Il prossimo 20 marzo il Sole si eclissa

Segnatevi la data perché il prossimo 20 marzo potrete assistere ad un evento di raro e straordinario fascino: un’eclissi solare, infatti, sarà visibile da Europa, Russia e Nord-Africa. Purtroppo noi, dall’Italia, non saremo tra i privilegiati che potranno assistere alla fase di totalità che, invece, investirà la fascia dell’Atlantico settentrionale, praticamente all’altezza delle isole Svalbard: decisamente un po’ troppo a nord.
Eclissi parziale per l’Italia


Potremo però accontentarci della parzialità che, in ogni caso, apparirà diversa per un osservatore che si trovi a Milano rispetto ad un altro che segue l’evento da Palermo: sempre ammettendo che, per allora, il clima sarà sufficientemente clemente da concederci di osservare il cielo. Gli orari varieranno, di poco, a seconda della posizione geografica in cui si trova: per l’Italia, a Palermo l’inizio dell’eclissi sarà alle 9:20, la fine alle 11:26 e il picco alle 10:26. A Roma si inizia alle 9:23 e si finisce alle 11:42, passando per il massimo delle 10:31; a Milano l’eclissi durerà dalle 9:24 alle 11:44 e il punto massimo sarà alle ore 10:32. La magnitudine in quest’ultimo caso sarà pari a 0,713 contro lo 0,541 di Palermo: in altre parole, la frazione di diametro del disco solare coperta durante la fase centrale dell’eclissi sarà più estesa per quanti osserveranno dal nord Italia.
eclissi mappa

in foto: Foto NASA dell’eclissi, con l’area di totalità in evidenza e le diverse regioni che saranno investite dal fenomeno
Rischio black out




E già si parla di un possibile rischio che l’eclissi mandi in tilt, almeno temporaneamente, la rete elettrica europea: questo perché sono ormai tantissimi i Paesi che si affidano all’energia solare. In realtà tutto rientra soltanto nell’ambito delle probabilità: diciamo, anzi, che forse l’evento sarà una sorta di test per verificare la reazione del sistema elettrico europeo. Non si può infatti escludere che la momentanea riduzione nell’irraggiamento abbia degli effetti immediati sulla produzione di energia attraverso le celle fotovoltaiche: e i Paesi ad essere interessati maggiormente dal problema sarebbero, nel caso di questo “tramonto anticipato”, la Germania e l’Italia, dove il Sole riveste una funzione estremamente importante.

Era infatti dal 1999 che l’Europa non esperiva un’eclissi totale di tale portata: ma, allora, le energie rinnovabili erano sì diffuse ma non nella maniera odierna, con casi come la Germania dove un quarto dell’elettricità totale del Paese è ricavato da eolico e solare. In ogni caso, la rete europea dei gestori di sistemi elettrici non sta aspettando l’evento inerte ma si dichiara pronta, nell’eventualità, ad attivare tutte le procedure di emergenza: sempre sperando che non ce ne sia alcun bisogno e che non resti altro da fare che godersi lo spettacolo.



 



 

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Che succede nel PD?

Giorni fa, con una mia nota pubblicata su questo stesso giornale, ho esaminato alcuni aspetti della crisi che da un po’ di tempo travaglia Forza Italia.
Nella stessa nota anticipavo che avrei fatto analoghe considerazioni per quello che sta accadendo all’interno del P.D.
Non avrei mai pensato che nel giro di pochi giorni gli elementi che avevo da tempo considerato, assumessero toni e comportamenti di una certa gravità.

Al  momento del passaggio della campanella tra Letta e Renzi, in una mia nota pubblicata il 15 febbraio 2014, così mi esprimevo: “ Al momento del conferimento dell’incarico di formare il nuovo governo  Renzi dia una regolata alla sua irruenza che, se da una parte è stata determinante per vincere le primarie, potrebbe essere determinante per una brevissima durata del suo mandato”
Inoltre “ Un governo di coalizione non è la direzione del suo partito. Dovrà confrontarsi con la necessaria moderazione, non solo con la minoranza del suo partito, ma con gli altri partners”.

Il primo pericolo per Renzi viene proprio dalla minoranza del P.D.
Le dichiarazioni in sede di voto della Bindi e di Cifati, per l’approvazione della riforma elettorale da  parte della Camera dei Deputati, l’assenza di Cuperlo e di Letta al momento della votazione, le pesanti dichiarazioni di Bersani, D’Alema e della Finocchiaro  con le quali annunciavano di “ aspettare Renzi al varco del voto al Senato”, rappresentavano un vera dichiarazione di guerra.

Senza tener conto delle dichiarazioni, spesso offensive, rivolte a Renzi dalla Gamusso, da  Fassina e da Mineo,
Personalmente ho apprezzato molto sia il programma presentato, che la volontà di vederlo realizzato nel minor tempo possibile.
Problemi che si trascinano da mezzo secolo, sempre alla attenzione dei governanti e mai affrontati concretamente, oggi creano molto imbarazzo ai responsabili i quali constatano che il vento sta veramente cambiando.
Purtroppo a rendere più difficile il percorso delle riforme è il tono con i quale Renzi si confronta sia con la minoranza del suo partito, che con i gruppi parlamentari  di maggioranza e di opposizione.
Ed è proprio il tono usato a creare una visione di totale contrapposizione e critica da parte della minoranza del P.D., a tutti i provvedimenti predisposti dal governo.
Sul giornale di Sicilia di oggi  due titoli sintetizzano meglio la situazione in cui versa oggi il P.D. di Sicilia : “A sinistra un patto tra SEL, civatiani e altri delusi del P.D”
“ Leopolda siciliana, corsia preferenziale per i già iscritti”.
Mentre  un terzo titolo  riguarda la situazione nazionale “ PD strappo di Bersani”.
Comincia ad apparire difficile ricomporre , da tanti cocci , un buon mosaico.


Angiolo Alerci


 

 

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Il Partito Socialista si riorganizza in Sicilia

È partita questa mattina la fase riorganizzativa del PSI Siciliano in
vista della prossima consultazione elettorale per le amministrative, tesa a ristrutturare
l’organizzazione territoriale del partito anche sulla base delle modifiche che verranno
introdotte con la nuova legge elettorale nazionale.

Le commissarie incaricate, Cathy Marino e Carola Vincenti per la Sicilia occidentale, Melania
Dell’Aira e Barbara La Rosa per la Sicilia orientale, hanno tracciato una road map che prevede la realizzazione di una serie di incontri, dando priorità alle realtà che saranno interessate dalle prossime consultazioni comunali.
Inoltre, dando seguito al mandato ricevuto dalla segreteria regionale tenuta lo scorso 18 febbraio, effettueranno una ricognizione riguardante lo stato delle adesioni al partito nelle varie province, al fine di razionalizzare l’acquisizione dei dati reali della presenza socialista in Sicilia.

Quindi, in concomitanza con il calendario degli incontri programmati, saranno valutate le alleanze e la definizione della presenza di candidati socialisti, sia con liste proprie sia all’interno di liste di coalizione nelle varie realtà .

 

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A Piazza Armerina il progetto ”Extra Mœnia – Villa senza confini” Storia dell’arte e Gastronomia

Il progetto “Extra Mœnia – Villa Senza Confini” è un percorso didattico finalizzato alla conoscenza e alla promozione dei valori artistici della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, importante residenza tardoantica, dichiarata dal 1997 patrimonio dell’UNESCO. A sottolineare la sua valenza culturale, nell’ambito di una medesima condivisione di intenti con il Museo regionale della Villa del Casale, il progetto formativo viene cofinanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ai sensi della legge 77/2006, recante “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale,
paesaggistico e ambientale, inseriti nella lista del patrimonio mondiale, posti sotto la tutela dell’UNESCO”.

“Extra Mœnia – Villa senza confini” presenta, nell’ambito di un contesto formativo mai fin’ora sperimentato in Italia, i contenuti di alcuni ambienti del vasto sito archeologico a giovani residenti in altri luoghi e che, per diverse ragioni, non possono accedervi. Grazie alla collaborazione tra il Museo regionale della Villa Romana del Casale ed Éupolis Lombardia, in particolare della Direzione di funzione specialistica Expo Milano 2015 e Comunicazione, è stato possibile realizzare un’efficace azione di interazione e trasmissione di conoscenze tra circa ottanta allievi della scuola secondaria di II grado di Milano, appartenenti a due diversi Istituti dei Servizi Alberghieri e della Ristorazione: il Consorzio SIR, con studenti dell’ultima classe del triennio che necessitano di un particolare sostegno didattico e giovani dell’ultimo biennio dell’indirizzo enogastronomico dell’Istituto Amerigo Vespucci che, con l’ausilio dei loro docenti in tecnica della ristorazione e delle preparazioni alimentari , sono intervenuti nei laboratori di cucina, comuni alle due scuole, come formatori. Il progetto si basa, infatti, su un
percorso che coinvolge otto dei cinquantasette ambienti della residenza tardoantica, contenenti diaetae o iconografie all’interno dei 3400 mq di ornati musivi che decorano l’intero sito, da poco restaurato, e che possono ricollegarsi al tema del cibo e alle peculiarità della dieta mediterranea, in sinergia con Expo 2015.

L’innovazione apportata da questa esperienza educativa mirata, durata circa sei mesi, con lezioni frontali di storia dell’arte, peraltro non prevista dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) per tali indirizzi scolastici, e laboratori di cucina, si basa sulla rielaborazione in veste contemporanea delle ricette, attinenti ai soggetti iconografici presenti negli ornati musivi delle stanze selezionate, contenute in due importanti fonti di epoca romana: il De agri cultura di Marco Porcio Catone e il De re coquinaria, su ricette raccolte da Marco Gavio Apicio, giunto a noi in una redazione del IV sec d.C., epoca a cui si fa risalire la costruzione della residenza tardoantica. Il risultato di questo lavoro multidisciplinare, che ha previsto anche l’insegnamento delle pratiche nell’ambito della tradizione culinaria romana, con focus specifici come uscite didattiche inerenti la Milano Imperiale e laboratori creativi di comunicazione, realizzati nelle due scuole, ha comportato per i ragazzi uno spontaneo avvicinamento al bene archeologico siciliano, un accrescimento del senso di appartenenza alla civiltà latina e un aumentato interesse verso la cultura enogastronomica mediterranea. Si è così sviluppata una rinnovata curiosità per le rivisitazioni contemporanee, sia in base alla decorazione estetica dei piatti, che agli ingredienti utilizzati.

Tra i laboratori didattici si cita, in particolare, quello dei sensi rivolto agli studenti del SIR per stimolare la loro sensibilità e individuare, senza l’ausilio della vista, le spezie utilizzate nelle preparazioni. 1http://villasenzaconfi ni.tumblr.com facebook extramoenia Un progetto realizzato grazie alla l egge 77 del 20/02/2006, “Misure speciali a favore dei siti italiani di interesse cul turale, inseriti nella WHL – UNESCO” promosso da: con il contributo di: in collaborazione con: Ruolo importante per il progetto di comunicazione delle attività è stato svolto da un team multidisciplinare di docenti e studenti di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Milano, che si sono confrontati con obiettivi di valore anche sociale dimostrando
efficacia e coerenza con il concept del progetto.

È prevista la partecipazione degli allievi ad Expo Milano 2015, all’interno del palinsesto programmato dalla Regione Siciliana
per il Padiglione Italia EXPO Milano 2015, che dedicherà uno spazio ad una mostra itinerante finalizzata a documentare le fasi e i momenti più salienti di questa innovativa esperienza basata sul trasferimento di conoscenze tra giovani.

 

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Pd, Bersani sfida Renzi: “Non faccio il figurante”. E boccia il Jobs act

Pier Luigi Bersani non andrà all’incontro dei parlamentari del Pd con Matteo Renzi previsto per domani venerdì 27 settembre. “Non ci penso proprio. Perché io m’inchino alle esigenze della comunicazione, ma che gli organismi dirigenti debbano diventare figuranti di un film non ci sto”, dice l’ex-segretario dem in una lunga intervista che sarà pubblicato sul nuovo numero di Avvenire in edicola domani. Il premier ha convocato i lavori dei tavoli tematici su scuola, ambiente, fisco e Rai per domani al Nazareno invitando tutti i parlamentari democratici. Bersani, che già ieri aveva non aveva nascosto tutte le sue perplessità sull’iniziativa, oggi affonda il colpo anche sul Jobs Act e sulle riforme. Nel caso della riforma del lavoro afferma che “mette il lavoratore in un rapporto di forze pre-anni ’70” e perciò è “fuori dall’ordinamento costituzionale”. Sul secondo tema, il no è anche più duro: “Il combinato disposto” tra riforme e Italicum “rompe l’equilibrio democratico. Se la riforma della Costituzione va avanti così io non accetterò mai di votare la legge elettorale”.


Ma Bersani non sarà l’unico assente di lusso alla riunione di domani al Nazareno. Oltre a Pierluigi Bersani, diserteranno anche Gianni Cuperlo e Alfredo D’Attorre. “Non ci siamo mai sottratti al confronto né ci sottrarremo ad ogni convocazione vera, ma questo modo di comprimere in un’ora la discussione su problemi importanti dell’agenda politica parlamentare viene vissuto da molti come una presa in giro”, ha spiegato D’Attorre all’Agi che poi evidenzia, non senza una pizzico di delusione, la fine prematura del Metodo Mattarella: “Purtroppo allo stato il metodo Mattarella si sta rivelando una parentesi che si è chiusa rapidamente e si è tornati ai vecchi metodo”.  La replica della maggioranza del partito ai vari forfait è arrivata da Andrea Marcucci: “Se Renzi non coinvolge il gruppo Pd fa di testa sua, se lo coinvolge sbaglia. La minoranza vorrebbe ribaltare voto primarie. Non si può fare”, è il fulminante commento pubblicato su Twitter.
La replica di Renzi: “Stupito da polemiche nel Pd”
“Nessuno ha la verità in tasca: noi siamo per il confronto sempre”. Afferma Renzi che si dice “stupito” da chi, nella minoranza Pd, “gioca la carta della polemica interna” disertando l’incontro di domani. “Il nostro è un Partito Democratico, nel nome ma anche nelle scelte e nel metodo”, aggiunge in quella che appare una chiara replica a Bersani. “Tutte le principali decisioni di questi 15 mesi sono state discusse e votate negli organismi di partito: dal Jobs Act fino alle riforme costituzionali, dalla legge elettorale alle misure sulla legge di Stabilità. Abbiamo organizzato iniziative su scuola, politica estera, Europa, forma partito, sociale, enti locali e molto altro”. Per venerdì, spiega il leader dem, “abbiamo offerto una opportunità in più, una semplice occasione di confronto, come sempre diretto e schietto, che pensavamo potesse essere apprezzata da chi spesso chiede più collegialità. Un semplice scambio di idee, convinti come siamo che solo ascoltandoci possiamo migliorare”.



 



 

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Per la prima volta ad Enna il Campionato nazionale di tiro con l’arco storico

La manifestazione approda nel capoluogo il 10 maggio prossimo dopo dieci anni di residenza nella Repubblica di San Marino. Attesi coltre cento partecipanti. Tra gli iscritti già confermati, la campionessa europea in carica Simona Malagutti  e la campionessa nazionale Loira Antonucci


Per dieci anni di seguito è stato organizzato nella Repubblica di San Marino, richiamando appassionati e sportivi da tutta Italia. Quest’anno, per la prima volta, il Campionato nazionale assoluto di tiro con l’arco storico per singolo arciere verrà ospitato a Enna. L’appuntamento è per il 10 maggio prossimo, giornata conclusiva della nona edizione della Settimana federiciana ennese, ai piedi della Torre di Federico.


Sono già attesi oltre un centinaio di partecipanti. Tra le prime a dare la propria adesione sono state la campionessa europea in carica di tiro con l’arco storico Simona Malagutti (da Ferrara) e la campionessa nazionale della stessa disciplina Loira Antonucci (da Popoli). All’evento, oltre a numerose delegazioni isolane, sarà presente il vice presidente nazionale della Lega arcieri medievali, Luciano Zanotti, che arriverà dalla Repubblica di San Marino assieme a un gruppo di arcieri.


La gara sarà arbitrata da maestri d’arco e segnapunti reclutati da tutta Italia che vigileranno sul gioco di singole “pattuglie”, costituite da circa 14 partecipanti. Il 9 maggio al Castello di Lombardia di Enna si terrà invece un’anteprima del Campionato, una dimostrazione sportiva, all’interno di una rievocazione storica con mercato medievale.
“Questa prestigiosa manifestazione non è un regalo per la città di Enna, ma il giusto traguardo raggiunto dopo anni di manifestazioni medievali e grande coinvolgimento di giovani e adulti al tiro con l’arco storico – ha voluto sottolineare Carlos Alberto Owen, presidente della Lega arcieri medievali – noi promotori teniamo molto alla sicurezza sul campo, che ci è stata garantita da istituzioni e organizzatori, e all’atteggiamento composto dei partecipanti coinvolti in uno spaccato di vita medievale”.


La manifestazione è organizzata dal Gruppo storico medievale di Enna, presieduto da Giuseppe Polizzotto, con il patrocinio della Lega arcieri medievali, guidata da Carlos Alberto Owen, il Comune di Enna e la Soprintendenza ai Beni culturali di Enna.
Al Campionato nazionale assoluto può partecipare chiunque sia appassionato di arco storico e opportunamente preparato alla disciplina sportiva: l’accesso è consentito, infatti, non solo agli iscritti alla Lega arcieri medievali o alla Fiarc (Federazione italiana arcieri tiro di campagna) ma anche agli sportivi non federati dotati di un’opportuna copertura assicurativa. Per iscrizioni e altre informazioni rivolgersi alla segreteria nazionale della Lega arcieri medievali, www.legaarcierimedievali.org.


La Settimana federiciana ennese 2015, organizzata dalla Casa d’Europa, il Comune di Enna, in collaborazione con l’assessorato regionale al Turismo, la Prefettura di Enna, il Movimento federalista europeo e la Commissione europea, Rappresentanza italiana, è programmata dal 4 al 10 maggio e coinvolgerà i siti medievali della città, i quartieri storici, le scuole e le istituzioni con rievocazioni storiche, giochi medievali, corteo storico, eventi gastronomici e artistici. Info su www.casadeuropaenna.it.

 

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Piazza Armerna – Allarme idrogeologico:aperto H24 il Centro Operativo Comunale (0935 682686)

La pioggia incessante di questi giorni sta producendo diversi danni. Molte strade, soprattutto nella periferia della città, sono interessate da frane e smottamenti. La più grave si è verificata nella zona Salemi dove è stata fatta sgomberare anche un’abitazione. Il centro di Protezione Civile ha messo a disposizione un numero di telefono, a cui risponde il personale del Centro Operativo Comunale, attraverso il quale è possibile richiedere interventi e segnalare criticità  24 ore su 24. Questo il numero da comporre 0935 682686

 

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Piazza Armerina – Assistenza agli anziani: da lunedì Miroddi interrompe il servizio.

Il Sindaco Filippo Miroddi ha ricevuto questa mattina nella Sala delle Luci i lavoratori della cooperativa che da  molti anni gestiscono l’assistenza a domicilio agli anziani comunicando loro che dal primo marzo il servizio non verrà prorogato  con la conseguenza che i gli operatori perderanno il loro posto di lavoro e gli anziani resteranno senza assistenza . Il sindaco ha parlato della mancanza di fondi disponibili mentre solo qualche giorno fa il suo assessore alle politiche sociali, Alessia di Giorgio, affermava:” Da un punto di vista esclusivamente finanziario va rilevato che il comune di Piazza Armerina ha messo a disposizione dell’assistenza domiciliare agli anziani la somma di € 220.000, somma che dovrà essere distribuita in dieci mesi, e tale importo verrà accresciuto dai fondi PAC e dai finanziamenti erogati in seguito alla partecipazione all’ADI. “


Crediamo che il sindaco debba un spiegazione ufficiale sulla mancanza dei fondi .


Ma sentite cosa raccontava la Di Giorgio il 31 gennaio scorso.


“Vorrei precisare che assolutamente ingannatrici e infamanti sono le affermazioni secondo cui staremmo “smantellando lo stato sociale” e “buttando in mezzo alla strada ventiquattro famiglie”


Sempre la Di Giorgio affermava :
“Per quanto riguarda la problematica relativa agli operatori, rilevo che qualche giorno addietro è stato promosso un incontro fra gli stessi e l’amministrazione, in presenza dei sindacati. In detta circostanza abbiamo affrontato la problematica relativa al personale, dando ampie garanzie a chi legittimamente rappresentava i timori e le ansie di questi operatori”
“Invito gli operatori a cercarmi in qualsiasi momento per qualsivoglia chiarimento perché le porte del mio assessorato e quelle del Sindaco Miroddi sono sempre aperte”


Lasciamo ai nostri lettori il compito di trarre le conclusioni.


 


 



 

 

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Cura infiammazioni e raffreddore: i 5 usi “casalinghi” del bicarbonato

Il bicarbonato di sodio è un prodotto diffusissimo in natura, che può essere usato nei modi più svariati. Si tratta di un sale, prodotto anche chimicamente, bianchissimo, in forma di polvere, con alcuni grani cristallini. Può essere usato in cucina, per l’igiene personale, per usi medici, nella pulizia della casa e come prodotto per la cura della bellezza. Scopriamo tutti i possibili usi casalinghi di un composto versatile come il bicarbonato di sodio.
1. Combatte il bruciore di stomaco – Il bicarbonato è molto utile contro il bruciore di stomaco provocato da gastrite o da un pranzo particolarmente pesante, che rende la digestione difficile. Per far sì che abbia effetto, bisognerà scioglierne un mezzo cucchiaino in un bicchiere di acqua e zucchero e berlo. In poco tempo ci sentiremo subito meglio.
2. Combatte il raffreddore – Il bicarbonato può essere utilizzato anche come metodo per combattere il raffreddore. Si potranno fare dei suffumigi, sciogliendone 2 cucchiai in una bacinella di acqua bollente e respirare tutto il vapore prodotto. che viene su. Dopo pochi minuti, le nostre vie respiratorie saranno libere e ci sentiremo meglio.


3. Cura le mucose infiammate – Se siamo affetti da infezioni come stomatiti, mughetto, afte della bocca, candida o herpes, il bicarbonato sarà ottimo per disinfettare le mucose infiammate. Basterà passare acqua e bicarbonato sulle parti del corpo infettate ed sentiremo un immediato sollievo. Questo ingrediente sarà l’ideale anche per combattere le dermatite atopica.
4. Per un pedicure perfetto – Volete fare la pedicure? Il bicarbonato sarà il prodotto ideale da usare, soprattutto quando si soffre di iperidrosi plantare o quando si hanno problemi di cattivi odori. Bisognerà fare dei pediluvi con acqua tiepida ed un cucchiaio di bicarbonato. Sarà capace di dare sollievo anche a gambe e piedi affaticati e doloranti. Inoltre, ogni settimana, mettendo un po’ di bicarbonato nelle nostre scarpe, avremo i piedi sempre asciutti e deodorati.
5. Per disinfettare gli alimenti – In cucina il bicarbonato è ottimo per la pulizia e la disinfezione degli alimenti. Bisogna pulirli prima sotto l’acqua corrente e poi lasciarli in ammollo con il bicarbonato. Al termine dell’operazione, la frutta e la verdura saranno perfettamente sterilizzate. E’ un metodo utile soprattutto per le donne in gravidanza, che dovrebbero mangiare solo alimenti igienizzati in questo modo, per evitare di andare incontro a parassiti.



 



 

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Vitalizi ai condannati, stop di Grasso: “Non serve una legge per abolirli”

I presidenti di Senato e Camera, Piero Grasso e Laura Boldrini, sono pronti a fermare i vitalizi per i parlamentari corrotti. Grasso ha rivendicato il potere delle Camere di abolire i vitalizi degli ex parlamentari condannati: in un documento illustrato agli uffici di presidenza di Camera e Senato, la seconda carica dello Stato ha replicato alla tesi espressa dal costituzionalista Mirabelli secondo cui servirebbe una legge. Per Grasso sarebbe infatti paradossale ipotizzare, come fa Mirabelli, “che successive modifiche debbano trovare origine in una fonte normativa diversa dalla fonte che ha costituito l’istituto”.

La materia, secondo l’ex magistrato, “è ricompresa nell’autonomia normativa delle Camere”. Secondo il presidente del Senato l’abolizione dei vitalizi non è “una sanzione penale accessoria” quindi non c’è alcun “divieto di retroattività” di cui tener conto.  L’abolizione dei vitalizi per i parlamentari condannati deriva dalla legge Severino: “Quando una condizione di eleggibilità viene meno cade il presupposto sia per l’esercizio di una carica sia per la percezione di emolumenti che sono collegati ad una carica che non si può più ricoprire. E questo deve riguardare anche i vitalizi e le pensioni”, è quanto sostiene Grasso.


Per Boldrini è inaccettabile erogare vitalizi ai corrotti – Anche la terza carica dello Stato, Laura Boldrini, si è schierata con Grasso. La presidente della Camera ha detto che la sua posizione sui vitalizi agli ex parlamentari è chiara e nota da tempo: “Ritengo personalmente inaccettabile – ha dichiarato Boldrini – che si continui ad erogarli a chi si è macchiato di reati gravi come mafia e corruzione”. “La decisione spetta ora all’ufficio di presidenza della Camera e al Consiglio di presidenza del Senato, che sono certa arriveranno quanto prima a deliberare su una materia così delicata, sulla quale c’è anche molta attesa da parte dell’opinione pubblica”, ha aggiunto ancora la Boldrini.



 



 

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Piedi d’oro e d’argento.

Una serie di test con nanoparticelle di oro e argento per prevenire funghi e batteri nelle calzature.E’ questa l’avanguardia scientifica in tema di calzature che si ritiene possa risolvere numerosi problemi connessi al proliferare di varie patologie del piede.

Ad evidenziarlo, i ricercatori di INESCOP, l’Istituto Tecnologico Calzaturiero e delle Industrie Affini, un’organizzazione indipendente di servizi tecnico scientifici indirizzata alle compagnie nel settore calzaturiero e nei settori ad esso affini, come quello conciario, che ha sede ad Elda in Spagna.Gli stessi studiosi avrebbero fatto una serie di passi in avanti nel campo delle nanotecnologie al fine di ottenere che i materiali utilizzati nelle calzature siano in grado di agire come agenti antimicrobici, con l’aggiunta dei due metalli preziosi.

Insomma, per il presidente dello “Sportello dei Diritti”, si tratta di una scoperta di lusso, anche se dalla Spagna sono di tutt’altro avviso poiché le quantità di oro e argento utilizzate sarebbero così infinitesimali da non incidere più di tanto rispetto al costo delle comuni calzature sul mercato.


Giovanni D’Agata

 

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Piazza Armerina – Arrestato un pregiudicato. Colpevole del reato di falsità in scrittura privata

I Carabinieri della Stazione di Piazza Armerina, dipendenti dalla Compagnia Carabinieri cittadina e comandata dal Maresciallo Aiutante SINOPOLI Salvatore, continuano la loro costante attività di controllo del difficile territorio di competenza.

I militari della Benemerita piazzese, nella tarda serata di ieri, in ottemperanza dell’ordine di esecuzione per l’espiazione di pena detentiva in regime detenzione domiciliari (art. 47 ter 1 bis o.p. legge 26.07.1975 nr. 354) nr. SIEP 114/2014, emesso in data 24.02.2015 dall’Ufficio Esecuzioni Penali del Tribunale di Enna, hanno tratto in arresto MILAZZO Fabio Cateno, 30enne nato e residente a Piazza Armerina, coniugato, bracciante agricolo, pregiudicato.
Il MILAZZO è stato definitivamente riconosciuto colpevole del reato di falsità in scrittura privata e dovrà scontare mesi dieci di reclusione in regime di detenzione domiciliare.
MILAZZO Fabio Cateno, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la propria abitazione al regime di detenzione domiciliare a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


 

 

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Il Gal Rocca di Cerere organizza la partecipazione del territorio Ennese al Cluster Biomediterraneo

Sono 27 i soggetti pubblici e privati  che ad oggi si sono candidati per partecipare al dell’EXPO 2015 e che sono stati invitati dal Società GAL Rocca di Cerere a partecipare ad un primo incontro al fine di definire la partecipazione all’evento di Milano all’interno dello spazio del Cluster Bio Mediterraneo  gestito dalla Regione Siciliana.


Sono 6 i soggetti Pubblici: ( Provincia, Comuni di: Barrafranca, Cerami, Piazza Armerina, Troina e Gagliano) e 21 i soggetti privati appartenenti ai diversi settori dell’agroalimentare ( Carni,Dolci, Formaggi, olio, pane, vino ecc) che hanno già aderito alla manifestazione di interesse a partecipare candidandosi al Bando della Regione. Ma il numero dei soggetti interessati potrebbe aumentare nei prossimi giorni visto che è stato riaperto il termine di scadenza al 28 Febbraio ed  in tal senso è stata diramata a tutti i soci e partner del Gal una nota di ulteriore invito a dare la disponibilità alla partecipazione.


Al GAL è stato affidato da parte dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura il compito di coordinare e supportare le attività del CLUSTER BIOMEDITERRANEO  al fine di rappresentare al meglio il territorio di pertinenza.


Compito del GAL, allo scopo di programmare la presenza del territorio ennese durante la settimana del 17/23 Agosto, è il coinvolgimento di tutti i soggetti pubblici ( comuni, unione dei comuni, consorzi di comuni ecc) e tutti i soggetti privati ( Associazioni, Organizzazioni di categoria, consorzi di imprese, singole imprese ecc) al fine di avere la massima condivisione e partecipazione al progetto EXPO 2015.


Questa prima riunione, dice Liborio Gulino Amministratore Delegato della società consortile, è servita per un primo faccia a faccia tra le aziende circa una quindicina, ed enti pubblici che hanno già ufficialmente ratificato la manifestazione di interesse alla partecipazione  all’Expo di Milano.


In attesa di conoscere il numero preciso di soggetti che parteciperà all’evento mondiale, unico ed irripetibile per la promozione turistica sostenibile del territorio ennese, il dirigenti del Gal hanno chiesto a tutti i presenti di fornire del materiale, in particolare video promozionale, in modo da realizzare un unico “messaggio” che identifichi il vasto territorio del Gal che mette assieme il territorio di quasi tutti i comuni dell’ex provincia di Enna.


Un invito quindi, da parte del GAL Rocca di Cerere a tutti gli enti interessati a produrre il prima possibile tutto quello e a loro dire potrebbe essere utile per la promozione in chiave di turismo sostenibile del territorio sotto tutti i punti di vista monumentale, geologico, naturalistico e delle produzioni ed eccellenze dell’agroalimentare.

 

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Riapre al transito la SP16, l’arteria provinciale che collega Piazza Armerina e Mirabella Imbaccari

Il commissario straordinario firma il provvedimento che ripristina il transito lungo l’arteria provinciale che collega Piazza Armerina a Mirabella Imbaccari
Buone notizie per gli automobilisti.
Riapre al transito veicolare la Sp 16 arteria che collega Piazza Armerina con Mirabella Imbaccari.
E’ stato il commissario straordinario della ex Provincia, Antonio Parrinello, a firmare l’ordinanza che ripristina il normale transito lungo l’arteria. Con lo stesso provvedimento il commissario fissa il limite di velocità a 50 chilometri orari.
 L’arteria era stata chiusa nel novembre del 2010 a causa di un dissesto idrogeologico. Si è provveduto ad eseguire i lavori per contenere la frana mediante la sistemazione di gabbioni metallici.

 

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Agira- Manno propone un comitato per il centenario della Prima guerra mondiale

Il presidente del consiglio comunale di Agira Luigi Manno ha inoltrato  una nota al sindaco Giunta nella quale evidenzia la necessità di promuovere iniziative culturali e storiche volte a celebrare l’ anniversario della prima guerra mondiale.
A livello nazionale è stato costituito un comitato nazionale per il centenario con iniziative che coinvolgeranno le istituzioni e le scuole.

“Tra  qualche mese, – ha detto il presidente del consiglio Luigi Manno –  ricorrerà l’anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia, in quello che è stato definito dagli storici come il più drammatico e catastrofico conflitto tra nazioni: la Prima Guerra Mondiale, durante la guerra  morirono numerosi giovani agirini, a loro fu dedicato il monumento ai sito nella centrale piazza di Santa Chiara,  credo – continua Luigi Manno – che sia opportuno e doveroso promuovere in sinergia con le associazioni e le realtà scolastiche iniziative volte a far ricordare il triste evento, ma soprattutto l’ amore per la patria di numerosi giovani agirini, personalmente propongo la costituzione di un comitato cittadino che possa promuovere diverse iniziative storiche e culturali ”.


Durante la prima guerra è stato alto il contributo di vite umane dato dalla Sicilia con 44.000 morti in combattimento su tutti i fronti del conflitto – Isonzo, Dolomiti, Carso, Piave, Monte Grappa, Albania, Macedonia, Libia e Francia


 “È già trascorso un secolo – ha detto il presidente del consiglio Luigi Manno – da quando l’Italia dichiarò guerra all’Austria, dopo essere rimasta neutrale per quasi un anno, in ogni comune è possibile trovare un monumento e una lapide ai caduti della Prima Guerra Mondiale, proprio perché migliaia di giovani soldati provenienti da tutta Italia combatterono per la Patria e purtroppo tanti di loro perirono nei campi di battaglia, mi augura che la nostra comunità – conclude Luigi Manno – possa degnamente ricordare i propri figli e il loro sacrificio,  ricordare oggi è importante anche per promuovere sempre di più una cultura di pace e convivenza tra i popoli ”. 


P.M.

 

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Agira – Presentazione del progetto “PST -Programma di Sviluppo Territoriale”.

Si svolgerà venerdi alle ore 17,00 presso il cinema Marconi di Agira la presentazione del progetto “PST -Programma di Sviluppo Territoriale”.
L’ incontro al quale parteciperanno qualificati relatori è promosso dalla parlamentare agirina del Pd  On. Maria Greco.

La manifestazione prevede, all’ inizio l’ intervento dell’ On. Maria Greco, successivamente interverrà il dott. Peppino Bonanno amministratore della società “Sportello attività produttive s.r.l”, previsto anche l’ intervento del dott. Paolo Amenta vice presidente dell’ Anci Sicilia e di Mauro Todaro della CNA provinciale.
L’ incontro verrà moderato dalla dott.ssa Francesca Millauro.

“ Considerata la gravissima crisi economica – ha dichiarato l’ On. Maria Greco – in un’ ottica di supporto alle aziende locali e alle organizzazioni sociali intendo mettere in campo delle azioni concrete volte a supportare concretamente lo sviluppo del territorio locale, il progetto che verrà presentato – prosegue l’ On. Maria Greco – servirà al tessuto imprenditoriale in modo tale da  essere costantemente aggiornato su tutti i finanziamenti agevolati in campo europeo, nazionale e regionale ma anche a livello locale, un’ occasione per conoscere opportunità e strategie volte per promuovere lo sviluppo locale,  invito pertanto – conclude l’ On. Maria Greco – i cittadini ma soprattutto artigiani, commercianti, professionisti e imprese a partecipare attivamente per cogliere le opportunità che verranno presentate”.

L’ incontro prevede anche un dibattito con risposte ad eventuali quesiti che verranno posti. Durante l’ incontro verrà anche evidenziato il ruolo che gli enti locali hanno per lo sviluppo del territorio sociale ed economico del territorio.
La manifestazione promossa dall’ On. Greco, segue un primo incontro svoltosi ad Agira alcuni mesi fà dove è emersa l’ esigenza di approfondire maggiormente le opportunità del progetto.             

“Il nostro obbiettivo – ha detto il Dott. Peppino  Bonanno – è informare in tempo reale le aziende e le persone delle tantissime opportunità finanziarie a loro riservate che, purtroppo, per disinformazione non vengono utilizzate, ci auguriamo che questa nostra iniziativa venga apprezzata da tutti e, soprattutto, da chi vive un momento di crisi economica, sapere – conclude Bonanno – ed essere adeguatamente assistito sono le condizioni essenziali per promuovere sviluppo locale ”.


Luigi Manno


 

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Assoro – Una nuova sede Cisl, l’inaugurazione il 27 febbraio

Una nuova sede più grande e funzionale per la Cisl di Assoro che si trasferisce a venti metri dall’attuale sede ,in via Crisa.   L’inaugurazione avrà luogo venerdi 27 febbraio 2015 alle ore 17.


  Alla cerimonia, con la benedizione della nuova sede, saranno presenti, oltre al Segretario Territoriale Cisl di Enna, Tommaso Guarino, il Segretario Generale della Cisl interprovinciale Emanuele Gallo e tutti i responsabili territoriali delle Federazioni e dei servizi Cisl.


100 metri quadrati al piano terreno, la nuova sede Cisl sarà divisa in una serie di spazi per l’attività sindacale e per i servizi a disposizione di iscritti e cittadini.


All’interno verranno offerti i seguenti servizi: il Caaf per gli adempimenti  fiscali, il Patronato Inas per le questioni previdenziali e assistenziali, l’Ufficio Vertenze per i problemi del lavoro; il Sicet per i servizi sulla casa; l’Adiconsum per l’assistenza ai consumatori, l’Anolf, che si occupa delle problematiche dell’immigrazione, oltre a quelli più strettamente sindacali.


  Il Segretario Territoriale
– Tommaso Guarino –

 

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Confartigianato:” Nessuna scorciatoia per la qualificazione professionale dell’acconciatore”

Ddl Concorrenza, nessuna scorciatoia per la qualificazione professionale dell’acconciatore
Sul fronte del benessere, vince la professionalità. Tra le norme contenute nel “ddl Concorrenza”, approvato il 20 febbraio dal Consiglio dei Ministri, non figurano quelle che avrebbero modificato la disciplina dell’attività di acconciatore, come previsto nella bozza del provvedimento.

La categoria esprime grande soddisfazione, considerando che, anche grazie all’intervento deciso di Confartigianato sul Governo, ha visto scongiurato il rischio di una drastica riduzione della durata del periodo di formazione richiesto all’acconciatore per acquisire la qualifica professionale.

Confartigianato aveva sottolineato la necessità di tenere conto delle elevate professionalità e competenze richieste agli operatori del settore, che svolgono la propria attività a diretto contatto con il corpo del cliente, nonché di una corretta collocazione dell’acconciatore all’interno della cultura del benessere. Un aspetto non secondario, se si considera che questa figura professionale non deve più semplicemente eseguire un buon taglio di capelli, ma contribuisce alla formazione dell’immagine quale elemento fondamentale dello status di benessere psico-fisico, così come definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Confartigianato Acconciatori ritiene che la complessità del settore richieda figure professionali caratterizzate da competenze multidisciplinari, che comprendano sia le adeguate conoscenze necessarie di tipo tecnico sia le competenze trasversali, che consentano di riconoscere le mutate esigenze del cliente e di “prendersi cura” di quest’ultimo in modo globale. Infatti, se si analizzano i programmi dei corsi di formazione regionale, si riscontra un approccio multidisciplinare che, oltre alle materie strettamente tecniche, prevede lo studio di elementi di anatomia e fisiologia, cosmesi, epidemiologia, igiene, sicurezza negli ambienti di lavoro, smaltimento rifiuti, privacy, responsabilità connesse all’attività ed altro ancora. A questo va aggiunto che lo sviluppo della tecnologia e le nuove esigenze della clientela stanno determinando un aumento dei bisogni formativi degli imprenditori anche su campi più ampi, come la citologia, l’istologia, la micro-visualizzazione, la psicologia della comunicazione, le competenze linguistiche, d’immagine e di marketing.

Infine, è importante sottolineare dichiara il Segretario Prov.le Rosa Zarba  come il mantenimento dell’attuale livello di qualificazione rappresenti la condizione minima necessaria per contrastare la diffusa concorrenza sleale fatta da abusivi del settore, che erogano servizi non qualificati al minor costo possibile, con prevedibili effetti negativi sulla salute del consumatore

 

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Aidone – Arrestato un pregiudicato del luogo riconosciuto colpevole di più violazioni

I Carabinieri della Stazione di Aidone, dipendenti dalla Compagnia Carabinieri di Piazza Armerina e comandata dal Maresciallo Aiutante CONTI Angelo, continuano la loro costante attività di controllo del difficile territorio di competenza dove, l’Arma, è l’unico presidio della Forze dell’Ordine presente.

I militari della Benemerita aidonese, nella tarda serata di ieri, in ottemperanza dell’ordine di esecuzione per l’espiazione di pena detentiva in regime detenzione domiciliari (art. 47 ter 1 bis o.p. legge 26.07.1975 nr. 354) nr. SIEP 113/2014, emesso in data 23.02.2015 dall’Ufficio Esecuzioni Penali del Tribunale di Enna, hanno tratto in arresto LANIGRA Vincenzo, 64enne nato e residente ad Aidone, divorziato, disoccupato, pluripregiudicato.
Il LANIGRA è stato definitivamente riconosciuto colpevole di più violazioni degli obblighi imposti dalla misura della sorveglianza speciale e dovrà scontare un anno, un mese e dieci giorni di reclusione in regime di detenzione domiciliare.
LANIGRA Vincenzo, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la propria abitazione al regime di detenzione domiciliare a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

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Piazza Armerina – Boccata di ossigeno per i dipendenti dell’Ente Parco Floristella Grottacalda

 Finalmente dopo oltre un anno di attesa è arrivato il trasferimento finanziario relativo agli emolumenti del personale dell’Ente Parco Minerario Floristella Grottacalda  per  l’anno 2014 / 2015.
La comunicazione dell’avvenuto mandato di pagamento per l’anno 2014 è stato comunicato con nota  del 3 febbraio 2015 da parte  dell’Assessorato Regionale del Lavoro.
Il Vice Presidente geom. Paolo Mancuso, il Consiglio di Amministrazione e i Dipendenti del Parco dopo lunghi mesi di attesa hanno espresso grande felicitazione per tale comunicazione.

A tal riguardo Il Vice Presidente  ha dichiarato:
La situazione all’interno del Parco era diventata di non facile gestione per le continue e giustissime richieste da parte del personale (contrattualizzato a tempo pieno e determinato ex art.8 Legge Regionale 16/2006)  in merito al pagamento degli stipendi che non venivano pagati dal mese di gennaio 2014 a causa di un ritardo da parte della Giunta Regionale di Governo , le vicissitudine della Regione Siciliana li abbiamo vissuti e seguiti tutti i giorni sia sui quotidiani che sulle emittenze televisive.

Per tale perdurante situazione di difficoltà abbiamo provveduto, con le risorse disponibili di cassa dell’Ente ad anticipare il pagamento di ben sei mensilità relativi ai mesi che vanno da gennaio  a  giugno 2014, nell’ attesa  dell’effettivo accredito dell’intera  somma da parte della Tesoreria Centrale, onde provvedere al  pagamento di  tutte le restanti mensilità ivi compresa la tredicesima.


Mi preme sottolineare che è doveroso a nome mio,  del CDA,  e del Personale dell’Ente Parco ringraziare pubblicamente l’on. Luisa Lantieri la quale è stata al nostro fianco e si è fatta carico delle problematiche del Parco, la stessa ha provveduto a fissare oltre che a presenziare nei diversi incontri avvenuti con i vari Assessorati (Lavoro, Funzione Pubblica e Beni Culturali) nonché un’audizione in V° Commissione  ARS dove abbiamo rappresentato le nostre problematiche relative al Parco.

C’è ancora molto da fare,  ovviamente la priorità era quella relativa al pagamento degli stipendi, i Dipendenti, nonostante le gravi difficoltà economiche vissute in questi ultimi mesi, hanno continuato a recarsi sul proprio posto di lavoro svolgendo le proprie funzioni lavorative  dimostrando attaccamento e senso del dovere al Parco , e di questo il CDA oltre a dargliene pieno merito li ringrazia pubblicamente .

Da un incontro avuto con l’Assessorato ai Beni Culturali (ricordo che l’Ente Parco è vigilato dai BB.CC.) abbiamo manifestato la necessità di accedere a linee di finanziamento per il completamento del Palazzo Pennisi  di cui esiste un  progetto esecutivo redatto dalla Sovrintendenza di Enna per far si che lo stesso diventi finalmente  “Museo Minerario Permanente” e quindi aperto a tutte le attività  turistiche nonchè alla valorizzazione del luogo (il Parco è il più grande sito minerario di zolfo della Sicilia con una estensione di circa 400 ettari).

Lo stesso è già inserito nelle guide turistiche nazionali e fa parte del circuito Geopark.
In conclusione è intenzione di questo Consiglio di Amministrazione coinvolgere attraverso un tavolo tecnico la Provincia Regionale di Enna, i Comuni di Enna, P.Armerina, Valguarnera e Aidone che fanno parte dell’Ente per approfondire alcune tematiche finalizzate alla programmazione e alla diffusione delle attività che si intendono promuovere  oltre a quelli già esistenti quali le  visite guidate  del Palazzo Pennisi,  dei pozzi,  dei calcheroni, delle discenderie , dei pozzi Grill e delle maccalubre.
                                                                                                                                                                                                                                                    


 

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Piazza Armerina – La Fidapa promuove un forum e una consulta di associazioni per ”fare rete”

La sezione FIDAPA di Piazza Armerina, presieduta in questo biennio dalla prof. Cinzia Messina, per la trattazione del Tema Nazionale,  coordinato dalla vice presidente prof. Agata Caruso, ha scelto di sviluppare un percorso dal titolo “Identità, ruolo e finalità delle Associazioni nel territorio di Piazza Armerina: proposte per il futuro”, partendo dall’assunto che le Associazioni svolgono un ruolo di fondamentale importanza nel territorio e nell’interesse della collettività, pertanto è sacrosanto porre una seria attenzione nei loro confronti e che ne sia riconosciuto il giusto merito.

L’intento, pertanto, è di favorire occasioni di incontro con tutte le associazioni presenti nel territorio, privilegiando il ruolo femminile, al fine di fornire una mappatura e metterne in evidenza bisogni, problematiche, finalità comuni, profilando un quadro di attività varie, ma contraddistinte tutte dal desiderio di contribuire a migliorare aspetti di vita sociale e culturale del territorio di appartenenza.

La somministrazione di un questionario, costituito da 26 domande riguardanti il ruolo dell’Associazionismo nel territorio, sulla presenza della componente femminile e giovanile nelle varie organizzazioni, sull’analisi delle problematiche dell’Associazionismo, sul ruolo della Fidapa, sulle possibilità di intervento e le proposte per il futuro, da compilare a cura del rappresentante pro tempore di ogni associazione,  è stato il primo step del percorso ipotizzato, a cui è seguita la lettura dei dati ricevuti e la presa d’atto dei punti di forza e dei punti di debolezza di ciascuna organizzazione intervistata.

Nell’incontro di Lunedì 23 Febbraio u.s. presso l’Hotel Villa Romana,  sono stati presentati ai rappresentanti dei Clubs service (Lions, Leo, Rotary, Rotaract, Inner Wheel), delle Associazioni culturali (UCIIM, Università popolare, Italia Nostra, Gruppi Archeologici, Cavalieri di Plutia, Moysikos, Circolo di Cultura, Corale Polifonica, Domus Artis, A.A.A.  Iblatash, Archeoclub, Centro Studi Mediterraneo, COPAT), delle Associazioni di Volontariato (CIF,AIRC, AIAS, AVIS, Unitalsi,  Avuls, Agedi,  Girasole, Donne Insieme, Isabella), della Salvaguardia del Territorio (Tyracia, Protezione Civile), dei Quartieri (Casalotto, Canali,  Monte, Castellina)  presenti in gran numero,  i risultati dell’indagine, che hanno messo in evidenza l’ importante ruolo di coesione sociale svolto dall’associazionismo, per  migliorare  la qualità della vita delle persone, riannodare i fili lacerati del tessuto sociale, alimentare il capitale umano e civico, svolgere un  ruolo tra Stato e  mercato, finanza ed etica, impresa e cooperazione, economia ed ecologia. 

In tutte le Associazioni si registra  una presenza delle donne   paritaria o prioritaria e dei giovani più marginale e secondaria, l’ Insufficienza di risorse economiche, una certa frammentazione in relazione agli ambiti di riferimento,  disinformazione del territorio rispetto alle iniziative, insufficiente ricambio generazionale.
  Nel dibattito successivo sono state discusse  le proposte scaturite dall’esperienza consolidata sul campo da parte di ciascun sodalizio, giungendo alla proposta quasi unanime  di costituire un Forum di Associazioni e  una Consulta di riferimento presso gli Enti Locali, per “fare rete”, in considerazione del fatto che l’associazione è lo strumento per costruire dei progetti insieme e valorizzare la partecipazione attiva di ogni cittadino e corroborare la presenza di una democrazia paritaria, contraddistinta da energia e perseveranza da parte di ogni singolo individuo (uomo e donna) che, appartenendo ad una rete, miri a migliorare il futuro della propria società in rapida evoluzione.

Grande soddisfazione tra tutti i partecipanti, che hanno accolto positivamente l’iniziativa e hanno manifestato l’adesione al percorso ipotizzato. Il prossimo appuntamento avrà all’ordine del giorno la costituzione dei due organismi cittadini con la presenza delle Istituzioni interessate

 

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L’On. Luisa Lantieri:” sbagliato applicare l’IMU agricola su base altimetrica

L’On. Luisa Lantieri interviene in modo deciso contro l’applicazione dell’IMU agricola su base altimetrica, che rappresenta un’ingiustizia vergognosa. “Non è possibile pensare che all’interno della stessa Provincia – afferma la deputata regionale –  interamente considerata da tutti i regolamenti dell’Unione Europea “Collina svantaggiata”,  possano esistere due pesi e due misure a danno delle tante aziende agricole che hanno la sfortuna di trovarsi al di sotto dell’altitudine stabilita dal  Governo.”
“Governo – continua Luisa Lantieri – che dovrebbe spiegare come da un lato considera il nostro territorio “Zona a rischio spopolamento” e che dall’altro, anziché onorare  questo principio, base del PSR, fa l’esatto contrario. Una posizione inconcepibile sia sotto il profilo economico che sotto quello politico e di cui si chiedono le ragioni: ancora totalmente incomprensibili.”

