mai ad ottenere il giusto riconoscimento per quel personale che da anni svolge importanti funzioni all’interno dell’apparato comunale senza aver mai riconosciuto il loro diritto alla stabilità. 
Questo rappresenta per me e per la mia squadra  un risultato importante perché dimostra che al centro della nostra quotidiana attività vi è sempre l’interesse dei cittadini con l’obiettivo di soddisfare le loro richieste e le loro aspettative”.
“Adesso non ci resta che attendere la firma del contratto – conclude il Sindaco – sapendo di aver comunque contribuito a portare più serenità in diverse famiglie valguarneresi”

 

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Palio dei Normanni – Aldo Arena diffida Gianlcuca Speranza e Stefano Di Dio

[COMUNICATO STAMPA] Con nota  inviata nella giornata di ieri ai presidenti dei comitati dei  quartieri, al coordinatore generale del Palio dei normanni, nonché per conoscenza al commissariato di P.S. di Piazza Armerina, Aldo Arena nella sua qualità di Priore del Magistrato dei Quartieri, ha diffidato i commissari  Gianluca Speranza  e Di Dio Stefano  a rappresentare l’associazione  nell’alveo della manifestazione.
Oggetto della diffida è la delibera dell’associazione MdQ  del 19.07.2016 con la quale veniva disposta la rimozione dell’attuale Priore e, al contempo, nominati i predetti commissari per la durata di mesi 2 al fine di garantire la rappresentanza dell’associazione medesima.

Aldo Arena, nell’occasione assistito dall’Avv. Giampiero Alfarini, ha contestato integralmente la regolarità dell’adunanza e la legittimità delle determinazioni assunte per manifesta contrarietà allo statuto dell’associazione.
Nella sostanza, afferma il legale, non solo non è stata disposta alcuna convocazione, nemmeno in via informale del Comitato del Quartiere Casalotto per il tramite del suo presidente il quale non ha potuto partecipare all’ordine dei lavori, ma cosa ben più grave, nessuna notifica delle decisioni assunte è stata effettuata nei confronti del mio assistito il quale ha appreso la notizia della sua presunta destituzione (e sostituzione) dagli organi di stampa.
Non è dato sapere inoltre, con quale maggioranza qualificata la delibera sia stata adottata, chi ha partecipato a tale adunanza, né tantomeno se in prima o in seconda convocazione.
Infine, lo  statuto dell’associazione MdQ non contempla, in nessun articolo, la figura del commissario e
Il sig. Di Dio Stefano, non può rivestire alcuna carica all’interno del MdQ  poiché sospeso dalla carica di consigliere del Comitato di Quartiere Casalotto con delibera del 30 Luglio 2016.
La carica di Priore del sig. Arena non è mai stata oggetto di discussione, tanto è vero che lo stesso ha ricevuto regolarmente dal Questore di Enna le prescrizioni a cui attenersi nel corso della manifestazione.
Ritengo, dice Arena, che i sig.ri Speranza e Di Dio non hanno alcun titolo per rappresentare il MdQ e per tale motivo ho avvertito la necessità di tutelarne finalità e buon nome, ultimamente messe a repentaglio da azioni sconsiderate non conformi allo statuto.  

 

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Bombe in Thailandia: 4 morti, 2 italiani tra feriti. Polizia: “Sabotaggio, non terrorismo”

Ci sono anche due italiani tra gli almeno ventidue feriti nelle due esplosioni avvenute in un resort turistico di Hua Hin, a sud di Bangkok, in Thailandia. Si tratta di un ragazzo di ventuno anni, Lorenzo Minuti, curato in pronto soccorso con ferite minori e dimesso già in serata, e di un uomo di cinquantuno anni, Andrea Tazzoli, colpito alla schiena da una scheggia e operato d'urgenza – ma le sue condizioni non sarebbero al momento preoccupanti. Il loro coinvolgimento nell'attentato è stato confermato dalla Farnesina, che ha raccomandato agli italiani presenti in Thailandia di evitare la zona di Hua Hin: "I connazionali si tengano informati sugli sviluppi della situazione e seguano scrupolosamente le indicazioni delle autorità locali" e "in caso di emergenza" contattino "l'ambasciata d'Italia a Bangkok al numero 0066 81 825 61 03".

Quello di ieri è stato un attentato in serie: almeno altre cinque bombe sono esplose in altrettante località costiere, provocando in tutto quattro morti. Nelle prime deflagrazioni,  avvenute nel resort tra Fa Pha Intersection e Soi Bintabaht, sedi di numerosi bar e ristoranti frequentati da turisti stranieri, è morta una commerciante thaliandese e altri quattro negozianti sono rimasti feriti in modo gravi. In tutto ci sono ventidue persone ricoverate, tra cui almeno nove turisti stranieri: accertate due donne inglesi e una giovane ragazza tedesca di circa 20 anni.Un corrispondente della BBC ha spiegato che le bombe sarebbero esplose a una distanza di 50 metri l'una dall'altra, ma a 30 minuti di distanza, non simultaneamente.

 

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Il dott. Antonino Pietro Romeo è il nuovo Questore di Enna

 Il dott. Antonino Pietro Romeo, Dirigente Superiore della Polizia di Stato, il 22 agosto prenderà servizio in Questura, assumendo formalmente le funzioni di Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza. L’alto Funzionario della Polizia di Stato, designato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, succede al dott. Enrico De Simone trasferito a Teramo dal 14 luglio scorso, quale Questore. Il dott. Romeo vanta una brillante carriera nel ruolo dei funzionari della Polizia di Stato. Questi i passaggi salienti del suo significativo percorso professionale. Reggino, 56 anni, è entrato nell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza nel 1988, coniugato con un avvocato, è padre di due figli.

Gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana. Abilitato Avvocato e giornalista pubblicista. Ha recentemente frequentato il corso di Alta Formazione presso la “Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia” con il conseguimento del titolo per l’avanzamento in carriera nella qualifica di Dirigente Superiore. Al termine del Corso, ha conseguito il Master Universitario di secondo livello in “Sicurezza, Coordinamento Interforze e Cooperazione Internazionale” presso la Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. In precedenza il Questore Romeo ha prestato servizio alla Questura di Reggio Calabria ove per 4 anni ha svolto le delicate funzioni di Vicario del Questore.

Prima, promosso Primo Dirigente, ha svolto le funzioni di Capo di Gabinetto alla Questura di Reggio di Calabria, per 8 anni, ove ha gestito servizi di ordine e sicurezza pubblica connessi ad importanti manifestazioni sportive, che hanno visto la squadra di calcio reggina impegnata nel campionato di serie A e ad eventi di particolare rilievo nazionale ed internazionale, tra i quali un Consiglio dei Ministri. Ha gestito anche i servizi di o.p. all’indomani dell’uccisione dell’On. le Fortugno assassinato mentre svolgeva l'incarico di vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria. In ragione dell’alta professionalità mostrata in seno alla delicata attività di governo e gestione dell’ordine pubblico, il dott. Romeo è stato insignito di note di merito in relazione ai servizi più impegnativi svolti. Nel corso dell’incarico di Capo di Gabinetto è stato anche Portavoce del Questore e Responsabile dell’ufficio Stampa della Questura di Reggio Calabria. Ha conseguito tre Master di Comunicazione. E proprio alla Questura reggina, nel 1988, dopo aver superato il concorso per funzionari della Polizia di Stato, fu assegnato da Vice Commissario. Nel corso della carriera ha diretto anche, per un breve periodo, la Digos Distrettuale di Reggio Calabria, e, agli albori del brillante percorso professionale, l’Ufficio Tecnico Logistico e l’Ufficio del Personale, oltre al Settore O.P. e Sicurezza pubblica, ed alla Sala Operativa dell’UP.G. E S.P., a testimonianza della lunga esperienza maturata anche nel campo dell’attività di controllo del territorio e della cosiddetta polizia di prossimità.

 

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Troina – Presentazione del libro ”La notte di Natale” romanzo dello scrittore Giuseppe Ardito

 S’intitola “La notte di Natale”, il romanzo dello scrittore napoletano Giuseppe Ardito, edito da Guida.editori, che sarà presentato sabato 13 agosto prossimo, nell’ambito delle manifestazioni in programma per la quarta edizione della notte bianca, alle ore 23.00 nella cappellletta della chiesa di San Matteo. A moderare l’incontro in cui, oltre l’autore, interverranno il giornalista Pino Scorciapino e il professore Silvestro Livolsi, l’assessore all’istruzione Carmela Impellizzeri. “Abbiamo ritenuto opportuno dare spazio ancora una volta alla cultura – ha spiegato l’assessore Impellizzeri – , facendo conoscere alla città e ai nostri concittadini la storia di un napoletano innamorato della comunità troinese e della sua storia e identità. Un’occasione per conoscere il nostro passato e riscoprire le nostre origini e la nostra storia”. Il libro, ambientato in Sicilia tra Bronte e Troina, racconta una storia d’amore sullo scorcio storico dell’unità d’Italia e dei moti mazziniani del 1860.

 

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Troina – Sabato 13 agosto ”La notte bianca”

 Fervono i preparativi per la notte più lunga dell’anno che sabato prossimo, dall’alba al tramonto, animerà la città di musica, cultura, arte e shopping. Grande attesa per l’evento cult dell’estate troinese, giunto ormai alla sua quarta edizione, che quest’anno si terrà nel quartiere “San Basilio”, dove si svolgerà il ferragosto 2016. A ospitare la kermesse – che negli anni precedenti ha registrato un grande successo, richiamando un folto numero di turisti e troinesi – saranno le lunghe vie Nazionale, a partire dall’incrocio con via San Silvestro e viale Vittorio Veneto, e Umberto, fino a quello con via Pintaura.

Lo start è previsto a partire dalle ore 21.00, per poi concludersi alle prime luci dell’alba di domenica 14 agosto. Oltre 50 i commercianti della zona che hanno aderito all’evento organizzato dal Comune, che rimarranno aperti tutta la notte, effettuando sconti speciali in determinati orari. Spazio alla musica, che farà da padrona allietando le ore piccole con un’offerta vasta e variegata sia per i più grandi che per i più giovani, con esibizioni jazz, pop, rock e liscio. Ben 18 i gruppi musicali che si alterneranno nelle 6 postazioni di viale Vittorio Veneto, Via Nazionale, piazza Angelo Majorana, Piazza Giacomo Matteotti e nelle due piazzette Giacomo Lo Cascio e Salvatore Schinocca, site lungo via Umberto, tra i quali anche la banda musicale e le scuole di danza troinesi. E ancora giocolieri, trampolieri, mangiatori di fuoco e artisti di strada, che si esibiranno alternandosi lungo il percorso e le varie postazioni. Spazio anche alla cultura con la presentazione, alle ore 23.00 nella cappelletta della chiesa di San Matteo del libro di Giuseppe Ardito “La notte di Natale” e, infine, discoteca sotto le stelle fino all’alba in viale Vittorio Veneto, piazza Angelo Majorana e piazza Giacomo Matteotti. “Confidiamo anche quest’anno nell’ottima riuscita della manifestazione – ha dichiarato l’assessore al turismo e allo spettacolo Giuseppe Macrì – e, proprio per questo, invitiamo tutti i cittadini e i commercianti alla partecipazione e alla collaborazione. Vi aspettiamo numerosi per animare di vita, luci, musica e spettacolo la nostra città”.

 

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Enna – Università Dunarea: Il dr. Fabizio Pulvirenti replica alla Prof.ssa Valvo

Qualche giorno fa sono state pubblicate su una nota testa online ennese (che ha rifiutato inspiegabilmente – ma neanche troppo – di diffondere qualsiasi replica) le dichiarazioni relative alla vicenda Fondazione Proserpina – Università Dunarea De Jos di Galati versus MIUR; leggendo le dichiarazioni della professoressa Valvo, docente di Diritto Europeo all’Università Kore di Enna e laureata a Roma, a “La Sapienza”, un vero luminare del diritto europeo, ho sinceramente pensato che le sue argomentazioni fossero davvero inconfutabili, solide, inattaccabili: l’esposizione del “diritto di esistere” con dovizia di particolari, di codici, di sentenze della Suprema Corte Europea è un’impresa che solo un “titano” di tale spessore culturale e professionale può compiere.

E, in quel momento, mi sono arreso alla constatazione dell’efficienza di tale “macchina da guerra” fatta scendere nel campo di battaglia per bilanciare (anzi, per sbilanciare) quelle poche voci critiche sull’argomento. Ho anche pensato che – alla fine – non ne valesse la pena, che, davvero, si potesse trattare di ragionamenti troppo al di fuori della mia mentalità strettamente scientifica e positivista e che, in ultima analisi, potrebbe davvero trattarsi, come da qualcuno sostenuto, di “chiacchere da parrocchia”. Poi, però, mi sono soffermato su alcune dichiarazioni della Fondazione Proserpina, dell’attacco che si intende sferrare all’istituzione statale deputata alla formazione e, allora, ho riletto più e più volte sia il testo prodotto dalla professoressa Valvo che quello della Fondazione ma anche le posizioni del MIUR; e i conti hanno cominciato a non tornare.

Perché, infatti, queste affrettate manifestazioni di vittoria sul Ministero? Perché queste ostentate dichiarazioni di validità dei titoli? Perché – addirittura – la minaccia di richieste di risarcimenti milionari? Che ci possa essere un vulnus che mi possa essere sfuggito? Partiamo dai fatti. Il MIUR incoa un ricorso al Tribunale di Caltanissetta depositato il 3 novembre 2015 (procedimento n. 2703/2015) esitato il 2 febbraio 2016 nell’ordinanza che, di fatto, rigetta il ricorso proposto dal MIUR, con relativa condanna alle spese. Il MIUR, successivamente a tale ordinanza sfavorevole, presenta reclamo, sempre al Tribunale di Caltanissetta (730/2016 R.G.) che, con articolate argomentazioni, pur riconoscendo fondate le doglianze del MIUR relativamente al fumus boni iuri, lo respinge, motivando tale decisione con la mancanza del periculum in mora (inteso come pericolo di un pregiudizio imminente ed irreparabile connesso al decorso del tempo necessario a ottenere tutela in via ordinaria).

Nella sua brillante e affascinante esposizione la professoressa Valvo sostiene, in via preliminare, che “sia in primo che in secondo grado il Tribunale di Caltanissetta ha respinto le richieste del MIUR di bloccare i Corsi di medicina e chirurgia e professioni sanitarie svolti ad Enna in aula remota dall’Università rumena Dunarea de Jos sul presupposto della infondatezza delle richieste del Ministero”. Ora, rileggendo l’ordinanza del 19 luglio, appare chiaro che, per il Tribunale di Caltanissetta, l’unica o, almeno, la più importante richiesta del MIUR che risulta infondata è il carattere di urgenza (tale da giustificare il ricorso ex art. 700 c.p.c.) ma, per la Corte nissena, e cito l’ordinanza, “deve riconoscersi, diversamente da quanto ritenuto dal Giudice di prime cure, la ricorrenza nella pretesa del MIUR del presupposto del fumus boni iuri”. Per cui, per i comuni mortali che masticano poco di diritto, il MIUR potrebbe avere ragione ma, non essendoci immediato pericolo di pregiudizio irreparabile dovuto ai tempi di svolgimento del giudizio ordinario, per il momento il Tribunale di Caltanissetta concede la prosecuzione dei corsi rimandando all’eventuale giudizio di merito ordinario stabilire se questi siano o non siano legittimi e, in tal caso, ritengo da osservatore non tecnico, quali misure adottare a tutela degli studenti che hanno affidato la loro preparazione professionale alla Dunarea De Jos. Ma c’è di più.

La professoressa Valvo richiama incessantemente l’articolo 49 del TFUE che, per l’appunto, disciplina la libertà di stabilimento di una azienda (e la professoressa ha dimostrato che corposa giurisprudenza europea equipara le Università alle Società di lucro) e specifica, a chiarimento, che tale articolo «è una norma provvista di effetto diretto che vieta “le restrizioni alla libertà di stabilimento dei cittadini di uno Stato membro nel territorio di un altro Stato (membro)”». Tuttavia l’articolo 49 del TFUE recita anche che tale “libertà di stabilimento” avviene “alle condizioni definite dalla legislazione del paese di stabilimento nei confronti dei propri cittadini, fatte salve le disposizioni del capo relativo ai capitali” che, per chi come me digerisce male la lingua ostica del diritto, dovrebbe significare che se io volessi installare una attività in uno Stato membro sono tenuto a osservare le condizioni di quello Stato al pari di tutti gli altri cittadini (nativi o meno).

Ora, mi è sembrato di capire che, mentre per la professoressa Valvo ciò che legittima le lezioni tenute nei locali della Fondazione Proserpina, in aula remota, dall’Università Dunarea De Jos è proprio tale diritto di stabilimento, per il MIUR le delegittima l’inosservanza delle norme che regolamentano l’accesso agli studi universitari di Medicina e Chirurgia in Italia, il famigerato “numero chiuso” – a proposito del quale si può discutere se sia, a sua volta, legittimo oppure no (e, personalmente, lo eliminerei rimandando il ruolo di filtro ai docenti con esami altamente selettivi come lo sono stati, tanti anni fa ormai, allorché anch’io sono stato universitario, nel mio Ateneo e come, ne sono certo, lo sono stati almeno in egual misura, se non addirittura maggiore, a “La Sapienza”) –. In considerazione di tali fatti, la Ministro Giannini, da parte sua, si è affrettata a dichiarare che «non c'è qualità senza accreditamento dei corsi di studio e nessun accreditamento è stato riconosciuto all'Università romena Dunarea de Jos Galati da parte del ministero dell'Università italiana» (La Repubblica, Edizione di Palermo, 3 febbraio 2016). Ma, anche su questo aspetto, la professoressa Valvo ha, naturalmente, una posizione critica sostenendo che il titolo conseguito in uno dei Paesi Membri dell’Unione Europea, è automatico; come, peraltro, ben specificato nel sito del Ministero della Salute. Analizzando la questione direi che la professoressa Valvo, su tale aspetto, ha quasi ragione. Infatti in Italia l’autorità competente a pronunciare il riconoscimento delle lauree in medicina e in odontoiatria è il Ministero della Salute al quale va presentata apposita domanda utilizzando la modulistica disponibile sul sito internet del Ministero (link http://www.salute.gov.it/ProfessioniSanitariePubblico/); il Ministero della Salute esamina la domanda e, trattandosi di laurea conseguita nella UE, solitamente conclude tale esame piuttosto rapidamente con l’emanazione di un formale decreto di riconoscimento con valore abilitante del titolo che, a questo punto, è omologato e quindi utile per poter ottenere l’iscrizione all’Ordine Professionale. Nondimeno l’analisi del titolo estero ricomprende la cosiddetta “pagella analitica” ovvero l’elenco nominativo degli esami sostenuti in cui sia chiaramente esplicitato, per ciascun esame, la carica oraria, ovvero il numero di crediti formativi.

Inoltre, nel caso dei crediti formativi, in tale “pagella analitica” deve essere precisato il valore, ovvero il peso di ciascun credito formativo in termine di ore/lavoro dello studente. Tale procedura è sufficiente per l’iscrizione a uno dei tanti ordini professionali provinciali e, di conseguenza, per poter esercitare la professione di “Medico-Chirurgo” ma non rende equipollente la laurea ottenuta; ecco perché la professoressa Valvo ha “quasi” ragione. Ma non è tutto. Talvolta, com’è anche specificato nel sito istituzionale del Ministero della Salute, qualora la “pagella analitica” non soddisfi i requisiti “minimi” per ottenere il riconoscimento necessario per ottenere il nulla osta per l’iscrizione all’ordine professionale provinciale di residenza, sono necessarie delle cosiddette «misure compensative» in quanto gli Stati membri dell’Unione Europea conservano la facoltà di stabilire il livello minimo di qualifica utile allo svolgimento della professione al fine di garantire la qualità delle prestazioni fornite sul loro territorio. Da questa deriva, per esempio, l’importanza dell’accreditamento presso il MIUR delle Università Straniere che sfruttano il diritto di stabilimento in Italia, giacché questo stabilisce “a monte” quali debbano essere i requisiti “minimi”.

Ma, al di là di questo, e volendo anche considerare sufficiente il titolo conseguito in una università straniera per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche o per il corso di medicina generale (e, forse, potrebbe non esserlo giacché si tratta di concorsi pubblici), che cosa succede al momento che si vuole spendere il diploma di laurea acquisito in un altro Stato membro in Italia? Com’è specificato nel sito istituzionale del Centro Informazioni sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche (in sigla CIMEA, organo pubblico, che eroga servizi in convenzione con il MIUR; link qui: http://www.cimea.it/default.aspx?IDC=109) per la spendibilità della laurea, almeno per ciò che attiene i concorsi pubblici, è necessario ottenere l’equipollenza o equivalenza del titolo. L’organo istituzionale deputato a tale riconoscimento è il MIUR al quale sono inoltrate le istanze di riconoscimento dell’equipollenza. La comprensione di questa procedura è tutt’altro che immediata e, per brevità, possiamo dire che essa serve a soddisfare le indicazioni contenute nella Convenzione di Lisbona, recepite in Italia con la Legge 148/2002 e a eliminare sperequazioni tra i titoli di studio ottenuti nei Paesi membri.

Quindi è necessario ottenere l’equipollenza ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici (e, personalmente, ritengo pertanto anche per l’accesso alle Scuole di Specializzazione e ai corsi di Medicina di Base in quanto disciplinati da pubblico concorso) che è rilasciata dalle istituzioni universitarie. Sempre sul sito istituzionale CIMEA (link qui: http://www.cimea.it/default.aspx?IDC=113) si apprende che “l’equipollenza è una forma complessa di riconoscimento accademico che si basa sulla valutazione analitica di un titolo di istruzione superiore straniero con lo scopo di verificare se esso corrisponde in modo dettagliato per livello e contenuti a un analogo titolo universitario italiano tanto da poterlo definire equivalente”.

Ora, essendo il Ministero della Salute responsabile delle procedure per le professioni sanitarie, esso è l’organo competente ma si “appoggia” alle sedi universitarie per la soddisfazione dei criteri di equipollenza. Infatti, nel caso in cui non siano garantiti quei requisiti minimi cui si è accennato prima, il Ministero della Salute promuove procedure di integrazione per il riconoscimento di tale equipollenza (link qui: Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati

Palio dei Normanni- Concluse le selezioni dei Cavalieri. Il Casalotto realizza il punteggio più alto

Si sono concluse ieri sera , con la terza giornata, le prove che hanno permesso di selezionare i cavalieri che si affronteranno nella quintana del saraceno. Il punteggio più alto è stato realizzato dal Cavaliere Valentino La rosa  dei  Canali mentre il Casalotto, vincitore dell’edizione dello scorso anno, è il quartiere che si è classificato al primo posto con 725 punti. Domenica prossima, al campo sportivo Sant'Ippolito,  la sfida ufficiale.

CASALOTTO
SELVAGGIO CONCETTO  170
ARENA CHRISTIAN 145 
CAMPAGNA LUIGI 142,5 
CUORE GIUSEPPE 140 
ABATI MORENO 127,5 
(Riserva CAPIZZI ANGELO )
TOTALE 725

CANALI
LA ROSA VALENTINO 177 
PROFETA COSIMO 150
ZUMIA SALVATORE 127.5
GENIO SALVATORE 126 
MARINO ELVIS 122.5
(Riserva  DI SERI DARIO )
TOTALE 703

CASTELLINA
GIUNTA ANGELO 158
CASTAGNA BIAGIO 155
MISTRAZZOSO SALVATORE 130
BONINCONTRO ROBERTO 127,5
 BONINCONTRO SALVATORE 127,5
( Riserva PARLASCINO CHRISTIAN)
TOTALE 698

MONTE
STIVALA CALOGERO 150
FURIERE SALVATORE 140 
CIFALU’ SALVATORE 135 
TAGLIERINO SALVATORE 135
TAGLIERINO IVAN 125
(riserva RIZZO MARIO)
TOTALE 685

TUTTE LE INFORMAZIONI SUL PALIO (clicca qui)
 

 

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Olimpiadi – Doping, il Tas squalifica Schwazer per 8 anni

La mazzata è arrivata, durissima. Come un colpo vibrato tra capo e collo. Verdetto ferale, gli 8 anni di squalifica inflitti dal Tribunale arbitrale dello sport per doping, chiudono in maniera traumatica la carriera di Alex Schwazer. "Sono distrutto", mormora. Una sentenza – come raccolto dall'agenzia Ansa – che conferma la linea dell'intransigenza e della massima severità nei confronti del marciatore alto-atesino, un giudizio che ha spazzato via le tesi difensive presentati dai legali dell'atleta. In camera di consiglio, quindi, ha prevalso la richiesta della Iaaf di sanzionare con un lungo stop le irregolarità emerse a gennaio scorso: allora venne riscontrata una nuova positività a uno steroide sintetico. Cade così ogni illusione di partecipare, sia pure in extremis, ai Giochi di Rio 2016.

Il verdetto è stato emesso a un paio di giorni di distanza da quell'udienza durata diverse ore che Schwazer aveva sfruttato per esporre le proprie ragioni e difendersi rispetto all'ennesima accusa di doping adducendo anche materiale dettagliato quale prova d'innocenza: una documentazione molto minuziosa corredata di schede e suffragata perfino dalle dichiarazioni rese da testimoni ascoltati via skype. Sandro Donati, tecnico del marciatore commenta con amarezza la sentenza: "Non importa quanti anni sono ma che è stata accolta la tesi della Iaaf".