“Bisogna quindi agire presto per evitare che questa follia distrugga quel poco che è rimasto di un settore oramai allo stremo e per il quale quest’altra batosta rappresenterebbe il colpo mortale.”
“L’IMU agricola va cancellata o in alternativa, almeno sospesa fino alla durata del PSR, tanto più che risulta in netto contrasto con quanto l’Unione Europea stabilisce per le Regioni Obiettivo1”.

E’  questo quello che l’On. Lantieri ha chiesto con estrema determinazione all’Assessore Regionale all’Agricoltura Caleca, al Capo del Dipartimento Politiche competitive e della qualità agro-alimentare del Ministero Luca Bianchi ed all’Europarlamentare Michela Giuffrida, dai quali  aspetta una risposta immediata prima di passare ad altre e più accentuate forme di protesta.

 

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Operazione antidroga a Piazza Armerina, Enna e Agira. Arrestati diversi piazzesi

Si è conclusa con l’arresto di 9 persone l’operazione di polizia che ha permesso di sgominare un banda di presunti spacciatori di droga. L’indagine, denominata “Medusa”, è stata avviata nel mese di gennaio del 2013 e si è protratta per circa un anno durante il quale le forze di polizia, anche attraverso una serie di intercettazioni ambientali e con l’ausilio di telecamere, hanno tenuto sotto controlla una coppia di coniugi  incensurati che in una abitazione situata nelle vicinanze di Piazza Armerina, secondo gli inquirenti, spacciavano sostanze stupefacenti. A fugare ogni dubbio anche alcune intercettazioni telefoniche e registrazioni realizzate con microspie nascoste nelle auto a disposizione della coppia.


Gli uomini della 4^ Sezione della Squadra Mobile di Enna – diretti dal Commissario Capo dr. Alessandro SCARDINA – hanno proceduto all’arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Enna dr.ssa Luisa Maria BRUNO – su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica dr. Francesco Augusto RIO – di 9 soggetti,


VINCIFORI Gaetano, nato a Piazza Armerina (EN), classe 1972, ivi residente;
ROCCA Virginia, nata ad Agira (EN), classe 1974, residente a Piazza Armerina (EN);
NOTO Fabio Giuseppe, nato a Piazza Armerina (EN), classe 1977, ivi residente;
PROCACCIANTI Massimo, inteso “Prachi”, nato a Piazza Armerina (EN), classe 1968, ivi residente;
CUCCIA Giuseppe, inteso “Orzowei”, nato ad Agira (EN) classe 1975, ivi residente; in atto ristretto per altra causa;
CUCCIA Pietro, inteso “Piero” nato a Enna, classe 1972, residente ad Agira (EN), in atto ristretto per altra causa;
ZARBO Riccardo Giuseppe, nato a Leonforte (EN), classe 1988, residente ad Agira (EN);
FISCELLA Michele Angelo, inteso “Aziz”, nato a Catania, classe 1974, residente ad Agira (EN);
LAUCERI Angelo, inteso “Satana”, nato a Enna, classe 1969, residente ad Agira (EN).


Gli inquirenti ritengono che Gaetano Vincitori sebbene ufficialmente disoccupato, svolgesse “in nero ed abusivamente” presso lo studio di una congiunta  l’attività di fisioterapista e che assieme al moglie, Virginia Rocca,  avesse assunto un ruolo di primissimo piano negli ambienti dello spaccio piazzese.
Gli elementi di prova emersi, corroborati dai sequestri di droga effettuati, hanno consentito, di chiudere il cerchio tanto per quanto riguarda l’individuazione dei fornitori – pregiudicati inseriti nell’ambiente criminale agirino – quanto nei confronti di chi, acquistava la droga che gestiva un’autonoma rete di spaccio, attiva, in prevalenza, a Piazza Armerina.
Dall’ascolto delle conversazioni è emersa la particolare cautela adottata dagli indagati nell’utilizzo del telefono cellulare. Gli interlocutori si esprimevano utilizzando espressioni metaforiche ed allusive preventivamente concordate, pianificavano da un punto di vista logistico le operazioni di approvvigionamento di stupefacente curando dettagliatamente il trasporto della droga e ricercando la condizione di massima sicurezza durante le fasi di cessione della stessa.

 

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Piazza Armerina – L’assessore Di Giorgio “L’asilo nido non è a rischio”. E il servizio agli anziani?

La conduzione delle vicende legate all’asilo Nido e all’assistenza agli anziani da parte dell’assessorato alle politiche sociali di Piazza Armerina dimostra la solita mancanza di progettualità , la consueta improvvisazione da parte dell’amministrazione comunale e l’insofferenza alle critiche.


 In un comunicato stampa apparso ieri in Rete, in risposta a due nostri articoli,  attribuito all’assessore Alessia Di Giorgio quest’ultima dichiarerebbe che il servizio dell’asilo nido non corre alcun rischio “né per il disorientamento dei bambini né per eventuali disfunzioni organizzative e gestionali”.
L’Assomed, l’associazione che si occupa del servizio, nei giorni scorsi aveva chiesto di poterlo gestire fino a luglio per evitare anche si verificassero disfunzioni causate dalla decisione dell’amministrazione di procedere alla nuova gara proprio durante l’anno scolastico creando tutta una serie di problemi.


In realtà, in base a quanto dichiarato dalla Di Giorgio e confermato dall’Assomed, sarebbe stata concessa una piccola proroga fino al 31 marzo. Crediamo che sia lecito chiedersi per quale motivo non sia stata presa in considerazione la possibilità di posticipare la gara al 31 luglio o prevedere l’ingresso del nuovo gestore dal primo settembre evitando così  disagi a famiglie e bambini. Giusto e lecito quindi criticare l’assessorato alle politiche sociali che su questo argomento non ha fornito alcuna spiegazione ma si è limitato, attraverso l’assessore Alessia Di Giorgio, alla solita patetica invettiva contro la nostra testata con tanto di minaccia di rivolgersi all’Ordine dei Giornalisti. “Se ci sarà un’altra uscita di questo genere sul mio assessorato – affermerebbe la Di Gorgio – mi vedrò costretta a denunciare quello che sta accadendo all’ordine nazionale dei giornalisti al fine di verificare eventuali responsabilità deontologiche!”


Per agevolare il lavoro dell’assessore Di Giorgio abbiamo deciso di coinvolgere noi gli ordini professionali così oltre a lamentarsi del diritto di libertà di stampa e di critica sancito dalla Costituzione Italiana potrà anche spiegare come mai la sua amministrazione ha nominato  persone non iscritte all’albo quali responsabili del rapporto con i giornalisti.
L’assessore Di Giorgio dovrà farsene prima o poi una ragione: la Costituzione prevede l’esercizio di un diritto di espressione che è il simbolo stesso della libertà e al quale non abbiamo alcuna intenzione di rinunciare. D’altra parte lo stesso assessore e l’intera amministrazione si sono  ben guardati dal smentire in maniera ufficiale le nostre affermazioni per cui riteniamo che quanto da noi affermato non può che essere la verità.


A dimostrazione della poca attenzione dell’assessorato alle politiche sociali alle esigenze dei cittadini c’è anche l’altra vicenda che riguarda una fascia considerata debole. Ad oggi la Di Giorgio non ha prorogato il contratto con la cooperativa sociale che gestisce il servizio di assistenza domiciliare agli anziani che si interromperà fra quattro giorni. Sembrerebbe che i sindacalisti, coinvolti perché l’interruzione e la trasformazione del servizio rischia di mettere sulla strada i 24 operatori che si occupano di accudire centinaia di persone non autosufficienti, da giorni non riescono a mettersi in contatto con la Di Giorgio che non risponderebbe neanche alle loro chiamate telefoniche.
La nuova gestione che prevede l’emissione di voucher , a quanto ne sappiamo,  non potrà avviarsi subito per cui dal primo marzo gli anziani potrebbero non ricevere più alcuna assistenza.

 

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Giovanni La Via : ”L’imu Agricola e’ un imposta che va’ cancellata”

  “L’agricoltura è una risorsa, non può essere messa in ginocchio da chi dovrebbe sostenerla, la politica ha il dovere morale di portare nuova linfa al settore e sostenere coloro che con grande sacrificio ogni giorno si impegnano per portare nel mondo i prodotti italiani”. Lo dichiara Giovanni La Via (NCD/PPE), Presidente della Commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento europeo.


“L’Imu agricola è di per sé un’imposta cui siamo contrari, si rischia di determinare (a prescindere dai criteri prescelti) per alcuni comparti un danno di grandissime dimensioni”. “Basti pensare – sottolinea l’eurodeputato di Ncd – che tra il 1982 e il 2010 sono stati abbandonati circa 5,3 milioni di ettari di terra.  L’applicazione dell’Imu agricola, accelererà di certo il progressivo abbandono del settore ed un aumento dei problemi già rilevanti connessi al dissesto idrogeologico”. “Siamo ancora in tempo – continua l’eurodeputato La Via – per trovare una soluzione volta ad evitare di chiedere ai nostri agricoltori di pagare un’imposta superiore ai loro redditi, e addirittura talvolta piu’ alta dell’aiuto al reddito finanziato direttamente dal bilancio europeo”.


 “Il governo intervenga con urgenza per evitare che il provvedimento emanato possa avere ulteriori ripercussioni negative sull’agricoltura, già pesantemente messa in ginocchio dalla crisi economica e dalle vicende internazionali”. “Sono al fianco degli agricoltori che da questa mattina manifestano per chiedere l’abrogazione di questa contestata e tanto odiata imposta”.

 

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Le tensioni all’interno dei partiti

Da un po’ di tempo la stampa ed i media ci intrattengono su quanto sta accadendo all’interno dei tre maggiori gruppi politici.
Per motivi diversi molti parlamentari  5 Stelle hanno abbandonato  il movimento, perchè non si riconoscevano più nella posizione assunta da Grillo e da Casaleggio.

All’interno del P.D. la posizione della sinistra, orchestrata da Fassina, Civati , Cuperlo e compagni non può lasciare tranquillo il Segretario-Presidente Renzi, dal momento che la linea ufficiale del partito viene apertamente, continuamente ed aspramente criticata, con minacce di non approvare molte delle decisioni che saranno adottate dal governo.
All’interno di Forza Italia dopo l’uscita di Fini, del  gruppo Fratelli d’Italia     e di Angelino Alfano ,oggi si profila la possibile uscita del numeroso gruppo creatosi  attorno all’On.Fitto, che si  contrappone in modo netto al sistema   Berlusconi.
Mentre mi riservo di fare alcune considerazioni su quanto avviene all’interno del P.D. ho pensato di pubblicare due lettere, da me spedite in tempo non sospetto all’ex Senatore Berlusconi, che anticipavano quanto è accaduto in questi ultimi anni.

All’On.le Silvio Berlusconi
nella qualità di Capo del  PDL          Enna 9 agosto 2010
ROMA



Caro Presidente


Ho letto l’appello rivolto per il rilancio del partito sul territorio, dopo che la frittata è stata già fatta !
Che Fini se la sia cercata non c’è dubbio, ma da quel grosso   politico che è certamente ne ha agevolato le condizioni per ottenere quello che, forse, lui voleva cercando di addossare a Lei la responsabilità della rottura del patto unitario
Fini ha posto problemi politici seri, che gran parte degli elettori condivide.
In questi momenti ho pensato che Lei nei giudizi che da usa sistematicamente due pesi e due misure.
Da circa due anni consente, e forse ha agevolato, che in Sicilia  una gran parte per PdL  si staccasse dal PdL ufficiale e creasse il PdL Sicilia.
Ha consentito al PdL Sicilia di entrare in un governo che al suo interno ha anche una alta personalità del PD e che dal PD viene sostenuto.
Non si è mai interessato di questo problema e, come ”Giano Bifronte,” a Roma fa colazione con Miccichè, fondatore del PdL Sicilia e  cena con Schifani, Presidente del Senato, con Alfano, Ministro della Giustizia ed espressione del P.d.L.ufficiale, raccontando forse solo barzellette.
Lei non ha compreso,o non ha voluto comprendere, che la situazione creata in Sicilia è di una gravità tale che il comportamento di Fini, in confronto, rappresenta solo un peccato veniale


Da quando in Sicilia Miccichè ha ritenuto di fare quel passo, che di fatto ha diviso in due il gruppo parlamentare del PdL alla Regione, si sono innescate in altre parti d’Italia posizioni di “distinguo” che dovevano far presagire che un tarlo stava per minare l’unità del PdL.
La frittata è stata ormai fatta e  tempi più bui saranno riservati al nostro paese.
Una ultima considerazione , infine, nella valutazione della posizione assunta da Fini in quest’ultimo periodo non pensa che, anche in parte, potrebbe collegarsi al trattamento che da diversi mesi  il GIORNALE e LIBERO, stampa molto vicina a Lei,  hanno riservato al Presidente della Camera?
Non ritiene che sia doveroso per Lei tentare di fare uscire subito la Sicilia dalla ridicola condizione in cui si trova il PdL,  almeno per dare la sensazione di un  tentativo di effettivo recupero sul territorio
Cerchi di dedicarsi alla soluzione del problema Sicilia e non dimentichi il famoso 61 a 0.
Cordialmente
 
Angiolo Alerci


 


 All’On.Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio dei Ministri
ROMA
                                                    Enna 24/10/2010
Che succede in casa P.d.L?


Da giorni la stampa segue gli sviluppi dei rapporti Carfagna-PdL, sulla gestione del partito in Campania, ed ho notato una certa affinità con quanto accaduto anni fa in Sicilia.
La contrapposizione di gruppi completamente diversi. ha creato fronti di battaglia senza esclusione di colpi, mettendo nel contempo a nudo certe realtà che ,in effetti, ne sono state le cause.
In Campania, come in Sicilia, Lei ha evitato di intervenire direttamente per chiarire i motivi dei contrasti, che per la gravità delle situazioni createsi  meritavano particolare attenzione.
In Sicilia non poteva dar torto a Miccichè, suo uomo di fiducia, suo braccio destro sia nel partito che al Governo, ove riveste la carica di Sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Non poteva dar torto al Presidente del Senato Schifani,  al Ministro della Giustizia Alfano ed al coordinatore Castiglione, legato di stretta parentela con il potente Sen.Firrarello.
Allora da almeno due anni, con la precisione che da sempre contraddistingue i suoi impegni,  ha ripetutamente assicurato che, sempre di lunedì, sarebbe intervenuto a Palermo per incontrare le diverse componenti e risolvere il problema del PdL siciliano.
L’incontro non c’è mai stato ed il   risultato e stata la la scissione consacrata del gruppo Miccichè, il quale ha creato una nuova formazione politica!


Quanto accaduto in Sicilia non è servito a farle comprendere  che un certo malcontento, per scelte inopportune,  si stava diffondendo all’interno del partito in molte regioni d’Italia.
Non ha capito che la situazione poteva sfuggirle dalle mani, anche perché tra gli ispiratori di questi movimenti vi erano anche personaggi discussi.
Forse non è intervenuto proprio per questo motivo?
La situazione in Campania, anche se le motivazioni sono diverse, è identica a quella siciliana.
Da una parte Il Ministro delle pari Opportunità Mara Carfagna ed il Governatore della Regione Caldoro.
Dall’altra il potentissimo On.Cosentino, Responsabile del Partito, costretto a dimettersi da Sottosegretario perchè indiziato per fatti gravissimi.
Oggetto del contendere: come gestire il problema della   spazzatura della Regione.        
Anche per questo caso per Lei è stato è difficile intervenire?


Cordialmente


Angiolo Alerci




 

 

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Piazza Armerina – I Carabinieri denunciano tre soggetti per ricettazione

I militari della Stazione Carabinieri di Piazza Armerina, comandati Maresciallo Aiutante SINOPOLI Salvatore e dipendenti della Compagnia cittadina diretta dal Capitano Rosario SCOTTO DI CARLO, hanno condotto, con la collaborazione di personale dell’Aliquota Radiomobile comandata dal Maresciallo Aiutante QUARTA Vincenzo, un’importante operazione di polizia giudiziaria conclusasi con la denuncia a piede libero di tre persone per ricettazione in concorso di assegni di provenienza furtiva e falsità materiale commessa da privato.

Nei giorni scorsi, infatti, nel centro Armerino un pregiudicato originario di Niscemi in collaborazione con due pregiudicati del posto, tentava di porre all’incasso un assegno postale di € 4.000 risultato, poi, denunciato quale compendio di furto da una cittadina di Piazza Armerina, nel mentre i due complici lo attendevano fuori dall’ufficio postale, in macchina, con il compito di segnalare l’eventuale l’arrivo delle forze di polizia.

A far scattare l’allarme, gli operatori dell’ufficio postale che, una volta accortisi del tentativo illegittimo dell’uomo, allertavano i Carabinieri, i quali, immediatamente, riuscivano a rintracciare il pregiudicato nel proprio paese di origine dove nel frattempo si era rifugiato una volta vistosi scoperto e  identificare i due complici a carico dei quali, dopo perquisizione domiciliare, veniva rinvenuto l’intero carnet di assegni in bianco dal quale era stato tratto l’assegno di € 4.000,00. 

I Carabinieri, infine, accertavano che il giorno precedente i due pregiudicati piazzesi avevano riscosso presso lo stesso ufficio postale un primo assegno del carnet di € 1.000,00 ed erano in procinto di riscuoterne, qualora l’operazione fosse andata a buon fine, un altro di € 2.000,00.
Le indagini sono tuttora in corso per stabilire se gli autori del fatto abbiano commessi altri reati dello stesso tenore e identificare altri complici che abbiano partecipato nella commissione dei fatti delittuosi.

 

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Piazza Armerina – Il Pd sostiene gli emendamenti dell’On.Venturino alla legge sui Consorzi

Il Circolo del Partito Democratico di Piazza Armerina  esprime apprezzamento per gli emendamenti presentati dal Presidente Vicario dell’ARS On. Antonio Venturino ed intende sostenere la visione sottesa alle modifiche avanzate.


In particolare, la possibilità di istituire un Consorzio Catania Sud, coincidente con il territorio dei comuni a sud della città metropolitana di Catania, inclusi i comuni di Gela, Piazza Armerina e Niscemi che vi hanno aderito, appare perfettamente in linea con le proposte sostenute dal PD locale in merito alla riforma delle province.


Così il Coordinatore, Ilenia Adamo: “Il nostro circolo si era mosso sin dall’inizio nella direzione di  verificare con i circoli del partito dell’area gelese e del calatino se esistessero le condizioni per dare vita a un consorzio di comuni della Sicilia centro meridionale in cui le vocazioni, le risorse e le ambizioni di Piazza Armerina potessero trovare maggiore spazio e dare origine a una nuova fase di sviluppo per la comunità. Un nuovo consorzio di comuni che potesse avere al suo interno sia l’area gelese che il calatino potrebbe rivestire un ruolo di grande rilevanza in ambito regionale e Piazza Armerina potrebbe concorrere con Caltagirone, Gela e Niscemi al suo successo. Anche la  difficoltà inziale a fare convergere progetti, prospettive e ambizioni di Gela, con quelle di Caltagirone e dell’intero comprensorio calatino sembra oggi superata, così come dimostrato dall’interesse manifestato dai Sindaci di questi Comuni in questa direzione.”


“Riteniamo – continua Adamo – che gli emendamenti proposti dal Vice Presidente migliorino la legge sotto diversi aspetti: nella possibilità di prevedere che i comuni possano aderire o meno ad un dato consorzio, garantendo che tale scelta discrezionale sia realmente rappresentativa del volere dei cittadini; nella proposta  del sistema di elezione del presidente dei consorzi tra i Sindaci; nella valorizzazione all’interno del libero consorzio del reale peso demografico dei singoli comuni; nella esplicitazione della tipologia di trattamento giuridico economico da applicare al personale dipendente dei Liberi Consorzi”.

 

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Il Presidente Giuseppe Ferreri sulle critiche al Tribunale di Enna

 Il Tribunale è stato oggetto, negli ultimi mesi, di numerose critiche da parte di organi di stampa e addetti ai lavori. In effetti, il Palazzo di Giustizia della città degli Erei, a dire dell’autorevole voce del suo presidente, Giuseppe Ferreri, presenta un organico con una scopertura di quasi il 25%.

Pur tuttavia le cose non sono così tragiche come vengono rappresentate, da quando è giunto il personale dell’ex Tribunale di Nicosia e sono giunti i Mot: “I nuovi magistrati – dice Ferreri – si sono ben integrati con il contesto, affiancandosi tra loro e la fusione con il Tribunale di Nicosia è stata assolutamente utile per il lavoro d’ufficio, perché nell’insieme, i due uffici ormai fusi, riescono a dare una produttività decisamente maggiore con una situazione stabile nei settori Civile, Penale e del Lavoro, in maniera tale che non vi sia una continua necessità di applicazione da un settore all’altro che, ovviamente, è stata, nel passato,  motivo grave di intralcio al lavoro”.

La fusione dei due Tribunali, ovvero Enna e Nicosia, sempre secondo il magistrato, è stata molto razionale: “Si devono – secondo me – fondere gli uffici più o meno piccoli, tra  di essi, in maniera tale di avere una quantità di personale sufficiente a smaltire il lavoro e la produttività decisamente aumentata, grazie a questo affiancamento”.  In effetti, il Civile ha avuto una progressione notevole ed era il settore che stava soffrendo da anni a causa della carenza di personale. Il Penale era anch’esso in sofferenza, con i suoi  continui adempimenti, non tralasciabili, da fare nell’arco di pochi giorni, perché la decadenza di un termine pregiudica definitivamente un’indagine.

Ma Ferreri è realista e riconosce che ancora c’è da lavorare per migliorare il Tribunale che egli gestisce dal 2012 ed  auspica un organico al 100% che permetterebbe di risolvere molti problemi. “Il numero dei procedimenti particolarmente arretrati nel Civile – aggiunge il presidente – è stato in buona parte smaltito e l’entità della durata dei procedimenti, significativamente ridotta. Il Penale, nel frattempo prosegue con ritmi sostenuti con un andamento che non sta creando arretrati patologici, certo un arretrato sia Civile che Penale c’è”. Infine il Processo Civile Telematico che è partito ma ancora non è a pieno ritmo ma si sta lentamente avviando grazie alla collaborazione del personale, dei magistrati e degli avvocati.

Ad asseverare quanto dichiarato dal presidente Ferreri è Gianpiero Cortese, consigliere dell’Ordine degli Avvocati e fresco di nomina alla vicepresidenza di un importante organo distrettuale a Caltanissetta, il Cdd (Consiglio Distrettuale di Diciplina): “Il Processo Civile Telematico a Enna è abbastanza avanti rispetto ad altri tribunali, grazie ai magistrati e agli avvocati. Anche le cancellerie stanno lavorando abbastanza alacremente ma qualche dubbio mi sorge sull’apporto ministeriale”. Ed in merito alla carenza di Magistrati l’avvocato aggiunge: “Lo sforzo del Governo deve essere quello di portare avanti le procedure concorsuali.

Tra l’altro si paventa un esodo enorme poiché con le nuove normative in materia di pensioni uscirà molto personale e si svuoteranno gli uffici giudiziari. Occorre dunque l’assunzione di giovani, non è soltanto riducendo gli ambiti delle giurisdizioni che si risolve il problema della produttività”.


Mario Antonio Pagaria

 

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Scuola: entro settembre 150mila assunzioni. Renzi: “No giochetti su pelle precari”

Ore 13:00 – “Basta giocare sulla pelle degli insegnanti precari: non possiamo consentire di fare della figura dell’insegnante uno che prima di avere la cattedra è demotivato da anni di precariato”, con queste parole il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha confermato gli imminenti interventi del Governo per quel che concerne le assunzioni dei precari della scuola. Nel corso del suo intervento, poi, Renzi ha anche risposto ad una piccola contestazione dalla platea:

“L’idea che il governo fa la riforma passando sulle teste degli insegnanti è quanto di più lontano ci sia. Non è vero che non abbiamo ascoltato gli insegnanti, questo è falso. Chi viene qui a fare le pagliacciate per prendersi uno spazio in tv, glielo diamo ma chiaramente noi stiamo facendo un’altra cosa”.
Nello specifico Renzi ha parlato di una riforma che “riguarda l’Italia dei prossimi 30 anni”, spiegando che “la buona scuola c’è già, ma bisogna migliorarla” e che l’azione del Governo non è solo “una riorganizzazione amministrativa”, ma parte dalle esigenze di chi la vive:

“Abbiamo permesso che la figura dell’insegnante sia stata poco valorizzata, ora dobbiamo avere il coraggio di cambiare”.
L’intervento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che parlerà peraltro nel pieno delle polemiche politiche seguite all’approvazione dei decreti delegati al Jobs Act, è atteso per le 13:30, ma già da questa mattina si sono succeduti interventi e considerazioni dal palco del convegno “La Scuola che cambia, cambia l’Italia”.

Si tratta dell’iniziativa del Partito Democratico sulla scuola, cui hanno preso parte il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, la responsabile della Cabina regia sull’Edilizia scolastica presso la Presidenza del Consiglio Laura Galimberti, la responsabile scuola del Pd Francesca Puglisi, il Capogruppo Pd in Commissione Cultura Scienza Istruzione della Camera dei Deputati Maria Coscia, ma soprattutto il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, eletta nelle fila di Scelta Civica e trasferitasi nel Partito Democratico solo qualche settimana fa.


E proprio la Giannini ha anticipato le novità della riforma che sarà presentata nel Consiglio dei ministri del 27 febbraio, con il decreto “La Buona Scuola”, fortemente voluto dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il ministro ha spiegato che il Governo prepara un robusto piano di assunzioni (la quantificazione in “150mila nuovi assunti fra i precari” è del sottosegretario Faraone), che ingloberà anche gli idonei del concorso del 2012; ma che l’intenzione è quella di mettere un punto fermo “alla babele di graduatorie che sembravano accontentare tutti ma non hanno accontentato nessuno” e che le prossime assunzioni saranno fatte solo ed esclusivamente per concorso pubblico.

L’intenzione, ha spiegato la Giannini, è quella di “ridare dignità e un ruolo sociale agli insegnanti”, che avranno il compito di combattere “l’ignoranza e la rassegnazione” e di guidare il Paese “oltre il Novecento”. Infine un riferimento chiaro alla riorganizzazione dei programmi con la centralità all’insegnamento della lingua italiana: “Non vogliamo che l’italiano diventi la prima lingua straniera parlata in Italia, l’integrazione linguistica e culturale degli studenti figli di migranti sarà uno dei punti cardine”.



 



 

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Consorzi – Patrizio Roccaforte-: ”Lo stato confusionale del Parlamento regionale”

Lo stato confusionale del Parlamento regionale mina i principi costituzionali. Parola di costituzionalista.


Una riforma varata frettolosamente, gestita male e ora rinnegata. Il disegno di legge attualmente all’esame della Commissione affari costituzionali dell’Assemblea regionale cambia schema: non più il 9 (liberi Consorzi) + 3 (Città metropolitane) ma il 3 (Città metropolitane, corrispondenti alle ex province regionali di Palermo, Catania e Messina) + 6 (liberi Consorzi, corrispondenti alle restanti 6 ex province). Tutto cambia perché tutto rimanga uguale. Siamo o no il paese del Gattopardo?
Peccato che tale contro-riforma, peraltro contenuta in un testo formalmente non presentato dal Governo regionale, vada incontro ad un’obiezione insormontabile: viola la volontà dei territori.
Alcuni Comuni, infatti, facendo fede al diritto all’autodeterminazione sancito dal legislatore regionale, avevano deciso di cambiare ente territoriale di appartenenza; da qui, scontri politici, delibere consiliari approvate da ampie maggioranze e confermate per referendum (non senza lievi costi organizzativi) dalle rispettive popolazioni. Tutto inutile, carta straccia: Termini Imerese ritorna nella Città metropolitana di Palermo da cui aveva deciso di staccarsi; lo stesso dicasi per Acireale, Santa Venerina e Aci S. Antonio, che ritornano nella Città metropolitana di Catania, dove peraltro si ritrovano Gela, Niscemi e Piazza Armerina, che invece avevano deciso di aderire non ad essa ma al libero Consorzio di Catania. L’unica possibilità graziosamente concessa loro, sarebbe quella di rientrare nei liberi Consorzi di provenienza – Caltanissetta per i primi due comuni, Enna per il terzo – benché sia lecito dubitare che si ucciderà il vitello grasso per festeggiare il ritorno del figliol prodigo… L’unica cittadina accontentata è Licodia Eubea, che passerebbe come deliberato dal libero Consorzio di Catania a quello di Ragusa.

Ciò rischia di accadere perché il Governo regionale, nel varare il disegno di legge attuativo della l.r. 8/2014 istitutiva dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane, ha deciso di cambiare le regole del gioco, trasformando le ex province regionali di Palermo, Catania e Messina in altrettante  Città metropolitane.
Si obietta che la Regione sia a ciò obbligata dalla “grande riforma economica e sociale” varata a livello statale (art. 6 l. 56/2014 c.d. Del Rio). Ma è la stessa legge (art. 5) a specificare che la Regione, nell’esercizio della propria potestà legislativa esclusiva in materia (art. 14 lett. o) Statuto), è vincolata solo ai suoi principi e non certo alle sue specifiche disposizioni, tanto più quando il loro recepimento produrrebbe conseguenze irragionevoli. Se, infatti, è ipotizzabile assimilare la provincia di Roma con la città metropolitana di Roma, certo non lo è assimilare le città di Palermo, Catania o Messina con i territori delle relative province, diversissimi per densità abitativa, estensione territoriale e interessi socio-economici (si pensi che la Città metropolitana di Catania si troverebbe ad amministrare un territorio vastissimo dalla costa ionica fino a Gela).  
Ma il problema che tale disegno di legge solleva è ben altro: si può con tanta leggerezza ignorare la volontà delle comunità locali espressa secondo legge? 

Il punto, si badi, non è solo politico ma anche giuridico. Quello espresso dalle comunità locali non è, infatti, un semplice desiderio sottoposto alla benevola e discrezionale approvazione del legislatore regionale. È piuttosto una decisione deliberata dai consigli comunali secondo le procedure stabilite e confermata dalle popolazioni per referendum, della quale il Governo regionale è obbligato a prendere atto (art. 2, commi 6 e 7, l.r. 8/2014), così come accade, mutatis mutandis, quando il Capo dello Stato è tenuto a promulgare la legge di revisione costituzionale confermata per referendum (art. 138 Cost.).
È fin troppo facile, allora, prevedere che l’eventuale approvazione di una simile contro-riforma, vanificando il percorso istituzionale dettato dallo stesso legislatore regionale, innescherebbe un contenzioso amministrativo che potrebbe facilmente arrivare fino alla Corte costituzionale. Per evitare una simile prospettiva, sarebbe meglio che la classe politica regionale valutasse bene i rischi di una simile operazione, confrontandosi con le realtà locali interessate per cercare soluzioni di reciproca soddisfazione. Altrimenti, vi è la seria possibilità che una riforma sbandierata come epocale, carica di mille contraddizioni e difetti, ora, al tirare delle somme, nel rinnegare se stessa, leda irreparabilmente il bene più prezioso su cui si fonda il patto tra cittadini e Stato di diritto: la credibilità delle istituzioni.
Salvatore Curreri, professore associato di diritto costituzionale presso UNI KORE
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Dichiarazioni dei Comitati


La richiesta di costituire nuovi assetti politici, sociali ed amministrativi, è stata avanzata dai territori già prima della legge regionale n. 8 del 2014: si ricordi, per esempio, il movimento creato a Piazza Armerina tra il 1986 ed il 1987 a favore della creazione della cosiddetta “provincia del golfo”.
Tale richiesta non nasce per un banale capriccio ma perchè, chi vive il territorio, chi lo sperimenta giorno dopo giorno, e cioè i cittadini, sentono, forte, l’esigenza di doverli modificare per intercettare nuove economie e nuove forme di sviluppo da essi stessi percepiti.
Il legislatore non può e non deve ignorare il sentimento di coloro che conoscono il territorio perchè questi lo vivono ed in esso svolgono le proprie attività.
Al di là di queste considerazioni a questo punto, comunque, non si rivendica solo un’esigenza pratica o il rispetto di un sentimento ma si rivendica anche, e sopratutto, il diritto che le popolazioni hanno acquisito con lo strumento espressivo del principio costituzionale della sovranità popolare: il referendum.
Patrizio Roccaforte, rappresentante del comitato pro referendum di Piazza Armerina
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RISPETTO PER IL POPOLO
Nessuno può bloccare le scelte del popolo. La storia è piena di episodi dove i governanti e legislatori hanno agito contro le reali necessità e richieste del popolo, ed in tutte le situazioni, il popolo reagisce duramente.
In Italia vige la “Democrazia”, facciamo in modo che le regole, anche quelle più elementari del buon senso, vengano rispettate da tutti.
Questa area dimostra da due secoli, che l’attuale suddivisione dell’ente intermedio non è idonea alle reali necessità di questi centri, ora, o il Legislatore ne prende atto e modifica l’attuale suddivisione territoriale, o il popolo siciliano si ritroverà a dover “comparire” ancora sui libri di storia, per rivendicare la “Libertà”… nel 2015 e nell’Unione Europea.
Filippo Franzone, Coordinatore Comitato per lo Sviluppo dell’Area Gelese
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La legge regionale siciliana del 2014 istitutiva dei liberi consorzi comunali e delle città metropolitane in Sicilia, seppure rappresentante una vaga legge quadro, ha come ratio quella di salvaguardare la libertà di scelta di ogni comune di aggregarsi ad un territorio vasto piuttosto che ad un altro. Il disegno di legge in questi giorni al vaglio della Prima Commissione presso l’ARS spazza via tale ratio, in particolare accorpando con atto di imperio alcuni comuni, che avevano adottato delibere in senso contrario o diverse, alle città metropolitane. A parte i dubbi di legittimità costituzionale che da più parti si stanno avanzando con riferimento alla eventuale nuova emananda normativa in materia, non può non rilevarsi che la stessa rappresenterebbe un grave attentato al principio democratico di autodeterminazione delle singole comunità e determinerebbe una evidente perdita di credibilità nei confronti dell’Ente regionale.


Avv. Nando Gambino, (Portavoce del Comitato per il Libero Consorzio Ionico Etneo)

 

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Enna- Il Prefetto incontra i sindaci per illustrare le linee guida sull’ anticorruzione e antimafia

Ieri mattina, nei saloni di rappresentanza della Prefettura, il Prefetto di Enna Fernando Guida ha presieduto una riunione della Conferenza Provinciale Permanente, cui hanno partecipato anche i sindaci dei Comuni della provincia.

In apertura di seduta il Prefetto ha illustrato i contenuti delle Linee Guida sottoscritte il 27 gennaio u.s. dal Ministro dell’Interno e dal Presidente dell’ANAC, al fine di favorire la diffusione delle indicazioni recate da tale atto di indirizzo per l’adozione degli strumenti che la legge mette a disposizione dell’ANAC e dei Prefetti nell’ambito della prevenzione del fenomeno della corruzione e delle interferenze della criminalità organizzata nella gestione degli appalti.

In particolare, il Prefetto, soffermandosi sul decreto-legge n.90 del 2014, ha illustrato le misure straordinarie dallo stesso recate per la gestione e il monitoraggio delle imprese che risultino coinvolte in procedimenti penali per i più gravi reati contro la pubblica amministrazione o siano state colpite da un’informazione antimafia interdittiva, chiarendo che tali misure devono essere applicate secondo principi di proporzionalità e gradualità, contemperando la libertà di iniziativa economica e la cornice di sicurezza in cui devono muoversi i contratti pubblici.




E’ stata altresì specificata la tipologia dei provvedimenti che il Prefetto può adottare a seconda del grado di compromissione riscontrato nell’impresa esaminata, chiarendo le modalità con cui gli amministratori di nomina prefettizia dovranno portare ad esecuzione il contratto, attuando una gestione separata del patrimonio aziendale e degli utili.
Sono stati poi discussi gli esiti del monitoraggio svolto dalla Prefettura sull’adozione del piano triennale per la prevenzione della corruzione e del programma triennale per la trasparenza da parte degli Enti Locali, dal quale è risultato che, mentre quasi tutti hanno adottato tali atti, solo una minoranza ha provveduto ad aggiornarli entro il termine prescritto del 31 gennaio.
I rappresentanti degli Enti Locali hanno assicurato che procederanno in tempi brevi ad adottare tali aggiornamenti, trasmettendone copia alla Prefettura. 


 


 

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Omicidio a Barrafranca: ucciso un uomo. I Carabinieri indagano

In data 21 febbraio 2015, alle ore 18.45 circa in Barrafranca (EN), militari del Comando Provinciale Carabinieri di Enna sono intervenuti in quella Contrada Moli, dove era stato rinvenuto dai propri familiari il corpo senza vita di ZAGARELLA Giuseppe, nato a Barrafranca il 18.08.1947, ivi residente, pensionato, già operatore ecologico, attualmente pastore.

Il corpo dell’uomo è stato ritrovato dai figli dello ZAGARELLA i quali, vedendo rientrare il piccolo gregge senza il padre, lo hanno dapprima ripetutamente chiamato sul cellulare, per poi cercarlo lungo l’itinerario normalmente percorso con il gregge, rinvenendolo infine, in posizione supina, lungo un punto scosceso del terreno.

L’intervento del medico legale, che in tarda serata ha potuto ispezionare la salma presso la camera mortuaria del cimitero di Barrafranca, ha permesso di accertare che il malcapitato era stato attinto da almeno un colpo di arma da fuoco, di cui si sconosce il calibro, essendo il colpo ritenuto nel corpo, esploso nei confronti dello ZAGARELLA da tergo.

Ulteriori fondamentali elementi saranno messi a disposizione dei Carabinieri dopo l’esame autoptico, che si svolgerà nel pomeriggio di lunedì 23 febbraio p.v., come disposto dal Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Enna, Dott. Fabio Scavone. Al momento i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Enna e della Compagnia di Piazza Armerina, che non tralasciano alcuna pista, sono concentrati a ricostruire le ultime ore di vita del malcapitato, un uomo incensurato e senza apparenti problematiche relazionali.

Gli elementi finora acquisiti portano a ritenere che il delitto non sia stato consumato nell’ambito della criminalità organizzata, ritenendosi piuttosto probabile un movente legato all’attività della pastorizia. Ulteriori particolari verranno resi noti nei prossimi giorni, d’intesa con la competente Autorità Giudiziaria.-

 

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Comunicato stampa dell’associazione Assomed sul caso dell’asilo Nido

Il Comune di Piazza Armerina a firma del responsabile del settore affari sociali ci ha chiesto la disponibilità ad una proroga tecnica della gestione dell’asilo nido ‘fino alla data di consegna del servizio al concorrente aggiudicatario e- comunque fino al 31/03/2015, salvo ulteriore proroga se ritenuta necessaria da questo” Ente”.


Noi abbiamo fatto presente che una proroga siffatta, caratterizzata da una
radicale incertezza sul termine e che, pertanto, conferma l’assoluta mancanza di
urgenza nel cambiare gestione avrebbe generato gravissimi disagi tanto ai bambini e alle loro famiglie quanto alla funzionalità del servizio medesimo.


Si tratterebbe, in buona sostanza, a metà anno educativo, di cambiare modulo
educativo, modulo gestionale e staff di coordinamento. Il risultato sarebbe quello di un disorientamento dei bambini e delle loro famiglie e di possibili disfunzioni organizzative/gestionali per l’impossibilità di dare corso nell’ ’immediatezza ad adempimenti obbligatori.


Nell’occasione abbiamo anche evidenziato come sarebbe stato auspicabile
rinnovare, come previsto dal bando di gara, la concessione per ulteriori 29 mesi. Ciò anche in considerazione del fatto che quando ci siamo aggiudicati la gara pensavamo (c’eravamo fidati) del fatto che dopo i primi 4 mesi si sarebbe proceduto al rinnovo per i restanti 29 mesi. D’altronde la scelta di partire con 4 mesi ci era stata ragionevolmente spiegata con problemi di natura tecnico-contabile;


In definitiva abbiamo proposto e chiesto al Sindaco di assentire al rinnovo per
ulteriori 29 mesi «e al responsabile del settore affari sociali, in caso di diniego del Sindaco, a proporci, per ragioni meramente tecniche (non creare problematiche soluzioni di continuità nella gestione) una proroga fino al termine dell’anno educativo (31.07.2015).


Attendiamo una risposta che certo _non tarderà ad arrivare.


Piazza Armerina, 20 febbraio 2015


ASSOMED Onlus scs

 

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Jobs Act, ecco le novità: addio ai contratti a progetto, ecco le tutele crescenti

Con il Consiglio dei Ministri del 20 febbraio, il Governo Renzi ha approvato definitivamente due Decreti attuativi del Jobs Act in materia di contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti e nuovi ammortizzatori sociali (arrivano le nuove indennità Naspi, Dis-Coll, AsDi). Sono stati inoltre approvati dei Decreti Legislativi riguardanti le tipologie contrattuali e la revisione della disciplina delle mansioni.

Cancellati i contratti a progetto, l’associazione in partecipazione e il contratto di lavoro ripartito Job sharing. Approvate ulteriori misure riguardanti gli altri contratti di  lavoro.
Importanti quindi le novità che riguardano una vasta platea di lavoratori, quella dei lavoratori parasubordinati attualmente collaboratori con contratto a progetto, e che nel prossimo futuro potrebbero ritrovarsi a stipulare un contratto a tempo indeterminato con le aziende. Oppure, nel peggiore dei casi, perdere il posto di lavoro per mancato “rinnovo” del contratto e dell’attività lavorativa con la propria azienda.

Vediamo tutte le misure comunicate dal Governo in materia di contratti di lavoro, tutele contro il licenziamento e flessibilità delle mansioni.
Superati i contratti a progetto
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, ha approvato un decreto legislativo che contiene il “Testo organico semplificato delle tipologie contrattuali e la revisione della disciplina delle mansioni”.
Ecco i punti essenziali per il riordino delle tipologie contrattuali.
Il Governo in materia di contratti di collaborazione a progetto (Co. Co. Pro.) effettua una scelta importante. Infatti a partire dall’entrata in vigore del decreto non potranno essere attivati nuovi contratti di collaborazione a progetto (quelli già in essere potranno proseguire fino alla loro scadenza).

Comunque, a partire dal 1° gennaio 2016 ai rapporti di collaborazione personali con contenuto ripetitivo ed etero-organizzati dal datore di lavoro saranno applicate le norme del lavoro subordinato. Quindi le norme relative al contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti.
Restano salve le collaborazioni regolamentate da accordi collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, che prevedono discipline specifiche relative al trattamento economico e normativo in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore e poche altri tipi di collaborazioni.

Oltre alla cancellazione delle collaborazioni con contratto a progetto, vengono superati, quindi cancellati, inoltre i contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro ed il contratto di lavoro ripartito o job sharing.
Contratto a tutele crescenti
Il Consiglio dei Ministri, inoltre, su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, ha approvato, oltre al Decreto riguardo i contratti di lavoro a progetto, ecc., anche e soprattutto un decreto legislativo che contiene disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge n. 183 del 2014.
Il contratto a tutele crescenti si applica ai lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato dopo l’entrata in vigore del decreto (probabilmente il 1 marzo), per i quali stabilisce una nuova disciplina dei licenziamenti individuali e collettivi (per i lavoratori assunti prima dell’entrata in vigore del decreto restano valide le norme precedenti).
Per i licenziamenti discriminatori e nulli intimati in forma orale resta la reintegrazione nel posto di lavoro così come previsto per tutti i lavoratori. Per i licenziamenti disciplinari la reintegrazione resta solo per quella in cui sia accertata “l’insussistenza del fatto materiale contestato”.
Negli altri casi in cui si accerti che non ricorrano gli estremi del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, ovvero i cosiddetti “licenziamenti ingiustificati”, viene introdotta una tutela risarcitoria certa, commisurata all’anzianità di servizio e, quindi, sottratta alla discrezionalità del giudice.
La regola applicabile ai nuovi licenziamenti è quella del risarcimento in misura pari a due mensilità per ogni anno di anzianità di servizio, con un minimo di 4 ed un massimo di 24 mesi.


Per evitare di andare in giudizio si potrà fare ricorso alla nuova conciliazione facoltativa incentivata. In questo caso il datore di lavoro offre una somma esente da imposizione fiscale e contributiva pari ad un mese per ogni anno di servizio, non inferiore a due e sino ad un massimo di diciotto mensilità. Con l’accettazione il lavoratore rinuncia alla causa.
Licenziamenti collettivi. Per i licenziamenti collettivi il decreto stabilisce che, in caso di violazione delle procedure (art. 4, comma 12, legge 223/1991) o dei criteri di scelta (art. 5, comma 1), si applica sempre il regime dell’indennizzo monetario che vale per gli individuali (da un minimo di 4 ad un massimo di 24 mensilità).
In caso di licenziamento collettivo intimato senza l’osservanza della forma scritta la sanzione resta quella della reintegrazione, così come previsto per i licenziamenti individuali.
Piccole imprese. Per le imprese con meno di 15 dipendenti la reintegra resta solo per i casi di licenziamenti nulli e discriminatori e intimati in forma orale. Negli altri casi di licenziamenti ingiustificati è prevista un’indennità crescente di una mensilità per anno di servizio con un minimo di 2 e un massimo di 6 mensilità.
Sindacati e partiti politici. La nuova disciplina sul contratto a tutele crescenti si applica anche ai sindacati ed ai partiti politici.
Le modifiche agli altri contratti di lavoro e alle mansioni
Nel “Testo organico semplificato delle tipologie contrattuali e revisione della disciplina delle mansioni”, con il quale sono stati cancellati i contratti a progetto, di associazione in partecipazione e di lavoro ripartito (job sharing), sono state effettuate anche alcune modifiche ad alcuni dei restanti contratti di lavoro. Ed inoltre viene lanciata una maggiore flessibilità in materia di mansioni dei lavoratori. Vediamo le novità.
Contratto a tempo determinato cui non sono apportate modifiche sostanziali.
Contratto di somministrazione. Per il contratto di somministrazione a tempo indeterminato (staff leasing) si prevede un’estensione del campo di applicazione, eliminando le causali e fissando al contempo un limite percentuale all’utilizzo calcolato sul totale dei dipendenti a tempo indeterminato dell’impresa che vi fa ricorso (10%).
Contratto a chiamata. Viene confermata anche l’attuale modalità tecnologica, sms, di tracciabilità dell’attivazione del contratto.
Lavoro accessorio (voucher). Verrà elevato il tetto dell’importo per il lavoratore fino a 7.000 euro, restando comunque nei limiti della no-tax area, e verrà introdotta la tracciabilità con tecnologia sms come per il lavoro a chiamata.
Apprendistato. Si punta a semplificare l’apprendistato di primo livello (per il diploma e la qualifica professionale) e di terzo livello (alta formazione e ricerca) riducendone anche i costi per le imprese che vi fanno ricorso, nell’ottica di favorirne l’utilizzo in coerenza con le norme sull’alternanza scuola-lavoro.
Part-time. Vengono definiti i limiti e le modalità con cui, in assenza di previsioni al proposito del contratto collettivo, il datore di lavoro può chiedere al lavoratore lo svolgimento di lavoro supplementare e le parti possono pattuire clausole elastiche (le clausole che consentono lo spostamento della collocazione dell’orario di lavoro) o flessibili (le clausole che consentono la variazione in aumento dell’orario di lavoro nel part- time verticale o misto).
Viene inoltre prevista la possibilità, per il lavoratore, di richiedere il passaggio al part-time in caso di necessità di cura connesse a malattie gravi o in alternativa alla fruizione del congedo parentale.
Mansioni. In presenza di processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale e negli altri casi individuati dai contratti collettivi l’impresa potrà modificare le mansioni di un lavoratore fino ad un livello, senza modificare il suo trattamento economico (salvo trattamenti accessori legati alla specifica modalità di svolgimento del lavoro).
Viene altresì prevista la possibilità di accordi individuali, “in sede protetta” (ossia in sede sindacale o presso la DTL), tra datore di lavoro e lavoratore che possano prevedere la modifica anche del livello di inquadramento e della retribuzione al fine della conservazione dell’occupazione, dell’acquisizione di una diversa professionalità o del miglioramento delle condizioni di vita.



 



 

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Arresti domiciliari per l’ex direttore delle poste di Valguarnera

Il 19 febbraio 2015, a Termini Imerese (PA), i Carabinieri della Stazione Carabinieri di Valguarnera Caropepe e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Enna, hanno notificato a SAMMARCO Salvatore, classe 1968, già direttore dell’Ufficio Postale di Valguarnera Caropepe, l’ordinanza di applicazione di Misura Cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale del Riesame di Caltanissetta, diventata esecutiva a seguito della sentenza della Corte Suprema di Cassazione, perché ritenuto responsabile di peculato, truffa aggravata, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e uso abusivo di sigilli, nell’ambito degli investimenti di risparmi dei clienti di Poste Italiane, che fraudolentemente proponeva inesistenti per poi far affluire il denaro sui suoi conti.

Le indagini, dirette dal P.M. dott. Francesco Rio sono scaturite da una segnalazione dell’Ufficio Tutela Aziendale – Fraud Management  di Poste Italiane, deputato agli accertamenti ispettivi in merito ad eventi di natura illecita o sospetta tale, che nell’aprile 2013 comunicava l’esistenza di attività fraudolenta presso l’ufficio Postale di Valguarnera Caropepe, consistente nella simulazione di sottoscrizione di prodotti di investimento e conseguenti attività illecite su altri prodotti finanziari, nel caso in specie tutti riferiti al “fondo bancoposta Replay 12 mesi”. Le prime investigazioni, sviluppate in sinergia dall’Arma di Valguarnera e dalla Sezione di P.G. presso la Procura, armonizzate dal Capitano Rosario Scotto di Carlo, Comandante della Compagnia Carabinieri di Piazza Armerina, hanno messo in luce che dal 2008 al 31 dicembre 2013, l’ex direttore SAMMARCO, anche in periodi successivi alle sue dimissioni, aveva architettato e portato a termine, con artifizi e raggiri, una maxi truffa ai danni dei risparmiatori, per lo più persone anziane, che affidavano i loro soldi all’Azienda per investirli produttivamente.



In particolare, l’ex Manager, approfittando della fiducia che ingenerava nei clienti, consegnava loro dei moduli di sottoscrizione fondi apparentemente autentici che, proprio perché muniti di timbro dell’ufficio postale e firmati dallo stesso indagato, ingeneravano nelle vittime la convinzione della regolare esecuzione dell’investimento. Quindi, poco dopo avere incassato le somme, creando falsi libretti di risparmio stornava le cifre su conti correnti nella sua disponibilità, accesi presso alcuni istituti bancari, prelevando, conseguentemente, il denaro in contanti facendone sparire le tracce.

L’attività ha messo in evidenza che SAMMARCO, nel quinquennio, aveva messo a segno ben 33 colpi, per un ammontare totale di €. 2.500.000, 00 (duemilioni e cinquecento mila euro).
Il Pubblico Ministero titolare delle indagini, Dott. Francesco Rio, in sede di richiesta di misura cautelare ha contestato a SAMMARCO Salvatore ben 56 capi di imputazione per i reati sopra enunciati, per i quali, prima il Tribunale del Riesame di Caltanissetta e poi la Corte Suprema di Cassazione, hanno ritenuto giustificata l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, considerata assolutamente idonea.
SAMMARCO è perciò stato tradotto presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, con il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo ed incontrarsi con persone diverse da quelle che con lui convivono abitualmente.
Sono in corso approfondite indagini al fine di tracciare i movimenti di denaro effettuati da SAMMARCO. 

 

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Agira – Muore ciclista travolto da un’auto

 Alle ore 10.00 di oggi 20 febbraio 2015, S.S. 192, località “Libertinia” del Comune di Agira (EN), altezza km 33+500, si verificava un grave incidente stradale, a seguito del quale perdeva la vita La Tragna Luigi, classe 1950, ennese.
Il sinistro, la cui dinamica è stata ricostruita dai Carabinieri della Stazione di Agira (EN) e dai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Enna che hanno effettuato tutti gli accertamenti di rito, è avvenuto quando il La Tragna, che percorreva predetta arteria in bicicletta unitamente ad altro corridore con direzione Catania, è stato travolto da un’autovettura che proveniva dall’opposto senso di marcia e che in uscita di curva aveva invaso la loro corsia. La collisione è stata inevitabile e la violenza dell’impatto contro l’autovettura provocava il decesso del ciclista, avvenuto praticamente sul colpo. Anche l’altro ciclista riportava delle lesioni, per le quali è stato trasportato con eliambulanza presso l’ospedale Cannizzaro di Catania (CT), ove è stato ricoverato ma le cui condizioni non sono gravi.
Il conducente dell’autovettura, un 25enne residente a Catenanuova, riportava a sua volta delle lesioni, non gravi, in corso di valutazione presso l’ospedale Umberto I° di Enna (EN).
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria i mezzi coinvolti sono stati sottoposti a sequestro. I documenti di guida e di circolazione dell’autovettura sono risultati in regola. Sono tuttora in corso verifiche per appurare l’esatta dinamica del sinistro che, ad una prima lettura, parrebbe riconducibile alla velocità eccessiva del veicolo

 

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PSI – Si affida ad un “pool” di quattro donne per la riorganizzazione territoriale del partito

La segreteria regionale del PSI lancia nuove iniziative politiche e si affida a un “pool” di quattro donne per la riorganizzazione territoriale e le attività connesse alle prossime elezioni amministrative. Molte le novità scaturite dalla riunione della segreteria regionale del Partito Socialista Italiano tenutasi a Palermo qualche giorno fa.
 
I vertici regionali del partito hanno accolto e rilanciato la proposta dell’on. Antonio Venturino di procedere all’elaborazione di un testo di legge teso a introdurre in Sicilia la soglia del 3% nelle elezioni regionali ai fini dell’assegnazione alle liste dei seggi all’ARS. Iniziativa che sarà oggetto di una vera e propria campagna politica, rivolta a tutti i cittadini e a tutti i soggetti che credono nella necessità di eleggere un Parlamento in cui la rappresentanza sia più vicina alla società reale.
 
Su proposta dell’on. Nino Oddo e del segretario Giovanni Palillo, anche in relazione alle decisioni assunte in direzione nazionale riguardo gli obiettivi di riorganizzazione territoriale del partito – scaturiti in conseguenza delle modifiche che saranno introdotte nel ridisegno dei collegi all’atto dell’adozione definitiva della riforma elettorale in itinere nel Parlamento nazionale – la segreteria ha deciso di affidare ad una commissione “ad hoc” formata da quattro componenti le attività di ricognizione e di raccordo sul territorio, tese a riorganizzare la rete della presenza socialista nella regione in vista di tali mutamenti.
 
Alla medesima commissione, che agirà in raccordo diretto con i deputati regionali Oddo e Venturino, sono state affidate inoltre funzioni commissariali per le attività di verifica e di valutazione riguardo alla presentazione di eventuali liste elettorali e della definizione di alleanze nei comuni interessati dalla prossima tornata amministrativa. La commissione, totalmente al femminile, è composta da Cathy Marino e Carola Vincenti incaricate per la Sicilia occidentale e da Melania Dell’Aira e Barbara La Rosa per la Sicilia orientale.
 
La riunione della segreteria si è conclusa con la decisione di tenere entro la fine del prossimo marzo un incontro, a Piazza Armerina, di tutti gli amministratori socialisti siciliani in preparazione delle prossime elezioni.

 

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Aidone – ”Spaces for real life” evento organizzato dal Comune insieme all’Università Kore

“Spaces for real life” è il titolo della Kore International Winter School organizzata dalla Facoltà di Ingegneria e Architettura dell’Università Kore di Enna e dalla Città di Aidone, che si svolgerà ad Aidone dal 21 al 28 febbraio 2014. La Winter School costituisce un’occasione di riflessione sulle reali opportunità per migliorare la qualità degli spazi della vita nelle comunità delle aree rurali mediterranee, in particolare per quelle dell’entroterra, e per incrementare uno sviluppo economico “local-based”. Per questo motivo il caso di applicazione scelto è la città di Aidone-Morgantina, considerata dagli organizzatori paradigmatica del contesto geo-tematico che si intende indagare.

La Winter school si propone di promuovere un approccio trans-disciplinare e di confronto internazionale che possa incoraggiare lo sviluppo di competenze nei campi:
• del Turismo Relazionale Integrato, auto-gestito dal territorio di origine dell’offerta;
• della rigenerazione e riqualificazione dello spazio aperto;
• della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale locale;
• dello sviluppo economico basato sull’economia reale, a vantaggio della micro-produzione locale.

La Kore International Winter School propone un approccio visionario e strategico che possa agevolare la costruzione di un’offerta turistica locale finalizzata a  “mercati di nicchia” che rappresentano, nel loro insieme, forme consistenti di “mercato alternativo” per i luoghi, per i prodotti e per i processi legati alla storia e alla tradizione.

Il caso di Aidone-Morgantina  e dell’area centrale della Sicilia, grazie anche alla partecipazione e alla possibilità di confronto con alcune università, italiane e estere, con specifiche disciplinari diverse, ha l’occasione di uscire dalla dimensione locale in cui è geograficamente collocato, per divenire occasione sperimentale di più ampio respiro per lo sviluppo teorico-pratico di alcuni interessanti confronti e parallelismi in un ambito internazionale,  in particolare con alcune realtà egiziane (Rashid, Luxor, El Fayoum) e nazionali (Salento, Pompei) con le quali si cercheranno  linee di ricerca/applicazione di comune interesse e costruttivamente comparabili. Sono 50 le iscrizioni certe di studenti provenienti da Università egiziane.

L’Amministrazione del Comune di Aidone, che ha promosso l’evento insieme all’Università Kore,  si è immediatamente adoperata per fornire il supporto necessario alla realizzazione della KIWiS in un’ottica di sinergia con l’Università Kore, con la quale è stata stipulata una importante convenzione.

“Siamo veramente soddisfatti della proficua sinergia che siamo riusciti a mettere in campo insieme all’Università Kore”- dichiarano il Sindaco Enzo Lacchiana ed il Vicesindaco Serena Schillirò – e siamo onorati di poter ospitare nella nostra cittadina studenti di Università italiane ed egiziane interessati a studiare la nostra realtà e supportarci nell’intento di far emergere  le  enormi potenzialità del nostro territorio, dei nostri spazi aperti, e la possibilità di renderli meta di Turismo Relazionale Integrato”.

Il Vicesindaco Schillirò, Assessore allo Sviluppo economico, insieme agli altri Assessori , ha coinvolto tutte le attività turistiche insistenti nel territorio, in particolare B&B, Bar e Ristoranti, invitando gli imprenditori a sottoscrivere convenzioni relative all’evento. Grazie alla preziosa collaborazione con la Kore, sarà realizzata e distribuita a studenti e docenti della KIWiS una mappa nella quale verranno localizzati, oltre ai luoghi di interesse  storico-culturale anche i B&B e le attività commerciali convenzionate.

“Ritengo la KIWiS un’importante occasione per  Aidone sotto molteplici aspetti: è collocata temporalmente  in un periodo di bassa stagione in cui le nostre strutture turistico-ricettive risentono di un fisiologico decremento, sarà laboratorio di idee e proposte di giovani professionisti qualificati che siamo certi apporteranno nuove proposte per il design urbano dei nostri spazi aperti finalizzati alla promozione di un Turismo relazionale Integrato, costituisce un’occasione per far conoscere la nostra meravigliosa cittadina a docenti e studenti italiani e stranieri che potranno a loro volta invitare altri turisti a visitare la nostra realtà”. L’Amministrazione auspica inoltre, come da recenti interlocuzioni con la Kore, che a questa esperienza possa seguire quella di una Summer School.


 


 



 

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Al teatro Garibaldi di Enna una commedia musicale ”Risate sotto le bombe”

Il Teatro Garibaldi, sotto la direzione artistica di Mario Incudine  mantiene un format di alto livello e presenta, il prossimo 5 marzo, “Risate sotto le bombe”, commedia musicale in due atti, scritta a “due mani” da Giorgio Umberto Bozzo e Gianni Fantoni.

La trama è ambientata nel periodo del Secondo Conflitto Mondiale, quando le compagnie teatrali si barcamenano, in giro per l’Italia, rimediando pochi denari: prima di una prova generale aperta al pubblico suona l’allarme aereo che induce gli spettatori, presi dal panico, a fuggire e gli attori e i musicisti a rifugiarsi sotto il palcoscenico in attesa del cessato allarme. E così, i protagonisti, ovvero le sorelle Marinetti, il capocomico Altiero Fresconi, il refrenista Rollo, la soubrettina Velia Duchamp, aspettando che cessino i bombardamenti, per alleviare la tensione, decidono di provare un nuovo numero per uno spettacolo che presenteranno in un grande teatro genovese.

La situazione è complicata dalla fame, gli artisti non mangiano da più di un giorno e sono molto deboli. Emergono anche le difficoltà dei rapporti interpersonali. Gli interpreti sono ispirati a personaggi realmente esistiti, le sorelle Marinetti, ossia Nicola Olivieri, Andrea Allione e Marco Lugli, ricordano il Trio Lescano, il capocomico, magistralmente impersonato da Gianni Fantoni, riporta alla memoria Rodolfo De Angelis, Velia Duchamp, interpretata da Francesca Nerozzi, ha il profilo umano e artistico di Dina Galli, Rollo il refrenista, strizza l’occhio a Nunzio Filogamo e, per finire, Fred, l’aviatore, il cui ruolo è affidato a Jacopo Bruno, ricorda Odoardo Spadaro. La regia è di Francesco Sala, la direzione musicale di Christian Schmitz, le coreografie di Stefano Bontempi e il disegno luci di Angelo Ugazzi.


Mario Antonio Pagaria




 

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Enna – Installazione delle ”Casette dell’acqua”: depureranno e refrigeranno l’acqua

L’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Paolo Garofalo sta concretizzando, grazie all’impegno dell’assessore alla Cultura, Lorenzo Floresta un’ interessante iniziativa che ha una triplice valenza: sociale, economica e culturale.

Si tratta dell’installazione delle “Casette dell’Acqua”, un paio di prefabbricati che verranno situati uno nella zona di Montesalvo e l’altro nel piazzale antistante il quadrivio Sant’Anna e che, collegati alla conduttura dell’acqua potabile, la depureranno e la refrigereranno, trasformandola in acqua naturale e frizzante che i cittadini potranno attingere al modico prezzo, la prima di 5 centesimi di € al litro e la seconda ad otto centesimi di € al litro. Ovviamente l’iniziativa ha anche una valenza ecologica poiché, i cittadini che andranno ad attingere acqua presso le Casette, utilizzerebbero, si presume, sempre le stesse bottiglie, di plastica o vetro che siano con notevole decremento del volume di spazzatura e relativo risparmio nelle bollette per cittadini stessi, ed ecco spiegata la valenza economica. 

L’acquisto dell’acqua avverrà attraverso il metodo “bancomat” ovvero attraverso una “card” ricaricabile del valore di 15 € che sarà distribuita nelle rivendite convenzionate con il Comune. La valenza sociale: “La Casetta dell’acqua – spiega l’assessore Floresta – va a rivestire quel ruolo che una volta avevano i pozzi e le fontane dove la gente andando ad attingere acqua si incontrava, socializzava, si aggregava, faceva, insomma Comunità”. Va sottolineato, inoltre, che il prezzo davvero  irrisorio dell’acqua, per molti appartenenti alle fasce sociali più deboli che non possono permettersi di acquistare l’acqua minerale al supermercato perché più cara, torna di vantaggio agli stessi che, non va dimenticato, potrebbero avere bisogno di bere acqua depurata perché sofferenti di patologie renali o dell’apparato digerente.

La valenza culturale: “Sono convinto – aggiunge Floresta – che fare cultura non significhi soltanto fare teatro, che tra l’altro già facciamo con successo, basti guardare al Cartellone di quest’anno del Teatro Garibaldi, o portare avanti iniziative letterarie o scientifiche, ma fare cultura significa coinvolgere la gente, appassionarla alla “res publica” e all’ecosostenibilità. L’iniziativa delle Casette dell’acqua, ritengo, abbia anche questa funzione”. Per adesso le Casette dell’acqua saranno soltanto due ma se l’iniziativa avrà successo il Comune provvederà ad installarne delle altre. Sotto l’aspetto burocratico – conclude Floresta – vi è stata una manifestazione di interesse alla quale hanno partecipato due ditte che, sollecitate dall’Ufficio Tecnico Comunale, sottoporranno  le migliori offerte tecniche per la gestione del servizio”. Il Comune metterà a disposizione in comodato d’uso il suolo che occuperanno le Casette all’azienda che gestirà  il servizio.


Mario Antonio Pagaria

 

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Enna – Una manager donna all’Asp. Giovanna Fidelio medico chirurgo

Per la prima volta l’Asp ha un manager donna. Si tratta di Giovanna Fidelio, medico chirurgo, laureata con il massimo dei voti, specializzata in ostetricia e ginecologia, originaria di Ragusa ma residente a Catania da sempre e,  dal 2 febbraio  trasferitasi ad Enna perché desidera condividere appieno la realtà dell’Azienda che dirigerà nei prossimi tre anni.

Il nuovo direttore generale che ha accolto i giornalisti in conferenza stampa mostra subito di avere le idee chiare affermando che la professionalità  e la capacità di comunicazione nel personale medico, infermieristico ed impiegatizio è fondamentale. “Sto completando – esordisce – il giro dei presidi ospedalieri e dei distretti territoriali e devo ancora rendermi conto della situazione”. Particolare attenzione riserverà al  Centro di Riabilitazione per disabili gravi di Pergusa che è in fase di ultimazione nonché al Centro Alzheimer di Piazza Armerina.

“Sono molto attenta – ha proseguito – all’integrazione sociosanitaria, avendo già partecipato alla stesura dei piani di zona nell’ambito del distretto di Gravina di Catania. Ho notato in questa realtà un’attenzione privilegiata verso gli ospedali e una scarsa attività territoriale. Probabilmente con un’attività territoriale forte così come con un’attività ospedaliera forte molti dei problemi della Sanità ennese sarebbero risolti perché oggi gli ospedali si ritrovano a erogare prestazioni non appropriate per carenza del territorio, quindi le file al pronto soccorso, spesso per codici bianchi e i ricoveri per riacutizzazioni di patologie croniche che potrebbero essere seguite dal territorio”. 

Fidelio è convinta che una buona attività territoriale determinerebbe una riduzione dei ricoveri con un beneficio per l’utente che preferisce stare a casa determinando la diminuzione degli accessi impropri agli ospedali  e questo a vantaggio dell’assistito ma anche per ottimizzare le risorse ospedaliere. “Sono venuta – aggiunge – a cercare di garantire l’assistenza sanitaria in maniera uniforme nell’ambito di tutta l’Azienda provinciale e  questo è il mio obiettivo. In primo luogo, quindi,  la tutela della  salute del cittadino e poi anche il rispetto degli operatori sanitari che siano in grado di poter lavorare e rendere le loro prestazioni”.

Poi fa un passaggio che fa onore all’ospedale di Enna: “Ieri ho incontrato un paziente di Mirabella Imbaccari, provincia di Catania, che è venuto a farsi operare a d Enna perché aveva fiducia in un determinato medico”.  Ed ancora il direttore generale parla di assistenza sanitaria nella sua totalità che sia garantita in maniera uniforme in tutta l’azienda e con  umiltà dichiara:  “Devo capire, devo studiare, devo sapere”. Poi riferendosi agli ospedali visitati dice: “Sono degli ospedali che hanno tanto da lavorare, vi sono delle criticità organizzative e strumentali, vi sono delle attrezzature che devono essere aggiornate”. In merito all’attività territoriale riferisce tanta lentezza e un’attività poco vivace:  

“Bisogna cambiare la cultura degli operatori nei confronti dell’assistito e  garantire la salute a tutti i cittadini”. Conclude parlando di  riduzione  e ottimizzazione delle risorse e in merito alle nomine dei suoi collaboratori afferma: “Ci sarà da formare la squadra e per questo ci vorrà tempo”. E con orgoglio dichiara di non aver mai fatto politica.


Mario Antonio Pagaria           

 

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Agira – Consiglio comunale contro la soppressione della Prefettura e degli Enti territoriali

Durante i lavori dell’ ultimo consiglio comunale di Agira è stato approvato un documento predisposto dalla presidenza del consiglio contro la paventata chiusura della prefettura di Enna e di altri organi periferici.  Il documento è stato votato dai consiglieri comunali Luigi Manno, Minni Filippo, Fascetto Tonino, Valguarnera Nicolò, , Troina Francesco, Venticinque Filippo.  Ecco l’ ordine del giorno approvato:
-Preso atto delle disposizioni previste in materia di riorganizzazione degli Uffici territoriali di Governo e periferici dello Stato, che andrebbero a penalizzare il territorio ennese;
 
-Considerato il ruolo fondamentale sino ad ora svolto dall’Ufficio Territoriale di Governo con funzioni di raccordo tra le amministrazioni pubbliche a livello provinciale ed il Governo centrale;
 
-Sottolineato, in particolare, l’indispensabile compito svolto dal Prefetto, unitamente alla Questura ed al Comando dei Vigili del Fuoco, nell’ambito dell’ordine e della sicurezza pubblica, della protezione civile, della Polizia amministrativa e l’altrettanto importante ruolo di garante istituzionale delle Amministrazioni locali e dei diritti in materia di cittadinanza ed immigrazione;
 
 
-Accertato che con le precedenti leggi finanziarie emanate in materia, si è provveduto ad attuare misure di razionalizzazione e contenimento delle spese di personale, senza arrivare a drastiche decisioni di soppressioni di enti od organi di importanza fondamentale per il territorio;
 
– Ritenuto che tali norme produrrebbero evidenti problemi, oltre che comportare una seria minaccia sul controllo del territorio, costituendo un altro durissimo colpo per la nostra Provincia, già duramente provata dalla recente crisi produttiva;
 
– Evidenziato  che la perdita o accorpamento delle Istituzioni operanti in Provincia costituendo un impoverimento del territorio, comporterebbero una messa in discussione dell’identità ennese;
 
-Evidenziato altresì l’ importanza degli altri enti territoriali regionali e nazionali, che rischiano di essere accorpati e ridimensionati
 
Esprime
 
forte contrarietà al progetto di soppressione delle Prefetture e di razionalizzazione degli Enti e degli Uffici periferici presenti sul territorio e viva preoccupazione per il futuro del territori ennese
 
Manifesta
 
forte perplessità sulle norme che tendono a ledere i diritti e l’operatività dei relativi Organi
 
Auspica
 
una seria e meditata revisione della normativa , individuando altre soluzioni per la razionalizzazione della spesa pubblica, meno impattanti per il territorio;
 
da Mandato
 
al Sindaco per ogni iniziativa da porre in atto al riguardo al fine di mantenere operante sul territorio la Prefettura di Enna e gli Enti territoriali


P.M.

 

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Piazza di Spagna devastata da tifosi Feyenoord. Renzi: “Noi non lo facciamo all’estero”

L’arbitro ha già fischiato la fine della partita quando interviene il premier Matteo Renzi: “Quello che è successo a Roma è segno di barbarie. Noi non lo facciamo all’estero. “Puniremo con molta severità e durezza i tifosi olandesi che pieni di birra hanno preso a sassate Roma, e provocato scontri: un vero e proprio insulto alla civiltà”, ha aggiunto Renzi in diretta su Virus a Raidue, ribadendo poi la propria solidarietà alle forze dell’ordine:

“Domani faremo una verifica su come ha funzionato e se ci sono stati degli errori da parte nostra, fermo restando che è del tutto evidente che la responsabilità è di questi barbari e non dei poliziotti se ci sono stati degli scontri”
Alle spalle una lunga giornata fatta di scontri, tensioni e sfregi ai monumenti nel centro della città. La guerriglia si è scatenata intorno alle 16.30, ma era da mezzogiorno che il centro storico di Roma era assediato da migliaia di tifosi del Feyenoord. Dopo gli scontri di ieri sera in piazza Campo de Fiori, i supporter olandesi sembrano aver smaltito la sbornia e hanno da subito ricominciato a bere fiumi di birra e super alcolici.

Completamente disattesa l’ordinanza anti alcool imposta con un’ordinanza prefettizia in primo I, II e IV municipio. Epicentro del caos e dei disordini piazza di Spagna, ridotta ad una distesa di bottiglie ed immondizia, la fontana della Barcaccia del Bernini (appena restaurata) invasa da cartacce e lattine, annerita dal fumo dei fumogeni e delle bombe carta. A quanto si apprende un tifoso del Feyenoord sarebbe stato fermato dai carabinieri per gli scontri avvenuti oggi a piazza di Spagna. Nei disordini due militari sarebbero rimasti colpiti.
A guardare con occhio vigile i bagordi dei tifosi decine di agenti in assetto antisommossa. La strategia della Questura sembrava essere quella di limitare i danni.

Ma alla fine le cariche sono arrivate, i tifosi hanno risposto con il lancio di bottiglie e petardi, gli scontri sono arrivati fin dentro Villa Borghese. Il bilancio ad ora è di 9 poliziotti, 3 tifosi e un fotografo feriti. Se all’inizio il programma era quello di utilizzare delle navette per portare i tifosi direttamente all’ingresso del settore ospiti, è probabile che la polizia scorterà a piedi i supporter scatenati. Nel frattempo gli ultras sono i padroni delle strade, i turisti sono messi in fuga, il salotto buono della città trasformato in un orinatoio a cielo aperto. Il fischio d’inizio all’Olimpico è previsto per le 19.00, ma si teme soprattutto per i circa 500 tifosi che avrebbero raggiunto Roma pur non avendo il biglietto.

Danneggiata la ‘Barcaccia’ di Bernini
Coinvolta suo malgrado negli incidenti la fontana della Barcaccia di Bernini al centro della piazza. Oltre alle cartacce, le bottiglie e le lattine, sarebbe rimasta annerita dal fumo dei fumogeni. Su Twitter alcune immagini testimoniano anche come alcuni pezzi di marmo siano stati divelti dalla vasca che raccoglie l’acqua. Sul luogo i tecnici della Soprintendenza accorsi per quantificare l’entità dei danni. L’ipotesi su cui stanno lavorando gli uffici del Campidoglio è quella di chiedere un maxi risarcimento al club olandese per i danni subiti dalla città e i suoi monumenti.

“Il bordo del candelabro centrale della fontana risulta scheggiato. Ad ogni modo non sembra che ci siano danni gravi – ha dichiarato il sovrintendente capitolino, Claudio Parise Presicce – Stiamo svuotando la fontana – ha spiegato – per poter fare una diagnosi più precisa, anche se il danno è già visibile sul fondo. Dovremo comunque aspettare domattina, alla luce del sole, per verificare bene”, ha aggiunto il sovrintendente precisando che “per il momento non è stato recuperato alcun frammento”.



 



 

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Enna – L’avis incontra i suoi soci. Verranno presentati il bilancio e il programma delle attività

Venerdì 20 febbraio, alle ore 18:30, presso l’ Hotel Garden, a Pergusa, si terrà l’Assemblea annuale dei soci AVIS. In tale occasione il presidente, Giulia Buono, affiancata dai suoi collaboratori, esporrà, ai presenti, la relazione consuntiva del 2014, contenete tutte le attività svolte dai volontari AVIS, e la relazione introduttiva del 2015, con tutte le iniziative che l’associazione conta di mettere in atto nei mesi seguenti.  I soci presenti potranno prendere personalmente visione del bilancio dell’anno appena trascorso.



Tra gli obiettivi che l’associazione si è proposta di raggiungere per questo 2015 vi è l’apertura di uno sportello informativo e di assistenza, rivolto non solo ai donatori, all’interno dell’Ospedale Umberto I di Enna, con il supporto dell’Operatore del Servizio Civile; la costituzione di nuovi Protocolli d’intesa con le diverse Istituzioni Locali e le Associazioni di Volontariato; le attività di promozione e di sviluppo dei fini sociali, da rivolgere in particolare agli studenti delle scuole, per costruire insieme ai ragazzi un nuovo percorso di educazione alla solidarietà e del dono del sangue. L’AVIS sarà partner ufficiale della Settimana Federiciana, un giusto connubio tra tradizione e solidarietà.

 

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Piazza Armerina – Consegnato dall’0n. Venturino un defibrillatore all ‘Avis

Il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino ha consegnato nei giorni scorsi all’Avis di Piazza Armerina un defibrillatore nel corso di un incontro pubblico organizzato dalla stessa Associazione su “La donazione del sangue a Piazza Armerina, quale futuro?”.
 
“Servono ancora altre apparecchiature che dovrebbe consegnare all’Avis la Asp di Enna, così come previsto dalla legge – afferma Antonio Venturino -. Il defibrillatore che ho consegnato all’Avis di Piazza Armerina è soltanto una delle attrezzature indispensabili per l’accreditamento dell’Associazione e vuole essere un segnale, una testimonianza e dell’impegno delle istituzioni ad altre istituzioni”.
 
L’Avis di Piazza Armerina da tempo conduce un lungo, impegnativo e faticoso percorso per ottenere i requisiti richiesti dall’Assessorato alla Salute per l’accreditamento dell’unità di raccolta sangue e gestione associativa. Un processo che richiede la ripartizione delle competenze fra l’Associazione, il Centro trasfusionale dell’ospedale Chiello e l’Asp di Enna, che entro il 31 dicembre 2014 avrebbero dovuto adempiere a specifici compiti dai quali dipende il processo di accreditamento.
 
Ad oggi l’Avis di Piazza Armerina ha adeguato la sede ai requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi previsti dalla normativa, ma si ritrova impossibilita ad ottenere l’autorizzazione perché l’Asp di Enna non ha ottemperato a quanto di sua competenza, in particolare non ha acquistato la strumentazione medica che deve fornire per legge alle associazioni.
 
“Ho già incontrato il direttore generale della Asp di Enna Giovanna Fidelio – spiega il vice presidente vicario dell’Ars – spiegando e sostenendo quali sono le necessità dell’Avis di Piazza Armerina affinché questa storia dell’accreditamento possa finalmente trovare un lieto fine. Mi è stata assicurata, da parte della nuova direzione, la massima attenzione sulla vicenda e posso sostenere con una buona dose di ottimismo che il lavoro profuso finora sarà presto premiato. Ma  è stata anche l’occasione – conclude Venturino – per chiarire altri aspetti della sanità ennese e mi auguro che con l’arrivo della dottoressa Fidelio, finalmente, si possa cambiare rotta e passo nella gestione dell’azienda”.

 

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Ad Aidone presentazione del libro di Filippo Minacapilli ”Magie di luce in versi… e musica”

È soprattutto l’amore quello che canta Filippo Minacapilli nella sua raccolta di poesie e haiku Magia di luce in versi, edito da Divina Follia Edizioni.
Oggetto principale del suo lirismo è la donna, amato e ammirato oggetto del desiderio, della quale con rapidi sapienti tratti il poeta riesce a catturare la bellezza e l’estatico, sfuggevole incanto del supremo godimento, riuscendo persino a congelare negli eterni e liberi suoi versi la meraviglia e la gioia di quelle visioni e atti d’amore.

Di tanto in tanto, così come il sole può essere offuscato da una nuola passeggera, Eros cede il posto a Thanatos e Minacapilli utilizza l’estro poetico per sfogare le amarezze e le disillusioni che la vita  riserva, senza distinzione alcuna, a tutti i suoi figli, talvolta ispirandosi ad amari fatti di cronaca nera come in È con noi, dedicata alla tragica scomparsa di Paolo Borsellino.
«Cerco i versi – confessa, infatti, lo stesso poeta in una delle poesie così intitolata- non solo per tradurre in poesia il ricordo incalzante delle nostre melodie ma anche per poter sublimare in orizzonti metafisici l’anima e i suoi tormenti e per voler gridare ai lontani universi che è fantastico volare».

 

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Enna – Incontro tra Massimo Petrone di FedermodaIatalia e Confcommercio

Il Presidente provinciale di FedermodaItalia Enna Massimo Petrone ha incontrato nei giorni scorsi il Segretario Regionale di Confcommercio Salvatore Scalisi allo scopo di illustrare le problematiche che attanagliano il settore dell’abbigliamento e delle calzature nella provincia ennese.
Il colloquio si è svolto in un clima di grande cordialità ed è risultato essere particolarmente costruttivo, perché si sono evidenziate alcune priorità che necessitano di una maggiore attenzione da parte del mondo sindacale.

«Con il Segretario Scalisi abbiamo concordato sul fatto che necessita costruire in Sicilia una federazione regionale di Federmodaitalia che possa raccogliere le esigenze e rappresentare pienamente gli operatori commerciali del settore – ha sottolineato Massimo Petrone – Si sente forte l’esigenza di avere regole certe che devono essere rispettate da tutti. Il rischio concreto è che i principi di liberalizzazione del commercio, che si sono fatti strada in questi ultimi anni, possano in realtà inselvaggire il comparto commerciale – ribadisce Massimo Petrone –

Bisogna ribadire che la libera concorrenza non può trasformarsi in una guerra priva di regole, che rischia di far sparire le piccole attività commerciali dei nostri centri, che soccombono sotto la smisurata pressione dei grandi centri commerciali. È per questo che abbiamo chiesto con forza che all’interno del nuovo testo del Commercio, approdato in questi giorni nell’aula dell’Assemblea Siciliana, vengano stabiliti principi e regole che tutelino il tessuto economico delle nostre città.

È già difficile per le nostre piccole realtà sopravvivere alla crisi economica – continua Petrone – figuriamoci se a questa si aggiunge anche la concorrenza sleale perpetrata dai giganti della grande distribuzione. Il Segretario regionale di Confcommercio ci ha garantito un suo personale impegno affinché si trovino soluzioni condivise a favore dell’intero comparto commerciale siciliano. È con questo impegno che nei prossimi giorni si terrà un altro incontro a Palermo al quale parteciperanno anche i vertici nazionali di Federmodaitalia»

 

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Piazza Armerina – Il servizio di Asilo Nido a rischio, dal primo marzo potrebbe essere sospeso

Potrebbe subire un’interruzione il servizio comunale che riguarda l’asilo nido se l’assessore Alessia Di Giorgio non concederà una proroga per la gestione da parte dell’Assomed. Il 28 febbraio si conclude infatti il periodo di gestione da parte dell’associazione Onlus  mentre la gara, bandita in grande ritardo, verrà svolta il 27. Dal primo marzo in mancanza di una proroga è improbabile che chi si aggiudicherà la gestione possa subentrare l’indomani e questo potrebbe provocare la chiusura dell’asilo nido per alcuni giorni con tutte le conseguenze del caso.


L’Assomed ha fatto recapitare alle famiglie dei bambini la seguente lettera:


ASSOMED On lussocietà cooperativa sociale


“Carissimi genitori,
come sapete, dal 1° settembre 2013 gestiamo l’asilo nido comunale “Miriam Schillaci” di Piazza Armerina frequentato dai Vostri figli. In realtà lo abbiamo gestito anche nel periodo 2008-2011. Ci siamo prodigati per gestirlo al meglio avendo come stella polare il benessere dei Vostri figli prima di ogni altra cosa. Il motivo della presente è per comunicarVi che  ’amministrazione comunale che inizialmente aveva previsto l’estensione della gestione fino al 31 luglio 2017 ne ha deciso la conclusione il prossimo 28 febbraio 2015; in realtà in un primo momento avrebbe voluto che si concludesse il 31 dicembre 2014 ma a causa di problemi imputabili esclusivamente ad essa non è riuscita nell’intento e perciò ci ha chiesto di proseguire per ulteriori due mesi. Noi abbiamo accolto la richiesta nell’interesse esclusivo dei bambini.


Pertanto ci sembrava giusto e corretto farVi sapere perché dal prossimo 28 febbraio, praticamente a metà anno educativo, concluderemo la nostra gestione. L’occasione è propizia per ringraziarVi della fiducia che ci avete accordato affidandoci il vostro bene più prezioso: i Vostri figli. Non possiamo sottacere, tuttavia, che se siamo riusciti a centrare gli obiettivi che ci eravamo proposti, meglio illustrati nella carta dei servizi che conoscete, lo dobbiamo innanzitutto alla Vostra collaborazione e al lavoro delle operatrici e operatori i quali hanno prestato la loro opera con impegno e dedizione degni di nota. Ci congediamo augurando il meglio a Voi e ai Vostri (ma, consentiteci, un po’ anche nostri) bambini.”


Piazza Armerina, 15 febbraio


2015 ASSOMED Onlus scs


 


 

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Obama dichiara guerra all’Isis e lancia appello ai musulmani: “Sconfiggiamoli”

 “L’Occidente non è in guerra con l’Islam. I musulmani non sono terroristi. Ci sono leader religiosi che parlano chiaramente di un Islam tollerante e pacifico. La religione non è responsabile del terrorismo. Noi siamo in guerra contro la violenza dell’Isis”. E’ una precisazione dovuta quella di Barack Obama, che ha voluto lanciare un appello agli islamici chiedendo loro di schierarsi contro gli estremisti. “La violenza contro innocenti non difende l’Islam, ma danneggia l’Islam e i musulmani”, ha aggiunto il Presidente USA, che poi ha aggiunto: “Schieratevi nella lotta contro gli estremisti. Dobbiamo trovare il modo di amplificare le voci di pace, tolleranza e inclusione, e dobbiamo farlo specialmente online”.
Quella del terrorismo di Al Qaeda e dell’Isis, ha detto ancora Obama, è “una sfida per il mondo intero, non solo per l’America. Bisogna lavorare insieme ai nostri alleati. Ci vorrà tempo, ma li sconfiggeremo”.


Le parole di Obama arrivano proprio mentre a New York si svolgeva il Consiglio di Sicurezza Onu sulla Crisi Libica. ”Dobbiamo Essere concentrati Sulla Prevenzione, del Terrorismo, È necessario affrontare ideologie contorte venire Quelle dell’Isis e di al Qaida Dobbiamo trovare il modo di amplificare le voci di pace, tolleranza e inclusione, e dobbiamo farlo specialmente online. Al Qaeda e l’Isis dicono che gli Stati Uniti sono in guerra con l’Islam. E’ una bugia. Il successo dell’America è dovuto al fatto di accogliere persone di tutte le fedi”, ha aggiunto il numero uno della Casa Bianca. “Il mondo deve offrire ai giovani un futuro migliore: anche così si batte il terrorismo”, ha concluso così Obama il suo appello.


 



 

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L’On. Venturino:”a Piazza Armerina proclami populisti e mancanza di programmazione”

E’ un Antonio Venturino molto agguerrito e in parte deluso quello che abbiamo incontrato alcuni giorni fa nella sua sezione politica. Deluso, come lui afferma, dalla mancanza di riconoscenza da parte del territorio che continua a giudicarlo troppo per il suo approdo alla politica quasi in maniera casuale e poco per i risultati ottenuti. Agguerrito perché pur in un ambiente ostile non ha mai perso di vista  l’obiettivo di impegnarsi per il bene della collettività.


Qualunque sia il giudizio su Antonio Venturino e sul suo operato bisogna anche ammettere che, a nostro parere,  in una piccola città come Piazza Armerina, dove è spesso l’invidia per il successo altrui a determinare critiche per lo più gratuite e atteggiamenti ostili, è difficile avere riconosciuto il proprio impegno e risultati ottenuti. A questo va aggiunto tutto uno stuolo di frustrati che volontariamente si pongono ai margini della società e il cui bersaglio preferito è chi riesce in qualche maniera ad avere qualcosa di più attraverso le proprie capacità. Nel passato questi individui, attraverso un processo naturale, venivano isolati e ignorati oggi, grazie ai social network, continuano ad avere voce e a mostrarsi per quello che sono.


I LIBERI CONSORZI
Nella conferenza stampa Venturino, membro del direttivo nazionale del PSI,  ha toccato diversi argomenti legati a Piazza Armerina, primo  fra tutti la vicenda dei Liberi Consorzi in discussione in questi giorni al Parlamento Siciliano e che riguarda la Città dei Mosaici che, attraverso un referendum, ha già fatto la scelta di aderire a Catania. Il vice Presidente della Regione ha presentato numerosi emendamenti che l’aula voterà al momento della discussione. Quelli di maggior rilievo riguardano: il numero dei liberi Consorzi: nella proposta in discussione da 9 dovrebbero essere ridotti a 6 , l’Onorevole Venturino chiede invece che venga mantenuto lo stesso numero previsto dall’attuale norma transitoria; l’emendamento che punta a rendere la carica del Presidente del Libero Consorzio elettiva a suffragio universale. «Non si capisce altrimenti – afferma Venturino – perché, se ai consorzi verranno date addirittura più funzioni di quelle che originariamente detenevano le province, il Presidente non debba essere eletto dai cittadini ma scelto dall’assemblea dei sindaci; il riconoscimento della volontà popolare comunque espressa tramite i referendum celebrati secondo la legge 8 a Piazza Armerina, Gela, Niscemi ecc. “Un atto altrimenti intollerabile di arroganza politica che aumenterebbe il distacco e la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni”.



OSPEDALE CHIELLO
« I cittadini dovrebbero domandarsi perché le voci della chiusura dell’ospedale  Chiello si sono completamente dissipate. In realtà alle spalle di questa situazione c’è stato tanto impegno da parte mia e, senza assolutamente sminuire la pressione svolta dal Comitato pro Chiello e dalla società civile, è  grazie all’idea degli “ospedali riuniti”, da me strenuamente sostenuta in ARS e nelle sedi politiche deputate, che oggi abbiamo escluso ogni possibile chiusura del nostro nosocomio».«Certo, vi sono tante altre problematiche da risolvere che non permettono al “Chiello-Umberto I” di esprimersi ai massimi livelli, ma l’attenzione su questi problemi da parte mia rimane inalterata, come la disponibilità a collaborare con chiunque intenda salvaguardare e se possibile migliorare il livello dei servizi pubblici essenziali, soprattutto in un territorio svantaggiato come il nostro”.  


 


LA POLITICA LOCALE
«Uno dei più grossi dubbi legati alla politica locale è rappresentato dalla mancanza di un’azione programmatica da parte degli  amministratori»,  afferma Venturino. «Tutto sembra improvvisato e il Sindaco di Piazza continua a correre dietro le urgenze e le piccole crisi invece di concentrarsi sui reali problemi della città, la cui soluzione passa necessariamente da una visione a medio e lungo termine che sembra mancare al Primo Cittadino e alla sua giunta. Una città senza una regia”.
“Invece di fermarsi a proclami populisti e iniziative discutibili e di dubbia efficacia ai fini della promozione della città sul piano turistico, come la trasferta del Palio dei Normanni ad Acireale, – prosegue Venturino – l’amministrazione dovrebbe concentrarsi su fatti molto più rilevanti riguardo il rilancio turistico e culturale, come ad esempio il rinnovo della convenzione con la Regione che ha per oggetto la gestione e i fondi derivanti dalla Villa Romana del Casale, scaduta il 31 dicembre  e che avrebbe bisogno di una profonda revisione e attualizzazione».
«Un altro argomento di fondamentale importanza – continua Venturino – è la mancanza di un atto di programmazione che fissi chiaramente gli obiettivi amministrativi sulla base di un programma di mandato concreto e non solo formale o virtuale, indispensabile ai fini di evitare l’immobilismo di fatto degli uffici a causa di scelte politiche improvvisate, indefinite e non misurabili. Anche su questo Miroddi tace»
«Alle critiche rivolte sia a me che alla collega Luisa Lantieri per il mancato arrivo di fondi da parte della Regione Siciliana, rispondo che quando si desidera raggiungere certi risultati occorre avere le idee chiare sul come utilizzare determinate somme nel quadro di una programmazione, avere date e obiettivi definiti e, soprattutto, esprimere le giuste competenze perché quando si entra in contatto con apparati burocratici di alto livello, come è giusto che sia, non sono permesse approssimazioni ed errori d’impostazione».


PROGETTI
L’Onorevole Venturino non si limita alle critiche e annuncia che potrebbe presto concretizzarsi un progetto che prevede il recupero di una parte della vecchia linea ferrata che collegava Piazza Armerina a Dittaino, con l’obiettivo di realizzare ad un trasporto su rotaia, a basso impatto ambientale e in grado di produrre energia pulita, capace di incrementare l’offerta turistica con il coinvolgimento di diverse cittadine dell’entroterra siciliano. Del progetto il Vice Presidente della Regione ha già discusso con i vertici delle Ferrovie dello Stato che sembrano aver accolto con concreto interesse la proposta, per la quale si terrà a breve un primo incontro operativo.


 


 

 

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Commissione regionale Affari Istituzionali: audizione per i comuni in cu si è svolto il referendum


Ieri alle ore 11:30 in I Commissione” Affari Istituzionali” dell’ARS, si è svolta l’audizione per i rappresentanti dei comuni che hanno celebrato il referendum confermativo, nel Rispetto della L.R. 8/14, ovvero i comuni di Piazza Armerina, Gela, Niscemi, e Licodia Eubea, congiuntamente ai componenti del Comitato Pro Referendum di Piazza Armerina e del Comitato per lo Sviluppo dell’Area Gelese (CSAG).


Ha aperto i lavori il Presidente della I Commisione ARS, On. Antonello Cracolici, chiarendo che il Governo Regionale, per mezzo dell’Assessore alle Autonomie Locali, ha depositato un DDL che prevede 6 Liberi Consorzi e tre Città metropolitane, e che a breve la Commissione esaminerà.


Il Dott. Giovanni Verga, Sindaco di Licodia Eubea, percependo che il suo comune non si pone alcun problema, cede subito la parola a Francesco La Rosa, sindaco di Niscemi, il quale ha detto: “Io sono confuso, e con questa confusione che si sta facendo qui all’ARS, cosa dovrò riferire ai miei concittadini? Abbiamo rispettato tutti i termini della Legge 8/14, celebrando anche un costoso referendum, dando la possibilità di scegliere l’ente intermedio più gradito ai niscemesi, ma il Parlamento Regionale che sta facendo? Ci sta ripensando?”


Patrizio Roccaforte, componente del Comitato Pro Referendum di Piazza Armerina, che ha rimarcato che la volontà popolare non può essere tradita dalle Istituzioni, perché non può mettersi a repentaglio la credibilità delle stesse Istituzioni e la democrazia, in cui tutti confidano. Ha, infine, evocato il senso di responsabilità ed il rispetto delle scelte consumate dal popolo.


Francesco Alberghina, consigliere comunale di Piazza Armerina, ha detto che nuove eventuali orientamenti del legislatore non possono annullare le scelte fatte dalle popolazioni, sostenendo le sue dichiarazioni nella duplice veste di Consigliere nonché di avvocato.


Filippo Miroddi, Sindaco di Piazza Armerina ha parlato di “morte della democrazia”, sostenendo che il legislatore, dopo aver fatto impegnare i comuni, in un percorso reso appositamente difficilissimo ed oneroso, non può tornare indietro.


Filippo Franzone, Coordinatore del CSAG, ha invece stigmatizzato il fatto che la commissione ed il Parlamento ignorano le opinioni delle amministrazioni comunali e dei Sindaci siciliani. Ha ribaditoi che i territori non demorderanno ed andranno avanti nelle scelte già fatte, perseguendo ogni strada, compresa quella legale.


Salvatore Alfarini, consigliere comunale di Piazza Armerina, ha richiamato l’art. 133 della Costituzione, dove è scritto che l’iniziativa per la creazione di un nuovo ente intermedio o la modifica territoriale, spetta ai comuni sentita la Regione, mentre in Sicilia l’iniziativa, il controllo e le regole, sono state stabilite per Legge dalla Regione, che nonostante tutto, non vuole concedere libertà di scelta ai comuni.


L’On. Francesco Cappello ha dichiarato che è stato il M5S a volere il referendum confermativo, che seppure inizialmente sembrava un ostacolo, ora agevola questi comuni nel percorso intrapreso. L’on. Ha concluso dicendo che in ogni caso il M5S è sempre schierato dalla parte del popolo e delle scelte che esso ha effettuato.


L’On. Antonio Malafarina ha manifestato la sua contrarietà alle forti restrizioni volute dal Parlamento per la riforma sui Liberi Consorzi, auspicando che si possa arrivare alla conclusione dando libertà ai comuni di poter scegliere l’ente intermedio che più li aggrada.


Giuseppe Andrea Alessi, Componente del CSAG, a rimarcato che, già nel 1995 il legislatore stabilì i confini delle Città Metropolitane Siciliane, perimetrandole dopo attenti studi. Oggi non si può, in virtù del recepimento di una norma nazionale che cozza con lo Statuto, fare marcia indietro.


Presenti all’incontro anche gli Onorevoli Siragusa e Vullo.
 
Alla Commissione sono state anche consegnate una lettera sottoscritta dai Sindaci di Gela, Caltagirone, Niscemi e Piazza Armerina, dove si rimarca la posizione di queste città, ed una lettera fatta pervenire da parte del Portavoce del Comitato per il Libero Consorzio Ionico-Etneo.


Quello che è venuto fuori dall’incontro, e non è la prima volta, è la grande coesione, dei territori, degli amministratori e dei cittadini di questa grande e popolosa area, nel voler condividere insieme il futuro, all’interno dello stesso ente intermedio, percorso a cui finora il Parlamento Regionale è sempre tentato ad inserire nuovi ostacoli.



Il comitato Pro refendum


 

 

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Incontro dell’opposizione con il Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica Mattarella ha incontrato ieri i rappresentanti di una parte dell’opposizione – Forza Italia e Sel –
che hanno protestato fino all’abbandono dei lavori  del Parlamento assieme al movimento 5 Stelle e Lega Nord, contro l’accelerazione data dal Presidente Renzi all’esame ed alla approvazione delle modifiche al titolo V della Costituzione.

Protesta solo teoricamente accettabile da parte di Sel, 5 Stelle e Lega Nord, che fin dall’inizio hanno dimostrato  il loro punto di vista contrario alla proposta di riforma esitata dalla Commissione Riforme della Camera, ma non dell’on. Brunetta, rappresentante del gruppo  Forza Italia, che ha contribuito in modo diretto alla formulazione di quella proposta. .
Ma in politica ormai i comportamenti e gli impegni valgono solo per il momento in cui vengono assunti.

Qualche tempo fa la Presidente della Camera on Boldrini, espressione politica di Sel, con grande senso di responsabilità applicò per la prima volta, in sede di discussione della conversione di un decreto legge la cosiddetta ghigliottina, per evitare che il decreto decadesse per non essere stato convertito entro il termine previsto.
Decisione che determinò pesantissimi giudizi  da parte dei partiti di opposizione che non volevano tener conto della programmazione concordata, per la discussione dei provvedimenti già posti all’ordine del giorno.

La maggioranza ha il diritto-dovere di portare alla approvazione del Parlamento proposte di legge, mentre una seria opposizione dovrebbe sollecitare, in modo consono, modifiche migliorative o la non approvazione.


  Questo è quello che si verifica continuamente nei paesi dove siano responsabilmente riconosciuti i diritti della maggioranza e quelli dell’opposizione.
Cosa che nel nostro paese, purtroppo,  non accade.
Oggi si vuole dare all’abbandono da parte dell’opposizione dei lavori parlamentari valore di attentato alla Costituzione, senza considerare la causa che ha determinato tale atto.

La Commissione Affari Costituzionali della Camera, dopo moltissime  sedute, aveva esitato le relative proposte di modifica del titolo V della Costituzione, portando il relativo testo all’esame della Camera.
Da parte dell’opposizione sono stati presentati migliaia di emendamenti e di sub emendamenti che, per il loro esame,  la riunione della Capi Gruppo nel rispetto del regolamento, fissò dei tempi  concordati.
Tempi largamente superati per la disponibilità  dei Presidenti che si sono alternati nel corso della seduta fiume.

Quasi tutti gli interventi dilatori effettuati non riguardavano aspetti delle norme in esame, ma discussioni varie su temi completamente estranei alla materia.
Al momento in cui venne dichiarata la chiusura della discussione, perchè erano stati abbondantemente superati i tempi previsti, fu scelta dalla opposizione la strada dell’Aventino.

Una nuova pagina poco pulita passerà alla storia del nostro Parlamento.
L’opposizione non può pretendere di scegliere le proposte che la maggioranza deve sottoporre alla approvazione del Parlamento, non prevedere che l’azione dilatoria determinata dalla presentazione di migliaia di emendamenti e di sub emendamenti con lo scopo di tentare di bloccarne l’approvazione, può determinare nella maggioranza iniziative e  situazioni come quella  che si è creata in questa occasione.
Per la discussione di tutti gli emendamenti e sub emendamenti presentati, con il tempo non contingentato, non sarebbero state sufficienti  tutte le sedute utili della Camera, fino alle prossime elezioni.