"Otto anni perché recidivo. Siamo delusi ma andremo avanti a trovare la verità con l'esame del Dna e quant'altro sia utile. Aspettiamo di conoscere le motivazioni di una sentenza del genera". E' questa la reazione a caldo, una volta venuto a conoscenza della notizia sulla squalifica d 8 anni inflitta al proprio assistito, dell'avvocato Thomas Tiefenbrunner. Cosa può fare Schwazer? Per continuare la battaglia legale potrà spingersi fino all'ultimo grado di giustizia ricorrendo alla Corte Federale svizzera e facendo richiesta di esame del Dna

Il lato oscuro della vicenda, il test di laboratorio
Un test di laboratorio svolto dopo oltre 3 mesi rispetto a un altro esame che aveva dato esito negativo e il notevole ritardo nella comunicazione all'atleta da parte della Iaaf sono stati i punti oscuri sollevati e sviscerati dagli avvocati dinanzi al tribunale.

 

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Agira – L’Arcivescovo metropolita di Palermo presiederà il solenne pontificale previsto per domani

Su invito del parroco della chiesa dell’ Abbazia di San Filippo Padre Giuseppe La Giusa sarà Mons Corrado Lorefice Arcivescovo metropolita di Palermo a presiedere il solenne pontificale previsto per giorno 12 Agosto in occasione della festa estiva del santo patrono di Agira San Filippo. La celebrazione eucaristica alla presenza del clero, del vicariato e delle autorità locali avrà inizio alle ore 11,00 presso la chiesa dell’ Abbazia. Il programma prevede l’ accoglienza di Mons. Lorefice alle ore 11,45 presso il sagrato della chiesa. Alla celebrazione parteciperanno anche numerosi fedeli provenienti dai paesi dove si venera San Filippo. 
La giornata, che conclude una settimana di festeggiamenti e del triduo in onore del santo patrono, prevede in serata la processione finale dopo la celebrazione eucaristica che alle 19.00 verrà celebrata presso la chiesa di Santa Maria Maggiore alle ore 19,00. “ Ricordare, celebrare e festeggiare oggi la santità di San Filippo – ha scritto padre Giuseppe La Giusa – è far festa per la sua fedeltà, per la sua carità e misericordia San Fillippo e per noi padre e maestro nella sequela di Cristo e ci sprona a camminare sulle sue orme con fedeltà. Oggi come San Filippo dobbiamo essere testimoni credibili di Gesù Cristo capaci di comunicare il dono della fede e di parlare il linguaggio della carità, disposti a spendere ogni energia per il regno di Dio”. Quest’ anno la festa di San Filippo sarà impreziosita dalla presenza giorno 12 di Mons Corrado Lorefice, nominato da Papa Francesco pochi mesi fa Arcivescovo di Palermo e di Mons. Giuseppe Sciacca Segretario del supremo Tribunale della segnatura apostolica e Consultore della Congregazione per la dottrina della fede il quale celebrerà giorno 11 alle ore 19.00 un solenne pontificale presso l’ Abbazia.

Il nuovo arcivescovo di Palermo Mons Lorefice, è nato a Ispica (Rg) il 12 ottobre 1962. Dopo la maturità, entra al Seminario Maggiore di Noto che in quegli anni era ospitato presso il Seminario Vescovile di Acireale, e frequenta lo Studio Teologico S. Paolo di Catania. Conseguito il baccalaureato in Teologia nel 1985, visto il brillante risultato, il Vescovo S.E. Mons. Salvatore Nicolosi lo invia a Roma, presso l’Accademia Alfonsiana, per completare gli studi teologici, ospite presso il Collegio San Norberto dei Padri Premonstratensi. Ottenuta la Licenza in Teologia Morale nel 1988, viene ordinato diacono da S.E. Mons. Salvatore Nicolosi, presso la Cattedrale di Noto, il 26 settembre 1986 e presbitero, dallo stesso Vescovo, nella Chiesa SS. Annunziata di Ispica il 30 dicembre 1987. Conseguita la Licenza all’Accademia Alfonsiana, ha insegnato Teologia Morale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “G. Blandini” di Noto (dal 1988 al 2009), presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Acireale “S. Agostino” (dal 1994 al 2008), presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Metodio” di Siracusa (dal 2010 al 2013) e presso lo Studio Teologico S. Paolo di Catania (dal 1989 come docente invitato, dal 2010 ad oggi come docente incaricato).

 Nel dicembre 2009 consegue il Dottorato in Teologia, discutendo la Tesi dal titolo La Chiesa e il mistero di Cristo nei poveri. G. Dossetti e la formazione del discorso sulla povertà tenuto al Concilio Vaticano II dal card. G. Lercaro. È stato relatore in numerosi convegni teologici e pastorali, ha pubblicato articoli in riviste scientifiche e di testi teologici e pastorali, con un’attenzione particolare ai giovani, ai poveri e al Concilio Vaticano II.

 

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Troina – Occupata a oltranza, dai dipenti dell’Oasi, l’aula consiliare del comune

 Prosegue a oltranza la protesta dei 700 dipendenti dell’Oasi Maria Santissima, senza stipendio da 7 mesi, che da ieri mattina occupano pacificamente l’aula consiliare del Comune.

La decisione è stata comunicata stamane, nel corso di un incontro svoltasi nel palazzo municipale tra il sindaco Fabio Venezia, l’amministrazione comunale e i segretari aziendali Cisl Fp, Uil Fpl e Nursind dell’Irccs.
Nonostante l’Asp 4 di Enna abbia provveduto nella mattinata a sbloccare il mandato di giugno, che entro i prossimi giorni metterà l’Istituto nelle condizioni di poter pagare ai propri dipendenti le due mensilità arretrate di febbraio e marzo 2016, sindacati e dipendenti non mollano la presa.

“Dopo 74 giorni dall’ultimo pagamento – hanno spiegato i sindacalisti – , riteniamo iniqua la liquidazione di sole due mensilità. Continueremo a occupare l’aula consiliare del Comune fino a quando non otterremo da parte dell’Istituto certezze in merito alla terza mensilità di aprile e le dimissioni delle direzioni amministrativa, sanitaria, scientifica e dell’ufficio di staff della presidenza, come già da tempo preannunciate, ma disattese”.
Domani mattina i sindacati aziendali dell’Oasi e il sindaco Fabio Venezia incontreranno il direttore generale dell’Asp 4 di Enna, Giovanna Fidelio, per ringraziarla personalmente per l’impegno e il lavoro profuso a sostegno dei lavoratori.
“Siamo soddisfatti di essere riusciti a sbloccare in una settimana anche la mensilità di giugno – ha commentato il primo cittadino – , ma continueremo ancora a lavorare per cercare di risolvere l’intera vicenda e sostenere con impegno e solidarietà i lavoratori dell’Oasi che stanno attraversando una situazione difficile”.

Lavoratori e sindacati aziendali inoltre, oggi pomeriggio alle 18.30 in piazza Falcone e Borsellino, incontreranno in un dibattito pubblico la cittadinanza troinese, che in questi giorni si è unita a protestare insieme loro, per ringraziarla della disponibilità e della solidarietà dimostrata e per spiegare quanto accaduto e sta ancora avvenendo.

 

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Acquaenna – Qualità dell’acqua: in corso controlli

In riferimento alle molteplici segnalazioni aventi per oggetto la qualità delle acqua in distribuzione nella Città di Enna si comunica che è stato disposto, unitamente ai tecnici del S.I.A.N. dell’ASP di Enna, un campionamento della rete idrica al fine di verificare il rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente, ed i cui relativi risultati saranno resi noti non appena disponibili.
i rende noto, altresì, che relativamente al parametro chimico “Manganese”, la Società Siciliacque – gestore sovrambito – ha comunicato che il dato relativo alle acque provenienti dalla Diga Ancipa, in data 9/08/2016 risulta essere entro i limiti di legge.

ACQUAENNA SCPA IL RESP. DELL'UFFICIO TECNICO ING. ALESSANDRO DOTTORE

 

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Enna – Scuola calcio: Cannarozzo, Bertuccio e Ottimo completano lo staff tecnico

Lo staff tecnico dell'Asd Pol. Progetto Enna Sport 2004 si arricchisce di nuove importanti figure. Il presidente Luigi Di Dio ha, infatti, comunicato che hanno aderito al nuovo progetto della scuola calcio, entrando all'interno dello staff, mister Peppino Cannarozzo, uomo di calcio dalla grande esperienza che sarà il nuovo coordinatore dei tecnici, Mario Bertuccio, ex calciatore della primavera del Perugia che assumerà il ruolo di collaboratore tecnico, e Francesco Ottimo che sarà il nuovo Prosegue, quindi, brillantemente la programmazione della polisportiva in vista della nuova stagione calcistica.

Cannarozzo, Bertuccio e Ottimo andranno, dunque, a completare uno staff tecnico di elevato livello composto da Piero Catalano e Carlo Mingrino (allenatori di calcio a 5), Luigi Di Dio e Mario Scarpello (allenatori di base Uefa B), Claudia Ruccella, Massimo Palermo, Carmelo Passamonte e Sebastiano Restivo. Lo staff sanitario, che si avvarrà della preziosa collaborazione del centro Ro.Ga, sarà composto dalla Dott.ssa Silvana Ferrarello medico sportivo, Dott.ssa Mary Pistillo psicologa, Dott. Fabio Gagliano medico ortopedico e traumatologo, Dott.ssa Francesca Lodato nutrizionista, Dott. Alessandro Licata fisioterapista e Dott.ssa Marianna Rizzo fisioterapista. 

Sono in corso le iscrizioni in vista delle attività che partiranno giovedì 1 Settembre. Per maggiori informazioni chiamare i numeri 3357022978 – 093541555.

 

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Valguarnera – Un arresto per coltivazione di droga e detenzione illegale d’armi

I militari della stazione carabinieri di Valguarnera, hanno tratto in arresto La Spina Antonio Flavio, di anni 44, pregiudicato di Valguarnera, poiché resosi responsabile di coltivazione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e detenzione illegale di armi e munizioni.
Il predetto, era da tempo tenuto sotto controllo da parte dei militari della Stazione di Valguarnera diretti dal luogotenente Nicola Lo Moro, i quali, ieri mattina, coordinati dalla Compagnia di Piazza Armerina agli ordini del capitano Vincenzo Bulla, effettuavano delle perquisizioni presso l’abitazione e la casa di campagna del La Spina.
In quest’ultimo domicilio, sito in contrada Cafeci, venivano rinvenute tre piante di cannabis indica alte circa un metro e coltivate in dei vasi, inoltre veniva rinvenuto un bilancino elettronico di precisione con il quale pesare la sostanza stupefacente prima di venire immessa nel mercato.
Presso la propria abitazione di Valguarnera, invece, veniva rinvenuto un vero e proprio arsenale composto dalle seguenti armi e munizioni:
•    Due fucili semiautomatici cal. 12 con matricola abrasa;
•    Una carabina cal. 91 con matricola abrasa e dotata di cannocchiale per tiro di precisione;
•    Tre pistole a tamburo cal. 32 con matricola abrasa;
•    150 cartucce calibro 12 di varia tipologia;

Inoltre, venivano rinvenuti circa kg 1 di bossoli cal. 7.65 e circa kg 2,500 di ogive per cartucce cal. 7.65 con le quali il La Spina realizzava in proprio le cartucce. 

Le suddette perquisizioni sono state effettuate con l’ausilio di due unità cinofile del Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi.

Sono in corso ulteriori indagini al fine di verificare se le armi sequestrate sono state utilizzate per commettere reati.

 L’arrestato, ultimate le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Enna a disposizione dell’A.G.

 

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Piazza Armerina – Irregolarità nella nomina del Gran Magistrato del Palio dei Normanni?

Mentre  al campo sportivo Sant’Ippolito proseguono le  selezioni dei cavalieri che parteciperanno alla prossima edizione del Palio dei Normanni continuano a registrarsi una serie di problemi connessi all’organizzazione dell’evento.

GRAN MAGISTRATO, GRANDE PASTROCCHIO
La prima vicenda riguarda il nome della comparsa che dovrà interpretare il ruolo del Gran Magistrato. Tale figura faceva parte dei ruoli messi a bando dall’amministrazione comunale ma, al termine delle selezioni effettuate dall’apposita commissione e della scelta del candidato chiamato a rivestire uno dei ruoli fondamentali della manifestazione, il sindaco avrebbe fatto recapitare alla stessa commissione e, per conoscenza, al coordinatore generale del Palio, Germano Crocco, una lettera nella quale l’amministrazione comunale avrebbe deciso di assumersi l’incarico di nominare direttamente la comparsa che dovrà impersonare il Gran Magistrato.

L’attività ispettiva svolta dai consiglieri Andrea Velardita e  Federica Castrogiovanni sulle selezioni dei figuranti ha messo in luce questo comportamento poco rispettoso del regolamento da parte dell’amministrazione.  I due consiglieri nella relazione finale chiedono al presidente del consiglio comunale di intervenire affinché venga fatto valere il bando e fatto rispettare il regolamento del Palio. Questa mattina Gianfilippo La Mattina, presidente del consiglio comunale, ha fatto protocollare una diffida indirizzata al sindaco, all’assessore Giordani e alla funzionaria comunale dell’ufficio turismo ai quali si chiede che venga scrupolosamente rispettato il regolamento. 

L'ASSESSORE GIORDANI FA SALTARE LA FESTA DELLO SPORT
La seconda vicenda riguarda la "Festa dello Sport” organizzata in piazza Garibaldi dal quartiere Castellina. Il presidente Massimo Di Seri aveva faticato non poco per convincere l’assessore Giancarlo Giordani a presentare in tempo utile tutta la documentazione necessaria all’ufficio della Polizia di Stato preposto al rilascio dei nullaosta per questo tipo di manifestazioni, tranne scoprire poi che la stessa documentazione presentata dagli uffici comunali era incompleta, motivo per cui la Polizia ha interrotto la manifestazione impedendone lo svolgimento. 

“Sin dal 17 luglio –  afferma Massimo Di Seri –  giorno in cui ho fatto protocollare la richiesta per l’evento,  avevo più volte incontrato l’assessore Giordani e quando la mattina dell’otto agosto mi sono accorto che nulla era stato fatto per richiedere il nullaosta agli uffici di polizia mi sono subito prodigato perché la pratica fosse regolarizzata. Dopo aver ricevuto ampie rassicurazioni dall’assessore mi sono dedicato all’organizzazione di un altro evento.  Solo in serata, quando ormai la manifestazione era avviata ed è intervenuta la polizia, mi è stato chiaro che l’assessore aveva omesso di presentare la documentazione relativa ai diritti Siae, senza il pagamento dei quali non era possibile continuare”. 

LA RELAZIONE SUL'ATTIVITA' ISPETTIVA DI ANDREA VELARDITA E FEDERICA CASTROGIOVANNI

 

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Sicilia: sbloccati i pagamenti per i precari degli enti locali.

E' stato firmato questa mattina, dall'Assessore al Lavoro Gianluca Miccichè, di concerto con l'Assessore per le Autonomie Locali, Luisa Lantieri, il decreto di riparto del Fondo Straordinario, che assegna il contributo per i precari degli Enti Locali.

Oltre 170 milioni di euro che consentono di retribuire i 13 mila precari, che svolgono il proprio servizio nei 352 comuni dell'Isola. Alla luce di questo provvedimento, nelle prossime settimane, sarà avviata la procedura per l'erogazione dell'acconto 2016, pari al 60% di quanto concesso nel 2015.
“Questo atto era indispensabile per garantire ai comuni la possibilità di continuare ad erogare importanti servizi pubblici – dichiara l’On. Luisa Lantieri – e per assicurare a chi purtroppo non ha un contratto a tempo determinato la possibilità di continuare a percepire un reddito, per alcune famiglie siciliane unica fonte di sostentamento”.

Queste le somme stanziate per alcuni comuni della provincia di Enna.
Agira 252.502,63
Aidone 186.533,32
Barrafranca 523.790.00
Calascibetta 301.748,80
Catenanuova 710.995,82
Enna 1.017.430,05
Leonforte 602,118,88
Piazza Armerina 1.024.833,53
Nicosia 794.035,96
Valguarnera 282,227,80
Villarosa 650.259,52

Visualizza e scarica il provvedimento completo.

 

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Linguine agli scampi


La pasta agli scampi è un primo piatto molto saporito grazie al sapore inteso degli scampi

Ingredienti

400 gr di linguine

8 scampi

Uno spicchio di aglio

400 gr di polpa di pomodoro

Mezzo bicchiere di vino bianco

150 gr di pomodorini

Un ciuffo di prezzemolo

Olio evo

Sale e pepe

Preparazione

Lavate quattro scampi in acqua corrente, eliminate le teste ed estraete la polpa, recuperando le chele e le code. In una casseruola con l’olio soffriggete l’aglio, unite la polpa , le chele e le code degli scampi, sfumate con il vino , versate la polpa di pomodoro, salate, pepate e cuocete per 15 minuti, rimestando con un cucchiaio di legno. Lavate gli scampi tenuti da parte, asciugateli e con un coltellino incideteli sul dorso. A cottura ultimata, togliete la casseruola dal fuoco, eliminate le chele e le code degli scampi, aggiungete i pomodorini lavati e ridotti a spicchi e gli scampi interi, cuocete le linguine in acqua salata, scolatele, amalgamatele al condimento preparato e servite nel piatto da portata con il prezzemolo tritato.

 

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Referendum, Renzi: “Se passa, i 500 milioni risparmiati andranno ai poveri”


"Anche io ho sbagliato a dare dei messaggi: questo referendum non è il mio referendum, perché questa riforma ha un padre che si chiama Giorgio Napolitano. Ho fatto un errore a personalizzare troppo, bisogna dire agli italiani che non è la riforma di una persona, ma la riforma che serve all'Italia", così Matteo Renzi è intervenuto oggi durante la festa dell’Unità di Bosco Albergati, in provincia di Modena, provando a smarcare il suo nome dall'atteso referendum sulla riforma costituzionale su cui tanto si è speso in questi mesi. Ora c'è bisogno di parlare con tutti, anche fuori dalla maggioranza, ricordando che “se passa il referendum si eliminano costi e posti della politica per più di 500 milioni l’anno”. "Se il referendum passa, i 500 milioni risparmiati sui costi della politica pensate che bello metterli sul fondo della povertà e darli ai nostri concittadini che non ce la fanno" ha poi aggiunto il Premier, assicurando: "A questa riforma nel merito è quasi impossibile votare no. Il referendum prevede un sì o un no, se si dice no rimane tutto come è adesso"

Immancabile la polemica con la minoranza dem che ha annunciato il suo no al referendum. "Parlamentari che hanno votato sei volte sì ora vogliono votare no: noi siamo pronti a camminare con voi, ma se ci dite di fermarvi, noi non ci fermeremo, se volete fermarvi vi fermate da soli" ha attaccato infatti il segretario del Pd, aggiungendo: "Dopo trent'anni c'è qualcuno che le cose le sta facendo, questo li manda fuori di testa e dicono no a prescindere.

"A tutti quelli che vogliono cambiare la linea del Pd e legittimamente anche il segretario dico che è anche casa vostra, è un vostro diritto e una nostra gioia confrontarsi ma chi vuole cambiare linea e segretario ha il congresso ogni 4 anni e non una volta al giorno, in tutte le tv e i talk show. Basta con la rissa continua" ha rincarato la dose Renzi, ricordando: "Se qualcuno ha la sindrome Bertinotti per cui chiede sempre di più per non ottenere nulla, io dico che noi dalla sindrome Bertinotti siamo immuni".

Proprio durante un botta e risposta con i militanti Pd Renzi si lascia scappare un'indicazione sulla data del voto per il referendum. "Volete ridurre il numero dei parlamentari, ridurre i costi della politica, eliminare enti inutili come il Cnel? Calmi, dovete votare a novembre, non ora" ha rivelato infatti Renzi ribadendo però subito dopo che la data precisa non è importante: "Trovatemi uno a Bosco Albergati o in Riviera, trovatemi uno che sulla spiaggia dice: sono tanto teso perché non so se si vota il 13 o il 20 novembre".

"La riforma è importante perché abbiamo preso un impegno con gli italiani dopo anni di chiacchiere" ha chiarito il presidente del Consiglio, sottolineando: "Il referendum non c'entra niente con la legge elettorale, non c'entra niente con la simpatia di Renzi. Se si dice no rimane tutto come adesso: vi tenete 945 parlamentari, vi tenete i parlamentari più pagati di Occidente. Poi nessuno si può permettere di alzare la manina e dire: voglio ridurre i costi della politica".

 

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Troina – I dipendenti dell’Oasi occupano l’aula consiliare

 Una delegazione di dipendenti dell’Oasi Maria Santissima ha occupato ieri mattina pacificamente l’aula consiliare del Comune per attirare l’interesse e l’attenzione collettiva e sollecitare l’arrivo di risposte certe e concrete, in merito alla difficile situazione economico-finanziaria attraversata ormai da tempo dall’Istituto. Senza stipendio da 6 mesi, nonostante continuino a lavorare per non creare disservizi e disagi alla struttura e ai disabili ospiti, i rappresentanti degli oltre 700 lavoratori dell’Irccs hanno esposto al sindaco Fabio Venezia e all’amministrazione comunale la necessità di trovare al più presto e in ogni modo possibile una risoluzione al problema. “Crediamo nell’Oasi – hanno dichiarato all’unisono i dipendenti Oasi – , ma ci sentiamo presi in giro da una amministrazione aziendale di cui chiediamo le dimissioni per far posto a un manager competente.

 Siamo al collasso e non possiamo più andare avanti in questa maniera. Chiediamo maggiori garanzie per il futuro nostro e delle nostre famiglie e resteremo qui fino a quando non avremo la certezza del pagamento di 3 stipendi e che ogni mese ci venga regolarmente corrisposta la mensilità dovuta”. Riunitisi stamattina spontaneamente in assemblea spontanea per chiedere notizie sullo sblocco dei fondi, all’ennesima risposta da parte del direttore dell’ufficio staff dell’Oasi che non ha potuto garantire né quando né quante mensilità verranno pagate, una parte dei dipendenti ha infatti deciso di prendere possesso della sala del consesso civico, mentre l’altra, per garantire i servizi essenziali, è rimasta in Istituto in assemblea permanente, in attesa dell’incontro pomeridiano con i vertici amministrativi dell’ azienda. Il primo cittadino, che sin dall’inizio ha seguito in prima linea l’intricato problema, dopo un lungo e partecipato dibattito su problematiche e necessità cui dare la priorità, ha assicurato ai presenti: “L’amministrazione comunale è solidale e esprime il proprio pieno sostegno ai lavoratori dell’Oasi per lo stato di grave disagio che stanno vivendo. Siamo impegnati, d’intesa con la Prefettura di Enna, a sollecitare lo sblocco definitivo dei mandati da parte dell’Asp. Stiamo seguendo quotidianamente la vicenda con impegno e determinazione, per cercare di dirimere nel più breve tempo possibile sia la questione della cartella esattoriale, che quella del rinnovo della convenzione con la Regione per il riconoscimento all’Istituto delle funzioni assistenziali”.

 

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Leonforte, viaggia in auto con mezzo chilo di marijuana: arrestato dalla Polizia

[COMUNICATO STAMPA] Nel pomeriggio di ieri, gli uomini della Polizia di Stato, Squadra Mobile di Enna, diretti dal Vice Questore Aggiunto Dott. Gabriele Presti, unitamente agli uomini del Commissariato di P.S. di Leonforte, diretti dal Dott. Alessio Puglisi, hanno tratto in arresto DOMINA Mariano, classe 1968, nato in Germania ma domiciliato a Nissoria, per il reato di detenzione ai fini spaccio di cui all’art. 73, c. 1, D.P.R. nr. 309/1990, perché trovato in possesso di oltre mezzo chilo di sostanza stupefacente, del tipo marijuana, trasportata all’interno dell’autovettura a bordo della quale viaggiava.

I FATTI In particolare – nell’ambito dell’implementazione dei servizi di controllo del territorio e di contrasto al traffico degli stupefacenti, disposti dalla Questura di Enna – gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. di Leonforte procedevano a monitorare le arterie adiacenti agli svincoli autostradali di Mulinello e Agira, allo scopo di controllare gli automobilisti e, in particolare, quelli provenienti dalle principali città dell’isola, ed i movimenti diretti a rifornire il mercato locale della droga. A tale scopo, lungo la SP 21, gli operanti sottoponevano a controllo di polizia una autovettura che procedeva in direzione Agira, condotta da DOMINA Mariano; l’atteggiamento sospetto tenuto dall’occupante dell’autovettura induceva gli agenti a svolgere ulteriori controlli. Perquisito il mezzo, veniva rinvenuta una busta di plastica con all’interno due involucri in cellophane contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana, del peso complessivo di circa 510 grammi, ben occultati sotto il sedile anteriore del passeggero. Visti gli accadimenti, gli agenti proseguivano l’attività di perquisizione presso l’abitazione del DOMINA, rinvenendo, all’interno del vano garage, due bilancini di precisione e un barattolo in vetro con all’interno residui di marijuana del peso complessivo di circa 1,2 grammi. Alla luce dell’attività di indagine, pertanto, il DOMINA veniva arrestato in flagranza di reato, e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, che coordina le indagini nella persona del dott. Francesco Augusto RIO, il medesimo veniva posto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

 

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Rio 2016, Pellegrini terza senza forzare: sarà finale nei 200

Federica Pellegrini c'è. Non dà spazio nella sua semifinale. Chiude terza (1'55″42) dietro Sjostrom e Ledecky, ma non accelera, non forza negli ultimi 25 metri. "Loro sono avanti, ma domani sarà una finale molto agguerrita" dice ai microfoni di Rai Sport. E si regala una finale da brividi contro il meglio del mondo per l'ultima sua gara individuale all'Olimpiade. Sarà una finale che più stellare non si può, con l'azzurra a sfidare Kathy Ledecky, la detentrice del record del mondo Sarah Sjostrom, già oro nei 100 farfalla con il nuovo primato iridato, e Emma McKeon. Non ci sarà la deludente Messy Franklin in quelli che potrebbero diventare i 200 più veloci di sempre, con tanti saluti ai costumoni in poliuretano. Federica partirà in corsia 3, potrà guardare le rivali e programmare la strategia ideale.

La semifinale – Un anticipo del duello con la campionessa del mondo Federica Pellegrini l'ha vissuto già in semifinale. La svedese Sjostrom chiude in 1'54″65, terzo miglior tempo dell'anno dietro a un decimo dall'1'54″55 dell'azzurra al Settecolli di giugno, il suo miglior tempo mai nuotato in tessuto e il quarto migliore in carriera. Si sono guardate, studiate, Kathy in corsia 4 e Federica accanto, alla 3.  A Kazan all'azzurra non bastò stampare il miglior parziale nella quarta vasca per evitare il secondo posto per 16 centesimi. A Rio, Fede accarezza l'acqua prima della gara che ama di più, la gara che dovrà suggellare una leggenda. L'azzurra passa davanti a tutti al passaggio dei 50 metri, appena sotto il muro dei 27 secondi. Forza un po' i primi 100, e costringe Ledecky, che è atleta di testa, a portarsi avanti per lanciare la sua tipica progressione nelle ultime due vasche. Pellegrini mantiene un passo notevole, con un passaggio ai 100 di 56″25 e il ritorno di Sjostrom. La svedese firma il terzo miglior tempo stagionale davanti a Ledecky e all'azzurra, che negli ultimi 25 metri non ha accelerato, non ha voluto accelerare.

La prima semi – Si osservano dopo una prima semifinale di basso profilo, con tempi non straordinari e la delusione di Messy Frankin addirittura ultima. Emma McKeon, molto migliorata nella velocità, fa valere spunto e resistenza al banco di prova più importante della carriera. Una delle quattro a scendere sotto l'1'55 nel 2016, stampa una prima frazione stellare. La francese Bonnet, bronzo europeo in carica, imposta una seconda vasca che la riporta in testa salvo subire il ritorno della cinese Shen che chiude in 1'56″09., davanti a McKeon (1'56″29) e alla francese (1'56″38).

Le batterie – Ledecky aveva già lanciato il suo messaggio al mondo con l'1'55″01 nelle batterie (in sette sotto l'1'57"), 15 centesimi meglio del tempo che le è valso l'oro a Kazan. "Non sono abituata a scendere in vasca solo al terzo giorno" ha detto, "ma era da tanto che non andavo così forte in batteria. In questi giorni, comunque, abbiamo visto che vanno tutti forte già dai primi turni". Pellegrini ha amministrato al mattino, nella batteria che ha visto l'eliminazione di una delusissima Alice Mizzau (solo 1'59″16). "Sono contenta, 1'56″37 è un ottimo tempo. Io vado avanti un passo alla volta. Ragiono nelle gare cosi' importanti" diceva l'azzurra. "Questa è un'Olimpiade molto diversa rispetto a Londra dove la mattina si andava molto piano. Qua, forse proprio perche' non e' mattina, si va avanti molto forte".

Futuro – Dopo una quarta frazione di staffetta condizionata dalle onde, la portabandiera azzurra, sulle onde della sinfonia scritta per lei di Giovanni Allevi, si concentra sul presente e guarda già al futuro. "Visto come si è migliorata nei 400sl, Ledecky può di certo attaccare il mio record del 2009. Che lo abbia nelle gambe è evidente. Poi vediamo" ha spiegato. Prima però c'è da sognare un secondo oro olimpico. Nei "suoi" 200 stile. Nei 200 più veloci di sempre.

LE OTTO QUALIFICATE

1 SWE SJOSTROM Sarah 1:54.65 qualified
2 USA LEDECKY Kathleen 1:54.81 +0.16 qualified
3 ITA PELLEGRINI Federica 1:55.42 +0.77 qualified
4 CHN SHEN Duo 1:56.03 +1.38 qualified
5 SWE COLEMAN Michelle 1:56.05 +1.40 qualified
6 AUS MCKEON Emma 1:56.29 +1.64 qualified
7 FRA BONNET Charlotte 1:56.38 +1.73 qualified
8 AUS BARRATT Bronte 1:56.63 +1.98 qualified

 

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Piazza Armerina – La relazione presentata dall’Ing. Tornetta sul risparmio energetico

Presentamo su questa pagina la relazione dell'Ing. Carlo Tornetta,energy Manager del comune, relativa al risparmio energetico previsto dal Piano di Azione dell’Energia Sostenibile (PAES). Il piano  individua  una serie di azioni in tema di efficienza energetica e riduzione delle emissioni climalteranti, delineate in schede che definiscono modalità di attuazione, costi e risultati, attraverso interventi in 6 macro aree: il settore edilizio, il terziario, la produzione locale di energia, l’industria, la mobilità e le strutture pubbliche.

RELAZIONE RELATIVA AI CONSUMI ENERGETICI ANNO 2014

AL SIG. SINDACO Il sottoscritto Carlo Tornetta, nella qualità di Energy manager del comune di Piazza Armerina nominato con determina n.28 del 21. 08.2015, sottopone all’ attenzione della S.V. i risultati relativi ai rilievi effettuati attraverso la lettura delle bollette dei consumi di illuminazione pubblica e dei fabbricati/edifici di pertinenza comunale, di energia elettrica e gas metano per l’anno 2014.

Si evidenziano eventuali interventi migliorativi sia organizzativi che tecnici, al fine di ottimizzare l’utilizzo dei vettori energetici, ottenendo come risultato un buon risparmio sia economico che di emissione di anidride carbonica in atmosfera e ciò in accordo con quanto riporta il nostro PAES approvato sia dal Consiglio Comunale che dalla U.E.

ENERGIA ELETTRICA

I CONSUMI: Sono stati consumati 3.937.652 KWh, per un importo economico di 948.796 €; solo l’impianto di illuminazione pubblica ha consumato 3.180.000 KWh, per un importo economico di circa 730.000 €.

Dai dati su esposti si evidenzia che l’impianto di illuminazione pubblica copre l’80% dell’intero consumo elettrico/economico richiesto dall’ENTE “AMMINISTRAZIONE PUBBLICA”. SI INFORMA: Nel corso del 2012, anno in cui è stato effettuato, con non poche difficoltà, il rilievo energetico attraverso la lettura delle bollette, il consumo energetico, dell’ impianto di illuminazione pubblica, è stato di 3.300.000 KWh circa. Nel 2014 si è avuto un risparmio di energia elettrica, rispetto al 2012, di 120.000 KWh ovvero del 3,2% con un conseguente abbattimento di emissione di CO2 quantificabile in 47,5 tonnellate. Purtroppo, anche se i dati, riferiti al 2014, sono appena positivi, occorre tenere presente che il consumo pro-capite per l’anno 2012 è stato di 158 KWh; per l’anno 2014 è stato di 149 KWh. Il consumo medio della regione Sicilia è di 114 KWh per abitante: quest’ultimo dato, peraltro riportato nel nostro PAES, dovrà essere l’obiettivo da raggiungere e possibilmente abbassare.

SI PROPONE:

Nelle more si definisca, tra Comune-Regione-Unione Europea, la modalità di applicazione di quanto riportato nel PAES, si può prendere in considerazione quanto appresso:

A) Impianto di illuminazione pubblica:

Alla luce di quanto prevede il nuovo Codice sugli appalti e con la formula del partenariato pubblico privato, è possibile che l’Amministrazione prenda in considerazione le proposte, di società E.S.Co (*) qualificate UNI, di intervento tecnico di revamping, con l’applicazione di tecnologia avanzate (Light Emitting Diode a filamento), di tutto l’impianto di illuminazione.Il PROPONENTE dovrà rispondere ai seguenti requisiti:

1) Applicazione integrale della legge sui Criteri Ambientali Minimi (AVCP);

2) Applicazione puntuale del nuovo codice sui lavori pubblici (ANAC);

3) Il piano di ritorno economico da parte dell’impresa;

4) Il ritorno/beneficio economico da parte del Comune/Contribuente;

5) Il ritorno/beneficio ambientale (riduzione di CO2, eliminazione dell’inquinamento da illuminazione notturna, ecc…);

6) Che fine fanno i Certificati Bianchi provenienti dalla riduzione di E.E./TEP; [AVCP=Autorità Vigilanza Contratti Pubblici; ANAC=Autorità Nazionale Anti Corruzione]

 E’ pleonastico sottolineare che le eventuali proposte di cui sopra dovranno costituire, se prese in considerazione da parte dell’Amministrazione, la “base puramente tecnica” per una gara pubblica con l’applicazione di tutte le regole di legge.

B) Locali pubblici:

Per quanto attiene i locali, adibiti ad uffici, scuole, palestre ed altro, sarebbe opportuno, effettuare gli interventi di minimo costo evidenziati in grassetto e sottolineati di seguito:

INTERVENTI TECNICI consistenti in:

– sostituzione delle lampade obsolete con lampade a risparmio in classe A+++; –

– sostituzione di condizionatori estivi obsoleti con altri in classe A+; –

– sostituzione di ciabatte elettriche multipresa non a norma con altre munite di interruttore e protezione di sovratensioni e sotto   marcatura CE;

– installazione o sostituzione di tende parasole, certificate, all’interno od esterno uffici ove l’effetto serra è presente nel periodo     estivo; – sostituzione con nuova installazione, ove necessario, di serramenti a bassa trasmittanza (questa voce di      considerevole importo economico andrà considerata in fase di esecuzione PAES oppure si potrà affidare a società ESCo).

INTERVENTI ORGANIZZATIVI consistenti in:

– sensibilizzazione, tramite comunicazione diretta, attraverso incontri con i fruitori dell’energia, sulla necessità di ottimizzare i consumi; – sensibilizzazione, tramite comunicazione indiretta, attraverso opuscoli riportanti brevi ma significative segnalazioni, per la ottimizzazione dei consumi energetici. Le sensibilizzazioni di cui sopra, che si potranno affidare all’Energy manager, dovranno essere indirizzate verso l’uso razionale delle apparecchiature elettriche, avendo cura di spegnere tutte le utenze elettriche, quando queste non servono e di tenere chiuse le aperture verso l’esterno in fase di condizionamento estivo, ed altro.

ENERGIA TERMICA

I CONSUMI:

Sono stati consumati 294.000 smc di metano per un importo economico di 276.000 €. Da una semplice analisi delle bollette risultano valori di consumo di metano alquanto sostenuti nei locali scolastici a partire dall’asilo nido, passando per le scuole materne, elementari, medie e per finire nei locali dell’università o ex tale. Certamente molti dei locali sono a grande volumetria per cui necessiterebbe una verifica puntuale dei reali consumi. Di certo c’è che gli impianti termici vengono tenuti in esercizio anche quando sono ottime le condizioni metereologiche esterne. Da colloqui con operatori scolastici, risulta che alcuni impianti vengono lasciati in servizio anche nei giorni festivi ed, in alcuni casi, anche di notte.

SI PROPONE:

Per quanto attiene i locali anzidetti e relativamente al condizionamento invernale, si ritiene opportuno effettuare:

INTERVENTI TECNICI consistenti in:

– installazione di termostato opportunamente posizionato all’esterno degli edifici e difeso, tramite custodie, sia dalle insidie umane che dalle avverse condizioni metereologiche. Il termostato ha la funzione di inibire il funzionamento dell’impianto di riscaldamento allorché la temperatura esterna supera i 13-14 gradi; – installazione di crono-termostato opportunamente posizionato all’interno degli edifici. La parte “crono” ha la funzione di inibire il funzionamento dell’impianto nei giorni festivi e durante tutte le ore, notturne e diurne, nelle quali non vi sono attività umane. La parte “termostato” ha la funzione di tenere a riposo l’impianto se le temperature interne superano i valori di norma.

INTERVENTI ORGANIZZATIVI consistenti in:

– sensibilizzazione, mediante comunicazione diretta, attraverso incontri con i fruitori dell’energia, sulla necessità di ottimizzare i consumi operando semplici controlli visivi sui termostati.  

UTILIZZO DEI CARBURANTI

I CONSUMI:

al fine di poter valutare l’efficienza dei veicoli ed al fine di valutare le emissioni in atmosfera, soprattutto della CO2, cosa che prima o poi ci verrà chiesta da chi ha analizzato il nostro PAES (Unione Europea), si rende necessario uniformare il foglio di marcia di tutti i veicoli allegando ad esso la ricevuta di rifornimento riportante i litri di carburante ed il relativo costo. Il foglio di marcia tipico è stato già redatto ed è in uso presso l’ufficio di protezione civile e qui si allega copia per la sua diffusione e successiva compilazione.

C O N C L U S I O N E

L’ottimizzazione dei consumi energetici comporta: – Notevole risparmio economico; – Possibilità di operare ulteriori interventi migliorativi sui componenti con il vantaggio di ulteriori risparmi economici; – Riduzione di emissione di CO2 con possibilità di accedere ai certificati bianchi emessi dallo Stato. Mettere in pratica quanto sopra esposto e non solo (per esempio ammodernando il bosco), permette alla comunità di Piazza Armerina di essere allineata, magari con anticipo, con i dettami della COP 21 e di proporsi realmente come MODELLO VIRTUOSO attivando così, attraverso i sistemi di comunicazione, con una sapiente pubblicità e con l’aiuto della UE, una buona rete turistica con il vantaggio di incrementare lavoro ed economia. Lo scrivente si ritiene a completa disposizione dell’Amministrazione Comunale. Carlo Tornetta (*) ESCo: sono imprese che finanziano, sviluppano e installano progetti. ESCo è acronimo di Energy Service Company, ovvero Società di Servizi Energetici, che dall’art. 2 del D.lgs. 115/08 è definita come: “Persona fisica o giuridica che fornisce servizi energetici ovvero altre misure di miglioramento dell'efficienza energetica nelle installazioni o nei locali dell'utente e, ciò facendo, accetta un certo margine di rischio finanziario (come previsto pure dal codice 50/2016). Il pagamento dei servizi forniti si basa, totalmente o parzialmente, sul miglioramento dell'efficienza energetica conseguito …..”. 

 

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Il libro di Mauro Mirci ”Chi non sogna un futuro radioso”. La recensione di Carmelo Nigrelli

Ho letto “Chi non sogna un futuro radioso. Storia di un impiegato e di una salma”, primo romanzo di Mauro Mirci(*) . L’ho letto con curiosità perché Mauro ha un modo di scrivere che mi piace molto, ma ho sempre avuto l’impressione che riuscisse molto bene nei romanzi brevi o nei racconti lunghi, mentre avevo qualche perplessità su dimensioni maggiori e storie più complesse. Devo ricredermi e lo faccio con grande piacere. La storia costruita da Mirci ha una struttura complessa che, però, non va a discapito della facilità di lettura. La quarta di copertina del libro presenta le vicende di un impiegato comunale e della sua progressiva evoluzione da neoassunto perbene a dipendente pubblico navigato e corrotto, abile nel barcamenarsi tra favori a speculatori edilizi, contabilità fasulle alle imprese che lavorano per il comune e intrecci poco trasparenti con gli amministratori.

Un personaggio sostanzialmente amorale in un ambiente sostanzialmente amorale (la relazione con la moglie dell’amico architetto la quale, dopo un incontro intimo, gli chiede di liquidare al più presto la parcella del marito) in cui anche la presenza mafiosa che appare sullo sfondo di alcuni affari è solo un modello organizzativo strutturato dei rapporti di una società malata nel suo complesso. Una società in cui i rapporti tra le persone sono malati, i rapporti dentro le famiglie sono malati (da quello patologico tra madre e unico figlio maschio, a quello tra mariti e mogli, fratelli e sorelle), i rapporti professionali sono malati, i rapporti istituzionali sono malati. Un mondo, insomma, basato sull’egoismo, in cui l’unica cifra è i tornaconto.

E l’unico atto di generosità, l’unico incommensurabile e definitivo dono gratuito che fa un personaggio che non c’è, ma è sempre evocato, produce effetti opposti a quelli per cui era stato compiuto. Il sacrificio di una vita per rendere felici altre vite, diventa il loro inferno. Un romanzo, quello di Mauro Mirci, popolato di mentitori e approfittatori, le cui azioni non sono però narrate didascalicamente o con moralismo, ma semplicemente descritte, esaminate quasi con metodo scientifico, sezionate per farne emergere i particolari infetti, con un distacco da entomologo che consente al lettore di osservare con pari distacco le vicende che coinvolgono i personaggi. Salvo, per alcuni, provare addirittura, come sembra provare l’autore, una certa simpatia. E in questo è aiutato dalla scelta della cifra e della lingua. La prima è la cifra dell’ironia che a volte diventa talmente tagliente da tracimare nel sarcasmo. La seconda è una lingua che utilizza con sapienza alcuni costrutti sintattici siciliani e a volte – ma soprattutto nella prima parte – alcuni sicilianismi à la façon di Camilleri (e questo è l’unico aspetto che non mi convince). Dopo i primi capitoli, quando la storia decolla, l’uso delle parole derivate dal siciliano si fa più rado, più preciso, più irrinunciabile. Un libro che vale la pena di leggere e, perfino, di leggere due volte. Come ho fatto io

Carmelo Nigrelli

(*) Mauro Mirci è nato a vive a Piazza Armerina. Con Nulla die ha pubblicato la raccolta di racconti L’impavida eroina eccetera.

 

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Piazza Armerina – Lillo Cimino sul randagismo :” l’intervento del sindaco è tardivo e parziale.”

Sul fenomeno del randagismo interviene oggi, dopo l’ordinanza de sindaco per la cattura dei cani in piazza G.B. Giuliano, il consigliere comunale Lillo Cimino:” l’intervento del sindaco è tardivo e parziale visto che sono centinaia i cani che si aggirano in città senza alcun controllo. Ha avuto la possibilità di poter risolvere il problema alla radice utilizzando il finanziamento ottenuto dalla precedente amministrazione per costruire un rifugio per cani, ha preferito invece stornare le somme per altri lavori pubblici su zone della città che erano state oggetto di altri finanziamenti”. “Flilippo Miroddi, – continua Cimino – non ha mai voluto spiegare questa scelta all’opinione pubblica e alcuni giorni fa, convocato in commissione sanità, per evitare di dare ulteriori spiegazioni, sia su questo argomento che sulla mancata cippatura dei cani che in passato ha dato ottimi risultati nella lotta al randagismo, non si è presentato.
”“Siamo ancora una volta – conclude Cimino – davanti ad un’amministrazione che sfugge alle proprie responsabilità e agisce tentando con il silenzio di nascondere ai cittadini le vere ragioni dei propri fallimenti”.

 

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Piazza Armerina – Catturati i cani che da giorni stazionavano nei pressi della piazza G.B. Giuliano

Questa mattina il sindaco ha emesso un’ordinanza con la quale si ordina il prelevamento dei cani randagi che si trovano nella zona della piazza G.B. Giuliano ed il trasferimento degli stessi nella struttura " Dog Project Snc " sita a Piazza Armerina in C/da San Marco, al fine di essere regolarmente accuditi.

Dalla Dog Project fanno sapere che i cani ritenuti aggressivi verranno trattenuti presso la struttura mentre da settembre riprenderà l’opera di sterilizzazione che nel passato aveva prodotto buoni risultati nella lotta al randagismo. 

Abbiamo assistito alla cattura di alcuni cuccioli che facevano parte di un branco costituito anche da animali audulti. Sono stati trattati in modo da non recare loro alcun danno. Verranno custoditi  nella struttura della Dog Project a disposizione per eventuali adozioni. 

 

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Piazza Armerina – L’assessore Giordani: ”StartNews dice il falso”. Ma i documenti lo smentiscono

In una nota fatta pubblicare su un blog dall’assessore Giancarlo Giordani tenta di smentire il suo allontanamento dall’organizzazione dal Palio dei Normanni chiesto dai quartieri storici di Piazza Armerina. 
“Leggo su una testata giornalistica che opera sul Web(Startnews) – è scritto nella nota – di una presunta richiesta di estromissione dell’Assessore Giordani  dall’organizzazione del Palio dei Normanni da parte dei Presidenti dei quattro Comitati di Quartiere e che in seguito a tale richiesta il Sindaco Miroddi abbia esautorato l’Assessore e che questi, di conseguenza, quantomeno avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni.Niente di più falso.” 

Peccato per l’assessore Giordani che Startnews è in possesso del documento, presentato dal Magistrato dei Quartieri al sindaco, in cui è evidente la richiesta di relazionarsi solo con il primo cittadino. 
Al secondo punto si legge che il MdQ chiede a Miroddi : “di costituire un gruppo di lavoro, da lui stesso presieduto, con funzione non delegabile”. In pratica i quartieri in quell’occasione chiedevano di avere a che fare solo con il sindaco .”Funzione non delegabile” vuol dire proprio questo.  

Ci fa piacere che lo scontro con in quartieri, così come afferma nella nota Giordani, sia rientrato ma sostenere  che non abbiamo raccontato  la verità quando nelle riunioni nella Sala delle Luci l’assessore, nonostante fosse rientrato dalle ferie, proprio per il veto dei quartieri, non è mai stato presente ci sembra un po’ troppo. 

Giordani non è nuovo a questo comportamento. Ricordiamo ancora quando tentò di smentire di aver deciso di portare il Palio ad Acireale nonostante in un video, registrato pochi giorni prima,  lui stesso affermasse di aver già preso la decisione. 

Nella nota si legge inoltre che :” l’assessore Giordani al fine di sfatare queste notizie tendenziose e di parte che tendono solamente a minare la Manifestazione del Palio dei Normanni, ha chiesto di farsi fotografare con i presidenti dei quattro quartieri ai piedi dell’icona della Madonna.”. Che fatica tentare di screditare StartNews!

 

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Il comune di Agira non si avvarrà dell’ Ato Rifiuti per la gestione del servizio ambientale

 L'emergenza rifiuti, più volte denunciata nelle ultime settimane da cittadini ed istituzioni, resa ancora più grave della stagione estiva, ha portato il Sindaco di Agira l' On. Maria Greco ad emettere una ordinanza ai sensi dell' art. 191 in caso di emergenza, affidando alla ditta "General Montaggi" con sede a Catenanuova, il servizio di igiene ambientale fino al 31 dicembre del 2016. Nell' ordinanza emessa da sindaco alla ditta affidataria si ordina di provvedere con immediatezza alla raccolta e al corretto smaltimento dei rifiuti, alla pulizia e lavaggio dei cassonetti.

Il servizio, che prevede anche l' avvio della raccolta differenziata, avverrà per sei giorni settimanali, mentre per la domenica e per le festività dovrà essere garantito lo spazzamento delle vie principali e della villa comunale. Il corrispettivo economico previsto dall' ordinanza per la ditta e di 113.000,00 euro mensili ( comprensivo degli oneri previdenziali). Gli operatori addetti al servizio saranno i 21 operatori di Agira per cinque ore al giorno. Nell' ordinanza viene anche evidenziata la necessità di provvedere al procedimento per la gara ad evidenza pubblica dopo il 31 dicembre, tenuto conto anche del fatto che il comune ha deliberato la costituzione dell' Aro comunale. In riferimento al costo previsto dall' ordinanza per l' espletamento del servizio di igiene ambientale il sindaco Maria Greco a scritto: "Purtroppo 70.000 euro sono insufficienti a coprire il costo del servizio tanto è vero che spesso gli operatori ecologici che non percepiscono gli stipendi scioperano con i disservizi che sono sotto gli occhi di tutti , inoltre l'avvio della differenziata nella prima fase comporta oneri maggiori che si spera possano diminuire spingendo la differenziata a livelli elevati" Il consiglio comunale, grazie al voto della maggioranza consiliare ha approvato durante l' ultima seduta il regolamento comunale per la raccolta differenziata.

 

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Agira – 111° edizione dell’iniziativa ”Adottambiente”

Anche quest’anno “Legambiente Protezione Civile Filippo Salimem'” di Agira, ha proposto 1a 111° Edizione dell’iniziativa ADOTTAMBIENTE, che ha visto impegnati i propri associati e simpatizzanti, dalle ore 10,00 alle ore 12,00 di 05:21 sabato 6 agosto 2016, per la manutenzione e la pulizia della Fontana Maimone, manifestazione che ha avuto lo scopo di migliorare la vivibilità dell’area che ricorda il miracolo del Santo Patrono S. Filippo nella lotta contro i demoni, difatti viene ricordata come “Fontana dei Diavoli”. Il Vice Presidente Nicola Bannò, ha dichiarato, che grazie alla collaborazione dei volontari dell’associazione e di alcuni simpatizzanti, abbiamo ripulito l’area meta in questo periodo di numerosi pellegrini in occasione della festa estiva di S.Filippo del 10/1 1/ 12 agosto 2016. Sicuri di come sempre di voler dare una immagine positiva della nostra Cittadina, e di essere propositivi e non critici come fanno in tanti, Vi aspettiamo alla prossima iniziativa.

 

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Italia da sogno: 2 ori, 2 argenti, 1 bronzo Azzurri terzi nel medagliere di Rio

Due ori, due argenti e un bronzo. Ai Giochi di Rio 2016 la seconda giornata di gare regala grandi soddisfazioni all'Italia: cinque delle attuali sette medaglie sono arrivate in una domenica incredibile per gli azzurri (era successo anche quattro anni fa), adesso terzi nella classifica generale dei trofei, alle spalle dell'Australia e della Cina. Trionfi nel judo 66 kg con Fabio Basile e nel fioretto individuale con Daniele Garozzo, argento nel judo femminile con Odette Giuffrida e nei tuffi nel sincro argento con la coppia Cagnotto-Dellapè.
Il bronzo di Longo Borghini nel ciclismo su strada riscatta parzialmente la delusione incamerata per la caduta rovinosa di Nibali, costretto al ritiro a 13 km dal traguardo (quando sembrava lanciato verso il successo) e al ritorno in patria per sottoporsi a un'operazione di riduzione della doppia frattura alla clavicola, infortunio rimediato per l'urto dopo il ruzzolone sull'asfalto. Quanto alla prova di Elisa, la 24enne di Ornavasso arriva sul traguardo con quattro rivali: oro all'olandese Van der Breggen, argento alla svedese Johansson, infine l'italiana che cancella allo sprint l'americana Mara Abbott.