Angiolo Alerci 

 

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Piazza Armerina – il sindaco cambia strategia comunicativa. Arriva una persona qualificata

A distanza di quasi due anni dal suo insediamento e dopo le nostre proteste e quelle dei nostri colleghi il sindaco Filippo Miroddi cambia strategia comunicativa e affida a il Cavaliere Pino Aloi,  persona qualificata che già svolge questo ruolo all’interno della Prefettura di Enna, il compito di curare il rapporto con le testate giornalistiche e , soprattutto, di redigere i comunicati stampa.
Va dunque in soffitta “Peter Pan” ovvero la comunicazione basata sull’esaltazione del lavoro dell’amministrazione in stile “propaganda fascista” con una strategia comunicativa che molto spesso ha ridicolizzato il lavoro dell’amministrazione con interviste teleguidate, immagini del sindaco e degli assessori nelle vesti di super eroi, articoli intrisi di melassa e uno stuolo di cani sciolti pronti a esaltare le gesta di Filippo Miroddi su Facebook
Da questo momento dovremmo dunque avere dei comunicati ufficiali da parte dell’amministrazione che  faciliteranno il nostro compito e ci permetteranno di informare i cittadini senza la necessità di dover controllare quanto affermato da fonti poco attendibili.


Il Cavaliere del Lavoro Pino Aloi, che si occuperà anche dell’aspetto legato al cerimoniale nelle occasioni in cui la città di Piazza Armerina avrà necessità di confrontarsi con cariche istituzionali, è stato presentato ieri sera durante una conferenza stampa indetta per illustrare la cerimonia di inaugurazione del nuovo impianto di telecamere per il controllo del territorio. Siamo lieti che abbia accettato l’incarico perché ne conosciamo la precisione, la capacità di sintesi e la competenza professionale.


Forse meno lieto sarà stato il precedente addetto stampa che a quanto pare non era stato informato dal sindaco della novità.

 

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Piazza Armerina – I Revisori dei Conti del comune:”Non conformi alla legge le nomine degli esperti”

“Le nomine di esperti da parte del sindaco non sono a norma di legge”. Questo è quanto si legge nella relazione dei Revisori dei Conti che hanno consegnato ieri agli organi comunali interessati e nella quale si evidenziano una serie di irregolarità sia di forma che di merito.
Nella  serata di ieri il sindaco ha commentato affermando che :” I revisori dei Conti non hanno alcuna competenza a riguardo e comunque a Catania, utilizzando la stessa procedura, il sindaco Bianco ha nominato decine di esperti”.


In realtà le nomine di Bianco (qui un esempio)  riguardano esperti su argomenti ben determinati in cui è sempre evidente che ricoprono incarichi fuori dalle competenze del personale comunale a disposizione del sindaco (così come prevede la legge), mentre a Piazza Armerina in molti casi si sono nominati esperti in settori già ricoperti da dipendenti comunali. Ad esempio l’esperto per le feste e tradizioni e l’esperto per il turismo svolgono compiti già oggetto di una nomina dirigenziale (il dirigente dell’ufficio turistico Dott.ssa Parlascino)


Inoltre nelle nomine di consulenti a titolo gratuito di Enzo Bianco è sempre indicato il periodo di incarico con una data iniziale ed una data finale. Un particolare non di poco conto visto che la Corte dei Conti vieta espressamente di procedere a nomine a tempo indeterminato. Le nomine di Miroddi non contengono alcun riferimento alle date ne tanto meno circoscrivono l’ambito di azione.
Già il 30 novembre (VEDI ARTICOLO) avevamo analizzato e dimostrato attraverso le sentenze della Corte dei Conti che tali nomine sia per la procedura utilizzata che per una serie di altre irregolarità erano illegittime ma, come al solito, fummo accusati di voler solo polemizzare. Oggi i Revisori dei Conti confermano tutte le nostre affermazioni.



Pubblichiamo qui  il dispositivo dei Revisori Dei Conti che evidenziano punto per punto i vari elementi che qualificano gli atti di nomina degli esperti come illegittimi.


Nel documento non sono contenute tutte le nomine ma vengono prese in considerazione solo quelle relative al 2014. E’ da ritenere che per gli stessi motivi vada annullata anche la delibera  per l’ufficio stampa del sindaco che, tra l’altro, affida l’incarico ad una persona non iscritta all’albo dei giornalisti.


IL DOCUMENTO DEI REVISORI DEI CONTI



 

 

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AcquaEnna: A partire da oggi e per le successive 48h non potrà garantire l’erogazione idrica

La Società ACQUAENNA – soggetto gestore del Servizio Idrico Integrato della Provincia di Enna – facendo seguito alla comunicazione pervenuta per le vie brevi da parte di Siciliacque S.p.A., riguardante la disattivazione dell’erogazione dell’acquedotto Ancipa Basso per effettuare una riparazione in C.da Sparacollo in territorio del Comune di Troina,  comunica che, a partire dalle ore 14:00 di oggi 18/02/2015,  non potrà garantire, per le successive 48h, la normale erogazione idrica nei seguenti Comuni: Agira, Aidone, Calascibetta, Enna, Gagliano C.to, Nissoria, Piazza Armerina, Valguarnera, Villarosa.

 

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Enna-“Patto per Enna” e” M5S” promuovono una petizione per l’acqua pubblica

“Patto per Enna”, “Movimento 5 Stelle”  e  alcune associazioni si propongono di far ritornare il servizio idrico in mani pubbliche e lo hanno fatto promuovendo una petizione popolare che ha riscosso molto successo in Città con la raccolta di più di 1500 firme.

Ma l’azione degli attori dell’iniziativa non si ferma qui, ed in particolare Patto per Enna che vanta otto consiglieri comunali a Sala d’Euno dopo aver constatato che la Società Acqua Enna che gestisce il Servizio Idrico Integrato, alla quale, a dire di molti cittadini, l’acqua che è un bene primario, viene pagata profumatamente, è in debito con l’Ato Idrico, del quale è presidente il neo commissario dell’ex Provincia di Enna, Antonio Parrinello del canone di concessione relativo agli anni 2011- 2012- 2013- 2014 per un importo di 640mila € annui.

Detto canone nel contratto è considerato una “clausola risolutiva espressa”. A dichiararlo è Maurizio Di Pietro capogruppo di Patto Per Enna che aggiunge: “Abbiamo provveduto a diffidare il dottor Parrinello, affinché metta mano alla clausola risolutiva del contratto di concessione del Servizio Idrico Integrato, la quale prevede  in caso di mancato pagamento del canone di concessione la risoluzione del contratto”. Abbiamo rintracciato telefonicamente Antonio Parrinello che ci ha dichiarato: 

“ Ho verificato le carte. Acqua Enna è in debito verso l’Ato Idrico, della somma di 1.800mila €, ho incontrato più volte l’azienda e stiamo per siglare l’atto transattivo tramite il quale la stessa s’impegnerà a versare quanto dovuto tramite una rateizzazione, poiché non è in grado di versare l’intera somma in un’unica soluzione. Debbo precisare, tuttavia, che nessuno dei miei predecessori, che non erano stati diffidati, aveva  provveduto a ciò”.

Filippo Cammarata e Luca Cino, referenti comunali del Movimento 5 Stelle coralmente dicono: “ Il M5S con la sua “Carta di Firenze proclama che l’acqua è un bene pubblico, noi non ce l’abbiamo con Acqua Enna perché agisce da privato e come tale opera per conseguire un profitto. Noi ce l’abbiamo con l’Ato Idrico che si è permesso di dare un bene primario dell’uomo a dei privati. C’è da precisare inoltre, che tutto questo è stato creato artificiosamente per creare dei disagi nella popolazione perché è impensabile che i cittadini ennesi debbano pagare l’acqua  più cara d’Italia e d’Europa”.

In merito alle dichiarazioni di Maurizio Di Pietro abbiamo inviato una Pec alla Società Acqua Enna per diritto di replica. La Societa ha risposto: “In riferimento alla sua di cui all’oggetto, la scrivente società Acquaenna, ritiene di non aver nulla da replicare”. Sono anni che associazioni e organizzazione politiche dibattono sul problema della gestione del Servizio Idrico nella Città,  e molti cittadini  lamentano l’indifferenza di buona parte della classe politica verso l’annoso problema. Va sottolineato che il presidente Crocetta aveva messo l’acqua pubblica nel suo programma di governo ma fino ad oggi lo ha disatteso.


Mario Antonio Pagaria

 

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Enna – L’amministrazione comunale chiede ai dirigenti scolastici di ridurre le tasse d’iscrizione

L’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Paolo Garofalo, tramite l’assessore alla Pubblica Istruzione, Vittorio Di Gangi si è fatta promotrice di una proposta verso i dirigenti scolastici, ovviamente, nel rispetto delle loro autonomie, affinché prendano in esame la possibilità di ridurre il contributo scolastico che gli studenti  versano all’atto dell’iscrizione per l’anno scolastico 2015-2016.

Di Gangi fonda la sua iniziativa sull’assunto che il periodo che sta attraversando la Città e la Nazione tutta è segnato da una grave crisi economica che affligge soprattutto le famiglie e mantenere, da parte dei genitori uno o più figli, soprattutto alle scuole dell’obbligo diventa sempre più difficile. Ogni studente, inoltre, che si iscrive alle suole superiori versa all’istituto scolastico, un contributo che viene fissato dagli organi collegiali. Presso le scuole superiori di Enna, il contributo varia da un minimo di trenta euro ad un massimo di settanta euro.

“Come Amministrazione – dichiara Di Gangi – avendo il polso della situazione e coscienti dello stato di disagio economico che c’è in molte famiglie ennesi suggeriamo alle scuole di ridurre le tasse quanto meno per le famiglie che hanno un reddito inferiore a 10960 € come statuisce la norma in modo tale che le famiglie stesse possano garantire il diritto allo studio per i loro figli. Ciò consentirebbe insieme alle altre proposte che sono state formulate dall’Amministrazione di poter garantire  anzidetto diritto senza che le famiglie stesse vi mettano denari di tasca propria”.

La Regione da un punto di vista normativo eroga un contributo che prevede  le spese scolastiche  per acquisto di libri o materiale o per viaggi di istruzioni. Il Comune prevede per la scuola dell’obbligo delle agevolazioni o delle riduzioni per  i libri di testo, il buono di 40 € per i ragazzi delle scuole medie e i libri gratuiti per gli alunni delle scuole elementari e per le scuole dell’obbligo garantisce lo scuolabus per gli alunni che abitano nelle contrade o fuori dal Comune di enna per le scuole superiori.

Un pacchetto così organico e complesso consente, unitamente alla riduzione delle tasse scolastiche avanzata dall’amministrazione comunale, alle famiglie, di respirare maggiormente. Anche Dario Cardaci, consigliere comunale del Ncd e docente, dice la sua in merito: “L’invito di Di Gangi è ampiamente condivisibile. Il problema è vero e bisogna trovare il sistema per uniformare il contributo volontario richiesto dalle scuole in modo tale da favorire in ogni modo il diritto allo studio anche per i meno abbienti.

Il contributo per le prime tre classi superiori è volontario e dovrebbe quindi comprendere solo l’assicurazione e le spese per il libretto scolastico, in partica circa 10 €. Assistiamo invece a richieste di un contributo che, ripetiamo, è volontario che spesso oltrepassano i 50 €, senza alcuna giustificazione, dal momento in cui le spese riferibili ai laboratori, alle fotocopie, e ad altro assimilabile sono spese correlate alle attività curriculari. Un intervento di armonizzazione in basso è oramai indispensabile”.


Mario Antonio Pagaria

 

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La Grecia dice no all’ultimatum, ma valuta l’estensione del prestito

Dopo il duro botta e risposta tra l’Ue e il governo Tsipras sull’estensione del piano di aiuti alla Grecia, ora si tenta di ricucire lo strappo. La scelta dell’Eurogruppo di mettere alle corde il governo ellenico imponendo un ultimatum entro venerdì non era affatto piaciuta a Tsipras che infatti aveva rigettato ogni minaccia rispondendo a muso duro alle richieste dell’Ue. Voci da Atene però spiegano che l’Esecutivo greco è fortemente impegnato nel trovare una soluzione al problema e il governo Tsipras potrebbe decidere già oggi se chiedere un’estensione, probabilmente di sei mesi, del prestito concesso dai partner europei e in scadenza il prossimo 28 febbraio. Il nodo ovviamente rimane sempre quello delle misure di austerità che Atene non sarebbe più disposta a sottoscrivere come in passato per avere il programma di finanziamento. Secondo quanto riportano alcuni media locali, il governo greco potrebbe presentare già in giornata a Bruxelles una richiesta di proroga di sei mesi dei finanziamenti in base al documento sottoposto già lunedì al ministro delle Finanze ellenico Yanis Varufakis dal commissario agli affari economici Pierre Moscovici e poi sfumato.
Atene tratta con l’Eurogruppo


Secondo la televisione pubblica greca “Atene invierà una lettera a Jeroen Dijsselbloem, il presidente dell’Eurogruppo, per chiedere un allungamento di sei mesi dell’accordo di finanziamento, che potrà prendere la forma di programma intermedio”. La richiesta ovviamente dovrà poi essere valutata dall’Eurogruppo e, se verrà ritenuta appropriata, il presidente dell’Eurogruppo convocherà per venerdì prossimo una riunione straordinaria dei ministri delle Finanze dell’area euro. Tispras dal suo canto dopo aver respinto l’ultimatum tenta di nuovo la carta dei contatti bilaterali e ha chiesto un ulteriore confronto coi suoi omologhi europei. Della questione greca si parlerà anche oggi alla riunione della Commissione europea e del consiglio direttivo della Bce.


 



 

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Agira- Luigi Manno incontra il Dott. Sciuto delegato regionale del Centro Studi Enti locali

Il presidente del consiglio comunale di Agira Luigi Manno ha recentemente incontrato il dott.  Fabio Sciuto delegato regionale del Centro Studi Enti Locali.
 L’ incontro è stato propedeutico all’ organizzazione di un evento formativo da realizzarsi ad Agira grazie al contributo del Centro Studi.

“ Ringrazio il delegato regionale Sciuto  per la disponibilità manifestata – ha detto il presidente del consiglio comunale Luigi Manno – vogliamo insieme  organizzare ad Agira un incontro formativo gratuito su temi importanti per la pubblica amministrazione alla luce delle nuove normative in vigore negli enti locali, conoscere gli  adempimenti amministrativi e le nuove normative – ha proseguito Luigi Manno – oggi è di  fondamentale importanza  per quanti credono nella necessità di promuovere un’ azione amministrativa efficiente ed efficace, sovente – conclude Luigi Manno – la non conoscenza di questi adempimenti e leggi crea disagi ai cittadini, lungaggini amministrativi e carenza di trasparenza.”

Il Centro Studi Enti Locali è nato nel 1999 dalla sinergia di idee, risorse ed esperienze apportate, da un lato, da un gruppo di professionisti impegnati a vario titolo sui molteplici aspetti che interessano gli Enti locali dall’altro, dalla Società Gruppo Euroconference S.p.A. – Centro Studi Tributari, da anni tra i leader riconosciuti in campo nazionale sulla formazione e sull’informazione specializzata per i professionisti italiani. Il Centro Studi in Italia ha 15 Delegazioni Territoriali, organizzate in collaborazione con importanti professionisti delle diverse aree geografiche.

Da questa partnership sono nati prodotti e servizi destinati specificatamente al vasto mondo degli operatori pubblici e privati che si interfacciano con le problematiche dell’Ente Locale, della Pubblica Amministrazione, delle Società Pubbliche e dei Revisori di tali realtà.
“ La nostra mission – ha detto il dott. Fabio Sciuto – è quella di operare in sinergia con gli enti, il tutto per svolgere attività di ricerca, studio, informazione, assistenza e consulenza nelle materie giuridico-fiscali e amministrative, interventi – continua il dott.  Fabio Sciuto –  finalizzati all’aggiornamento normativo e alla risoluzione delle problematiche sostanziali ed operative che gli enti incontrano quotidianamente nello svolgimento del loro lavoro, ho riscontrato – conclude Fabio Sciuto – una particolare sensibilità nel presidente del consiglio di Agira, nel voler organizzare un evento, definiti i particolari noi faremo la nostra parte in modo gratuito per offrire un valido servizio formativo al territorio”  

 

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Un’ondata di furti informatici in 100 banche di 30 paesi.

 Gli hacker sono attivi dalla fine del 2013 infiltrandosi in oltre 100 banche di 30 paesi, secondo la società di sicurezza russa Kaspersky Lab. Un’ondata di attacchi informatici di un nuovo genere, che ha come obiettivo le banche di tutto il mondo, ha causato dal 2013 perdite per quasi un miliardo di dollari.

Dopo aver ottenuto l’accesso ai computer delle banche attraverso schemi di phishing e altri metodi, si sono nascosti per mesi imparare i sistemi delle banche, e utilizzando il programma chiamato “Carbanak”, che prende di mira gli impiegati e, tramite allegati nelle email, riesce a accedere alla rete dei loro bersagli e in seguito alle operazioni di trasferimento di denaro.

È quanto dichiarato in un rapporto pubblicato lunedì della società Kaspersky Lab di Mosca. Gli attacchi sono insoliti perché hanno come bersaglio le banche stesse, piuttosto che i clienti e le loro informazioni relativi ai conti.”È iniziata una nuova era per la cybercriminalità”, si legge nell’inchiesta. Secondo il laboratorio, un centinaio di istituti sono stati attaccati e almeno la metà ha subito perdite finanziarie. La maggior parte delle vittime si trovano in Russia, Stati Uniti, Germania, Ucraina e Cina.Anche se alcuni indizi sembrano indicare quest’ultimo paese come l’origine degli assalti, gli esperti mettono in guardia sul fatto che potrebbero essere segnali fittizi, creati per depistare le indagini.

Gli hacker utilizzano il programma chiamato “Carbanak”, che prende di mira gli impiegati e, tramite allegati nelle email, riesce a accedere alla rete dei loro bersagli e in seguito alle operazioni di trasferimento di denaro.L’obiettivo sembra essere un guadagno economico, piuttosto che di spionaggio.La Financial Services Information Sharing and Analysis Center, un’organizzazione non-profit che avverte le banche dell’ attività di hacking, ha riferito in un comunicato che i suoi azionisti hanno ricevuto un briefing sul rapporto di gennaio.Il rapporto che le banche russe sono state le prime vittime di questi attacchi, osserva ,il presidente dello “Sportello dei Diritti” può essere un cambiamento significativo nella strategia di targeting dai criminali informatici di lingua russa.

La Casa Bianca sta mettendo una crescente attenzione sulla sicurezza informatica a seguito di numerose violazioni dei dati di aziende che vanno dalla grande distribuzione come Target e Home Depot a Sony Pictures Entertainment e assicurazione sanitaria Anthem.In America si stanno per sostituire il mosaico esistente di leggi statali, con una norma nazionale che dà le aziende 30 giorni per informare i consumatori se i loro dati personali sono stati compromessi. In Italia lo scorso mese il colosso assicurativo Allianz è stato vittima di un cyberattacco. Tra le diverse possibili informazioni che potrebbero essere state sottratte ci sono dati personali ed e-mail criptate dei dipendenti, ma nessun elemento economico.


Giovanni D’Agata

 

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Sicilia – Il Vice Presidente dell’Ars Antonio Venturino:” No ai tagli di Baccei”

“No ai tagli lineari di natura finanziaria che vanno a ridurre le giornate di lavoro dei forestali in Sicilia, bisogna agire piuttosto con una seria riforma del comparto attraverso una legge organica”. Lo afferma il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino che, ieri sera, ha partecipato nell’Aula consiliare del Comune di Nicosia, ad un affollato incontro organizzato dalla sigla sindacale Sifus (Sindacato forestali uniti per la stabilizzazione).

“Il Sifus ha raccolto ventiquattro mila firme – spiega Venturino –  che hanno portato in Assemblea regionale una proposta di legge di iniziativa popolare dalla quale bisogna partire proponendo eventuali emendamenti a scopo migliorativo. E’ arrivato il tempo di uscire fuori dalle logiche della vecchia politica, che ha ritenuto di usare queste persone come massa di manovra a scopo elettorale, per arrivare ad una riforma vera, superando le criticità, nel rispetto della valorizzazione di queste risorse che non devono costituire un problema”.

“In Commissione  – conclude il vice presidente vicario dell’Ars  Antonio Venturino – proporrò di procedere allo stralcio dei tagli previsti nel disegno di legge di stabilità per il 2015 presentato dall’assessore all’Economia Baccei, di proseguire al momento lasciando lo status quo in modo da avere il tempo di mettere su una riforma chiara e definitiva attraverso un tavolo tecnico che vada a verificare tutti i numeri che riguardano il settore”.



 

 

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Enna – Accordo tra i consorzi di tutela e i produttori per l’evento agroalimentare di settembre

La seconda fase dell’evento ha preso il via ieri  pomeriggio nella sala consiliare della ex Provincia.
Il commissario straordinario, Antonio Parrinello, alla presenza dei consorzi, associazioni, confederazioni ed imprenditori, ha illustrato, attraverso  22 slide l’evento, unico in Italia, che vedrà Enna capitale siciliana del gusto.

Dal titolo Sicily -the food isle- “Business, Heat, Enjoy, la manifestazione avrà un carattere internazionale e si terrà la seconda settimana del prossimo settembre presso l’autodromo di Pergusa. “location ideale-spiega Parrinello-per un evento a costo zero”.
Un vantaggio consistente per i consorzi,difatti, prevede il finanziamento a fondo perduto pari al 70 per cento della quota di partecipazione.Inoltre è prevista una partnership con un istituto di credito che potrà finanziare, a richiesta, le spese relative alla partecipazione all’evento.

 Non sarà una fiera, tiene a  precisare  il commissario, il quale spiega  il suo preciso obiettivo : mettere in condivisione i consorzi di tutela cui dovranno aderire produttori e  buyers delle grandi catene agroalimentari presenti in Europa.
 L’operazione  sarà supportata da una vetrina virtuale, un vero e proprio e- commerce che assegnerà all’evento in questo modo una durata a carattere annuale. Grazie ad Internet i prodotti non solo resteranno in esposizione per 365 giorni, ma potranno trovare spazio all’interno degli stand  dei supermercati,a rotazione, dalle sigle più’ famose.

Ampio consenso da parte dei presenti cui Parrinello ha dato appuntamento al prossimo 27 febbraio presso l’auditorium dell’ente autodromo di Pergusa, alla presenza di tutti i consorzi di tutela  e degli esperti Mauro Rosati e Luca Bianchi, il primo esperto del marchio di qualità ed il secondo dirigente del ministero delle politiche agricole. A sancire l’ufficialità dell’incontro anche l’assessore regionale,Caleca.
 L’evento  vedrà anche la programmazione  di manifestazioni di arte, cultura, concerti di musica leggera e tanto altro ancora,oltre che la presenza di personaggi del mondo radio televisivo..

 Una sorta di happening  unico e suggestivo perchè Enna cambi il suo volto e si candidi a sede di un grande appuntamento, a cadenza annuale, che coniughi il cibo, il benessere, il business e il turismo.    


 

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One Bilion Rise Revolution: “flash mob” a Piazza Armerina [VIDEO]

Le Nazioni Unite stimano che 1 donna su 3 sul pianeta sarà picchiata o stuprata nel corso della vita, questo significa che un miliardo di donne e bambine subiranno un abuso ed  è per invertire la tendenza che si è manifestato sabato 14 febbraio. In Italia sono state  oltre 100 le città coinvolte: da Roma a Milano, da Genova a Bologna, da Lecce a Catania, insieme a decine di realtà di provincia in tutto il Paese, da nord a sud, animate da una rete di associazioni e militanti che operano durante tutto l’anno sul territorio ma anche da scuole, università, istituzioni culturali. Tra le numerose associazioni nazionali aderenti alla campagna ricordiamo D.I.Re, Amnesty International, Fare Bene Onlus, Differenza Donna, Doppia Difesa Onlus, Arcilesbica, Arci Donna, Rete Se Non Ora Quando, CGIL Nazionale, Maschile Plurale.


A Piazza Armerina i gli alunni delle seconde e terze classi della S.M. Cascino–Roncalli hanno  dato vita ad un flash mob a cui hanno partecipato anche alcuni istituti superiori. Ad organizzare la manifestazione l’insegnante Nuccia Maugeri e Stefanni La Vaccara della scuola media Cascino-Roncalli.  Durante il  flash mob i ragazzi si sono esibiti in un ballo sulle note della canzone simbolo di questo evento. All’iniziativa ha aderito anche l’associazione Donne Insieme. One Billion Rising, è la campagna ideata nel 2013 dalla scrittrice statunitense Eve Ensler, fondatrice del movimento V-Day



 


 

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Libia, i raid egiziani provocano 7 vittime civili: 3 sono bambini

E’ di almeno sette vittime civili, tre dei quali bambini, il bilancio del secondo giorno di bombardamenti egiziani nel nord est della Libia. A renderlo noto è l’emittente Al-Jazeera, che ha spiegato come i raid siano stati lanciati prevalentemente sulla città costiera di Derna dopo che il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha promesso di punire i responsabili dell’uccisione di 21 cristiani copti egiziani rapiti dai miliziani dello Stato Islamico a Sirte.

Le autorità del Cairo hanno comunicato di aver bombardato campi di addestramento dell’Isis e aree adibite allo stoccaggio delle armi, ma nulla è stato ancora detto in merito ai morti tra la popolazione civile. Al contrario, le autorità militari egiziane hanno dichiarato che i raid aerei “hanno colpito con precisione e i piloti stanno rientrando in sicurezza nelle basi”. Malgrado i toni trionfali le forze armate egiziane devono fare i conti con molte critiche arrivate dopo la pubblicazione, sui social network, di fotografie che mostrano ampie zone residenziali di Derna completamente rase al suolo.

In questo quadro persino Omar al-Hassi, leader del governo legalmente instaurato a Tripoli, ha definito i bombardamenti nientemeno che un “atto terroristico”: “L’orribile attacco portato dai militari egiziani rappresenta una violazione della sovranità della Libia e una chiara violazione del diritto internazionale. Non la pensa così il presidente egiziano al-Sisi, che ha appoggiato la richiesta della Francia della convocazione urgente di un Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che autorizzi un intervento internazionale in Libia: “Non ci sono altre scelte, tenendo in considerazione l’accordo del popolo libico e del governo, e che ci hanno chiesto di agire”, ha detto il presidente egiziano, ignorando evidentemente le condanne ai raid espresse dal presidente libico.


In questo quadro è intervenuto stamattina Giuseppe Buccino Grimaldi, ambasciatore italiano in Libia, che è sembrato smorzare i toni bellicosi dei ministri Pinotti e Gentiloni. Intervistato da Radio Anch’io il diplomatico ha detto: “In Libia la situazione è certamente grave, ma non dobbiamo drammatizzarla. Dire che Sirte o Tripoli siano in mano all’Isis è assolutamente sbagliato – ha spiegato l’ambasciatore – purtroppo in questa polarizzazione così forte, con due schieramenti che si fronteggiano e si dividono al loro interno, è chiaro che prevalga la logica il nemico del mio nemico è mio amico ed è una logica pericolosissima che può portare a un rafforzamento del terrorismo estremo in Libia”.


 



 



 

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Quando la coerenza è solo un optional

Alla vigilia della approvazione da parte del Senato del provvedimento di decadenza  da Senatore, Silvio Berlusconi decise di fare dimettere dal Governo i propri rappresentanti motivando questa decisione “ per il bene dell’Italia, perché non erano stati rispettati gli impegni assunti da parte del Governo” e non come reazione al provvedimento successivamente adottato.

Decisione non condivisa di parte del P.d.L. che ne determinò la scissione operata da Angelino Alfano, con la costituzione della formazione politica del Nuovo Centro Destra.
Alla vigilia della elezione del nuovo Presidente della Repubblica Berlusconi ha rotto il cosiddetto patto del Nazareno, per una sua personale interpretazione di quel patto.
Ma il problema che oggi viene continuamente trattato sia dalla stampa che da tutte le TV, è la incoerenza del comportamento da parte di Forza Italia nell’esame di quei provvedimenti relativi alla riforma elettorale e costituzionale.

Provvedimenti predisposti, dopo lunghi e approfonditi confronti, sia da Forza Italia che dai partiti che sostengono il Governo Renzi.
Il  patto del Nazareno, che secondo Berlusconi doveva  creare serie difficoltà all’interno del P.D., si è trasformato in un vero boomerang dal momento che ha ridotto notevolmente le tensioni all’interno di quel partito, mentre ha accentuato la contrapposizione tra i falchi e le colombe che da molto tempo si annidano all’interno di Forza Italia.

E’ stato veramente patetico sentire i discorsi che alla Camera sono stati tenuti dall’On.Brunetta, nel tentativo di scardinare quella riforma di cui lui stesso è stato, fino ad un decina di giorni fa, uno dei più autorevoli sostenitori.
Comportamenti e considerazioni che  sono stati valutati negativamente
sia da parte degli addetti ai lavori, che da parte del cittadino medio.
La rottura del patto del Nazareno non solo non ha compattato il PdL,
ma  ha acuito le tensioni all’interno dei gruppi parlamentari con la chiara contrapposizione  dell’On. Fitto alla leadership di Silvio Berlusconi, impegnato con scarsa probabilità a ricreare le stesse condizioni che  nel 1994 crearono Forza Italia.
Berlusconi dovrà comprendere che il suo ventennio è già finito.


Angiolo Alerci


 

 

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Enna – Arrestato pluripregiudicato romeno per evasione e denunciati quattro romeni per ricettazione

Personale della Polizia di Stato della Sezione Polizia Stradale di Enna e del Distaccamento di Catenanuova, nella notte del 14 febbraio  ha tratto in arresto il pluripregiudicato romeno LACATUS Bogdan, di anni 29, per il reato di Evasione.  In particolare, nel quadro di mirati servizi predisposti per prevenire episodi delittuosi a carattere predatorio, nei pressi dello svincolo Mulinello, i poliziotti della stradale,  procedevano al controllo di un fuoristrada  Daimler Chrysler Jeep con all’interno 5 soggetti di nazionalità rumena, che destava notevole sospetto .

Di questi, tre erano sedicenti, mentre gli altri due esibivano documenti di riconoscimento che nell’immediatezza non davano certezza sulla loro identità personale. Inoltre, da un immediato controllo visivo e da una prima ispezione, i pattuglianti notavano che all’interno del veicolo, nel bagagliaio posteriore, vi era la presenza di svariati oggetti, tra i quali cesoie, guanti, forbici, lime, seghetti, passamontagna e chiavi specifiche per l’apertura delle cabine dell’ENEL, dei quali gli occupanti non fornivano alcuna contezza.

Pertanto, gli stessi, venivano accompagnati presso gli uffici della Sezione Polizia Stradale di Enna, diretta dal Vice Questore Aggiunto Felice Puzzo,  per procedere, di concerto con il personale del locale Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica, alla loro identificazione mediante rilievi fotosegnaletici e dattiloscopici e con l’apporto della Squadra  di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Enna all’attività finalizzata all’arresto del LACATUS. Tutti e 5 romeni individuati,  C.N. di anni 29, S.C. di anni 28, P.I. di anni 25, D.C. di anni 22, tutti residenti a Catania, risultavano avere tutti gravi pregiudizi penali specifici per reati contro il patrimonio, in particolare furto  e ricettazione, associazione per delinquere finalizzata ai furti, reati in materia di armi;  inoltre, LACATUS Bogdan di anni 29, pluripregiudicato, anch’egli residente a Catania, risultava essere sottoposto detenzione domiciliare.

Ritenuto che il LACATUS Bogdan, si accompagnava con altri 4 individui con precedenti specifici per reati contro il patrimonio, che all’interno del veicolo venivano, altresì, rinvenuti circa 140 litri di gasolio agricolo di provenienza illecita, che gli oggetti rinvenuti si ritenessero indispensabili per effettuare effrazioni, e considerando verosimile che lo stesso pur essendo sottoposto agli arresti domiciliari stava perpetrando altri illeciti penali, si procedeva al suo arresto per Evasione.

Tutti i soggetti, in concorso tra loro, venivano deferiti alla Autorità Giudiziaria per il reato di  ricettazione del gasolio agricolo ed inoltre a carico di C.N., veniva, altresì, contestato il possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli avendone, lo stesso, dichiarato la proprietà. Dell’avvenuto arresto veniva data notizia al P.M. di turno della Procuratore della Repubblica di Enna, Dott. Ferdinando LO CASCIO. L’arrestato, dopo le formalità di rito, veniva associato alla Casa Circondariale di Enna, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

Nella circostanza, il Questore di Enna emanava nei confronti dei 4 indagati e della persona arrestata la misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio, intimando agli stessi il divieto di ritornare nel Comune senza la preventiva autorizzazione dell’Autorità di P.S., per un periodo di anni tre. E’ stato inoltre richiesto all’Autorità Giudiziaria il nulla osta per l’allontanamento dal territorio nazionale, e il conseguente rimpatrio in Romania, di tutti i soggetti coinvolti.




 

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Enna – Il direttivo della Cisl Medici di Enna chiede un confronto con la nuova direzione dell’ASP

          Il direttivo della CISL Medici di Enna si è riunito per esaminare l’attuale situazione sanitaria in provincia di Enna, al fine di evidenziare le criticità che maggiormente necessitano di urgente risoluzione e per le quali occorre attivare un confronto con la nuova direzione dell’Azienda Sanitaria ennese.
         
Ad oltre un quinquennio dall’istituzione dell’ASP, nessun miglioramento si è registrato nella sanità di questa Provincia che anzi ha visto progressivamente i propri ospedali depauperarsi di personale, di attrezzature e conseguentemente di pazienti, mentre i servizi territoriali che avrebbero dovuto supportare la deospedalizzazione in una logica di miglioramento dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie, hanno visto sempre più ridurre i propri organici, a causa del blocco delle assunzioni che ha particolarmente penalizzato le aree non di emergenza.
        
  Sia nei reparti ospedalieri che nei servizi territoriali gli organici sono ridotti al minimo, costringendo il personale a turni spesso in contrasto con le norme del Contratto di lavoro.
          Ben 8 unità operative complesse nell’ospedale di Enna, più altre 3 negli ospedali periferici, nonché 5 territoriali sono da anni prive di direzione e, di volta in volta, affidate alla responsabilità dell’uno o dell’altro dirigente, con incarichi temporanei di sostituzione il cui affidamento, spesso discrezionale, non sempre ha privilegiato l’interesse del buon andamento del servizio.
       
   In questo clima di deregulation non si è mai instaurato un serio confronto con le OO.SS., le cui proposte sono state anzi ignorate e rigettate.
          L’atto aziendale non è stato completamente applicato, né si è effettuata una ricognizione dell’allocazione del personale, con il paradosso che parecchi medici svolgono, in atto, incarichi diversi da quelli che la stessa ASP ha recentemente inserito nella delibera di graduazione degli incarichi, graduazione che peraltro presenta molta approssimazione e notevoli sperequazioni tra dirigenti che svolgono le medesime funzioni.
       
   Per Tommaso Guarino, Segretario Cisl Confederale, la nomina del nuovo Direttore Generale dell’ASP e’ l’occasione giusta , per tutti i rappresentanti delle comunità locali, sociali e istituzionali , affinché si possa avviare un confronto diretto per organizzare e rendere migliore il servizio sanitario nel nostro territorio.
         
  Dobbiamo far cambiare verso alla sanità,  infatti,  per il Segretario Cisl Guarino, e’ fondamentale razionalizzare la spesa, eliminando gli sprechi e combattendo le logiche affaristiche e quelle clientelari. Bisogna dire basta alle scelte gestionali arbitrarie e unilaterali e darsi una organizzazione che ponga al centro il malato; solo così si potrà garantire la risposta positiva ai bisogni di salute della popolazione.
        
  Per affrontare le problematiche evidenziate, la CISL chiederà presto un incontro al nuovo Direttore Generale dell’ASP, dott.ssa Giovanna Fidelio, a cui formula l’augurio di un proficuo lavoro a vantaggio dei cittadini.
 


Il Segretario Cisl Medici.                                                                         Il Segretario Cisl
   Loredana Di Simone                                                                          Tommaso Guarino     


 

 

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Enna – Convenzione Cna-Siae è disponibile la modulistica per usufruire degli sconti.

E’ disponibile, presso la sede provinciale della Cna di Enna, sita in via Emilia Romagna 3, la modulistica per fruire della convenzione Cna-Siae rivolta alle imprese associate relativamente a: musica d’ambiente, concertini, trattenimenti danzanti, centri fitness, autotrasporto persone.
 Le aziende interessate a tale adempimento sono quelle che fanno uso di musica nello svolgimento della propria attività.
Il pagamento, come di consueto, dovrà essere effettuato entro il 28 febbraio allo scopo anche di usufruire degli sconti appositamente previsti.
Tutti i dettagli riguardanti la convenzione e le tabelle delle tariffe per il 2015 possono essere richiesti presso la sede provinciale Cna.
Si ricorda, inoltre, che entro lo stesso termine determinate tipologie di esercizi commerciali e artigianali devono provvedere al pagamento dei diritti Scf. Anche in questo caso, per usufruire degli sconti, gli associati possono ritirare la modulistica presso la sede provinciale Cna. Per informazioni è possibile telefonare allo 09351982160

 

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Non buttatele: ecco cosa si può fare con le bucce dei limoni

Il limone è uno degli alimenti che più utilizziamo sulle nostre tavole, è ricco di vitamine e rafforza il sistema immunitario, ma oltre ad essere un condimento perfetto, ha moltissime altre qualità. Può essere infatti utilizzato in diversi modi per pulire casa, ma anche come prodotto di bellezza per eliminare i punti neri e per rendere la pelle più luminosa. Il limone è uno degli alimenti più preziosi presenti nelle nostre cucine e prima di buttarlo possiamo utilizzarne ogni sua parte. Avete mai pensato che avreste potuto utilizzare le bucce di limone? Quando non sono state trattate con prodotti chimici e provengono da coltivazioni biologiche, le bucce di limone potranno essere usate in 7 modi differenti.


1. Abbassano il colesterolo – Ogni mattina tutti dovremmo bere un bicchiere di acqua e limone per migliorare la nostra salute. Tutti coloro che hanno il colesterolo alto potranno aggiungere anche la buccia di limone, un elemento ricco di antiossidanti e flavonoidi. Questa bevanda riuscirà a purificare il corpo, liberandolo anche dal resto delle tossine.


2. Rendono i gomiti lisci – Avete la pelle dei gomiti ruvida e la crema idratante non dà nessun risultato? Creando un composto di bicarbonato di sodio, buccia di limone grattugiata e un po’ di succo, troverete la soluzione perfetta per renderli lisci. Applicate questa “crema fatta in casa” subito dopo la doccia e il risultato sarà perfetto.


3. Disinfettano – Volete pulire la cucina senza utilizzare i detergenti in commercio, che il più delle volte sono aggressivi e tossici? Per disinfettare ogni tipo di superficie si potrà utilizzare la buccia di limone, che ha numerosissime proprietà antibatteriche.



4. Scrub naturale – La buccia di limone sarà l’ideale per creare uno scrub biologico e fatto in casa. Per realizzarlo sarà necessario grattugiare la buccia di limone, aggiungere un cucchiaino di zucchero di canna e un cucchiaio e mezzo d’olio. Il composto dovrà essere passata sulla pelle bagnata e lasciato in posa per una decina di minuti.


5. Puliscono il forno – Esistono diversi rimedi per pulire il forno senza utilizzare i prodotti chimici. Uno di questi prevede l’utilizzo della buccia di limone, che può essere aggiunta in una ciotola d’acqua e messa nel microonde. Il vapore permetterà di rimuovere le macchie e gli odori sgradevoli.


6. Rimuovono il calcare – Il limone permette di rimuovere il calcare. Per farlo, bisognerà creare un composto con buccia di limone, due cucchiai di bicarbonato di sodio, un cucchiaio di aceto di miele e 3 dl di acqua. Si dovrà poi portare tutto ad ebollizione, filtrare e applicare sulle zone ricoperte di calcare. Lasciare agire poi il composto per 10 minuti prima di risciacquare.


7. Sono un insetticida – Non sapete come mandar via formiche e insetti? La buccia di limone potrebbe rivelarsi un buon metodo poiché il suo forte odore aspro li infastidisce. Bisognerà metterla negli angoli delle stanze, praticando dei tagli sulla sua superficie, in modo tale che l’odore sia emanato in modo più efficace.


 


 

 

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Libia, italiani arrivati in Sicilia. Fonti egiziane: “Colpiti obiettivi Isis”

 Sono rientrati in Italia gli italiani partiti ieri a bordo di una nave dalla Libia. Il catamarano, con a bordo un centinaio di italiani, è arrivato nella notte nel porto di Augusta dove, ad aspettarli, c’erano tre autobus delle forze armate utilizzati per trasferirli in in’altra struttura militare, forse la base aerea di Sigonella. L’intera operazione, dalle fasi di imbarco fino all’arrivo in Italia è stato scortato da Predator dell’Aeronautica Militare e da una nave della Marina. Il primo a sbarcare in Sicilia un siracusano, Salvatore, che ha fatto capire di aver ricevuto l’invito a non parlare ma che allo stesso tempo ha detto che la situazione in Libia sarebbe critica, che da tempo l’Isis avrebbe raggiunto Tripoli. Dopo le minacce del Califfato all’Italia “crociata” e la disponibilità del governo “a fare la propria parte in una missione Onu”, giovedì il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni riferirà in Parlamento sulla questione libica.


Isis minaccia l’Italia: “Siamo a sud di Roma”
Intanto nuove minacce dell’Isis al nostro Paese sono arrivate con un video nel quale si mostra la decapitazione di 21 egiziani copti sequestrati tra dicembre e gennaio. “Prima ci avete visti su una collina della Siria. Oggi siamo a Sud di Roma, in Libia”, è questo il messaggio – riferisce il Site – rivolto al nostro Paese. Nel filmato, intitolato “Un messaggio firmato con il sangue alla nazione della Croce”, è contenuta la frase: “Avete buttato in mare il corpo di Bin Laden, Mischieremo il suo sangue con il vostro”. Le immagini della decapitazione mostrerebbero gli ostaggi in tuta arancione che vengono fatti chinare e poi sgozzati.



Aviazione egiziana in azione in Libia
Il presidente Abdel-Fattah al-Sisi ha avvertito che l’Egitto “si riserva il diritto di reagire” nel modo e nei tempi che riterrà più opportuni alla decapitazione dei 21 egiziani copti. Notizia di questa mattina è quella – riportata dalla radio egiziana che ha citato un comunicato dell’esercito – che sono stati colpiti obiettivi dell’Isis in Libia in risposta all’uccisione dei 21 copti. Gli aerei dell’esercito egiziano sono tornati indenni alle loro basi. Nell’annuncio, riferisce il sito del quotidiano Al Ahram, l’esercito egiziano ha precisato di aver colpito diversi obiettivi tra cui “campi di addestramento e depositi di armi”.


Libia, la posizione della Casa Bianca
Anche la Casa Bianca in una nota ha affermato che “l’odioso atto” (il riferimento è, appunto, all’esecuzione di cittadini egiziani) “sottolinea ancora una volta l’urgente necessità per una soluzione politica al conflitto in Libia”. “Il proseguire” del conflitto in Libia, si legge ancora nella nota della Casa Bianca, “va solo a beneficio dei gruppi terroristici, compreso l’Isis. Facciamo appello ai libici affinché respingano con forza questo e altri atti terroristici, mostrandosi uniti contro questa minaccia condivisa e crescente”. “Continuamo – si legge ancora – a sostenere gli sforzi del rappresentante speciale per il segretario generale dell’Onu, Bernardino Leon, per facilitare la formazione di un governo di unità e aiutare al perseguimento di una soluzione politica in Libia”.


 


 



 

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Agira – Visita pastorale Mons. Muratore incontra l’ Amministrazione comunale

Il vescovo della diocesi di Nicosia Mons. Salvatore Muratore in occasione della visita pastorale che sta svolgendo ad Agira ha incontrato presso il palazzo municipale l’ amministrazione comunale.
All’ incontro svoltosi presso l’ aula consiliare  hanno partecipato anche una delegazione di dipendenti comunali.

Mons Salvatore Muratore accompagnato da padre Pietro Scardilli è stato accolto dal sindaco Ing. Gaetano Giunta e dal presidente del consiglio comunale Dott. Luigi Manno.
 Il sindaco Giunta nel dare il benvenuto al Vescovo  presso il palazzo municipale lo ha ringraziato  per l’ attività pastorale svolta al servizio della diocesi e per la visita attualmente in corso ad Agira, durante il suo intervento e evidenziato alcun problematiche locali e le difficoltà che attualmente investono finanziariamente gli enti locali. 

Il presidente del consiglio comunale il Dott. Luigi Manno ha messo in risalto durante il suo intervento l’ esigenza di promuovere sempre di più una sinergia tra istituzioni e realtà religiose per   raggiungere importanti obiettivi che permettano una crescita spirituale e civile della comunità  agirina .
“ Oggi sono frequenti  – ha detto Luigi Manno – nuove povertà, e il problema principale è la disoccupazione soprattutto per le nuove generazioni, un problema che ci attanaglia e ci preoccupa, in tal senso occorre una politica a tutti livelli che affronti con convinzione e determinazione il dilagante problema occupazionale”.

Durante l’ incontro il  presidente del consiglio ha illustrato anche al vescovo le caratteristiche artistiche dell’ aula consiliare e dei personaggi mitologici e storici raffigurati nel bassorilievo, presente presso l’ aula  opera prof. Salvatore Adamantino.
Il Vescovo ha richiamato i presenti sull’ importanza per il cristiano della dignità dell’ uomo e dell’ attività politica definita dal papa Paolo VI “la più alta forma di carità”.

“ La politica – ha tetto Mons. Salvatore Muratore – deve promuovere il bene comune avendo come punto di riferimento l’ assoluto e irrinunciabile principio del rispetto della dignità dell’ uomo, l’ insegnamento delle beatitudini – ha proseguito Mons. Salvatore Muratore – è un percorso spirituale che tutti i credenti impegnati nel sociale devono seguire, il politico di oggi deve essere un servitore della comunità e il consiglio comunale deve essere il luogo dove si rispetta la dignità dell’ altro facendo proposte significative nell’ interesse della comunità”.
Mons. Salvatore Muratore ha rivolto anche un pensiero ai dipendenti comunali presenti.

 “ I dipendenti comunali ha detto Mons. Muratore – devono servire il pubblico con competenza, rispetto e sentimenti di accoglienza, non bisogna avere volti incupiti ma operare con celerità nei servizi comunali rivolti al pubblico, oggi – ha proseguito Mons. Salvatore Muratore – occorre nel rispetto della legalità favorire occasioni di sviluppo agevolando l’ iter burocratico e le relative autorizzazioni, inoltre occorre lavorare con spirito di sussidiarietà e in rete, tutti amministratori e organi burocratici – ha concluso Mons. Salvatore Muratore – devono operare anche per la promozione del territorio valorizzando il nostro patrimonio artistico, ambientale e creando infrastrutture come il miglioramento della viabilità, il tutto non dimenticando il valore anche della solidarietà nei confronti dei più bisognosi. ” La visita si è conclusa con la distribuzione da parte del Vescovo della lettera pastorale scritta dallo stesso e intitolata “Tessitori di comunione”


P.M.




 

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Bistecche in salsa piccante

Accompagnare la carne con salse stuzzicanti, è un’usanza tipica di molte regioni italiane . Le salse, con il loro sapore e gli accostamenti cromatici, arricchiscono sia esteticamente che golosamente il risultato finale.


 










Ingredienti


 


 


4 fette di carne (sottofiletto)
1 cipolla o scalogno
1 spicchio di aglio
½ peperone giallo
1 cucchiaio di capperi sott’aceto
3 filetti di acciughe sotto olio
1 peperoncino rosso piccante
1 cucchiaino di salsa Worcester
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 cucchiaio di vodka
50 gr di burro
Sale


 



Preparazione


 



Prepariamo la salsa piccante: sgocciolate  le acciughe e i capperi. Mondate e lavate il peperone e tritatelo grossolanamente insieme ai filetti di acciuga e ai capperi e riunite il trito in una ciotolina. Aggiungete la salsa Worcester, mescolate e preparate il secondo trito. Sbucciate l’aglio e la cipolla, tritateli insieme finemente, aggiungete il peperoncino e mettete il trito in una seconda ciotolina. Adesso preparate la carne: in una padella antiaderente fate fondere il burro a fuoco vivace. Cuocete le bistecche a fiamma vivace da entrambi i lati.

Con una paletta togliete la carne e tenetela in caldo. Mettete nella padella in cui avete cucinato le bistecche il trito di cipolla, aglio e peperoncino. Rosolate per 2 minuti poi aggiungete il trito di peperone, acciughe e capperi. Mescolate con un cucchiaio di legno, cuocete per 10 minuti a fiamma vivace, continuando a mescolare. Unite le bistecche, fatele insaporire nel sugo, sfumate con la vodka, profumate con il prezzemolo tritato e servite.


 

 

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Piazza Armerina – 2° Convegno Regionale sui Liberi Consorzi. Soddisfatto il comitato pro referendum

Particolarmente soddisfatti i componenti del comitato pro referendum di Piazza Armerina, rappresentato da Salvatore Murella, che ha coordinato i lavori, Salvo Alfarini e Patrizio Roccaforte e che, unitamente al Comitato per lo Sviluppo dell’Area Gelese, hanno organizzato il 2° Convegno Regionale sui Liberi Consorzi, patrocinato dai comuni di Piazza Armerina, Gela, Niscemi e Caltagirone, e dall’ARS.

A parte l’interessante ed utile discussione, la soddisfazione sta nel fatto che, per la prima volta, sono stati seduti ad un unico tavolo i sindaci dei comuni di Piazza Armerina, Filippo Miroddi, di Gela, Angelo Fasulo, di Niscemi, Francesco La Rosa, di Caltagirone, Nicolò Bonanno, di Mirabella Imbaccari, Vincenzo Marchingiglio, di San Cono, Salvatore Barbera, e di Aidone, Vincenzo Lacchiana.