Resta il rammarico per la medaglia di bronzo sfumata nell'Arco femminile. Guendalina Sartori, Claudia Mandia e Lucilla Boari sono state sconfitte da Tapei per 5-3 nella finale per il terzo e quarto posto. Delusione anche nel trap femminile: l'australiana Catherine Skinner ha vinto la medaglia d'oro. Argento per la neozelandese Natalie Rooney, bronzo per l'americana Corey Codgell. La campionessa olimpica in carica Jessica Rossi ha concluso al sesto posto, fuori dal podio.

Van Vleuten, botto e paura: frattura spinale
A proposito di incidenti terribili: dopo quello del ginnasta francese Samir Aït Said – che ha riportato una grave frattura scomposta della gamba sinistra – a destare spavento è quanto accaduto alla ciclista olandese Van Vleuten. Lungo la discesa di Vista Chinesa – laddove il giorno prima il nostro Nibali era crollato – l'asfalto è insidioso a causa delle gocce di pioggia: l'atleta ‘arancione' perde il controllo della bici e va a sbattere con violenza contro un cordolo a bordo strada. L'impatto visivo della caduta è da brivido, le prime notizie (l'atleta è cosciente ma in stato di shock) sembravano abbastanza rassicuranti ma la donna è ricoverata in terapia intensiva con danni alla colonna spinale.

 

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Enna – Pubblicato l’albo delle associazioni presenti all’interno del territorio comunale

Pubblicato, dopo recente deliberazione della Giunta comunale presieduta dal sindaco Maurizi Dipietro, l’albo delle Associazioni presenti all’interno del territorio comunale. L’Albo, va ricordato, fu istituito dal Consiglio comunale nel 2012 a norma dell’articolo  89 dello Statuto, per   agevolare i rapporti di comunicazione e di collaborazione tra l'Amministrazione e le libere forme associative operanti nella Città e di regolamentare le concessioni di eventuali contributi. Le associazioni presenti in città sono addirittura 112 nel 2016, una cifra enorme, e tutte, potenzialmente, hanno diritto, avendo i requisiti, di accedere, a contributi, che per intenderci sono significati dai vari manifesti, inviti o locandine dove è scritta la dizione “ col patrocinio del Comune”.

E l’Albo spazia da associazioni di volontariato, a confraternite, a gruppi culturali ed anche folcloristici in merito alle quali attività il comune potrebbe impegnare dei fondi o dare in comodato d’uso gratuito propri locali. A tutt’oggi, va ricordato, non essendo stato approvato il Bilancio, sembrerebbe che le attività di molte di queste associazioni siano state ufficialmente riconosciute dalla Giunta ma per le stesse, la Giunta medesima, stante la mancanza del Bilancio non avrebbe assunto alcun impegno di spesa, sicchè importanti manifestazioni si sarebbero potute celebrare solo grazie alla buona volontà delle associazioni medesime che hanno anticipato i fondi. Ma alcune associazioni lamentano l’esagerato numero di entità presenti sul territorio, tutte legittimate a chiedere fondi attraverso il patrocinio ma molte di esse, specialmente quelle di volontariato, latitanti nelle giornate campali tant’è che il giorno della festa della Patrona Maria Santissima della Visitazione, a supportare l’operato eccellente delle Forze dell’ordine , Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Polizia locale e Vigili del Fuoco erano presenti soltanto la Protezione civile , presieduta dal responsabile del Coc, il geologo Lorenzo Colaleo, supportato dal presidente Cittadino Lucio Bonasera e la Confraternita di Misericordia, guidata dal noto medico anestesista Davide di Fabrizio.

La Misericordia ha assicurato il Punto medico avanzato mentre la Protezione civile ha curato la logistica e i pubblici soccorsi. Lorenzo Colaleo, da più di trentanni attivo nel campo del volontariato,  con la sua Protezione civile che ha spento quest’anno le 26 candeline con ben 200 soci solo ad Enna città ed assicurando un servizio continuo h24 di 15 persone, decorato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri del titolo di Cavaliere per aver coordinato a livello nazionale importanti operazioni all’estero, da noi sentito, ha  dichiarato: “non so se esistano altre associazioni che abbiano i nostri stessi fini, ma qualora vi siano, auspico che per la festa della Madonna si prodighino tutte per i servizi appositi”.

Mario Antonio Pagaria

 

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Enna – Polemiche tra il sindaco Maurizio Dipietro e il suo predecessore Paolo Garofalo

Polemica a colpi di note stampa tra il sindaco Maurizio Dipietro e il suo predecessore Paolo Garofalo. Dipietro ha dichiarato che i problemi della città sarebbero atavici e dovuti ai malgoverni precedenti, che, va ricordato, sono stati di Centrodestra (coalizione che lo sostiene) e di Centrosinistra. Dipietro, ha prodotto una carrellata di accuse contro il Pd e contro Garofalo, accusando il Pd regionale di avere emesso l’ordinanza sui rifiuti che ha portato all’attuale stato di sporcizia le città, ad aver asseverato gli Ato che hanno accumulato negli anni centinaia di milioni di debiti ed in particolare sotto la Giunta Garofalo.

Poi ha ricordato che la società gestrice della piscina è stata nominata da Garofalo, che gli incendi causati dai fuochi di artificio possono verificarsi sotto tutte le amministrazioni, che la sua Giunta ha determinato l’uscita dal carrozzone dell’Ato. Ha attribuito al suo predecessore, la mancanza di prestigio acquisita dalla città, il suo essere stato part time, l’esagerazione nel conferire incarichi di consulenze e ha precisato ancora che l’ampliamento della discarica di Cozzo Vuturo è voluta dal Governo regionale. Garofalo questa volta non è stato zitto ed ha rispedito al mittente tutte le accuse tacciando, di fatto, Dipietro di pressapochismo e di populismo, facendo presente che l’Ato è previsto dalla legge e da esso non si può uscire, che la chiusura della discarica fu voluta nel 2012 dalla giunta provinciale di Centrodestra, coalizione che oggi lo appoggia.

Poi Garofalo ha fatto emergere l’ abitudine che Dipietro ha di scaricare le colpe dei problemi della città sui suoi predecessori: “se con i fuochi di artificio ad Enna bassa rischiano di prendere fuoco le auto parcheggiate, la colpa è del vento, se la città è piena di erbaccia che non si taglia la colpa è della passata amministrazione, se la città è sporca la colpa è del Pd, se i cani randagi stanno diventando più dei topi che ballano sulla spazzatura la colpa è un po’ mia, un po’ del Pd, se si impiegano mesi per riparare una buca che ha isolato l’intero quartiere dello Spirto Santo – Fundrisi – Via Mercato, la colpa è del gruppo del Pd, se gli uffici sono disarticolati la colpa è del personale, se non si partecipa ai bandi la colpa è degli uffici.” Caustico e determinato Garofalo ha proseguito: “Se la Settimana Federiciana, la Festa della Patrona, e chissà quanto altro ancora si realizzano grazie al fatto che anticipano i soldi i privati, le confraternite, quella Comunità che è il tessuto sano della Città, la colpa di chi è? Se non si fanno, dopo anni, la Settimana della Cultura, i Dieci Giorni dello Sport, la colpa di chi è? Se non si riesce a portare un’ipotesi di bilancio al Consiglio Comunale e il Comune di Enna si fa commissariare la colpa di chi è? Se i dipendenti sono tutti da cambiare, i dirigenti li ha già cambiati, l’opposizione fa schifo, la vecchia amministrazione era inutile, il Pd tutto da buttare… che resta? Ovviamente oltre al concorso della Polizia di Stato, e ai due milioni di euro promessi per l’ennesima volta a questo Comune e a questa Provincia per le strade”.

Mario Antonio Pagaria

 

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Enna – Il consigliere del PD Mario Tremoglie verso le dimissioni

 Si sarebbe dimesso il consigilere del Pd Mario Tremoglie, sia dall’incarico di presidente della Commissione lavori pubblici sia da quello di consigliere comunale. Scriviamo al condizionale perché queste dimissioni, sono per adesso solo presunte, poiché stando a quando dichiara il presidente del consiglio comunale, non sarebbero state ratificate da atti ufficiali previsti dal regolamento. Ma cosa è accaduto? Nei giorni scorsi il piddino Tremoglie, a  margine dei lavori di una commissione da egli stesso presieduta, dichiarava a verbale le sue dimissioni da presidente della stessa e comunicava alla stampa di aver inviato un telegramma al presidente del Consiglio Comunale Ezio De Rose per ufficializzare tale decisione.

Ma Tremoglie, subito dopo convocava una Commissione, che a dire di Maurizio Bruno, capogruppo di Patto per Enna, essendo dimissionario, non avrebbe potuto convocare, in quanto non più presidente della stessa. E Bruno ha portato a conoscenza di ciò la cittadinanza attraverso un comunicato stampa dove pone un quesito allo stesso Tremoglie ed uno al presidente Derose A Tremoglie ha chiesto: “Mi piacerebbe capire come può un presidente dimissionario, con dimissioni per giunta date durante la seduta della Commissione di giorno 21 luglio e dichiarate a verbale sotto dettatura, convocare in data 29 luglio una seduta di Commissione” mentre a Derose formula la seguente domanada: ” mi piacerebbe che il Presidente del Consiglio Derose spiegasse chiaramente se il telegramma inviato da Tremoglie ufficializza o no le sue dimissioni.

E di quale ratifica parla il consigliere, quale ratifica necessiterebbero le sue dimissioni? Il nostro regolamento non fa riferimento ad alcuna ratifica”. Tremoglie, da noi sentito ha confermato le dimissioni da presidente della Commissione mentre non ha rilasciato alcuna dichiarazione relativamente alla sua decisione di lasciare Sala d’Euno, decisione sulla quale,  pare stia ancora riflettendo. Derose ha subito risposto a Bruno, “E’  alquanto singolare che il Consigliere Bruno, gia’ Presidente del Consiglio Comunale, nella precedente legislatura chieda chiarimenti a questa presidenza in riferimento alle presunte dimissioni del Consigliere Tremoglie. L’articolo 22 comma 2 del regolamento del Consiglio Comunale, e l’articolo 19 comma 1 dello Statuto del Comune statuiscono che le dimissioni dei consiglieri comunali sono indirizzate al Presidente e presentate per iscritto alla Segreteria del Comune o formalizzate in seduta consiliare, sono irrevocabili, acquistano efficacia immediatamente e non necessitano di presa d’atto.” Nulla di quanto prescritto, ha proseguito Derose,  e’ stato presentato alla segreteria del comune o formalizzato in seduta consiliare. Derose ha precisato,  infine che nessuna comunicazione gli e’ pervenuta sia da parte di Tremoglie  che da parte del vice presidente della 4^ commissione, in riferimento ad eventuali dimissioni del presidente,  precisando, inoltre, che il verbale della seduta del in questione (21716) deve ancora essere letto ed approvato dalla stessa commissione.”

Mario Antonio Pagaria

 

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Paura delle moschee e pruriti elettorali

Le prime giornate di questo agosto 2016 a Piazza, che verrà ricordato per essere il più vuoto di iniziative e noioso degli ultimi decenni, trascorrono lente tra una granita ai tavolini dei bar e una passeggiata serale per sconfiggere la calura (e mano male che ora, con le Olimpiadi, ci sarà qualcosa da fare seduti davanti il televisore …).

E mentre i difensori della cristianità dell’XI sec. si preparano a ripetere per la sessantunesima volta il Palio sempre meno rievocazione storica e sempre più evento folkloristico e occasione di contese politiche che si nascondono dietro gli scontri tra comune e quartieri, sono i nuovi crociati del XXI sec. che approfittano della mancanza di notizie per ritagliarsi qualche spazio.
Sono stato indeciso se accontentarli o ignorarli come meriterebbero, ma alla fine mi sono deciso a dar loro soddisfazione.
I novelli crociati si stanno raccogliendo attorno a un condottiero un po’ attempato, Fabrizio Tudisco, politico di destra di lunghissimo corso, cui non sarà parso vero di trovare una bandiera da sventolare nell’approssimarsi delle elezioni amministrative. Così è nato il comitato per il NO al protocollo d’intesa con gli Arabi che si riferisce a un documento sottoscritto qualche settimana fa dai sindaci di Aidone, Piazza e Valguarnera e dal Soprintendente di Enna con un rappresentante della famiglia reale saudita. 

Il protocollo d’intesa riguarda la costituzione di un centro di cultura islamica denominato “King Salman Cultural and Architectural Islamic Arabic Center” con lo scopo ultimo di promuovere la cultura islamica, il quale dovrebbe investire 30 milioni di euro in due anni nei tre comuni attraverso una fondazione da costituire.
Il Sole 24 ore ha rivelato che l’idea è nata in occasione dell’Expo all’archeologo Pierluigi Bonanno e all’imprenditore Gioacchino Arena interessato a esportare l’olio siciliano in Arabia e ha come obiettivo ufficiale la ripresa degli studi sulla dominazione araba in Sicilia e sulle sue permanenze nella cultura siciliana attuale per favorire l’integrazione tra il mondo cristiano e quello islamico.
Questo obiettivo si perseguirebbe attraverso la costruzione di una moschea ufficiale a Valguarnera (la seconda in Italia), la istituzione di una facoltà di civiltà islamica della Sicilia antica (!) con sede estera, ma con attività di vacanze studio in Sicilia con gli studenti ospitati in un campus da realizzare.
Si legge anche nel documento che l’outlet di Agira favorirebbe la nascita di un hotel di lusso la cui clientela potrebbe frequentare i negozi di alta moda dell’outlet e, al tempo stesso, la moschea. Come dire, se fossimo in ambito cristiano, “il diavolo e l’acqua santa”. L’investimento riguarderebbe una serie di fumose attività culturali per ospitare le quali occorre acquistare immobili e una più concreta realizzazione di un campo fotovoltaico da 260 km per creare reddito.

Contemporaneamente a questa prima fase di investimenti ne inizierebbe un’altra con la costruzione del campus universitario, di una SPA con campi sportivi, di due moschee (si parla di restauro (?!?)) ad Aidone ed Enna, costruzione di quella nuova a Valguarnera. Poi una terza fase, nel triennio successivo, con la costruzione dell’albergo, la trasformazione del campus in Università privata e l’acquisizione di un nuovo campo fotovoltaico addirittura da 5 MW.

Di fronte a questa operazione i neo crociati si sono scatenati affermando che il comitato « si è reso necessario per contrastare l’attuazione di questo vasto programma che, probabilmente , porterebbe ad “islamizzare” il territorio con il pretesto della riscoperta della cultura araba di 900 anni fa a fronte di un presunto finanziamento di 30 milioni di euro»
Allora proviamo ad analizzare oggettivamente la situazione. L’intero progetto sembra fumosissimo soprattutto se si pensa alla presenza islamica in provincia di Enna assolutamente trascurabile sia rispetto alle province con la maggiore percentuale di islamici in Italia, che a quelle siciliane come Agrigento e Ragusa. L’unica cosa che appare concreta e che, a pensare male, potrebbe essere il vero obiettivo dell’operazione, sarebbero di due campi fotovoltaici che produrrebbero oltre 5,2 megawatt di energia e che, immagino, creerebbero un impatto ambientale e paesaggistico devastante.
Ma se anche ci fosse dietro una vera intenzione di creare istituzioni culturali e religiose islamiche, la reazione dei neocrociati sarebbe quella giusta? 

L’islamista Laura Battaglia dell’Università Cattolica di Milano ha affermato che gli investimenti in sé potrebbero essere utili per recuperare patrimonio culturale altrimenti destinato ad andare ulteriormente in malora, ma ha sottolineato che occorre stare attenti a un possibile obiettivo della famiglia reale saudita, di fede wahabita, cioè integralista, che «non ha interesse per il dialogo culturale e religioso, ma punta invece alla promozione della sua visione del mondo e alla diffusione dell’Islam wahabita.»
Lo scrittore e storico di origini valguarneresi Enzo Barnabà ha aggiunto che occorre che quel documento vada integrato con il pensiero delle comunità che dovrebbero accogliere l’iniziativa per trovare un punto di mediazione che potrebbe essere dato dalla riduzione delle dimensioni della moschea, da un controllo dello Stato sulle attività del centro culturale per verificare che mantengano un profilo scientifico e con un direttore nominato da un’università italiana e da una verifica sull’impatto che le attività previste potrebbero avere sul territorio.

Queste – il confronto – sono le basi per la vera integrazione tra cittadini di cultura cristiano-europea e cittadini di cultura islamica e non le posizioni basate sulla paura che – ha osservato qualche giorno fa Zygmunt Bauman su Repubblica: «è ancora il sentimento prevalente del nostro tempo. Ma bisogna innanzitutto intendersi su quale tipo di paura sia. Molto simile all'ansia, a un'incessante e pervasiva sensazione di allarme, è una paura multiforme, esasperante nella sua vaghezza. È una paura difficile da afferrare e perciò difficile da combattere, che può scalfire anche i momenti più insignificanti della vita quotidiana e intacca quasi ogni strato della convivenza»  e, ha aggiunto, «Com'è evidente, i profitti elettorali che si ottengono stabilendo un nesso di causa-effetto tra immigrazione e terrorismo sono troppo allettanti perché i concorrenti al gioco del potere vi rinuncino».
Ecco, Bauman ha scoperto il gioco di Salvini, di Le Pen, di Trump e, si parva licet componere magnis, di Tudisco.
Invece, manteniamo la calma e, forti della nostra cultura, confrontiamoci con gli altri, come , saggiamente, auspica papa Bergoglio lavorando insieme, innanzitutto, contro ogni forma di violenza.

Carmelo Nigrelli

 

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Francia, incendio in un bar durante una festa di compleanno: 13 ragazzi morti


La città di Rouen ancora protagonista di una tragedia: dopo l'omicidio in chiesa di Jacques Hamel, il parroco di Saint Etienne du Rouvra ucciso da un estremista islamico, stavolta è un incidente in un bar a lasciare sgomenti: nel caffè Cuba Libre si è infatti sviluppato un pauroso incendio a quanto pare per cause accidentali intorno all'una della scorsa notte. Il bilancio è pesantissimo ed è di 13 morti e numerosi feriti. Sul posto è subito intervenuta una squadra di vigili del fuoco, che ha tentato di domare le fiamme per tre ore recuperando i cadaveri e soccorrendo i sopravvissuti.

Per i primi minuti si è temuto in un nuovo attentato terroristico, ma ben presto la polizia ha escluso l'ipotesi, soprattutto dopo aver raccolto le testimonianze di alcuni presenti e i pareri dei vigili del fuoco. Le vittime sono tutti ragazzi tra i 18 e i 25 anni. E il bilancio potrebbe aumentare, visto che i sei feriti, come riferiscono le fonti ospedaliere, sono in condizioni gravissime.

Stando a quanto accertato dalle autorità le fiamme sarebbero divampate in uno scantinato del pub intorno alla mezzanotte, avvolgendo in breve tempo tutto il locale e intrappolando gli avventori all'interno. Le cause tecniche dell'incendio sono in corso di accertamento: sul posto sono rapidamente intervenuti i vigili del fuoco, che hanno fatto di tutto per spegnere l'incendio lavorando alacremente per ore: sei persone sono state estratte con gravissime ustioni, quindi medicate sul posto e trasportate in ospedale. Le loro condizioni sono disperate. Tra le macerie però i pompieri hanno estratto anche 13 vittime, ancora da identificare. Undici testimoni sono stati condotti in Questura per ricostruire l'accaduto e individuare eventuali responsabilità.

Stando a quanto è al momento noto alla polizia in quelle ore nel locale si stava tenendo una festa privata di compleanno. A quanto pare il soffitto insonorizzato ha preso fuoco immediatamente propagando rapidamente le fiamme e rilasciando gas tossici.

 

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Piazza Armerina – prove dei tamburi del Palio, alcuni cittadini si lamentano

Anche se il Palio dei Normanni è considerato un momento di festa per i residenti di via Conte Ruggero il periodo che precede i tre giorni della manifestazione si trasforma ogni anno in un incubo. La causa è il suono dei tamburi e degli squilli di trombe che provengono dalla zona prospiciente il cimitero Bellia che è stata scelta quale location dove esercitarsi da parte dei gruppi musicali che accompagnano il Palio.

“Dalle 21 a volte fino a mezzanotte siamo costretti a sentire il suono dei rullanti che si esercitano – ci racconta un abitante della zona – e spesso non riusciamo ad ascoltare neanche la televisione tenendo conto che a causa della calura estiva non è possibile tenere chiuse le imposte”

Quando la sede delle prove musicali diventa quella dell’ex Aias a lamentarsi è il personale dell’ospedale Chiello dove il suono di rullanti  non permette il giusto riposo ai pazienti. Segnalazioni in tal senso sono giunte agli organizzatori del Palio nei giorni scorsi.

“In passato, quando le prove si protraevano fino a notte fonda, chiamavamo i carabinieri, – continua il residente della zona – ma alcune sere fa quando i militari sono arrivati non hanno potuto far nulla perché è stata mostrata loro un' autorizzazione rilasciata dal comando della Polizia locale.
Mi chiedo sulla base di quale principio si possa autorizzare che vengano emessi “ rumori molesti” fino a tarda sera”. 

Non è escluso che nei prossimi giorni al sindaco venga recapitata una richiesta firmata dai residenti nella quale si chiede che venga rispettato il loro diritto alla quiete nelle ore serali e notturne. 

 

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Campagna della Polizia di Stato contro le truffe agli anziani

“Non siete soli #chiamateci sempre” è il claim che la Polizia di Stato ha scelto di legare alla nuova campagna contro le truffe agli anziani. L’iniziativa è stata lanciata tramite un video pubblicato sulle pagine ufficiali Twitter e Facebook della Polizia di Stato e dell’Agente Lisa. Il progetto ha quest’anno un testimonial d’eccezione, Gianni Ippoliti, ideatore degli spot che, in questi giorni, verranno lanciati sui canali social della Polizia di Stato.

Il conduttore televisivo, con la collaborazione degli attori Fabiana Latini e Giovanni Platania, lancia un semplice e preciso messaggio agli anziani: diffidate degli estranei e chiamate la Polizia. Sono purtroppo tanti i casi di anziani che, soprattutto nel periodo estivo, vengono avvicinati e raggirati. Il fenomeno, infatti, ha avuto un sensibile aumento negli ultimi 3 anni, facendo registrare il picco nel 2015 con circa 15.000 casi accertati di truffe ai danni di over 65. Nella provincia di Enna il trend risulta essere in calo,a testimonianza dell'importanza di queste campagne di sensibilizzazione.

La casistica è infinita. Tra le truffe più ricorrenti ci sono quelle in abitazione che iniziano sempre con una scusa per entrare in casa: controllo del gas, lettura della luce, consegna di un pacco o, addirittura, finti appartenenti alle forze dell’ordine. In strada gli anziani vengono avvicinati in prossimità delle banche o degli uffici postali dopo aver ritirato denaro oppure vicino casa da sconosciuti che si fingono conoscenti di vecchia data, i quali, con modi gentili, si fanno invitare a casa per svuotarla dei preziosi. Una terza tipologia è la telefonata di un falso parente o di un falso amico di un famigliare che richiede soldi preannunciando l’arrivo di un incaricato per il ritiro. In tutti questi casi, come dice Gianni Ippoliti “Non siete soli…#chiamateci sempre”.

 

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Valguarnera – Il sindaco Draià:” le bugie hanno le gambe corte”

[COMUNICATO STAMPA] Prima o poi dovrà farsene una ragione. Il cittadino e Leader Leanza, che non ha contezza di come si amministra la cosa pubblica, probabilmente anche a ragione della sua inesperienza non avendo mai amministrato, oggi si riscopre anche un esperto contabile, qualità per le quali ci si interroga sul perché non abbia deciso di scendere in campo mettendoci la sua faccia.

Purtroppo, anche correndo il rischio di ripeterci, il gruppo “L’Altra voce per Valguarnera”, sembra avere ormai perso la strada della politica propositiva del territorio e dei cittadini, per evidenti carenza di argomentazioni, e abbia deciso di dedicarsi a sterili e strumentali, ma poco efficaci, tentativi di attaccare l’amministrazione, con lo strumento delle notizie palesemente false e tendenzioso cercando in tutti i modi di denigrare l’operato di un’amministrazione che con il lavoro costante e abnegazione sta facendo rifiorire Valguarnera. E’ stato affermato che gli operatori ecologici non vengono pagati da tre mesi!?!?! Spiace dissentire ma chi afferma ciò è poco o male informato: evidentemente le sue fonti non sono attendibili o ci ha provato. Innanzitutto si ricorda e precisa che gli operatori ecologici non sono dipendenti comunali ma dell’ATO EnnaEuno e pertanto da quest’ultimo vengono pagati.

Il Comune paga la società che gestisce il Servizio della Raccolta dei Rifiuti, servizio per il quale il nostro Ente ad oggi non ha debiti nei confronti della società in quanto le fatture regolarmente emesse sono state puntualmente pagate. Si ricorda che l'mministrazione ha ereditato una situazione disastrosa riguardo la gestione della raccolta dei Rifiuti, problema che chi mi ha preceduto dovrebbe conoscere meglio di me, essendo stato presidente della SRR che oggi risulta commissariata, e che non ha fatto nulla per garantire il corretto espletamento del servizio, per l’avvio della raccolta differenziata in tutto il territorio Ennese e il transito del personale dall’ATO alla SRR. Questa amministrazione in un contesto dove molti paesi sono invasi dalla spazzatura con molte difficoltà stiamo cercando di mantenere il nostro paese pulito. E presto partiremo con il Servizio di raccolta differenziata. Per una maggiore precisione quindi se gli operatori non percepiscono mensilità sicuramente non è e non sarà a causa del nostro Comune ma dell’ATO che, come ben tutti sanno è in liquidazione, oltre ad assere commissariata. In secondo luogo in relazione al pagamento degli Operatori dell’ex R.M.I, corre l’obbligo innanzitutto di rasserenare gli operatori perché l’amministrazione non solo è sensibile e vicina alla loro situazione, ma anche andando oltre a ciò che si era concordato con gli stessi, ha già provveduto al pagamento della mensilità di Maggio e presto saranno messe in pagamento le altre 2 rimanenti.

Per opportuna conoscenza si rammenta che per garantire le mensilità di Gennaio –Febbraio e Marzo l’amministrazione ha anticipato la somma di Euro 43.000,00 euro, e per essere il più trasparenti possibile si comunica che in data 26.07.2016 è stato effettuato il mandato da parte dell’Assessorato Famiglia al nostro Ente che è in attesa dell’effettivo incasso. Sempre sulla vicenda, pur evidenziando la scarsa e strumentale informazione che si tenta di divulgare, il portavoce del gruppo “L’Altra voce per Valguarnera” sulla vicenda risulta incoerente anche sulla questione delle anticipazioni di tesoreria, perché quando l’Amministrazione ha utilizzato tali anticipazioni per pagare gli operatori, il gruppo di minoranza ha attaccato l’Amministrazione per tale procedura, ma oggi si riscopre e si erge paladino e difensore di soggetti che realmente hanno problemi economici ma che avevano già concordato con l’amministrazione che il pagamento delle 3 mensilità di maggio, giugno e luglio sarebbe avvenuto solo quando la Regione inviava il decreto del riparto delle somme.

La verità è sotto gli occhi di tutti, le bugie hanno breve durata e gambe corte. Ma si capisce la paura di certi soggetti, che, alla ricerca dell’agognata visibilità, cercano in tutti i modi di far parlare di sé, ma i cittadini sanno, vedono e deducono, questo è quello che conta. Senza poi contare quanto strumentali e sterili siano tutte le argomentazioni sull’utilizzo delle anticipazioni di cassa di cui si è sempre fatto ricorso e di cui si farà solo che si pensi che tutti i comuni dell’isola sono ancora in attesa dei trasferimenti regionali e statali: o forse il Leader del gruppo “L’altra Voce” non ne è a conoscenza? Si ricorda ancora che, tra i primi su tutti, da pochi giorni è stato approvato il bilancio preventivo e i fornitori vengono e verranno pagati seguendo i tempi tecnici e amministrativi che probabilmente il sig. Leanza non può comprendere non avendo mai fatto attività amministrativa, né ha mai ricoperto cariche tra gli organi comunali e pertanto le sue dichiarazioni saranno certamente frutto di queste mancanze. Spazzando via ogni polemica in verità è veramente importante precisare che questa Amministrazione si distingue per l’impegno quotidiano per mantenere gli equilibri “precari” economico-finanziari a cui tutti gli enti locali oggi sono soggetti per i tagli e la mancanza dei trasferimenti statali e regionali, pur mantenendo i servizi essenziali, la solvibilità dell’Ente, il pagamento degli stipendi e dei servizi essenziali ed obbligatori, essendo certi che tutto questo non produrrà nessuna delle imminenti catastrofi ipotizzate.

Si ricorda al Gruppo “L’Altra voce per Valguarnera” che questa amministrazione, mentre i consiglieri di minoranza abbandonano sempre più spesso l’aula durante le votazioni, sta mantenendo le promesse elettorali, garantendo i servizi essenziali esistenti, implementandoli con altri richiesti dai cittadini, non dimentichiamoci il servizio mensa, i servizi di Pubblica utilità. Si lavora anche per riportare in vita le vecchie tradizioni che devono sempre rimanere vive nella mente di ogni Valguarnerese, perché Valguarnera sia veramente viva e le feste sono parte della storia delle tradizioni che altri avevano cancellato, forse perché più attenti ad altro. Questa amministrazione persegue l’interesse della collettività che ha l’onore di rappresentare senza assecondare nessun interesse individualistico. Basta farsene una ragione.

 

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Al via oggi le manifestazioni dell’estate Troinese

 Con un cartellone variegato e denso di appuntamenti, anche quest’anno l’estate troinese allieterà le calde serate d’agosto di concittadini e turisti con una lunga serie di eventi all’insegna della musica, dell’arte, della cultura e dello shopping.

Le manifestazioni, organizzate dal Comune in collaborazione con la sede locale della Pro Loco e con il patrocinio dell’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, prenderanno l’avvio questa sera alle ore 21.00, in piazza Conte Ruggero, sulle note musicali della “Sicilia Festival” di Diego Caltabiano, Luca Virago e Pippo Barone.
Spazio alla memoria e alla storia, domenica 7 agosto, sempre in piazza Conte Ruggero, per la commemorazione della “Battaglia di Troina”, combattuta tra il luglio e l’agosto del 1943, per poi spostarsi nel quartiere “San Basilio” che quest’anno ospiterà il ferragosto.

Evento clou dell’agosto troinese sarà la notte bianca, sabato 13 agosto, dalle ore 21.00 fino all’alba, che quest’anno si svolgerà lungo le vie Nazionale e Umberto.
“Anche quest’anno – ha spiegato l’assessore al turismo e allo spettacolo Giuseppe Macrì – , ci prepariamo con vari eventi e manifestazioni alla realizzazione di questa notte bianca, giunta già alla sua quarta edizione. Ci auguriamo, complici del successo degli anni precedenti, una buona riuscita dell’iniziativa che, oltre a animare e far conoscere la nostra città, contiamo possa richiamare turisti da fuori porta e incrementare l’economia locale”.

Esercizi commerciali aperti, 6 postazioni musicali con gruppi itineranti, scuole di danza, banda musicale e artisti di strada si alterneranno da via Nazionale fino a via Pintaura, itinerando per tutta la notte, che si concluderà alla prime luci dell’alba con la “discoteca sotto le stelle”, a partire dalle ore 2.00 in poi, in 3 diverse locations poste lungo l’itinerario.
Spettacoli e concerti musicali si susseguiranno venerdì 12, domenica 14 e lunedì 15 agosto sempre in piazza Giacomo Matteotti, martedì 16 nel quartiere “San Rocco” e sabato 27, a conclusione dell’estate, in piazza Falcone e Borsellino.
Sabato 20 e domenica 21 agosto, appuntamento invece allo stadio comunale “Silvio Proto” per tutti gli appassionati di equitazione e non solo,  per il Gran Galà Equestre, a cura dell’ Associazione EQUICLUB Troina.
Spazio e attenzione, come sempre, anche ai più piccoli, per i quali, fino a giovedì 11 agosto, saranno disponibili i giochi gonfiabili in piazza Giacomo Matteotti.

 

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Piazza Armerina – Gli sconfitti del Palio dei Normanni

Il Palio dei Normanni deve ancora svolgersi così come la quintana del saraceno che determinerà i vincitori di questa edizione della manifestazione ma possiamo già oggi indicarvi i nomi di due sconfitti: il primo è quello dell’assessore al turismo Giancarlo Giordani, il secondo appartiene al coordinatore del Palio Germano Crocco.

Giancarlo Giordani  è stato nel passato al centro di numerose polemiche in relazione alla conduzione della manifestazione. Sulla sua gestione si è accentrata soprattutto la critica da parte dei quartieri durante le polemiche, non ancora sopite, che hanno preceduto l’avvio di questa edizione del Palio. Di Seri, Arena e Rausa, presidenti dei comitati di quartiere, tra le richiesta presentate al sindaco  hanno inserito l’estromissione dall’organizzazione del Palio dell’assessore al turismo.  Giordani non deve aver accettato con grande entusiasmo la richiesta del sindaco di farsi da parte per “il bene della città”  tant’è che da qualche giorno girano insistenti voci sulle sue presunte dimissioni.
E’ la prima volta che ufficialmente un sindaco esautora un assessore in un contesto così importante e le dimissioni ci sembrano l’unico modo con il quale Giordani può rispondere ad un atto nei suoi confronti così grave e, per alcuni versi, umiliante. 

L’altro sconfitto è sicuramente il Coordinatore del Palio, Germano Crocco, anche lui indicato come “persona non gradita” nei vari incontri che precedono il Palio. Crocco, che negl’anni passati aveva curato la nomina dei componenti della commissione che seleziona i figuranti, ha dovuto inoltre cedere alla richiesta di nominare due membri legati ai quartieri sui tre necessari. 
“Giorno 14 agosto, al termine del Palio, – ha dichiarato il coordinatore – sono intenzionato a rassegnare le mie dimissioni. Non esistono più le condizioni per far bene il mio lavoro”. 
Altre dimissioni che in questo caso privano il Palio di una figura determinante vista anche la grande esperienza maturata. 

Nicola Lo Iacono. 

 

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Terrorismo, Obama: “Gli Stati Uniti continueranno a combattere lʼIsis senza sosta”

“Continueremo a lottare contro l’Isis senza sosta, in maniera implacabile” e alla fine “la sua sconfitta sarà inevitabile”. Non lascia spazio al caso il presidente Usa, Barack Obama, rispondendo alle critiche sui possibili obiettivi civili colpiti nei bombardamenti.  "Nonostante il declino dello Stato islamico in Siria e in Iraq – ha poi aggiunto – il Califfato ha ancora la capacità di ispirare attacchi, anche negli Stati Uniti. Ma li combatteremo senza sosta". Il numero uno della Casa Bianca ammette però  che “la situazione è complessa e non può essere risolta solo con la forza militare. Anche i leader dello Stato islamico sanno che perderanno, sanno che perderanno Raqqa e Mossul". Quindi ricorda che gli USA stanno lavorando con "l'Iraq per aumentare le operazioni umanitarie in modo che l'Isis non possa attecchire".

Per quanto riguarda i raid sulla Libia ha ribadito che sono “i più precisi della storia”, in corso "su richiesta di Tripoli" e che gli Usa "appoggeranno sempre il governo locale nella lotta contro l'Isis". Sulla Siria, invece, la posizione degli Stati Uniti è decisa: “È spregevole quanto sta accadendo – dichiara Obama -; gli Stati Uniti sono pronti a lavorare con Mosca per bloccare la violenza in Siria ma la Russia non ha fatto i passi necessari per riacquistare la nostra fiducia”. “È tempo – ribadisce il presidente Usa – che la Russia dimostri di voler davvero porre fine alla guerra civile in Siria”.

Il presidente degli Stati Uniti ieri ha compiuto 55 anni. E’ stato il suo ultimo compleanno alla Casa Bianca. Obama ha però festeggiato con consapevolezza di avere un livello altissimo di approvazione, il più alto suo secondo mandato. Secondo quanto rivela infatti un sondaggio della Cnn, Obama ha l'appoggio del 54% dei cittadini contro il 45% che boccia il suo operato. Un anno fa, ad agosto, l'indice di approvazione era al 47%.

 

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Liberi consorzi: disposto il rinvio delle elezioni dell’ente intermedio

[COMUNICATO STAMPA] L’ENNESIMO RINVIO DELLE ELEZIONI RAGGIUNTA QUOTA 7 DI UNA RIFORMA PASTICCIATA Riforma? Una vera e propria telenovelas a puntate, in salsa siciliana. Ieri, l’ARS ha disposto il rinvio delle elezioni dell’ente intermedio, appena indette per l'11 settembre nel caso dei Liberi Consorzi e per il 25 settembre nel caso del Consiglio Metropolitano, procrastinando i termini dal 1 ottobre al 30 novembre del corrente anno. Con quest’ultimo passaggio in aula a Sala d'Ercole, salgono a 7 gli interventi legislativi in materia di Liberi Consorzi e Città Metropolitane sfoggiati dall'Assemblea regionale siciliana. Non appena si tenta di mettere una “pezza” a questa pseudo-riforma, puntualmente si apre una nuova falla.

Succede così che dai 1.200 giorni occorsi sino ad oggi, se ne aggiungeranno presto altri 90, sempre se bastano! I comitati CSAG Gela, Pro Referendum Piazza Armerina, Liberi Consorzi Niscemi e Consulta di Niscemi, avevano anticipato che non sarebbe stato possibile svolgere le elezioni, perché c’è un problema riguardante la rappresentatività ed il peso dei comuni, a causa del mancato raccordo delle LR 11/15 e 15/15, in quanto i comuni andati al voto lo scorso giugno hanno un peso di rappresentanza inferiore del 20% rispetto a tutti gli altri comuni siciliani. Ufficialmente la Regione rinvia perché dovendo scegliere tra dichiararsi incompetenti oppure fannulloni, hanno scelto quest’ultima opzione. Appare persino ovvio. Infatti, la motivazione dichiarata in aula da alcuni parlamentari è che ad agosto molti sono in vacanza e quindi non è possibile espletare tutto l’iter in un mese così “poco lavorativo”, specie nel comporre le liste.

Un arduo compito, lo comprendiamo. Come no. Ma la domanda sorge spontanea: ma quando hanno stabilito i termini precedentemente, non si sono ricordati che agosto è il mese delle ferie estive? Noi, invece, siamo convinti diversamente, tant’è che ci aspettiamo prima delle nuove indizioni delle elezioni dell’ente intermedio, un passaggio legislativo che elimini la differenza di peso rappresentativo tra comuni, benché siamo perfettamente consci di quanto l’argomento rimanga spinoso e, per questo Parlamento regionale – considerate le performance di cui si è reso capace -, di difficile soluzione. Invero, si naviga a vista su un argomento che riguarda la riorganizzazione dell’ente intermedio siciliano, creando di fatto dei danni legati alla mancanza di organizzazione, di raccordo tra enti, di incertezze, perché – per chi lo avesse dimenticato – rimane ancora irrisolto il nodo delle modifiche territoriali. La LR 15/15 all’art. 44 comma 2 cita: Art. 44 Norma transitoria in materia di adesione alla Città metropolitana di Catania ed al libero Consorzio comunale di Ragusa Nell’ipotesi di variazione territoriale ai sensi del comma 1, il Governo della Regione presenta all’Assemblea regionale siciliana il disegno di legge che prevede le modifiche territoriali ai liberi Consorzi comunali ed alle Città metropolitane.

Ebbene, l’art. 44 della LR 15/15 non è stato abrogato, è tutt’oggi in vigore e, come segnalato financo dalla nota del Sottosegretario alle Autonomie Locali, On. Gianclaudio Bressa, rimane del tutto inattuato. Quello che il Parlamento regionale in questo caso doveva produrre era una semplice Legge provvedimento ed, invece, spinto dal conservatorismo e dall’egoismo dei componenti affezionati ai collegi elettorali, ha sconfessato se stesso violando il principio di legalità. Oggi questo nuovo rinvio permette al Presidente della Regione e all’Assessore delle Autonomie Locali di ripresentare i DDL di variazioni territoriali, stavolta integrandoli con le.. “scuse” chieste dalla I Commissione e fatte proprie dall’ARS. Chiaramente vigileremo e, qualora il lasso di tempo diventi lungo, provvederemo come già fatto in passato.

Del resto, c’è in atto una guerra aperta tra la Regione e i cittadini ed amministrazioni dei comuni di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea. Inutile nasconderlo. Ne avremmo fatto a meno, ma – come abbiamo ripetutamente dimostrato – non ci tireremo indietro. Indubitabilmente, sappiamo che potrebbe succedere quello che è già avvenuto poche settimane fa, con la bocciatura dei DDL di variazione territoriale, ma il ricorso al Tar è già conservato nel cassetto, pronti a tirarlo fuori quando sarà il caso. Ma non è l'unica opzione a nostra disposizione. E se guerra deve essere, guerra sia, nel pieno rispetto delle Leggi. Le opzioni non sono poche, grazie ad una palese vulnerabilità mostrata da questa riforma, rimaneggiata 7 volte e contenente parecchi strafalcioni, tra cui quello segnalato dai comitati alcuni giorni or sono, che non permettono l’applicazione e quindi il completamento della riforma. Ma non solo, fin quando non verranno effettuate le variazioni territoriali, incombe la sospensione sulle elezioni dell’ente intermedio comportando altri rinvii.

Soprattutto, se esiste un problema con le variazioni territoriali inerenti le elezioni dei rappresentanti negli organismi di vertice dei 9 enti di area vasta, tale problema si riverserà a cascata anche sulle elezioni regionali, giacché anche in quel caso i collegi, ricalcati sulle ex province, risulteranno inattuali innanzi alle scelte effettuate da Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea. E se proprio vogliamo dirla tutta, dopo oltre un decennio ininterrotto in cui siamo sempre sul pezzo, con la modestia e l'umiltà che ha sempre contraddistinto la nostra azione, confessiamo che le soluzioni a questi strafalcioni prodotti, le abbiamo già. Noi siamo in grado di fornire alternative ai problemi creati da questo “legislatore” in materia di Liberi Consorzi e Città Metropolitane, ma l'attuale classe parlamentare e governativa deve meritare la collaborazione di questi cittadini nel processo legislativo-amministrativo, anziché reiterare nel sottovalutarci. Sbagliando e pagandone in qualche modo dazio, puntualmente. Il Parlamento regionale, pertanto, scenda dal piedistallo ed ONORI, in definitiva, l’impegno assunto con i comuni e soprattutto con i cittadini, attraverso le Leggi Regionali 8/14, 15/15 e seguenti, altrimenti, nonostante la vicenda continua ad essere ovattata ad arte, continueremo ad essere fonte inesauribile di problemi e contrasti senza soluzione di continuità, come d'altronde lo siamo già stati negli ultimi 11 anni.

Comitato liberi consorzi e citta metropolitane

 

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Piazza Armerina – Costituito il comitato ”No al protocollo d’intesa con gli arabi”

[COMUNICATO STAMPA] Un cospicuo numero di Cittadini , fortemente allarmati dal contenuto del protocollo d’intesa firmato l’8 maggio dai sindaci di Piazza Armerina, Aidone e Valguarnera con alcuni esponenti del Governo dell’Arabia Saudita, riunitisi spontaneamente ieri sera, hanno costituito un Comitato civico finalizzato alla richiesta popolare di revoca dell’atto. L’organismo si è reso necessario per contrastare l’attuazione di questo vasto programma che, probabilmente , porterebbe ad “ islamizzare” il territorio con il pretesto della riscoperta della cultura araba di 900 anni fa a fronte di un presunto finanziamento di 30 milioni di euro.

Nel corso degli interventi sono stati analiticamente trattati i vari passaggi programmatici del protocollo d’intesa che pongono molteplici interrogativi sul perché gli Arabi Sauditi sentono la necessità d’interessarsi , proprio adesso, al nostro territorio con la costruzione di una grande moschea , di un centro culturale islamico , di un campus universitario di cultura araba, di un grande albergo extra lusso per ospitare ospiti arabi etc. E’ notorio che l’Arabia Saudita è una Nazione araba di fede Whabbita , cioè la frangia più oltranzista dell’Islam , dove si applica quotidianamente la Sharia e più volte indicata dagli Intelligence occidentali e israeliani come Paese presunto che, occultamente e congiuntamente ad altri Paesi, finanzia il terrorismo islamico.

Lascia stupefatti e provoca reazione nella popolazione la superficialità con la quale i sindaci dei tre comuni hanno siglato il documento, in gran silenzio, senza preoccuparsi di “sentire” la popolazione e ancor di meno i consigli comunali, organi istituzionali di controllo e di indirizzo politico. Nessun finanziamento , anche se cospicuo e importante per territori poveri come i nostri, può essere barattato con la salvaguardia della sicurezza e della tranquillità della Collettività. Nella fattispecie il Sindaco di Piazza Armerina Filippo Miroddi ha evidenziato , nel corso di una recente intervista televisiva rilasciata nel programma “Frontiere” di Rai 1, di non conoscere alcuna problematica collegata alle misure di prevenzione del terrorismo islamico tanto da non preoccuparsene perchè egli dice “ ci sono l’America e le Nazioni Unite”… che ci proteggono.. che hanno suscitato diffusa ilarità nei confronti del primo cittadino piazzese. Il Comitato Cittadino , a cui Tutti possono aderire tramite la Pagina Facebook “Diciamo No al Protocollo d’Intesa con gli Arabi”è di già operativo e metterà in atto rapidamente una serie di iniziative d'informazione e dibattito popolare raccordandosi anche con gli altri Comitati che si stanno costituendo a Valguarnera e Aidone.

Il Comitato Civico denominato “NO AL PROTOCOLLO D’INTESA CON GLI ARABI” chiederà , a norma dello Statuto comunale, la convocazione del Consiglio comunale di Piazza Armerina per trattare urgentemente l’argomento, inoltre qualora fosse necessario , investirà i Superiori Organi Istituzionali e si metteranno in essere iniziative popolari e democratiche per la revoca dell’atto d’intesa.

Il portavoce del comitato

Fabrizio Tudisco

 

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Enna – Truffa dello ”specchietto”, denunciata una banda di Catanesi

Una rapina e decine di truffe allo specchietto messe a segno lungo la SS575 dal 2015 al 2016. Denunciata una banda di Catanesi dai Carabinieri di Enna I Carabinieri della Compagnia di Nicosia hanno denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Catania e a quella presso il Tribunale dei minori etneo, una banda di truffatori seriali che, con il vecchio raggiro dello specchietto, passava le giornate lungo la Strada Statale 575, tratto di strada molto trafficato per chi viaggia da e per Catania, che attraversa i territori della Contrada Grottafumata del Comune di Randazzo (CT), frazione Carcaci del Comune di Centuripe e il Comune di Troina, a bordo di un auto in cerca di vittime che pagassero subito in denaro contante.

Le indagini hanno avuto inizio nel mese di settembre 2015, quando la banda composta da tre soggetti, uno dei quali minore, ha compiuto l’ennesima truffa allo specchietto. Nel corso delle attività si è quindi appurato che i tre, tutti della provincia di Catania e pregiudicati, a bordo sempre della stessa autovettura, una Ford Fiesta grigia, si recavano lungo la SS575 in cerca di prede da colpire. Il trucco era sempre lo stesso. La banda, a bordo del proprio mezzo, attendeva parcheggiata sul ciglio della carreggiata lungo la SS575 la vittima e, non appena quest’ultima transitava in corrispondenza del loro mezzo, gli lanciavano un sasso in direzione della portiera, lasciandogli credere di aver urtato con lo specchietto retrovisore.

Per rendere ancora più plausibile la messa in scena, i truffatori erano riusciti anche a danneggiare lo specchietto del veicolo guidato, mostrandolo come prova dell'impatto avvenuto in precedenza. Le vittime prese di mira erano sempre donne, persone anziane o persone sole, la scelta infatti del luogo non era casuale i malfattori approfittavano del fatto che il tratto di strada interessato dalla SS575 è isolato e con poca ricezione telefonica. Gli automobilisti presi alla sprovvista, talvolta impauriti, senza pensare troppo all’accaduto, pagavano quanto richiesto. Le foto dei truffatori sono state raccolte e mostrate alle vittime, che per un presunto danno allo specchietto arrivavano a pagare centinaia di euro.

Durante le indagini sono stati accertati almeno 10 episodi di truffa messi a segno dalla banda, per oltre 1000 euro. Le indagini condotte dalla Stazione Carabinieri di Troina e Centuripe e coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania, sono durate quasi 5 mesi con appostamenti e raccolta minuziosa di prove e testimonianze, ed hanno consentito di accertare, oltre che gravi indizi in ordine alle truffe, anche elementi a carico di uno degli indagati per una rapina avvenuta lo scorso 24 ottobre 2015 in danno di un autotrasportatore di Bronte (CT), quest’ultimo, nella mattinata, mentre percorreva a bordo del proprio furgone la SS575, veniva avvicinato da due uomini alla guida di una Ford Fiesta che gli tagliavano la strada costringendolo ad arrestare la marcia del veicolo, per poi rapinarlo di tutto il contante che possedeva. Preziose le testimonianze fornite da molti cittadini Troinesi che, talvolta testimoni di questi episodi, si recavano tempestivamente dai Carabinieri a denunciare. Per evitare di cadere nel tranello della "Truffa dello specchietto" bisogna tener presente due semplici regole: chiamare immediatamente il 112 quando si è convinti che il fatto non sia vero e soprattutto mai lasciarsi convincere a pagare subito in contanti, anzi per far uscire allo scoperto il truffatore bisogna insistere per coinvolgere l’assicurazione e, se possibile, annotare subito targa e modello dell'auto da segnalare ai Carabinieri che in questo modo possono intervenire per individuare il truffatore di turno prima che sia troppo tardi.

 

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Enna, Prefettura – Riunione per la sicurezza pubblica

Nei giorni scorsi, in vista dell’intensificarsi del flusso veicolare della stagione estiva, si è tenuta una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduta dal Prefetto Dott.ssa Maria Rita Leonardi con la presenza dei rappresentanti provinciali delle Forze dell’Ordine, dei Sindaci di Enna, Piazza Armerina e Aidone, dei rappresentanti dei Vigili del Fuoco, dell’ASP di Enna, del Servizio del 118 di Caltanissetta, del Servizio di Protezione Civile di Enna, della Polizia Stradale, dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste e dell’Azienda Demaniale Foreste di Enna.