Tutti, tranne Lacchiana, hanno concordato che è necessario rafforzare questa aggregazione di comuni, accomunati da una storia ed un territorio comune e dalle tante affinità sociali e culturali. Tutti hanno chiesto la realizzazione del libero consorzio di comuni che era stato promesso dalla legge 8 del 2014.

Il convegno, introdotto da Patrizio Roccaforte, realizzato “per chiedere al legislatore di accelerare l’iter legislativo” e sbloccare lo stallo dei lavori d’aula si è si sviluppato su tre grandi temi: 1. Quali sarebbero le conseguenze politiche e sociali se un iter legislativo ed amministrativo, come quelli avviati con la legge 8 fossero ignorati?
2. Come si coniuga la legge Delrio in Sicilia con la normativa regionale sui liberi consorzi e
città metropolitane e con lo Statuto regionale senza tradire i diritti che i cittadini hanno
acquisito con la celebrazione del referendum?
3. Qual’è l’idea di futuro che ci siamo fatta?

A queste domande hanno risposto tre docenti universitari: Andrea Piraino, professore di diritto costituzionale presso l’università di Palermo, Renato D’Amico, professore di Scienza
dell’amministrazione presso l’università di Catania e Salvatore Curreri, professore di diritto
costituzionale presso l’università KORE di Enna. Il Prof. Piraino si è complimentato per la vivace partecipazione democratica che si è manifestata in questi comuni della zona sud-est della Sicilia, mentre è sopita nel resto della Sicilia, evidenziando come questa costituisce un buono stimolo per la politica ed i politici. Ha continuato dicendo che il disegno di legge in discussione in questi giorni alla I Commissione Affari Istituzionali dell’ARS, è, tutto sommato, il miglior modo per recuperare un percorso iniziato male.

Il Prof. D’Amico, all’inizio del suo discorso, che si è incentrato su alcune lacune del disegno di legge, prima fra tutte la mancanza dei termini entro cui indire le elezioni dei nuovi Enti, ha
ricordato come il “campanilismo” è da considerare un fenomeno positivo che ha consentito
quell’aggregazione sociale dei cittadini dei comuni che poi ha favorito il benessere comune.
Infine il Prof. Curreri ha messo in evidenza la debolezza giuridica del disegno di legge in
discussione che, se fosse approvato così com’è, potrebbe essere oggetto di ricorsi giurisdizionali in quanto lederebbe il principio, garantito dalla Costituzione, di autodeterminazione delle popolazioni che si sono espresse con il referendum.
Potrebbe essere adita anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Va segnalato il discorso diretto e senza perifrasi del sindaco di Niscemi che ha accusato la politica di boicottare la volontà popolare ignorando i referendum e lasciando senza modifiche i territori, solo al fine di conservare e garantire i collegi elettorali.Il sindaco di Aidone ha ribadito la scelta fatta da Aidone. Presente anche l’Avv. Nando Gambino del comitato Comitato a difesa delle Aci che ha ribadito la necessità, anche per quei paesi, di dover pervenire ad una legge equa che consenta alle popolazioni di scegliere il proprio destino dichiarando la contrarietà ai cambi improvvisati che il Parlamento Regionale si accingerebbe ad effettuare.

Gradito l’intervento dell’On. Malafarina che ha riconosciuto l’omogeneità del territorio a sud di Catania sostenendo la validità del Libero Consorzio. Si è offerto, infine, di rappresentare in I Commissione ARS il risultato del convegno. Filippo Franzone, Coordinatore del CSAG, in chiusura, ha stigmatizzato la mancanza di democrazia ed il mancato rispetto dei territori da parte dell’ARS, nelle scelte che direttamente riguardano i comuni ed i cittadini. Poi ha comparato le grandi differenze di densità abitativa tra le aree metropolitane che vorrebbe istituire la Regione in Sicilia e quelle italiane ed estere, facendo notare come le Città Metropolitane siciliane, così come le vorrebbe il legislatore siciliano, avrebbero indici
di densità così bassa non riscontrabili da nessuna altra parte.
Infine

IL REFERENDUM E’ VALIDO!
L’UFFICIO LEGISLATIVO E LEGALE DELLA REGIONE SICLIANA SI E’ ESPRESSO
AFFERMANDO CHE IL REFERENDUM CONFERMATIVO CELEBRATO NON HA
NECESSITA’ DEL QUORUM
L’11 febbraio, abbiamo avuto comunicazione ufficiale, da parte dell’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali, che l’Ufficio Legislativo, in una lunga lettera, ha dato parere positivo, in merito al Referendum di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea, sostenendo che i referendum confermativi non necessitano di alcun quorum.


Il comitato pro referendum di Piazza Armerina.

 

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Enna – Si arricchisce l’offerta formativa dell’istituto Statale ”Napoleone Coljanni”

Grazie al positivo intervento dell’On. Mario Alloro si amplia l’offerta formativa dell’Istituto di istruzione superiore “Napoleone Colajanni” di Enna, con l’approvazione, da parte del competente Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, degli indirizzi economico-sociale e coreutico.

“L’attuale fisionomia dell’istituto scolastico ennese è quella di un vero e proprio polo culturale di eccellenza – spiega l’On. Alloro – che, grazie alla proficua attività del Dirigente scolastico, Prof. Angelo Moceri, del suo staff e del corpo insegnante, propone un’offerta formativa di altissimo livello ad un vasto bacino di utenza”.

“Offerta formativa che viene ulteriormente ampliata – continua il parlamentare ennese – grazie all’aggiunta dell’opzione economico-sociale, in direzione di un rafforzamento delle competenze degli studenti nell’ambito delle discipline economico-sociali, e della sezione coreutico, in direzione del rafforzamento dell’indirizzo musicale con l’aggiunta della danza”.
“Quest’ultima ulteriore competenza – chiarisce Alloro – riveste una particolare importanza perché pone la nostra città all’avanguardia di tale tipo di offerta formativa, considerato che tale indirizzo è presente in solo quattro realtà cittadine della nostra isola”.

“Questo importante risultato – conclude Alloro – ha un grandissimo significato innanzi tutto perché rafforza la vocazione formativa e culturale della nostra città, aggiungendo un altro ulteriore tassello ad un’offerta complessivamente importante a tutti i livelli dell’istruzione scolastica, dalla scuola primaria all’università, rafforzando sempre più il concetto di Enna città degli studi e, in secondo luogo, perché rappresenta il giusto coronamento di un’azione sinergica tra rappresentanza istituzionale e realtà professionali, in grado di garantire positive ricadute per il territorio”.


         

 

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Venturino: ”La morte di Nicole scuote le nostre coscienze, ma non deve essere ”usata”

“La morte della piccola Nicole, che doveva essere evitata, ha scosso le coscienze di tutti i siciliani e del nostro Paese, ma non può e non deve essere “usata” per puntare il dito, in modo generalizzato, contro la sanità siciliana e contro l’assessore Lucia Borsellino che in questi due anni di gestione si è prodigata per mettere ordine in un sistema complesso”.

Lo afferma il vice presidente vicario dell’Assemblea regionale siciliana Antonio Venturino.
“Le dichiarazioni del ministro per la Salute Beatrice Lorenzin, che ipotizza un commissariamento, – aggiunge Venturino – non rendono onore all’opera portata avanti con generosità ed onesta dall’assessore Borsellino che si sta battendo, con le capacità che in tanti siciliani le riconosciamo, per far sì che l’efficienza della sanità nell’isola sia pari a quella delle altre regioni, nonostante i tagli da parte dello Stato. All’assessore – conclude Venturino – va tutta la mia solidarietà e l’invito a non gettare la spugna ma piuttosto a proseguire il suo lavoro con lo stesso entusiasmo”.

 

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Piazza Armerina – Indiscrezioni sulla crisi all’interno della Giunta Miroddi. Situazione esplosiva

Si chiude oggi una settimana pesante per il sindaco Miroddi che sta cercando in qualche maniera di trovare una soluzione alla crisi all’interno della sua Giunta che vede contrapposti l’assessore Di Giorgio e il vice sindaco Giuseppe Mattia.
Per ricostruire ciò che sta accadendo non possiamo che fare riferimento alle indiscrezioni provenienti da numerosi fonti che, seppur leggermente diverse nell’esposizione dei fatti, concordano per quanto riguarda la sostanza: è guerra aperta, senza esclusione di colpi, fra i due componenti dell’esecutivo guidato da Miroddi.


MIRODDI INCONTRA L’UDC
Andiamo con ordine. Martedì sera scorso, in un noto locale cittadino, Miroddi avrebbe incontrato alcuni rappresentanti dell’UDC a cui avrebbe chiesto la disponibilità di rientrare in maggioranza, fornendo loro ampie garanzie sulla fuoruscita dal gruppo di governo di Mattia e sulla possibilità di affidare ad un loro esponente la carica di vice sindaco. Più che scontata la risposta dell’Unione di Centro che può essere così riassunta :”quando ti abbiamo chiesto di azzerare la Giunta non hai voluto dare ascolto alla nostra proposta, adesso non ci sono le condizioni per pensare ad un rientro in maggioranza”.
Miroddi a inizio settimana raccoglie dunque un primo “no” alla sua proposta e le notizie provenienti dal Partito Democratico, anche se a quanto sembra un incontro ufficiale non c’è stato, preludono ad un altro rifiuto che porrebbe il cittadino nella condizione a dovere tentare una mediazione tra le posizioni della Di Giorgio e quelle di Mattia. Un compromesso che però potrebbe durare quanto un gatto in tangenziale.


…E POI MATTIA E CURCURACI
Il vice sindaco, nel frattempo, rinsalda ancora di più la sua amicizia con Sinhue Curcuraci, esponente del Nuovo Centro Destra che sembrerebbe intenzionato a chiedere le dimissioni della Di Giorgio e più spazio per il suo partito in Giunta.
Ieri sera il duo Curcuraci-Mattia , sempre secondo indiscrezioni, avrebbe convocato il sindaco a cui avrebbero posto un out-out : o fuori l’assessore alle politiche sociali o fuori noi.



UNA SCELTA DIFFICILE E UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA
Nelle prossime ore Miroddi dovrebbe dunque prendere una decisione. Ma Quale? In ogni caso rischia di perdere la maggioranza in consiglio comunale e nel caso dovesse accettare la proposta di Mattia sarebbe lui stesso ad essere in minoranza in Giunta e a dover subire le scelte dei due ex acerrimi nemici oggi uniti dallo steso interesse di “far fuori” politicamente la Di Gorgio.


Eppure Miroddi una terza via da percorre per il bene della città l’avrebbe. Azzerare la Giunta, nominare quattro validi tecnici come assessori e presentarsi in Consiglio Comunale con un programma triennale d’alto livello. A quel punto sarebbero i consiglieri ad avere il pallino tra le mani e dover decidere, tramite la mozione di sfiducia, se accettare o meno una tale scelta. Forse un gioco rischioso ma che permetterebbe a Miroddi di uscire in maniera dignitosa di scena o di amministrare questa città con accanto tecnici in grado di correggere una serie di errori compiuti fino ad oggi …compreso quello di circondarsi di alcune persone non proprio all’altezza della situazione.

 

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Riforme, le opposizioni lasciano l’Aula. Renzi: “Non ci faremo ricattare”

Ore 23.15 – Renzi dispiaciuto che Berlusconi abbia rotto l’accordo. “Dispiace che Berlusconi abbia rotto l’accordo, ma non ho niente da rimproverarmi perché non gli ho mai promesso nulla sulla Presidenza della Repubblica”: è quanto avrebbe detto, stando a quanto riferiscono alcuni dei presenti, Renzi durante l’incontro con i rappresentanti di Sc-Pi a Montecitorio.


Ore 21.45 – Ripresa la seduta a Montecitorio. Il Presidente del Consiglio, intanto, ha incontrato nella Sala della Regina i gruppi parlamentari di Per l’Italia-Centro Democratico e Scelta Civica.


Ore 21.12 – Concluso vertice Renzi-deputati Pd: si va avanti con la seduta fiume. “L’immagine di Scotto, Brunetta e Salvini è un’immagine che devono spiegare loro, la foto del comitato del no al referendum. Noi andiamo avanti con la seduta fiume”, così il premier Renzi, a quanto si apprende, avrebbe confermato l’intenzione di andare avanti sulle riforme. Renzi ha detto di non temere il referendum e ha confermato che il voto finale sulle riforme istituzionali alla Camera resta fissato all’inizio di marzo. L’ex segretario Pier Luigi Bersani ha proposto all’assemblea del Pd un nuovo tentativo di mediazione “nel rispetto dei tempi” per cercare di riportare in Aula le opposizioni sulle riforme.


Ore 17.50 – Riforme, Forza italia abbandona i lavori in Aula – “Abbiamo votato nel nostro gruppo ed abbiamo deciso di abbandonare l’Aula come segno di responsabilità vero”. Lo ha annunciato nell’Aula della Camera il capogruppo di Fi che a Pd e governo lancia un appello: “per l’amor di Dio, ripensateci!”.


Ore 17.35 – Renzi su Twitter: basta ricatti – “Da anni la politica non fa le riforme. Noi ascoltiamo tutti ma non ci facciamo ricattare da nessuno. Avanti. Questa è #lavoltabuona”. Così su twitter Matteo Renzi.


 


Ore 16.55 – Brunetta: “Altro che Aventino, vedranno i sorci verdi” – “Pensiamo solo ai decreti in corso di esame in Parlamento”. E’ l’avvertimento lanciato da Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera nel corso di una conferenza stampa con i rappresentanti di tutte le opposizioni. “Abbiamo convenuto come opposizioni di uscire dall’Aula per denunciare la deriva autoritaria della riforma costituzionale e della legge elettorale che hanno assunto” aggiunge. Poi, su twitter, Brunetta ha pubblicato questa foto:



Ore 14.45 – Renzi: “Vogliono bloccare il governo”. Renzi dal suo canto ha incontrato oggi pomeriggio i deputati del Pd che ieri avevano chiesto un vertice e, dopo aver appreso dell’ostruzionismo delle opposizioni, ha attaccato: “Il Parlamento è di fronte ad un bivio. Nessuno ci dia lezioni di onestà, vogliono bloccare il governo non l’aula, ma noi andremo avanti uniti”. “Non mi sono fatto ricattare da Berlusconi sul presidente della Repubblica, non mi farò ricattare da Grillo sulla riforma della Costituzione” ha poi insistito il Premier richiamando all’unità gli uomini del suo partito. “Se la minaccia è ‘ve la votate da soli’ è un problema loro” perché “se passa la logica per cui l’ostruzionismo blocca il diritto e dovere della maggioranza di fare le riforme è la fine” ha spiegato Renzi ai suoi, assicurando: “Noi andremo avanti uniti. Sabato chiudiamo, e basta”.


Ore 14.40 – Lega, Sel e M5S fuori dall’Aula. Dopo il caos e la rissa notturna, a Montecitorio opposizioni sempre sul piede di guerra venerdì mattina alla ripresa dei lavori del disegno di legge sulle riforme costituzionali. I deputati di Lega, Sel e Movimento 5 stelle infatti hanno deciso di disertare i lavori dell’Aula e hanno lasciato l’emiciclo di Montecitorio. “Le riforme il Pd se le voti da solo” hanno spiegato i rappresentanti dei tre gruppi parlamentari, mentre l’Aula è sempre riunita in seduta fiume. Pur ammettendo che “manca una visione condivisa”, la Presidente della Camera Boldrini ha ricordato infatti che per fermare la seduta fiume serve “l’accordo unanime dei capigruppo”. Intanto il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, ha chiamato il segretario generale del Quirinale per chiedere al presidente della Repubblica Mattarella un incontro urgente con le opposizioni.



Ore 7.35 – Caos in aula tra mediazioni e risse. Prima la polemica, poi l’accordo sfiorato tra M5S e Pd, ed infine la bagarre con tanto di schiaffi tra deputati. È quello che è andato in scena questa notte alla Camera dei deputati nel corso della seduta fiume dedicata al ddl sulle riforme. Un caos che non si vedeva da tempo tanto da richiedere anche la presenza dello stesso Premier Matteo Renzi a notte inoltrata tra i banchi del governo a Montecitorio. Mentre i Cinque Stelle chiedevano che venisse rinviata la discussione dell’articolo 15 iniziando a battere i faldoni degli emendamenti sui banchi e a gridare ritmicamente “onestà, onestà”, dall’altra parte dell’Aula è scoppiata la rissa tra deputati di Pd e Sel con parlamentari in piedi sui banchi, schiaffi, insulti e spintoni. Dopo varie sospensioni e l’espulsione di diversi membri del M5S, la seduta è stata definitivamente sospesa e riprenderà questa mattina alle 10.30. Intanto la minoranza Pd ha chiesto una assemblea del gruppo per esprimere il «malumore» per il «pantano» in cui è finita la riforma e il presidente dei deputati del Pd Roberto Speranza l’ha convocata per questa mattina, sarà presente anche Matteo Renzi.


Ore 03:45 – Riprende la seduta fiume alla Camera dei deputati, dopo la sospensione seguita alle espulsioni di 5 esponenti del Movimento 5 Stelle. Si riparte dalle votazioni, poi ulteriore pausa tecnica prima del comitato dei nove.


Ore 02:55 – Ancora bagarre in Aula: alla ripresa delle votazioni, i deputati del Movimento 5 Stelle hanno intonato il coro “onestà, onestà”, ignorando i richiami all’ordine della Presidente Boldrini, che ha espulso alcuni parlamentari: Vignaroli, Spessotto, Brescia, Liuzzi e Vacca. Poi Aula sospesa.


Nella lettura di alcuni deputati del Movimento 5 Stelle, la causa di tali espulsioni sarebbe da ricondurre alla presenza in Aula del Presidente del Consiglio Matteo Renzi:


 


 



 

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Sicilia – Il Movimento 5 Stelle vara un concorso di idee a favore dei centri storici

Il concorso di idee, finanziato grazie  alla restituzione di gran parte degli stipendi dei 14 deputati all’Ars, si affianca al microcredito che prosegue, indipendente,  il suo corso. Alla presentazione oggi all’Ars è intervenuto il vicepresidente della Camera, il Cinquestelle Luigi Di Maio: “Per noi La Sicilia è un modello da seguire”.



Il M5S raddoppia: parte “Boom-Polmoni urbani”, la nuova iniziativa che punta a valorizzare territori e centri storici in Sicilia. In palio 360 mila euro a fondo perduto


 Il M5S all’Ars non lascia, anzi raddoppia. Accanto al microcredito, che ha già finanziato le prime 23 imprese, lancia un nuovo progetto che prevede finanziamenti a fondo perduto per  progetti che promuovano la valorizzazione e la rinascita dei territori e dei centri storici siciliani.


“Boom-polmoni urbani”, questo il nome del progetto,  è stato presentato oggi all’Ars ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa, alla quale sono intervenuti  Claudia La Rocca (tra le deputate che più da  vicino hanno curato l’iniziativa assieme a Gianina Ciancio), la capogruppo M5S Valentina Zafarana, il vicepresidente della Camera, il deputato Cinquestelle Luigi Di Maio e il notaio Andrea Bartoli, anima della “Farm cultural park”, da cui l’iniziativa trae ispirazione e che collabora al progetto.


Polmoni urbani è un concorso di idee che mira a promuovere la creatività dei giovani siciliani e nuovi modelli di sviluppo urbano e trova copertura finanziaria in un  fondo realizzato, grazie alla restituzione di gran  parte degli stipendi da parte dei 14 deputati all’Ars. Il progetto si affianca pertanto a quello già avviato del microcredito, che prosegue indipendente il suo cammino.


L’iniziativa si estrinseca  in un concorso di idee, in cui le prime tre risulteranno  vincitrici e otterranno un contributo di 120.000€ lordi a fondo perduto ciascuna.


Il nome del progetto nasce dall’idea di creare all’interno delle città dei luoghi che abbiano una funzione vitale; quella di far  respirare (nuovamente) l’intero organismo città e ognuno dei suoi abitanti. Un po’ quello che sta succedendo a Favara, con la  “Farm cultural Park”, dove un gruppo di sognatori e di professionisti ha fatto rinascere il centro storico del piccolo centro in provincia di Agrigento.


Per partecipare  basterà attenersi alle indicazione del bando che si trova all’indirizzo webhttp://www.polmoniurbani.it/bando/.


 Possono presentare progetti tutti i cittadini (italiani e stranieri), residenti in Sicilia alla data di presentazione della domanda, organizzati in gruppi di almeno   2 persone. I candidati dovranno aver compiuto i 18 anni alla data di presentazione della domanda. I progetti possono essere sviluppati in partnership con enti locali, scuole, università, imprese e altri attori sociali che possono sostenerne l’attività in vari modi (uso di strutture, ambienti, attrezzature, risorse economiche ecc.).


 “L’iniziativa   – ha spiegato  La Rocca – ha lo scopo di valorizzare i territori, migliorando  al contempo la qualità della vita dei cittadini nei luoghi in cui verranno realizzati gli interventi oggetto del bando. Si propone come  incubatore culturale e sociale diffuso per promuovere strategie di sviluppo economico e sociale e di identità per le città che lo ospitano”.


“Un incubatore di futuro per le città che avranno la fortuna di vincere il concorso”, ha definito il progetto Bartoli.


“Quello che stiamo portando avanti in Sicilia – ha affermato Di Maio – è un progetto affascinante. Il gruppo dell’Ars viene visto a Roma e dagli altri gruppi regionali del Movimento 5 Stelle come una ‘start up’, Finché ci saranno questi 14 ragazzi e finché dalla Sicilia arriveranno sempre buone notizie ed iniziative del genere il Movimento avrà la spinta per compiere quel cambiamento a cui tutti stiamo già contribuendo”. “Queste operazioni – ha proseguito – sono in scala una proiezione di quello che faremo al governo. I cittadini hanno bisogno di queste cose, non della riforma del Senato, di cui non gli importa nulla”.


“Questo è un giorno per cui essere contenti, e ce ne sono tanti in questa legislatura”, ha detto Valentina Zafarana. “Questa è politica con la P maiuscola, fatta di tante cose concrete che abbiamo portato a termine, nonostante Crocetta”. Dalla Zafarana è arrivata una bordata al presidente della commissione Bilancio, Dina: “Non cassi tutti i nostri emendamenti sui tagli di spesa. Li riproporremo all’infinito, fino a sfiancarli”


 

 

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Agira – Buono di servizio per anziani non autosufficienti e 75enni. Domande sino al 23 febbraio

 Il presidente del consiglio comunale di Agira informa i cittadini che, per l’anno 2015, nei limiti dello stanziamento disponibile del bilancio regionale, è prevista l’erogazione, attraverso i comuni di residenza, di un intervento di sostegno in forma di buono di servizio (voucher) per le famiglie che svolgono assistenza nei confronti di anziani non autosufficienti ultrasettantacinquenni.

“La finalità dell’intervento – ha detto Luigi Manno – della quale mi riservo di verificare il fatto che non è stato  reso noto il bando dagli uffici sociali del comune  è quella di favorire la permanenza o il ritorno in famiglia delle  persone anziane.”
Il bando è  previsto sulla scorta del Decreto assessoriale n°2753 del 16.dicembre 2014 dell’assessorato regionale per la famiglia e le politiche sociali, pubblicato sulla G.U.R.S. del23 gennaio 2015, che definisce i criteri e le modalità per l’attuazione di un intervento finalizzato alla permanenza o ritorno in famiglia di persone non autosufficienti, attraverso i comuni di residenza;

“ Le misure sono finalizzate – ha detto il presidente del consiglio Luigi Manno – al concorso delle spese sostenute dalla famiglia per la retribuzione di un assistente familiare iscritto all’Albo degli assistenti familiari/badanti, tramite voucher, preposto alla cura dei soggetti previsti nel bando ed eventuali misure per favorire la permanenza o il ritorno in famiglia degli stessi, quale alternativa al ricovero presso strutture residenziali. Il voucher è altresì destinato – continua Luigi Manno – all’acquisto di prestazioni domiciliari presso organismi ed enti no profit iscritti all’albo regionale delle istituzioni socio-assistenziali, liberamente scelti dalle famiglie.”

Secondo il bando la persona anziana assistita per accedere all’intervento deve: aver compiuto i 75 anni di età alla data di scadenza dell’avviso pubblico; essere stato dichiarato dalle autorità competenti disabile grave o invalido al 100%; ed essere residente in un Comune della Regione Siciliana.
“ Per accedere al voucher – ha detto Luigi Manno – è necessario presentare certificazione I.S.E.E. riferita al periodo di imposta anno 2013 con un valore massimo di euro 7.000,00.

Alla determinazione di detto indicatore concorrono tutti i componenti del nucleo familiare. Inoltre – continua Luigi Manno – possono presentare domanda di accesso al beneficio del voucher: l’anziano stesso, in grado di gestire le decisioni della propria assistenza e della propria vita; i familiari, entro il 4° grado, che accolgono l’anziano nel proprio nucleo e che siano residenti nel territorio regionale da almeno un anno dalla presentazione della domanda; il figlio non convivente che, di fatto, si occupa della tutela della persona anziana e che sia residente nello stesso comune del beneficiario da almeno un anno dalla presentazione della domanda.”

Le domande dovranno essere redatte, su specifico schema predisposto dall’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali deve essere presentata presso il comune di residenza del beneficiario, con allegata dichiarazione che il soggetto non accede ad altre fonti di finanziamento per il medesimo servizio dell’anno di riferimento. 
Le domande dovranno essere consegnate al Protocollo Generale del Comune di Agira  non oltre il 23 febbraio 2015. Se la domanda è spedita mediante raccomandata postale, fa fede la data di spedizione.


P.M.

 

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Venturino: « ”Allucinazioni” nella gestione dei conti del Comune di Piazza Armerina»

“Non sorprende affatto la valutazione della Corte dei Conti che va a sottolineare, aggravandola, le criticità nella gestione dei conti al Comune di Piazza Armerina”. Lo afferma il vicepresidente  vicario dell’Ars Antonio Venturino. “Proprio in occasione dell’approvazione dell’ultimo bilancio – prosegue Venturino – erano state le stesse opposizioni a paventare il rischio di un ulteriore intervento della Corte dei Conti, che in precedenza si era espressa. La maggioranza ha, invece, strumentalizzato i rilievi mossi dall’opposizione ignorandone la effettiva gravità”.
 
“La Giunta comunale – aggiunge Venturino – che dovrebbe presentarsi ai cittadini come classe dirigente responsabile, guida le sorti di una città con assoluta approssimazione. I rilievi mossi circa gli errori di gestione sono oggettivi e, pertanto, difficilmente discutibili come attestano gli stessi giudici contabili”.
 
“L’Amministrazione comunale – rilancia Venturino – che dovrebbe occuparsi concretamente di progettare un futuro per il nostro territorio, che va rilanciato sotto il profilo dello sviluppo economico anche attraverso il turismo, piuttosto che vivere di visioni politiche, sopravvive di miraggi e allucinazioni. Non ci risulta ad oggi che esistono, da parte di questa Amministrazione, progetti che puntano allo sviluppo e al rilancio dell’economia e del turismo.

Stiamo assistendo, ormai da tempo, ad operazioni di piccolo cabotaggio che non servono al futuro della collettività, ma che puntano a spacciare per efficienza quelli che sono normali atti di ordinaria e dovuta amministrazione, lasciando ai margini le questioni fondamentali. Ritengo che i cittadini piazzesi meritino maggiore attenzione e rispetto anche attraverso una corretta informazione. A questo punto – conclude Venturino –  se proprio non si riesce a dare una speranza che arrivi pure un commissario da parte della Regione, capace di far quadrare i conti, con il quale, probabilmente, sarà più facile trovare una interlocuzione per affrontare in modo chiaro le problematiche del nostro territorio”.

 

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”Il Muos fa male alla salute”, stop del Tar. Esulta il M5S all’Ars.

“Il Muos fa male alla salute”, una verità che il Movimento 5 Stelle predica da anni e che ora viene ribadita dal Tar, accogliendo un ricorso del Comune di Niscemi.


Esultano i deputati all’Ars del Movimento 5 stelle, che da sempre si battono per fermare il sistema radar Usa con innumerevoli iniziative.


“Lo diciamo da anni”, afferma il presidente Cinquestelle della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino. “Lo abbiamo dimostrato in tutte le maniere: il Muos fa male alla salute. Società civile e scienziati illustri si battono senza tregua per dimostrarlo. Adesso che a siglare la pericolosità del Muos arriva anche la decisione del Tar, Crocetta, non ha più attenuanti, smantelli da domani l’impianto militare di Niscemi”.


Dello stesso tenore il commento del deputato Francesco Cappello.


“A stare con gli americani – dice a Crocetta – non ci si guadagna nulla. Sarebbe stato sufficiente fidarsi della giustizia italiana. Ora si inchini alla sentenza e la esegua”.


Vittoria dei Comitati No MUOS

Dobbiamo ancora attendere di leggere la sentenza (non ancora pubblicata ma già anticipata alla stampa nelle sue linee generali) per determinare l’entità della vittoria, ma nessuno può dubitare di un fatto: è più che certo che si tratti di una vittoria. Una vittoria degli attivisti e di tutto il movimento No MUOS.

 Leggere il testo integrale della sentenza servirà solo a comprendere la misura di questa vittoria, ossia quanto essa è grande. E l’entità della disfatta americana.
E, accanto a quella degli americani, la sconfitta, senz’altro sonora, si estende a tutto l’apparato politico-militare (e affaristico) internazionale.

Quanto sia infimo il rispetto della marina degli Stati Uniti (e dello stesso governo USA) nei confronti delle leggi e dei cittadini italiani, della Costituzione della Repubblica, e in quale scarsa considerazione tengano le autorità e le prerogative delle istituzioni del nostro paese.
Riguardo agli “amici” italiani degli apparati di guerra americani non abbiamo dubbi di sorta: al di là dell’immoralità dei comportamenti, delle prese di posizione e degli atteggiamenti assunti da politicanti forti con i deboli ma sempre fiacchi con il forte apparato bellico, la loro sconfitta è evidente. A partire dalla bocciatura della revoca della revoca deliberata dal governo di Rosario Crocetta.

Con la sentenza di oggi, infatti, oltre ad essere accolto il ricorso del Comune di Niscemi e dei Comitati No MUOS, è revocata la revoca della revoca e i lavori fin qui eseguiti sono, di conseguenza, privi di una qualsiasi autorizzazione.
Nella storia della vicenda MUOS, dopo questa sentenza NULLA SARÀ COME PRIMA. Nessuno potrà ignorare quanto stabilito dal TAR, vale a dire che i No MUOS abbiamo sempre avuto ragione.

Ora più che mai occorre mobilitarsi per non farsi strappare la vittoria da una politica collusa e da funzionari e apparati di sottogoverno che farebbero bene a trarre le loro conseguenze e dalle decisioni dei giudici e dalla “considerazione popolare” che si sono meritati.
Vigiliamo e aspettiamo al varco, perché adesso pretendiamo che emerga autorevolezza fra le cosiddette autorità italiane: che riescano a imporre agli americani quello che prescriverebbero a qualunque cittadino italiano quando realizza un ecomostro. Abbattere e smantellare la costruzione abusiva.
È tempo di restituire la sughereta alla libera e pacifica fruizione dei cittadini e della fauna.

NO MUOS FINO ALLA VITTORIA
Coordinamento Regionale dei Comitati No MUOS.

 

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Riforma elettorale con feriti

 Nel corso della seduta notturna del 12 febbraio della Camera dei Deputati  ” durante l’accesa discussione sulla modifica del Titolo V della Costituzione, trattando alcuni aspetti della legge elettorale, per la prima volta è accaduto che le opposte  fazioni si sono fisicamente scontrate e più  di un rappresentante è rimasto ferito.
Che da un po’ di tempo  la tensione all’interno del Parlamento è molto tesa il cittadino può verificarlo da casa , solo se può collegarsi ai canali 524 e 525 di Scy che trasmettono in diretta le relative sedute.

Quando si parla di modifiche alla legge elettorale sempre le tensioni sono molto tese, la parte che si ritiene penalizzata reagisce nella speranza di vedere attenuate le norme che ritiene penalizzanti.
E’ sempre più difficile pervenire a compromessi, quando le reazioni assumono le forme registrate nel corso della seduta notturna del 12 corrente che, certamente,  passerà alla storia del nostro Parlamento.
Ma  tensioni sempre forti, ma nel rispetto di forme sempre dovute,sono state registrate in occasione della riforma elettorale varata nel 1953,da me raccontata con la nota del 28 gennaio 2014 pubblicata sul giornale on line Start News che integralmente trascrivo.                                                                              



                                                                                         28 gennaio 2014


       SISTEMA MAGGIORITARIO IERI E OGGI


Dopo il risultato delle ultime elezioni politiche ed oggi nelle discussioni in corso per la nuova legge elettorale , si continua a parlare e a proporre soluzioni diverse sulla opportunità e sulla dimensione  del premio di maggioranza.
Dopo il porcellum, che prevedeva di assegnare il premio di maggioranza al partito che aveva ottenuto il maggior numero dei voti, senza tener conto che in Italia in occasione di diverse elezioni politiche sono state presentate oltre cinquanta liste e che, teoricamente, anche un partito suffragato col 20% dei voti potesse beneficiare del vistoso premio, oggi si cerca di trovare un accordo sul rapporto risultato elettorale e premio.
Nelle discussioni spesso si fa riferimento, in senso negativo, alla cosiddetta prima Repubblica.


 Allo scopo di sottolineare il senso di responsabilità dei politici di quel periodo, voglio trascrivere quanto da me relazionato nel febbraio 2012, in un meeting del Lion Club di Enna  nella introduzione del tema “Evoluzione delle leggi elettorali in Italia”


Le prime elezioni politiche, dopo quelle del 1946 per la elezione dell’Assemblea Costituente,  vennero effettuate in Italia il 18 aprile del 1948 e consegnarono alla storia un parlamento letteralmente dominato dalla D.C. che, per cinque anni grazie ad Alcide De Gasperi, resse le sorti  del paese appena uscito dalla dittatura e dalla guerra.
De Gasperi avrebbe potuto governare da solo, dal momento che la D.C. ottenne una larga maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato, ma preferì  allargare la base del suo consenso parlamentare inserendo nei tre governi che guidò in quella legislatura, anche i liberali, i socialdemocratici ed i repubblicani, per continuare nell’opera di pacificazione del paese

Tuttavia , nonostante la sapiente regia di De Gasperi, la maggioranza parlamentare era tanto grande quanto fragile, tanto che in vista delle nuove elezioni politiche del 1953 iniziò a farsi strada l’idea di una correzione in senso maggioritario della legge vigente.
Il governo, su proposta dell’allora Ministro degli Interni on.Mario Scelba ,presentò al Parlamento un disegno di legge, composto da un solo articolo, con il quale si stabiliva che alla “coalizione” vincitrice delle elezioni, qualora avesse raggiunto il 50% più uno dei voti validi, sarebbe stato assegnato il 65% dei seggi  sia della Camera che del Senato.
L’iter della legge non fu dei più facili: scioperi generali, manifestazioni  di piazza all’insegna di “NO ALLA LEGGE TRUFFA” , la fortissima opposizione alla Camera, dove il Governo sollecitava la massima celerità  per approvare la legge senza alcuna modifica o emendamento.

Nonostante la violenta opposizione  la legge venne approvata dalla Camera.
 Al Senato l’iter fu più travagliato, la tensione sia all’interno  che      all’esterno del palazzo fu estrema, ma la insistenza e la resistenza del governo per accelerarne i tempi di approvazione, portarono alle dimissioni del Presidente del Senato Sen.Paratore e ,dopo pochi giorni, quella del successore Sen.Gasparotto.
Soltanto il Presidente provvisorio sen Meuccio Ruini, nel corso di una tempestosa seduta, riuscì a fare approvare il provvedimento, con la minaccia da parte dell’opposizione che non avrebbe approvato il verbale della seduta.


  Il giorno successivo il Presidente della Repubblica Einaudi promulgò la legge e contemporaneamente sciolse le Camere ed indisse le nuove elezioni.
Il risultato finale ufficiale proclamato decretò  che la coalizione, formata da D.C.,P.L.I.,P.R.I.,P.S.D.I.,Sud Tirolo V. e Partito Sardo d’Azione, ottenne il 49,8 % dei voti , e  mancarono meno di 50.000 voti perchè scattasse il contestato premio di maggioranza.
Alcune fonti asserirono che, in verità, la coalizione avesse ottenuto la maggioranza per pochissimi voti e che,con grande equilibrio De Gasperi intervenne perchè un simile risultato avrebbe potuto avere serie  conseguenze, dal momento che il PCI di Togliatti, allora organizzatissimo, avesse potuto creare gravi disordini con effetti non facilmente prevedibili.
Nonostante siano trascorsi oltre 25 anni nulla è cambiato se non in
peggio e non posso non registrare come il Parlamento della Repubblica
si trovi sempre in difficoltà nell’affrontare il problema di una seria riforma elettorale.


Angiolo Alerci
.  


 

 

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Confartigianato – Regime contributivo agevolato per i titolari d’impresa

Confartigianato Imprese informa che, la legge n.190 del 23 dicembre 2014 (c.d. legge di stabilità), ha introdotto un regime contributivo agevolato per i titolari d’impresa che possiedono determinati requisiti.


 Il regime agevolato, a cui è possibile accedere solo su domanda da inoltrare all’I.N.P.S.  entro e non oltre il 28/02/2015, prevede che i contributi dovuti da artigiani e commercianti siano calcolati in percentuale rispetto al reddito forfettario, senza applicare il livello minimo previsto.
La norma in questione consentirà quindi, ai titolari d’impresa di ridurre l’importo dei contributi trimestralmente versati all’ente previdenziale con una conseguente contrazione dei contributi accreditati in proporzione all’entità dei versamenti effettuati.


Per informazioni sulle modalità di presentazione delle domande e le condizioni di accesso al regime di contribuzione agevolato rivolgersi alla sede provinciale di Enna della Confartigianato, via Borremans 53/F, Enna, 0935/531905.     


 

 

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Piazza Armerina – Videocamere per sorvegliare la città: verranno inaugurate venerdì prossimo.

Fissata per giorno 20 Febbraio 2015 alle 12.30 l’inaugurazione dell’impianto di videosorveglianza pubblica concepito e finanziato durante la precedente amministrazione guidata dal sindaco Carmelo Nigrelli. Un altro progetto che si aggiunge, dopo la via Danilo Dolci e  il complesso di San Pietro, ai risultati ottenuti dalla passata amministrazione e che vengono inaugurati o avviati da quella attuale.
Le telecamere saranno un valido aiuto alla Polizia Locale e alle forze dell’ordine non solo per ricostruire azioni criminose ma anche per intervenire in tempo reale qualora ve ne fosse la necessità. Basti pensare che dal comando centrale dei vigili sarà possibile guidare le pattuglie con precisione qualora si accertasse, ad esempio, che i una via della città vi sono numerose auto in divieto di sosta che intralciano il traffico.
A margine di questa notizia va registrato  il fatto che per l’inaugurazione il sindaco ha chiamato ad esibirsi la banda musicale. Non comprendiamo le ragioni di questa scelta che sa tanto di piccola cittadina retrograda del sud. Speriamo che Miroddi non faccia sfilare anche il Palio dei Normanni.

 

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Sicilia -Operazione ”Cupro Predones” Smantellata organizzazione criminale dedita ai furti di rame

All’alba di questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Enna e Caltanissetta, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Enna, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di detenzione domiciliare, emessa dal Tribunale di Caltanissetta, nei confronti di quattro cittadini rumeni residenti a Caltanissetta. Gli arrestati sono Mateiuc Valentin Alin classe 1987, Nitii Constantin classe 1989, Botezatu Cezar-Vasile classe 1980 e Vicol Mihai Gabriel classe 1989.

Tutti ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato, ricettazione. In particolare, l’articolata attività investigativa, avviata e condotta in campo dai militari dell’Arma delle Stazioni di Sperlinga (EN) e Villadoro (EN), ha consentito di individuare l’esistenza di un gruppo di individui di nazionalità rumena, dedito alla commissione di furti di conduttori di energia elettrica in rame, furti in abitazione rurale, i quali, seguendo un “modus operandi” consolidato e ben organizzato, riuscivano a sottrarre ingenti quantitativi di rame.

L’operazione ha permesso la disarticolazione di una tra le bande più organizzate della Sicilia dedite ai furti  di rame, quest’ultimo diventato orami un fenomeno criminale dilagante e di elevato allarme sociale di recente evidenziato, ad Agrigento, dall’attuale ministro degli Interni Angelino Alfano. Le indagini dei Carabinieri, su direttive della Procura della Repubblica, tuttora proseguono al fine di accertare eventuali altre corresponsabilità.
L’indagine, convenzionalmente denominata “CUPRO PREDONES”  (predoni del rame), nasce nel mese di dicembre del 2013, a seguito dell’arresto del cittadino rumeno Buciu Alexandru classe 1969, quest’ultimo veniva sorpreso, la notte tra il 07 e l’8 dicembre, a bordo di una autovettura in sosta in una strada del piccolo centro abitato di Sperlinga (EN).

A bordo del mezzo, i Carabinieri rinvenivano attrezzi utili a tranciare cavi elettrici di rame. Successive indagini permettevano di accertare che poco prima in località Mancipa del Comune di Nicosia e Contrada Cicera del Comune di Sperlinga, il Buciu unitamente ad altri connazionali, poi identificati negli odierni arrestati, avevano asportato dalla rete elettrica Enel, 40 campate di filo elettrico in rame. Le attività investigative, svolte attraverso attività tecniche, pedinamenti e l’audizione di testimoni ha consentito anche di far luce su altri due episodi di furto in abitazioni private verificatisi nella stessa nottata in Contrada Cannella del Comune di Nicosia, commessi dagli stessi arrestati.

L’elemento di maggiore rilievo che con la presente indagine viene rilevato è l’esistenza di una organizzazione criminale composta da 13 persone tra rumeni ed italiani (alcuni posizioni sono ancora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria), dedita ai furti di rame. Ci troviamo di fronte ad un gruppo costituito da più soggetti che operano nell’ambito di una struttura a carattere stabile, al fine di attuare un programma criminoso consistente nella commissione di reati contro il patrimonio, in particolare furti di rame e furti in abitazioni private. Il capo e il promotore di questa organizzazione è il rumeno METEIUC, quest’ultimo decide il luogo e la data in cui deve avvenire il furto,  che fornisce le direttive agli altri indagati su come comportarsi, è lui che provvede a remunerare gli altri complici, è lui che tiene i rapporti con i ricettatori della provincia di Messina per vendere il rame rubato a 4 euro al kg.

Gli altri associati sono perfettamente consapevoli dell’esistenza della consorteria criminale, nonché dell’apporto dato da ciascuno all’attività delittuosa, come si evince dalla puntuale e consolidata organizzazione delle modalità operative dell’attività illecita.
Ciascuno dei componenti della banda, divisi addirittura in squadre, come nell’episodio del 7-8 dicembre 2013,  ha infatti  un proprio ruolo determinato e collabora insieme agli altri nell’attività criminale. Il  BUCIU e il VICOL hanno svolto il ruolo di autisti e di vedette avendo il compito anche di avvertire il capo banda in caso di arrivo delle forze dell’ordine;  il NITII e il BOTEZATU sono quelli che si occupano di tagliare il rame,  “i professionisti del taglio del rame “, mentre gli altri collaborano nel caricare e trasportare il rame rubato.

L’associazione può contare su altri compartecipi e diversi mezzi  in caso di necessità; Gli accorgimenti adottati per evitare di essere sopresi dalle forze dell’ordine, denotano che il furto del 7-8 dicembre non era un episodio isolato: ciascuno dei componenti della banda portava degli indumenti di ricambio, da indossare al termine dell’attività criminosa al posto di quelli sporchi, ad eccezione degli autisti, che rimanendo in macchina,  non ne avevano bisogno. Tutti i componenti utilizzavano diversi telefoni, con schede  intestate a diverse persone. Anche il notevole parco autovetture di cui dispone il gruppo, tutte di considerevole valore economico,  possono trovare l’unica spiegazione plausibile con i proventi di un’attività criminale organizzata e continua. Tale circostanza conferma l’esistenza di un programma criminoso durevole nel tempo.


Nel corso delle operazioni sono state anche sequestrate le seguenti autovetture ritenute provento dell’attività delittuosa (BMW X5 3.0 D – CHRYSLER GRAND VOYAGER 2.5 TD – FIAT BRAVO – LANCIA THESIS 2.4 JTD – AUDI A6 2.5 V6 TDI – BMW SERIE5 530D – AUDI A4 1.9 TDI – HONDA CB 600F HORNET – OPEL TIGRA – AUTOCARRO FIAT 35 – AUTOCARRO MERCEDES SPRINTER)


 

 

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Riforme, la seduta fiume finisce in rissa: deputati Pd e Sel si picchiano

Ore 7.35 – Caos in aula tra mediazioni e risse. Prima la polemica, poi l’accordo sfiorato tra M5S e Pd, ed infine la bagarre con tanto di schiaffi tra deputati. È quello che è andato in scena questa notte alla Camera dei deputati nel corso della seduta fiume dedicata al ddl sulle riforme. Un caos che non si vedeva da tempo tanto da richiedere anche la presenza dello stesso Premier Matteo Renzi a notte inoltrata tra i banchi del governo a Montecitorio. Mentre i Cinque Stelle chiedevano che venisse rinviata la discussione dell’articolo 15 iniziando a battere i faldoni degli emendamenti sui banchi e a gridare ritmicamente “onestà, onestà”, dall’altra parte dell’Aula è scoppiata la rissa tra deputati di Pd e Sel con parlamentari in piedi sui banchi, schiaffi, insulti e spintoni. Dopo varie sospensioni e l’espulsione di diversi membri del M5S, la seduta è stata definitivamente sospesa e riprenderà questa mattina alle 10.30. Intanto la minoranza Pd ha chiesto una assemblea del gruppo per esprimere il «malumore» per il «pantano» in cui è finita la riforma e il presidente dei deputati del Pd Roberto Speranza l’ha convocata per questa mattina, sarà presente anche Matteo Renzi.


Ore 03:45 – Riprende la seduta fiume alla Camera dei deputati, dopo la sospensione seguita alle espulsioni di 5 esponenti del Movimento 5 Stelle. Si riparte dalle votazioni, poi ulteriore pausa tecnica prima del comitato dei nove.


Ore 02:55 – Ancora bagarre in Aula: alla ripresa delle votazioni, i deputati del Movimento 5 Stelle hanno intonato il coro “onestà, onestà”, ignorando i richiami all’ordine della Presidente Boldrini, che ha espulso alcuni parlamentari: Vignaroli, Spessotto, Brescia, Liuzzi e Vacca. Poi Aula sospesa.


Nella lettura di alcuni deputati del Movimento 5 Stelle, la causa di tali espulsioni sarebbe da ricondurre alla presenza in Aula del Presidente del Consiglio Matteo Renzi:



Ore 02:40 – Dopo oltre un’ora di discussione, la Presidente Boldrini rompe lo stallo: si continuerà la discussione sull’articolo 6, con la votazione degli emendamenti ed in seguito verrà convocato il comitato dei 9. Una scelta non apprezzata dalle opposizioni, che chiedevano il rinvio della seduta fino alle 9 del mattino e la successiva convocazione del Comitato dei nove.


 


 



 

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Enna – Aziende : non tutte sono in crisi. Il caso della Tecnosys Italia

In un momento in cui le cronache sovrabbondano di notizie riguardanti aziende in crisi, di chiusure, di riconversioni, di cassa integrazione, di licenziamenti e in un’area per altro facilmente rintracciabile nelle posizioni più basse delle classifiche che espongono gli indicatori di sviluppo, occupazione e infrastrutturazione a livello nazionale, abbiamo trovato una mosca bianca.

Di quelle che vanno controtendenza, di quelle eccezioni che spesso confermano la regola.
Un’azienda altamente tecnologica,  che fa ricerca e sviluppo nell’ambito delle piattaforme software avanzate, specializzata in ambiti come il “Component-Based Development Tool”, il “Property e Facilty Management”, il “Document Repository”, l’  “Enterprise Resource Planning”, il “Workflow Management”, termini anglosassoni comuni in ambito informatico, che potremmo tradurre in: Piattaforme Software per lo Sviluppo di Componenti ed Applicazioni, Soluzioni software destinate a chi gestisce patrimonio immobiliare, eroga servizi e forniture a canone, a tariffa e a consumo, Soluzioni per la dematerializzazione, archiviazione e gestione  di documenti, per la contabilità e il controllo di gestione e per la pianificazione dei processi aziendali.

La curiosità è che questa azienda è localizzata nell’entroterra siciliano, in una città come Enna, arroccata su una montagna in cui le infrastrutture sono carenti e in cui è difficile trovare anche la connessione a banda larga.
La denominazione della società tradisce le originarie ambizioni e una vocazione che traguarda i confini angusti non solo della propria città ma anche della regione.
Ambizioni che non sono rimaste disilluse ma che si sono concretizzate in diverse sedi presenti in Lombardia, in clienti sparsi su tutto il territorio nazionale e nella copertura di un target, relativo agli Enti e alle Aziende di Edilizia Residenziale Pubblica, pari a circa il 70% del mercato nazionale.

La società è Tecnosys Italia srl, un’azienda nata come tante micro e piccole aziende a carattere familiare, ma che è cresciuta notevolmente, sino al punto che nel 2014 ha acquisito altre società, sue competitors, con 40 anni di presenza sul mercato, eppure ha mantenuto un management aziendale che vede ai vertici due fratelli, Tonino e Carmelo Palma e un figlio/nipote dei due, Alessandro, laureato alla Bocconi, che dopo diversi anni di esperienza in multinazionali ha deciso di investire le proprie conoscenze e competenze, nell’azienda di famiglia.