Nel corso della riunione, sono state esaminate le misure idonee a garantire, specialmente in concomitanza dei cosiddetti “esodi”, il massimo livello di sicurezza e di mobilità alle persone in viaggio sulle strade. In particolare, il Prefetto ha evidenziato come la prevenzione costituisca un punto nodale per la sicurezza delle strade che deve puntare a garantire il contrasto dei comportamenti di guida più pericolosi – specialmente se connessi all’utilizzo di sostanze alcoliche o stupefacenti – la piena efficienza dei veicoli adibiti al trasporto di persone ed il rispetto delle altre previsioni normative poste a tutela dell’incolumità dei viaggiatori. In questa importante opera di prevenzione, ha ribadito il Prefetto Leonardi, è essenziale, altresì, il contributo delle Polizie locali, specie in prossimità delle mete turistiche verso le quali si concentrano prevalentemente i flussi di visitatori.

A tal riguardo, è stato sottolineato, inoltre, il fondamentale apporto che ANAS Vigili del Fuoco e Protezione civile dovranno assicurare sinergicamente in prossimità dei tratti stradali a maggior rischio, al verificarsi di eventi che determinino incolonnamenti persistenti (incidenti, incendi ecc.) proprio in ragione delle esigenze di assistenza ai viaggiatori e di pronto intervento. Poiché i predetti interventi costituiscono tutti obiettivi di particolare complessità che richiedono un’intensa attività di coordinamento, il Prefetto ha infine ricordato l’importanza di un’azione sinergica di tutti gli attori istituzionali e delle forze che a vario titolo svolgono un ruolo essenziale in materia di sicurezza stradale.

 

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AnciSicilia, Persone scomparse – Il presidente Orlando incontra il commissario Piscitelli

Dal 1974 ad oggi ammontano a 4821 i casi di persone scomparse in Sicilia di cui circa 2600 sono minori. Negli ultimi anni il fenomeno si sta aggravando a causa del flusso di migranti che arrivano sulle nostre coste e poi fuggono altrove, col rischio di cadere vittime della tratta. Il comune di Palermo, solo per fare un esempio, ha accolto in questi ultimi tempi 1.020 minori non accompagnati. La Sicilia si colloca, con questi dati, al secondo posto nella triste classifica degli scomparsi in Italia, seconda solo alla regione Lazio. Da qui emerge la necessità di dare una risposta di maggiore sicurezza alle città e alle richieste espresse dai familiari degli scomparsi.

Su questi temi e per affrontare in maniera organica le emergenze, si è svolto ieri mattina al Ministero dell’Interno a Roma, un incontro tra il presidente dell’AnciSicilia, Leoluca Orlando, e il Commissario straordinario nazionale per le persone scomparse, Prefetto Vittorio Piscitelli. All’incontro hanno preso parte la consigliera del comune di Palermo, Federica Aluzzo e il generale Luciano Garofalo. “L'incontro col commissario straordinario Piscitelli è stato molto proficuo – ha spiegato il presidente Orlando – in quanto si è deciso di creare un protocollo d'intesa tra i comuni siciliani, (partendo da Palermo e dalla sua area metropolitana), le Prefetture, l'autorità giudiziaria, l'Università ed altri enti e istituzioni interessate, con il quale costituire un nucleo interforze e interdisciplinare in una sezione dedicata agli scomparsi da inserire nel piano provinciale già esistente, ma da aggiornare sulla base della legge 203 del 2012. Inoltre, nel protocollo si potrebbe inserire la prassi per l'identificazione dei cadaveri che già è stata sperimentata a Lampedusa il 18 aprile scorso”.

“Si è pensato – ha aggiunto Orlando – di coinvolgere nel progetto anche la Consulta delle Culture, dal momento che la scomparsa non ha confini geografici, e di usare le banche dati a disposizione dei comuni per agevolare ed accelerare la ricerca” Il presidente Orlando ha anche invitato il commissario Piscitelli a presenziare alla manifestazione prevista il 3 ottobre prossimo a Castellammare del Golfo, unico comune siciliano che ha dedicato un cimitero ai migranti. "Oggi abbiamo raggiunto un'importante tappa – ha concluso il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani – che permette di concretizzare un progetto sul quale lavoriamo da alcuni anni. Riteniamo, infatti, che non si possa rimanere indifferenti davanti al dramma di famiglie che vivono di speranza e non hanno alcuna certezza circa la sorte dei loro cari scomparsi e che bisogna fare il possibile per aumentare la sicurezza nelle città e prevenire questi fenomeni".

 

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Troina – Ridotta l’erogazione idrica fino a sabato 6 agosto

RIDOTTA L’EROGAZIONE IDRICA DA OGGI FINO A SABATO PROSSIMO A causa dei lavori al potabilizzatore dell’Ancipa A partire da oggi e fino ai prossimi due giorni, l’erogazione idrica nel territorio comunale subirà una riduzione a causa dei lavori che la società Siciliacque sta effettuando al potabilizzatore della diga Ancipa. Salvo imprevisti che saranno prontamente comunicati, la distribuzione dell’acqua tornerà regolare già sabato 6 agosto prossimo. L’amministrazione comunale raccomanda pertanto alla cittadinanza un uso parsimonioso dell’acqua per le prossime ore.

 

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A Piazza Armerina inaugurato un punto informativo turistico gestito dal COPAT [VIDEO]

Si è svolta qualche giorno fa la conferenza stampa di presentazione del punto informativo turistico , gestito dal Consorzio per la promozione turistica (COPAT), che fornirà una serie di servizi finalizzati a valorizzare il patrimonio artistico-culturale della città. 

Il COPAT è un consorzio nato alcuni anni fa con il preciso obiettivo di riunire in un’unica rete una serie di soggetti, sia pubblici che privati,  operanti nel settore turistico. Ne fanno parte comuni, enti e associazioni  tra cui anche StartNews. Nato nell’ottobre del 2009 , grazie al lavoro di Lucia Giunta e Anna i Rosa, lo scorso mese di giugno ha ottenuto dall’amministrazione comunale  la possibilità di utilizzare i locali situati all’interno del centro storico in via Cavour per la creazione di un info point turistico. 

Il progetto elaborato dal COPAT va in realtà al di là della gestione dei servizi informativi e sotto lo slogan “Piazza Armerina – un mosaico di emozioni” nei prossimi mesi verranno varate una serie di iniziative tese non solo a fornire informazioni e servizi turisti ma ad avviare una serie di iniziative promozionali per la città di Piazza Armerina. 

Nel video che vi mostriamo la presentazione a cura di Ettore Messina e Katia Procaccianti. 

 

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Palio e bilancio comunale . Intervista al consigliere comunale Teodoro Ribilotta [VIDEO]

Intervista al consigliere comunale Teodoro Ribilotta, membro della commissione bilancio. “Quest’anno  – afferma Ribilotta – i fornitori potrebbero non essere pagati. La delibera con il piano economico- finanziario del Palio è illegittima in base all’articolo 163 del Testo Unico per gli Enti Locali”

 

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Fondazione Kore. Cassazione: Inammissibile il ricorso della procura di Enna

La Cassazione ha posto fine alle accuse contro la Fondazione Kore, rigettando il ricorso della procura di Enna contro la decisione del tribunale del riesame, che aveva già dato ragione alla stessa Fondazione. La Fondazione divenne l’anno scorso oggetto di un’indagine che coinvolse tutto il consiglio di amministrazione e i revisori dei conti: Cataldo Salerno, che si era dimesso da presidente a novembre, Vladimiro Crisafulli, Elio Galvagno, Carmelo Tumino ed il neopresidente Edoardo Leanza. I sindaci revisori interessati erano Gaetano Rabbito, Nicolò Treccarichi e Alessandro Lentini.

Tutti quanti furono indagati dall’ex procuratore Calogero Ferrotti ed accusati di malversazione, per avere trattenuto nel conto della Fondazione un contributo di 1 milione di euro, ricevuto nel 2012 dal comune di Enna, che secondo la procura avrebbe dovuto essere riversato sul conto dell’Università. Sulla base di questa convinzione, il conto corrente della Fondazione venne posto sotto sequestro. L’indagine giunse al culmine di uno scontro tra l’ex prefetto Fernando Guida e il presidente della Kore Cataldo Salerno, preceduto in piena estate da uno scambio di pesanti lettere aperte tra i due.

Salerno fece presente in dichiarazioni pubbliche, rese note anche su testate nazionali, che il prefetto avrebbe personalizzato la questione a causa di un presunto mancato coinvolgimento della moglie in attività logistiche della Kore. Il prefetto Guida, prima di essere trasferito dal ministro Alfano ad Isernia (vicenda dalla quale scaturì un’altra indagine da parte della Procura di Enna, con atti trasferiti per competenza a Roma e lì archiviati), decise di commissariare la Fondazione Kore alla vigilia delle festività natalizie. Il Tar di Catania diede ragione al prefetto, mentre il tribunale del riesame di Enna smontò completamente le basi investigative sulle quali poggiava il sequestro del conto della Fondazione, sostenendo che «dagli atti a fondamento della richiesta del P.M. non emerge un quadro coerente e plausibile dell’ipotesi accusatoria».

La vicenda è infine approdata, per una strana coincidenza contemporaneamente il 6 luglio scorso, al Cga per il commissariamento e alla Cassazione per l’ipotesi penale. Mentre il Cga si è riconvocato per ottobre, dopo avere richiesto ulteriori atti alla prefettura di Enna, la Cassazione ha subito dichiarato la «inammissibilità totale» del ricorso della procura di Enna avverso la decisione del riesame favorevole alla Fondazione Kore. Salerno è riuscito a dimostrare che il contributo del Comune di Enna faceva riferimento al progetto per la istituzione dell’Università, obiettivo regolarmente raggiunto dalla Fondazione Kore, e che se il Comune avesse voluto trasferire il contributo all’Università avrebbe potuto farlo direttamente senza transitarlo su un altro conto. Nessun reato dunque da parte degli amministratori e revisori della Fondazione, e il Tribunale del Riesame non ha fatto altro che riconoscere ciò, dissequestrando il conto: decisione che è stata ora ratificata dalla Corte Suprema con il rigetto del ricorso della procura.

Mario Antonio Pagaria

 

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Giostre, Quintane e Palii in esposizione a Piancastagnaio

La seconda edizione 2016 della mostra “Si dia Inizio al Torneamento – Giostre, Quintane e Palii d’Italia”, ideata e curata dall’aretino Roberto Parnetti, che mette in esposizione 28 tra le più importanti manifestazioni storiche cavalleresche italiane. Allestita con la collaborazione del Comune di Piancastagnaio e del Magistrato delle Contrade, la mostra verrà inaugurata in occasione della festa denominata “A spasso con le Contrade” e sarà la prima iniziativa che aprirà il ricco programma delle manifestazioni 2016, anno in cui ricorre il 600° anno di approvazione degli stati pianesi, e che avranno il loro culmine con la disputa della Palio delle Contrade che si correrà, come consuetudine, il 18 agosto.

La mostra, unica nel suo genere in ambito nazionale, giunge alla nona edizione e sono state riservate tre stanze dove il visitatore potrà fare un vero e proprio tour delle Giostre, Quintane e Palii che ogni anno animano le piazze delle città sedi di rievocazioni cavalleresche: da Piazza Armerina a Feltre, da Ascoli ad Oristano passando per Arezzo, Foligno, Sulmona ecc ecc. Un caleidoscopio di colori con le bandiere, i foulard ma anche i manifesti e pannelli fotografici; vi sono poi 14 lance, a rappresentare le varie tipologie utilizzate nelle Giostre e Quintane, ed infine oggetti e ceramiche delle singole città All’inaugurazione prenderanno parte i componenti del Magistrato delle Contrade di Piancastagnaio (Rettore, Prorettore, Cancelliere, Camerlengo e i Difensori) gli alfieri in costume delle quattro contrade di Borgo, Castello, Coro e Voltaia oltre ai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale con il Sindaco Luigi Vagaggini e ad una rappresentanza in costume della Giostra dei Rioni di Olmo. La mostra resterà aperta fino al 18 agosto.

 

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Enna – ”Artigianando” prima festa dell’artigianato dal 9 all’11 settembre

Trenta stand dedicati all’artigianato e a fare da contorno street food, live music, giochi e attività sportive per bambini, live radio e social, mostre fotografiche e incontri a tema. E’ questa la I^ Festa dell’Artigiano, dal titolo “Artigianando”, progetto varato dalla Confartigianato in collaborazione con Animazione Delfino, in programma dal 9 all’11 settembre 2016, ad Enna, nella tratto di via Roma che va da piazza Vittorio Emanuele a Piazza Umberto.

Una festa dedicata all’artigiano e alle loro famiglie che vuole accendere la luce su un settore che continua a rimanere una risorsa imprescindibile per l’economia. Una tre giorni durante i quali il centro storico si animerà di stand per raccontare un mondo vivo, ricco di idee e sempre in crescita. “Questo evento deve essere visto come un momento di festa per dare una grande risposta al vociare sulla crisi – dice Maurizio Gulina, presidente Confartigianato Enna – L’obiettivo di questa tre giorni è far incontrare l’artigiano e il visitatore per valorizzare e rilanciare il mestiere e la professionalità di questa categoria, fiore all’occhiello del tessuto imprenditoriale siciliano. Per questo c’è piaciuta l’idea di coniugare lo sport, la musica e le attività ludico-ricreative con la riscoperta di nobili e antiche tradizioni artigianali . Questa è la nostra storia e queste le nostre radici”.

 

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Richieste di Asilo:Orlando e Renzi grandi responsabilità

"Sul grave problema della gestione delle domande di asilo e del business dei gratuiti patrocini sui ricorsi dei migranti, il ministro Orlando e il Governo Renzi hanno gravissime e colpevoli responsabilità. Orlando oggi in audizione ha usato toni allarmanti sull'"incremento esponenziale delle domande di asilo e quindi dei ricorsi contro i dinieghi", 15mila nei primi cinque mesi dell'anno, che vanno a ingolfare i Tribunali con i tempi di giudizio che sono lievitati e, ancora peggio, i costi di accoglienza e le spese processuali. Tutti soldi che pagano i contribuenti italiani, i quali non ne possono proprio più di questa inettitudine del governo o addirittura di acquiescenza". E' quanto dichiara in una nota il deputato Alessandro Pagano. "Orlando nel suo intervento ha ravvisato l'urgenza di snellire le procedure per l'eventuale concessione ai richiedenti della protezione internazionale. Ma la risposta del ministro a questo allarme, da lui stesso lanciato, qual e' stata? Un disegno di legge "attualmente al vaglio del Governo" per creare delle sezioni specializzate. Fuffa. O peggio ancora: imbroglio. Perché Orlando – prosegue Pagano – non vara subito un decreto legge? La situazione e' oggettivamente esplosiva, per cui serve approvare un provvedimento d'urgenza. Se non arriva un decreto legge al rientro delle ferie si certificherà che il Governo non vuole risolvere il problema. Cosa che gli italiani stanno già comprendendo

 

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Troina – L’ “associazione Oasi Maria SS.” tra i dieci “the best provider ecm 2015”

Un importante riconoscimento per l’IRCCS “Associazione Oasi Maria Ss.” di Troina che è stato inserito nelle esperienze di eccellenza dell’Annuario della Formazione in Sanita’ (AFS), a testimonianza della qualificata ed esemplare attività formativa svolta dall’Istituto, in particolare nel campo della Disabilità Intellettiva, cuore della propria mission clinico-scientifica.

Ad attestare questo rilevante risultato “Sanità Futura Formazione”, società che svolge la propria attività nell’ambito della formazione sanitaria sotto la direzione scientifica della Commissione Nazionale per la Formazione Continua e del Ministero della Salute, ed in collaborazione con l'Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali). Su 48 Istituti di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico a livello nazionale, il centro medico-scientifico guidato da padre Luigi Ferlauto, ha ottenuto il quinto posto tra i "10 Best Provider" in Italia, a seguito della produzione formativa prodotta nel 2015. La sezione “The Best Provider ECM 2015” è un indicatore della capacità di analisi, progettazione e realizzazione di una organizzazione.

Tra gli oltre 1.000 Provider, emergere tra i più produttivi, significa aver saputo analizzare e interpretare meglio di altri la domanda di formazione del mercato in termini di contenuti, tipologie e metodologie formative. La rilevazione per la quale l’IRCCS “Associazione Oasi Maria SS. ha raggiunto questo risultato, è legata agli eventi accreditati dal mese di dicembre 2014 al mese di novembre 2015, ed è stata realizzata attraverso la Banca dati pubblica dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas). L’Annuario è considerato un importante strumento professionale per chi è impegnato nel campo della formazione in Sanità perché contiene approfondimenti, informazioni, analisi e scenari da parte di tutte quelle realtà, attive e qualificate, che operano nel campo della formazione continua in Sanità. Una grande soddisfazione per un istituto con grandi valori, professionalità e che offre servizi e prestazioni sanitarie di alto livello e qualità.

 

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Roma – “Programma copiato dal web”: polemica su Virginia Raggi

Una polemica rischia di rovinare l'estate del neo sindaco di Roma, Virginia Raggi. La grillina, come riporta un articolo del Corriere della Sera, avrebbe copiato il programma per il governo della Capitale presentato lunedì scorso in Campidoglio. Molte parti del testo, infatti, risultano essere state riprese integralmente dal documento finale di una vecchia conferenza programmatica della Federazione dei Verdi, l'ex partito di Pecoraro Scanio e consultabile su un sito web che ormai più nessuno monitora da tempo. Ma non solo. Per i suoi sostenitori, il primo cittadino romano non ha fatto altro che ispirarsi ad una visione di gestione della città prendendo spunto da diversi fonti, ma ai suoi detrattori il fatto non è passato inosservato.

E' stato Tommaso Martelli, candidato al Comune con la lista Marchini, a svelare al quotidiano di via Solferino da dove Virginia Raggi abbia attinto per il suo programma di governo. Lo stesso Martelli sulla sua pagina Facebook ufficiale ha sottolineato che "è vero che Roma ha problemi più gravi; è vero che alcuni punti delle linee programmatiche sono anche condivisibili. Ma presentarsi ai romani col primo documento ufficiale scopiazzato qua e là non è stata la mossa migliore in termini di comunicazione e credibilità. Le fonti andrebbero sempre citate e (in alcuni casi) esiste il copyright, soprattutto se il soggetto in questione è chi si professa campione onestà".

Le prime righe del programma in questione, quelle che parlano della lotta allo "specismo" sono infatti identiche all'originale. Ma come ha fatto Martelli ha scoprire la truffa? Facile: una volta che il documento è stato caricato sul sito del Comune di Roma, ha copiato alcune frasi a caso sul motore di ricerca di Google, scoprendo che interi brani di questo testo sono stati prelevati da altri presenti sul web. Non solo dal sito dei Verdi, ma anche da quello dell'Agenda digitale ripreso dagli Stati Generali dell'Informazione, nel capitolo dedicato a "Roma semplice", mentre pezzi del capitolo sulla Smart city sono stati presi in prestito da articoli, saggi o proposte già presenti sulla Rete e l’incipit del capitolo sullo sport risulta copiato dall’articolo 1 di un recente protocollo d’intesa sottoscritto dall’Anci e dal Coni.

 

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Centuripe: arrestati due allevatori che coltivavano marijuana

[COMUNICATO STAMPA ] Gestivano un orto di ben 150 piante di cannabis nella contrada Carcaci del Comune di Centuripe, alte circa 2 metri ognuna e robuste, in avanzato stato di maturazione. Tratti in arresto due agricoltori incensurati di Centuripe, il 46enne nativo di Tortorici (ME) A.C. e il 29enne nativo di Adrano (CT) A.C.Z., poiché ritenuti responsabili di coltivazione e detenzione finalizzata al commercio di sostanza stupefacente.L'operazione è scaturita da una prolungata ed estenuante attività di osservazione e di controllo sul territorio dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Nicosia, della Stazione di Centuripe e dal Nucleo Operativo Provinciale di Enna Corpo Forestale Regionale. Gli agenti e i militari, una settimana fa, nel corso di un rastrellamento individuavano la zona di coltivazione in un terreno privato, per il quale sono in corso accertamenti per risalire al proprietario. All'interno dello spazio ricavato vi erano 150 piante di cannabis, alte 2 metri circa e mature. Il terreno veniva irrigato attraverso un impianto fisso che, attraverso un rubinetto, riusciva a condurre l’acqua da un laghetto ad ogni singola pianta. 

Subito dopo il rinvenimento della piantagione, sono iniziati i servizi di osservazione dei Carabinieri, durati per oltre 3 giorni, nascosti tra la vegetazione, fino quando nella serata di ieri i militari, appostati a debita distanza, hanno visto giungere presso l’area i due uomini a bordo della propria autovettura che cominciavano ad irrigare la piantagione.  I due coltivatori hanno tentato una fuga ma venivano bloccati. Gli arrestati sono stati condotti presso la Caserma del Comando Compagnia di Nicosia è tratti in arresto. Dopo le incombenze di rito i due sono stati condotti presso le proprie abitazioni a Centuripe (EN) in regime di detenzione domiciliare come disposto dal Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Enna. 
L'intera piantagione è stata posta sotto sequestro per i successivi accertamenti di laboratorio che determineranno la quantità di principio attivo della sostanza. 
La piantagione, a completa maturazione, avrebbe fornito un ricavo netto di circa 500 euro a pianta, stimabile pertanto in 75000 euro.

 

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Enna – Finto stalker inventato da fidanzato geloso

[COMUNICATO STAMPA]  Nei giorni scorsi, gli uomini della Squadra Mobile di Enna, diretti dal Vice Questore Aggiunto  dott. Gabriele Presti, hanno denunciato in stato di libertà un giovane, classe 1992, resosi responsabile del reato di simulazione di reato e molestie con mezzo di sistemi informatici, di cui agli artt. 367 e 660 del c.p., asseritamente posti in essere nei suoi confronti. 

I FATTI

Nei giorni scorsi, una giovane sporgeva denuncia presso la Questura di Enna in quanto vittima di continue minacce e telefonate anonime. In particolare, la ragazza raccontava ai poliziotti ennesi come, dopo una lunga relazione amorosa con un coetaneo, decideva di prendersi una pausa di riflessione, iniziando a frequentarsi con un altro giovane. Dopo qualche tempo però, ritornava dal suo primo fidanzato. Da lì la ragazza raccontava agli agenti come avesse cominciato a ricevere telefonate anonime e minacce via social network. La situazione pareva configurare una ipotesi di stalking e la giovane decideva di rivolgersi alla Polizia di Stato in cerca di protezione.
Successivamente, anche il fidanzato con cui la ragazza aveva riallacciato il rapporto si presentava in Questura, lamentando di avere subito ripetute anonime minacce, telefoniche ed attraverso mezzi di comunicazione informatica, e persino una aggressione da parte di fantomatici soggetti incappucciati che gli avrebbero causato lesioni.
Il personale della Squadra Mobile di Enna, investito del caso dai colleghi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, si attivava per procedere alle prime indagini alla ricerca del violento “stalker” e, al tempo stesso, si preoccupava di rassicurare i due giovani. 
Tuttavia, il racconto del fidanzato, non convinceva gli investigatori ennesi, che anzi mettevano in rilievo alcune incongruenze. A questo punto anche il giovane, colto dal senso di colpa e, resosi conto della gravità del suo racconto e delle possibili conseguenze, decideva di raccontare tutta la verità ai poliziotti, dicendo che in riferimento all’aggressione subita si era inventato tutto e che le molestie telefoniche ed informatiche alla sua ragazza erano sua opera, causate dalla gelosia, e dalla volontà di mettere in cattiva luce un fantomatico “rivale”.
A quel punto, i poliziotti, acquisita la confessione del giovane, comparandola poi anche con le risultanze degli accertamenti della complessiva indagine, lo deferivano, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, sia per la simulazione del reato che delle molestie alla fidanzata. 

POLIZIA DI STATO

QUESTURA DI ENNA

 

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Domani 4 agosto omaggio alla memoria di Filippo Acquachiara

Tutte le persone che vorranno porgere omaggio alla memoria di Filippo Acquachiara potranno farlo giovedì 4 agosto presso l'ex Chiesa di S. Anna Vecchia. Dalle ore 15.00 sarà aperta la camera ardente; alle ore 17.00 si terrà una breve commemorazione laica, dopo di che le ceneri verranno accompagnate alla tomba di famiglia presso il cimitero Bellia. 
Lo ricordiamo qui con una foto bellissima: in occasione della festa del libro nel 2010, nella Biblioteca comunale, mentre illustra a tanti ragazzi un libro antico.

 

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Erdogan minaccia lʼItalia: “Si occupi di mafia e non delle indagini su mio figlio”

 “La vicenda dell'indagine su mio figlio a Bologna potrebbe mettere in difficoltà le nostre relazioni con l'Italia, che dovrebbe occuparsi piuttosto della mafia”. Parole fortissime quelle pronunciate dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in un'intervista a Rai News 24.  Bilal Erdogan risulta accusato di riciclaggio dopo un esposto presentato da Murat Hakan Huzan, oppositore politico del padre. Si era trasferito in Italia ad autunno 2015, per completare un master alla Johns Hopkins University. A marzo 2016 aveva lasciato la città per ‘motivi di sicurezza’. Il 20 luglio il Gip ha concesso ai Pm della procura di Bologna la proroga delle indagini, al termine dell'udienza fissata dopo che il difensore, l'avvocato Giovanni Trombini, si era opposto. Il Gip ha infatti concesso ai pm la proroga, al termine dell’udienza fissata dopo che il difensore, l’avvocato Giovanni Trombini, si era opposto.