Sostanzialmente è rimasta un’azienda siciliana a carattere familiare ma con interessi ormai in tutta Italia, con mire espansionistiche verso l’estero e con relazioni e joint ventures con aziende multinazionali specializzate in informatica e in consulenza contabile, organizzativa e strategica.
A chi gli chiede il segreto di tale successo Tonino Palma,  il maggiore dei fratelli, risponde:”La nostra azienda ha avuto sempre una costante tensione e propensione verso l’innovazione, verso la ricerca, verso l’applicazione di tecniche e metodologie al passo con una tecnologia in continua evoluzione. Normalmente sono le grandi società di software che investono tanto in ricerca ma devo dire che una buona fetta del nostro fatturato è stato sempre reinvestito in  ricerca e sviluppo ed oggi dal mercato riceviamo risposte gratificanti.”

L’altro fratello, responsabile dello sviluppo aggiunge: “Le nostre tecniche di sviluppo all’avanguardia, la creatività nel trovare sempre nuove soluzioni e strade  magari non battute da altri competitor, ci hanno proiettato tra le aziende leader nel nostro settore e ci hanno consentito di consolidare collaborazioni e partnership di un certo rilievo, quali quella con la Ernst&Young, con la quale abbiamo sviluppato applicazioni sperimentali nell’ambito dell’armonizzazione dei sistemi contabili della pubblica amministrazione, che stanno avendo successo nel mercato nazionale.”

Il più giovane dei Palma, Alessandro, si focalizza sul contesto in cui opera la “sua” azienda: “Ho maturato un’esperienza in altre società che si trovano in contesti economici e ambientali in cui le infrastrutture, i servizi, le reti tecnologiche giocano un ruolo determinante per il loro successo, noi dobbiamo colmare il nostro deficit compensando con l’innovazione e la creatività, ma alla lunga potrebbe non essere sufficiente.

Quando ti trovi a competere con aziende che riescono ad essere presenti sul mercato in maniera più efficace, più rapida e più efficiente, la fatica che devi fare per essere all’altezza è di gran lunga superiore, per cui se la Sicilia e il territorio in cui operiamo, non si attrezzeranno per il prossimo futuro con quelle dotazioni che consento alle imprese che vi sono allocate, condizioni almeno paritarie con quelle degli altri territori, allora saremo costretti ad andare via e a cercare altri contesti in cui operare è meno gravoso, meno rischioso e più vantaggioso.

Da considerare che abbiamo investito tanto nel nostro territorio, abbiamo due strutture realizzate ad Enna, la sede legale, con i laboratori di sviluppo e ricerca e la sede del nostro Training Center dove facciamo alta formazione, occupiamo circa 40 unità, ma dobbiamo fare i conti con un mercato molto competitivo e selettivo, per cui vorremmo continuare a lavorare da qui, ma ci devono essere le condizioni per poterlo fare.” 

 

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Cosa succede in “casa Miroddi”? Lite tra l’assessore Di Giorgio e il vice sindaco Mattia?

Da alcuni giorni un susseguirsi di voci e indiscrezioni sullo stato di salute dell’amministrazione Miroddi sta circolando negli ambienti politici piazzesi. A quanto pare, al di là dell’immagine di facciata, i rapporti all’interno del gruppo che amministra Piazza Armerina sembrerebbero essere molto tesi .



COSA STA SUCCEDENDO
Le indiscrezioni parlano della nascita di due schieramenti : da una parte il sindaco e l’assessore Di Giorgio, dall’altra il vice sindaco Mattia con l’assessore Giordani. Quali siano i motivi di questa divisione non lo sappiamo ma nell’ambiente politico gira voce di una furibonda lite tra l’assessore Di Giorgio e Giuseppe Mattia causata dal comportamento di quest’ultimo durante la crisi che lo scorso anno portò fuori dalla maggioranza l’UDC. A quanto pare il vice sindaco avrebbe tentato di barattare l’assessorato della Di Giorgio promettendolo all’Unione di Centro se avesse cambiato idea sulla sua scelta di abbandonare la maggioranza. La notizia sarebbe arrivata solo qualche giorno fa alle orecchie della Di Giorgio che non avrebbe esitato a chiedere a muso duro un chiarimento a Mattia. Le indiscrezioni parlano anche di una richiesta della Di Giorgio a Miroddi di procedere ad un rimpasto della Giunta con l’esclusione dall’esecutivo di Giuseppe Mattia e concordare  l’ingresso in maggioranza  del Partito Democratico a cui potrebbe essere offerta la vice sindacatura. Comportamento speculare del vice sindaco che avrebbe chiesto l’esclusione della Di Giorgio.
Apparentemente fuori dai giochi l’assessore Pippo Oliveri, considerato per il suo atteggiamento critico  anche il “grillo parlante” di Miroddi. In realtà Oliveri è in una situazione privilegiata perché è molto difficile, per una serie di motivi, che vengano chieste le sue dimissioni. L’assessore all’istruzione potrebbe trasformarsi in un feroce oppositore e in questo momento è meglio evitare che un’altra voce, a conoscenza di numerosi retroscena politici, si aggiunga al coro.


UN FUTURO A RISCHIO?
L’amministrazione Miroddi potrebbe cambiare volto se, in base alle indiscrezioni,  il sindaco dovesse dare ascolto alla Di Giorgio ma potrebbe anche accadere che la mancanza di un accordo tra gli amministratori e la mancanza di risultati tangibili potrebbe portare Miroddi a fare un scelta drastica e presentare le proprie dimissioni, un fatto non nuovo nella carriera politica del nostro sindaco che ha un precedente relativo alla sua sindacatura aidonese. .
A rischio anche la maggioranza in Consiglio comunale che nonostante si sia ingrossata con “il rimbalzo” di Piccicuto potrebbe avere qualche problema a causa del malcontento di alcuni consiglieri non proprio soddisfatti dell’operato del vice sindaco Giuseppe Mattia.
All’orizzonte c’è anche un’altra tegola che potrebbe cadere sulla testa di Miroddi. Se dovesse essere considerato nullo il contratto con la società di recupero crediti per una serie di illegittimità illustrate nell’ultimo consiglio comunale dal consigliere Cimino, si aprirebbe una voragine nei conti pubblici del comune che porterebbe l’ente in default e gli attuali amministratori, per legge,  non potrebbero più ricandidarsi. Un grande problema per chi sta alacremente lavorando da tempo per sostituire Miroddi fra tre anni.


I GIOCHI DI POTERE PREVALGONO
E’ evidente che l’amministrazione Miroddi è più presa dai giochetti politici che dai problemi della collettività. Basti pensare che un direttore di banca ha sostituito un ingegnere nella gestione dell’urbanistica per rendersi conto che molte scelte sono fatte per convenienza e senza valutare  competenze e esigenze della città. Questo modo di agire  rappresenta una costante nella gestione Miroddi-Mattia e seppure la città sembra apparentemente non risentirne in realtà produce una serie di nodi che prima o poi arriveranno al pettine.
Ovviamente ci aspettiamo una serie di smentite alle nostre notizie “ false e tendenziose”, così come le definisce Miroddi. Smentite che, a loro volta, vengono smentite dai fatti come con regolarità accade da due anni.

 

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Ruba per fame 4 euro di formaggio, condannato in appello a 6 mesi un clochard

Un trentenne ucraino senza fissa dimora che era stato denunciato per il furto di generi alimentari consistenti in una confezione di wurstel e di due pezzi di formaggio in un supermercato genovese, per un totale di 4,07 euro, si è visto confermare la pena a sei mesi di reclusione, con la condizionale, dalla corte d’appello di Genova.

I giudici hanno confermato la multa di 160 euro già inflitta in primo grado. Il procuratore generale aveva chiesto la derubricazione del reato in tentativo di furto spinto dalla necessità con la condanna a 100 euro di multa. L’episodio risale al novembre 2011 quando il giovane fu sorpreso all’interno del market mentre cercava di occultare la merce.

Lo scorso gennaio, per un fatto analogo, il giudice dell’istruttoria preliminare aveva disposto l’imputazione coatta per un genovese di 28 anni accusato di avere rubato una scatola di cioccolatini in un supermercato per un valore di 8 euro.In questo caso il pubblico ministero aveva “graziato” il ladruncolo valutando la lieve entità del danno e chiedendo l’archiviazione, ma il giudice aveva accolto l’opposizione dei legali del supermercato. Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” una vicenda che ha tutta l’aria di un episodio legato alla crisi, alla disoccupazione, e al fatto che molte famiglie non sanno più come sbarcare il lunario. Il ripetersi di casi di questo tipo legittima la sensazione che, in tutto questo, la crisi abbia a che fare eccome.


Giovanni D’Agata

 

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Non ride da 40 anni: “Oggi non ho una sola ruga sul volto”

Tess Christian ha 50 anni e negli ultimi 40 anni non ha mai sorriso. Il motivo? Ha voluto mantenere il suo aspetto giovanile e, non ridendo, ha fatto sì che non si formassero le rughe sul viso. La donna ritiene che questo suo rimedio naturale sia più efficace dei trattamenti di bellezza e addirittura anche della chirurgia estetica. I medici non smentiscono la sua affermazione. Tess non ha mai fatto uno strappo alla regola, in tutte le foto con i suoi amici non accenna neppure un sorriso, anche quando tutti intorno a lei sono divertiti e gioviali. Neppure alla nascita della figlia si è lasciata sfuggire un’espressione felice.



“Non ho rughe perché ho fatto allenamento per controllare i miei muscoli facciali. Tutti mi chiedono se ho fatto un lifting, ma in realtà il mio segreto è un altro. Non sorrido da quando sono adolescente e il mio impegno mi ha ripagato, oggi non ho una sola ruga”, ha dichiarato Tess. Nonostante tutto, la donna non si ritiene infelice, anzi ama la vita, semplicemente non sente il bisogno di dimostrarlo con un sorriso. Il dermatologo Nick Lowe ritiene che questo bizzarro stratagemma potrebbe funzionare: “Può essere una tecnica anti-invecchiamento molto efficace. Indubbiamente, ci sono alcune attrici che hanno modificato la loro espressione facciale proprio per non avere le rughe sul viso”. Una delle star più famose per le sue espressioni accigliate è ad esempio Victoria Beckham, chissà se anche lei vorrà combattere le rughe con questo metodo naturale.


 


 



 

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AcquaEnna – Dalle ore 18:00 del 12/02/2015, non potrà garantire, per le successive 24H l’erogazione

La Società ACQUAENNA – soggetto gestore del Servizio Idrico Integrato della Provincia di Enna – facendo seguito alla comunicazione pervenuta per le vie brevi da parte di Siciliacque S.p.A., riguardante la disattivazione dell’erogazione dell’acquedotto Ancipa Basso per effettuare una riparazione in territorio del Comune di Gagliano,  comunica che, a partire dalle ore 18:00 di oggi 12/02/2015,  non potrà garantire, per le successive 24h, la normale erogazione idrica nei seguenti Comuni: Agira, Aidone, Calascibetta, Enna, Gagliano C.to, Nissoria, Piazza Armerina, Valguarnera, Villarosa.


ACQUAENNA SCPA

 

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Agira – Rinnovato consiglio di Amministrazione dell’associazione “Cavallo per Amico”

E’ stato rinnovato ad Agira il  consiglio di amministrazione dell’associazione sportiva culturale dilettantistica denominata Il “Cavallo per Amico”, l’  associazione costituita circa tre anni fa conta trenta associati e numerosi simpatizzanti.

L’Associazione, che è basata su principi solidaristici e di aggregazione sociale  non ha scopi di lucro, sorge per aggregazione spontanea di coloro che praticano, promuovono e propugnano l’attività di equitazione e di tutte le attività ad essa connesse.
I soci hanno eletto presidente dell’ associazione Filippo Manuele,  Gaetano Landro vice presidente, Filippo Buono cassiere, Davide D’agostino segretario mentre invece sono stati eletti componenti del consiglio di amministrazione con la carica di consiglieri i soci Salvatore Venticinque, Filippo Manuele e Alfio Guarnaccia.

  “Ringrazio quanti hanno ritenuto opportuno affidarmi la guida dell’ associazione – ha detto il neo presidente Filippo Manuele – abbiamo in programma numerose iniziative che speriamo di realizzare grazie all’ impegno fattivo dei soci e di quanti hanno a cuore lo sport equestre e la passione per i cavalli, vogliamo – continua Filippo Manuele – incentivare iniziative ma sopratutto attenzione nei confronti del cavallo, amico che da sempre seguito nel tempo la storia degli uomini ”.

L’ associazione ha promosso negli ultimi anni numerosi eventi che hanno richiamato numerosi appassionati dell’ equitazione e numerosi turisti in occasione delle iniziative.
L’ associazione si è inoltre distinta per l’ organizzazione di “AgiraCavalli”, evento che ha riscosso numerosi apprezzamenti per l’ organizzazione e per la professionalità dei soggetti coinvolti nelle gare e nelle esibizioni.

“ Proseguiremo con impegno le iniziative intraprese – ha detto il vice presidente Gaetano Landro – con impegno e passione, abbiamo organizzato nel periodo estivo   AgiraCavalli, appuntamento che speriamo diventi sempre di più apprezzato in Sicilia, inoltre facciamo spesso   passeggiate a cavallo,  escursioni, gimkane, team penning,  passegiate a cavallo per i bambini  il tutto  con l’aiuto di personale specializzato, vogliamo adesso – continua Landro – aumentare la passione per il cavallo anche per fini terapeutici attraverso  passeggiate anche per soggetti disabili, la nostra associazione oltre alle finalità ricreative vuole anche svolgere scopi sociali rivolti nei confronti di soggetti particolarmente svantaggiati, in tutto questo – conclude Gaetano Landro – chiediamo il sostegno delle istituzioni e di quanti sono particolarmente sensibili nei confronti di una pratica sportiva che conta numerosi appassionati e in continua crescita”.   


Luigi Manno


 

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Pietraperzia – I Carabinieri arrestano tre giovani per detenzione di sostanza stupefacente

 
I militari della Stazione di Pietraperzia, comandata dal Maresciallo Capo Giuseppe CASTROVILLI e dipendenti dalla Compagnia Carabinieri di Piazza Armerina diretta dal Capitano Rosario SCOTTO DI CARLO, continuano la loro costante attività di controllo del difficile territorio di competenza, dove l’Arma è l’unico presidio della Forze dell’Ordine.
Infatti, nella tarda serata di ieri, hanno tratto in arresto in flagranza di reato tre giovani del luogo, due ragazzi ed una ragazza, disoccupati, tutti imparentati fra loro e con precedenti di polizia. I tre, di un’eta compresa tra i 19 ed i 24 anni, nati a Caltanissetta sono residenti e stanziali a Pietraperzia. 

Nell’ambito di un regolare servizio di controllo del territorio, tre pattuglie della Stazione Carabinieri di Pietraperzia in collaborazione con i colleghi dell’Aliquota Radiomobile e dell’Arma di Barrafranca, avendo fondato motivo di ritenere che di lì a breve transitasse un’autovettura i cui occupanti potessero occultare sostanza stupefacente tipo cocaina, hanno effettuato più posti di controllo lungo le due arterie di accesso al paese e cioè la SS 626 e la SS 560. In contrada Marcato Bianco hanno notato sopraggiungere un’autovettura di piccola cilindrata, con tre giovani a bordo ed i militari hanno intimato l’alt all’auto per procedere al controllo della stessa e dei suoi occupanti.

I Carabinieri hanno chiesto agli occupanti se fossero in possesso di sostanze stupefacenti ricevendo dapprima il diniego dei giovani ma poi, iniziate le operazioni di perqusizioni, uno dei tre consegnava loro un involucro suddiviso in dosi contenente 6 grammi di sostanza stupefacente tipo cocaina e con chiusura ermetica termosaldata.

La droga aveva un valore di circa cinquecento euro. 
Nella disponibilità di uno dei tre giovani anche la somma di denaro contante di circa 150,00 euro suddivisa in banconote di diverso taglio, sequestrate.
I Carabinieri hanno quindi proceduto al sequestro di quanto rinvenuto ed hanno accompagnato i tre giovani barresi nei locali della Caserma di Pietraperzia ove, a seguito delle perquisizioni locali delle loro abitazioni, venivano dichiarati in stato d’arresto. 

Nell’abitazione di uno degli arrestati, precisamente in un’intercapedine tra il solaio e le tegole, debitamente occultata, i Carabinieri hanno rinvenuto anche una pistola scacciacani riproducente una pistola beretta 92 SB, in metallo brunito nero, modificata e quindi sequestrata.
La droga, posto sotto sequestro penale ed a disposizione della competente Autorità Giudiziaria, sarà inviata nei prossimi giorni al Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Enna per gli accertamenti del caso. 
Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati tradotti presso le proprie abitazioni al regime degli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.



 

 

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Per Mare Nostrum niente soldi, per le missioni militari si trovano sempre



A volte gli incroci e le coincidenze hanno il merito di portare allo scoperto contraddizioni e limiti che altrimenti passerebbero inosservati. Così, proprio nella giornata in cui il Governo stanzia i fondi per la proroga delle missioni internazionali, arriva la conferma delle tremende dimensioni dell’ennesimo naufragio al largo di Lampedusa: decine, forse centinaia di morti, dispersi e feriti in gravissime condizioni. Un disastro forse evitabile, lo dicono in molti; un dramma per il quale non abbiamo fatto tutto il possibile, lo dicono i fatti.


E non lo abbiamo fatto perché abbiamo scelto di mandare in soffitta Mare Nostrum, una delle poche operazioni che (parola di ministri) ha portato a casa risultati “indubbi”, “incontrovertibili”, “incontestabili”. Sul perché della chiusura ci siamo interrogati a lungo, soprattutto considerando che, per stessa ammissione di Alfano, Triton non ne avrebbe colmato il vuoto (essendo operazione sostanzialmente diversa, per compiti e dotazioni) e che, sempre parole di Alfano, l’emergenza umanitaria nel Mediterraneo non è mai finita. La spiegazione è, ahinoi, molto più terra terra e risponde al contenimento dei costi, alla valutazione del consenso “popolare” (che poi lo avessimo almeno chiesto agli italiani…), alle dinamiche politiche interne alla maggioranza del Governo, alle strumentalizzazioni dell’opposizione parlamentare.



Sui costi abbiamo da sempre assistito ad una operazione ai limiti del paradossale, con informazioni distorte, non verificate, confuse e completamente decontestualizzate. Nel computo dell’operazione Mare Nostrum sono state paradossalmente caricate le spese per l’accoglienza, per la sistemazione nei centri, per il vitto e l’alloggio dei migranti, finanche per il loro trasferimento da un centro all’altro. In questo modo si è arrivati a calcolare costi esorbitanti, fino alla cifra di 1,2 miliardi di euro, ripetuta come un mantra da forzisti, salviniani, fratelli d’Italia e via discorrendo. Un obbrobrio logico e concettuale che è stato giudicato troppo persino da Alfano, “costretto” ad ammettere che “Mare Nostrum in un anno ci è costata 114 milioni di euro, 9,5 milioni al mese, da fondi ordinari della Difesa”. Insomma, 114 milioni di euro all’anno per una operazione che, oltre ai compiti “umanitari” e alle procedure che hanno permesso decine di migliaia di salvataggi in mare, contribuiva al pattugliamento delle nostre coste e alla sorveglianza dei nostri confini. Ora, fermo restando che chi scrive è convinto che di fronte all’obbligo dell’assistenza umanitaria cade qualunque ragionamento sulle cifre, solo per curiosità diamo un’occhiata a quanto stanziato per i prossimi 6 mesi per le “missioni di pace”. Operazioni sulle quali la riflessione di senso è sempre rimandata: si preferisce lo strumento della proroga, peraltro a “fase emergenziale” ampiamente superata.


Ecco, nei prossimi 9 mesi spenderemo: 60 milioni di euro nei Balcani, 5 milioni in Albania, 20 milioni a Cipro, 126 milioni di euro in Afghanistan, 15 milioni di euro tra il Bahrain e gli Emirati Arabi Uniti, 120 milioni di euro in Libano e ora anche 132 milioni di euro contro l’Isis, altri 150 milioni tra missioni “minori” e contratti di “assicurazioni e trasporto” (qui un elenco dei costi complessivi e un dettaglio delle missioni). Su queste cifre e sull’impegno militare italiano (sul quale magari qualcuno dovrebbe riflettere, dopo aver letto la Costituzione, magari), l’indignazione è minima.


Le due cose non sono in relazione, obietterete. Il benaltrismo e la dietrologia sono il male assoluto, aggiungerete (e forse potreste avere anche ragione). Peccato che siano le stesse armi utilizzate dalla propaganda politica per mettere la parola fine proprio all’operazione Mare Nostrum. Peccato che sulla necessità di “limitare i costi per la collettività” gli sciacalli della politica italiana ci abbiano costruito carriere, blocchi di consenso, occupando militarmente talk show e mezzi di informazione e gettando in pasto agli italiani il peggio della loro elaborazione concettuale. Peccato che l’ideologia dell’odio e dell’indignazione a buon mercato si sia nutrita per anni del “demone dello spreco”, del “prima gli italiani”, dell’aiutiamoli “a casa loro perché non ci sono soldi”.


 


 



 

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Piazza Armerina – Fratelli d’Italia: ” La mora sul consumo d’acqua-Oltre la beffa il danno”

                              
Ci risiamo ! Arrivano ancora una volta con notevole ritardo le bollette trimestrali  di Acquaenna e poi la Società del servizio idrico pretende il pagamento degli interessi di mora per ritardato pagamento .In questo caso monta la rabbia di chi si ritrova a pagare more e interessi sulle bollette arrivate in ritardo. Ma di chi è la colpa? Di chi le consegna o di chi le spedisce? E non c’è modo di evitare di pagare per le colpe altrui?

Il ritardo nel recapito da parte di Acquaenna e/o delle Poste che ne cura il servizio è diventato una vera e propria piaga pagata a caro prezzo dai consumatori e dalle imprese che si vedono addebitare ingiustamente i costi delle morosità dalla società di fornitura. Le lettere di notifica , non riportano alcun timbro postale che ovviamente penalizza il cliente per cui è impossibile dimostrare la data di arrivo della fattura che riporta all’interno la scadenza della stessa con ritardi che poi vanno da 15 giorni ad oltre un mese.

A quanto ammonta il danno per gli utenti? L’interesse che applica Acquaenna è del 2,15%  , con balzelli che vanno da pochi centesimi di euro a diversi euro che ,moltiplicati per  migliaia di utenze, fanno incassare alla Società un bel gruzzoletto accessorio. Il consumatore dovrebbe, ogni volta che riceve una bolletta oltre il termine di scadenza, inoltrare un reclamo ad Acquaenna e alle Poste in cui chiede l’attestazione della data di consegna in modo da poter dimostrare di aver realmente ricevuto in ritardo la fattura e che, dunque, il pagamento oltre la scadenza  non è a lui imputabile.

Poste, però, non agevola la produzione di questo documento, senza il quale il consumatore non ha speranze di vedere riconosciute le proprie ragioni: solo una volta che è riuscito a ottenere l’attestazione, infatti, può agire in giudizio oppure denunciare l’accaduto all’Antitrust”.

Il problema, potrebbe essere facilmente risolto da Acquaenna con la comunicazione dell’emissione della fattura mediante mail o sms telefonico, attraverso la richiesta e registrazione dell’Utente, al pari di altri servizi come luce,gas, telefono. Altrimenti gli Utenti dovrebbero ricorrere ad una “class-action” per porre fine a questo grave e ingiustificato balzello che lievita i costi di un servizio già pagato a “caro prezzo” .


 Fabrizio Tudisco
Portavoce provinciale FDI-AN

 

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Enna – Piu’ di 50 volontari per far fronte all’emergenza neve

Più di 50 volontari al giorno per far fronte all’emergenza neve, che ha colpito il capoluogo ennese  negli scorsi giorni.
Diecimila kg di sale e più di duecento chiamate al numero verde che l’Ente Corpo Volontari Protezione Civile di Enna ha attivato, insieme al comune, per l’emergenze comunali di protezione civile.

Nonostante i volontari avessero iniziato giorno 6 notte a spargere il sale, la neve di lunedì ha comunque avuto la meglio e molti sono stati gli automobilisti in difficoltà.
Ieri mattina, già dalle 6, i volontari della pubblica assistenza di Enna hanno spalato neve, continuato l’operazione di spargimento sale e aiutato le decine di cittadini ennesi che si trovavano bloccati in casa.

Nelle vie più secondarie, dove era impossibile arrivare con i mezzi, i volontari hanno lasciato ai residenti dei sacchi di sale da 25 kg.
“Sono state ore pesanti per tutti i nostri volontari che hanno fatto turni davvero massacranti”, dichiara il presidente della struttura Giuseppe Vallone, “ma siamo contenti perché siamo riusciti a fronteggiare l’emergenza e tutti gli ennesi sono stati al nostro fianco”.

Dello stesso avviso anche Lorenzo Colaleo, uno dei fondatori dell’associazione e oggi presidente regionale di Anpas Sicilia: “desidero ringraziare i numerosi cittadini che hanno collaborato, spargendo anche loro il sale recapitato nelle piccole vie. Sono sempre più convinto che questa Città ha tutte le caratteristiche per diventare un grande esempio di cittadinanza attiva, poichè insieme si può.”
Presto l’associazione aprirà la campagna tesseramenti e, visto l’interesse mostrato da molti, verrano organizzati corsi gratuiti di protezione civile per la popolazione.

 

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Una nuova tragedia al largo di Lampedusa

Nel corso della question time di oggi l’On.Manlio Di Stefano del Movimento
5 Stelle, con un suo intervento alla Camera si è soffermato sulla nuova grande sciagura avvenuta al largo di Lampedusa che, secondo le prime informazioni, potrebbe essere ancora più grave di quella verificatasi nell’ottobre 2013 .

Nel corso del suo intervento l’On. Di Stefano  ha contestato al Governo di non avere dato seguito ad una sua mozione da tempo presentata, approvata all’unanimità dalla Camera, con la quale impegnava il Governo ad esaminare con la Libia la possibilità di creare un centro di raccolta e trasportare in Italia in sicurezza ,dopo averli identificati, coloro i quali avevano deciso di emigrare.

Operazione che oltre ad avere un grande valore morale, sarebbe costata allo  Stato molto di meno delle spese che giornalmente vengono sostenute sia per il pattugliamento, che per  le difficili operazioni di salvataggio.
In un mio articolo pubblicato sul giornale on line Start News del 9 ottobre 2013, alcuni giorni dopo la grande tragedia nella quale perirono oltre 300 persone ,così mi esprimevo:
“ Se in nome della sovranità degli Stati si vuole scaricare su Lampedusa e la Sicilia e, quindi sull’Italia, il costo non solo economico del fenomeno immigrazione, la risposta potrebbe essere la seguente:

Creare in Libia un centro di accoglienza per coloro i quali, per motivi seriamente accertati , sono costretti ad emigrare, trasportarli con una nave in uno o più porti del nord agevolandoli così a raggiungere quegli agognati paesi che temono di perdere, con la immigrazione, parte della loro sovranità.
Alla vigilia della sua  partecipazione al Consiglio di Europa, il Presidente Letta aveva assunto formale impegno di fronte al Parlamento che il problema “Lampedusa” sarebbe stato posto in termini tali da consentire l’effettivo coinvolgimento dell’Europa.
Coinvolgimento che, per il modo come è avvenuto, ha causato la nuova grande tragedia.
Il 22 ottobre 2013 con altra mia nota pubblicata sempre sullo stesso giornale così mi esprimevo:

Il Presidente Letta, nel caso non riuscisse ad ottenere l’effettivo coinvolgimento dell’Europa, dovrebbe comunicare che il problema della immigrazione in Italia viene considerato prioritario rispetto a tutte le spese sostenute dal nostro paese , nelle varie missioni svolte all’estero.


Ciò potrebbe determinare, anche in considerazione delle nostre condizioni economiche attuali, il ritiro delle nostre missioni e lo storno del relativo costo al Capitolo immigrazione.
Questo è stato il mio pensiero espresso sedici mesi fa e con la massima soddisfazione oggi ho appreso che il Governo, su proposta di un deputato aveva assunto , non rispettandolo, un formale impegno di operare nel senso da me prospettato.

Angiolo Alerci


 

 

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La Via : ”Etichetta origine carne nei prodotti alimentari trasformati ”

 I consumatori europei vogliono sapere da dove arrivi la carne delle lasagne surgelate, dei tortellini o dei ragù in scatola, informazioni obbligatorie oggi soloper la carne fresca.


Su questa base, gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione la presentazione di nuove regole che prevedano l’indicazione obbligatoria nelle etichette del paese d’origine della carne nei prodotti alimentari trasformati. Anche per non mettere in pericolo la fiducia dei consumatori, messa a dura prova a seguito di vicende come quella dello scandalo di cavallo del 2013. “Il voto di oggi, – ha detto il Presidente della Commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare, Giovanni La Via (Ncd/Ppe) – è un segnale importante per riconquistare la fiducia dei consumatori europei”.


Il dibattito in Parlamento è stato molto forte ed ha avuto origine da una relazione presentata dalla Commissione europea, secondo la quale oltre il 90% dei consumatori vorrebbe conoscere l’indicazione di origine della carne sull’etichetta dei prodotti trasformati. E ciò acquista maggiore rilevanza se si considera che, secondo un altro studio condotto di recente, il 30-50% delle carni macellate finisce come ingrediente di altri prodotti alimentari. Per queste considerazioni la Commissione Ue propone tre diversi scenari: mantenere la legislazione invariata, con origine dichiarata su base facoltativa; introdurre l’obbligo di indicare l’origine UE – non UE; introdurre l’obbligo di specificare la provenienza.

 

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Aidone: presentati i nuovi siti Internet istituzionali realizzati da StartNews [VIDEO]

Nell’Aula Consiliare del Comune di Aidone ieri pomeriggio sono stati presentati i due nuovi siti istituzionali del comune di Aidone. Il primo dedicato alla comunicazione con i cittadini e alla trasparenza amministrativa , il secondo al settore turistico.
Alla presenza dei dipendenti, degli assessori e dei consiglieri comunali il Sindaco Vincenzo Lacchiana ha ribadito l’importanza di una comunicazione chiara e trasparente con i cittadini.
Il lavoro è stato svolto da un equipe di StartNews che ha curato sia l’spetto grafico che tutte le procedure gestionali e d’interfacciamento.


I link per visionare i siti sono i seguenti:
http://www.comune.aidone.en.it/  – Aidoneonline.it (portale istituzionale)
www.aidone.info (portale turistico)



 

 

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Piazza Armerina – Presentato il libro ” La pazienza di Giobbe” del Professore Vittorio Malfa

 Il Museo Diocesano ha ospitato, sabato 7 febbraio 2015, tanti amanti del libro e della narrazione intervenuti  alla presentazione del libro “La pazienza di Giobbe”, opera narrativa fresca di stampa del professore Vittorio Malfa, molto conosciuto e apprezzato a Piazza Armerina per i suoi studi letterari e per l’attività decennale di insegnante.

Il suo libro “La pazienza di Giobbe” narra la vita di un bambino figlio di contadini di Barrafranca che scalerà  i gradini della carriera ecclesiastica frequentando il Seminario di Piazza Armerina. La storia parte dagli anni trenta per finire attorno agli anni ottanta.
“I personaggi ben tratteggiati e la descrizione di posti e di vicende legate alla storia  nostra terra hanno attirato la curiosità dei lettori sin dai primi giorni di uscita del libro ¬¬– sottolinea Salvatore Giordano, autore di romanzi ambientati in Sicilia –

Il libro ha però anche  una grande peculiarità sempre più rara anche tra gli scrittori, la  scrittura colta e raffinata di chi conosce molto bene la lingua italiana”.   Nella sua ampia e articolata presentazione dell’opera, Don Pasqualino Bellanti, direttore dell’Istituto di Scienze Teologiche di Piazza Armerina, ha sottolineato, tra l’altro, come il testo di Vittorio Malfa possa essere ascritto al solco tracciato da Guy de Maupassant e degli altri scrittori francesi padri del racconto moderno.  E su questa considerazione si è sviluppato il dibattito tra presentatori, pubblico e autore. La professoressa Nuccia Maugeri ha omaggiato i presenti con una lettura di alcuni brani del libro. In sala anche Angelo Scroppo autore del dipinto  da cui è stata tratta la copertina del romanzo, pubblicato dalla casa editrice Nulla Die di Piazza Armerina


 

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Piazza Armerina – Proseguono le azioni del Progetto “Il ponte sul di-stretto”

Proseguono le azioni del Progetto “Il ponte sul di-stretto” finanziato da Fondazione CON IL SUD, infatti lo scorso fine settimana una delegazione del Consorzio DAS, che, nato dal progetto,  si avvia verso la piena sostenibilità, si è recata in Emilia Romagna per acquisire le pratiche già sperimentate da conferire ai soci cooperatori, creare nuove sinergie e fare rete con le realtà di altri Territori.

Fra i primi incontri dei componenti del Consorzio, che attualmente riunisce 50 soci, tra aziende agricole, realtà turistiche e cooperative del terzo settore, quello con il direttore di  Confcooperative Regionale, Pierlorenzo Rossi,  che ha ribadito come la  cooperazione si conferma un punto fermo e importante del tessuto economico-sociale dell’Emilia Romagna e dell’intero Paese. Cooperare è la formula d’impresa che oggi meglio può resistere a una crisi economica che ha messo in discussione molte situazioni un tempo date per scontate.

E’ cambiato il concetto di concorrenza e la formula cooperativa oggi viene considerata un vantaggio in termini di sicurezza sul mercato e di abbattimento costi, perché le cooperative sono in grado di valorizzare tutte le categorie. A Fratta Polesine (Ro), la delegazione ha partecipato ai lavori del Convegno “History, Bike&Food . “Durante tutti gli incontri”-  dice Agostino Sella, Presidente del Consorzio e Coordinatore del Progetto – “siamo stati guidati da Fausto Faggioli, progettista ed esperto europeo di marketing territoriale, nonché presidente di E.A.R.T.H. Academy,  alla scoperta delle buone prassi già sperimentate nel territorio romagnolo, e non solo,  e che avremo piacere di ospitare in Sicilia il prossimo mese di marzo all’interno del nostro convegno conclusivo,  affinché illustri le formule cooperative già sperimentate in campo agroalimentare e turistico”. 

Per Fausto, che è uno straordinario esperto del settore e che vanta collaborazioni e consulenze importanti  cooperare è la formula d’impresa che oggi meglio può resistere a una crisi economica che ha messo in discussione molte situazioni un tempo date per scontate.”
Parte della delegazione anche Cesare Arangio, componente del direttivo del DAS e Presidente di confcooperative Enna-Caltanissetta e vicepresidente per la Sicilia,  che ha concluso:

“Questi  incontri con il mondo cooperativo dell’Emilia Romagna  sono stati un’occasione importante per scambiare buone prassi e integrare i mercati interni. La crisi che stiamo attraversando è, infatti, anche input per avviare, attraverso questa serie di incontri, un processo di relazioni e nuove leadership al fine di mettere in campo un nuovo modo di interpretare la cooperazione.”


 

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Melania Rea, la Cassazione: “Rivedere al ribasso la condanna a 30 anni a Parolisi”

Secondo la Corte di Cassazione la condanna a 30 anni di carcere per Salvatore Parolisi va rivista al ribasso: secondo i giudici è da eliminare l’aggravante della crudeltà. Il ricalcolo della pena lo deve fare la Corte d’assise d’appello di Perugia. Confermata la responsabilità per aver ucciso la moglie Melania Rea. Giovanni Monni, legale della famiglia della vittima, ha commentato: “La Cassazione ci ha dato ragione, Parolisi è stato riconosciuto colpevole. Volevamo che fosse individuato definitivamente l’assassino di Melania e l’assassino ora c’è. La quantità della pena non ci interessa”.


Oggi la Corte di Cassazione si pronuncia sul destino di Salvatore Parolisi, l’ex caporal maggiore dell’Esercito accusato dell’omicidio della moglie Melania Rea. In serata è attesa la decisione dei giudici della prima sezione penale della Suprema Corte chiamati a stabilire se va accolto o meno il ricorso dell’imputato contro la sentenza emessa il 30 settembre 2013 dalla Corte d’assise d’appello dell’Aquila. Secondo il sostituto pg di Cassazione, Maria Giuseppina Fodaroni, va confermata la condanna a trenta anni di reclusione inflitta in appello a Salvatore Parolisi. Nell’uccidere la moglie, ha detto il pg Fodaroni, l’uomo ha agito “con un impulso omicida di violenza inaudita, ha inferto una serie di 35 coltellate con la volontà di sfogarsi e procurare sofferenza alla donna, cercava di colpirle il collo con espressione di autonoma ferocia”. L’ex caporal maggiore è l’unico imputato per l’omicidio della moglie, avvenuto nel boschetto delle Casermette, a Ripe di Civitella del Tronto, in provincia di Teramo, il 18 aprile del 2011. Per Parolisi il gup di Teramo, in primo grado, aveva disposto la condanna all’ergastolo, poi, riformata in appello con i trent’anni di carcere.



Per la difesa non ci sono prove a carico di Salvatore Parolisi
Per la difesa dell’imputato non ci sono prove a suo carico per cui chiederà l’assoluzione o la riforma della sentenza di appello per cui potrebbe accadere che la Corte rinvii gli atti all’Aquila. Sono 16 le motivazioni su cui faranno leva i difensori di Parolisi per chiederne la libertà alla luce della mancanza di prove e “delle forti discordanze presenti nelle due sentenze e nell’ordinanza di custodia cautelare emessa a suo tempo”, ha fatto sapere Federica Benguardato, uno dei legali dell’uomo. I legali Walter Biscotti e Titta Madia hanno sostenuto che “Parolisi è stato vittima di un processo mediatico. Da subito – ha sottolineato Madia – è stato descritto come un fedifrago sciupafemmine. E se non fosse stato lui a uccidere Melania? Avremmo un innocente in carcere”.


Tribunale Minori decide sugli incontri tra Parolisi e la figlia
Al di là della sentenza della Cassazione oggi Parolisi attende anche un’altra importante decisione, quella del Tribunale dei Minori di Napoli che deve stabilire se l’uomo potrà vedere la figlioletta avuta con Melania Rea. L’imputato non vede sua figlia dal 2011, quando la piccola aveva appena 18 mesi e fu affidata alla nonna materna. Il Tribunale dei Minori di Napoli deve pronunciarsi sulla richiesta presentata dall’avvocato di Parolisi, Federica Benguardato, di far incontrare la bimba con il papa. Parolisi era venuto a conoscenza tardivamente della relazione del ctu nominato dal tribunale “dalla cui relazione emergeva chiaramente come fosse opportuno che la bimba incontrasse il padre”, ha spiegato l’avvocato Benguardato.


 


 



 

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Piazza Armerina – ”Povero Palio….” lettera di un cittadino piazzese

 POVERO PALIO!
 Sono un cittadino che ama Piazza Armerina, che da parecchi anni collabora al Palio dei Normanni. ed a cui come alla stragrande maggioranza dei piazzesi non ha fatto piacere che il nostro Palio sfilasse ad Acireale e venisse inserito tra le manifestazioni carnevalesche.
Ho viste delle foto e video amatoriali su Facebook che testimoniano la striminzita sfilata di volontari alla trasferta di Acireale, anche se da alcune interviste rilasciate, il Sindaco l’Assessore al turismo e l’Esperto alle Feste e Tradizioni parlano di grande successo.
Nessuna TV  nè Siciliana nè nazionale lo ha ripreso, solo Rai tre ha mandato  un minuto di video parlando esclusivamente del Carnevale.

La Nostra sfilata è stata solo a beneficio del Sindaco di Acireale e di una minima parte di suoi concittadini, ragion per cui se proprio si voleva portare il Palio ad Acireale lo si poteva benissimo fare in altra occasione(festa della Patrona) sicuramente con più pubblico e non per il Carnevale.
Lasciando perdere le polemiche sulla presenza o meno dell’immagine di M.SS. delle Vittorie esibita in prima fila in un contesto carnevalesco, cosa a mio avviso deplorevole,  voglio far notare che ad Acireale non si è pubblicizzato il  Palio dei Normanni, ma solo ed esclusivamente due  rappresentazioni, una pugna ed una esibizione di una Patetica recitazione di Fata Morgana diretta da pseudo registi fai da te.

 Se il Palio sono questi due gruppi associativi, non credo che ad Acireale si sia pubblicizzata la nostra MANIFESTAZIONE ma solo ed esclusivamente gli spettacoli teatrali gestiti da personaggi legati all’Amministrazione Comunale, esibizioni definite “Eccellenze” che ci sono state sciorinate per un intera estate nei Weekend Medioevali e che non hanno portato a Piazza Armerina un turista in più .
Un affettuoso rimprovero lo voglio fare agli amici dei quartieri che con il loro rifiuto hanno dato mano libera a quanto è stato presentato Sabato ad Acireale e spacciato per Palio dei Normanni.
Spero solo che in un prossimo futuro si mettano da parte le polemiche e le divergenze politiche e si torni a collaborare costruttivamente per la prossima edizione.
                                                                                            
  U.D.- Un Piazzese               

 

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Agira – ”Elezioni di Maggio per l’ On. Maria Greco ”Il Pd darà un contributo determinante”

Si è svolta presso la sede del partito democratico di Agira l’ assemblea dei tesserati in vista delle prossime amministrative che si terranno a Maggio per il rinnovo dell’ amministrazione comunale.
L’ assemblea alla quale hanno partecipato in molti è stata coordinata dall’ ex consigliere provinciale Dott. Domenico Bannò, il quale ricopre l’ incarico di componente di garanzia del partito democratico a livello regionale.

All’ incontro hanno partecipato i consiglieri comunali del partito , ex amministratori comunali e numerosi tesserati e simpatizzanti.
 Il Dott. Domenico Bannò ha evidenziato durante il suo intervento l’ entusiasmo e la passione che deve caratterizzare quanti credono in una svolta per il paese.
“Il partito democratico – ha detto Bannò – per la sua storia e per le sue continue battaglie deve essere il protagonista principale della prossima campagna elettorale, creando impegno e voglia di partecipazione ”

Con il voto favorevole di tutti i partecipanti e un solo astenuto si è conferito mandato al segretario del partito l’ On. Maria Greco  di valutare la possibilità di creare convergenze intorno ad un progetto per la rinascita del paese.
“Tutti gli interventi – ha dichiarato l’ On Maria Greco – hanno posto la necessità di un forte rinnovamento e di una nuova etica politica, Il PD e’ in campo e giocherà all’attacco, altri sono in tribuna e si limitano a a guardare, altri ancora vogliono sbarrare la strada al cambiamento, alle prossime elezioni amministrative – continua l’ On. Greco – il PD ci sarà e darà il suo contributo in modo determinante,  l’ incontro di oggi è stato un primo passo e sarà sicuramente il primo di un nuovo cammino insieme a coloro che vogliono scrivere la pagina migliore di Agira, registro l’ entusiasmo di tanti tesserati e simpatizzanti soprattutto giovani i quali vogliono con disinteresse dare il loro contributo per la rinascita del nostro paese, stiamo creando tutti insieme una squadra competente, che farà del rinnovamento e della passione per la politica la sua componente principale, il nostro è un partito aperto a quanti credono in un impegno qualificato è trasparente, il Pd – continua l’ On Greco –  in questi mesi ha incontrato le diverse associazioni di categoria e la società civile la loro voglia di cambiamento e le problematiche manifestate ci inducono ad impegnarci tutti e responsabilmente per creare valide occasioni di sviluppo locale”.
Attualmente il partito democratico di Agira è il soggetto politico più organizzato raggiungendo anche livelli elettorali apprezzati in Sicilia durante le ultime competizioni elettorali.  


P.M.

 

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Enna – Incontro tra il Prefetto e le forze dell’ordine sul tema della prevenzione

 Il Prefetto di Enna Fernando Guida ha ricevuto il Comandante della Polizia Locale di Enna, in presenza del Sig. Questore, del Comandante provinciale della Guardia di Finanza, del Comandante del Reparto operativo dei Carabinieri e del Sindaco del Comune capoluogo.
L’incontro è stato principalmente volto a valutare i servizi di prevenzione e controllo del territorio nell’ottica di un continuo miglioramento della sicurezza partecipata.

Al riguardo, il Prefetto ha espresso un sincero apprezzamento per l’attività prestata, in quanto ha contribuito a collocare Enna tra le prime cinque provincie in Italia per sicurezza, innalzando anche il livello di sicurezza percepita dai cittadini.
Nell’anno appena concluso, secondo i dati fatti pervenire dalla Questura e dall’Arma dei Carabinieri, l’attività sinergica delle diverse Forze dell’Ordine, messe in campo secondo lo schema del c.d. “Modello Trinacria”, ha infatti consentito di effettuare quasi 12.000 controlli, identificando oltre 20.000 persone.

Il Questore ha, in particolare, espresso un sentito ringraziamento alla Polizia locale di Enna che – con l’apporto di 4 pattuglie – ha contribuito al raggiungimento di detti risultati attraverso modelli di Controllo Integrato del Territorio.
Nell’occasione anche il Sindaco del Comune ha espresso il proprio apprezzamento, ringraziando le Forze dell’Ordine e rinnovando il proprio impegno nell’assicurare un supporto adeguato alle azioni dirette ad incrementare il senso di legalità nella cittadinanza.
Il Prefetto, alla fine dell’incontro, nel ringraziare nuovamente gli intervenuti per lo sforzo profuso, ha chiesto un rinnovato impegno, evidenziando come soltanto attraverso un miglioramento continuo delle condizioni di legalità si possano costituire i presupposti per uno sviluppo dell’economia e per una serena vita di comunità.




 

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Piazza Armerina – Il M5S ripulisce la Sp12 all’altezza della contrada Sambuco-Frattulla

Nonostante il freddo pungente, gli attivisti del M5S di Piazza Armerina hanno deciso di trascorrere la domenica mattina a servizio della comunità portando a termine l’ennesima iniziativa a tutela dell’ambiente.
Oggetto dell’intervento è stato la c.da Sambuco-Frattulla lungo la S.P. 12.

La discarica ben visibile dalla stradina che costeggia i bellissimi boschi della zona, era stata ampiamente segnalata dapprima sui social networks e poi per le vie formali con esposto inoltrato al Corpo Forestale e alla Polizia Municipale, inviato per conoscenza al Sindaco e all’Assessore al ramo.
Ancora una volta, dicono gli attivisti, dobbiamo constatare l’inerzia degli organi preposti alla tutela e al controllo del patrimonio boschivo della nostra città che versa in condizione disastrose.

La “prassi” di trasformare i boschi in discariche abusive non è certamente nuova, ma è in preoccupante incremento dall’entrata in funzione della raccolta differenziata.
Nelle contrade, l’iniziale mancanza di appositi contenitori (comunque ancora insufficienti e non disponibili per tutte le tipologie di rifiuti), sta causando un vero e proprio disastro ambientale come testimoniato dai video girati dai cinque stelle che saranno consegnati alle autorità.

Ai “tradizionali” depositi di materiale edile, elettrodomestici, materassi, eternit e rifiuti speciali RAEE, si aggiungono anche i rifiuti domestici di cittadini incivili che hanno mal digerito l’introduzione della differenziata e che offendono con il loro inqualificabile comportamento un’intera comunità.
Servirebbero controlli stringenti nonché l’ausilio della tecnologia, ma a quanto pare, l’impianto di videosorveglianza segnalato in loco, non è mai entrato in funzione.
Ci chiediamo come ciò sia possibile e con quali mezzi si intenda contrastare questo fenomeno di inciviltà diffusa.

Attendiamo una risposta immediata e convincente degli organi competenti, preannunciando che a breve organizzeremo un incontro sul tema nel quale chiederemo ai vertici del Corpo Forestale, della Polizia Municipale e della Tekra di intervenire.
P.S. Un ringraziamento particolare al sig. Alessandro che ha messo a disposizione il suo mezzo per il trasporto dei rifiuti.
Giampiero Alfarini per il Movimento 5 Stelle Piazza Armerina


 

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In un momento in cui le cronache sovrabbondano di notizie riguardanti aziende in crisi, di chiusure, di riconversioni, di cassa integrazione, di licenziamenti e in un’area per altro facilmente rintracciabile nelle posizioni più basse delle classifiche che espongono gli indicatori di sviluppo, occupazione e infrastrutturazione a livello nazionale, abbiamo trovato una mosca bianca.

Di quelle che vanno controtendenza, di quelle eccezioni che spesso confermano la regola.
Un’azienda altamente tecnologica,  che fa ricerca e sviluppo nell’ambito delle piattaforme software avanzate, specializzata in ambiti come il “Component-Based Development Tool”, il “Property e Facilty Management”, il “Document Repository”, l’  “Enterprise Resource Planning”, il “Workflow Management”, termini anglosassoni comuni in ambito informatico, che potremmo tradurre in: Piattaforme Software per lo Sviluppo di Componenti ed Applicazioni, Soluzioni software destinate a chi gestisce patrimonio immobiliare, eroga servizi e forniture a canone, a tariffa e a consumo, Soluzioni per la dematerializzazione, archiviazione e gestione  di documenti, per la contabilità e il controllo di gestione e per la pianificazione dei processi aziendali.

La curiosità è che questa azienda è localizzata nell’entroterra siciliano, in una città come Enna, arroccata su una montagna in cui le infrastrutture sono carenti e in cui è difficile trovare anche la connessione a banda larga.
La denominazione della società tradisce le originarie ambizioni e una vocazione che traguarda i confini angusti non solo della propria città ma anche della regione.
Ambizioni che non sono rimaste disilluse ma che si sono concretizzate in diverse sedi presenti in Lombardia, in clienti sparsi su tutto il territorio nazionale e nella copertura di un target, relativo agli Enti e alle Aziende di Edilizia Residenziale Pubblica, pari a circa il 70% del mercato nazionale.

La società è Tecnosys Italia srl, un’azienda nata come tante micro e piccole aziende a carattere familiare, ma che è cresciuta notevolmente, sino al punto che nel 2014 ha acquisito altre società, sue competitors, con 40 anni di presenza sul mercato, eppure ha mantenuto un management aziendale che vede ai vertici due fratelli, Tonino e Carmelo Palma e un figlio/nipote dei due, Alessandro, laureato alla Bocconi, che dopo diversi anni di esperienza in multinazionali ha deciso di investire le proprie conoscenze e competenze, nell’azienda di famiglia.

Sostanzialmente è rimasta un’azienda siciliana a carattere familiare ma con interessi ormai in tutta Italia, con mire espansionistiche verso l’estero e con relazioni e joint ventures con aziende multinazionali specializzate in informatica e in consulenza contabile, organizzativa e strategica.
A chi gli chiede il segreto di tale successo Tonino Palma,  il maggiore dei fratelli, risponde:”La nostra azienda ha avuto sempre una costante tensione e propensione verso l’innovazione, verso la ricerca, verso l’applicazione di tecniche e metodologie al passo con una tecnologia in continua evoluzione. Normalmente sono le grandi società di software che investono tanto in ricerca ma devo dire che una buona fetta del nostro fatturato è stato sempre reinvestito in  ricerca e sviluppo ed oggi dal mercato riceviamo risposte gratificanti.”

L’altro fratello, responsabile dello sviluppo aggiunge: “Le nostre tecniche di sviluppo all’avanguardia, la creatività nel trovare sempre nuove soluzioni e strade  magari non battute da altri competitor, ci hanno proiettato tra le aziende leader nel nostro settore e ci hanno consentito di consolidare collaborazioni e partnership di un certo rilievo, quali quella con la Ernst&Young, con la quale abbiamo sviluppato applicazioni sperimentali nell’ambito dell’armonizzazione dei sistemi contabili della pubblica amministrazione, che stanno avendo successo nel mercato nazionale.”

Il più giovane dei Palma, Alessandro, si focalizza sul contesto in cui opera la “sua” azienda: “Ho maturato un’esperienza in altre società che si trovano in contesti economici e ambientali in cui le infrastrutture, i servizi, le reti tecnologiche giocano un ruolo determinante per il loro successo, noi dobbiamo colmare il nostro deficit compensando con l’innovazione e la creatività, ma alla lunga potrebbe non essere sufficiente.

Quando ti trovi a competere con aziende che riescono ad essere presenti sul mercato in maniera più efficace, più rapida e più efficiente, la fatica che devi fare per essere all’altezza è di gran lunga superiore, per cui se la Sicilia e il territorio in cui operiamo, non si attrezzeranno per il prossimo futuro con quelle dotazioni che consento alle imprese che vi sono allocate, condizioni almeno paritarie con quelle degli altri territori, allora saremo costretti ad andare via e a cercare altri contesti in cui operare è meno gravoso, meno rischioso e più vantaggioso.

Da considerare che abbiamo investito tanto nel nostro territorio, abbiamo due strutture realizzate ad Enna, la sede legale, con i laboratori di sviluppo e ricerca e la sede del nostro Training Center dove facciamo alta formazione, occupiamo circa 40 unità, ma dobbiamo fare i conti con un mercato molto competitivo e selettivo, per cui vorremmo continuare a lavorare da qui, ma ci devono essere le condizioni per poterlo fare.” 

 

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Enna – Denunciato un pregiudicato. Tenta di rapinare due donne e minaccia i propri genitori.

 Si tratta di un pregiudicato, classe 1993, che nel corso della medesima giornata, ha dapprima tentato di scippare due donne lungo le vie del centro cittadino e, successivamente, minacciato i propri genitori conviventi.

Il tutto si è svolto nel volgere di poche ore: il primo degli episodi si è verificato nella via Montesalvo, zona Monte, il secondo nella centralissima via Roma. Entrambe le vittime hanno riferito di essere state sorprese alle spalle da un giovane che, con forza, ha tentato di sottrarre la borsa tenuta sottobraccio. Soltanto la vigorosa reazione delle due donne ha consentito alle stesse di mettere in fuga il malvivente, il quale riusciva, soltanto in parte, a portare a compimento la sciagurata azione delittuosa.

Tuttavia, in occasione del secondo scippo, il giovane, malgrado la reazione della vittima, perseverando nel tentativo di rapinarla, spingeva la donna contro il muro e riusciva a mettere le mani all’interno della borsa e sottrarre il telefono cellulare. A seguito dell’azione violenta la signora era costretta a far ricorso alle cure del Pronto Soccorso.
Nell’immediatezza dei fatti, personale della Squadra Mobile, coadiuvato dagli agenti della Sezione Volanti, diretti dal Dott. Alessandro Scardina, compulsava l’attività investigativa riuscendo ad acquisire molteplici informazioni utili alla ricostruzione dell’identikit del giovane rapinatore.

La prontezza di intervento e la sinergica azione messa in campo consentiva, appena poche ore dopo, di pervenire all’identificazione del soggetto.
Raggiunto dalla Polizia presso il proprio domicilio, era lo stesso giovane, a questo punto, ad ammettere le proprie responsabilità in ordine agli scippi. Sul posto i poliziotti della Questura raccoglievano le dichiarazioni del padre, il quale, rammaricato dalla condotta del figlio, raccontava che lo stesso, in più occasioni aveva minacciato di morte tanto lui quanto la propria moglie.

Espletate le formalità di rito, il pregiudicato, come disposto dal Sostituto Procuratore della Repubblica procedente Dr. Marco DI MAURO veniva denunciato, in stato di libertà,  per i delitti di rapina, tentato furto con strappo e minacce gravi.

 

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Enna – Oggi workshop sula tema cyberbullismo nelle scuole

 Nell’ambito delle iniziative promosse per celebrare il Safer Internet Day 2015, che quest’anno si terrà il 10 febbraio, la Polizia Postale e delle Comunicazioni in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, ha organizzato workshop sul tema del cyberbullismo nelle scuole delle province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta. Enna e Trapani.


Si tratterà di un’edizione speciale del progetto Una vita da social che prevede workshop in contemporanea il 10 febbraio presso le scuole di 100 capoluoghi di provincia italiani. La Polizia Postale e delle Comunicazioni incontrerà oltre 60 000 ragazzi in occasione del Safer Internet Day, con lo slogan  “Creiamo insieme un internet migliore”.


Una vita da social è un progetto itinerante sviluppato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni che ha l’obiettivo di aiutare gli utenti della Rete a navigare in piena sicurezza e a gestire con consapevolezza e controllo i dati condivisi online. Il progetto si compone inoltre di una pagina facebook unavitadasocial  nella quale vengono riportate tutte le attività e le impressioni dei giovani studenti.


L’obiettivo delle attività di formazione è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi all’adescamento, cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri.


 La formazione sui temi della sicurezza e dell’uso responsabile della rete è un impegno quotidiano della Polizia di Stato e la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, della Università e della Ricerca e l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, è assolutamente determinante.


Iniziative  come la giornata mondiale dedicata alla sicurezza in Internet – ormai celebrata in oltre 100 paesi  sono di grande importanza perché aiutano a portare la sicurezza della rete all’attenzione di un grande numero di utenti, soprattutto adulti, che sono oggi nel nostro paese quelli meno consapevoli dell’importanza di educare i minori a un uso sicuro consapevole e responsabile della rete.


  “Nel 2014 sono stati n.2 gli arresti effettuati per pedofilia online, con n.10 denunce, n.423 siti monitorati, n.10 perquisizioni effettuate e n.17  siti web pedopornografici inseriti in black list – dichiara il Dr. MACRI’ Dirigente del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Palermo. Prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci per far sì che i giovani imparino a navigare con prudenza in internet e per aiutare, allo stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web”.

 

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Inail: Il 2 marzo scade il termine per le domande di sconto

Il prossimo 2 marzo 2015 scade il termine per l’inoltro delle  domande di sconto che  L’Inail   applica alle aziende, operative da almeno un biennio, che eseguono interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia (decreto legislativo 81/2008 e successive modifiche e integrazioni).

La domanda deve essere inoltrata esclusivamente in modalità telematica attraverso la sezione Servizi online presente sul sito www.inail.it entro il  2 marzo 2015.
Nel primo biennio di attività il tasso  applicato  può essere ridotto , in misura fissa del 15%, in relazione alla situazione dell’azienda per quanto riguarda il rispetto delle norme di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro.


Tale riduzione può essere richiesta, su domanda telematica,  da inoltrare  in qualunque momento  prima che scada il biennio dall’inizio dell’attività da parte di  tutti i datori di lavoro in regola con le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro

 

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Piazza Armerina – la Tekra presenta i risultati di gennaio [VIDEO]

Il risultato ottenuto in poco più di un mese e mezzo a Piazza Armerina per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti pone la città tra i primi posti in Sicilia ed è probabile che  a Marzo sarà il comune isolano con il più alto tasso di rifiuti riciclati e potrà superare la soglia del 65% previsto dalla normativa europea.
E’ questo il risultato che la Tekra, attraverso la voce del responsabile Roberto Raimondi, ha presentato domenica nella Sala delle Luci nella confrenza stampa convocata per illustrarei risultati di gennaio dove la percentuale di differenziazione si è attestata su un esaltante 55,70%.


Dal lato dell’amministrazione comunale il sindaco ha annunciato che la polizia locale ha già provveduto a erogare le sanzioni previste per i cittadini che non rispettano nel deposito dei rifiuti orari e tipologia. Riportiamo qui sotto oltre all’intervista al responsabile Tekra Roberto Raimondi, a cui abbiamo contestato alcune imperfezioni nel servizio,  anche uno dei tanti verbali compilati da vigili urbani in questi giorni (1.200 euro di multa). 


 



 

 

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Il vessillo delle Madonna sfila al carnevale di Acireale. Il Palio potrebbe fermarsi

Padre Bognanni sarà sicuramente andato su tutte le furie quando gli sarà stata comunicata la notizia che il vessillo di Maria Santissime delle Vittorie nella giornata di sabato è stato messo in mostra durante la sfilata di alcuni figuranti del Palio nelle strade di Acireale e presumiamo che anche il Vescovo Don Gisana non l’abbia proprio presa bene. Critiche e sfottò sono piovuti da tutte le parti e in redazione abbiamo ricevuto email, telefonate e messaggi di protesta.
Era stato Miroddi, in Consiglio Comunale,  a dire a chiare lettere che il vessillo della Madonna non sarebbe stato mostrato e , come sempre, il sindaco è stato smentito dai fatti.


Ma quello che lascia sul campo l’ostinatezza di Miroddi, nel voler a tutti i costi far sfilare una parte del corteo storico nelle vie di Acireale, è non solo un’immagine distorta del Palio dei Normanni ma anche una profonda divisione con alcuni quartieri storici che quest’anno potrebbero chiedere di sospendere la manifestazione per favorire una profonda riflessione sia sull’organizzazione che sul ruolo di alcune persone che stanno condizionando pesantemente il sindaco. 


Sabato ad Acireale non solo è stata messa in scena una rappresentazione dal titolo “Le tentazioni di Ruggero” ma sono state preannunciate diverse novità che dovrebbero far parte della sessantesima edizione del Palio dei Normanni ideate dai collaboratori del sindaco. Ci viene in mente il penoso spettacolo organizzato quest’anno per la scelta del Conte Ruggero, per fortuna visto da pochi, in cui veniva ridicolizzata la figura del condottiero normanno e l’intera manifestazione.


Si vuole stravolgere in peggio il Palio  e le probabilità che si ci riesca sono molte vista l’incompetenza e l’approssimazione mostrate fin qui.




 

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PD: ” …Se un corteo di Forza Nuova sfila a Piazza Armerina”

L’unica buona notizia è lo sguardo attonito dei cittadini al passaggio del corteo, sintesi efficace di quello che ciascuno di noi dovrebbe chiedersi: chi sono questi? Da dove vengono? Cosa ci fanno qui?


“Loro” sono degli attivisti di Forza Nuova, un movimento politico nazionalista definito di “estrema destra” o anche “neofascista”. Quelli per cui gli omosessuali sono “innaturali”, e non meritano diritti; quelli per cui l’allora ministro Cecile Kyenge avrebbe dovuto dimettersi perché “odia gli Italiani”; quelli che aggrediscono uno studente all’uscita del liceo perché la debolezza delle argomentazioni può essere vinta solo con la brutale forza; quelli che impiccano manichini contro i minorenni rifugiati. Solo per citare alcuni eventi di recente cronaca.


Sfilavano per le nostre strade il 7 febbraio scorso, in testa uno striscione “#stopaccoglienza business” ed, a seguire, un altro,  “Prima gli Italiani”. Sulla pagina siciliana di Facebook definiscono il corteo come “una bella giornata di lotta”, lo slogan sul manifesto dell’iniziativa dice “L’immigrazione rende più della droga”. Dicono di essere venuti qui, a Piazza Armerina, perché rispetto alla popolazione residente, il dato sull’accoglienza dei migranti è più eclatante; confondono centri di accoglienza e sistema SPRAR; gettano ombre e sospetti su tutti coloro che si occupano di migranti. Sanno bene che la questione è “sensibile”, che i recenti avvenimenti hanno alzato la soglia dell’interesse dei cittadini e dei media e che è il momento buono per cavalcare, con un uso strumentale dell’informazione, un sentimento di razzismo propagandandolo come una difesa dell’identità italiana e dei diritti degli Italiani.


Questi sono “loro”. Ma chi siamo “noi”?


Il problema dell’accoglienza è complesso e la sua gestione ricade sempre più spesso totalmente sulle nostre istituzioni locali e sulle nostre comunità. Certo, le istituzioni europee, i governi nazionali e le  amministrazioni locali devono mostrare di trovare soluzioni all’altezza della situazione.
La crisi di molti Paesi che si affacciano sul Mediterraneo rende prevedibile che il problema non si risolverà facilmente.


Ma, nel frattempo, cosa accade? Lasciamo che i cortei di Forza Nuova affrontino l’argomento con tutta la retorica movimentista ed antisistema? Ci facciamo prendere dall’odio razziale? Accogliamo risposte ideologiche, fomentando paure che – seppur legittime – non aiuteranno a risolvere le difficoltà dei cittadini?


Alimentare il sentimento anti-immigrazione, considerare l’accoglienza solo un problema , fare propaganda sulla pelle delle persone è sin troppo semplice: meno lo è trovare risposte adeguate e promuovere la comprensione dei fenomeni.  Innanzitutto perché necessita di considerare un territorio e la popolazione che lo abita come una “comunità”,  cioè come un insieme di cittadini legati da vincoli, da diritti e doveri che fanno dell’aggregazione una migliore risposta per la sopravvivenza.


  Solo una visione di questo tipo consente di integrare nuovi elementi, di trovare  risposte a problemi complessi tenendo in considerazione i diritti di tutti. La comunità, quanto è tale, genera solidarietà, accoglienza, comprensione e valorizzazione.  Dobbiamo allora chiederci se siamo ancora una comunità o se ci stiamo lentamente trasformando in altro. Perché se lo siamo dobbiamo tornare a riflettere ed impegnarci su temi come la relazione, l’impegno, il sostegno reciproco. Ed a chiedere anche che le nostre istituzioni si facciano interpreti di questo sentire. Ad esempio non considerando la spesa per gli immigrati o quella per la solidarietà sociale come costi esosi punto e basta. Non consentendo che il piano della gestione dei servizi e quello della loro esistenza siano confusi: se un servizio costa troppo perché pensato o gestito male bisogna rimediare al problema. Ma non è tagliando il servizio che la collettività trarrà un beneficio.


 Le imprese che chiudono, la disoccupazione crescente, la povertà diffusa non possono che spingerci verso la costruzione di un welfare migliore, perché i bisogni degli altri possono in qualunque momento divenire i nostri. E’, per nostra fortuna, meno probabile, trovarci nella condizione di dovere scappare dal nostro Paese per guerra, per fame o per disperazione.


Ma questo non può farci cambiare il nostro modo di considerarci e di operare.


Se si fa propria una visione di comunità, e non ci si accontenta di semplici derive ideologiche, bisogna assumersene la “responsabilità”: come possiamo tradurre in qualità della nostra vita questo patrimonio e questa visione?
Noi, che pensiamo di non essere “loro”,  chi siamo?


 


 


Ilenia Adamo
Partito Democratico
Piazza Armerina

 

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Expo 2015, Renzi a Milano: “Grande occasione per l’identità del Paese, il 2015 anno felix”

Il premier Matteo Renzi ha chiuso i lavori della giornata “Expo delle idee. Verso la Carta di Milano”, organizzata sabato 7 febbraio all’Hangar Bicocca dal ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina.


Dopo un breve siparietto nel quale ha scherzato con il “compagno Maroni”, approfittando del collegamento di poco prima con l’ex presidente brasiliano Lula, Renzi si è rivolto alla platea di oltre 500 delegati del convegno: “Un anno fa la parola da associare all’Expo era scandalo, magari anche in maniera inappropriata. Adesso, grazie a Sala, al prefetto, e soprattutto all’Anac presieduto da Raffaele Cantone siamo riusciti a trasformare l’evento in un’opportunità. Ma non basta – ha spiegato Renzi -: se siamo bravi nei prossimi giorni che ci aspettano dobbiamo trasformare la parola chiave dell’Expo in identità”.


“Se l’Italia fa l’Italia per davvero allora non ce n’è per nessuno nel mondo”, ha poi aggiunto il premier, invitando tutti quanti a metterci del proprio e a liberarsi “dalla melina” e “dall’attesa che siano gli altri a risolvere i problemi”. Il premier ha poi usato un’espressione presa in prestito dall’agricoltura: “Il 2015 è un anno felix, nel senso di fertile. Ci sono tutte le condizioni all’esterno del nostro Paese per ritornare a correre”, ha detto Renzi, ricordando il ritorno alla normalità del rapporto tra Euro e dollaro e il crollo del prezzo del petrolio. “Non ci sono più alibi per nessuno”, ha poi avvertito il premier.


“Contro il boicottaggio della Turandot siamo pronti a tutto”
In conclusione del suo intervento, una dura presa di posizione contro una parte del sindacato che si oppone alla messa in scena della Turandot, prevista il primo maggio alla Scala come opera inaugurale per l’Expo: “Se c’è una qualche minoranza che pensa di poter bloccare tutto in nome del diritto di boicottaggio sappia che siamo pronti a tutto, anche a misure normative, per evitare di iniziare con una figuraccia planetaria”.


Quindi il premier Renzi ha concluso: “Siamo a un passo perché nel 2015 l’Italia riprenda a correre. Per farlo, però, “Nessun dorma”. L’Italia non deve essere più solo la patria dei grandi che ce l’hanno fatta, ma di quelli che ogni giorno ci provano”.


Prima di Renzi avevano preso la parola il commissario unico di Expo 2015 Giuseppe Sala, il ministro Martina ed era stato proiettato un documentario firmato dal regista Ermanno Olmi, uno dei tanti ambassador di Expo – anche se c’è stato qualcun altro che, come il rapper Frankie Hi-nrg, ha rinunciato polemicamente al suo ruolo. Intervenuti con due videomessaggi anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Papa Francesco, che ha esortato i delegati a “sconfiggere l’iniquità”. Qualche tensione all’esterno, quando con una breve azione dimostrativa circa 150 manifestanti tra No Expo, studenti e sindacati di base hanno lanciato dei gavettoni di vernice contro gli agenti di polizia schierati in un cordone protettivo.


 


 



 

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La Via – Concluso il primo workshop sui ”Fondi e progettazione europea”

Si è concluso questo pomeriggio il primo workshop sui “Fondi e progettazione europea” rivolto agli amministratori locali e professionisti, promosso dall’eurodeputato Giovanni La Via, Presidente della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, con il patrocinio del Gruppo PPE al Parlamento europeo. Il Workshop è stato un’occasione per fornire il quadro completo delle opportunità di finanziamento con le risorse europee di interventi nella regione Siciliana.
 
L’accesso a queste risorse finanziarie, messe in campo dall’ambiziosa programmazione europea 2014-2020, necessita talvolta, di conoscenze tecniche specialiste che spesso diventano il vero ostacolo per la partecipazione ai bandi europei.
 
 “Ho voluto questo workshop, – ha detto La Via – perché negli ultimi cinque anni mi sono sempre posto il dubbio sul perché i nostri territori non riuscissero ad accedere in maniera efficace alle risorse dei bandi europei”.
 
“L’unione europea – ha detto Giovanni La Via – mette a disposizione dei nostri territori risorse ingenti, attraverso i fondi strutturali, gestiti dallo Stato e dalle Regioni (programmi operativi nazionali e regionali) oltre ad una molteplicità di bandi su programmi specifici gestiti direttamente da Bruxelles”.
 
La Via punta l’attenzione sulle risorse destinate agli enti locali evidenziando le difficolta di partecipazione delle amministrazioni pubbliche a causa della scarsa informazione e di mancanza di competenze specifiche.
 
Un danno enorme, se si considera che in questo momento gli enti locali non godono di finanze abbondanti. “Da qui nasce la necessità di stimolare il territorio – conclude La Via – attraverso il trasferimento di informazioni a professionisti e amministratori finalizzato alle alla creazione di condizione dello sviluppo”.

 

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Miroddi ancora smentito. Il Palio sfilerà poco prima dei carri allegorici.

Tra le promesse fatte dal sindaco Miroddi sulla presenza del Palio dei Normanni ad Acireale c’era anche quella che non avrebbe mai permesso che la ricostruzione storica entrasse in qualche maniera in contatto con maschere, coriandoli e stelle filanti. Purtroppo domani il Palio sfilerà nelle strade del centro storico di Acireale fino a pochi minuti prima dell’uscita dei carri allegorici,  fermati sabato scorso dal cattivo tempo. La sfilata del corteo storico inizierà alle ore 17.00, i carri allegorici inizieranno a percorrere le strade lungo il circuito del carnevale alle 19.00.
“Il sindaco di Acireale ci consegnerà le chiavi delle sua città” aveva detto in consiglio comunale Miroddi e aveva poi aggiunto:”non ci sarà alcuna commistione tra il Palio dei Normanni e il Carnevale.” Il sindaco Barbagallo invece consegnerà le chiavi della città, come riporta il programma,  a Re Burlone.
Domani sarà una giornata di gran festa nella città catanese, le maschere popoleranno le strade e il Palio verrà accolto da coriandoli e stelle filanti…come si merita. Pubblichiamo il manifesto e la descrizione di ciò che avverrà domani tratti dalla pagina Facebook “Cambiamoacireale”.



 



 


 


 



 

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La fine del Patto del Nazareno

La elezione del Presidente della Repubblica ha avuto come primo risultato la fine del cosiddetto  “Patto del Nazareno” sancito verbalmente tra il Presidente Renzi e l’ex premier Berlusconi.
Trattandosi di un patto verbale ciascuna delle due parti ha potuto interpretare, includere o escludere argomenti non previsti.
Berlusconi ha ritenuto che il punto riguardante le riforme costituzionali includesse anche la elezione del Presidente della Repubblica, mentre Renzi ha affermato che tale avvenimento non rientrava nel patto.

La rottura è intervenuta perché il Presidente Renzi, in modo autonomo, ha indicato a tutte le forze politiche il nominativo dell’on. Sergio Mattarella, che è risultato eletto con largo suffragio e con la scheda bianca decisa di Forza Italia.
Berlusconi, dopo avere sottolineato valutazioni positive sulla persona dell’on.Sergio Mattarella,  ha precisato che la rottura del patto è stata causata dal metodo usato da Renzi.
La verità è ben altra !

Il 23 aprile 2013, in una nota pubblicata su Start News dal titolo “ Berlusconi prepara lo sgambetto”, trattando delle continue pesanti ingerenze nella attività del Governo di larghe intese presieduto dal sen. Monti, ricordavo che si preparava la stessa polpetta avvelenata che Berlusconi tiene sempre a portata di mano.
Nella stessa nota, infatti,  ricordavo che per ben due volte Commissioni bilaterali, create appositamente per affrontare importanti problemi, non appena pervenivano ad un passo dell’accordo lo vedevano fallire perché l’inventiva del Cavaliere aggiungeva sempre qualcosa di nuovo non accettabile dalle controparti.

Berlusconi sa che tutto il tempo trascorso per la non definitiva approvazione sia della legge elettorale che delle riforma costituzionale, potrà essere reso inutile dalla minoranza del P.D. che, sia alla Camera che al Senato, ha manifestato ufficialmente posizioni di netto distinguo su molte parti già votate con Forza Italia.
Forse la polpetta avvelenata di Berlusconi funzionerà ancora.


Angiolo Alerci

 

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Arriva il fidanzato invisibile: assicura sms e coccole per tutta la giornata

Non riuscite a trovare il fidanzato perfetto, ma volete qualcuno che vi coccoli, vi ami e vi pensi anche solo virtualmente? Arriva dal Canada e dagli Stati Uniti, l’app “Invisible Boyfriend”, cioè “Il fidanzato invisibile”. Basterà registrarsi sul sito dell’applicazione, postare un selfie e scegliere i tratti del proprio uomo ideale, dal nome, alle caratteristiche fisiche, fino ad arrivare anche alla personalità e agli interessi. Praticamente ogni donna sceglierà l’uomo dei propri sogni virtuale e subito dopo comincerà a ricevere sms da lui nel corso di tutta la giornata. Dietro Invisible Boyfriend c’è un team specializzato, pronto sempre ad inviare risposte personalizzate a tutte le iscritte.


Alcune donne che hanno utilizzato l’app hanno dichiarato che si sono ritrovate a raccontare cose estremamente intime al fidanzato invisibile, tanta era la complicità e l’affinità che si veniva a creare. Invisible Boyfriend ha un costo di 20 euro al mese, ma sarà l’ideale per quelle donne troppo impegnate o troppo indipendenti da poter portare avanti una storia d’amore. Permetterà di sentirsi amate in ogni momento e di mettere fine alle fastidiose domande dei parenti “Allora l’hai trovato il fidanzato?” Inoltre, non si avrà la preoccupazione di doversi necessariamente vedere durante i fine settimana o di dover riservare qualche ora della giornata al proprio uomo. Per il momento, l’applicazione non è ancora arrivata in Italia, ma si prevede che presto i suoi creatori,  Matthew Homann e Kyle Tabor, la lanceranno anche al di fuori degli Stati Uniti.


 


 



 

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Grecia, Tsipras: “La troika è finita”

All’indomani dello schiaffo dalla Banca Centrale Europea la Grecia è costretta a incassare un nuovo duro colpo. Il ministro delle finanze del governo ateniese Yanis Varoufakis ha infatti incontrato il collega tedesco Wolfgang Schaeuble in un vertice bilaterale a Berlino. Il tedesco ha ricordato che la Grecia deve affrontare i problemi “con le tre istituzioni con cui ha affrontato il programma, la Bce, la Commissione Ue e il Fmi”. La troika, insomma: la stessa a cui la settimana scorsa Varoufakis aveva negato ogni legittimità dopo aver imposto al paese ellenico anni di austerity, che hanno portato il paese alla disperazione.



A una settimana di tempo il governo greco tuttavia sembra ammorbidire i toni: “Noi siamo disposti a trattare. Siamo una chance per l’Europa. Noi abbiamo grande sostegno nel popolo greco, usateci per iniziare nuovo capitolo della storia dell’UE”, ha dichiarato Yanis Varoufakis a Berlino, in conferenza stampa. L’esecutivo, guidato dal premier di estrema sinistra Alexis Tsipras, sta cercando di avere “un programma ponte fra adesso a fine maggio”, per avere “spazio” per “dei colloqui su un nuovo contratto con la Bce, la Commissione Ue e il Fmi”. Dal canto suo Tsipras, parlando ai componenti del gruppo parlamentare di Syriza, ha detto: “Abbiamo un impegno con le regole dell’Unione europea anche se non siamo d’accordo con esse. Ma le rispettiamo e rispetteremo la regola che riguarda i bilanci senza deficit. Ma l’austerità e gli irraggiungibili avanzi primari non costituiscono le regole istitutive dell’Ue”. I toni del primo ministro greco si sono poi fatti più decisi: “La Troika è completamente finita”, ha affermato Tsipras, rassicurando che il governo “resta deciso nell’obiettivo del suo programma di salvezza nazionale approvato dal voto del popolo greco”.


Nel frattempo anche il presidente francese Hollande si è inserito nel dibattito e da Parigi stamattina ha invitato Tsipras ad andare ad incontrare personalmente Angela Merkel: “Ho detto a Tsipras ‘vai a trovare la cancelliera, perché è ciò che si deve fare quando si appartiene a una comunità’. E lei lo riceverà”. Secondo l’Eliseo la decisione della Banca centrale europea di bloccare i rifinanziamenti ordinari alle banche greche “è legittima”. Per Hollande, la mossa di Draghi “induce greci ed europei a mettersi intorno a un tavolo”. Sulla stessa lunghezza d’onda Matteo Renzi: anche il premier italiano, 48 ore dopo aver incontrato Tsipras a Roma, ha definito “legittima ed opportuna” la mossa messa in campo dalla Banca Centrale Europea.


 


 



 

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Il Palio ad Acireale – Ultimo atto: va in scena il “Carnevalpalio”

Non è servito neanche un consiglio comunale a far desistere l’amministrazione: il Palio andrà domani ad Acireale e un corteo sfilerà durante il carnevale per le strade della cittadina catanese.
Non sono servite neanche le proteste di centinaia di cittadini che attraverso le pagine dei social network si sono schierati contro questa decisone, non sono serviti gli appelli accorati di alcuni personaggi di primo piano di questa città, non è servito il secco no di alcuni quartieri storici, il 7 gennaio il sindaco ha preso questa decisione e con ostinatezza e contro il parere dell’intera opinione pubblica piazzese sta per mettere in scena un’operazione che secondo molti danneggerà l’immagine del Palio dei Normanni.


IL CONSIGLIO COMUNALE
Nel consiglio comunale che ha trattato l’argomento Miroddi ha sostenuto che la ricostruzione storica non sarà disturbata dal clima carnascialesco che in questi giorni si respira ad Acireale e che anche se dovesse essere un solo turista in più il risultato di questa operazione sarebbe soddisfatto.
Una posizione molto discutibile dal punto di vista del marketing perché quando si valuta la partecipazione ad un evento va sempre fatta una stima in termini di immagine dell’iniziativa oggetto della sponsorizzazione che deve essere coerente con l’identità e la “mission”del prodotto che si vuole pubblicizzare.
Con molte probabilità è questo il motivo per cui le manifestazioni come il Mandorlo in Fiore di Agrigento e la città di Taormina che il sindaco Miroddi aveva vantato come presenze eccellenti,  hanno deciso di non prendere in considerazione l’invito del Sindaco di Acireale, invito invece accettato da Misterbianco e i suoi carri allegorici.


IL PALIO IN TV
Presentare il Palio in una trasmissione televisiva (il sindaco ha ricordato che il Palio è stato mostrato nel passato alla trasmissione “La prova del cuoco”) è cosa ben diversa dal portarla al carnevale, perché l’esposizione mediatica, nel caso della TV, è decontestualizzata dall’oggetto della trasmissione mentre la partecipazione ad una manifestazione folcloristica può essere elemento forviante nella percezione dell’evento Palio. E’ chiaro che anche nelle presenze televisive vanno tenuti in conto determinati aspetti ma i parametri di valutazione sono diversi rispetto alla partecipazione ad eventi.


Nella migliori delle ipotesi l’iniziativa presa dal sindaco Miroddi produrrà forse qualche decina di turisti in più ma produrrà anche un effetto boomerang che ne determinerà un impoverimento dal punto di vista dell’immagine.
 
MANCANZA DI PROGRAMMAZIONE
Inoltre la presenza della nostra ricostruzione storica  al carnevale di Acireale è nata per caso, come ha detto lo stesso sindaco,  dimostrando così che alla base  della promozione del Palio manca una vera programmazione ovvero delle scelte ragionate sulla base di analisi approfondite delle offerte culturali con cui confrontarsi e  dei mezzi di comunicazione da utilizzare.


Ad esempio, il web 2.0 e il marketing non convenzionale hanno cambiato il modo di fare comunicazione ma nessun esperto vicino al sindaco ha competenze in materia e nessuna iniziativa è stata mai programmata sul web per pubblicizzare il Palio. Il caso del portale “Bella Italia” è emblematico: sarà forse nato con qualche problema il sito del Ministero dei Beni Culturali che diffonde notizie sui principali eventi italiani nel periodo dell’Expo ma è anche evidente che chi ha realizzato il portale le informazione le avrà trovate sulla Rete, luogo virtuale dove il Palio è presente poco e male.


Dal punto di vista degli eventi va ricordata l’assenza del Palio alla manifestazione di Aidone “Due giorni con la dea” dello scorso ottobre, durante la quale diversi tour operator provenienti da mezza Europa hanno potuto ammirare la sfilata di una rappresentanza delle ricostruzioni storiche che si svolgono al centro della Sicilia…tranne quella di Piazza Armerina.


LA LEZIONE DI CIMINO
Ritornando al Consiglio Comunale l’intervento di Lillo Cimino con il quale ha contestato le scelte del sindaco è stato molto esaustivo e ha messo in luce soprattutto la poca conoscenza della manifestazione da parte del Primo Cittadino. Cimino nel descrivere le origini del Palio, che conosce molto bene,  ha commesso un piccolo lapsus: parlando delle origini si è riferito alla data del 1900 anziché a quella del 1600. Non sappiamo quanto l’errore fosse voluto  e quanto abbia voluto mettere alla prova le conoscenze di Filippo Miroddi sulla manifestazione, fatto sta che  all’inizio del suo intervento il sindaco ha affermato: “Conosco bene il Palio, caro consigliere Cimino, e so perfettamente che deriva dalla “Cavalcata” nata nel 1900”.  Alla fine del Consiglio Comunale Cimino ha regalato al sindaco un opuscolo sulla storia della ricostruzione storica.

 

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Centuripe – Non si fermano a l’alt dei Carabinieri e si schiantano contro un’ altra auto

Ieri notte i Carabinieri della Compagnia di Nicosia, nel ambito di mirati servizi notturni di controllo del territorio finalizzati a reprimere i reati contro il patrimonio svolti nel Comune di Centuripe, nel corso di un posto di controllo, notavano due autovetture procedere con andatura lenta. I militari, insospettiti intimavano l’alt, ma i conducenti dei due mezzi di davano a repentina fuga percorrendo strade interne del centro, anche in senso contrario di marcia.

La folle corsa, per una delle due autovetture, terminava, poco dopo, infatti, a causa della forte velocità i fuggiaschi perdevano il controllo del mezzo andando a collidere con un‘altra autovettura parcheggiata al centro di Centuripe. I due occupanti, dopo aver distrutto l’auto, una Suzuki Santana risultata rubata la settimana scorsa a Catania, si dileguavano a piedi per le vie del centro. A bordo dell’auto sono stati rinvenuti oggetti utili a commettere furti. L’auto, posta sotto sequestro, sarà esaminata dai tecnici della Sezione Investigazioni Scientifiche di Enna.

Da diversi mesi nel Comune di Centuripe si sono verificati numerosi furti, l’aumento dei servizi notturni da parte dei Carabinieri ha consentito di prevenire qualsiasi azione delittuosa che i malviventi avevano in animo di compiere.

 

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Piazza Armerina – Affidamento del servizio di riscossione crediti: atto illegittimo per Cimino

Si è svolto ieri pomeriggio il consiglio comunale dedicato anche alla questione di legittimità dell’affidamento del servizio di riscossione crediti da parte di una società privata. Il Consigliere Cimino ha presentato assieme ai consiglieri Ribilotta, Velardita, Castrogiovanni e Arancio un memoriale con cui contesta la legittimità degli atti con cui l’amministrazione ha proceduto ad affidare il servizio.
Il consigliere Cimino  afferma:” La Delibera di Giunta Municipale del 5/11/2013 n. 195 avente ad oggetto “atto di indirizzo- attivazione sperimentazione del servizio di supporto alla riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extra tributarie mediante ingiunzione fiscale ai sensi del R.D. 639/1910 e dell’ attività di supporto alla ricerca di evasione TIA/ TARES” è illegittima poiché adottata con carenza assolta di potere ed in violazione di Legge essendo stato spogliato il civico consesso di una prerogativa prevista dalla normativa nazionale, regionale e statutaria”,


La Determinazione n. 30110 del 08/11/2013 – continua Cimino – assunta dal Responsabile del Settore Fiscalità Locale e Patrimonio attraverso la quale si è proceduto ad affidare, senza preventiva gara ad evidenza pubblica, alla Società “ Studi e Servizi alle Imprese S.r.l.”  il servizio di riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali dell’ Ente nonché il servizio di supporto alla ricerca di evasione TIA/ TARES, è parimenti illegittima per violazione di Legge essendo stato eluso l’obbligo procedere all’affidamento del servizio previo esperimento di gara ad evidenza pubblica. 


Visualizza e scarica il memoriale completo.


 

 

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Agira – Manno scrive al neo Presidente della Repubblica Mattarella

 Il presidente del consiglio comunale di Agira Luigi Manno ha inviato una lettera al nuovo Capo dello Stato nella quale augura un proficuo lavoro al servizio della Nazione. Una prassi istituzionale che aveva indotto già in passato il presidente del consiglio agirino a scrivere anche al predecessore Giorgio Napolitano in occasione del suo mandato.


 Nella lettera inviata al Presidente della Repubblica Mattarella,  Manno  esprime in rappresentanza del consiglio comunale un  sincero ringraziamento e una profonda gratitudine per aver scelto di “servire” e rappresentare la Nazione, in un momento di particolare difficoltà economica e sociale.


 Il presidente del consiglio agirino evidenzia anche i numerosi tagli ai trasferimenti nazionali e regionali, che hanno costretto gli enti a  imporre prelievi e tagli ai servizi ai cittadini.


 “In tale ottica, – scrive Manno – i comuni sono disponibili a continuare a dare il loro contributo al risanamento della finanza pubblica a condizione che tale contributo sia omogeneo tra i diversi livelli istituzionali, l’ idea di scrivere la lettera al neo Presidente della Repubblica – ha dichiarato Manno – è scaturita dopo aver ascoltato il discorso alla Nazione e al Parlamento, le parole del presidente hanno evidenziato rigore morale,  grande passione civile e il desiderio di non deludere le speranze dei cittadini”.


 Nella lettera Manno scrive come  le parole di Mattarella durante il discorso di insediamento evidenziano in modo indelebile, un forte legale ai principi costituzionali e ai valori della solidarietà, giustizia, accoglienza e pace tra i popoli.


 “Oggi, – prosegue Luigi Manno nella nota – quanti sono impegnati nelle Istituzioni devono con determinazione e competenza perseguire i valori della legalità e solidarietà manifestando con il loro operato il “volto” vero delle Istituzioni al servizio della collettività. Occorre inoltre con fermezza e pubblico esempio contrastare ogni forma di corruzione e illegalità. Oggi, forse più che in passato, quanti rivestono cariche istituzionali devono esercitare le proprie funzioni con  generosità e sobrietà. Sono sicuro – continua Luigi Manno nella lettera – che la nostra terra, la Sicilia, saprà cogliere dal suo esempio, gli elementi più positivi per continuare il suo percorso di riscatto civile e sociale”.


 Il presidente del consiglio agirino ha evidenziato come  Agira è ricca di storia arte e tradizioni inoltre è patria del sommo storico Diodoro Siculo e luogo di evangelizzazione di San Filippo.


 La comunicazione del presidente si conclude evidenziando l’ importanza dell’ iter intrapreso dal comune di Agira per il rinascimento del titolo di “Città”.


 Nella nota inoltre viene evidenziato  l’ impegno profuso da parte dell’ On Maria Greco unica rappresentante nazionale del PD al Parlamento Italiano per la provincia di Enna.


  “Nel rinnovare – conclude Manno nella nota al Presidente  – i vivi sentimenti di gratitudine colgo l’ occasione per rivolgerle i più cordiali saluti e augurarle un proficuo lavoro nell’ interesse della nostra amata Nazione”.


 P.M.

 

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Piazza Armerina – Giorno 11 febbraio ore 20.30 al Teatro Garibaldi ”Il penultimo dei romantici”

Alfredo uno scrittore si trova alla vigilia del suo matrimonio a riflettere sulla sua vita e tirarne le somme, chiacchierando con il suo più caro amico Vittorio. Attraverso riflessioni e situazioni paradossali e tragicomiche e attraverso un girotondo di incontri con varie tipologie di donne, prendono vita personaggi di quella commedia all’italiana che viviamo tutti i giorni.

“Il penultimo dei romantici” vuole essere uno spaccato del mondo di oggi e vuole mostrare le avventure ridicole e patetiche di un uomo che quasi rimpiange il passato e non accetta la spregiudicatezza dei comportamenti raggiunti attraverso la modernizzazione dei costumi, in particolare l’evoluzione della società in generale.


 

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La Banca Centrale Europea taglia gli aiuti alla Grecia

Nessuna deroga. E’ quanto ha stabilito la Banca Centrale Europea a margine del consiglio direttivo conclusosi in serata. La nota diramata dall’organo comunitario afferma che “al momento non è possibile presumere una conclusione positiva del processo di revisione del programma“. In altri termini il gruppo dei banchieri europei ha deciso di fermare qualsiasi sostegno alle banche greche che potevano chiedere liquidità in cambio di titoli di stato. La deroga permetta ai buoni del tesoro ellenici di essere usati per le operazioni di politica monetaria sebbene il “rating” della Grecia non fosse a livello “investimento” ma “speculazione”.


Una decisione presa a seguito dell’incontro di stamane tra il presidente della BCE Mario Draghi e il neo ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis. Una scelta ancor più inverosimile dopo che, proprio stamane, il Ministro aveva chieso un sostegno alla BCE convinto che “entro sei mesi” la Grecia sarebbe potuta uscire dalla crisi.


Quella deroga subordinata alla Troika


La presenza della Grecia all’interno del programma di risanamento è sempre stata subordinata al rispetto della tabella di marcia stabilita dalla Troika. Programma di risanamento in scadenza il 28 febbraio e che ora vedrà il neoeletto Tspiras dover fronteggiare la crisi ellenica senza il sostegno dell’UE. Secondo quanto riferisce la Reuters, dietro questa scelta c’è la longa manus della Germania che vuole che il governo Greco ritorni sui suoi passi rispetto gli annunci post vittoria elettorale. Sibilino il commento della Cancelliera Merkel “È ora che la Grecia dica quali sono le sue proposte concrete” e aggiunge “La Grecia al momento è sottoposta a un programma, che è stato prolungato fino a fine febbraio. Siamo lieti per questi primi incontri, aspettiamo le proposte e poi possiamo parlare”.


Dal canto suo il primo ministro Tsipras ha fatto sapere di “aver bisogno di tempo per negoziare senza ultimatum”. Il suo intento sarebbe quello di preparare con Ue e Germania un piano quadriennale di rilancio dell’economia reale, tipo “piano Marshall, con misure radicali in grado anche di combattere la corruzione, attaccare l’evasione fiscale e rendere efficace l’apparato pubblico”.


 


 



 

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Enna – Campagna antincendio boschivo: buoni i risultati rispetto al 2012

Il Prefetto di Enna ha oggi espresso apprezzamento per i risultati conseguiti con la campagna antincendio boschivo 2014 sviluppatasi dal 15 giugno al 15 ottobre scorso.
In particolare, sebbene i risultati dell’anno appena concluso siano astrattamente peggiori rispetto a quelli del 2013, occorre considerare che il 2013 costituì un’eccezione nel quadro generale, stante la presenza di un’estate molto piovosa.

I dati attinenti al 2014, se più correttamente comparati al 2012, hanno comunque mostrato un miglioramento in ordine agli interventi ed all’efficacia degli stessi.
Nella stagione antincendio boschivo 2014 gli appositi servizi straordinari interforze disposti dal sig. Questore, in accordo con quanto stabilito in seno al Comitato Provinciale per l’ordine e Sicurezza Pubblica, hanno consentito – grazie al consistente apporto delle squadre antincendio boschivo (SAB) della Forestale – di svolgere un’attività di vigilanza e controllo del territorio in specifici giorni, individuati a rischio incendio, attraverso presidi dislocati su tutto il territorio provinciale.

Rispetto al 2012 il numero degli interventi del 2014, nello specifico, ha registrato un calo del 11% al quale è corrisposto – in termini di efficacia degli stessi – una riduzione del 45% delle superfici percorse del fuoco.
Il Prefetto pertanto, nel ricordare che nel settore della lotta agli incendi boschivi ancora molto si deve e si può fare, ha posto in evidenza che la stagione della lotta agli incendi, partita ufficialmente nel segno della spending review, ha ottenuto dei risultati soddisfacenti grazie alla responsabilità di tutti gli attori coinvolti in materia, con particolare plauso all’impegno profuso dall’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Enna.


 

 

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Oggi a Gela si è svolto il 2° convegno regionale dei liberi consorzi.

È stato presentato oggi al Palazzo di Città di Gela il 2° convegno regionale sui Liberi Consorzi, che si svolgerà il 13 febbraio 2015 alle ore 10:00 presso il Teatro Garibaldi di Piazza Armerina.
Presenti il Sindaco di Gela Angelo Fasulo, il Sindaco Filippo Miroddi ed il Consigliere Salvatore Alfarini di Piazza Armerina, l’Ass. Mario Marino ed il Consigliere Elisa Privitera di Caltagirone, e due folte delegazioni in rappresentanza del CSAG, e del Comitato pro Referendum di Piazza Armerina rappresentato da Salvatore Murella. Assente il Sindaco di Niscemi impegnato a Roma.
I sindaci di Gela e Piazza Armerina hanno espresso la speranza che che il legislatore proceda con la riforma mantenendo la direzione data con la legge regionale 8 dell’anno scorso.

L’Assessore Marino di Caltagirone ha parlato di collaborazione tra i territori vicini ponendo in evidenza come la omogeneità territoriale possa favorire lo sviluppo economico in considerazione della sua vocazione agricola.
Toccante l’intervento di Salvatore Murella Portavoce del Comitato Pro Referendum di Piazza Armerina, che facendo un breve excursus storico, ha concluso dicendo “noi vogliamo stare con chi diciamo noi”.

Il Coordinatore CSAG Filippo Franzone ha ricordato che questo convegno è il frutto di incontri avuti nei mesi scorsi con il Presidente ARS Ardizzone, il Presidente ANCI Sicilia Orlando, Il Sen. Enzo Bianco ed il Presidente della Regione Rosario Crocetta.
Il componente CSAG, nonché Presidente dei Comitati di Quartiere di Gela, Carmelo Tandurella ha ricordato degli sforzi fatti per promuovere il Referendum, nel luglio 2014, con una estenuante promozione porta a porta.

Infine Patrizio Roccaforte Componente del Comitato Pro Referendum di Piazza Armerina ha evidenziato che le conseguenze di un dietrofront, da parte del legislatore, sarebbero gravi e determinerebbero un grave clima di sfiducia nelle istituzioni.
Il Convegno è stato patrocinato dall’ARS e dai Comuni di Piazza Armerina, Gela, Niscemi e Caltagirone, congiuntamente con il Comitato Pro Referendum di Piazza Armerina ed il CSAG.

 

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Polizia – ”Dispositivo speciale di controllo” a Piazza Armerina e Barrafranca

 Sezione Polizia Stradale di Enna, nella mattina del 4 febbraio, ha attuato un dispositivo speciale di controllo, disposto dal Compartimento Polizia Stradale di Catania, d’intesa con la Questura di Enna, che ha interessato i Comuni di Piazza Armerina e Barrafranca. Nella circostanza, sono state impiegate dieci pattuglie dislocate nelle arterie principali di accesso alle città.

Tale dispositivo, coordinato direttamente dal Vice Questore Aggiunto Felice PUZZO, Dirigente della Sezione Polstrada di Enna, ha permesso di effettuare accurati controlli di Polizia sulle autovetture e sugli occupanti in transito, impegnando tutto il personale della Sezione della Polizia Stradale di Enna, della squadra di Polizia Giudiziaria, unitamente a pattuglie del Distaccamento di Nicosia. L’attività di repressione delle violazioni al Codice della Strada e dei reati connessi ha determinato il controllo, in totale, di 112 veicoli e 115 persone, anche con l’utilizzo degli strumenti per verificare il tasso alcolemico. Sono state contestate 43 violazioni al Codice della Strada e decurtati 107 punti dalle patenti.

Le violazioni hanno riguardato sia autovetture che mezzi pesanti. In particolare, per questi mezzi sono stati verificati anche i tempi di guida e di riposo dei conducenti ed il superamento dei limiti di velocità. Inoltre, sono state ritirate 2 patenti di guida a vario titolo. Le sanzioni al Codice della Strada hanno riguardato, principalmente, il mancato uso delle cinture di sicurezza, l’uso del telefonino durante la guida, la circolazione con mezzi privi della prevista revisione periodica e della copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi (fenomeno quest’ultimo ormai purtroppo largamente diffuso) e l’inefficienza dei dispositivi di equipaggiamento. Costante è l’impegno ad effettuare capillari verifiche e controlli nei pressi dei centri abitati di maggiore densità abitativa del comprensorio ennese, allo scopo di reprimere condotte di guida pericolose, finalizzando gli interventi al miglioramento della sicurezza stradale.

 

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Opportunità – Bando Ambiente 2015. 4,5 milioni di euro per la prevenzione dei rischi ambientali

A disposizione 4,5 milioni di euro per la prevenzione dei rischi ambientali nelle aree naturali protette del Mezzogiorno.


La Fondazione CON IL SUD invita le organizzazioni di terzo settore e del volontariato di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia a presentare progetti esemplari per la prevenzione e riduzione dei rischi ambientali all’ interno delle aree naturali protette del Sud. Il Bando mette a disposizione 4,5 milioni di euro.


Il nostro Mezzogiorno è straordinariamente ricco di bellezze naturalistiche e paesaggistiche. Un patrimonio dal grande valore anche culturale ed economico, minacciato ogni anno da rischi di natura idrogeologica, geologica, di perdita di superficie boschiva e di biodiversità.


Sono oltre 200 le aree naturali protette presenti nelle regioni meridionali. Nel dettaglio, si tratta di 11 parchi nazionali e 29 regionali, 19 aree marine, 45 riserve naturali statali e 95 riserve regionali, a cui si aggiungono 17 altre aree protette (14 statali e 3 regionali). La Sicilia è la regione del Mezzogiorno con il maggior numero di aree tutelate (88), seguita dalla Puglia (39), dalla Campania (30), dalla Calabria (23), dalla Sardegna (19) e dalla Basilicata (17) .


Gli interventi dovranno essere proposti da partnership costituite da almeno tre soggetti: oltre al terzo settore e al volontariato potranno essere coinvolte le istituzioni, le università, la ricerca e il mondo economico. Fondamentale nell’elaborazione e nella valutazione delle proposte sarà l’impegno degli Organi di gestione delle aree protette in cui si svolgeranno i progetti ad accompagnare e sostenere attivamente gli interventi avviati per garantirne la piena realizzazione e l’effettiva continuità nel tempo.