Ora Bilal, dice il padre, “se tornasse in Italia potrebbe essere arrestato, perché c'è un'inchiesta aperta nei suoi confronti”. “Perché? Non c'è una risposta. E quando tu chiedi perché non ti rispondono. Mio figlio dovrebbe tornare a Bologna per terminare il dottorato. In quella città mi chiamano dittatore e fanno cortei per il Pkk. Perché non intervengono? È questo lo stato di diritto? La sua vicenda potrebbe mettere in difficoltà persino le nostre relazioni con l'Italia. Mio figlio è un uomo brillante e viene accusato di riciclaggio di denaro. Che si occupino di mafia in Italia e non di mio figlio”.

Quindi Erdogan ha criticato Federica Mogherini, mininistro degli Esteri Ue: "Non avrebbe dovuto parlare da fuori. Mogherini prima di tutto saresti dovuta venire in Turchia!". "Se viene bombardato il Parlamento italiano che succede? La Mogherini, che è italiana, come reagisce? Direbbe che hanno fatto bene a bombardarlo? Di essere preoccupato dai processi che seguirebbero?" si chiede, rivolgendosi ancora all'Alto commissario europeo dell'Unione per gli affari esteri. L’accusa non riguarda solo il capo della diplomazia dell’Unione europea: "L'Occidente è dalla parte della democrazia o del golpe. Io penso, da alcune dichiarazioni, che sia dalla parte del golpe. Quando a Parigi muoiono 5-6 persone, Mogherini corre subito in Francia. In Turchia è in corso un golpe contro la democrazia e non è venuto nessuno in visita".

Il presidente turco ha sottolineato che nel suo Paese “c'è una forte richiesta da parte del popolo sulla pena di morte e se il Parlamento voterà nessuno potrà dire nulla. La pena di morte esiste negli Stati Uniti, in Cina, Bahrein, Indonesia, Bielorussia, Emirati Arabi Uniti, Kuwait. Solo i Paesi dell'Unione europea l'hanno abolita".Erdogan ha poi ribadito che "se l'Ue non concederà la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi, Ankara non rispetterà più l'accordo di marzo sui migranti".

 

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Legambiente Sicilia: ” Gli incendi continuano a devastare il territorio”

[COMUNICATO STAMPA]  Gravità della situazione degli incendi. Adozione di prime misure urgenti. Gli incendi continuano a devastare il territorio siciliano, a distruggere le aree naturali protette e a minacciare sempre di più centri abitati ed attività economiche. Gli assetti organizzativi e logistici in atto nonché le attività di vigilanza e controllo del territorio mostrano tutti i propri limiti e non appaiono adeguati a prevenire e reprimere questo fenomeno che sta assumendo ormai connotati sempre più gravi, con danni incalcolabili per le comunità ed il territorio.

Sono certamente diverse le cause che concorrono ma appare evidente che non vi sia una efficace attività di prevenzione e repressione (che imporrebbe l’utilizzo di uomini e specializzazioni investigative) così come non esistono meccanismi davvero penalizzanti a dimostrare che l’incendio e un danno e non conviene a nessuno. Tutto questo e tanto più inaccettabile a fronte di un’ingente spesa che sostiene la Regione per il settore forestale e antincendio. In questi giorni il Corpo Forestale regionale e stato interessato da una riorganizzazione (come tutti gli altri Dipartimenti) e non può passare inosservato che in diversi uffici centrali e periferici siano stati assegnati tanti, troppi uomini in divisa, con funzione di PG mentre più sguarniti appaiono distaccamenti forestali, primi avamposti sul territorio per le attività di Vigilanza e repressione degli incendi.

Al Corpo Forestale regionale vengono assegnati importanti compiti e nel contempo negli ultimi anni si è assistito alla sua lenta estinzione tra pensionamenti senza nuovi assunzioni, promozioni in massa che spostano il personale da compiti operativi a funzioni di ufficio, assenza di mezzi adeguati per un corpo di polizia che dovrebbe vigilare e investigare. Inoltre non può sfuggire a nessuno come i boschi demaniali regionali e le attività ad essi collegate siano divenuti da troppo tempo terreno di scontri sociali e politici tra aspettative per stabilizzazioni, assenza di pianificazione e incapacità gestionali, riforme annunciate e mai praticate, inquinamento delle regole del mercato del lavoro con modifiche continue in favore di questo o quel gruppo di operai. Gli interessi della speculazione e dell’utilizzazione dei terreni a fini edilizi, agricoli e di pascolo sono poi un’altra componente strutturale del fenomeno, al di là delle dichiarazioni di circostanza di tanti soggetti sul rigore delle norme.

Occorre ricordare che oggi sempre più vengono interessate aree con vegetazione naturale non rientranti nelle tipologie di bosco e pascolo tutelate dalla legge e sempre più spesso il fuoco viene utilizzato per cancellare la presenza di formazioni vegetali naturali che costituiscono comunque un vincolo all’utilizzazione delle aree, anche per fini agricoli o di pascolo. Le norme esistenti o non vengono applicate in modo rigoroso o si dimostrano ormai comunque inefficaci a reprimere un fenomeno che è alimentato da una lucidità criminale alla quale si dovrà rispondere con ben altre maniere. Per quanto riguarda i catasti comunali delle aree percorse dal fuoco la situazione e allarmante, anche perché spesso vengono redatti con grande ritardo, in modo incompleto, mettendo più anni assieme e con procedure farraginose. Così facendo quella degli incendi si dimostra una industria del dissesto senza limiti fino a quando non pagheranno tutti un prezzo e non si assumerà la consapevolezza collettiva dei disastri. Occorre una strategia ampia e ben studiata ma alcuni provvedimenti immediati si impongono.

Ne proponiamo alcuni per aprire un dibattito serio che vada oltre le dichiarazioni occasionali al verificarsi di gravi eventi. Innanzitutto chiediamo all’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente ed al Comando del Corpo Forestale di rivedere subito il recente organigramma destinando a funzioni sul campo ed al potenziamento dei distaccamenti forestali e dei nuclei operativi regionale e provinciali il personale in divisa che oggi e assegnato ad uffici le cui mansioni possono essere svolte da altro personale tecnico e amministrativo della Regione, rilevando che commissari ed ispettori forestali sono stati formati (e vengono anche retribuiti) per svolgere funzioni di controllo del territorio e di polizia che in molti casi non vengono svolte perché i vertici dell’Amministrazione hanno preposto questo personale ad uffici con altri compiti. Occorre poi dimostrare in concreto che la distruzione di un bosco demaniale costituisce un danno collettivo, sperando così di stimolare comportamenti di controllo sociale. Se e vero che nel breve periodo alla distruzione di un bosco non segue l’aumento delle giornate lavorative e invece altrettanto vero che all’aumentare degli incendi le stesse non diminuiscono. La spesa forestale mantiene lo stesso livello anche se i boschi continuano ad essere distrutti. Per questo chiediamo al Presidente della Regione, all’Assessore all’Economia, all’Assessore all’Agricoltura ed al competente Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale di adottare subito una determinazione affinchè in ogni distretto forestale, già nel corso della stagione antincendio, si vada alla riduzione delle giornate degli operai stagionali utilizzati per la gestione dei demani forestali e della spesa per il settore forestale in genere in ragione della percentuale di boschi percorsi dal fuoco rispetto alla superficie forestale complessiva.

Chiediamo all’Assessore Regionale al Territorio di emanare delle linee guida per la redazione ed approvazione annuale tempestiva dei catasti comunali delle aree percorse dal fuoco, evitando inutili delibere di giunta o consiglio comunale (basta infatti una semplice determina dirigenziale) e indicando gli elaborati che obbligatoriamente devono contenere (tipologie di aree distinguendo boschi, pascoli ed aree agricole; esaustività delle indicazioni catastali e di proprietà, indicazione del regime urbanistico-edilizio e della destinazione d’uso antecedente all’incendio, esplicitazione dei vincoli conseguenti all’incendio e della loro durata distinti per particella, ecc) sul modello di quanto recentemente realizzato in modo efficace dal Comune di Erice. Su altri settori e urgente invece rafforzare le misure repressive e adeguare la normativa. Chiediamo all’Assemblea Regionale alcune brevi ed immediate norme per stabilire il principio che tutte le aree con vegetazione naturale e con habitat naturali che siano state percorse dal fuoco non siano suscettibili di alcuna utilizzazione economica: – imporre il vincolo di inedificabilità assoluta per 15 anni su tutte le aree con vegetazione naturale e con habitat naturali (così come evidenziate nel Piano Forestale Regionale e nei Piani di Gestione dei Siti Natura 2000) laddove le stesse siano state percorse dal fuoco.

Attualmente sono consentite le edificazioni previste dai piani preesistenti all’incendio e comunque il divieto di nuove edificazioni riguarda solo le zone boscate e i pascoli; – imporre il divieto di interventi di ricostituzione boschiva e di recupero ambientale nelle aree distrutte dal fuoco per 15 anni (attualmente il limite e di 5 anni derogabile con un’autorizzazione della regione); – imporre il divieto di pascolo per 15 anni su tutte le aree con vegetazione naturale e con habitat naturali (così come evidenziate nel Piano Forestale Regionale e nei Piani di Gestione dei Siti Natura 2000) laddove le stesse siano state percorse dal fuoco. Attualmente il divieto e di 10 anni ma solo per i boschi; – rendere obbligatoria la pubblicazione sul sito web dei comuni e del corpo forestale dei catasti degli incendi (con le serie storiche) e i perimetri delle aree percorse dal fuoco subito dopo la loro rilevazione, al fine di favorire il controllo sociale sull’applicazione dei divieti che oggi e del tutto inverificabile; imporre tassativamente il divieto di bruciatura delle stoppie e delle paglie su tutto il territorio regionale.

Chiediamo altresì che venga avviata una seria indagine ispettiva per verificare: l’esistenza presso i comuni di catasti degli incendi aggiornati annualmente, muniti di tutte le serie storiche, completi nelle indicazioni di proprietà e di vincolo; nelle aree storicamente interessate dal ripetersi di incendi e con maggiore intensità distruttiva l’avvenuto rispetto negli anni del divieto di nuove attività edilizie e del divieto di mutazione delle destinazioni preesistenti agli incendi; se negli anni i terreni distrutti dal fuoco siano stati utilizzati per percepire contributi comunitari nel settore zootecnico o se aree percorse dal fuoco con formazioni vegetali diverse dal bosco siano state oggetto negli anni successivi a trasformazioni agrarie. In ultimo chiediamo alla Regione di assumere un’iniziativa affinchè a livello nazionale i mezzi aerei destinati allo spegnimento degli incendi siano solo di proprietà statale e gestiti dal pubblico, al fine di scongiurare interessi non leciti nel noleggio e nell’impiego dei mezzi, come già emerso alcuni anni fa’ in Sicilia. Non si comprende infatti perché non venga impiegato personale delle forze di polizia e delle forze armate per l’utilizzo dei mezzi aerei antincendio.

Ai sensi delle vigenti disposizioni di legge sull’accesso agli atti della pubblica amministrazione e sull’accesso alle informazioni ambientali si chiede agli Assessorati in indirizzo, ognuno per la parte di propria competenza, di avere comunicato: l’elenco di tutte le aree appartenenti al demanio forestale regionale percorse dal fuoco negli anni 2014 e 2015; le eventuali autorizzazioni in deroga alla realizzazione di interventi di ricostituzione in aree demaniali e private percorso dal fuoco rilasciate negli anni 2014, 2015 e 2016; l’attuale dotazione organica del Corpo Forestale distinta per agenti, assistenti, sovrintendenti, ispettori e commissari e il numero di unità assegnate ad ogni servizio ed unita operativa del Dipartimento regionale e degli Ispettorati provinciali nonché quelle assegnate ad ogni distaccamento forestale e sezione/aliquota di PG presso le Procure della Repubblica.

 Il Presidente Regionale di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna 

 

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AnciSicilia, Ipab: ”I costi e il personale non possono gravare sui comuni”

 Audizione, ieri mattina, in I commissione “Affari Istituzionali” all’ARS sulle conseguenze derivanti dai nove decreti che estinguono altrettante IPAB (Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficenza). Oltre alla delegazione dell’AnciSicilia composta dal segretario generale dell’Associazione, Mario Emanuele Alvano, dal sindaco di Castellammare del Golfo, Nicolò Coppola, dal vice sindaco di Trapani, Giuseppe Licata, dal sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo, e da Piero Antonio Capizzi e Filippo Miroddi, rispettivamente sindaco di Calascibetta e di Piazza Armerina, ha partecipato anche Mario Candore, direttore del Dipartimento regionale alla Famiglia. “Il sistema delle IPAB, ormai da anni, come è noto, attraversa difficoltà gravissime ed è necessario che la riforma varata dalla I Commissione all’Ars, che inciderà su circa 150 strutture esistenti sul territorio siciliano con centinaia di dipendenti e migliaia di utenti, contempli anche disposizioni che affrontino il problema delle nove IPAB dichiarate estinte”.

Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’AnciSicilia, che aggiungono: “Considerata la già drammatica situazione finanziaria degli enti locali della Sicilia, non è concepibile che, in attesa della legge di riordino, vengano accollati ai comuni i costi delle passività degli istituti e le conseguenze derivanti dall’assunzione del personale. I decreti emanati dal Presidente della Regione, ai sensi della L.R. n. 22/86, impongono, infatti, il passaggio di patrimonio e personale ai comuni, molti dei quali vivono già una situazione fortemente critica e non hanno ancora approvato né il bilancio di previsione 2016 né il rendiconto finanziario 2015. La norma in questione è stata approvata in un periodo storico totalmente diverso in cui la situazione finanziaria degli enti locali dell’Isola era profondamente differente e non vi erano gli attuali ristretti limiti alla spesa del personale. Utilizzare questa norme oggi, significa non preoccuparsi delle conseguenze che si determineranno nei comuni interessati e del fatto che, provocando il dissesto, gli enti sarebbero costretti non soltanto a non assumere il personale IPAB ma anche, in alcuni casi, a licenziare dipendenti comunali.”. “Riteniamo – conclude il presidente Orlando – che la volontà espressa oggi dal presidente della I Commissione, Salvatore Cascio, di presentare un ordine del giorno che, in attesa del varo della riforma, impegni il governo a sospendere l’esecutività dei decreti di estinzione degli Istituti, possa essere un primo elemento positivo per affrontare con serietà la questione e per far sì che anche la vicenda delle nove IPAB già dichiarate estinte possa trovare soluzione strutturale ”.

 

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On.Venturino,liberi consorzi: L’ Ars ha approvato una norma in linea con le leggi nazionali”

[COMUNICATO STAMPA] “Alcuni hanno definito la questione dei Liberi Consorzi irrisolta e irrisolvibile, viste anche le proteste del comitato che riunisce i comuni “secessionisti” di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Euboea. Quello che rende patetica l’intera vicenda non riguarda tanto le questioni tecnico-legislative o sul voto ponderato o sulla legittimità o meno delle prossime elezioni di settembre, stante il ricorso di quei comuni, quanto la sostanza delle argomentazioni”, lo afferma il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino. “Vengono spacciate per rivendicazioni su fondamentali questioni di diritto e battaglie di libertà – aggiunge Venturino – quelli che in realtà sono appigli e pretesti pseudo legali per rinfocolare qualche mal di pancia locale rispetto al tentativo, più o meno condivisibile ma comunque approvato dall’Assemblea regionale, di riordinare gli enti di area vasta in Sicilia in linea con le leggi nazionali.

Esigenza urgente riguardo alla quale i protagonismi velleitari e le malriposte personali aspirazioni di qualcuno a Piazza Armerina come a Gela e la mancanza complessiva di una visione strategica da parte del governo Crocetta, hanno tarpato le ali a qualsiasi prospettiva di rilancio e crescita economica e civile di ampie aree della nostra Regione”. “Infatti – prosegue Venturino – in questo ha ragione il vice presidente dell'ANCI, Paolo Amenta, i ritardi nell’iter di formazione dei nuovi consorzi stanno strangolando tutte le ex province con danni economici spropositati che pagheranno i cittadini in termini di mancanza di servizi e di qualità della vita, a partire da Enna e Siracusa. Tranne, direi, le nuove città metropolitane, i cui sindaci una volta ottenuto il riconoscimento e i fondi hanno smesso di esercitare pressioni, con il resto della Regione abbandonato al proprio destino”.

“Non sono giustificabili, seppur comprensibili – sostiene Venturino – le scuse addotte dall’assessore Luisa Lantieri in quanto sono stati i giochetti interni alla maggioranza a causare i ritardi e la debolezza della Sicilia nei confronti del Governo nazionale. Come a poco è servita la presenza dell’ambizioso sottosegretario Davide Faraone, più preoccupato di inceneritori e di assicurarsi la successione a Crocetta che di altro”. “Si sfiora poi il ridicolo – conclude Venturino – quando parla il segretario di un partito socialista, di destra, privo di qualsiasi consistenza politica e in cerca di visibilità mediatica, cavalcando l'onda di campanilismi e retoriche populiste, le quali, ad oggi e alla prova dei fatti, hanno causato e stanno causando danni enormi alle popolazioni coinvolte e prodotto solo disfacimento del tessuto sociale e politico”.

 

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Piazza Armerina, Concetto Arancio: ”Cimitero nel degrado più totale”

[COMUNICATO STAMPA] Il Cimitero comunale vive ormai nel degrado più totale senza che il Sindaco e gli Assessori muovano un dito per riportarlo ad una situazione di dignità e di decoro . Erbaccia tra i viali e nei campi dove arriva a superare le lapidi evidenziando il degrado di questo luogo creando sconforto nei cittadini costretti a commemorare i propri defunti attraversando percorsi pericolanti e ad ostacoli. Inoltre un albero di notevoli dimensioni, in parte segato alla base, rappresenta un serio rischio per le persone che transitano in quella zona. Diverse volte la IV Commissione consigliare, a seguito delle numerose segnalazioni e lamentele che in maniera assolutamente univoca evidenziano lo stato di degrado nel quale versano i nostri due Cimiteri, ha fatto diversi sopralluoghi e io, in qualità di Presidente, anche in forma non ufficiale, ho sollecitato più volte l'Amministrazione ad attivarsi per rendere il nostro cimitero un luogo degno per tutti coloro che vi si recano per andare a trovare i loro cari, ma soprattutto per rispetto nei confronti dei cari defunti che in quel luogo vi riposano.

Per esercitare una pulizia e una manutenzione almeno decorosa occorre che la Giunta Miroddi affronti seriamente il problema e si attivi con iniziative concrete, escludendo la privatizzazione, ma utilizzando i fondi che i cittadini pagano per i servizi cimiteriali, per rendere i nostri cimiteri luoghi decorosi e dignitosi, per i vivi e soprattutto per i defunti che vi riposano. Non ci resta che prendere atto di come l'Amministrazione comunale non si mostri all'altezza neanche della gestione del Cimitero, uno dei luoghi a cui tutti noi siamo legati dal momento che vi riposano in pace i nostri cari defunti. Questa è un'attività che dovrebbe essere all'ordine del giorno anche del più piccolo e povero dei Comuni, mentre qui a Piazza sembra che ci si limiti ad effettuare i minimi interventi di manutenzione ordinaria soltanto a fine Ottobre di ogni anno, alla vigilia della consueta visita massiccia per dare modo ai frequentatori meno assidui di pensare che la struttura sia ben tenuta. Il mio invito al Sindaco e all'Amministrazione Comunale è quello di mettere da parte “manie di protagonismo imprenditoriale”, e mirare ad interventi piccoli ma sostanziali che possano dare dignità e decoro ad un luogo Santo che da troppo tempo non viene rispettato e questo rappresenta un'offesa non solo per i defunti ma per tutti i Piazzesi. Caro Sindaco una Città che non rispetta i suoi morti non può definirsi civile, e Lei è il primo cittadino

Il consigliere comunale

Concetto Arancio

 

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In manette un padre che avrebbe fatto prostituire la figlia di 10 anni

[ comunicato stampa] Nella serata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Enna hanno dato esecuzione ad una Ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Caltanissetta su richiesta della D.D.A.  di Caltanissetta – cui gli atti sono stati trasmessi per competenza dalla Procura della Repubblica di Enna in data 29 luglio u.s. – nei confronti di due soggetti di cui uno è il  padre della vittima, l’altro è un ultraottantenne, entrambi residenti in un Comune dell’hinterland ennese, ritenuti responsabili in concorso del reato continuato di “atti sessuali con minorenne” (artt. 40 c. 2, 81 cpv, 110, 609 quater c. 1 n. 1, 609 septies c. 4 n. 2 e 4, del C.P.) e, il solo padre della vittima, anche del reato di “prostituzione minorile” (art. 600 bis del C.P.). 

A seguito delle preliminari indagini, venivano monitorati la piccola Maria (nome di fantasia), di anni 10, presunta vittima delle gravissime ipotesi delittuose, ed il relativo contesto familiare e sociale, apparso fin da subito particolarmente degradato. 
L’ulteriore sviluppo delle indagini consentiva di riscontrare la sussistenza di perduranti rapporti di frequentazione tra la famiglia, il padre in particolare, ed un anziano del luogo, soliti accompagnarsi a bordo di autovetture per la ricerca, quasi giornaliera, di materiali ferrosi, da cui poterne ricavare piccoli profitti. Emergeva altresì come con i due uomini fosse quasi sempre presente la bambina, come confermato anche da precedenti controlli eseguiti occasionalmente nel corso delle ordinarie attività di verifica sul territorio. 
Gli sforzi degli investigatori, a questo punto, si concentravano sulle prolungate uscite giornaliere, spesso protrattesi fino a tarda sera. 
Lo sviluppo delle indagini consentiva di avvalorare i sospetti più inquietanti ed il coinvolgimento del padre della piccola  il quale, non solo non impediva la consumazione dei gravi reati, ma, anzi, percepiva, quale compenso, regalie e dazioni di denaro.    
La piccola Maria è stata collocata d’urgenza in una casa famiglia, ove verrà assicurata, da parte delle competenti figure professionali, la necessaria assistenza.
I due arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati ristretti presso la Casa Circondariale di Caltanissetta (CL), a disposizione dell’Autorità Giudiziaria nissena che dovrà anche valutare il materiale di possibile interesse investigativo sequestrato durante l’esecuzione del provvedimento restrittivo.

LEGIONE CARABINIERI SICILIA

COMPAGNIA DI ENNA

 

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Il vicesindaco di Valguarnera: attacchi faziosi a me e all’amministrazione

[COMUNICATO STAMPA]  "Mi trovo a dover constatare che da un anno a questa parte vi è un perenne attacco gratuito e fazioso nei confronti della sottoscritta e di questa amministrazione da parte da parte di una cronista che collabora con una testata regionale e che parla per nome e per conto della cittadina Filippa Greco. Vorrei ricordarle che il lavoro di cronista dovrebbe sempre basarsi sui fatti, riportare i diversi punti di vista espressi dalle parti in causa evitando così di arrivare a frettolose conclusione senza prima aver sentito le diverse opinioni.
Se poi si vuole trarre delle conclusioni occorre sempre utilizzare alcune locuzioni come ad esempio “secondo me” o “ a mio parere” che permettono al lettore comunque di  comprendere che si sta esprimendo un punto di vista strettamente personale e non si stanno riferendo verità assolute. Ignorare queste regole significa incorrere in errori e ingenerare inutili polemiche basate su dati falsati o opinioni parziali che non trovano riscontro nella realtà dei fatti. 
  
E’ questo il caso delle ultime notizie apparse sul giornale a cui collabora la cronista di cui sopra, relative ad alcuni aspetti della situazione finanziaria del comune. Vorrei invitare la cittadina sopra indicata ad informarsi meglio delle reali situazioni in cui versano le casse comunali. Trovo abbastanza superficiale accusare gli amministratori per sentito dire e non per la effettiva conoscenza dei dati reali. Sul sito internet del nostro comune è facilmente reperibile tutto il bilancio e le informazioni di cui ogni cittadino ha bisogno per controllare l’operato dell’amministrazione, pertanto invito i cittadini a visionare il nostro sito nelle varie sezioni di competenza per avere certezza di alcuni aspetti contabili che sono molto più credibili dei sentito dire e delle chiacchiere da bar.

Vorrei rassicurare i miei concittadini che è stato approvato il Bilancio preventivo 2016 e, così come avviene in tutte le amministrazioni,  si sta procedendo a fare i pagamenti nei tempi e nei modi dettati dalla legge, rispettando scadenze tecniche  e amministrative. Atti gestionali di non facile comprensione anche per chi, come la concittadina di cui sopra, possiede una breve esperienza come assessore ma non si è mai occupata di finanza pubblica. Le sue dichiarazioni sono certamente dettate dalla poca conoscenza della materia contabile, notoriamente  vasta e complessa.

Mi rendo conto che pur di avere visibilità si fa di tutto, anche screditare e infangare l'operato di un’amministrazione che lavora per il bene comune giornalmente con umiltà, serietà e soprattutto con la massima trasparenza.  Il  saggio dice : “non è mettendo in cattiva luce gli altri che si acquisisce splendore”. Infine vorrei ricordare che la libertà di opinione e di espressione sono principi universalmente riconosciuti, ritengo che condirli con conoscenza e cognizione di causa ne esalti il loro valore sociale. 

II Vicesindaco di Valguarnera
GRECO CONCETTA

 

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Valguarnera – Il Sindaco Draià : “non ci sono donazioni per gli eventi estivi. Solo sinergie”

Nei giorni scorsi a Valguarnera è sorta una polemica su presunte donazioni private che sarebbero utilizzate dal comune per l’organizzazione degli eventi estivi. Giuseppe Interlicchia, ex candidato a sindaco nelle ultime elezioni,  in un suo comunicato si chiede come mai  Valguarnera, “in quattordici mesi, sia diventata beneficiaria di anonimi donatori” e “perché l’entità delle donazioni non è di dominio pubblico”. “Non capisco la ratio della beneficenza – afferma Interlicchia – in un contesto critico dal punto di vista economico, sociale e culturale, appaiono due benefattori (o lo stesso dell’anno scorso) che anziché destinare risorse a progetti con finalità sociali e al sostegno di persone svantaggiate e/o in condizione di difficoltà economica, lasciano carta bianca al Sindaco per destinare tutto allo spettacolo dei fuochi d’artificio e alla festa a sorpresa”. 

Giusepppe InterlicchiaA rispondere è direttamente il sindaco di Valguarnera , Francesca Draià : “ Sono polemiche sterili quelle di Interlicchia basate sui soliti “sentito dire” e su voci che non hanno nessun riscontro reale. Non vi è alcun donatore che ha messo mano al portafoglio elargendo somme esorbitanti al comune. Esiste, come è giusto che sia, una forte collaborazione tra privati e amministrazione di cui lo stesso Interlicchia è testimone, visto che è lui l’organizzatore del torneo di scopone inserito negl'eventi. Anche la sfilata di moda viene organizzata con altri privati, così come altri spettacoli inseriti in programma  sono stati organizzati in sinergia con altri soggetti”.

”Forse qualcuno è indispettito dal fatto che questa amministrazione, attiva e credibile,  più di ogni altra riesce a coinvolgere associazioni e semplici cittadini quando si tratta di lavorare per il bene della città ma questo “qualcuno”  dovrà farsene per il momento una ragione. Come dovrà farsi una ragione del fatto che dai giochi pirotecnici della scorsa estate, programmati anche per quest’anno, alla “festa a sorpresa” inserita nel programma 2016 abbiamo dimostrato di volere sempre e in ogni caso tenere conto dei desideri espressi dalla maggior parte dei cittadini. 

“E’ patetico – conclude la Draià – accostare le problematiche delle famiglie in difficoltà con le spese per gli eventi estivi. Sono due aspetti diversi della vita amministrativa che non possono essere messi a confronto se non per innescare sterili polemiche. Inoltre ricordo a tutti i miei concittadini che questa amministrazione ha già impegnato 38 mila euro  a favore delle famiglie indigenti che vengono erogati, attraverso il meccanismo dei  Servizi di Pubblica Utilità, a 30 soggetti”. 

 

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Raid aerei Usa in Libia: bombardamenti partiranno anche dall’Italia

I bombardamenti condotti dai caccia Usa sulla Libia in appoggio al governo di unità nazionale presto partiranno anche dall'Italia. Come ha spiegato il portavoce del Pentagono, Peter Cook, infatti, i raid dell'aviazione statunitense contro le basi Isis in Libia effettuati ieri sono solo l'inizio di una campagna aerea attualmente dai confini temporali incerti e che potrebbe durare giorni o settimane. Anche per questo nei prossimi giorni sarà necessario poter contare su altri luoghi di decollo rispetto a quelli usati nei primi raid vale a dire portaerei Usa nel mediterraneo e dalle basi in Giordania. E in gioco a questo punto entra l'Italia, dove ci sono le basi Nato più vicine alla Libia.

Del resto dopo la richiesta di aiuto avanzata espressamente dal Consiglio presidenziale libico di Fayez al-Sarraj per combattere le formazioni islamiste locali affiliate all'Isis, l'Italia era stata già informata nei giorni scorsi delle intenzioni Usa e anche se per i primi attacchi si è scelto di utilizzare navi e basi aeree più lontane, presto l’Italia giocherà un ruolo nella vicenda. Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, il nostro governo avrebbe già messo a disposizione la base aerea di Sigonella, in Sicilia, e entro la fine del mese  partiranno primi raid dall’aeroporto militare italiano.

L'Italia ha firmato un accordo con gli americani per l’utilizzo di Sigonella che impegna il governo italiano ad autorizzare tempestivamente le missioni di fronte ad una richiesta motivata e l'aiuto invocato dal governo libico dà piena  legittimità internazionale all'operazione. Inoltre il nostro governo si è speso molto per l'appoggio al governo libico ed è intenzionato a proseguire su questa linea. Anche per questo, dopo i raid, la Farnesina ha fatto sapere che valuta positivamente le operazioni aeree Usa su Sirte. "L'Italia sostiene il governo di accordo nazionale libico guidato dal primo ministro Fayez al Sarraj e lo incoraggia sin dalla sua formazione a realizzare le iniziative necessarie per ridare stabilità e pace al popolo libico" è scritto in un comunicato che aggiunge: "In questo contesto l'Italia valuta positivamente le operazioni aeree avviate oggi dagli Stati Uniti su alcuni obiettivi dello Stato islamico a Sirte. Esse avvengono su richiesta del governo di accordo nazionale libico, a sostegno delle forze fedeli al governo, nel comune obiettivo di contribuire a ristabilire la pace e la sicurezza in Libia..

 

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Enna – Cisl-Medici: ” Venga rispettato il giusto periodo di riposo”

[COMUNICATO STAMPA] Questa O.S. si è vista costretta a scrivere al Ministero della Salute, All'Assessorato Regionale per la Sanità e all'Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali per chiedere autorevole intervento in quanto presso il servizio di Anestesia e rianimazione dell'ospedale Umberto I di Enna sarebbe prassi consolidata che i dirigenti medici non usufruiscano del riposo compensativo, dopo il turno di lavoro notturno, in quanto il dirigente viene subito messo in turno per attività di pronta disponibilità (reperibilità) della durata di 24 ore.

In buona sostanza il medico dipendente che ha svolto turno di guardia attiva dalle ore 20 alle ore 8 piuttosto che godere dell’indispensabile riposo compensativo della durata di almeno ore 20 (D.lgs 66/2003 c. 1 art.13 e c.4 art.17) dopo il lavoro notturno è costretto a svolgere attività di pronta disponibilità della durata di 24 ore. Appare insolito ed inspiegabile che presso l’ASP di Enna la programmazione dei turni preveda tali difformità, e nonostante la nota cisl medici del 22/5/16 che chiedeva spiegazioni al Direttore Generale risulta a questa O.S. che dopo tale nota si è proceduto a redigere i turni mensili di luglio, agosto e settembre 2016 sempre con la stesse sopra esplicitate anomalie.

Si è pertanto richiesto autorevole intervento ai tre organi in indirizzo ai fini di: a) ripristinare quanto previsto dalle vigenti disposizioni normative e contrattuali, con l’effettuazione di turni di pronta disponibilità della durata massima di 12 ore, da svolgere esclusivamente in orario notturno e/o diurno festivo; b) non impegnare con alcun tipo di attività lavorativa, compresa la pronta disponibilità, le necessarie venti ore di riposo che seguono allo svolgimento del turno attivo notturno effettuato, per consentire, soprattutto nell’interesse della collettività che fruisce delle prestazioni sanitarie di emergenza-urgenza, il giusto periodo di riposo del medico anestesista/rianimatore con conseguente ristoro fisico e ripristino del necessario equilibrio psico-fisico, certamente non ottimale dopo una notte di guardia attiva.

 

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Troina – Concorso di idee per l’ampliamento e la riqualificazione di Piazza Gramsci

Mettere a confronto diverse idee per individuare la soluzione migliore che garantisca il più coerente intervento di ampliamento e riqualificazione di piazza Antonio Gramsci, attraverso l’acquisizione di proposte con contenuti progettuali, tecnici e economici che valorizzino il contesto circostante. Con questo obiettivo, fino al 16 settembre prossimo, l’amministrazione comunale ha bandito un concorso di idee rivolto agli ingegneri e agli architetti di Troina, che prevede il rifacimento della pavimentazione della piazza, la riqualificazione dell’area a verde sottostante, la sistemazione delle gradinate laterali e la valorizzazione dei luoghi come punto di incontro e aggregazione dei cittadini. Il tutto, evidenziando la peculiarità dei luoghi e della loro storia, anche attraverso la riproposizione di elementi caratteristici originariamente esistenti.

“La nostra intenzione – ha spiegato il sindaco Fabio Venezia – , è quella di far diventare la piazza Antonio Gramsci un grande spazio di aggregazione per l’intera città, nonché un terrazzo a cielo aperto per poter ammirare gli splendidi paesaggi sui Nebrodi su cui si affaccia. L’obiettivo del concorso è proprio quello di individuare una proposta originale e condivisa, che riqualifichi e al tempo stesso renda maggiormente fruibile l’area”. I lavori per la realizzazione dell’intervento, per i quali il Comune ha previsto un investimento massimo di 350 mila euro, sono maturati dall’esigenza di riconvertire la piazza dopo l’abbattimento, avvenuto nell’ottobre dell’anno scorso, dell’ex edificio scolastico “Borgo Vecchio”, sgomberato e chiuso dal 1998 per motivi di sicurezza e pubblica incolumità, a causa delle lesioni alle fondazioni e ai muri. L’ampliamento e la riqualificazione dell’area, consentirà dunque di creare un nuovo spazio di aggregazione per i residenti della zona e non solo.

Al vincitore del concorso, oltre un premio di 1.500 euro, verranno affidati i successivi livelli di progettazione dei lavori con procedura negoziata senza bando, se ritenuto in possesso dei requisiti di capacità tecnico-professionale e economica. Al fine di garantire trasparenza, parità di trattamento e proporzionalità, i concorrenti potranno inviare in forma anonima il loro progetto, che sarà giudicato da un’apposita commissione composta dal Responsabile del Settore Tecnico comunale e da un esperto di architettura e da uno di pianificazione urbanistica, entrambi designati dal Comune sulla scorta dei rispettivi requisiti professionali e culturali. La commissione inoltre, individuerà anche un secondo e un terzo progetto classificato. Non potranno partecipare al concorso: amministratori, consiglieri e dipendenti del Comune di Troina; consulenti e collaboratori, sia coordinati che continuativi, che abbiano rapporti con l’Ente durante lo svolgimento del concorso; coloro che lavorino come dipendenti con enti, istituzioni e amministrazioni pubbliche, salvo specifica autorizzazione; coloro che hanno partecipato alla stesura del bando. La documentazione richiesta e le modalità per partecipare al concorso, sono disponibili online sul sito istituzionale dell’Ente www.comune.troina.en.it . Il plico contenente gli elaborati dovrà pervenire entro e non oltre le ore 12.00 di venerdì 16 settembre prossimo, presso l’Ufficio Protocollo del Comune, solo e esclusivamente per raccomandata.

 

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Piazza Armerina – Basilio Fioriglio scrive al direttore del polo regionali per i siti siti culturali

[COMUNICATO STAMPA] L’Associazione, costituita con la finalità di evidenziare fatti e problemi di interesse generale, dando il proprio contributo, segnalando interventi da operare sul nostro patrimonio atti a renderli più completi alla fruizione artistica cui sono stati costruiti e quindi più rappresentativi della loro bellezza. Purtroppo ad oggi, le segnalazioni non hanno trovato la minima attenzione dalle Istituzioni interessate né un semplice cenno.

La voce dell’Associazione continuerà sempre gli stessi intendimenti ad essere presente, senza urlare al vento andando avanti per la Città. Desideriamo segnalare al momento alcuni interventi da operare sul nostro patrimonio. Se si ritiene opportuno disporre la pulizia del prospetto di alcuni monumenti invasi dalle copiose erbacce, la piccola aiuola che circonda il monumento del benefattore Barone Marco Trigona, che con il suo sguardo severo e soddisfatto con la mano dx tesa consegna alla Città “il Duomo” facendo capire: io l’ho fatto, ma alle piccole cose dovete pensarci voi”, nella splendida Piazza Duomo che oltre alle erbacce, la ruggine supera i disegni degli impareggiabili elementi architettonici dell’inferriata, che abbisognano di piccoli interventi: alcuni elementi risultano curvate per la mancanza del ribattino ed altri mancanti nella parte superiore “freccia”; -Prospetto chiesa San Lorenzo, con il portale barocco e con le due statue dei compatroni della Città, che oltre a presentare notevoli valenze storico artistiche ed architettoniche di epoche diverse, è in bella mostra il degrado infestato da erbe spontanee e vegetazione, con il tavolato di protezione vetusto caduto per terra. Alle autorità cui la presente è diretta per conoscenza, per quanto di competenza relativamente alla Chiesa di San Lorenzo, per un interevento urgente e verificare le misure e gli interventi conservativi, per evitare che sia messo in pericolo tutto il complesso storico – monumentale.

Basilio Fioriglio

 

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Attentato a Kabul, camion bomba contro lʼhotel degli stranieri: talebani rivendicano

Attentato nella notte all'ingresso del Northgate Hotel di Kabul, struttura con sorveglianza armata dove alloggiano contractor civili e militari stranieri.  Erano le 1.30 locali (le 23 in Italia) quando un camion bomba contro è esploso contro il compound.  Secondo Tolo News diversi uomini armati (sembra 4) sarebbero entrati in azione nei pressi dell'hotel. Tre di loro sono stati uccisi della forze di sicurezza. La conferma che si sia trattato di un attentato è arrivata dalle forze di sicurezza afghane che hanno negato che nell'esplosione ci siano state vittime tra i militari ospitati nella struttura. Anche tra gli ospiti dell'hotel non risultano vittime.

Nell'intervento invece è rimasto ucciso, un poliziotto, mentre altri due agenti e due soldati delle forze speciali sono rimasti feriti.  La zona del Northgate è stata subito isolata. Si sarebbero uditi spari fino a poche ore fa, con le autorità afghane che hanno poi comunicato la conclusione dell'operazione (erano le 5 in Italia, le 8 8,30 in Afghanistan) per mettere in sicurezza la zona. Secondo quanto riporta l’emittente afgana, uno degli attentatori è morto in seguito all'esplosione del camion-bomba, altri due sono stati uccisi nello scontro a fuoco con i militari.

I talebani avrebbero rivendicato l’attacco contro il Northgate Hotel a Kabul, affermando che si tratta “di un posto di lusso per stranieri, e l’albergo si trovava lontano dalle case dei civili”.
Il Northgate Hotel era già stato colpito da un attentato messo a punto dai fondamentalisti a luglio 2013: 5 kamikaze erano riusciti ad entrare nel perimetro uccidendo 9 persone prima d’essere abbattuti. La settimana scorsa sempre a Kabul due kamikaze dell'Isis hanno fatto strage: 80 persone uccidi e 230 feriti durante una manifestazione della comunità atzera che protestava per la mancanza di energia elettrica.

 

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Sofferenze bancarie e stress test

 Dopo la valutazione delle nostre banche fatta con il famoso “stress test”, che ha riconosciuto la solidità del nostro sistema con la sola eccezione della particolare situazione del Monte dei Paschi, ritengo opportuno fare un po’ di chiarezza sulla effettiva situazione delle cosiddette “ sofferenze bancarie” che tante preoccupazioni, e altrettante speculazioni, hanno creato negli ultimi anni.

Chi scrive è stato direttore di Agenzie, Ispettore, direttore di Filiale, direttore di Sede e Ragioniere Generale della Cassa Centrale di Risparmio V.E. quando questo Istituto si trovava, per importanza, al 2° posto nella graduatoria nazionale della categoria . Da direttore di Agenzia è stato nelle condizioni di creare condizioni di tolleranza e di sofferenza di alcune partite, da direttore di Sede e Filiale, oltre a creare le stesse condizioni, ha dovuto anche gestirle, da Ispettore ha dovuto verbalizzarne lo stato e la rispondenza tra debito e adeguata garanzia, mentre da Ragioniere Generale ha direttamente gestito la regolare collocazione nel bilancio delle sofferenze. .Ho parlato di tolleranza e sofferenza indicando con questi termini due differenti condizioni: tolleranza: il periodo successivo alla scadenza del debito che a richiesta la banca può accordare al cliente: sofferenza: quando trascorso invano il periodo di tolleranza accordato il cliente non è stato in grado di rispettare l’impegno e , quindi, dare inizio alle previste procedure legali.

La banca per legge annualmente ha l’obbligo di accantonare una percentuale degli utili in un conto chiamato “Rischi su crediti” che normalmente viene utilizzato a chiusura dell’azione legale per coprire un eventuale importo risultato incapiente. Premesso quanto sopra ritengo utile fare la seguente considerazione sulla base dei dati ufficiali forniti – l’importo delle sofferenze bancarie è stato valutato al lordo per 320/milioni di eu – l’importo dei “ fondi rischi” ammonta a eu 240/milioni – l’importo delle sofferenze al netto ammontavano quindi ad eu 80/ milioni con garanzie per oltre 120/milioni – Lo stress test ha confermato la solidità dell’intero sistema bancario, ad esclusione del Monte dei Paschi che da solo continua a presentare sofferenze per oltre 20/milioni di eu. Nessuno si è soffermato un po’per considerare il fatto che, a parte la responsabilità degli amministratori nella gestione di molte banche, una parte di responsabilità è del sistema “Magistratura”, dal momento che le azioni legali per il recupero dei crediti bancari hanno tempi lunghissimi.

Dai sei agli otto anni per la definizione di una azione diretta di recupero, ad oltre dieci/ quindici anni nel caso di fallimento, In questo periodo il debito continua a crescere con interessi di gran lunga superiori a quelli convenuti in contratto, senza tener conto che ormai da molti anni gli interessi bancari attivi sono scesi ai minimi. Un esempio “vero” di quanto accadeva trenta anni fa ad una azione legale per il recupero di un credito di lire 10.000.000,.al tasso convenuto del 23,75% trimestrale: debito inziale L. 10.000.000 interessi 1° trimestre L.593.750, spese conto L.40.000, commissione max scoperto eu 100.000 ammontare debito L.10.733.750 + interessi 2° trimestre L.637.316 ,spese tenuta conto L. 40.000 commissione max scoperto L. 107.337 importo debito L.10.733.750 + interessi 3° trimestre L.683.905, spese tenuta conto L.40.000, commissione max scoperto L.115.184 importo debito L.12.357.492 +interessi 4° trimestre L.733.726, commissione spese tenuta conto L. 40.000 commissione max scoperto L,123.575 totale debito L. 13.234.793. Interessi convenuti al 23,75% interessi pretesi L. 3,234.793 per il primo anno al tasso del 32,34% ,mentre il contenzioso è durato oltre cinque anni. Ho preferito fare questo esempio e non riportare altro caso, verificatosi nello stesso periodo, su uno scoperto in c/c di circa 30/milioni che, al termine della procedura coattiva di recupero, aveva condannato la controparte al pagamento di una somma superiore a L.700/ milioni ! Ciò determina, tra l’altro che l’ adeguata garanzia inizialmente richiesta non copre più il credito vantato, creando grasse perdite agli Istituti di credito. Nessuno parla in modo serio di organizzare la struttura giudiziaria per dare una corsia preferenziale alla trattazione di questo tipo di controversie e che non deve essere consenziente alle continue richieste dei curatori fallimentari di differire le date delle relative udienze, utilizzando vari pretesti.

Angiolo Alerci

 

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Enna – Continuano i corsi all’università Dunarea

Dopo la recente sentenza di secondo grado del Tribunale di Caltanissetta che non ha accolto, il ricorso del Miur, in merito alla richiesta di bloccarne i corsi, tutti concordi, i resistenti, , in conferenza stampa, nel dire che il Miur stesso, avrebbe esagerato con l’ostracismo verso la Dunarea de Jos con il preciso intento di bloccarne i corsi di medicina ed infermieristica. Corsi che nè l’ateneo rumeno, nè il partner logistico Fondo Proserpina si sono mai sognati di bloccare sostenendone la piena legittimità in forza di consolidate normative dell’Unione Europea. E così per la seconda volta, qualche giorno fa, in secondo grado, la Corte nissena ha bocciato le istanze proposte dal ricorrente, il Miur attraverso l’Avvocatura dello Stato rappresentata dall’avvocato Roberto Faraci mentre i resistenti, erano la Dunarea de Jos difesa dall’avvocato Giovanna Saccaro e il Fondo Proserpina difeso dai docenti Kore Anna Lucia Valvo e Giuseppe Arena e dall’ex docente della Sapienza Augusto Sinagra.

Il collegio giudicante ha confermato la prosecuzione della continuazione dei corsi ed ha reiterato la condanna alle spese di giudizio per il Miur. Concordi gli avvocati dei convenuti nel tacciare di “ignoranza” in materia di diritto dell’Unione Europea il Miur, poichè a loro avviso la normativa era talmente evidente che non ci sarebbe stato motivo di ricorrere alla Magistratura. Ma sia gli avvocati che l’amministratore delegato del Fondo Proserpina Vladimiro Crisafulli, , hanno lasciato intendere a chiare lettere che alla base di tutto vi sarebbe stata, nella vicenda, una malafede di fondo da parte del Miur ed hanno dichiarato che agiranno penalmente e civilmente contro di esso e contro quanti hanno inteso diffamare l’attività dell’Ateneo rumeno, danneggiando principalmente gli studenti, e chiederanno un milione di euro di danni che investiranno in borse di studio ed attività di formazione. La strategia è stata confermata anche da Cesar Bicescu, d.g. dell’Università rumena che ha tuonato: “noi vogliamo fare educazione e non polemica, rispettando le leggi. Ma se saremo costretti a difenderci non ci tireremo indietro”.

Sia Vladimiro Crisafulli che gli avvocati hanno poi ribadito che se il Miur non fosse stato consapevole del fatto che i corsi non potevano essere bloccati non si sarebbe rivolto ai giudici ma li avrebbe bloccati “ motu propriu”. E per quanto riguarda i dubbi sollevati dal collegio giudicante nel dispositivo di sentenza gli avvocati, non hanno mancato di far emergere una certa incompetenza da parte dello stesso in materia di diritto europeo. Gli attori della conferenza stampa hanno, inoltre, prodotto alcuni atti ( sentenze del Consiglio di Stato) che smentiscono voci messe in giro, a loro avviso strumentalmente, come quella che un università non potrebbe fare attività a fini di lucro.. Prodotta, inoltre, un’interrogazione del deputato europeo Ramona Manescu, tendente a chiedere provvedimenti nei confronti della Repubblica Italiana, quindi del Miur per ostruzionismo verso la Convenzione europea . La commissione europea sta lavorando in risposta all’interrogazione. E per quanto riguarda le dichiarazioni di autorevoli esponenti del Miur sul fatto che lo stesso non riconoscerebbe le lauree rumene i resistenti hanno prodotto documenti dimostranti che il riconoscimento dei titoli non è di competenza del Miur ma del Ministero della salute. Infine Crisafulli ha dichiarato che i dirigenti dell’Asp gli hanno garantito il tirocinio degli studenti presso l’ospedale di Enna.

Mario Antonio Pagaria

 

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Enna – Riparte ”L’Happy village, piscine,integrazione e accessibilità”

 Avviato anche quest’anno dall’Inail di Enna, di concerto con il Cip Sicilia (Comitato italiano paralimpico), supportato dalla Federazione italiana nuoto paralimpico e il Comune di Enna, l’ “Happy village, piscine, integrazione e accessibilità”.  I partner, come consuetudine, hanno sottoscritto, infatti, un  protocollo d’intesa firmato dal direttore dell’Inail Giovanni Failla, dal sindaco Maurizio Dipietro per il Comune , da Antonio Gambino per la Finp e da Renato Estero per il Cip.

L’iniziativa che è gratuita per gli iscritti all’Inail e a pagamento per tutti  gli altri (ma proprio mentre scriviamo apprendiamo in esclusiva che il sindaco Dipietro dopo nostra richiesta si è impegnato formalmente affinchè tutti i disabili indistamente possano accedere gratuitamente alla piscina coperta nelle ore riservate e per questa sua sensibilità lo ringraziamo)  tende a favorire l’integrazione degli stessi attraverso la pratica della disciplina del nuoto. Va ricordato che un paio di anni fa, quando fu attivata per la prima volta questa iniziativa, durante la Giunta Garofalo, l’Inail acquistò un attrezzo speciale per immergere in acqua i disabili. Da quel momento (era il 2014) molti diversamente abili hanno fruito del progetto che, va ricordato, permetteva loro di fruire delle piscine comunali di Pergusa, gratuitamente per tutta la stagione estiva. Ma alcuni disabili hanno fatto sapere che gradirebbero il servizio venisse esteso anche alle piscine coperte comunali nel periodo invernale.

Quest’anno il progetto è stato incrementato di nuove attività quali subacquea, tennis da tavolo, danza sportiva e tiro con l’arco che sarà possibile sperimentare per due mesi. In attesa che tali attività possano ripartire presso le piscine comunali scoperte, le attività si svolgeranno presso la struttura della piscina coperta di Enna Bassa e spazi antistanti. Ma la colonna portante di questo progetto, finanziato dal Cip Sicilia, dalla Direzione Regionale Inail  Sicilia, è stata come sempre, Irene Varveri, funzionario dell’Inail responsabile del servizio di reinserimento sociale  e lavorativo, coordinata dal direttore  Giovanni Edmondo Failla.  E in piscina, ovviamente ci  saranno istruttori di nuoto Finp e assistenti tecnici per l’assistenza in acqua e per l’ orientamento sportivo per dare possibilità agli  assistiti Inail  della sede di Enna e a tutti i disabili in genere, di svolgere attività natatoria con l’ausilio di istruttori specializzati e rendere accessibile e fruibile l’accesso in piscina  con ingresso facilitato in acqua tramite il sollevatore mobile anzidetto. Saranno inoltre presenti tecnici iscritti alle federazioni, per la subacquea, tennis da tavolo, danza sportiva e tiro con l’arco e assistenti tecnici. La nota dolente è quella che i disabili, per adesso non possono godersi il sole all’aperto perché non possono fruire della piscina scoperta perché ancora chiusa.

Mario Antonio Pagaria

 

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