Le proposte di progetto dovranno essere presentate esclusivamente online, entro il 14 aprile 2015 per i parchi nazionali e regionali ed entro il 17 aprile per tutte le altre aree protette.


“Come nei dei due precedenti bandi, anche quest’anno vogliamo affrontare il tema ambientale partendo dalle comunità, immaginando la cura del bene comune come un’opportunità concreta di sviluppo locale oltre che come un dovere nei confronti delle future generazioni – sottolinea Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione CON IL SUD. Sarà premiata la capacità di fare rete, di costruire rapporti eterogenei in grado di rafforzare la coesione sociale e di avere un forte impatto sul territorio”.


Potranno essere selezionati e finanziati progetti che prevedano principalmente attività quali, ad esempio, l’avvio di presidi territoriali svolti dalle comunità locali; l’educazione dei cittadini alla cura e manutenzione del territorio e alla gestione di situazioni di emergenza ambientale; lo sviluppo di sistemi di controllo e monitoraggio dei fenomeni che possono destabilizzare le condizioni di equilibrio territoriale; le opere di conservazione delle specie animali o vegetali. Le proposte di progetto potranno, inoltre, prevedere interventi di valorizzazione e capaci di favorire la fruibilità delle Aree protette.


Con le precedenti edizioni del Bando la Fondazione ha sostenuto 31 progetti (10 nel 2008, per la salvaguardia dei Parchi meridionali contro il rischio incendi, e 21 nel 2012, per interventi finalizzati alla riduzione della produzione dei rifiuti), per un’erogazione complessiva di oltre 5,2 milioni di euro.


Luigi Manno

 

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Enna – Assemblea del PD per le primarie

Assemblea del Partito Democratico ieri sera per chiarire quanto apparso sui giornali negli ultimi giorni e  stabilire se sia opportuno o meno celebrare le primarie per la designazione di un candidato a sindaco per le prossime amministrative. Ma aldilà del fatto che il Pd decida per le primarie in casa propria è certo che si celebreranno le primarie di coalizione che vedranno correre in concorrenza al candidato democratico,  probabilmente, Dario Cardaci del Nuovo Centro Destra.

I lavori dell’assemblea sono stati introdotti dal segretario Tiziana Arena che ha stigmatizzato le candidature “proposte attraverso gli organi di stampa e frutto di chiacchiericcio da bar”. E’ intervenuto successivamente il vicesindaco Salvatore Cappa che ha tracciato un excursus delle attività poste in essere dall’amministrazione Garofalo rilevando che “essa ha operato in questi anni, con il 60 % in meno dei trasferimenti e, tuttavia, è riuscita a fare ugualmente bene per la citta”. Giacomo Falzone, consigliere comunale, ha espresso un intervento  in disaccordo con quello del segretario Arena e ha invitato il sindaco a chiarire le proprie posizioni in merito alla propria candidatura. 

Paolo Garofalo, è subito intervenuto, parlando per più di un’ora in un articolato intervento durante il quale ha messo in rilievo come nei 5 anni della sua attività di sindaco pur amministrando con gravi difficoltà economiche causate da una congiuntura sfavorevole, la sua amministrazione sia riuscita ad ottenere molti successi. Ha poi parlato delle indagini a suo carico ribadendo la sua totale fiducia nei confronti della Magistratura sottolineando come sia, ancora, alla luce dei recenti fatti di Roma,  importante il ruolo della Magistratura in’Italia.

Ha poi sottolineato l’importanza delle primarie e da uomo di partito qual è si detto disponibile alle decisioni che l’assemblea avrebbe preso in merito alla sua ricandidatura a sindaco della Città di Enna ma non ha detto di essere indisponibile anzi, tutt’altro, ha confermato la sua piena disponibilità.  Il sindaco ha poi concluso precisando che “qualunque sia la decisione del Partito in merito alla mia ricandidatura io resterò sempre a disposizione del Partito stesso per il futuro e continuerò ad impegnarmi per esso non abbandonando la politica attiva”. 

L’intervento del sindaco è stato suggellato da un applauso della maggior parte dell’assemblea. E’ intervenuto poi Vladimiro Crisafulli, segretario provinciale del Partito che ha plaudito all’elezione di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica e non ha posto alcun veto alla ricandidatura di Paolo Garofalo. Breve e conciso l’intervento di Fausto Raciti, segretario regionale del Partito, che ha ringraziato Garofalo per l’importante lavoro svolto in questi anni sottolineando come sia importante la prossima competizione elettorale”. Ha concluso i lavori dell’assemblea il segretario provinciale  che ha ritenuto opportuno, prendendo atto del clima politico,  rinviare ogni decisione a data da destinarsi.


Mario Antonio Pagaria

 

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Piazza Armerina –Il Sindaco Miroddi troppo condizionato dal suo cerchio magico.

Un sindaco ostaggio del suo “cerchio magico”, in mano ad un manipolo di persone che ne influenzano le scelte e che cercano attraverso un Primo Cittadino, ormai sopraffatto e condizionato, di conquistare e gestire il potere in una Sala delle Luci dove giorno dopo giorno a spegnersi sono le speranze dei cittadini piazzesi.
E’ questo il ritratto di una persona che dovrebbe rappresentare tutti gli uomini e le donne di questa città, che dovrebbe tutelarne i diritti a partire dal diritto al lavoro ma che, sopraffatto da una ciurma di arrivisti, ha perso ormai ogni punto di riferimento nella gestione della città, il senso della democrazia e anche il rispetto nei confronti della collettività chiamato a rappresentare.


Conosciamo  Filippo Miroddi e la sua famiglia da sempre e sappiamo che ciò che oggi afferma, le sue scelte e il suo modo di agire non sono frutto di una elaborazione personale ma il risultato di un condizionamento di cui lui stesso è stato artefice non solo circondandosi di persone le cui finalità e i cui mezzi sono discutibili ma ripudiando anche chi fino ieri lo ha sempre ben consigliato e soprattutto tutelato.


Non trova altra spiegazione il comunicato diffuso dal Sindaco con un attacco diretto a Startnews nel quale mette in dubbio le nostre competenze professionali ampiamente riconosciute da università, comuni, istituzioni,aziende. Non staremo qui a sciorinare l’elenco dei nostri titoli accademici , le nostre esperienze, i risultati raggiunti in dieci anni di duro lavoro, non parleremo delle nostre collaborazioni con enti pubblici, dei tanti ragazzi che abbiamo formato in questo settore, la nostra attività è stata presentata più volte al Primo Cittadino e più volte abbiamo dato prova delle nostre capacità. Non lo faremo perché riteniamo che un vero sindaco farebbe di tutto per valorizzare il patrimonio economico e sociale che amministra e non scenderebbe mai ad un livello così basso pur di colpire con offese sul piano personale chi lo critica a viso aperto , a muso duro se volete, ma sempre mettendoci la faccia in prima persona. Preferiamo farci giudicare da chi ci mette alla prova e non da chi ci emargina perché diamo spazio alle critiche degli oppositori.


Noi, in nome di questa città, stiamo sopportando di tutto : dalle offese alle minacce velate espresse attraverso Facebook , dalle discriminazioni alle querele, come quella presentata dal vice sindaco Giuseppe Mattia nel vano tentativo di chiuderci la bocca. Non siamo e non ci sentiamo martiri ma solo cittadini di questa città che chiedono di essere ben amministrati. Non siamo protetti da partiti, quasi sempre pronti a defilarsi quando si tratta di difendere con forza la libertà di stampa e il diritto di critica, ma è proprio questa la nostra forza : non dobbiamo dare conto del nostro operato a nessuno se non ai cittadini e alla città.


Per i predatori e per gli sciacalli che si agitano come figure oscure alle spalle del sindaco, per quelle che volutamente mantengono un profilo basso per operare nel retrobottega della legalità e della democrazia, per chi amministra senza competenze siamo un grande ostacolo al perseguimento dei loro obiettivi. Ma noi ci siamo e siamo decisi a far valere il diritto della comunità ad essere informata e a conoscere un punto di vista diverso rispetto a quello fornito dall’amministrazione.


Mentre attraverso Facebook qualcuno afferma che per zittire StartNews  “bisogna fare qualcosa”, lasciando sottintendere a chissà quale azione squadrista, noi dalle nostre pagine continueremo a sostenere che la migliore soluzione ai problemi della città, per il bene della gente, delle attività  produttive, delle famiglie in difficoltà è quella che Filippo Miroddi firmi le sue dimissioni prima che i danni al tessuto sociale di Piazza Armerina diventino irreparabili.


Caro sindaco si dia una scrollata, “resetti” per un attimo i suoi pensieri, si liberi da certe “presenze” così come le hanno consigliato le persone che la amano, è ancora in tempo per non farsi dipingere dal pennello della storia come uno dei peggiori amministratori di questa città.


Come vede noi non abbiamo bisogno di parlare della sua attività professionale di medico per rivolgerle delle critiche e quando affermiamo che riteniamo scadente la sua preparazione nel campo del marketing turistico, confortati da fatti e numeri, esprimiamo solo un punto di vista legato alla sua figura istituzionale. Eviti nel futuro di  scendere sul personale perché non farebbe giustizia all’educazione che le è stata impartita da una grande famiglia.

 

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Mattarella ha giurato: “Realizzare le speranze degli italiani”

Ore 13.15 – Siparietto al Quirinale tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. Secondo quanto riporta l’Huffingtonpost, a margine del ricevimento al Quirinale il leader di Forza Italia avrebbe scherzato con il Premier che gli presentava il ministro Padoan: “Spero non sia birichino come te”. Immediata la replica di Renzi: “Il bello è che io lo sono meno di te”. Successivamente, interpellato dai giornalisti, Berlusconi ha spiegato: “Noi siamo sempre gli stessi e finora abbiano votato anche cose che non ci convincevano perché abbiamo sempre avuto uno spirito di Stato e siamo convinti che ci vogliano riforme per il Paese. Da oggi voteremo sì solo a ciò che ci convince pienamente, se una proposta arriva dalla sinistra la giudichiamo e decidiamo”.


Ore 12.50 – Il marò Latorre ringrazia Mattarella. Il marò Massimiliano Latorre ha ringraziato il neo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il pensiero che il Capo dello Stato ha rivolto al caso dei due fuicilieri durante il discorso in Parlamento. “Permettetemi di ringraziare il neo eletto Presidente delle Repubblica, che oggi ci ha citato nel suo discorso di insediamento auspicando di poter aver l’onore ed il piacere di potergli stingere la mano. Grazie a tutti ma ancor di più grazie al vostro cuore” ha scritto sul suo profilo Facebook il fuciliere di marina


Ore 12.45 – Grillo: ” Sergio, guardati dai politici”. “I parlamentari che si spellavano le mani erano felici come dei bambini per essersi garantiti il posto (e lo stipendio) per un altro paio d’anni e aver evitato lo scioglimento delle Camere. Questo era l’unico loro vero obiettivo nel teatrino delle elezioni, di Mattarella non gli poteva fregare una cippa”, lo scrive Beppe Grillo sul suo blog avvertendo il neo Presidente: ” Vale più che mai il consiglio del fratello di Mattarella: Sergio, guardati dai politici. Più applaudono, più devi preoccuparti”. Grillo infine ha chiesto “un incontro per illustrarle di persona la posizione del M5S sui temi più importanti per il Paese, in particolare sull’introduzione del reddito di cittadinanza”.


Ore 12.35 – Mattarella ora sarà impegnato in un ricevimento con i principali leader politici. Dopo il discorso di insediamento al Quirinale, il presidente della Repubblica ha salutato la prima fila delle massime autorità dello Stato e poi ha lasciato la sala dei Corazzieri per recarsi in un’altra sala del Quirinale dove ci sarà un ricevimento.


Ore 12.20 – Mattarella: “Quirinale sarà sempre casa degli italiani”. Dopo aver ringraziato Grasso, Mattarella ricorda e ringrazia per il suo lavoro il predecessore Giorgio Napolitano. Poi un saluto e un ringraziamento anche al Presidente del consiglio, alla Presidente della Camera e al Presidente della Corte costituzionale di cui lui faceva parte. “Questo luogo è un luogo ricco di storia, che davvero è la casa degli italiani e che è bene che lo divenga sempre di più” ha poi dichiarato Mattarella nel suo breve intervento, chiedendo alle istituzioni di collaborare per recuperare il senso di paese, di comunità e di convivenza.


 


Ore 12.10 – Inizia la cerimonia di insediamento. Mattarella accompagnato dal Presidente del Senato Pietro Grasso ha fatto ingresso nel salone dei corazzieri del Quirinale dove ci sarà la cerimonia di insediamento. “Caro presidente, quando ci siamo conosciuti eravamo persone diverse, io giovane magistrato lei professore di diritto, e mai in quel momento doloroso avremmo potuto immaginare che la vita ci avrebbe condotto al salone dei corazzieri in questo giorno”, ha detto Grasso ricordando i tempi degli attentati mafiosi in Sicilia. Dopo gli auguri di Buon lavoro da parte di Grasso a Mattarella, ha preso la parola il neo Presidente della Repubblica.


Ore 11.45 – Tutto pronto nel salone delle feste del Quirinale per il passaggio di consegne tra il Presidente sostituto Pietro Grasso, succeduto provvisoriamente al dimissionario Giorgio Napolitano, e il neo Capo dello Stato Sergio Mattarella. Nel salone sono già arrivati i familiari più stretti di Mattarella e tutti i principali leader politici invitati per l’occasione. Mattarella comunque ha incotrato anche il suo precedessore Napolitano in un colloquio privato che va oltre il cerimoniale previsto. Mattarella e il Presidente emerito hanno parlato nello studio “alla vetrata” dove Napolitano ha consegnato al successore l’onorificenza di collare di Cavaliere di gran Croce decorato di gran Cordone. La stessa che gli consegnò Carlo Azeglio Ciampi nel 2006.


Ore 11.15 – Mattarella ha scelto di vivere al Quirinale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è entrato nel palazzo del Quirinale dove ha ricevuto gli onori militari. Proprio nel palazzo Mattarella risiederà per il suo settennato. Il Capo dello Stato infatti come i suoi predecessori più recenti ha scelto di alloggiare nel palazzo Presidenziale. Sulla torretta del Quirinale, accanto alla bandiera italiana e quella europea, è stato issato lo stendardo della presidenza della Repubblica.


 


Ore 11.00 – Mattarella verso il Quirinale. Il neo Presidente della Repubblica nella storica Lancia Flaminia scoperta, con al fianco il Presidente del Consiglio Renzi e con la scorta dei corazzieri, si è allontanato da Piazza Venezia diretto al Palazzo del Quirinale dove avverrà la vera e propria cerimonia d’insediamento come Capo dello Stato.


 


Ore 10.55 – Preceduto dai corazzieri, il Capo dello Stato ha depositato la corona di fiori al monumento ai caduti e osservato il silenzio in omaggio al milite ignoto. Subito dopo c’è stato il tradizionale passaggio delle frecce tricolori che hanno sorvolato piazza Venezia come saluto al Presidente della Repubblica. Mattarella infine ha ricevuto gli onori del picchetto militare con l’inno nazionale.


 


 



 

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Agira -festeggiato domenica il 16° anniversario di costituzione del Circolo Sociale Argyrium

E’ stato festeggiato domenica il 16° anniversario di costituzione del Circolo Sociale Argyrium. Il Circolo è nato  dalla fusione tra la “Società Cattolica” di Agira, la “Società Democratica” di Agira, la “Società SS.Crocifisso” di Agira e la “Società Terz’Ordine Francescano”.
La serata dei festeggiamenti ha previsto un incontro con tutti soci durante il quale il presidente del sodalizio Orazio Mauceri ha ringraziato il consiglio di amministrazione e quanti contribuiscono alle iniziative sociali e culturali svolte dal circolo durante l’ anno.

“ Ringrazio vivamente – ha detto Orazio  Mauceri – tutti i soci che frequentano e tutti coloro che in diversi modi collaborano per le attività che promuoviamo, il nostro circolo è una grande famiglia che è cresciuta nel tempo grazie all’ impegno di quanti hanno creduto nell’ unione e nella solidarietà”

Alla manifestazione è intervenuta anche l’ On. Maria Greco recentemente designata socio onorario per il suo impegno a favore della collettività e per le doti professionali che la contraddistinguono.

 “ Ringrazio tutti i soci e i componenti degli organi sociali – ha detto l’ On. Maria Greco – il vostro sodalizio ha promosso numerose e costanti iniziative sociali, mi auguro – ha proseguito l’ On. Greco – che il vostro impegno sia ripagato con la soddisfazione di essere utili per la società, oggi occorre promuovere in tutti gli ambienti una forte cultura dell’ aggregazione sociale, della legalità e del rigore morale, l’ occasione mi è propizia – ha concluso l’ On. Maria Greco – per augurare anche al nuovo Presidente della Repubblica Mattarella – i sentimenti più vivi di gratitudine per il lavoro che si accingerà a svolgere nell’ interesse delle istituzioni ”.

Subito dopo l’ intervento dell’ On Greco ha preso la parola il comandante della locale stazione dei carabinieri Loreto Piazza il quale ha evidenziato il ruolo sociale del circolo e la sua storia.

 Il Circolo non ha carattere politico. Esso promuove il mutuo soccorso e la solidarietà tra i soci e ne persegue il miglioramento morale, culturale e materiale, anche attraverso la costituzione di Società Cooperative nel rispetto della Costituzione e delle leggi dello Stato e della Regione. Il Circolo promuove, inoltre, iniziative di beneficenza, istruzione, formazione, assistenza sociale e socio sanitaria, rivolte all’intera collettività agirina. L’emblema del Circolo e’ lo stendardo di seta tricolore nazionale con la scritta “Solidarietà e Lavoro” sul nastro azzurro.


Luigi Manno

 

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Piazza Armerina – Chiusa la mensa scolastica dell’istituto G.Falcone

Dopo la recente chiusura di una struttura di ristorazione che forniva pasti per una mensa dedicata agli alunni di una scuola primaria di cui non conosco il nome, è successo pochi giorni fa che la Scuola G. Falcone  improvvisamente ha comunicato ai genitori (io sono uno di loro), con un laconico bigliettino attaccato nel diario dei bambini, che il servizio mensa veniva sospeso, senza fornire alcuna spiegazione e pretendendo peraltro una firma per presa visione. Ogni genitore si è allarmato, ma la scuola non ha fornito nessuna comunicazione ufficiale. Le insegnati si sono limitate a dire che bisogna pazientare per un po’, senza specificare nulla.

Atteggiamento insolito per una istituzione scolastica che oltre a svolgere un servizio di istruzione svolge anche un ruolo di formazione sociale puntando al coinvolgimento delle famiglie.

Vista l’assenza di informazioni ogni genitore le ha cercate attraverso altre fonti, ed è emerso che l’ASP di Enna ha giustamente avviato controlli specifici presso quelle scuole dove è previsto il servizio mensa, rilevando purtroppo delle irregolarità.
In alcune scuole i locali adibiti a refettorio non sono risultati a norma, mentre per tutte sono state rilevate irregolarità relative alle modalità di affidamento del servizio mensa ai ristoratori.
In pratica, con il consenso dei dirigenti e dei docenti, i genitori all’inizio dell’anno scolastico hanno incaricato ristoratori di fiducia per fornire i pasti ai propri figli direttamente a scuola, e pare che ciò sia in contrasto con le norme vigenti. È utile precisare che i ristoratori sono pagati dai genitori.

Pertanto assieme ad un altro genitore ho chiesto al dirigente della G. Falcone se era possibile, nell’attesa di ripristinare il servizio mensa, di fare uscire i bambini alle 13:30. Invece ci ha comunicato verbalmente che l’orario scolastico procede normalmente fino alle 16:30 e che i bambini potranno portare due panini (uno per lo spuntino di metà mattino e l’altro per il pranzo) e che quindi non c’è nessun problema per i piccoli studenti. Alcuni docenti hanno invece comunicato che all’ora di pranzo sarà possibile portare a propria discrezione cibo caldo o freddo ai rispettivi figli, ammesso che i genitori ne abbiano la possibilità.

Pur non volendo entrare nel merito delle scelte dirigenziali, è opportuno rilevare che viene meno l’educazione alimentare, peraltro disciplinata dalle “Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica”, emesse dal Ministero della Salute (Provvedimento del 29 aprile 2010, ai sensi dell’art.8, comma 6, della L. 131/2003) per facilitare, sin dall’infanzia, l’adozione di abitudini alimentari corrette per la promozione della salute e la prevenzione delle patologie cronico-degenerative, di cui l’alimentazione scorretta è uno dei principali fattori di rischio.

E che dire dei locale refettorio? Io ed alcuni genitori abbiamo scoperto solo ora che i bambini l’ora di mensa la svolgono in aula, pur disponendo il Plesso S. Pietro di un ampio salone che alla fine del 2013 fu oggetto di scialbatura  a cura di alcuni genitori volenterosi.
E in tutto questo c’è da chiedersi, cosa ha fatto finora l’Amministrazione Comunale? Nulla. Pur essendo stata informata per le vie brevi da chi ha effettuato i controlli, ad oggi non è intervenuta per iniziare i lavori necessari per mettere a norma i locali da adibire a refettorio.

A questo si aggiunge il fatto che il Comune non ha ancora trasferito alle scuole i fondi per il servizio mensa. Pertanto i dirigenti scolastici non potranno bandire nessuna gara d’appalto nel rispetto delle norme evidenziate dall’ASP. E se i locali refettorio non saranno a norma, i ristoratori che vorranno concorrere alla gara d’appalto non potranno presentare in modo congruo la Denuncia di Inizio Attività (DIA) alimentare, requisito necessario per ottenere l’autorizzazione.

Sembra proprio un cane che si morde la coda, dove l’unico soggetto che ha ragione è l’ASP perché giustamente esige il rispetto delle regole, e chi invece subisce il disservizio sono i piccoli studenti delle scuole primarie comprese alcune scuole dell’infanzia.
E se da un lato ci sono genitori pronti ad intervenire in soccorso della scuola ed integrare il magro contributo, e non è una critica, che a breve dovrebbe erogare il Comune, dall’atro lato è evidente una lacuna gestionale delle due istituzioni coinvolte. 

Bisognerebbe prendere atto che non ci sono gli strumenti e la giusta maturità per offrire un servizio scolastico integrato, purtroppo la scuola statale non è uguale dappertutto. Va ricordato che la scuola è al servizio dei giovani cittadini e delle loro famiglie, è al servizio dei contribuenti. L’Ente locale ha il dovere di provvedere e supportare il servizio ed attivare una programmazione annua per la pianificazione del sistema logistico e dei servizi necessari alle scuole dell’obbligo. Prendersi cura della formazione e dell’istruzione dei piccoli cittadini dovrebbe essere in cima all’agenda di ogni amministratore, in tempi di profonda crisi la speranza risiede nei giovani ai quali vanno dati strumenti affinchè diventino il motore per far ripartire il Paese.


  Riccardo Calamaio

 

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PD Enna – Garofalo:”Sulla mia candidatura accetterò le decisioni del partito”

Enna. Assemblea del Partito Democratico ieri sera per chiarire quanto apparso sui giornali negli ultimi giorni e  stabilire se sia opportuno o meno celebrare le primarie per la designazione di un candidato a sindaco per le prossime amministrative. Ma aldilà del fatto che il Pd decida per le primarie in casa propria è certo che si celebreranno le primarie di coalizione che vedranno correre in concorrenza al candidato democratico,  probabilmente, Dario Cardaci del Nuovo Centro Destra. I lavori dell’assemblea sono stati introdotti dal segretario Tiziana Arena che ha stigmatizzato le candidature “proposte attraverso gli organi di stampa e frutto di chiacchiericcio da bar”. E’ intervenuto successivamente il vicesindaco Salvatore Cappa che ha tracciato un excursus delle attività poste in essere dall’amministrazione Garofalo rilevando che “essa ha operato in questi anni, con il 60 % in meno dei trasferimenti e, tuttavia, è riuscita a fare ugualmente bene per la citta”.

Giacomo Falzone, consigliere comunale, ha espresso un intervento  in disaccordo con quello del segretario Arena e ha invitato il sindaco a chiarire le proprie posizioni in merito alla propria candidatura.  Paolo Garofalo, è subito intervenuto, parlando per più di un’ora in un articolato intervento durante il quale ha messo in rilievo come nei 5 anni della sua attività di sindaco pur amministrando con gravi difficoltà economiche causate da una congiuntura sfavorevole, la sua amministrazione sia riuscita ad ottenere molti successi. Ha poi parlato delle indagini a suo carico ribadendo la sua totale fiducia nei confronti della Magistratura sottolineando come sia, ancora, alla luce dei recenti fatti di Roma,  importante il ruolo della Magistratura in’Italia. Ha poi sottolineato l’importanza delle primarie e da uomo di partito qual è si detto disponibile alle decisioni che l’assemblea avrebbe preso in merito alla sua ricandidatura a sindaco della Città di Enna ma non ha detto di essere indisponibile anzi, tutt’altro, ha confermato la sua piena disponibilità. 

Il sindaco ha poi concluso precisando che “qualunque sia la decisione del Partito in merito alla mia ricandidatura io resterò sempre a disposizione del Partito stesso per il futuro e continuerò ad impegnarmi per esso non abbandonando la politica attiva”.  L’intervento del sindaco è stato suggellato da un applauso della maggior parte dell’assemblea. E’ intervenuto poi Vladimiro Crisafulli, segretario provinciale del Partito che ha plaudito all’elezione di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica e non ha posto alcun veto alla ricandidatura di Paolo Garofalo. Breve e conciso l’intervento di Fausto Raciti, segretario regionale del Partito, che ha ringraziato Garofalo per l’importante lavoro svolto in questi anni sottolineando come sia importante la prossima competizione elettorale”. Ha concluso i lavori dell’assemblea il segretario provinciale  che ha ritenuto opportuno, prendendo atto del clima politico,  rinviare ogni decisione a data da destinarsi.
Mario Antonio Pagaria

 

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Il Presidente Mattarella prepara il discorso e si dimette da giudice della Consulta

Il Presidente della Repubblica alle 19 ha incontrato la Consulta, che si è riunita in camera di consiglio con, all’ordine del giorno, le dimissioni di Mattarella da giudice. Il Capo dello Stato ha pronunciato la formula di rito sulle dimissioni. Nel frattempo sono stati resi noti gli appuntamenti di ieri del Presidente, che dopo la messa nella Basilica degli Apostoli ha incontrato “i poveri che vivono nelle vicinanze della chiesa e che, di fatto, hanno reso gli onori di casa al neo eletto”. I particolari sono stati resi noti dal parroco della Basilica sul sito dell’Università Pontificia “Seraphicum”. Sergio Mattarella starebbe in queste ore mettendo a punto gli ultimi dettagli del discorso che terrà domani mattina alle 10 davanti alle camere.


Complice anche l’elezione avvenuta sabato scorso, prosegue lentamente il cammino verso l’insediamento ufficiale del neo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ieri infatti è stata una giornata interlocutoria, mentre oggi Mattarella svolgerà tutti passaggi burocratici che gli permetteranno poi di poter fare il giuramento alla Camera dei deputati, previsto martedì, e di essere così proclamato ufficialmente Presidente della Repubblica. Dopo aver ascoltato i suoi due predecessori, una conversazione telefonica con Carlo Azeglio Ciampi e un incontro faccia a faccia con Giorgio Napolitano, il Capo dello Stato eletto oggi infatti si dimetterà dal suo precedente incarico di giudice della Corte Costituzionale. L’atto dovuto sarà annunciato nel corso di una riunione della Consulta già programmata e a porte chiuse. Con un annuncio formale Mattarella comunicherà le sue dimissioni motivandole con l’elezione a presidente della Repubblica.



Il discorso di Mattarella
In vista degli appuntamenti che da domani lo vedranno ufficialmente insediato nel suo nuovo ruolo di Capo dello Stato, Sergio Mattarella in queste ore è impegnato nella stesura del suo discorso alle Camere con i più stretti collaboratori. Visti anche i silenzi di questi giorni, c’è molta attesa per le sue parole che apriranno ufficialmente il settennato stabilendo anche le priorità su cui punterà il Presidente della Repubblica. Certamente sarà un discorso molto più lungo e articolato di quel “primo pensiero” alle difficoltà e alle speranze dei concittadini con cui ha accolto la comunicazione da parte del Presidente della Camera Boldrini dell’elezione in suo favore.


Le priorità del nuovo Presidente
Secondo quanto rivela Repubblica, l’idea di Mattarella comunque è quella di un intervento non troppo lungo, non più di una trentina di minuti, nel quale mettere in chiaro subito alcuni temi centrali: lo scollamento fra politica e paese, e l’urgenza di tornare ad una politica alta, che si occupi dei problemi veri dell’Italia. Il Presidente farà un incoraggiamento ai politici ad andare avanti con le riforme istituzionali, ma soprattutto farà un richiamo agli aspetti sociali del Paese, tra crisi economica e disoccupazione.


 


 



 

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Piazza Armerina – 37° Giornata Mondiale della Vita festeggiata in Cattedrale

Il mal tempo non ha fermato i tanti fedeli che ieri sono accorsi in basilica Cattedrale per festeggiare la 37° Giornata Mondiale della Vita, ciò significa che in molti credono che la Vita è un dono prezioso che solo Dio dà e solo dio può togliere ;varie sono state le intenzioni  di preghiera per il ringraziamento alla Vita.

Hanno colto l’invito prendendo parte alla SS: messa la Polizia Municipale nelle persone del Commissario Walter Campagna, l’agente Rosario Chessari e l’ agente Cristina Bellanti, l’Ordine del Santo Sepolcro e il quartiere Monte.
Durante la messa alla presentazioni dei doni, hanno preso parte una coppia in dolce attesa, una coppia con un neonato, una coppia con un bambino , una coppia di nonni e una coppia che ha ricevuto il dono del miracolo, perché ieri abbiamo voluto ringraziare il Signore per la Vita che ci ha donato e ridonato, perché nulla è più urgente del rendere grazie ,senza gratitudine, infatti, la vita può arricchirsi davvero e un cuore grato, ricordiamocelo, è sempre in festa.

Dopo la comunione è stato letto il ringraziamento alla vita , dove si ricordava una citazione di Papa Francesco:” I figli sono la pupilla dei nostri occhi e che se non ci prendiamo cura dei nostri occhi come posiamo andare avanti?”queste parole dovrebbero far riflettere un po’ tutti, soprattutto coloro che attuano violenza sui propri figli e coloro che non portano a compimento una gravidanza perché indesiderata.
Dopo la benedizione sono stati donati dei kit  con latte materno, vitamine e altro offerti dai pediatri:
Dott.ssa Adamo  M. Grazia,  Dott. Crea Gianfranco, Dott.ssa  Falciglia Mariella e io Dott. Guglielmo Francesco; le bavette realizzate  a punto croce dal Gruppo 3F  con la scritta “Tu sei la Vita”, ai neonati e alle donne in dolce attesa; delle caramelle a tutti i bambini e dei  cuori  di pasta di ceramica profumati , realizzati sempre dal gruppo, donati a tutti i presenti come ricordo della Giornata.
“Perché dove c’è un cuore che batte, è segno che c’è Vita”

 

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Piazza Armerina – Preoccupazione del PD per l’introduzione dei voucher in ambito socioassistenziale

La decisione delle Giunta comunale di introdurre i voucher in ambito socioassistenziale non è una novità nel quadro amministrativo di Piazza Armerina.Il sistema dell’accreditamento, che consente di operare mediante i voucher, è stato un obiettivo centrale del programma del Partito Democratico sin dal 2008. 

Per primi ci abbiamo creduto, cogliendone l’innovatività e i potenziali vantaggi, e abbiamo operato perché si attivasse il RE.D.O. Registro Distrettuale delle Organizzazioni del Terzo Settore, la cui istituzione risale al 23 aprile del 2009. In questa direzione va anche il regolamento per la Disciplina dei servizi sociali, approvato sotto la giunta Nigrelli nel 2010, che consente l’attivazione del meccanismo del voucher.

Tutte le premesse, dunque, risalgono alla legislatura precedente.
Ma perché, poi, si decise di non procedere su questa strada?
Il motivo è semplice: prudenza, a causa di lacune normative e di prassi differenti e disomogenee che hanno dato, in altre città, esiti non sempre positivi.
Per questo decidemmo di attendere linee guida regionali o indicazioni operative per procedere con i conseguenti bandi.

Nel frattempo l’Assessorato regionale ha promosso alcune sperimentazioni, ma il quadro normativo non è ancora chiaro.
Infatti ancora oggi non esiste un pronunciamento normativo a livello regionale e  la legge nazionale 328/00 in Sicilia non è stata recepita. Per questo, attraverso il Vice presidente dell’ARS, On. Antonio Venturino, abbiamo posto un quesito alla Sesta commissione regionale, che lo ha preso in esame lo scorso 28 gennaio.

Si tratta, ad esempio, di capire se sia possibile derogare agli standard di personale imposti dalla L. 22/86, il cui rispetto – con relativa iscrizione all’albo regionale delle istituzioni socioassistenziali – è requisito obbligatorio per l’iscrizione all’albo dei soggetti accreditati a livello locale. E infatti, mentre la Regione obbliga a garantire la presenza di specifiche figure professionali (oltre agli operatori socioassistenziali anche l’assistente sociale ed altre figure sanitarie ed ausiliarie) il patto di accreditamento proposto dal Comune di Piazza Armerina prevede solo l’erogazione di prestazioni socioassistenziali e l’utilizzo di operatori OSA.

Il costo del servizio pertanto diminuisce non tanto perché la modalità di gestione si modifichi ma perché il servizio erogato è differente e manca di numerose prestazioni. In altre parole la Giunta Miroddi, anche questa volta, riprendendo il lavoro svolto nella precedente legislatura, lo svilisce e sceglie la strada della riduzione dei costi che deriva dalla riduzione della qualità del servizio erogato.

Un uso distorto di quanto previsto nel bando, inoltre, potrebbe originare problemi che verrebbero scaricati sui lavoratori.
Per questo il Direttivo del PD sta continuando ad approfondire la questione mettendo sempre al centro i bisogni degli utenti, la qualità del servizio e i diritti dei lavoratori.



Ilenia Adamo
Partito Democratico Piazza Armerina

 

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Armi, chi le detiene deve presentare un certificato di idonietà psicofisica

       Il Decreto Legislativo n. 121/2013, entrato in vigore il 5 novembre dello scorso anno, stabilisce (ai sensi dell’art. 6, comma 2°, lett. a) che coloro che detengono armi (bianche o da fuoco) debbano presentare un certificato medico di idoneità psicofisica alla detenzione.
      
Il suddetto certificato, – rilasciato da sanitario dell’A.S.L. o da medico militare -, dovrà essere inoltrato entro il 4 MAGGIO 2015 presso le Autorità di P.S. o i Comandi Stazione Carabinieri (siti nei comuni in cui non vi è un Commissariato di P.S.) competenti per territorio.
       Sono esclusi dall’obbligo di presentazione coloro che nei sei anni  precedenti all’entrata in vigore del decreto in questione, abbiano consegnato il predetto certificato al momento della richiesta di rilascio o di rinnovo di una licenza di porto d’armi o di un nulla osta per l’acquisto di armi.
      
Chi non avrà ottemperato a tale obbligo, entro il 4 MAGGIO 2015, sarà destinatario di una formale diffida che in caso di ulteriore inadempienza nei successivi 30 giorni, determinerà l’avvio del procedimento amministrativo volto al divieto di detenzione armi.

 

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Aidone – domani 3 febbraio ore 15.00 inaugurazione campo di calcio a cinque

Sarà inaugurato domani martedì 3 febbraio alle ore 15.00, presso il Comune di Aidone, il campo di calcio a cinque finanziato con i fondi del PON Sicurezza, nell’ambito del Piano Azione Giovani “Sicurezza e Legalità” – Linea di Intervento 1 “Sport e Legalità” – Iniziativa


Quadro “Io Gioco Legale”. Il progetto presentato, a suo tempo,  dal Comune di Aidone per la realizzazione della predetta struttura sportiva è il frutto di una intesa –  realizzata nell’ambito dell’attività della Conferenza Provinciale Permanente – fra i Comuni di Piazza Armerina, Barrafranca e Pietraperzia finalizzata  a implementare strategicamente gli strumenti di prevenzione e di contrasto al fenomeno del disagio giovanile, prioritariamente per quei territori di questa provincia dove si registra una carenza di tali fondamentali strutture.


Il campo di Aidone realizzato con un importo di circa     € 261.000,00,  fa parte di un gruppo di sei progetti finanziati dal Ministero dell’Interno attraverso il PON Sicurezza per un costo complessivo di circa                       € 2.700.000,00 il cui completamento dovrebbe concludersi nel corrente anno. La predetta cerimonia si svolgerà alla presenza del Prefetto, Fernando Guida e di autorità Regionali, Provinciali e Comunali, secondo l’allegato programma che prevede , fra l’altro, lo svolgimento di un torneo di calcio a cinque con il coinvolgimento di tanti ragazzi dello stesso Comune di Aidone e di quelli provenienti dai predetti Comuni di Piazza Armerina, Barrafranca e Pietraperzia, ai quali verrà donato un Kit di abbigliamento sportivo messo a disposizione dallo Stesso PON Sicurezza. 


 

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Aidone – Proroga per il concorso regionale “Morgantìnon” degli oli extravergini d’oliva siciliani

Concorso regionale “Morgantìnon” degli oli extravergini d’oliva siciliani – Edizione 2015
Proroga termini di presentazione
Si avvisano tutte le aziende interessate che, al fine di ampliare quanto più possibile la partecipazione, i termini per la presentazione dei campioni al concorso regionale “Morgantìnon” degli oli extravergini d’oliva siciliani edizione 2015, viene prorogata al 16 febbraio 2015. Sono già pervenuti un buon numero di campioni anche di aziende che partecipano per la prima volta.

Questo fa ben sperare su una numerosa partecipazione da parte delle aziende della filiera olearia siciliana. La novità di quest’anno riguarda l’indagine conoscitiva rivolta ai consumatori, sugli usi dell’olio extravergine d’oliva. Si tratta di un questionario on-line che sarà compilato da quanti vorranno approcciarsi in modo consapevole all’utilizzo di questo importante alimento mediterraneo. Sarà possibile la sua compilazione on-line fra qualche giorno.


Si ribadisce, pertanto che la nuova scadenza per la presentazione dei campioni è fissata per il 16 febbraio 2015. I campioni dovranno essere inviati alla SOPAT 47 via Trieste n. 10 – 94019 Valguarnera Caropepe (En).
Il regolamento e la domanda per la partecipazione, sono scaricabili dal sito www.morgantinon.it


Il Concorso Regionale “Morgantinon” degli oli extravergini d’oliva Siciliani, è realizzato in collaborazione  con La Provincia Regionale di Enna, La Camera di Commercio di Enna, il Comune di Aidone, L’Assessorato Risorse agricole e Agroalimentari e L’Assessorato Beni Culturali e Identità Siciliana – Parco Archeologico Morgantina Aidone.


Info Utili
Comunicazione e Media & Relazioni Pubbliche
gianfortesabrina@tiscali.it tel  392 13 35 663


ESA SOPAT 47 Via Trieste,10 94019 – VALGUARNERA (EN) – Tel. 0935 957761 fax 0935 959370

 

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Piazza Armerina – Gli auguri a Sergio Mattarella dal Vice Presidente dell’ Ars Antonio Venturino

“L’elezione al Quirinale di Sergio Mattarella non può che essere motivo di grande gioia e compiacimento per tutti gli italiani onesti che hanno davvero a cuore le sorti del nostro Paese”. Lo afferma il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino che aggiunge: “Mattarella è un uomo di indubbia levatura morale e grande senso delle istituzioni, un profondo conoscitore del diritto e della politica, ma anche delle tante emergenze siciliane. Abbiamo la consapevolezza che il nuovo Presidente della Repubblica sarà una figura che opererà per il bene comune e a garanzia di tutti e sarà sicuro custode della Carta Costituzionale”.


 

 

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Agira – On.Maria Greco : ” soddisfazione per l’elezione del Presidente della Repubblica”

 “ Il nuovo presidente – ha detto l’ On. Maria Greco – è un uomo della nostra terra, con un altissimo senso dello Stato e delle sue istituzioni, di grande rigore morale, è un nostro conterraneo che saprà con estrema competenza e imparzialità rappresentare i valori dell’ unità della nazione, saprà essere un difensore della costituzione nel segno della riservatezza che lo contraddistingue, oggi – continua l’ On. Maria Greco –  in un momento in cui imperversa una profonda crisi morale e di fiducia nella politica il presidente Mattarella rappresenta un limpido esempio e una guida sicura.” 

L’ On. Maria Greco ha seguito da vicino l’ evolversi della situazione politica ed è stata presente a Roma a tutti gli incontri promossi dal partito propedeutici per la nuova elezione del Presidente della Repubblica.
“ Il presidente Mattarella – prosegue l’ On. Greco – ha vissuto personalmente il periodo delle stragi in Sicilia, con eventi luttuosi che ne hanno segnato l’ esistenza familiare, il suo costante impegno contro le mafie e tutte le forme di illegalità è noto a tutti, inoltre – continua

l’ On. Maria Greco – è un forte sostenitore del ruolo importante che riveste la cultura come strumento di riscatto sociale e lotta contro le ingiustizie, oggi la nostra terra e l’ Italia hanno bisogno di autorevoli rappresentanti che possano testimoniare con loro esperienza politica e lo stile di vita quotidiano i sentimenti di sobrietà, rigore morale e attaccamento ai principi e valori costituzionali.”

 L’ On. Greco dopo aver saputo delle prime dichiarazioni del nuovo presidente raggiunto dalla presidente della Camera, ha rilasciato la seguente dichiarazione “Dalle prime parole espresse dal presidente – ha detto  l’ On. Greco – trapela lo stile di vita di Mattarella, pensare alle difficoltà dei cittadini e alle loro speranze sono parole che esprimono un impegno sociale sempre vivo e un sostegno a quelle riforme tante attese dai cittadini, riforme utili e doverose  per un’ Italia più giusta e solidale”      


Luigi Manno

 

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Enna – Avviato un importante accordo di Partenariato tra le parti sociali del territorio

Venerdì pomeriggio è stato effettuato un passo molto importante per il territorio di Enna, le parti sociali espressione del mondo economico dell’impresa e del lavoro hanno sancito un Accordo di Partenariato che prelude finalmente all’avvio di un nuovo percorso comune che dovrà portare alla definizione di un progetto strategico unitario da condividere con istituzioni ed enti locali.

Hanno partecipato a questo primo incontro i vertici di numerose organizzazioni di categoria e del sindacato, tra cui Mauro Todaro per la CNA, Riccardo Di Stefano per la Confcommercio, Cesare Arangio per la Confcooperative, Fabio Montesano per l’Ordine dei Dottori Commercialisti, Rita Magnano per la CGIL, Marco Ferro per la Cisl, Enzo Mudaro per la UIL, Liborio Gulino per il GAL Rocca di Cerere e il Distretto Turistico Dea di Morgantina, non presenti per concomitanti impegni istituzionali, ma che hanno dichiarato la propria disponibilità a condividere il progetto, i rappresentanti di CIA, Confartigianato, Confesercenti, Casa Artigiani e Lega delle Cooperative, altri avranno modo di poter aderire anche in corso d’opera.

Il tavolo unitario coordinato da Tonino Palma, presidente regionale della CNA Comunicazione e Terziario Avanzato, è servito innanzi tutto per prendere coscienza della scarsa incisività ed efficacia delle azioni finora intraprese singolarmente dalle varie organizzazioni e per prendere atto della necessità di costituire un ampio fronte in grado di mettere assieme le aspettative, gli obiettivi e le esperienze degli attori locali e per mettere in campo un nuovo modo di interpretare la rappresentanza.

E’ stato pertanto sancito l’obbiettivo comune di raggiungere un più ampio coinvolgimento che travalichi vecchi steccati e promuova una coesione che vada al di là dei confini dell’ex Provincia, per costruire un progetto che coinvolga una vasta area che comprende i territori interni e del centro Sicilia che hanno identiche aspirazioni e stesse condizioni socio economiche.

L’idea è quella di superare la marginalità e l’isolamento dell’area attraverso un nuovo protagonismo in grado di farsi interprete del bisogno delle imprese e dei lavoratori, creando i presupposti per poter attingere alle risorse messe a disposizione dalla programmazione comunitaria, dai governi nazionale e regionale, per un riscatto che dovrebbe invertire una tendenza che in atto vede crescere in maniera esponenziale il numero di imprese in crisi, aumentare il numero di disoccupati e di giovani in fuga alla ricerca di opportunità concrete che consentano loro di costruire un futuro lavorativo rispondente alle loro aspettative e alle loro ambizioni.

Altro aspetto di rilievo deciso nella riunione riguarda la realizzazione di una struttura operativa snella e leggera, che potrebbe avvalersi della collaborazione dell’Università, come soggetto attivo, il cui coinvolgimento dovrebbe consentire di ottenere un valido supporto scientifico e metodologico alle attività che serviranno per costruire una nuova prospettiva per il territorio.

La presenza dell’Università potrebbe rappresentare un valore aggiunto ed una facilitazione nelle attività di individuazione delle criticità e dei punti di forza, degli aspetti vocazionali e strategici, nella individuazione di strumenti idonei per il potenziamento del tessuto e della cultura  imprenditoriali, per focalizzare meglio progetti ed iniziative a favore dello sviluppo delle PMI e dell’occupazione, della valorizzazione dei beni culturali, del turismo, dell’agroalimentare, dell’innovazione tecnologica e della ricerca,  ma anche come supporto nella creazione di reti di imprese e progetti di filiera.

Nella riunione si è discusso anche degli strumenti più idonei che possono dare concretezza a questo disegno, a tal fine la possibilità di utilizzare gli ITI (Investimenti Territoriali Integrati) previsti dalla programmazione europea, per finanziare progetti multi asse, proposti dal partenariato locale, potrebbe essere la chiave di volta.
Gli ITI potrebbero rappresentare il giusto impulso ed una forte motivazione per accelerare questo percorso comune, pur non rappresentandone l’unico obiettivo.

Alla fine dell’incontro è stato deciso pertanto di dare operatività alle proposte avanzate nei vari interventi, partendo dalla costituzione del gruppo di lavoro che deve vedere la presenza delle rappresentanze di ogni categoria, di promuovere un incontro con i vertiti dell’Università Kore per verificarne la disponibilità a condividere il percorso intrapreso, di avviare un’interlocuzione con le istituzioni e i rappresentanti degli enti locali per consolidare il progetto e per creare i presupposti per poter attingere ai benefici previsti per gli ITI e se sarà necessario intraprendere, anche attraverso forme di pressione nei confronti della Regione, iniziative per ottenere il riconoscimento del soggetto unitario del territorio in grado di pianificare, concretizzare e gestire bandi e misure che possono semplificare, accelerare e migliorare la capacità di spesa della Regione.

 

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La Via : Elezione Mattarella ”soddisfazione per il primo Presidente siciliano”

Elezione Mattarella, “soddisfazione per il primo Presidente siciliano”
“Saluto con grande soddisfazione l’elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica, è la persona giusta non solo per le sue indubbie qualità morali, ma anche per la profonda conoscenza della macchina politica e amministrativa Italiana”. E’ il commento dell’eurodeputato Giovanni La Via (Ncd/Ppe), Presidente della Commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare.
“Un uomo che negli anni ha sempre mostrato rispetto per le Istituzioni, saggezza e integrità nelle scelte, ma sopratutto un uomo di esperienza. Queste le qualità necessarie per un Presidente eletto in un momento così difficile per la nostra nazione, al di là del metodo scelto per la candidatura. Mattarella – continua La Via – oltre ad essere simbolo di una “politica che non scende a patti con la mafia”, sara’ di certo garante dei principi della nostra Costituzione”. “Contribuendo all’affermazione dei nostri valori, sopratutto nel più ampio contesto di integrazione europea”.
“Non nascondo, inoltre, la soddisfazione per il primo Presidente siciliano. Con Mattarella si potranno porre le basi per trovare una soluzione alla complessa fase politica attuale, coniugando rigore morale e profondo rispetto delle Istituzioni” conclude  La Via .

 

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Enna – CNA : L’unione artistico e tradizionale incontra il Prefetto

Il Presidente Provinciale Angelo Scalzo accompagnato dal Direttore Provinciale della CNA Giuseppe Greca sono stati ricevuti da S.E. Fernando Guida Prefetto di Enna, scopo dell’incontro è stato quello di proporre alcune iniziative mirate alla valorizzazione dei Beni Culturali esistenti nel nostro territorio, l’incontro è stato accentrato su tre siti in particolare, l’annoso problema della riapertura del Museo Alessi, per il quale i rappresentanti della CNA hanno lanciato alcune possibili idee per la riapertura, i quadri del Borremans che si trovano in stato di degrado presso la Chiesa San Giovanni Battista di Piazza Armerina, il restauro e la riapertura della Chiesa di San Michele Arcangelo di Enna ed infine è stato chiesto a S.E. di verificare lo stato di degrado della sacrestia e degli arredi, dei quadri e suppellettili del Sacrario dei Caduti “ Santa Chiara “ in Enna..

Gli argomenti ,di notevole importanza, sono stati trattati proprio perché di proprietà del FEC e quindi come tali sotto la tutela della Sovraintendenza ma di fatto di competenza della Prefettura.
Angerlo Scalzo si ritiene soddisfatto dell’incontro e delle risposte che sono state date, risposte soddisfacenti per quanto riguarda il ripristino del tetto della chiesa di San Michele, che permetterà la riapertura entro il 2015.

Da parte sua S.E. il Prefetto, come sempre ha dato la sua disponibilità e per quanto di sua competenza di continuare il dialogo con le parti interessate per accelerare la riapertura del museo Alessi e la verifica della sacrestia di Santa Chiara a Lui fino ad ora sconosciuta.
Angelo Scalzo ha proposto a sua eccellenza la realizzazione di un prossimo convegno,  dedicato solo ed esclusivamente ai siti esistenti nel territorio della Provincia di Enna, coinvolgendo sia attori locali che alcuni Mecenati Nazionali, alcuni di questi hanno già manifestato  il loro interesse ad investire nel nostro territorio.

 

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